Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 502 du 24 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 MARS 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 502/XI Situazione attuale e prospettive future dei settori industriali e artigianali agli effetti produttivi ed occupazionali. (Interpellanze)

Interpellanza A conoscenza della pubblica denuncia dell'Associazione Valdostana Industriali in merito alla situazione venutasi a creare nel settore industriale della Valle d'Aosta agli effetti produttivi ed occupazionali;

A conoscenza, altresì, della presa di posizione della FLM valdostana nei confronti della Nazionale Cogne a seguito del mancato rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori, nonché dei rapporti che devono sussistere fra le parti sociali;

Preso atto della mancata convocazione della IVa Commissione consiliare, a cui l'Assessore avrebbe dovuto riferire in merito all'incontro con i rappresentanti della Società Cogne-Acciai speciali;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) quali iniziative sono state intraprese dalla Giunta regionale per accertare la reale situazione venutasi a creare nel settore industriale valdostano agli effetti produttivi ed occupazionali;

2) l'esito dell'incontro, se avvenuto, che doveva aver luogo nei primi giorni del mese corrente fra il Presidente della Giunta e l'Assessore competente con il titolare del Gruppo Marzorati;

3) quale è l'attuale situazione occupazionale alla Cogne, alla luce anche dei cambiamenti e della vendita di Società, come denunciato dalla FLM;

4) se sono stati affrontati con la Cogne i problemi concernenti il rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori e i rapporti con le Organizzazioni Sindacali.

F.to: Beneforti - Curtaz

Interpellanza Vista l'indagine previsionale dell'AVI diffusa nei giorni scorsi, che fa riferimento ai primi tre mesi del 1999;

Appreso che la produzione e l'occupazione sono in calo per il 13% degli imprenditori locali,

Constatato che i valori dell'indagine si allineano al trend congiunturale negativo del resto d'Italia;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) se la Giunta regionale ha verificato tramite le sue strutture l'attuale situazione e le prospettive future dei settori industriali e artigianali della Valle d'Aosta;

2) quali sono le eventuali iniziative che l'Amministrazione intende promuovere onde arginare l'attuale trend negativo.

F.to: Comé - Marguerettaz - Viérin M. - Collé - Lanièce

Président L'interpellation dont au point 18 à l'ordre du jour est discutée conjointement au point n° 15 à l'ordre du jour, pour permettre au Conseiller Beneforti de se reposer un instant. Je donnerais la parole d'abord au collègue Comé.

Comé (Aut) L'interpellanza che abbiamo presentato come gruppo degli Autonomisti è nata da un articolo che è apparso sui giornali e sull'indagine previsionale che l'AVI aveva diffuso nei giorni scorsi. Questa indagine per ora è solo una previsione, non è ancora una certezza, ma la nostra preoccupazione e la volontà di presentare quest'interpellanza sono nate anche dal fatto che l'ultimo trimestre 1998 aveva evidenziato, rispetto al trend positivo dei primi nove mesi del 1998, dei dati nettamente negativi per quanto riguardava sia la produzione che l'occupazione.

Questi dati previsionali aumentano ancora questa negatività e portano a un calo che si aggira all'incirca al 13 percento della produzione e dell'occupazione.

Questi sono dati che, se verificati e parificati a quelli della situazione italiana, si allineano al trend congiunturale del resto d'Italia. La nostra preoccupazione sta proprio in questo: le politiche del lavoro, gli incentivi che la Regione concede da anni in favore di diverse attività, portano ad avere dei dati che sono sugli stessi livelli di quelli del resto d'Italia.

Presentiamo quest'interpellanza per chiedere appunto all'Assessore competente e alla Giunta se queste prospettive nei settori industriali e artigianali della Valle d'Aosta sono state verificate e se rispondono ai dati previsionali diffusi dall'AVI, e inoltre se le iniziative che l'Amministrazione intende portare avanti non sono da rivedere, se poi i dati risultano essere questi che sono oggi sotto gli occhi di tutti.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Ci rendiamo conto che l'argomento posto con l'interpellanza meriterebbe una verifica più ampia, ma ci riserviamo di ampliare il confronto, se necessario a livello di commissione, oppure anche in Consiglio, con la presentazione di una mozione o di una risoluzione. A noi interessa conoscere oggi alcune risposte alle domande che abbiamo posto alla Giunta e all'Assessore competente sull'argomento in discussione.

In questi ultimi mesi - per non dire giorni - siamo stati preoccupati da quanto è accaduto e sta accadendo nel settore industriale valdostano. La denuncia del Presidente dell'AVI sullo stato della politica industriale in Valle d'Aosta agli effetti produttivi ed occupazionali credo che sia stata allarmante. Raramente si era sentito da parte dell'Associazione industriali una denuncia così aperta.

