Objet du Conseil n. 520 du 24 mars 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 24 MARS 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 520/XI Iniziative per avviare la costruzione di un nuovo Ospedale regionale. (Reiezione di mozione)
Mozione Richiamato l'ordine del giorno n. 2445/X votato dal Consiglio regionale il 6 marzo 1997 con cui si impegnava la Giunta a nominare un gruppo di lavoro per avviare il processo di fattibilità di un nuovo ospedale;
Preso atto che detto gruppo di lavoro ha consegnato il rapporto all'Assessore regionale alla sanità nell'aprile 1998;
Evidenziato che tale documento è stato portato all'attenzione della V° commissione consiliare solo nel mese di marzo 1999, quasi un anno dopo la sua redazione;
Considerato che i dati riportati nel rapporto confrontano tra loro modelli di organizzazione sanitaria diversi: il primo, imperniato sulla ristrutturazione e all'ampliamento dell'esistente, che prevede solo le specialità oggi presenti e funzionanti; il secondo, legato alla costruzione di nuovo ospedale, comprendente anche le alte specialità;
Considerato pertanto che i costi previsti per la ristrutturazione dell'esistente e quelli previsti per il nuovo ospedale sono da ricalcolare sulla base di indici e parametri omogenei;
Preso atto che dall'analisi dei possibili siti per insediare un nuovo ospedale risulta che il più adatto è quello situato nell'area di Saint Christophe;
Considerato che ogni struttura sanitaria è soggetta ad un ciclo di vita di soli 25 anni.
Il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta a:
1) richiedere al gruppo tecnico di lavoro di ricalcolare i costi delle due ipotesi prese in considerazione, sulla base di criteri e parametri omogenei;
2) attivare la procedura per acquisire alla Regione l'area di Saint Christophe in modo da assicurarsi lo spazio necessario alla costruzione del futuro nuovo ospedale.
F.to: Secondina Squarzino - Beneforti - Curtaz
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Credo che mai come oggi sia attuale il dibattito sul nuovo ospedale. Sono convinta di questo, nonostante qualcuno sia scettico e sorrida in modo sornione: basta guardare gli organi di informazione.
Riprendo qui l'appello dei 51 medici di diversi reparti e credo sia interessante rendersi conto che sono reparti che comprendono: Urologia, Geriatria, Cardiologia, Rianimazione, Medicina, Gastroenterologia, Nefrologia, Pronto Soccorso, Chirurgia, Medicina infettiva, Oncologia, Neurologia, medici che denunciano l'insufficienza di posti letto nelle due sedi dell'Ospedale valdostano tanto da ipotizzare eventuali denunce al magistrato di pazienti che non sono stati accettati al Pronto Soccorso o che sono stati dimessi troppo in fretta dal reparto.
In questo modo probabilmente i medici si mettono, per così dire, al riparo da eventuali responsabilità che possono capitare non sono infatti i medici i responsabili della politica sanitaria.
Ricordo ancora la lettera del Cappellano dell'ospedale perché si chiede soltanto che venga destinato dello spazio per chi è in fin di vita, perché possa morire in pace, perché i suoi cari gli possano stare accanto. La morte è forse l'atto più importante della nostra vita e richiede rispetto, richiede un'azione di accompagnamento, un'attenzione particolare che non può essere data se il paziente si trova in una stanza con altri meno gravi, una stanza in cui c'è l'andirivieni di visitatori di altri ricoverati.
Basta avere l'occasione in questi giorni di fare visita a dei pazienti per vedere il disagio causato dai continui lavori in corso - e per quanti anni ancora? - oppure basta aver fatto l'esperienza di avere avuto familiari ricoverati che sono stati dimessi troppo presto perché mancano posti letto proprio per la degenza post-acuzia.
Allora sorge spontanea una domanda: perché non si vuole prendere in considerazione la scelta di costruire un nuovo ospedale? Quali motivi sono alla base di questa scelta, a mio avviso sciagurata, di continuare all'infinito ad intervenire su strutture che sono obsolete, rigide, strutture con spazi ormai predefiniti che non possono essere dilatati ulteriormente? Nel momento in cui trasformo delle stanze a sei letti in camere più accoglienti, io occupo più spazio, per così dire "mangio spazio" a possibili studi medici, alle infermiere, a luoghi per socializzare, luoghi che servono sia ai parenti che ai pazienti, a stanze con letti singoli per i pazienti più gravi. Sono strutture le attuali che, anche se rimesse a nuovo, avranno bisogno di nuovi interventi per adeguarsi agli standard richiesti dalla normativa nazionale per avere l'accreditamento necessario al loro funzionamento.
Da notare che in base a questi standard, ripresi dalla delibera regionale n. 4021/98, le stanze nuove della Medicina donne con tre letti dovranno essere rifatte perché in base alla normativa solo due letti possono essere contemplati nei metri quadrati della stanza.
Sono strutture il cui costo di ristrutturazione tende ad aumentare per i continui imprevisti che si determinano nel corso dei lavori: stamani li abbiamo ricordati, lo stesso Assessore ha dovuto ammettere che c'è stato un aumento di costo delle centrali. Sono così numerosi i lavori che sono in cantiere che, non potendo intervenire contemporaneamente con tutti i cantieri aperti, sarà necessario ritardare l'inizio di alcuni lavori e il tempo necessario per la ristrutturazione sarà dilatato cosicché, quando gli ultimi lavori saranno conclusi, bisognerà rimettere mano alla struttura perché ormai già vecchia.
La mia impressione è che si tratti di un puntiglio a questo punto. L'Assessore ha deciso di non costruire un nuovo ospedale, in tutte le salse è stato detto che bisogna ristrutturare, questa decisione è stata sbandierata in campagna elettorale da tutti, sono arrivati i voti, è vero.
Nel programma di governo non è stata presa in considerazione la costruzione di un nuovo ospedale, si dice chiaramente che per quanto riguarda la sanità si dovrà in questa fase, che vuol dire in questi 5 anni, superare la questione della costruzione di un nuovo ospedale, quindi vuol dire che questo va accantonato. Fra l'altro ricordo che quando come gruppo dell'Ulivo siamo andati a incontrare i rappresentanti del gruppo dell'Union per vedere eventualmente se era possibile un'alleanza di governo, abbiamo messo come uno dei punti qualificanti la costruzione di un nuovo ospedale e ci hanno risposto con molta chiarezza che, dopo aver detto in campagna elettorale che l'ospedale nuovo non va bene e aver spiegato il perché, dopo che la gente ha creduto a questa scelta, non era possibile recedere dalla decisione presa.
La maggioranza ha deciso così per cui non ha senso ritornare sulle decisioni prese anche se i dati a disposizione ci dicono che la scelta fatta si sta rivelando sbagliata eppure io credo che ormai non si può più fingere di non sapere che le strutture ospedaliere dopo 25 anni sono da considerarsi obsolete, fra l'altro è stato affermato con autorevolezza nel corso dell'audizione in V Commissione, quindi questo è un dato di fatto acquisito ormai.
Comunque, dato che l'Assessore non vuole recedere dalla sua decisione, ricorre a mio avviso anche a tutti i mezzi per dare discredito all'ipotesi di un nuovo ospedale, giungendo addirittura non so se a falsare, ma certamente ad avallare dei dati falsi e qui mi riferisco in modo particolare allo studio Limacher. Prima di dimostrare queste mie affermazioni, prima di dimostrare che i dati presi in considerazione dello studio Limacher non sono corrispondenti alla verità, vorrei ricordare gli antefatti di questo studio per collocarlo nel contesto in cui è nato anche per coloro che, non facendo parte della passata legislatura, non hanno avuto modo di seguirne la nascita.
