Objet du Conseil n. 569 du 28 avril 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 28 AVRIL 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 569/XI Notizie in merito alle proposte formulate dal gruppo di lavoro incaricato dell'elaborazione di proposte di riforma della Fondazione per la formazione professionale turistica ed iniziative per una maggiore qualificazione degli operatori del settore alberghiero. (Interpellanze)
Interpellanza Richiamata la D.G. n. 26 del 18/01/1999 avente per oggetto la "costituzione di un gruppo di lavoro per l'elaborazione di proposte di riforma della fondazione per la formazione professionale turistica";
Evidenziato che la medesima delibera fissava in sessanta giorni il termine per la conclusione del lavoro del suddetto gruppo;
Atteso che l'argomento riveste una grande importanza per la prospettiva turistica della Regione, come più volte sottolineato dal sottoscritto;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta per conoscere:
1) la sintesi delle conclusioni a cui è giunto il gruppo di lavoro e le relative proposte;
2) se le proposte avanzate saranno accolte dall'esecutivo;
3) quale seguito si intende dare alle proposte del gruppo e quali sono i tempi stimati.
F.to: Collé - Marguerettaz - Comé - Lanièce - Viérin M.
Interpellanza Rilevato che da più parti viene evidenziata l'inadeguatezza della Scuola Alberghiera regionale rispetto alle esigenze riscontrabili nel comparto turistico-alberghiero;
Osservato che anche gli operatori del settore valutano come insufficiente la professionalità nel settore alberghiero della nostra regione;
Ritenuto che tale carenza di professionalità sia un punto debole della nostra offerta turistica, già poco competitiva;
Ritenuto altresì che un'adeguata e qualificata Scuola alberghiera costituisca la struttura di base per ottenere operatori del settore preparati e competitivi;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) Se condivide i rilievi di inadeguatezza mossi all'attuale Scuola alberghiera regionale;
2) Quali sono gli intendimenti e le proposte dell'amministrazione per qualificare maggiormente gli operatori del settore alberghiero.
F.to: Curtaz
Presidente Siamo al punto 14 all'ordine del giorno. Chiedo se è possibile unificare l'interpellanza 14 con l'interpellanza 15. Se siamo d'accordo, procediamo con il punto 14 unificato al 15. La parola al Consigliere Collé.
Collé (Aut) Il 18 gennaio di quest'anno è stata fatta una delibera di Giunta che aveva come oggetto la costituzione di un gruppo di lavoro per l'elaborazione di proposte di riforma della Fondazione per la formazione professionale turistica. In sostanza, l'Assessore riteneva di andare verso una ridefinizione del ruolo e della struttura organizzativa della Fondazione stessa per renderla maggiormente idonea a conseguire gli obiettivi ad essa assegnati.
Per questo tipo di lavoro si sono fissati 60 giorni, siamo oggi a più di tre mesi da quando si è fatta questa delibera, da quando quest'argomento è andato in Giunta. Voglio ricordare che di questo gruppo di lavoro facevano parte 11 persone, buona parte delle associazioni che costituiscono un po' il tessuto economico-turistico della Valle così come c'erano i rappresentanti dell'Assessorato del turismo.
Questo è un argomento che da sempre ci sta particolarmente a cuore e che in questi anni abbiamo sollevato più volte in quest'aula e in commissione. È bene ricordare, così come abbiamo letto dai giornali, che in questo periodo sono state fatte due convocazioni e che a suo tempo la Giunta ha deliberato per il nuovo Consiglio di amministrazione; due convocazioni - dicevo - che sono andate tutte e due a vuoto, diciamo che hanno avuto un esito negativo in quanto non c'era il numero legale. Ed è giusto anche ricordare come degli 11 amministratori della Fondazione 6 siano di nomina regionale, quindi per un certo verso ci verrebbe da credere che questa mancanza del numero legale fosse per così dire pilotata dallo stesso Assessore, invece andiamo a verificare che l'Assessore stesso dichiarava su "La stampa" che sollecitava un suo insediamento.
Questa credo sia la prima anomalia, nel senso che se la Fondazione ha come maggioranza dei suoi amministratori dei rappresentanti nominati dalla Regione, non si riesce a capire se c'è un collegamento, se ci si parla fra amministratori designati dalla Giunta con l'Assessore stesso oppure se questi non seguono quelle che sono un po' le impostazioni della Regione e dell'Assessorato.
