Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 482 du 10 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 10 MARS 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 482/XI Intendimenti circa l'istituzione di un servizio di "Fecondazione in vitro ed embrion transfert". (Interpellanza)

Interpellanza Premesso che il Piano sociosanitario regionale non prevede l'istituzione di servizi per la fecondazione artificiale;

Appreso che all'ospedale del Beauregard, dopo un incontro che sembra avvenuto nell'Assessorato alla Sanità, si stanno recuperando i locali per realizzare la FIVET;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) se la notizia di istituire il servizio di "Fecondazione in vitro ed embrion transfert" corrisponde al vero;

2) l'eventuale ammontare dei costi di gestione del servizio;

3) se il servizio serve veramente in una regione come la Valle d'Aosta.

F.to: Beneforti - Curtaz

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Con quest'interpellanza non vogliamo entrare nel merito della fecondazione. Quest'interpellanza ha un altro obiettivo, anche se siamo e rimaniamo convinti che su un tema fondamentale come quello della vita non ci possa essere né maggioranza di governo né minoranza.

Sulla concezione dell'uomo e dei suoi diritti inalienabili c'è solo la coscienza di ognuno di noi. Sulla fecondazione non ci possono essere battaglie ideologiche a fini propagandistici o elettorali, anche se personalmente come Popolare ritengo che anche su questo argomento debba prevalere una certa etica e non il Far West della provetta, come sta avvenendo in questi ultimi tempi.

Come dicevo, oggi non è in discussione la fecondazione, è in discussione la decisione presa dall'Assessore e dall'USL di istituire il Servizio di "Fecondazione in vitro ed embrion transfert" al Beauregard.

Questo servizio non è previsto dal piano sociosanitario, per cui non si comprende perché debba essere realizzato, e quasi alla chetichella. Certo, sarà stato richiesto da persone interessate, e potrei aggiungere, da persone che conosciamo; ma il progetto costa circa 300 milioni e dovrebbe essere realizzato entro il prossimo mese di giugno. A parte che questi centri, a quanto ci risulta, dovrebbero essere autorizzati dal Ministero della sanità, non si capisce perché l'Assessore ed il Commissario debbano seguire certi sistemi di sapore clientelare. I medici che sono venuti all'Assessorato insieme al commissario, hanno riferito che erano andati dall'Assessore…

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

… l'Assessore si inalbera sempre quando gli dico le verità. Io dico che i medici che sono andati dall'Assessore, accompagnati dal Commissario, hanno riferito che hanno avuto il consenso dell'Assessore per realizzare quest'obiettivo. Ho detto niente di strano? Ma se non è nel piano sociosanitario, che sapore ha questo? E poi, guarda caso, sono venuti proprio i medici dell'Unità operativa di ostetricia e sappiamo chi sono e con quali scopi sono venuti. Assessore, non facciamo i finti tonti fra noi!

Ma ci siamo chiesti se questo servizio serve veramente in una regione come la nostra, visto che quello che è in vigore ha dato un risultato positivo dell'8 percento rispetto al 18 percento che è la media nazionale?

Una domanda mi viene ora da porre. Non c'erano investimenti più importanti da effettuare nelle attrezzature sanitarie? Guardate che sono state avanzate richieste anche al Beauregard, dall'Unità operativa di ostetricia ed è stato risposto che per il 1999 non si possono fare spese, perché ci sono da pagare i debiti del 1998. Però, guarda caso, per le attrezzature sanitarie non si trovano i fondi, mentre per questo servizio si spendono 300 milioni!

Voglio capire una cosa. Dopo la denuncia del Cappellano dell'Ospedale, di cui avevo parlato prima, non si è pensato di spendere qualche soldo per dare più dignità a coloro che muoiono in ospedale, per evitare i paraventi quando esalano l'ultimo respiro?

Presidente Consigliere, la richiamo all'argomento della sua interpellanza.

Beneforti (PVA-cU) No, a questo non si è pensato, forse non è stata fatta nessuna riunione in Assessorato per esaminare questo problema, così com'è avvenuto per il discorso della fecondazione.

Termino qui, mi sembra di avere illustrato a sufficienza lo scopo dell'interpellanza e mi riservo d'intervenire dopo la risposta dell'Assessore, ma ritengo che questo progetto debba essere sospeso perché ci sono problemi più urgenti all'ospedale, all'USL, come sul territorio. Lo potremo riprendere quando sarà approvato il nuovo piano sociosanitario; oggi credo che non sia di attualità. E non mi si venga a dire, come qualcuno ha fatto quando è venuto a conoscenza di quest'interpellanza, che Beneforti va contro coloro che non si possono permettere di andare a pagamento fuori Valle per questo servizio! Su questo ci sarebbe molto da dire.

