Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 501 du 24 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 MARS 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 501/XI Notizie in merito alle procedure seguite per la nomina del Commissario dell'Unità Sanitaria Locale. (Interpellanza)

Interpellanza Vista la delibera n. 4790 del 21 dicembre 1998, con la quale la Giunta regionale nomina il Dr. Pietro Bosso Commissario dell'USL della Valle d'Aosta;

A conoscenza di quanto previsto dall'articolo 3, comma 6 del decreto legislativo n. 502/92;

Rilevato come la procedura del Commissariamento seguita dalla Giunta regionale sia priva di ogni fondamento giuridico e quindi discrezionale ed illegittima;

Visto il rapporto di lavoro dipendente intercorrente tra l'USL e il Dr. Pietro Bosso, per quanto in aspettativa senza assegni, si viene a creare un caso di incompatibilità con la nomina a Direttore generale, alla cui figura può essere assimilata quella del Commissario visti i poteri allo stesso attribuiti;

Viste, altresì, le dimissioni dall'USL richieste in precedenza al Dr. Alberto Morelli al momento della sua nomina a direttore generale dell'USL stessa.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) perché è stato disatteso il comma 2 della legge regionale 8 giugno 1994, n. 24;

2) per quali motivi non sono state richieste le dimissioni dall'USL del Dr. Pietro Bosso precedentemente alla nomina a Commissario dell'USL stessa, come previsti dalle vigenti norme in vigore.

F.to: Beneforti - Squarzino Secondina

Presidente Prima di dare la parola al Consigliere Beneforti, vorrei fare un appello tanto all'interpellante quanto all'interpellato, che hanno animato le ultime sedute del Consiglio regionale, invitando caldamente a mantenersi sull'argomento e a non esprimere giudizi e considerazioni di natura personale sulle persone che sono coinvolte in queste procedure. Questo perché non si dia luogo agli spiacevoli episodi a cui abbiamo assistito in qualche circostanza, quasi sempre in riferimento a queste tematiche. Quindi è un invito che rivolgo loro caldamente, assicurando che qualora dovessero ripetersi casi analoghi a quelli che abbiamo conosciuto la seduta viene immediatamente sospesa e prosegue a porte chiuse.

La parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Accolgo l'invito, del resto l'ho sempre accolto l'invito del Presidente. Bisogna però che tutti accogliamo questi inviti e ci atteniamo alle cose che si dicono.

Torniamo sull'argomento concernente la nomina del Commissario nella persona del dr. Bosso, in quanto, come avevamo già detto in precedenza, con tale nomina la Giunta ha violato le leggi vigenti sia a livello nazionale che a livello regionale.

Il dr. Bosso non poteva, come non può, essere nominato commissario dato che non ha i requisiti previsti dalla legge, e uno dei requisiti è fondamentale ed è quello dell'incompatibilità, essendo il dr. Bosso dipendente dell'USL.

La Giunta con la nomina del dr. Bosso ha violato il disposto di cui all'articolo 3, comma 9, del decreto legge n. 517/93, che recita: "La carica di direttore generale è altresì incompatibile con la sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente, ancorché in regime di aspettativa senza assegni con l'USL, presso cui sono esercitate le funzioni". Credo che questo comma dell'articolo 3 del decreto legge n. 517/93 sia chiaro.

La Giunta avrebbe dovuto provvedere entro 60 giorni alla sostituzione del dimissionario, come previsto dall'articolo 3, comma 6, del decreto legislativo n. 502/92, e questo lo sa l'Assessore Vicquéry, quindi con un avviso da pubblicare nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana da parte della Regione, fra gli iscritti nell'apposito elenco nazionale, istituito presso il Ministero della sanità di cui al comma 10 dello stesso decreto legislativo n. 502/92. Era questa la strada da seguire.

E qui l'Assessore non mi venga a ripetere quello che mi ha detto in altre occasioni - mi pare nella seduta precedente - e cioè che la nomina del commissario è diversa da quella del direttore generale, perché ritengo che non faccia nessuna differenza, dato che oltre allo stipendio i compiti sono gli stessi! Del resto lo dice la Giunta nella delibera n. 4790 del 21 dicembre 1998, là dove afferma che l'ambito dei poteri attributi al commissario coincide con quello dei poteri attribuiti dalla legge al direttore generale. E viene da chiedersi perché non si è seguito la procedura, perché non bastano le motivazioni che avete scritto nella delibera per giustificare l'inadempienza che avete compiuto.