Nei vari articoli che abbiamo avuto modo di leggere in questi mesi si parla di diverse ipotesi. Si dice che ci sarebbero sul futuro della Fondazione due filosofie; una è quella di mantenere le attuali competenze e di andare avanti come si è andati avanti fino ad oggi, l'altra invece è quella di un rilancio delle professioni legate al turismo con possibilità di arrivare al riconoscimento di diplomi validi per l'iscrizione all'università. Qui credo sia giusto fare un distinguo fra il ruolo della Fondazione e la Scuola alberghiera, fra l'altro sono contento che le due interpellanze, la mia e quella di Curtaz, siano state messe assieme così avrò modo, sulla base di quello che l'Assessore risponderà al Consigliere Curtaz, di entrare più nello specifico di quella che è la Scuola alberghiera attualmente. Dicevo che dobbiamo fare un distinguo, perché? Perché di fatto la Fondazione è lo strumento che consente alla Scuola alberghiera di avere i contributi della CEE, di poter svolgere regolarmente i corsi all'interno della scuola stessa; null'altro mi risulta, almeno dalle discussioni che finora abbiamo avuto con l'Assessore e il Presidente, esserci fra la Fondazione e la Scuola alberghiera.
La Fondazione in questi anni ha fatto innumerevoli corsi per gli addetti ai lavori, non voglio ritornare sui risultati che questi corsi hanno dato, lo sappiamo tutti, lo sanno gli albergatori, lo sa chi in Valle d'Aosta si occupa di turismo, quindi da sempre e nel momento in cui l'Assessore ha comunicato al Consiglio regionale che era intenzionato a rivedere le competenze e la definizione della Fondazione, siamo stati soddisfatti perché ritenevamo che questo fosse un argomento da rivedere.
Ad oggi si ipotizzano diverse cose, parlavo prima delle due filosofie, non si sa chi porti avanti l'una e chi porti avanti l'altra. Si parla di commissariamento: sono voci fondate o sono voci infondate? Sarebbe bene capirlo possibilmente oggi. E dall'altro, che credo la cosa più credibile, nel senso che se la Giunta regionale ha ritenuto di dover mettere in piedi un gruppo di lavoro, si doveva in qualche modo aspettare le risultanze di questo gruppo di lavoro.
Quindi il nostro ragionamento oggi in questa prima parte è molto semplice: vogliamo sapere se a oggi, dopo tre mesi e mezzo dall'insediamento di questo gruppo di lavoro, esistono le conclusioni, se queste conclusioni sono accettate dall'Assessore e dalla Giunta e quale seguito ne darà e in quali tempi.
In poche parole vogliamo capire se si è deciso sul futuro della Fondazione e come pensa questa di andare avanti ricordando che l'obiettivo principale, quando nacque la Fondazione per volontà di questo Consiglio, era quello di dare alla Fondazione un compito di coordinamento per quella che era l'attività turistica in Valle d'Aosta, cosa che con molta sincerità credo anche da parte della maggioranza si debba dire che in questi anni non è avvenuta. Noi abbiamo sempre sollecitato che questo passo fosse fatto, ci auguriamo che finalmente sia giunto il momento.
Mi fermo qui. Nella replica mi permetterò, sulla base di quello che l'Assessore risponderà anche al Consigliere Curtaz, di entrare nel merito della Scuola alberghiera perché in questi mesi sono uscite sempre sui giornali, sempre con dichiarazioni fatte da responsabili di enti che in Valle d'Aosta si occupano di turismo, delle inesattezze. Per cui credo che il compito principale sia di capire e di sapere cos'è la Fondazione per il turismo e cos'è la Scuola alberghiera. Aspetto le risposte su questa prima parte dell'Assessore.
Presidente La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Anch'io eviterò di dire alcune cose perché l'ampia illustrazione dell'interpellanza da parte del Consigliere Collé mi permette un intervento molto più rapido concentrato sull'oggetto della mia interpellanza che riguarda specificamente il problema dell'adeguatezza dell'attuale Scuola alberghiera. Vorrei subito sgombrare il campo da un equivoco: quando parlo di inadeguatezza mi riferisco alla struttura complessiva, non voglio certo riferirmi all'attuale struttura che di per sé potrebbe pure funzionare bene, però non è adeguata a quelle che sono le esigenze manifestate dagli operatori turistici.