I sindacati hanno risposto alla posizione dell'AVI dicendo che il catastrofismo degli industriali è fuori luogo, ma nello stesso tempo anch'esse hanno esternato la loro preoccupazione per i tagli che avvengono sull'occupazione, per la mobilità, per la cassa integrazione alla Converter di Pont-Saint-Martin e in altri ambienti. Sono preoccupati per come sembra che gli operai delle imprese siano trattati all'interno della Cogne.

Sono preoccupati e siamo anche noi preoccupati per le voci di un trasferimento di proprietà della Cogne, smentite fra l'altro per fortuna anche dallo stesso titolare Marzorati. E le organizzazioni sindacali sono anche preoccupate per il deterioramento dei rapporti sindacali che sussistono all'interno della Cogne, dove ancora si mantiene la cassa integrazione e ancora si afferma che esistono degli esuberi. Si mantiene la cassa integrazione, si afferma che esistono degli esuberi in prospettiva, quasi facendo comprendere che la cassa integrazione può aumentare e anche il numero degli esuberi può superare quello che in precedenza era stato detto.

Abbiamo poi la Tecsid di Châtillon che afferma che l'ampliamento della stessa attività produttiva si trasferirà in Spagna o che assumerà la gestione di altre aziende in Spagna, anziché investire nella nostra regione.

Esiste la preoccupazione perché i disoccupati in Valle iscritti alle liste di collocamento sono sempre 7000, perché poi l'economia ristagna; il piano triennale di lavoro non porta ancora a dei segni di ripresa dell'occupazione.

Anche la Cogne non dà segni di ripresa: sarà il discorso del mercato, sarà il discorso del contratto dei metalmeccanici, ma tante certezze non le abbiamo! Anche la realizzazione dell'area industriale Cogne accusa dei ritardi che ci preoccupano, stante la situazione occupazionale di Aosta; ritardi che riguardano sia la possibilità di creare le condizioni per nuovi insediamenti nell'area industriale, sia anche per la riorganizzazione urbanistica dell'area stessa. Siamo di gran lunga in ritardo, basta assistere ai dibattiti che avvengono in Consiglio comunale di Aosta, per rendersi conto che un certo ritardo sussiste.

Di fronte a questa situazione ci attendevamo qualche comunicazione della Giunta a livello di commissione, delle stesse organizzazioni sindacali che sembra che non si preoccupino più di tanto di ciò che sta accadendo oggi intorno al mondo del lavoro. Forse hanno piena fiducia negli attuali amministratori regionali per non temere sorprese, mi auguro che questa fiducia venga ripagata, però vi devo dire con tutta sincerità che da parte nostra non ci sentiamo tranquilli, dato che anche a livello nazionale c'è stata una frenata del sistema economico produttivo ed occupazionale.

Le previsioni non sono positive; non si prevedono novità sia a livello nazionale che regionale, in grado di cambiare la situazione. Assistiamo a un rallentamento della crescita economica occupazionale e produttiva in Italia, in Europa, come in Valle d'Aosta, ma sono certo che se questo trend verrà avanti, noi ne risentiremo maggiormente, non avendo un'imprenditoria locale come esiste in altri paesi.

Con quest'interpellanza abbiamo posto quattro domande alla Giunta e all'Assessore e attendiamo di avere le risposte. Non crediamo che in questo campo, per quello che esiste nel resto d'Italia e anche in Europa, la Giunta e l'Assessore possano avere formule magiche per risolvere il problema, ma intendiamo conoscere se è stato fatto un esame della situazione e quali sono le iniziative che si intende portare avanti per assicurare alla Valle d'Aosta una economia più stabile e un'occupazione che dia lavoro ai nostri disoccupati.

Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Cercherò di dare una risposta di carattere generale alle diverse domande che sono state poste dalle due interpellanze.

È stato evidenziato che ci troviamo in una situazione economica nazionale, che registra un rallentamento della crescita nell'ultimo quadrimestre del 1998, come la crescita del PIL, che era prevista ben più alta, sarà nel 1998 intorno all'1 percento, e come questo abbia dato origine a una serie di indagini. C'è stata quella dell'AVI, indagine previsionale, e direi che qui va tenuto conto di quanto è stato detto in una successiva intervista dal Presidente dell'AVI, che ha sottolineato più volte come si tratti di dati previsionali e non di dati a consuntivo, di conseguenza come sempre i conti vanno fatti alla fine del trimestre e non all'inizio.