Brevemente nel 1995 c'è la raccolta di firme per un nuovo ospedale, c'è una petizione con 8.459 firme che vengono inviate al Consiglio regionale per chiedere la realizzazione di un ospedale unico e nuovo.
Nel corso della discussione in V Commissione emerge che, non essendoci dati sufficienti per decidere, si chiede che venga redatto uno studio comparativo fra le due proposte che sono emerse, quella di costruire un nuovo ospedale e quella di ristrutturare e ampliare l'esistente.
Questa proposta viene portata in Consiglio regionale, il 22 novembre 1995; si decide di procedere a uno studio comparato. Nel 1996 questo studio viene affidato all'Agenzia per i servizi sanitari che redige uno studio imperniato però solo - questo è molto grave - sulla ristrutturazione; non è uno studio comparativo, non vengono prese in esame le due ipotesi. Chi ha avuto modo di avere il documento dell'Agenzia del settembre 1996, che riguarda l'individuazione del modello di strutture ospedaliere idonee all'esigenza regionale, vede che prende in esame essenzialmente la ristrutturazione tant'è vero che nel dibattito pubblico, nel corso del quale il documento è stato presentato nel salone consiliare, lo stesso Guzzanti, l'ex Ministro, a domande precise del pubblico che chiedeva come mai non si era proceduto ad una comparazione fra l'ipotesi del nuovo ospedale o l'ampliamento, secondo quanto era richiesto dalla risoluzione consiliare, Guzzanti rispondeva che l'Assessore aveva chiesto soltanto uno studio sulla ristrutturazione. Se si vuole uno studio comparato, occorre fare un'ulteriore indagine, - ha aggiunto - quindi chiaramente lo studio Guzzanti ha preso in esame soltanto una ipotesi e non l'altra.
Nel 1997 viene approvato il piano socio-sanitario, il quale sancisce il mantenimento delle tre sedi ospedaliere, quindi è un no chiaro all'ipotesi di nuovo ospedale. Dato che è difficile dire no al nuovo ospedale dato che qui in aula soltanto in modo chiaro l'Union Valdôtaine e Chiarello di Rifondazione hanno detto che per loro andava bene l'attuale ristrutturazione, allora si approva un ordine del giorno in cui si chiede di procedere a uno studio di fattibilità per un nuovo ospedale.
Siamo al marzo 1997, lo studio deve essere fatto entro sei mesi, si dice nella delibera, ma il ritardo nella nomina della commissione ha fatto sì che i risultati fossero pronti solo a maggio del 1998 proprio alla vigilia delle elezioni, quindi lo studio Limacher, che è il prodotto del lavoro di questa commissione, vede la luce solo nel maggio 1998 alla vigilia delle elezioni.
Questo documento non è stato dato ai consiglieri, ma ha fatto oggetto di informazione nella campagna elettorale da parte proprio dell'Assessore che ha detto - dalle notizie del 16 maggio 1998 - che un nuovo ospedale costerebbe 800 miliardi e richiederebbe 15 anni di lavoro. Ha detto cioè che non si poteva pensare di chiedere alla Regione di spendere 800 miliardi e di impiegare 15 anni di lavoro per fare un nuovo ospedale, ma questo è il punto: qui bisogna vedere cosa dice veramente lo studio Limacher.
Questo studio Limacher è vero che prende in esame quali sono i lavori necessari per la ristrutturazione e quali sono i costi necessari per costruire un nuovo ospedale, ma analizza i costi di queste due ipotesi non usando parametri omogenei, nel senso che prende in esame l'attuale situazione, la ristrutturazione così come è con le specialità che ha, mentre nel momento in cui calcola i costi sia di costruzione, sia di gestione del nuovo ospedale, inserisce delle alte specialità che non sono prese in esame nel momento in cui viene studiato cosa vuol dire intervenire nell'attuale struttura ampliandola e ristrutturandola.
Dice lo studio Limacher che, nel momento in cui si costruisce il nuovo ospedale, il piano socio-sanitario 1997-1999 non prevede di introdurre i servizi medici e chirurgici specializzati più avanzati nelle strutture esistenti, cioè i grandi ustionati, la Chirurgia cardiologica, la Neurochirurgia, le unità specializzate in trattamento di lesioni spinali. Tutto questo - dice lo studio Limacher - il piano socio-sanitario non lo prevede ma, nel momento in cui si decide di realizzare un nuovo ospedale, queste specializzazioni mediche sono tutte quante previste.
È chiaro che se costruisco un ospedale e lo attrezzo con alte specialità il costo mi aumenta tant'è vero che, nel momento in cui viene calcolato il costo della gestione, si dice che il costo della gestione per un nuovo ospedale ha, fra le varie voci, 11 miliardi all'anno per la gestione delle specializzazioni mediche. Questo è un esempio concreto per far capire come i calcoli per il nuovo ospedale sono stati fatti sulla base di parametri di realtà che non sono quelli presi in considerazione per ristrutturare l'esistente.
Anche nello stesso calcolo delle volumetrie, e sapete bene che nel calcolare i costi di un edificio si devono conoscere i volumi perché è su questo che vengono fatti i calcoli, il nuovo ospedale considera tutte le altezze dei piani di 4,25 cm, mentre le altezze della ristrutturazione sono differenziate fra i 4 metri nel vecchio corpo e 3,60 metri nei futuri nuovi corpi dell'ospedale o nel nuovo corpo in viale Ginevra. Questo per dire che quando faccio un confronto fra i calcoli di costruzione o i calcoli di ristrutturazione, li faccio in base a parametri diversi, ma non posso confrontare fra loro modelli o ipotesi sulla base di parametri differenziati. Questa è la parte fondamentale.
Visto che non possiamo dire che lo studio Limacher ha dimostrato che un nuovo ospedale viene a costare 800 miliardi, noi riteniamo che, essendo questa una cifra troppo alta, non la prendiamo neanche in considerazione, la scartiamo. Quello che chiediamo è una cosa molto più semplice: se vogliamo onestamente e non per partito preso confrontare fra loro queste due ipotesi di ampliamento e ristrutturazione e di costruzione di nuovo, facciamo uno studio comparato, ma sulla base di medesimi parametri.
Credo che, senza ricorrere di nuovo agli specialisti Limacher, ma utilizzando anche soltanto gli esperti interni di questo gruppo di lavoro, possiamo ridefinire i costi delle due ipotesi utilizzando parametri uguali e sicuramente i risultati sarebbero diversi.
Faccio un esempio soltanto per la volumetria nell'ipotesi di calcolare i costi del nuovo ospedale non in base ad una volumetria di 4,5 metri di altezza delle camere, ma sui 3,6 metri come è nella ristrutturazione. Lo studio Limacher dice che il nuovo ospedale costerebbe per questa parte 374 miliardi, mentre applicando gli stessi criteri all'ala nuova del vecchio ospedale costerebbe 296 miliardi, cioè se utilizziamo gli stessi criteri che utilizziamo per lo studio Limacher anche per il nuovo ospedale, il costo di ristrutturazione dell'ospedale salirebbe a 296 miliardi, quindi molto di più dell'attuale...
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… l'altezza è 4,25 per il nuovo ospedale, 3,60 per tutta l'area del vecchio ospedale, quindi calcola tutta la superficie, fai i calcoli e vedrai. Mi sarò sbagliata di qualche milioncino, ma non di miliardi.