Abbiamo bisogno di ben altro in termini di formazione professionale anche perché se c'è un dato sul quale possiamo tutti concordare è che nella nostra Regione ci sia una carenza di professionalità nell'ambito turistico.
È per questo che con l'interpellanza chiedo se i rilievi di inadeguatezza mossi all'attuale Scuola alberghiera sono condivisi dall'Amministrazione regionale e quali sono gli intendimenti e le proposte dell'Amministrazione per qualificare maggiormente gli operatori del settore alberghiero.
Presidente La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Lavoyer.
Lavoyer (FA) Diceva prima il Consigliere Curtaz che normalmente sono sintetico, in questo caso dovrò dilungarmi maggiormente sulla risposta alle interpellanze anche perché sono state unificate le due iniziative che, anche se interessano lo stesso argomento, completano il quadro della problematica.
Prendo atto della sottolineatura del Consigliere Curtaz sull'interpretazione del termine inadeguatezza.
Fatte queste considerazioni, sottolineando che non ci sono assolutamente da parte del gruppo di lavoro che è stato composto due filosofie nel risultato delle linee che emergeranno, ma vi è un'unica linea e che all'interno di questo gruppo di lavoro le associazioni, in particolare quella degli albergatori è totalmente coinvolta nell'esame della problematica, preciso che sul ruolo attuale della Fondazione la cosa non è interpretativa, non è soggettiva, ma è oggettiva. Basta leggersi con attenzione quello che è lo statuto, parlo dell'attuale Fondazione. A me non risulta, leggendo lo statuto dell'attuale Fondazione, che la stessa dovesse avere un ruolo di coordinamento di tutto quello che era il settore iniziative turistiche. È pur vero che l'attuale statuto probabilmente prevedeva un ruolo più importante non solo legato alla gestione della Scuola alberghiera, ma soprattutto legato all'aspetto della formazione degli operatori del settore.
Detto questo, per cercare di fare chiarezza sull'argomento occorre in primo luogo chiarire che le esigenze formative nel comparto turistico, con particolare riferimento all'accoglienza, hanno carattere complesso in quanto riguardano non solo i giovani che per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro, ma altresì coloro che in esso già operano ai vari livelli di responsabilità con l'ulteriore complicazione data dalla marcata stagionalità dei rapporti di lavoro che soprattutto nell'ambito delle strutture ricettive si traduce in un elevato turnover dei lavoratori, molti dei quali - si stima circa 3500 a stagione - provenienti da fuori Valle.
Con l'attuale Scuola alberghiera, in relazione alla quale sarebbe forse più corretto parlare di corsi di primo addestramento alberghiero, ci si era finora posti l'obiettivo di soddisfare le esigenze di formazione dei giovani essenzialmente residenti appena usciti dalla scuola dell'obbligo e seriamente intenzionati ad inserirsi in via stabile nel settore alberghiero con una valida preparazione di base.
È giudizio sostanzialmente unanime che sotto questo profilo la Scuola alberghiera abbia finora risposto correttamente a tale esigenza soprattutto per quanto riguarda la qualità della preparazione fornita.
Sotto l'aspetto quantitativo, cioè per quanto concerne il numero dei giovani formati, in più occasioni è stato invece sostenuto che tale numero fosse insufficiente a soddisfare le esigenze degli albergatori della Regione. Se si raffronta il numero degli allievi che in media annualmente terminano i corsi, complessivamente una quarantina nelle tre specializzazioni di sala, cucina e portineria, con quello a cui si è fatto cenno più sopra dei lavoratori stagionali provenienti dall'esterno della Valle, l'affermazione non pare in effetti priva di fondamento.
Al riguardo va tuttavia considerato che l'attuale buona preparazione di base è ottenuta mediante corsi biennali e per cucina e portineria triennali, la cui durata e il cui impegno, pure indispensabili per il conseguimento di buoni livelli di qualità, mal si conciliano con le caratteristiche di scarsa stabilità e durata dei rapporti di lavoro per i quali si ricorre ai lavoratori esterni alla Regione.