I dati previsionali AVI parlano di una valutazione più pessimistica per quanto riguarda le aziende del settore metalmeccanico e delle materie plastiche: è evidente a tutti come in questo paese ci sia un rallentamento nel settore dell'auto e come non lontano da noi ci sia un momento di crisi, pensiamo alla situazione dell'OPS di Scarmagno, una fabbrica di computer dell'Olivetti. Però, in questa stessa nota, l'AVI dice anche un'altra cosa, e cioè che è sostanzialmente stabile il tasso di utilizzo degli impianti, esso infatti resta abbastanza elevato.

Non solo, si dice anche che nei prossimi mesi le indicazioni provenienti dai diversi settori ci diranno se c'è davvero un'inversione di tendenza rispetto alla fase espansiva, che si era registrata nel corso del 1998, oppure se il miglioramento dei conti pubblici, l'entrata dell'Italia nell'Euro, la riduzione dei tassi di interesse, i rinnovi dei contratti, gli incentivi alle imprese saranno in grado di rimettere in moto l'economia e di migliorare la competitività delle imprese.

Vorrei ricordare soprattutto al collega Beneforti come normalmente le valutazioni delle associazioni industriali quando ci sono i contratti di lavoro aperti - ce lo ricordava anche ieri in un'intervista al "Sole 24Ore" il Ministro Ciampi - sono influenzate da questo stato di cose. Senza dubbio di fronte a questa situazione di rallentamento del primo trimestre le previsioni dell'AVI sono di una ripresa per il secondo semestre di quest'anno.

Per quanto riguarda la situazione specifica, noi siamo in possesso non solo di quest'analisi dell'AVI, ma anche di informazioni assunte da parte di strutture interne dell'amministrazione.

In particolare l'osservatorio del mercato del lavoro ha provveduto ad effettuare come di consueto un'indagine congiunturale, con l'obiettivo di monitorare l'andamento delle variabili economiche più significative della realtà imprenditoriale valdostana. Questo è stato fatto inviando un questionario alle imprese dei diversi settori della Valle e i dati ottenuti sono stati elaborati sulla base delle risposte fornite ai questionari. In quest'indagine i dati confermano una buona crescita della produzione per le attività manifatturiere, con un trend in calo nel secondo semestre 1998 e con una stagnazione dell'industria metallurgica; quindi viene confermata questa situazione di rallentamento.

La distribuzione dell'attività nel corso del 1998 ha confermato un andamento inferiore nel primo trimestre, dato cronico determinato dal rallentamento dell'inattività di alcuni settori nel periodo invernale. Va sottolineato che gli imprenditori indicano andamenti di sostanziale stazionarietà sia per le previsioni di produzioni e ordinativi, sia per le prospettive di prezzi e assunzioni. Va precisato che anche nelle rilevazioni passate le risposte sulle prospettive future in genere hanno fornito indicazioni di stabilità, pertanto è consigliabile considerare con estrema cautela questo dato.

L'industria in senso stretto, oltre i 10 dipendenti, osserva situazioni complessivamente migliori con una capacità produttiva ed utilizzata intorno al 76 percento. Le imprese maggiori registrano una crescita del fatturato forte e soprattutto superiore all'aumento della produzione. Gli ordinativi indicano un aumento molto contenuto, ma queste imprese hanno oltre un semestre di produzione assicurato, e quindi un carico ordini che va intorno ai sei mesi. Risultano al contrario sostanzialmente stabili produzione, fatturato e ordinativo nelle imprese minori.

Per quanto riguarda il turn over occupazionale, licenziamenti, dimissioni e assunzioni, i livelli occupazionali a fine periodo sono in generale molto simili a quelli di inizio periodo con saldi per lo più positivi.

Il dato che in una situazione generale di stasi di mercato ci consente di meglio prevedere il futuro è senz'altro quello del portafoglio ordini. Le imprese fino a 9 addetti hanno ordini per i prossimi 5,2 mesi, per 5,6 mesi quelli con addetti da 10 a 49, mentre raggiungono un livello di tutto rispetto le imprese oltre i 50 addetti che registrano ordinativi per 6,3 mesi. Quindi questa situazione definisce ordinativi che vanno tra le imprese più piccole e le imprese più grandi dai 5 ai 6 mesi; questo non è il segnale di una situazione di crisi imminente.

Per un'attenta analisi ritengo però che non si possa prescindere da alcuni aspetti.

Il primo è che, innanzitutto, è mutato lo scenario internazionale; non mi riferisco alla globalizzazione, che è un fenomeno ormai dato e assunto, bensì al venir meno con l'adozione della moneta unica di quegli strumenti, di politica monetaria, di manovra sul costo del denaro, o ancora una spesa pubblica più allegra, che per decenni hanno consentito di ravvivare i settori produttivi del nostro paese nei periodi di crisi. Questi strumenti sono venuti meno e altre sono le strade che ci è consentito percorrere nelle fasi negative di un'economia ciclica.