Dicevo, ricalcoliamo bene i costi e poi, preso atto di un'acquisizione che è stata chiaramente indicata in V Commissione - quindi non è la sottoscritta che se la inventa, ma è arrivata da parte delle persone che sono state audite - e cioè preso atto che ogni struttura sanitaria è soggetta a un ciclo di vita di soli 25 anni, prendiamo atto che dobbiamo comunque attrezzarci in tempi brevi per un nuovo ospedale perché la struttura attuale è già vecchia, ma prima che siano finiti tutti i lavori saranno passati almeno 20 anni.
Allora, visto che è stata già individuata nel PTP un'area che può andare bene per il nuovo ospedale, l'area di Saint-Christophe, visto che è anche quella che lo studio Limacher indica come la più adatta tra le cinque zone prese in considerazione (due di Saint-Christophe, una di Aosta, una di Quart) chiediamo che ci sia, come segno di impegno che si vuole andare in questa direzione, la decisione della Regione di acquisire quest'area in modo da garantirci il territorio su cui costruire il nuovo ospedale, prima che quest'area sia occupata da altri interventi. Questo è il senso della nostra mozione.
Président La discussion générale est ouverte. La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Comincio con il ringraziare la collega Squarzino di avere ampiamente illustrato la mozione del suo gruppo rammaricandomi nel contempo di un fatto che per certi versi la collega ha sparato tutte le cartucce per quanto concerne le argomentazioni a favore del nuovo ospedale su una mozione che, se non sono diventato Cassandra improvvisamente, prevedo farà una misera fine.
Prendo spunto comunque da questa mozione per tornare a richiamare l'Assessore, la Giunta nel suo insieme su un impegno che in particolare l'Assessore aveva preso il 6 marzo 1997 quando il Consiglio regionale votò l'ordine del giorno citato dalla mozione in cui oltre ad impegnare la Giunta alla nomina del gruppo di lavoro per avviare il processo di fattibilità di un nuovo ospedale fra i vari impegni a cui si richiamava la Giunta vi era quello di portare successivamente alla consegna di questi elaborati la discussione attorno allo studio medesimo in Consiglio regionale.
Quell'ordine del giorno al momento - e dico al momento appositamente - è stato disatteso perché la consegna degli elaborati da parte del gruppo di lavoro avvenne proprio nel momento elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale e devo dire che all'epoca l'unica partecipazione dei consiglieri - allora peraltro un po' affannati nella campagna elettorale e quindi in tutt'altre faccende affaccendati, come suol dirsi - fu quella di vedere un articolo di giornale in cui l'Assessore Vicquéry il quale, pur essendo anche lui in altre faccende affaccendato, aveva avuto modo di leggere il resoconto del gruppo di lavoro, spiegava alla popolazione tutta intera le motivazioni che supportavano la scelta di continuare con la ristrutturazione della vecchia struttura e sconsigliavano nello stesso tempo l'avviamento di un processo di realizzazione di una nuova struttura ospedaliera.
Da quel momento un piccolo passo avanti è stato fatto perché, come ricordato dalla Consigliera Squarzino, la V Commissione ha preso in esame questo lavoro, vi è stato un confronto che purtroppo non ha visto una partecipazione estremamente sentita da parte dei commissari, ma questo rimane nella libertà dei consiglieri, comunque vi è stato un confronto nel corso del quale abbiamo sentito l'Assessore, abbiamo ragionato insieme, eccetera, ma, ripeto, chi è stato coinvolto finora nel dibattito su quello studio e quindi sulla questione ben più grossa che riguarda il nuovo ospedale è stata la V Commissione consiliare, mentre l'impegno preso a suo tempo prevedeva che il Consiglio nella sua interezza si confrontasse alla luce dello studio del Dr. Limacher sulla questione.
Sono rimasto lì e attendo ancora fiducioso che il dibattito possa essere portato in quest'aula e possa essere affrontato in quel momento.
In questo senso le mie cartucce - se posso dire così - me le tengo ancora un attimo nel caricatore perché mi sembrerebbe più appropriato dedicare non una chiusura dei lavori del Consiglio a quest'argomento, ma un punto specifico con tanto di relazione da parte dell'Assessore, con tanto di dibattito un po' più preciso sulla materia.
Un dibattito che - e qui ci tengo a sottolineare alcuni contenuti della mozione, peraltro sottolineati dalla collega Squarzino - alla luce di quello studio si fa maggiormente necessario perché alcune delle stonature evidenziate dalla collega Squarzino anch'io le ho riscontrate in quello studio. Non vado più in là dicendo solo che auspico un confronto tranquillo, sereno, pacifico, dove le forze politiche possano esprimersi alla luce di questi nuovi elementi.
Riproporrei ai colleghi soprattutto a quelli presenti nella scorsa legislatura, l'Assessore Vicquéry in particolare, di ripartire dalle parole dette dall'allora Consigliere Perrin, il quale, come molti di voi ricorderanno, con un atteggiamento ineccepibile da questo punto di vista, diceva che ogni qualvolta alcune forze, ivi compresa la mia, proponevano l'accelerazione verso la direzione della nuova struttura ospedaliera, prima di pronunciarci in merito a un argomento di così tale portata, è bene avere dei dati a disposizione e quei dati a disposizione dovevano essere forniti proprio dallo studio che fu affidato a suo tempo dalla Giunta.
In conclusione al mio intervento voglio dire che per spirito di solidarietà voteremo la mozione presentata dal gruppo dell'Ulivo, ma nel contempo - se la mozione dovesse essere accettata, per carità, ma siccome la cosa, come dicevo in apertura di intervento, mi pare difficilmente realizzabile - vorrei che l'Assessore rifacesse suoi quegli impegni che il Consiglio regionale gli affidò circa due anni fa e si impegnasse nuovamente in quest'aula a riportare il dibattito all'interno del Consiglio regionale.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Se vuol sentire la maggioranza per l'alternanza…
Président Puisque le Conseiller Fiou est également inscrit à parler, je lui cède volontiers la parole. La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) È innegabile che la sanità in Valle d'Aosta stia attraversando una crisi di trasformazione, lo evidenziano tutta una serie di problemi e di disfunzioni che vengono denunciate nelle discussioni in quest'aula, nelle prese di posizione di operatori, nelle notizie sugli organi di informazione e così via.
Crisi di trasformazione che non può essere letta ovviamente come sanità allo sfascio, ma come sanità che attraversa un processo di trasformazione che ha bisogno di essere attentamente governato affinché lo sbocco di tale processo sia un assetto della sanità più funzionale, più efficiente, più efficace. In questo contesto si inserisce la questione della scelta ospedale nuovo sì - ospedale nuovo no. L'assunto nel programma di maggioranza di rinviare tale scelta per avviare prima la realizzazione di una serie di iniziative di decentramento sul territorio, di servizi che impropriamente oggi gravano sull'ospedale, non implica che l'orientamento circa le opportunità che un nuovo ospedale potrebbe aprire non sia più nei nostri pensieri. Come non abbiamo cancellato il progetto politico che vede una possibilità di modernizzazione delle strutture sanitarie che nel tempo potrà passare anche attraverso la costruzione di un nuovo ospedale. Però ci ha convinto e ci convince ancora l'idea di non partecipare al momento alla contrapposizione che caratterizza questo tema, che ha assunto sovente anche toni ideologici, perché riteniamo utile venga prima preparato il terreno ad un riesame più sereno del problema soprattutto alla luce degli effetti dell'azione di deospedalizzazione atta a recuperare all'ospedale stesso un ruolo più proprio.