Questa situazione, unita alla piccola dimensione demografica e al basso livello di disoccupazione che fortunatamente caratterizza la Valle d'Aosta, è d'altro canto alla base della scarsa propensione della popolazione locale a lavorare nelle strutture ricettive della Regione.
Emerge tutto ciò anche dal numero abbastanza esiguo delle richieste di iscrizione alla scuola, normalmente di poco superiori ai posti disponibili, nonostante la riconosciuta validità della preparazione fornita, la gratuità della frequenza e la garanzia di occupazione al termine del ciclo di studi.
Proprio quest'ultima constatazione rende peraltro evidente che la soluzione dei problemi legata ad una più adeguata formazione degli addetti e di conseguenza al conseguimento di più elevati livelli di qualità nel settore alberghiero e più in generale nell'accoglienza al turista della nostra Valle, non possa limitarsi ad un semplice incremento numerico dei posti disponibili presso gli attuali corsi della scuola di Châtillon, ma presuppone invece risposte più articolate e calibrate sulle esigenze a cui si è fatto cenno più sopra soprattutto sostenute dall'Associazione degli albergatori.
Quest'orientamento è infatti emerso con grande chiarezza nell'ambito del gruppo di lavoro incaricato dalla Giunta regionale di formulare proposte di riforma della Fondazione per la formazione professionale e turistica.
Benché l'entità delle problematiche esaminate non abbia ancora consentito di concludere i lavori del gruppo - in questo senso posso condividere il fatto che il gruppo non abbia rispettato i 60 giorni però la complessità della materia e la sua importanza, e spiegherò dopo anche le motivazioni, giustificano ampiamente il fatto che ci sia un ritardo e noi pensiamo poi di concludere comunque questi lavori del gruppo entro il mese di giugno -, alcune rilevanti indicazioni possono essere anticipate e qui passo alla seconda parte della risposta all'interpellanza.
È stata in primo luogo sottolineata l'esigenza di realizzare un più stretto coordinamento fra strutture scolastiche ed organizzazione turistica in sede di elaborazione dei programmi scolastici relativi ai corsi di istruzione professionale e a seguito della recente riforma della scuola dell'obbligo soprattutto di quelli degli ultimi due anni, ex primi due anni delle superiori di tale scuola così da rendere i programmi stessi più aderenti alle effettive esigenze del settore turistico e nel contempo di fornire ai giovani, in fase di completamento del ciclo dell'obbligo, maggiori elementi di valutazione in ordine alle possibili successive scelte scolastiche o di inserimento nel mondo del lavoro. Sottolineo che all'interno del gruppo di lavoro vi è la presenza del Sovrintendente agli studi.
Per quanto specificatamente concerne il settore della ricettività e dell'accoglienza turistica, fermo restando l'apprezzamento per la qualità della preparazione assicurata dagli attuali corsi alberghieri, è emersa la necessità di consentire ai giovani che frequentano tali corsi di poter accedere a un diploma di scuola media superiore, quindi - se lo ritengono - successivamente ai corsi universitari.
Anche quest'obiettivo non può evidentemente essere attuato senza una stretta collaborazione con gli organi della pubblica istruzione, ma occorrerà trovare il giusto equilibrio fra la rigidità imposta dai programmi e dalle strutture organizzative scolastiche e la flessibilità richiesta dalla necessità di rapido adeguamento della formazione alle mutevoli esigenze del mercato turistico.
L'impostazione e la corretta gestione di una struttura formativa in grado di garantire il conseguimento di tale equilibrio dovrebbe divenire uno dei compiti più importanti da affidare alla Fondazione, la cui composizione societaria, che non dovrebbe comunque essere sostanzialmente modificata, ne fa un luogo ideale di confronto e di sintesi delle varie esigenze formative degli operatori del turismo. Nell'attuale composizione sono presenti: l'Associazione commercianti, l'Associazione albergatori, il Grand Hôtel Billia, gli enti bilaterali e l'Amministrazione regionale.
Naturalmente le accennate esigenze non si esauriscono solo con il potenziamento degli attuali corsi alberghieri e nel dare la possibilità di uno sbocco verso il diploma; assai più importante è altresì l'organizzazione di numerose altre attività di formazione professionale e di maggiore articolazione e specializzazione oltre che di più breve durata finalizzata a formare gli apprendisti e riqualificare il personale già occupato compreso quello saltuario e stagionale oltre agli stessi imprenditori con l'evidente finalità di ottenere standard di qualità più elevati per l'insieme delle aziende e del prodotto turistico valdostano includendo in tale ambito non solo le attività ricettive, ma altresì quelle di trasporto e commerciali che all'offerta turistica sono più direttamente collegate.