Che il mondo imprenditoriale valdostano sia comunque in crescita, e comunque non in una situazione di crisi drammatica - non siamo al 13 percento in meno, che è il dato che lei ha denunciato prima - si vede dai dati dell'Unioncamere, dove si registra un aumento delle imprese attive alla fine del 1998, che sono 49 in più rispetto a quelle dell'anno precedente, quindi le imprese sono passate da 796 a 812.

Per quanto riguarda le questioni legate a quali sono le iniziative regionali previste, sapete che già nel programma di maggioranza era previsto che nel settore industriale e nei settori produttivi si andasse verso un rafforzamento del cosiddetto "sistema Valle d'Aosta", cioè si puntasse a una maggiore integrazione delle attività produttive con il livello europeo, e che si puntasse a una maggiore competitività. Per realizzare quest'obiettivo è stato aperto un confronto con le categorie economiche e sociali e sono state sollecitate le organizzazioni sindacali a fornire una diagnosi, a indicare obiettivi e strumenti, a dare un contributo ai problemi aperti e soprattutto a suggerire alcune soluzioni.

Questo lavoro è stato avviato, le categorie stanno rispondendo alle richieste che sono state fatte, non solo, ma è stato avviato - come era previsto d'altronde dal programma di maggioranza - un gruppo di lavoro con la rappresentanza delle categorie interessate, per andare alla definizione di un testo unico in materia di artigianato e in materia di incentivazioni al settore industriale nel suo complesso, per andare quindi a razionalizzare e migliorare le norme che oggi abbiamo e che consentono le incentivazioni alle imprese industriali in Valle.

Inoltre si è avviato un altro gruppo di lavoro che è quello legato alla riforma del sistema camerale, per dotare le imprese di strumenti più efficaci; si pensa allo sportello unico e a servizi in grado di rispondere meglio alle esigenze delle imprese e del sistema economico valdostano nel suo complesso.

Quello che s'intende fare in sostanza è di rafforzare un modello di concertazione che è già in atto in questa regione, ma che ha necessità di essere meglio puntualizzato, dove rimanga aperta una libera dialettica politica e sociale, perché voi sapete che sui temi della concertazione il problema è sempre di quali sono i rapporti fra i tavoli di concertazione e il ruolo delle istituzioni politiche. Riteniamo che questo ruolo vada adeguatamente salvaguardato, sapendo che la concertazione è un metodo che si può proporre, ma non imporre, perché dipende dalla libera scelta dei soggetti interessati. Questo per quanto riguarda le questioni di carattere più generale.

Aggiungo per quanto riguarda alcune questioni che sono state indicate, penso alla "questione Tecdis", che ci troviamo non di fronte a un'azienda che sposta le proprie attività in Spagna, ma ad un'azienda che ha avuto un tasso di crescita.

(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)

C'era un'azienda in vendita in Spagna, la Tecdis è in forte espansione, e vi do alcuni dati: il fatturato di quest'azienda nel 1997 era di 64 miliardi, nel 1998 è arrivato a 139 miliardi, quindi più che raddoppiato, nel primo trimestre del 1999, in controtendenza a quanto si dice sul rallentamento dell'economia, è di 41 miliardi, che su base annua significherebbe arrivare a 150 miliardi, con un'occupazione che è passata da 312 unità nel 1997 a 383 nel 1999.

Quest'azienda ha avuto un'opportunità di espansione sul mercato europeo, c'era in Spagna un'azienda, fra l'altro di proprietà pubblica, che era in vendita, la scelta dell'imprenditore è stata quella di acquisire questa unità produttiva che è decisamente inferiore in termini occupazionali allo stabilimento Tecdis di Châtillon e lo è anche in termini tecnologici. Quindi si è trattato di un'espansione a livello europeo di una fabbrica, che comunque mantiene il proprio centro decisionale, di ricerca e di commercializzazione, direi il cuore dell'azienda, in Valle d'Aosta. Credo che questo sia un dato positivo, vorrei che la vitalità di tutte le aziende fosse questa e in quel caso non ci sarebbe stata l'interpellanza. Ci sono altre aziende, ieri avete visto su "Il Sole 24 Ore" che la Green Sport, la Napapiri ha superato i 100 miliardi di ricavi e sta aggredendo i mercati degli Usa. Ci sono quindi degli elementi di eccellenza.