Questa condizione permetterà un ragionamento più puntuale sulla funzione dell'ospedale nel sistema sanitario rinnovato a cui mi riferivo quale sbocco della presente fase di transizione.
Ciò che però in questo momento rende un po' illeggibili forse le linee su cui si muovono gli interventi per il rinnovo del sistema sanitario è l'insufficiente esplicitazione dei modi e dei tempi con cui si vogliono costruire gli obiettivi in prospettiva. C'è la sensazione che vengano un po' rincorsi i problemi e che venga riposta poca fiducia nelle possibilità di programmazione.
Da quest'atteggiamento deriverebbero anche una serie di dubbi proprio sull'opportunità di costruire il nuovo ospedale in quanto tutta una serie di cambiamenti potrebbero spostare la definizione dell'ospedale stesso.
La risposta a questi dubbi in un senso o nell'altro dovrebbe derivare da un progetto complessivo del settore sanitario in cui collocare un'ipotesi convincente in merito all'ospedale che non può avere risposte separate da tutto il contesto.
Il ruolo di noi amministratori credo sia fondato sulla capacità di disegnare scenari futuribili, in base a questi orientare per tempo le scelte, i cui effetti purtroppo si concretizzano a distanza di anni.
Per questo motivo ritengo che esplicitare meglio tempi e modi di realizzazione del decentramento delle iniziative sanitarie sul territorio fornirebbe riferimenti più certi per ragionare anche sul futuro dell'ospedale.
Riguardo alla mozione, siccome questa ripropone sull'ospedale un ragionamento un po' chiuso in sé stesso, avulso da un percorso più complessivo, non ci convince del tutto.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) In effetti è difficile intervenire su questa problematica dicendo qualcosa di nuovo. È difficile perché su quest'argomento è stato detto molto e per certi versi anche troppo; ma rispetto a quello che si poteva fare è stato forse troppo poco.
La ricostruzione fatta nelle premesse di questa mozione è sicuramente una ricostruzione puntuale che ci sentiamo di condividere.
Non ripercorrendo quelli che sono passaggi noti per la lettura delle cronache giornalistiche e non ripetendo i concetti che sono stati espressi da chi mi ha preceduto, penso che ci si debba soffermare a fare una valutazione sulla parte impegnativa della delibera, non tanto in riferimento all'impegnativa in quanto tale, ma in riferimento alla volontà politica.
Ho fatto alcuni conti, ma già tempo addietro e non li ripeto in quest'aula perché probabilmente non sarebbero aggiornati; non voglio dire che avremmo costruito un nuovo ospedale con le risorse impegnate negli studi, nelle consulenze, nelle simulazioni, sicuramente avremmo potuto contribuire in maniera significativa al contenimento dei costi di intervento e di ristrutturazione sull'Ospedale di viale Ginevra. Allora richiedere stasera alla Giunta di prorogare, di rinnovare uno dei tanti incarichi che nulla hanno prodotto nel concreto, ritengo che sia non andare a quella che è la radice del problema.
Noi ci crediamo in un ospedale nuovo, riteniamo che sia un'esigenza dettata da mille considerazioni: considerazioni di funzionalità sanitaria, considerazioni di politica urbanistica e altre ancora, però è evidente che se l'Assessore Vicquéry è già stato abbastanza chiaro in una delle ultime commissioni, dicendo: "Per il momento adeguiamo viale Ginevra alle esigenze e alle emergenze immediate e poi vedremo", non dicendo né sì né no, ma lasciando intendere che bisognerà ancora maturare ulteriori valutazioni, penso che anche se quest'impegnativa paradossalmente questa sera dovesse passare, in assenza di una volontà politica, sarebbe una dissipazione forse di risorse economiche che potrebbero essere impegnate diversamente e nulla porterebbe in più rispetto alla querelle ospedale nuovo sì - ospedale nuovo no.
Sul secondo punto, in riferimento all'area di Saint-Christophe, anche qui ci sono perplessità. È vero che l'ampliamento della struttura aeroportuale non comporterà vincoli tali da…, però fra i TIR prima e quello che potrà essere un incremento seppure modesto del traffico aereo mi torna alla mente la sciagurata politica che un'altra Amministrazione, quella di Aosta, ha fatto nel campo dell'edilizia. Apro una parentesi. Si è edificato finché si poteva edificare lungo l'asse trafficato via Parigi-via Roma, finché passavano i TIR; come i TIR sono stati trasferiti in riva alla Dora, si è iniziato a costruire anche lì. Sono delle scelte che non hanno una ragione logica e lasciano sorpresi i cittadini e anche quelli che affrontano i problemi in sede amministrativa perciò sull'area di Saint-Christophe politicamente abbiamo dei dubbi anche perché ci sembrava di aver capito negli studi che abbiamo letto che l'area in Comune di Quart potesse essere per certi versi preferibile.
E allora abbiamo la sensazione che sicuramente non passerà quest'impegnativa, ma se dovesse passare sarebbe l'ulteriore affossamento delle aspettative o meglio dell'illusione del nuovo ospedale.
Non so, e qui mi riaggancio all'intervento di Fiou, se sia necessario ancora chiarirsi le idee; mi sembra però che le idee del Consigliere Fiou fossero più chiare quando aveva una responsabilità più diretta amministrativa in Consiglio comunale, dove era schierato per il nuovo ospedale. Probabilmente il passaggio da un'amministrazione all'altra lo ha portato a confondersi le idee in merito, ma mi sembrava molto più convinto in Consiglio comunale quando impegnava quel Consiglio a interloquire con quest'Amministrazione, ma questo fa parte del passato e nel passato purtroppo l'ospedale è rimasto in uno di quei tanti sogni iscritti nei vari programmi.
In conclusione di quest'intervento nella discussione generale, che è poi anche una conclusione per non intervenire in sede di dichiarazione di voto, esprimeremo un giudizio di astensione; non di astensione nei confronti del disegno di un nuovo ospedale, ma di astensione perché riteniamo che in questa sede - riprendo la proposta di Marguerettaz per rilanciarla al gruppo dei Verdi e dell'Ulivo - forse era più opportuno questa sera modificare l'impegnativa, impegnando in una maniera più fattiva la Giunta ossia ad esprimersi portando al dibattito di questa sala consiliare la problematica dell'ospedale e che finalmente anche l'Assessore Vicquéry e la Giunta tutta ci dicano sì o no.
Perché una volta che ci sarà detto no, avremo capito che questa maggioranza o una parte di essa ha fatto delle scelte e anche il Consigliere Fiou con il suo gruppo dovrà fare le sue scelte dopodiché va benissimo, non siamo mica obbligati a condividere tutto anche perché è evidente che in un contesto politico valutazioni di opportunità e valutazioni di convenienza portano poi a dividere le posizioni, ma non c'è cosa più deleteria non tanto per la politica quanto per la realtà, e in questo caso la realtà sanitaria, dell'indecisione e dei tentennamenti.
Perciò riprendo la considerazione del Consigliere Marguerettaz e invito il gruppo dell'Ulivo a modificare l'impegnativa perché penso che la Giunta stessa non possa dire di non voler decidere perché la Giunta dovrà arrivare al momento della decisione, al momento in cui dovrà fare certe valutazioni. Allora chiediamo l'impegno alla Giunta di arrivare fra un mese, fra sei mesi oppure lasciamo alla Giunta di indicare il tempo limite - ma che lo indichi - entro il quale vorrà portare all'attenzione del Consiglio le sue valutazioni e le sue riflessioni sulla politica sanitaria in riferimento all'aspetto del nuovo ospedale o del mantenimento, del potenziamento e dell'accentramento nell'Ospedale di viale Ginevra.