Attualmente tale formazione è organizzata in modo probabilmente non sufficiente da diversi enti e organizzazioni tra i quali la stessa Fondazione per cui un auspicabile obiettivo potrebbe essere quello di incrementare il ruolo di quest'ultima sia in termini di diretta organizzazione delle attività formative, sia favorendo attraverso di essa un più efficace raccordo e armonizzazione delle iniziative dei vari soggetti interessati.
In sintesi, il nuovo ruolo della Fondazione dovrebbe comprendere sia la gestione del nuovo assetto della Scuola alberghiera in quanto finalizzata alla formazione approfondita del settore alberghiero e in generale nel ricettivo turistico con la possibilità di giungere al conseguimento di un diploma sia l'organizzazione dell'insieme delle attività formative di più breve periodo e diretta a soddisfare le esigenze di riqualificazione di coloro che già operano nel settore turistico allargato.
Logico complemento di tali compiti potrebbe essere anche l'effettuazione di attività di ricerca e indagine volte a meglio conoscere le esigenze di mercato degli operatori in funzione di una più efficace impostazione e pianificazione delle attività di formazione.
Se da un lato tali obiettivi appaiono in armonia con l'indicazione della legge regionale 28 giugno 1991 n. 20 con cui era stata promossa la creazione della Fondazione e che non dovrebbe quindi essere oggetto di modifica, dall'altro queste osservazioni postulano di ridisegnare e potenziare opportunamente la struttura organizzativa della Fondazione stessa anche mediante idonee variazioni statutarie dotandola di risorse adeguate e prevedendo che essa possa operare anche al di fuori degli spazi fisici della sede di Châtillon appena sufficienti per consentire la realizzazione degli attuali corsi alberghieri.
Come già accennato, le indicazioni di cui sopra rappresentano una sintesi - ed è quanto mi era richiesto dall'interpellanza - delle considerazioni scaturite nel corso della riunione del gruppo di lavoro. Sottolineo che è una sintesi di indicazioni unitaria, non ci sono due posizioni all'interno del gruppo di lavoro, ed è pertanto possibile che ulteriori elementi possano ancora emergere nel prosieguo dei lavori che pensiamo debbano concludersi, ripeto, entro il mese di giugno. I maggiori problemi sembrano comunque relativi all'individuazione delle modalità secondo le quali potrebbe attuarsi l'auspicato conseguimento di un diploma a conclusione dei corsi della Scuola alberghiera senza che ciò debba necessariamente implicare una sostanziale perdita di flessibilità e di capacità dei corsi stessi di adeguarsi alle esigenze di mercato e turistiche in continua evoluzione.
Sottolineo poi che appena il gruppo di lavoro avrà terminate le sue analisi e avrà formulato le sue proposte, la Giunta farà il suo esame e approfondirà l'argomento per verificare se in toto potranno essere recepite queste proposte per rispondere al quesito se la Giunta le condivide o meno. Le indicazioni del Governo regionale al gruppo di lavoro vanno nella direzione della sintesi delle proposte che sinora sono state formulate.
Concludo con un accenno all'argomento che non era inserito all'interno delle due interpellanze, ma che è stato sollevato dal Consigliere Collé sulle convocazioni dell'attuale Consiglio di amministrazione che non hanno raggiunto il numero legale per l'eventuale elezione degli organismi per dire che dalle notizie che mi sono pervenute, in base anche ai verbali delle riunioni delle convocazioni, la motivazione è molto semplice.
All'interno del gruppo di lavoro vi sono tutti gli organismi che attualmente compongono il Consiglio di amministrazione, quindi questi organismi, sapendo che è allo studio una riforma complessiva dell'organizzazione, ritengono opportuno definire l'assetto degli organigrammi in base alla nuova impostazione che verrà data dal Governo regionale ed eventualmente dal Consiglio alla Fondazione stessa.