Per quanto riguarda le questioni della siderurgia e della Cogne in particolare, qui c'è una particolare attenzione del Consiglio: sono state fatte interpellanze nei mesi di ottobre, novembre, gennaio e ora questa a marzo, a dimostrazione di un'attenzione positiva verso uno stabilimento e verso un settore di lavoratori, i metalmeccanici, che non sempre vengono ricordati. Hanno vissuto anni gloriosi nel passato ma oggi, pur in presenza di un rinnovo contrattuale che ritarda da mesi, finiscono nelle pagine interne dei giornali. Rispetto alla situazione della Cogne ci sono stati degli incontri il 3 febbraio e il 16 marzo con l'azienda, nei quali essa ha riconfermato la volontà di mantenere e sviluppare l'attività siderurgica in Valle. L'azienda ha investito lo scorso anno circa 10 miliardi negli impianti, superando così la cifra dei 100 miliardi per quanto riguarda gli investimenti fatti dall'impresa negli ultimi anni.

C'è stata anche un'intervista - oggi veniva ricordato - da parte del presidente dell'azienda che ha ricordato come l'azienda non sia in vendita, quindi ha smentito la cessione dell'azienda, ma ha ribadito - e questo era stato detto anche nel corso degli incontri con il Presidente della Giunta e il sottoscritto - il fatto che ci troviamo di fronte a una situazione congiunturale per quanto riguarda il mercato dell'acciaio, c'è una aspettativa di ripresa per il secondo semestre dell'anno, e ha ribadito la necessità di andare verso una politica di verticalizzazione delle produzioni, quindi aumento delle qualità delle produzioni perché questa è la sfida a cui le aziende europee si trovano davanti.

Per quanto riguarda gli elementi di concorrenzialità provenienti dai produttori del sud-est asiatico, che rappresentavano l'elemento di concorrenza più forte, si stanno ora attenuando, anche perché sta cambiando la situazione economica di quei paesi.

Come vi ricordate, rimanendo alle interviste che sono significative sotto questo aspetto, nel mese di ottobre l'azienda aveva annunciato esuberi per 100 addetti e 80 lavoratori in cassa integrazione; nelle ultime interviste si è parlato invece di investimenti e di continuità occupazionale. Credo quindi che ci sia stato un ridimensionamento delle visioni pessimistiche che l'azienda aveva prodotto alla fine del 1998, tant'è che andando a vedere i dati, oggi gli occupati della Cogne sono circa 1015; c'è stato lo scorporo di un'attività che è quella di manutenzione degli automezzi della Meccano, che ha coinvolto 10 dipendenti.

Per quanto riguarda la cassa integrazione ci troviamo di fronte a una situazione di questo tipo: nel corso dei primi mesi di quest'anno la cassa integrazione ha interessato mediamente da 7 a 15 dipendenti, se vi ricordate le richieste erano di 80-100; la fermata dell'Acciaieria che doveva essere di una settimana al mese per tre mesi, è stata invece solo di una settimana nei tre mesi, quindi si è fatta meno cassa integrazione di quanto previsto. È vero che i numeri ridotti della cassa integrazione sono stati suppliti da ferie che i lavoratori hanno preso, ma questo non ha interessato mediamente più di 20-30 lavoratori nei mesi di gennaio e febbraio.

Ho dimenticato di dire che nel corso degli incontri è emersa anche la necessità di andare ad alcuni adempimenti contrattuali per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie e per quanto riguarda la richiesta dell'azienda di uniformare i canoni di locazione a quelli praticati a tutte le altre imprese, cioè al 2 percento del valore di acquisto degli immobili.

Rimane una questione aperta, che è quella relativa al problema dei rapporti sindacali: una situazione di stallo. Siamo convinti che un modello di confronto, di relazioni, di dialettica fra l'impresa e i lavoratori sia un elemento che caratterizza i rapporti sociali che ci sono in questa regione. Un modello di relazioni industriali della Valle d'Aosta prevede che ci sia questo rapporto e questo dialogo, perché è utile non solo ai lavoratori ma anche all'impresa: il conflitto di per sé non risolve i problemi. Questo lo abbiamo detto e lo abbiamo ripetuto all'azienda negli incontri che abbiamo fatto. Più di tanto non potevamo fare, anche perché questo è il nostro ruolo. È chiaro che sanzioni di tipo diverso non competono all'Esecutivo regionale, il quale però ha ritenuto opportuno sottolineare questo aspetto. In ogni caso si prevede che ci saranno ancora riunioni e incontri con le organizzazioni sindacali, incontri che sono in via di calendarizzazione.

Per quanto riguarda le questioni sull'area Cogne, è vero che ci sono stati dei ritardi; l'appalto che era stato avviato per l'urbanizzazione dell'area Cogne ha avuto dei rallentamenti perché c'è stato il fallimento dell'impresa, però posso dire che il 30 di questo mese ripartiranno i lavori per l'urbanizzazione. Per quanto riguarda la bonifica avevo già annunciato in questo Consiglio che l'appalto è stato assegnato e si prevede che i lavori inizieranno nel mese di aprile; anche qui c'è stato il ricorso di un'impresa che non aveva partecipato all'appalto: il 14 aprile il TAR dovrà affrontare questa situazione, ma ci sono buone ragioni per pensare che venga affrontata positivamente.