Penso che se chiudiamo l'impegnativa in questi termini, forse non abbiamo buttato via quest'ora e mezza di coda del Consiglio comunale, ma abbiamo quanto meno scritto qualcosa di diverso. Il confronto politico poi è giusto che ci sia, ma demandiamolo al momento in cui tutti abbiano in animo la volontà di confrontarsi in maniera chiara, uscendo dagli equivoci.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Abbiamo presentato questa mozione per riportare all'attenzione del Consiglio un problema che riteniamo della massima importanza, un problema che deve essere affrontato per l'importanza che riveste.
Qualcuno ha già detto che fine farà questa mozione; non è che noi nel presentarla ci aspettavamo che venisse approvata. Sappiamo come avviene nelle riunioni di maggioranza perché si sono stato anch'io; si fanno le riunioni di maggioranza e si decide su quale mozione ci si astiene, su quale mozione si vota, è sempre stato così, quindi troppa esperienza di Consiglio regionale abbiamo avuto per non conoscere tutti gli avvenimenti che possono capitare.
Ma non vogliamo portare avanti un discorso di contrapposizione. Noi chiediamo, e credo che la collega Squarzino ce l'abbia messa tutta per far capire, di realizzare un confronto sulla posizione dell'ospedale nuovo e ristrutturazione dell'esistente. È dal 1991 che siamo partiti con la pregiudiziale che l'ospedale nuovo non si ha da fare perché non c'è stato solo l'ultimo progetto che indicava la collega Squarzino, nel 1991 c'è stato un altro progetto dell'Ing. Quaranta, progetto che anche quello non fece la strada che avrebbe dovuto fare.
Non è questione di contrapposizione, non è questione di modificare la mozione che siamo disposti a modificare; noi abbiamo la volontà politica di confrontarci, ma la Giunta ce l'ha questa volontà politica di confrontarsi, su quest'argomento come su altri? Perché se esiste la volontà politica di confrontarsi, noi ritiriamo la mozione perché non è un problema di mozione fatta approvare o meno, di mozione modificata o meno; il problema è che si deve dire qua una volta per tutte cosa si intende fare sulla questione dell'ospedale.
Signori miei, è inutile che si venga qui a fare i discorsi. Voglio capire quale risposta si dà ai 51 medici che hanno mandato l'appello a noi tutti come lo hanno mandato agli organi di informazione; vogliamo dare una risposta a questi 51 medici? Se lo sono inventato quello che hanno scritto in questo documento? Vogliamo dare una risposta agli ammalati che attendono un posto letto per curarsi all'ospedale? C'è gente che aspetta da un anno di avere un posto letto per un intervento chirurgico all'Ospedale regionale. La vogliamo dare una risposta a queste richieste? È contrapposizione dare un posto letto a chi è un anno che aspetta? Avevo un'amica che ha aspettato 12 mesi per fare un intervento chirurgico all'Ospedale di Aosta e si può fare nome e cognome. Allora, una risposta a queste richieste bisogna darla e noi con certe direttive che danno anche i direttori sanitari siamo ormai fuori tempo massimo. Certe iniziative dei direttori sanitari non servono più, sono inefficaci. Non serve più neanche una divisione più razionale dei posti letto perché mancano nel numero globale, perché se si tolgono alla Chirurgia per darli all'Ortopedia, mancano poi dall'altra parte, questa è la realtà.
Bisogna realizzare questi posti letto e, come ha detto anche il Commissario sui giornali, quando la gente reclama perché manca il posto letto, lui dichiara che facendo la ristrutturazione questa comporta anche la diminuzione dei posti letto. Lo dice con un candore che fa spavento.
Se andiamo avanti di questo passo, si va peggiorando; non si va certo migliorando se ristrutturando addirittura diminuiamo i posti letto all'interno dell'ospedale.
Non si può pensare, come avviene, di bloccare le prenotazioni per sempre. Non si possono effettuare nemmeno più i ricoveri urgenti, si dice che non si devono fare i ricoveri non urgenti neppure quando il medico ritiene che siano necessari e qui si dimettono anche gli ammalati, queste sono le iniziative che si prendono per rimediare quando sono fuori dal pericolo di vita oppure quando hanno superato la fase acuta della loro patologia. Credo che in un settore importante come quello sanitario non si possa continuare negli ospedali ad andare avanti in questa direzione. È invece necessario affrontare l'argomento e porselo con serietà.
Il problema dell'ospedale nuovo è nato nel 1991, ricordo che facemmo un Consiglio straordinario l'8 gennaio 1993, dove si disse che la giustificazione per non fare l'ospedale nuovo era, di fronte al progetto dell'Ing. Quaranta che prevedeva anche quello, l'installazione a Saint-Christophe, che bisognava risolvere il problema con il Mauriziano a causa della conflittualità che c'era con il Mauriziano. Poi si è detto per giustificare la scelta di non costruire l'ospedale nuovo che l'Ospedale di viale Ginevra doveva servire solo agli ammalati acuti poi si è inventato che la ristrutturazione costava meno della costruzione dell'ospedale nuovo.
Si è sempre cercato di evitare un confronto serio e si sono sempre trovate giustificazioni che non hanno retto. Se andate a rileggere l'ordine del giorno approvato dalla maggioranza l'8 gennaio 1993, vedete che da allora non c'è mai stata la volontà politica di realizzare l'ospedale nuovo in questa Regione e poi sono venute le 8.000 firme, sono venute tutte le richieste, sotto le elezioni sembrava che qualcosa dovesse modificarsi, ma passate le elezioni si va avanti con la vecchia ristrutturazione e si segue… caro Cottino, è inutile che mi guardi, se vai a rileggerti la delibera di Giunta del marzo 1990 ti accorgerai che il programma previsto in quella delibera sta andando avanti in parte per quanto riguarda l'Ospedale regionale, sta andando avanti perché non c'è la volontà politica e quali risposte, se non si realizza l'ospedale nuovo, intendiamo dare a chi ci chiede il posto letto? Ma non viene nessuno a porvi le lamentele che ci sono? Non viene nessuno a dirvi che è da un anno che aspetta di avere un posto letto e che una visita cardiologica dal 1° marzo è stata rimandata a metà aprile, di 45 giorni? Ma nessuno ve le dice queste cose?
Allora, vogliamo dare delle risposte a queste richieste o non le vogliamo dare? Perché questa è la situazione in cui ci troviamo. I medici lo dicono, quell'altro lo dice, c'è una situazione all'interno dell'ospedale che fa scappare i migliori medici ed è inutile trovare giustificazioni del perché se ne vanno; un certo numero di medici emigra così come emigrano gli ammalati per curarsi. Allora vogliamo dare una risposta ai problemi che abbiamo?
Riteniamo che con l'ospedale nuovo si arrivi a risolvere questi problemi che abbiamo di fronte e ad avere un ospedale degno di un capoluogo di Regione come la nostra.
Oggi non abbiamo un ospedale degno di un capoluogo di Regione quale siamo e chiedo a tutti, anche a quelli che nel 1991 erano d'accordo per l'ospedale nuovo e oggi sembra che non siano più d'accordo, di spiegarci perché non sono più d'accordo.