Questa è la motivazione che è stata opposta dai responsabili che non hanno partecipato alle convocazioni, d'altro canto il Governo regionale prende atto di queste due sedute che sono andate deserte, sarà cura della Presidenza della Giunta di convocare tutti gli organismi che compongono attualmente per statuto la Fondazione per verificare che tipo di gestione si può trovare in questi 2-3 mesi che rimangono prima che venga definita la riforma conclusiva della formazione stessa.
Presidente La parola al Consigliere Collé.
Collé (Aut) Faccio una premessa: se l'Assessore può farci avere quanto ha letto anche perché viene difficile seguire passo passo quanto ha riferito.
Ho già detto e ripeto oggi che l'Assessore è molto bravo, l'altra volta ho detto nel non rispondere questa volta dico nell'usare il condizionale perché in tutta la sua relazione ha usato questo tempo. Noi prendiamo atto di questo modo di agire e di porsi in Consiglio regionale, ma non ci sembra troppo corretto e ci sentiamo di dirlo.
Prendiamo atto che questo Consiglio di amministrazione, dico anche giustamente, deve aspettare gli esiti di quello che il gruppo di lavoro sta mettendo a punto; sono passati tre mesi e mezzo, ce ne vorranno ancora due e mezzo, sono cinque anni che parliamo di Fondazione, non vogliamo oggi fare grosse discussioni sugli ulteriori due mesi e mezzo di cui il gruppo di lavoro ha ancora bisogno per portare una proposta che ci auguriamo essere una proposta credibile. Da quel poco che ho potuto capire nell'articolata esposizione dell'Assessore, mi è parso di sentire ancora una volta, così come in campo turistico da diverso tempo sentiamo - e farò alcuni riferimenti - come si facciano enunciazioni di principio su cui tutti, non solo in quest'aula, ma tutti i Valdostani che seguono un po' il turismo, non possono che concordare.
Allora il problema qual è? Il problema è di capire invece se riusciamo a mettere in piedi anche solo una o due cose purché finalizzate al miglioramento del settore turistico in Valle d'Aosta perché ricordo quanto è avvenuto per la famosa ricerca commissionata all'Università Cà Foscari di Venezia, al Ciset, che ci doveva dare delle risposte su quella che era l'immagine turistica e le risoluzioni del turismo in Valle d'Aosta: ad oggi nulla abbiamo avuto e nulla di concreto c'è se non enunciazioni di principio fatte dai conduttori di quest'indagine che in più occasioni ci hanno detto - io ero presente, quindi non riporto cose per sentito dire - che è possibile in Valle d'Aosta fare la famosa stagione di 365 giorni.
Se qui dentro - e non solo - vogliamo credere a queste cose, e se in più per farci dire queste cose spendiamo 3-400 milioni, è una scelta che qualcuno fa prendendosene le proprie responsabilità.
Da quello che ho sentito oggi, ci riportiamo in qualche modo in una situazione analoga perché andiamo a dire tutto e il contrario di tutto, va bene la Scuola alberghiera così com'è, però proviamo a vedere se possiamo fare dei nuovi corsi di durata quinquennale con la possibilità di conseguire un diploma. Questo lo ha detto fra i vari passaggi che vi sono stati in questi 5 anni, 2-3 anni fa nel rispondermi l'Assessore Agnesod andando ad ipotizzare addirittura l'utilizzo del Forte di Bard per una nuova scuola alberghiera. Oggi sento ripetere che gli spazi della Scuola alberghiera di Châtillon non sono sufficienti. Credo però che, per quanto concerne il Forte di Bard, sia stata data dalla Giunta regionale un'altra indicazione, cioè quella di un'ulteriore sede espositiva per la Valle d'Aosta.
Ho sentito fra le righe che comunque su quella che era l'impostazione fatta da Curtaz, che andava a fare riferimento a delle dichiarazioni fatte in questi tempi, l'Assessore ritiene che per il ruolo che hanno questi corsi i ragazzi escono preparati, la scuola li prepara bene per quella che è l'impostazione di questi corsi.
Alcune cose devono farci riflettere: arrivano 3.500 stagionali ogni anno e l'Assessore ci dice che buona parte dei ragazzi che escono dalla Scuola alberghiera e che - come lui stesso ha ricordato - non sono poi così tanti non ritiene di dover lavorare in Valle d'Aosta. Credo che questo sia un dato che debba farci riflettere perché c'è qualcosa che non funziona. Se uno preferisce andare a lavorare all'estero e non ritiene di dover andare a lavorare in una struttura alberghiera della Valle, c'è un qualcosa che non funziona; può essere la stagionalità troppo ristretta, ci possono essere tante motivazioni, però è una cosa che deve farci riflettere.