Malgrado i ritardi che ci sono stati il Comune di Aosta ha approvato il provvedimento analogo a quello definito dalla Giunta regionale; i tempi previsti comunque consentono di rimanere all'interno di quelli che ci sono stati assegnati dall'Unione europea. Sono d'accordo comunque con chi dice che più è possibile anticipare meglio è, perché questo poi significa avere la possibilità di mettere in campo iniziative di reindustrializzazione.

Sapete anche che c'è un disegno di legge che è all'esame delle commissioni, che consente di rendere più appetibile l'area dal punto di vista finanziario. Questa è un po' la situazione.

Penso di aver risposto in modo sufficiente, in ogni caso su queste questioni credo che questa non sarà l'ultima interpellanza.

Président La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Abbiamo sentito tramite le parole dell'Assessore delle cose che si possono definire in contrasto, e questo ci preoccupa perché nel suo intervento lei Assessore ha richiamato la situazione economica nazionale, che tutti i colleghi presumo conoscano, come anche i mass media, situazione nazionale delicata, che lei poi ha paragonato alla situazione valdostana, ammettendo con correttezza il trend negativo del PIL anche in Valle d'Aosta. Parliamo di dati previsionali validi per l'ultimo semestre 1999, per cui è chiaro che la ricerca fatta dall'AVI è soprattutto per il prossimo futuro. Ma si sa bene che non si possono affrontare delle situazioni così importanti come quella occupazionale, direttamente collegata al discorso economico, con il prendere iniziative solo successivamente, ma bisogna prendere in esame date e previsioni future per poter arginare un certo fenomeno preventivato.

Ci dice anche che in Valle l'osservatorio del mercato del lavoro, mentre ammette un certo trend in calo, segnala una buona crescita del livello occupazionale o quanto meno identica al passato, e il trend negativo che potrebbe esserci in Valle, trend che l'Assessore ha individuato tramite questo osservatorio, deriva dalle aziende che hanno meno di 10 dipendenti.

Io dico che questo fatto merita ancora più attenzione, perché l'Assessore cercando di dare una mano di vernice all'attuale situazione in Valle, ci ha fatto un esempio della Green Sport, ed è un esempio che non doveva fare perché quest'azienda ha dovuto, per rilanciare il suo mercato, emigrare in Haute Savoie, dove sta costruendo uno stabilimento. Si deve almeno chiedere caro Assessore il motivo per cui la Green Sport, che è un'azienda nata e cresciuta in Valle d'Aosta, abbia gettato le basi per la sua futura crescita non in Valle d'Aosta, ma oltre confine! Queste sono cose che fanno meditare, non cose che possono essere portate ad esempio per dimostrare l'efficienza di interventi in questo settore.

L'altra grossa incongruenza sta nel fatto che l'Assessore ha basato l'intero suo intervento sul discorso della concertazione, definendola già in atto.

Lei, è vero, forse non era presente quando, in commissione audendo proprio le forze economiche e sociali della Valle, per sentire cosa pensavano del futuro sviluppo della parte dell'area Cogne non occupata dalla CAS, le forze economiche e sociali, parlo dell'AVI, delle Associazioni valdostane degli artigiani e dei commercianti, sono state date delle informazioni in merito alla concertazione tanto decantata dall'Assessore, che ci hanno fatto rabbrividire; ci hanno detto chiaramente che concertazione in questi ultimi anni non c'è stata e che anche loro sono sempre stati chiamati, come diceva Lattanzi oggi, a cose già fatte.

Ma questa non è concertazione, quindi mi è sembrato molto strano il fatto che lei abbia richiamato come grande fiore all'occhiello una concertazione che è stata messa nel programma di questa Giunta, che è stata e verrà fatta meno assidua con le categorie socio-economiche di questa Valle, perché fino ad oggi non è avvenuto niente di tutto questo.

E ci è stato detto in maniera molto chiara non più di una settimana fa.

Si è parlato anche di quegli organismi tipo CREL che noi Autonomisti abbiamo già definito come dei "carrozzoni", e abbiamo chiesto perché alcuni pareri arrivano favorevoli a volte a maggioranza.

I pareri arrivano favorevoli a maggioranza, ci è stato detto, perché i rappresentanti delle categorie sono in minoranza, e quindi anche lì i pareri arrivano favorevoli perché la Giunta regionale ha inserito in quest'organismo un apparato che le fa da scudo, per avere sempre i pareri favorevoli se non all'unanimità, almeno a maggioranza. E questa è una grande pecca per chi vuole veramente cercare di trovare una soluzione! Con questo non si pretende che la Giunta abbia la bacchetta magica, ma che almeno abbia la voglia di affrontare a viso aperto la situazione senza nascondersi dietro alcuni organismi di questo tipo.