Mi fa piacere sentire Fiou che dice: "Non abbiamo abbandonato l'idea dell'ospedale nuovo"; l'avevano anche nel 1991, si vede che l'hanno mantenuta e cercano di rinverdirla e mi auguro che la rinverdiscano quest'idea perché ritengo che quella sia l'unica strada per risolvere i problemi della sanità in Valle, per arricchire il nostro ospedale di quelle unità operative che non abbiamo, per fare i collegamenti universitari che sono necessari.
Ma queste cose sembra quasi che siano fantasia, sogni. Non voglio fare il facilone, quello che vede tutto facile, perché mi rendo conto che ci sono dei costi, ma la ristrutturazione che si sta facendo quando è finita e non ha risolto i problemi, mi dovete dire quanto ci viene a costare.
Se ci vogliono 10-15 anni, questi tempi dipendono dai finanziamenti che mettiamo sul tappeto per realizzare l'opera. Se io costruisco una casa e do ad un'impresa i soldi immediatamente, nei termini giusti mi costruisce la casa; è chiaro che se vado a mutui ripetuti, la costruzione della casa mi va avanti nel tempo.
Lo stesso discorso vale per l'ospedale: dipende dai tempi, dai finanziamenti che si stanziano.
L'area di Saint-Christophe che qualcuno dice, era quella individuata nel 1991, dalla maggioranza di allora e anche dallo studio che si è fatto nel 1997, perché ci sono certe particolarità in quella zona e si può realizzare da... Chiedo che mi si dica, nel caso di ospedale nuovo no, mi si dica però quali risposte si intendono dare agli ammalati che chiedono un posto letto, a coloro che hanno bisogno, a coloro che vogliono morire con dignità all'interno dell'ospedale.
Voglio capire come si fa a far morire gli ammalati con dignità, ce lo devono dire; quando si dice no a una cosa, bisogna dare l'alternativa. No all'ospedale nuovo? Qual è l'alternativa? La ristrutturazione. Con la ristrutturazione i posti letto diminuiscono e non aumentano, è questa l'alternativa? Io penso di no.
Allora mi si dica qual è l'alternativa in modo che io possa confrontarmi su questa. Ponete un'alternativa, confrontiamo in questo Consiglio, confrontiamoci in commissione o dove volete, ma riapriamo il problema, non possiamo far finta che non esiste.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina pour deuxième intervention.
Squarzino (PVA-cU) Non è un secondo intervento, Presidente. Chiedo una sospensione per concordare con i colleghi eventuali cambiamenti nella parte impegnativa…
(interruzione del Consigliere Marguerettaz, fuori microfono)
… se parla l'Assessore e parla dopo che è chiusa la discussione generale, non possiamo più presentare emendamenti.
Président Il a été demandé une suspension, est-ce quelqu'un s'inscrit contre cette requête? La requête de suspension est accueillie.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,59 alle ore 20,16.
Président Nous sommes en discussion générale. Si personne ne demande la parole, la discussion générale est fermée. La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) L'argomento è quanto mai di attualità, diceva giustamente la Consigliera Squarzino, si potrebbe dire che sta diventando purtroppo ripetitivo perché tutto si può dire tranne che la posizione del Governo regionale in questa maggioranza non sia chiara. La stessa Consigliera Squarzino ha ripreso il punto riguardante l'ospedale e lei stessa ha affermato giustamente che non si tratta di rimettere in discussione la realizzazione di un nuovo ospedale perché la volontà del Governo regionale è di proseguire sulla scia della programmazione sanitaria che è decollata già dal 1994 e che è stata riconfermata in più atti che hanno tutti una consequenzialità e che devono essere portati a termine.
Il rischio fra l'altro di rimettere in gioco discussioni di questa envergure è che non venga rispettato quello che è una sorta di accordo di programma tra Amministrazione regionale e Governo centrale, accordo di programma che si sintetizza nei finanziamenti previsti dall'articolo 20 della legge 67/88 e che sono oggetto di continuo confronto e monitoraggio da parte del Governo centrale.
Al di là di questo non penso di dover entrare nel merito della mozione perché questa mette assieme dei parametri di valutazione che non sono confrontabili o leggibili fra di loro, perché anche qui tutto si può dire tranne che il documento Limacher non sia un documento chiaro. Non si possono valutare le spese di investimento con le spese di gestione e comunque sia non si può andare a definire una questione così complessa basandosi sul fatto che sarebbero stati considerati o non sarebbero stati considerati i costi di gestione e i costi di investimento di due servizi come la Neurochirurgia e la Cardiochirurgia. Così come non si può entrare nel merito di una delle possibili localizzazioni dell'ospedale nella zona di Saint-Christophe perché il documento stesso cita innumerevoli ostacoli alla pur ipotizzata localizzazione di Saint-Christophe.
Mi limito a ricordare - mi pare che il Consigliere Frassy en passant abbia citato questo - che il documento del tecnico dell'ARPA, che è incluso nel documento Limacher, elenca dettagliatamente una serie di problematiche riguardo alla stima della rumorosità prodotta dal traffico aereo nell'Aeroporto Corrado Gex all'area in prossimità della Cooperativa Latte e Fontina in Comune di Saint-Christophe, pagine 518-519, dove addirittura si dice che nell'ipotesi della realizzazione dell'ospedale in quell'area si dovrebbero obbligatoriamente ridurre al minimo certi passaggi aerei…
Président Conseiller Marguerettaz, je vous ai demandé de ne pas employer le téléphone dans la salle.
Vicquéry (UV) … questo sicuramente sarebbe di per sé stesso un problema che è in controtendenza rispetto alle politiche di potenziamento di quell'aeroporto. Già solo quest'elemento, senza citarne altri, pone seri problemi di valutazione.
Questi erano i due elementi previsti dalla mozione, ma al di là di questo concordo pienamente con quanto affermato dal Consigliere Fiou; stiamo attraversando un processo di revisione, di trasformazione, il Consigliere Fiou ha parlato espressamente di crisi di trasformazione e non ho alcun problema a sottoscrivere quest'affermazione perché in effetti stiamo attraversando una fase di trasformazione complessa del sistema di razionalizzazione del servizio ospedaliero che è susseguente alla legge n. 833/88, alla riforma n. 517/93, alla riforma bis della legge delega n. 419/98 in cui siamo totalmente immersi.
Il dibattito sull'organizzazione delle strutture ospedaliere è apertissimo non solo in Valle d'Aosta e non si sa bene dove si arriva; in questo riconfermo quanto ho già affermato in commissione consiliare e che il Consigliere Frassy ha ripreso, ma non nel senso inteso dal Consigliere Frassy, nel senso che in effetti un'attenta valutazione della programmazione sanitaria va fatta per evitare errori madornali che comporterebbero spese di gestione e spese di organizzazione assolutamente insostenibili tenuto conto che il livello è già altissimo.
Non voglio neppure qui soffermarmi sullo studio Limacher perché sia per quanto riguarda l'aspetto dei metri quadri per posto letto, sia per quanto riguarda gli aspetti del costo per posto letto, il documento è chiarissimo; non possiamo metterci a disquisire se è meglio avere 70 metri quadri al posto letto con l'ipotesi 1A, piuttosto che 78 metri con l'ipotesi 1B, piuttosto che 85 con l'ipotesi dell'ospedale nuovo.