Voi avete violato oltre al comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 24/94, i commi b) e c) dell'articolo 5 della stessa legge, perché se come dite nella delibera n. 4790 la normativa regionale prevista dalla legge 8 giugno 90 n. 24 deve essere riformata, non essendo più rispondente alle disposizioni nazionali in materia, dovete tenere presente che di quella legge esiste anche il comma 4 dell'articolo 1 che dice quello che io dicevo prima, indica cioè la strada da seguire. Ovvero stabilisce la legge regionale n. 24/90 che per quanto non diversamente disposto dalla presente legge, si applicano all'USL le norme statali concernenti le USL.

Quindi in assenza di legge regionale si fa riferimento alla legge nazionale.

Finora tutti quelli che hanno assunto questo incarico si sono dimessi. Allora perché a suo tempo avete fatto dimettere il dr. Morelli da dipendente dell'USL? Non mi sembra logico né giusto che si nomini un commissario che, oltre a percepire uno stipendio favoloso, di 240 milioni l'anno, debba restare all'interno dell'USL per maturare il diritto alla pensione. Questo non è morale, perché questa è la norma.

E quanto uno è dipendente, cosa fa? Perché c'è l'incompatibilità? Perché nella massima carica, domani quando decade, nel frattempo si può assicurare il suo futuro all'interno dell'USL e continuare a maturare il diritto alla pensione.

E poi vorrei sapere se è dignitoso per la Giunta regionale non rispettare le leggi, sapendo che fa una nomina che è incompatibile. Io credo che non sia dignitoso.

Se non volete rispettare le norme dello Stato italiano, rispettate almeno le norme che vi siete dati a livello regionale! La legge n. 24 stabilisce norme precise agli articoli 5, commi b) e c) e 10, commi 1) e 2). Il comma 4 dell'articolo 5 poi si rifà alle norme nazionali.

A questo punto aspetto una risposta dell'Assessore e della Giunta regionale su questo argomento, per sapere se vogliono continuare a non rispettare una normativa che esiste a livello regionale e una normativa che esiste a livello nazionale. Non voglio aprire polemiche con nessuno, pertanto concludo qui restando in attesa della risposta dell'Assessore.

Mi auguro che nella sua risposta mi dica che prenderà oggi dei provvedimenti che si dovevano prendere ieri.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) La procedura seguita dalla Giunta regionale per la nomina del commissario dell'USL si basa sui seguenti elementi.

Il primo, la procedura di nomina di un commissario nell'Azienda sanitaria, pur non essendo esplicitamente disciplinata nella normativa statale e regionale, trae comunque fondamento giuridico nei principi che sovrintendono al funzionamento delle pubbliche amministrazioni; in merito inoltre bisogna tenere conto che l'USL ha natura di azienda e non di semplice amministrazione e che pertanto non è individuabile una distinzione fra ambiti di ordinaria e straordinaria amministrazione.

Il secondo, l'aspettativa del personale del SSN è istituto disciplinato dall'ordinamento di tale personale e tra i casi di aspettativa non è indicata la nomina a commissario.

La disciplina del decreto legislativo n. 502/92, relativa al direttore generale, riguarda solo il direttore generale e non può essere estesa al commissario, ma non impedisce che il commissario operi come un direttore generale, fermo restando che non può essere considerato quale direttore generale.

Quarto punto, in mancanza di esplicite disposizioni, il commissario in quanto commissario non deve essere collocato in aspettativa né risulta incompatibile quale dipendente, in quanto tale incompatibilità vale solo per il direttore generale. La richiesta di dimissioni per la nomina a direttore generale si applica solo al direttore generale e non è estensibile al commissario, il quale peraltro ha un rapporto di lavoro connesso alla nomina che non è fondato su alcun elemento contrattuale a differenza del direttore generale.

Direttore generale e commissario sono figure distinte, che non possono essere confuse anche quando hanno lo stesso trattamento economico, perché in tal caso la coincidenza di trattamento economico fa riscontro all'identica situazione di lavoro e connesse responsabilità.

Le dimissioni o la vacanza del direttore generale non comportano la cessazione dall'incarico del direttore sanitario e amministrativo dell'USL, che contrattualmente cessano dall'incarico soltanto entro tre mesi dalla nomina del nuovo direttore generale. Le situazioni di incompatibilità del commissario sono evitabili in via generale con la procedura di parere obbligatorio del direttore amministrativo e sanitario dell'USL sulle deliberazioni da assumere e dalla possibilità di procedere alla nomina di un funzionario ad acta per l'esercizio di funzioni connesse all'attività deliberativa.

In base a quanto sopra pertanto il dr. Bosso, quale Direttore sanitario dell'USL, già collocato in aspettativa, è stato nominato e svolge anche le funzioni di Commissario dell'USL. In riferimento a tali elementi è da ritenere, come hanno ritenuto i funzionari che hanno vistato la delibera, che la deliberazione n. 4790 della Giunta regionale sia fondata giuridicamente e legittima.