Un'altra cosa che non ho menzionato prima perché - come avevo anticipato - aspettavo di sentire la risposta dell'Assessore per entrare poi sull'interpellanza di Curtaz, è che a marzo era apparsa su un settimanale locale la possibilità che la nuova Scuola alberghiera - perché questa sembra che non abbia gli spazi necessari, non sforni abbastanza - dovesse andare ad ubicarsi in quelli che una volta era la "Hostellerie du Cheval blanc". Questo non lo dice il "Pinco Pallino" di turno, ma lo dice un rappresentante di una categoria che fa parte del gruppo di lavoro che l'Assessore prima ha menzionato e che rappresenta una categoria non delle più piccole in Valle d'Aosta.
L'Assessore non ha ritenuto su questo dire niente, ma sarebbe utile capire se questo gruppo di lavoro oltre a pensare da un punto di vista strategico al futuro turistico della Valle d'Aosta, sia anche pensando di andare a salvare una struttura come quella dello "Cheval blanc" di cui tutti sappiamo la storia o perlomeno quello che ci è dato sapere dai giornali. È un punto interrogativo che io, ma non credo solo io in Valle d'Aosta, mi sono fatto il giorno dopo aver letto quest'articolo.
Assessore, il giorno del suo insediamento o qualche tempo dopo lei aveva detto che aveva intenzione di fare una proposta credibile su quella che era la terza stagione. Noi le abbiamo dato credito, abbiamo detto che questa poteva essere una delle strade. È passato quasi un anno dall'insediamento di questa Giunta e ad oggi non abbiamo visto ancora niente. Non vorremmo che anche questa legislatura, per quanto riguarda l'aspetto turistico, fosse contraddistinta dai grandi principi, dalle grandi enunciazioni, facciamo mari e monti e mari ancora, ma poi ritrovarci dopo cinque anni con una situazione identica a quella che era non cinque, ma dieci anni prima.
Quindi ancora una volta ci sentiamo di dover dire queste cose, le abbiamo sempre dette; ancora una volta siamo qui ad aspettare gli esiti di questo gruppo di lavoro in questo caso, ma non solo questo.
Aspettiamo anche con una certa sollecitudine quello che la Cà Foscari andrà a proporci per queste categorie e per il turismo in Valle d'Aosta e sarebbe ingiusto oggi entrare nel merito di quelli che sono gli andamenti degli ultimi periodi perché non era all'attenzione di quest'interpellanza. Tuttavia continueremo, così come abbiamo fatto fino ad oggi, ma con maggiore incisione da ora in avanti su questi vari aspetti di cui lei si è fatto portavoce, Assessore, e di cui lei è il massimo responsabile in Valle d'Aosta.
Presidente La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Dopo l'ampia esposizione di replica di Collé mi limiterò a due osservazioni. Rispetto al tenore della mia interpellanza devo dire che sono abbastanza soddisfatto delle risposte datemi dall'Assessore perché mi sembra che gli orientamenti vadano nella direzione giusta, anche se formulo, come prima ha fatto il collega, l'auspicio che i condizionali diventino degli indicativi presenti perché in materia di turismo e trasporti finora abbiamo assistito a una serie di condizionali, di rinvii e di proroghe e ne vedremo anche questo pomeriggio.
Al di là della risposta che personalmente ritengo abbastanza soddisfacente sul nuovo assetto da dare alla Scuola alberghiera regionale, credo che vada fatta una riflessione complessiva sul comparto turistico perché anche se ci possiamo trovare di fronte ad una Scuola alberghiera che diventa - e speriamo che sia così - un centro efficace ed adeguato rispetto alle esigenze della formazione professionale, se non riusciamo a fare un discorso più complessivo e ad inserire la Scuola alberghiera in una politica complessiva più adeguata in materia turistica, non avremo trovato la soluzione ai problemi di professionalità che nel settore sono piuttosto evidenti.
Auspico quindi che non solo il gruppo di lavoro, ma tutta l'Amministrazione regionale sappia dare risposte immediate e convincenti sul settore.