Sono metri quadri molto limitati che però derivano da un'organizzazione diversa dell'ospedale. L'ipotesi 1 A non prevede ad esempio day surgery e day hospital ed è un'ipotesi di 4 anni fa; l'ipotesi 1B del Prof. Guzzanti prevede la realizzazione di alcuni letti di day surgery e day hospital che sono già superati rispetto alle indicazioni del piano sanitario nazionale 1999-2000.
Ci troviamo oggi a dibattere di un argomento che paradossalmente prende spunto dal documento Limacher, ma che di fatto constata ufficialmente che quel documento ha già degli elementi di vetustà perché dobbiamo fare riferimento a quelli che sono gli elementi di valutazione e in questo momento sono, oltre che il piano socio-sanitario, la legge delega "Bindi" e il piano sanitario nazionale 1999-2000 che dice esattamente le cose che il piano socio-sanitario regionale ha detto ovvero concentrarsi sull'organizzazione extraospedaliera piuttosto che su quell'ospedaliera. Riconfermiamo la nostra volontà di confrontarci sul futuro delle strutture ospedaliere della Valle d'Aosta fermo restando che indietro non si torna, questo è un punto fermo; non si tornerà a discutere di ospedale nuovo perché abbiamo fatto una scelta di campo non aprioristica, ma basata su elementi di valutazione certi e consistenti.
Il numero dei posti letto per acuti in viale Ginevra può dare e darà delle garanzie sufficienti per un'assistenza ottimale, abbiamo di fatto stipulato un accordo di programma, come tutte le regioni d'altronde, con il Governo centrale per l'acquisizione dei 61 miliardi che sono stati stanziati; siamo comunque in una situazione in cui, non avendo potestà legislativa primaria esclusiva in materia di sanità, dobbiamo tenere come punto di riferimento la normativa nazionale, nello specifico il piano sanitario nazionale.
Pertanto massima disponibilità a confrontarci su argomenti così pesanti, ma assoluta indisponibilità a riaprire il dibattito su una tematica che ha impegnato sin troppo e a volte anche accademicamente questo Consiglio regionale.
È un dato di fatto che la Giunta regionale ha prodotto documenti successivi. Non voglio toccare il documento dello studio Quaranta del 1991, mi riferisco al documento Studio Guzzanti e al documento Limacher.
È un dato di fatto che alcune forze di opposizione non considerano valido nessuno di questi documenti, pur essendo stati elaborati da persone autorevolissime, perché mi pare limitativo contestare la figura del Prof. Guzzanti che, essendo appena andato in pensione dal suo ruolo istituzionale, è stato chiamato ultimamente a ricoprire degli altissimi ruoli a livello internazionale in ciò riconoscendo la sua alta professionalità e correttezza perché il Prof. Guzzanti tutto ha fatto tranne che predisporre un documento sotto dettatura dell'Assessore Vicquéry. Il documento del Prof. Guzzanti è quanto gli era stato richiesto dall'ordine del giorno ed è quanto è stato predisposto, gli era stato richiesto di predisporre un modello tipo di organizzazione dell'assistenza ospedaliera in Valle d'Aosta e il Prof. Guzzanti aveva impostato tutta la sua filosofia sulla logica della netta suddivisione fra ospedale per acuti e ospedale per post-acuti.
Il documento Limacher in un passaggio lo dice chiaramente: anche nell'ipotesi dell'ospedale nuovo sarebbe inopportuno concentrare in un unico volume strutture così diversificate come possono essere quelle della psichiatria e della riabilitazione psichiatrica perché è accertato che queste strutture devono avere una localizzazione distinta.
Pertanto non posso che ribadire quanto è stato più volte riferito, che siamo disponibili a confrontarci sulla terza fase della riorganizzazione ospedaliera e cioè sul prosieguo di quanto deliberato dalla Giunta regionale in data 30 dicembre 1996 e in questo senso diamo la nostra disponibilità. Non possiamo dare la nostra disponibilità a votare questa mozione, pertanto ci asterremo.
Président La parole au Conseiller Curtaz pour déclaration d'intention.
Curtaz (PVA-cU) Naturalmente il nostro gruppo voterà a favore della mozione che ha presentato. Volevo però cogliere l'occasione per fare alcune brevissime puntualizzazioni sull'intervento dell'Assessore e sull'intervento del Consigliere Fiou.
Dapprima una precisazione. Mi sembrava chiaro dall'intervento della collega Squarzino che non contestiamo Guzzanti, Assessore, contestiamo lei che ha dato un incarico a Guzzanti incompleto e non in sintonia con l'intendimento del Consiglio perché invece che fare un'analisi comparativa, a Guzzanti era stato detto - ripeto: in maniera difforme a quanto stabilito - di fare solo un'analisi dei costi di ristrutturazione dell'ospedale, cosa che è emersa in maniera chiarissima e limpidissima perché lo stesso Guzzanti pubblicamente ha rivelato questa circostanza, quindi nessuna contestazione nei confronti di Guzzanti.
Però voglio dire che l'intervento dell'Assessore Vicquéry ha quanto meno un merito perché Vicquéry oggi pubblicamente ha affermato che indietro non si torna, cioè che il nuovo ospedale non si fa. Però visto che ho sentito un quarto d'ora fa il Consigliere Fiou, allora pongo un problema di tipo politico, cioè voglio capire se ci troviamo di fronte a una posizione da una parte dell'Assessore Vicquéry, dall'altra del Consigliere Fiou o ci troviamo di fronte a una posizione di una parte della maggioranza e a una posizione differenziata da parte dei DS perché non solo lei non può dire di aver concordato con il Consigliere Fiou perché avete detto delle cose completamente diverse. Qua non c'è nessuna chiarezza.
Credo che, di fronte alla popolazione, di fronte all'opinione pubblica, di fronte a tutte le forze politiche, di fronte a questo Consiglio, la maggioranza nella sua interezza abbia il dovere politico di dire come la pensa sul nuovo ospedale, di dire un sì o un no deciso.
È questo che chiediamo. Sarà no, ne prenderemo atto, ma questo no che oggi viene dall'Assessore Vicquéry è condiviso da tutti o all'interno della maggioranza ci sono delle posizioni differenziate? Posizioni al limite legittime, ma che lo si dica, non si vada avanti con quest'ipocrisia, del colpo al cerchio e del colpo alla botte, del "ni", degli indecisi a tutto perché anche oggi nel dibattito è emerso quest'atteggiamento che ritengo controproducente perché sui grossi temi bisogna fare delle scelte decise: o si sceglie un campo oppure l'altro.
Qua mi sembra che invece questa maggioranza su alcuni grossi temi, quello dell'ospedale è uno, sia in un periodo di indecisione permanente.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Vorrei chiedere scusa al Presidente e ai colleghi per la mia indisciplina, però approfitto dell'occasione per richiamare il Presidente del Consiglio a porre altrettanta attenzione verso una sorta di indisciplina presente all'interno di questo Consiglio ben più grave rispetto a quella di tenere un cellulare acceso.
Mi riferisco alla potestà che una parte di questo Consiglio ha, nella fattispecie la maggioranza consiliare per voce dell'Assessore Vicquéry, di disattendere completamente atti ufficiali che questo Consiglio ha deliberato.
Il 6 marzo 1997 il Consiglio regionale della Valle d'Aosta non all'unanimità, bensì a maggioranza con l'astensione del sottoscritto e del gruppo politico al quale il sottoscritto appartiene, già allora collocato all'opposizione, e quindi oltre al danno la beffa, dicevo per scelta maggioritaria portata avanti dalle forze che allora componevano la maggioranza del Consiglio regionale, questo Consiglio regionale impegnò il Governo regionale - tralascio i punti che non mi interessano, leggo solo il punto 2 di quell'ordine del giorno - a sottoporre al Consiglio regionale entro il termine di un anno - siamo ancora in tempo - la relazione contenente le indicazioni del gruppo di lavoro per le conseguenti decisioni politiche.