Un giorno, se voi istituite questo centro, faremo i conti di quanto costerà. Ed è inutile che l'Assessore scuota la testa, ma è possibile che quando gli si dice qualcosa, non gli vada mai bene niente? Io mi chiedo quanto costerà agli individui che si rivolgeranno a questo servizio, secondo come lo organizzate, per visite private; perché si arriva lì dopo delle visite private e le visite private costano!

Presidente, cerco di stare nell'argomento. I medici determinano un po' tutto, mi è stato detto, ma su questo torneremo…

Presidente … anche questo non mi pare che rientri nell'argomento…

Beneforti (PVA-cU) … anche su questo torneremo sopra. Voglio solo dire che vedremo, in base alle spese, se questo servizio sarà gratuito, oppure se ci saranno dei costi.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Mi convinco sempre di più che la logica e la coerenza del Consigliere Beneforti sono ormai un fenomeno patologico da studiare, perché non più tardi di un quarto d'ora fa sollecitava la Giunta regionale a portare avanti uno screening per prevenire il tumore alla prostata, ben conscio che lo screening in quanto tale non è previsto dal piano sociosanitario, ma va fatto.

Un quarto d'ora dopo accusa la Giunta regionale di portare avanti un'azione fondamentale di prevenzione citogenetica e preconcezionale come questa, dicendo che non può farla perché non è prevista dal piano sociosanitario. A parte che non è così, ma è patologia questa! Che il Consigliere abbia almeno il buon senso di presentare queste interpellanze in sedute consiliari diverse, in modo che tutti ci dimentichiamo di cosa dice. Ma lo ha detto un quarto d'ora fa!

Esulando dall'interpellanza, la invito pubblicamente ad esporre denuncia alla Procura della Repubblica…

Presidente … non esuli dall'interpellanza…

Vicquéry (UV) … allora, Presidente, mi faccia il piacere d'interrompere il Consigliere Beneforti quando continuamente esula dall'argomento dell'interpellanza!

Presidente … è stato fatto proprio durante l'illustrazione…

Vicquéry (UV) … no, perché ha detto una cosa gravissima e io gli rispondo pubblicamente, lo invito a denunciare alla Procura della Repubblica il Direttore e il Commissario dell'USL perché avrebbe trasferito un ginecologo in modo improprio. Lo faccia. Chiudo l'argomento.

In merito al primo aspetto, elenco gli articoli nei quali si parla di problemi di fecondazione e di iniziative connesse.

Legge n. 44, legge sulla famiglia:

- articolo 2, comma 1, lett. c): la Regione promuove e realizza un'attività politica diretta a sostenere il diritto della coppia ad una scelta positiva, libera e responsabile della procreazione, offrendole anche opportunità sociali e sostegni socioculturali idonei a superare i motivi che la inducono a restrizioni non desiderate della fecondità;

- articolo 3, comma 1, lett. b): le attività di sostegno alla famiglia si esplicano attraverso la qualificazione dell'assistenza sanitaria e sociale alla gravidanza e alla maternità, nonché allo sviluppo degli interventi finalizzati alla cura della sterilità;

- articolo 4, comma 1, lett. h): la Regione attua interventi a sostegno della procreazione e dell'espressione della sessualità e sostiene il diritto della coppia ad una procreazione libera e responsabile mediante gli interventi sociosanitari finalizzati alla prevenzione e alla cura della sterilità e dell'impotenza.

Piano sociosanitario, articolo 8, comma 1, lett. a): il piano persegue le seguenti finalità: la promozione e la tutela della salute fisica, psichica e sociale dei singoli, delle famiglie, mediante interventi finalizzati alla rimozione delle cause di nocività, di disagio e di malattia;

- punto 3) gli obiettivi del piano: in particolare si rende necessario recuperare attraverso opportuni interventi il flusso di pazienti che si rivolgono presso strutture pubbliche ubicate in altre regioni per patologie di base (e tutto quello che è citogenetica è la patologia di base per eccellenza);

- punto 5.3, le fasi dell'intervento: prima fase, realizzazione di nuove aree di servizio;

- punto 6.2.1, progetto materno infantile e tutto quello che ne consegue.

Pertanto c'è ampia documentazione per dire che non si sta facendo una cosa che va al di là di quanto previsto, ma anzi si assolve ad un compito istituzionale della Giunta regionale.