L'Assessore infine c'informa che si stanno studiando delle cose diverse insieme a questa associazione, per dare un giusto aiuto al settore economico valdostano. E allora questa è un'affermazione grave che viene fatta dall'Assessore, quindi fino ad oggi probabilmente non abbiamo fatto quello che si doveva fare, stiamo cercando di cambiare rotta. Quindi tutto quello che abbiamo sentito in questi anni, e cioè che andava tutto bene, che le scelte migliori erano quelle fatte dalla Giunta, oggi l'Assessore nel suo intervento abbia smentito il tutto!

Ho voluto fare un intervento che andava ad analizzare lo stesso intervento dell'Assessore oggi in Consiglio, ma perché? Per cercare di dimostrare ai colleghi che c'è grande incertezza sulle strade da seguire da parte di questa Giunta sul futuro economico della Valle d'Aosta, grande incertezza anche nel dire che si cercherà con forza di dare vita alla Camera di commercio, una tesi che nella passata legislatura non era molto condivisa dall'allora Assessore Mafrica, ma che poi è stata inserita nel programma di maggioranza.

Anche lì gli Autonomisti fecero delle battaglie, purtroppo senza frutto per il problema dei numeri in questo Consiglio. Dicevo che m'interessava oggi far trasparire quest'impotenza della Giunta verso questo settore talmente importante che poi ha dei riflessi sull'occupazione valdostana.

Non voglio dilungarmi sul discorso occupazionale, perché abbiamo visioni diverse. Faccio solo una piccola premessa: concordo che in quei 7-8000 disoccupati ci siano persone che non vogliono trovare lavoro; però mi preoccupa il fatto che fra questi disoccupati c'è un'alta percentuale di giovani e, allo stesso tempo, che molte persone trovano occupazione solo nel part time.

Questo vuol dire che facciamo partire questi giovani verso un lavoro senza certezze.

È vero che la globalizzazione dei mercati presume che un lavoratore debba cambiare nel futuro anche due o tre imprese, ma è altresì vero che se portiamo i nostri giovani ad avere tanto lavoro part time fino ai 35 anni, superata questa soglia di età i nostri giovani non avranno più possibilità di trovare un'occupazione decente, perché avranno bruciato tutta la loro fase di vita potenzialmente preposta a una formazione occupazionale. Ed è questo che ci preoccupa fortemente.

Infine volevo sottolineare due aspetti che riguardano l'area Cogne. Ieri sono stato in Consiglio comunale di Aosta ad ascoltare un dibattito, durato circa tre ore, in merito a questo problema, che è stato trattato anche con una delibera di Giunta a fine dicembre, e che riguarda i ritardi che si hanno nella realizzazione dei lavori all'interno dell'area Cogne, ma parlo di quell'area Cogne non utilizzata dall'attuale stabilimento siderurgico, quell'area che dovrebbe essere ad asservimento per l'occupazione che è necessaria per la cintura di Aosta, e così via.

Ribadisco qui che, oggi come allora, non condividiamo le destinazioni e i metodi utilizzati per creare quest'area, avremmo preferito il metodo seguito in Francia e in tanti altri paesi francofoni, e cioè quello di fare un'area di servizio e poi di fare un discorso di assegnazione a piccoli imprenditori prioritariamente valdostani, per fare in modo che, se per caso fallissero un domani, questi denari rimangano in Valle.

Questo metodo, anziché andare a creare dei grossi siti con 2-300 occupati, perché noi dovremo andare a cercare industriali disponibili a venire, che il giorno che decidono di andare a casa non ci rimetteranno neanche una lira per tutto il patrimonio investito nella creazione del loro stabilimento. Questa è la situazione.

Non vorrei che oggi l'Assessore abbia voluto mettere le mani avanti nel riconoscere che alcuni problemi esistono nella ristrutturazione dell'area Cogne, stiamo partendo, i problemi sono venuti a causa di una società che aveva vinto l'appalto.

A questo proposito ricordo all'Assessore che la società che ha vinto l'appalto avrà pure avuto una verifica da parte di chi era preposto e il preposto è Vallée d'Aoste Structure, che è stata voluta con forza da questa maggioranza per evitare proprio quello che l'Assessore ci viene a dire: per essere più celeri, per avere maggiore possibilità d'indagine sulle aziende che venivano invitate all'appalto.