Quanto affermato è suffragato anche da autorevole parere legale.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) No, caro Assessore, non ci siamo, anche se la sua risposta me l'aspettavo, per cui non rimango neanche meravigliato. Ma la sua risposta m'induce ad affermare che l'opinione che mi sono fatto personalmente, che si sono fatti i dipendenti medici e non medici dell'USL, che si sono fatti i cittadini valdostani, l'opinione che ci siamo fatti tutti non è edificante per la Giunta regionale, perché con questa deliberazione avete dato la dimostrazione dell'arroganza ancora una volta con la quale governate la politica sanitaria nella nostra regione.

Nella legge non esiste il commissario, c'è tutta un'altra procedura che il dirigente del suo Assessorato non le ha scritto e che lei conosce però, Assessore. Si poteva nominare il direttore sanitario o il direttore amministrativo provvisoriamente, in attesa dei 60 giorni, e questo lo sa, Assessore, lo sa il dirigente dell'Assessorato. Per cui quando una cosa non c'è, e ce ne sono ben altre, si possono seguire altre strade; la realtà è che si voleva questa persona a quel posto. E allora ditelo che volevate questo! Fra l'altro, per il periodo in attesa di una nomina sarebbe andato comunque, perché quando manca il direttore generale o va il direttore amministrativo o il direttore sanitario, e fra i due va quello che ha più età, quindi ci sarebbe andato ugualmente, anche se limitatamente al periodo in cui si doveva nominare il direttore generale. E la legge lo dice chiaramente. Perché non si è seguita questa procedura?

La procedura del commissariamento da voi seguita è priva di ogni fondamento giuridico, è del tutto discrezionale ed illegittima. Lei ha concluso dicendo che dispone di un parere legale, ma anch'io ho un parere legale che dice quello che le sto dicendo io. Noi chiediamo la revoca di questo provvedimento, sappiamo che servirà a poco o a nulla dirlo qui dentro, lo abbiamo detto all'esterno e lo ripetiamo pubblicamente anche in questo Consiglio che chiederemo alla Magistratura d'intervenire, perché le leggi siano rispettate, perché nessuno goda di certi privilegi che per altri sono incompatibili.

Qui per qualcuno ci sono privilegi mentre per altri c'è incompatibilità! Certe ingiustizie all'interno dell'USL devono finire! Occorre riportare serenità nell'ambiente, occorre fare in modo che gli operatori sanitari più capaci non debbano abbandonare l'Ospedale regionale e che poi siano seguiti anche dai nostri ammalati che li vanno a trovare in Versilia. Bella zona la Versilia, perché è la mia patria…

Ma non vi rendete conto che con certi vostri comportamenti e certe nomine falliscono anche le più belle iniziative? Penso all'IRRSAE, al discorso del Casinò, alla Centrale del latte, alla Cooperativa Fontina che è in fibrillazione. Ma cosa raccogliete nella sanità con la nomina di questo commissario? Andate a parlare con la gente all'interno dell'ospedale, con gli operatori sanitari e non sanitari, con i tecnici; ma cosa raccogliete?

Voi non potete fare le leggi a vostro uso e consumo, e non potete neanche far dire alle leggi quello che volete voi per fare ciò che volete. Non vi sto a dire come può essere qualificato colui che vuole fare una legge per sé o colui che vuole sfuggire alle leggi di tutti per avere una posizione di privilegio.

Colui che vuole le leggi per sé e colui che vuole sfuggire alle leggi di tutti per avere una posizione di privilegio ha una qualifica sola, che non sto a pronunciare qui, altrimenti mi richiama anche il Presidente e io ho promesso di non dire cose che non devono essere dette, però io chiedo che si riporti la legalità anche nella nomina del direttore generale dell'USL. Ammettere di avere sbagliato è un atto di umiltà e l'atto di umiltà credo che sia anche un atto di forza: avere il coraggio di riconoscere di avere sbagliato. E qui, signori, avete sbagliato e continuare a perseverare diventa anche diabolico.

Comunque se voi non prenderete i dovuti provvedimenti, cercheremo altre strade, come del resto sono partiti altri settori che chiedono di riportare la legalità, e in altri ambienti sono partiti in questo senso. Anche noi denunciamo pubblicamente, ci siamo rivolti alla Magistratura e segnaleremo il fatto anche alla Corte dei Conti in quanto riteniamo che questo sia un problema di cui la Corte dei Conti sia competente. Noi i nostri passi certamente li faremo.