Questo è un atto ufficiale di questo Consiglio regionale dentro il quale non c'è scritto che la relazione contenente le indicazioni del gruppo di lavoro e le conseguenti decisioni politiche dovessero venire da una forza politica o da una coalizione di maggioranza. Credo che quest'atto ufficiale sia chiarissimo nella sua volontà e nella sua espressione, prendo atto con estremo rammarico e devo dire con forte preoccupazione per quanto concerne l'istituzionalità di questo consesso che oggi per bocca di un Assessore, evidentemente spalleggiato dalle forze politiche che sostengono questa maggioranza, quest'atto viene d'emblée disatteso.
Ne approfitto per fare un piccolo richiamo ai colleghi della V Commissione che vedo scarsamente presenti per motivi di salute. Ultimamente lo stesso Assessore Vicquéry ci ha fatto intendere che un altro atto, un disegno di legge che andremo a discutere probabilmente fra qualche Consiglio, era forse utile che fosse accompagnato - faccio un inciso: quello per le provvidenze a favore degli invalidi - da un ordine del giorno in cui l'Assessore si sarebbe fatto carico di un impegno da portare avanti nel tempo. Quando l'Assessore era assente mi permisi già allora in quella riunione di esprimere qualche perplessità sulla volontà dell'Assessore Vicquéry di rispettare la volontà del Consiglio, oggi ne ho la più piena conferma. Annuncio il voto favorevole alla mozione.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Afin d'éviter tout exercice académique et également pour reprendre une sollicitation partagée par tous, à savoir celle de la clarté, permettez-moi de vous rappeler ce que cette majorité a présenté à l'examen de cette Assemblée, présentation qui s'est conclue par un vote de ce Conseil concernant un programme de législature avec l'indication des objectifs et des priorités que cette majorité veut atteindre au cours de cette législature: "L'Administration régionale s'engagera à mettre en place sur le territoire un réseau de services efficients, efficaces et accessibles à tous les citoyens valdôtains de manière à ainsi régler…" donc il y a un choix qui a été défini dans le programme de législature "… la question de la construction d'un nouvel hôpital et de contribuer au développement d'une société plus solidaire au sein de laquelle le soutien apporté aux catégories défavorisées de la population reste une priorité".
On ne peut pas affirmer qu'il n'y a pas eu au sein de cette Assemblée une volonté qui s'est exprimée. C'est la raison pour laquelle nous ne pouvons continuer à examiner ou à discuter plusieurs hypothèses comme nous avons fait au cours de la législature précédente, lorsque une volonté s'est déjà ainsi exprimée.
Autre question, est la disponibilité qui a été encore une fois déclarée et confirmée, celle de nous confronter quant à l'application et à la réalisation de ces objectifs y compris cette troisième phase à laquelle l'Assesseur Vicquéry a fait référence.
Mais si quelqu'un par contre veut autre chose et continue à demander d'autres solutions, on ne peut pas nous demander d'en débattre à l'infini surtout sur la base des raisons qui ont été présentées par Mme Squarzino. Ce n'est pas un thème qui n'a pas fait l'objet d'un débat, d'un approfondissement et même de présentation de la part de chacun de nous lors d'une campagne électorale et la synthèse qui en est ressortie, pour ce qui concerne la majorité, est représentée par ce programme de législature, un programme que nous voulons réaliser et sur lequel nous nous sommes engagés afin de donner toutes ces réponses qui sont sollicitées pour l'amélioration de la qualité d'un service si important tel le service sanitaire.
Nous l'avons affirmé: nous vivons une phase qui est encore une phase de transformation, nous nous rendons compte qu'il existe encore aujourd'hui des problèmes à régler, il faut y remédier; nous avons tracé un chemin et nous avons l'intention de suivre ce chemin et de nous confronter. Nous le trouvons tout à fait nécessaire; mais si cette confrontation signifie que l'on doit à nouveau confier des études nouvelles afin de remettre à nouveau en discussion une hypothèse par rapport à une autre avec toutes les limites qui en découlent, nous ne partageons pas cette procédure.
Quelqu'un a des certitudes, a déjà localisé cette nouvelle structure à Saint-Christophe. A ce propos toute une série de réserves ont été exprimées quant à ce choix, réserves qui témoignent de la difficulté et de la complexité de ce choix.
Donc, nous pensons que si nous voulons effectivement répondre à des exigences réelles, nous devons poursuivre avec conviction et avec détermination dans le choix que nous avons indiqué et qui est le choix de cette législature.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Chiaramente voterò a favore della mozione tra l'altro, quando avevo chiesto la sospensione, era proprio nel tentativo di giungere ad un accordo, il nostro gruppo era disposto a cambiarla totalmente e proprio perché siamo interessati al dibattito e al confronto eravamo disponibili a prevedere un momento di discussione sulle strutture sanitarie in questa Regione e come noi eravamo disposti a non mettere nell'impegnativa della mozione la discussione sul nuovo ospedale, ma solo strutture sanitarie in questa Regione, chiedevamo di fare la stessa cosa anche all'altro interlocutore e cioè di dire che era disposto a discutere sulle strutture sanitarie di questa Regione e non necessariamente sulla terza fase. Questo proprio per evitare la contrapposizione.
Abbiamo detto chiaramente che siamo disponibili a cambiare totalmente la mozione e a dire che, vista la complessità del problema, ci si impegna a portare entro tre mesi o quattro mesi o sei mesi, qualunque periodo poteva andare bene, a portare una discussione in Consiglio sulle strutture sanitarie.
Questo non è stato accettato perché sarà vero che io sono partigiana del nuovo ospedale, l'ho sempre detto, però è anche vero che la maggioranza è partigiana, come mi sembra sia emerso con molta chiarezza, per la terza fase, cioè per la costruzione di quell'ala nuova a sud dell'Ospedale di viale Ginevra. Giustamente l'Assessore diceva: "Non posso impegnarmi qui a parlare solo del nuovo ospedale, parliamo delle strutture sanitarie esistenti in genere"; ho detto va bene, io ci sto, avete ragione, però la stessa coerenza la chiedevamo anche alla maggioranza, cioè anche alla maggioranza chiedevamo di rinunciare a mettere in delibera la scelta della terza fase. Questo non si è voluto, quindi non cambiamo questa nostra mozione.
Voglio ancora chiarire che con il primo punto si chiedeva, proprio per non spendere ulteriormente, ai membri interni del gruppo di lavoro, che sono la maggioranza, di rivedere i calcoli con la fiducia che, avendo più chiari i dati, ciascuno di noi poteva anche rivedere le proprie scelte. So che non si vuole rivedere la decisione, ma che almeno le scelte che vengono fatte - e che non contesto - siano fatte sulla base di dati realistici e non su spese di 800 miliardi e su 15 anni di tempo per la costruzione. Solo questo.
Président Je soumets au vote la motion présentée:
Conseillers présents: 28
Votants: 7
Pour: 6
Contre: 1
Abstentions: 21 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cottino, Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Louvin, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)
Le Conseil n'approuve pas.
Président La séance est levée. Le Conseil est convoqué pour les 7 et 8 avril prochain. La séance est levée.