E questo ci preoccupa, anche perché una tiratina d'orecchie a Vallée d'Aoste Structure su queste cose andrebbe fatta e ad oggi non abbiamo sentito niente di tutto questo. Quindi siamo ancora più convinti che Vallée d'Aoste Structure sia un altro "carrozzone", come il CREL e tutti gli altri organismi messi in piedi ultimamente.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Ringrazio l'Assessore per l'esposizione particolareggiata che ha fatto in risposta alla nostra interpellanza e perché ha chiarito anche alcuni aspetti di situazioni che avevamo appreso tramite la stampa e tramite altre strutture.

Non voglio ripetere quello che è stato detto o che ho detto in precedenza, vista l'ora. L'Assessore ha detto che si sta cercando di portare avanti il programma di maggioranza; è chiaro che qui c'è una maggioranza che governa, che si è data un programma e quel programma dovrà portarlo avanti. Dice ancora che si prevede un rafforzamento delle attività produttive. I programmi non sono Vangelo per nessuno e vanno adeguati alle situazioni che mano a mano si presentano, credo che adesso sia un momento molto particolare e sono da rivedere anche le iniziative che s'intendono portare avanti, per adeguarle alla realtà che abbiamo di fronte.

Dice l'Assessore che sarà aperto un tavolo di concertazione per aprire un confronto fra tutte le parti sociali; credo che questo confronto sia più che mai necessario per evitare anche di assistere a livello di commissioni prese di posizioni di queste parti sociali, che danno la dimostrazione che la concertazione, che il confronto non esistono. Sono convinto che il confronto ci debba essere e che la concertazione sia la strada per portare avanti i problemi che ci stanno di fronte.

Concordo sulle iniziative che ha citato l'Assessore, quella di riformulare un testo unico per le incentivazioni artigianali, un testo unico per le incentivazioni per l'industria.

Non concordo molto sulla riforma camerale, l'ho sempre detto, perché non penso che per la situazione economica e sociale della Valle d'Aosta realizzare la Camera di commercio, come qualcuno pensa, sia il toccasana di tutti i mali. Non è così, perché se andiamo a vedere dove funzionano in altre province questi organismi, si vede che la situazione occupazionale, produttiva, commerciale e turistica non è migliore della nostra. Sono strutture che esistono, ognuno può desiderarle perché ci vede un qualcosa, ma io dico che si deve stare molto attenti alla riforma del sistema camerale perché non è il toccasana di tutti i mali!

Questa situazione che abbiamo deve essere affrontata con forza, con decisione, con coraggio, cercando di mettere da parte le incertezze che ci possono essere. I 7000 disoccupati che ricordavo c'erano e ci saranno se non si prendono delle iniziative, che possano dare lavoro ai giovani e ai meno giovani; è vero che una parte degli inscritti che sono nelle liste di collocamento non cercano lavoro, ma una gran parte cerca lavoro e ci chiede di prendere le iniziative per poter creare lavoro.

Per quanto riguarda la Tecsid non dicevo che ero preoccupato che quest'azienda andasse in Spagna. Ma vorrei che la Tecsid, anziché andare in Spagna, investisse per quello che rappresenta per noi anche in Valle d'Aosta. Cioè quei 389 dipendenti che ha oggi vorrei che diventassero 500 in Valle d'Aosta con altre attività, e anziché andare a investire a livello europeo, investisse anche in Valle d'Aosta per la disoccupazione che abbiamo anche noi. In questo senso chiedevo se erano stati presi contatti con la Tecsid per invogliarla ad ampliarsi qui, anziché andare all'estero.

Anche per la Cogne così come l'avete seguita negli incontri che ci sono stati con il titolare Marzorati in due occasioni, presente anche il Presidente della Giunta, date certe certezze, anche se non si è calcato la mano sulla cassa integrazione, il numero dei dipendenti è diminuito e il discorso degli esuberi non è sparito dalla volontà della società, per cui ritengo che la Cogne, che è la maggiore che abbiamo in Valle e anche per la tradizione siderurgica che ha la Valle d'Aosta, debba essere seguita con attenzione, in modo da poter arrivare ad ottenere i risultati che vogliamo ottenere.

Anche sul dialogo sindacale mi rendo conto che l'Assessore non può forzare la mano a una parte, può solo chiedere che i rapporti sindacali siano corretti, perché da un rapporto corretto si possono avere cose più positive che negative.

Detto questo, vista l'ora, invito l'Assessore e il Presidente della commissione preposta ad incontrarsi a livello di commissione per fare tutte le verifiche necessarie, perché lo stato occupazionale, produttivo ed economico della Valle d'Aosta sta a cuore a tutti e queste cose si affrontano meglio se facciamo un certo discorso di concertazione. Se non si affrontano insieme queste cose, non si arriva a creare la situazione occupazionale che vorremmo creare in Valle d'Aosta.

Président Les travaux sont suspendus et reprendront à 16 heures.

La séance est levée.