Per quanto riguarda il secondo punto, dove si chiede l'eventuale ammontare dei costi di gestione del servizio, secondo lo studio che si sta facendo sarebbe sufficiente l'assunzione di una biologa, per cui il costo indicativo è quello di un biologo di primo livello.

Riguardo al terzo punto, se il servizio serve veramente in una regione come la Valle d'Aosta, voglio riferire quanto segue. Al 1° gennaio 1998 le donne della fascia di età 18/45 anni residenti in Valle d'Aosta erano 24.134; si stima che il 10-15 percento abbiano problemi di fertilità per cui attualmente da 2.430 a 3.620 donne della nostra regione potenzialmente necessitano di un centro specializzato nella diagnosi e terapia della fertilità.

Dal 22 gennaio 1998 è in attività nell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia un centro di primo livello per la diagnosi e il trattamento dei problemi riguardanti la sterilità e l'infertilità di coppia.

Un centro di primo livello, oltre ad offrire un completo iter diagnostico, fornisce la tecnica di fecondazione assistita denominata inseminazione intrauterina omologa, cioè con seme di partner; questa metodica è indicata però solo in una piccola percentuale di coppie sterili.

Il centro dalla sua nascita, cioè dal 1° gennaio 1998 fino al 28 febbraio 1999, ha erogato ben 600 prestazioni specialistiche e 200 inseminazioni intrauterine omologhe. Le coppie che si sono rivolte al centro sono 90. Si sono avute ben 14 gravidanze, di cui 8 conclusesi felicemente con bambini nati sani. Colgo l'occasione per ringraziare l'équipe di ostetricia e di ginecologia che ha lavorato in questo senso e il servizio di citogenetica, diretto dalla dott.ssa Moussanet e dalla sua collaboratrice, che sta svolgendo un lavoro egregio che ci qualifica in tutto il nord Italia.

Queste coppie sono solo una piccola parte di quelle che necessitano di un trattamento medico per la sterilità, perché per la maggior parte dei casi è necessario ricorrere a tecniche di fecondazione medicalmente assistite più sofisticate, tipo fecondazione in vitro. Di qui la necessità di un centro di secondo livello, in grado di fornire questo tipo di prestazioni altamente specialistiche.

Tutto ciò, Consigliere Beneforti, per evitare l'emigrazione delle coppie fuori Valle, obiettivo del piano sociosanitario, in Italia e all'estero con disagi notevoli, elevati costi economici, la perdita di giornate di lavoro. Ogni ciclo di fecondazione in vitro in centri privati comporta un costo dai 5 ai 7 milioni. D'altronde le rare strutture pubbliche fuori Valle hanno liste di attesa di parecchi mesi e spesso di anni; tale attesa non può essere sopportata da coppie a volte in età non più giovane e in situazioni psicologiche difficili. Di qui la necessità di rivolgersi a strutture pubbliche. Data l'inadeguatezza delle rare strutture pubbliche di soddisfare le richieste, è ragionevole prevedere una consistente richiesta da parte di pazienti di altre regioni.

Nel 1996 la Regione ha rimborsato lire 50.496.490 e nel 1997 lire 37.595.000 per prestazioni fuori Valle. Nel 1998 le richieste di rimborso sono ancora aumentate, ma non posseggo ancora i dati ufficiali definitivi. Quando parlo di richieste di rimborso, mi riferisco solo alle prestazioni rimborsabili nell'ambito delle prestazioni effettuate fuori dal territorio valdostano in territorio italiano. Non sono rimborsabili le innumerevoli prestazioni delle coppie valdostane che si rivolgono in un centro specializzato di Ginevra e che spendono completamente di tasca loro. Questi sono i motivi per i quali si ritiene non solo necessario, ma indispensabile, mettere in piedi un servizio di questo genere.

Se poi il Consigliere Beneforti continua imperterrito a fare della dietrologia, io lo lascio fare, perché il Consigliere Beneforti non conosce due elementi: il primo, che quando si parla d'importazione e di esportazione di pazienti fra regioni si parla in termini di mobilità, per cui se un Valdostano va a farsi curare ad Ivrea, il costo relativo viene addebitato alla Regione Valle d'Aosta, che si faccia curare in strutture pubbliche o in strutture private accreditate. Vale il viceversa, per cui se ci fossero dei cittadini di Ivrea che vengono a farsi fare la fecondazione in vitro in Valle d'Aosta, è la Regione Valle d'Aosta che incassa.

Ricordo che noi abbiamo una forbice di circa 5 miliardi, perché esportiamo pazienti per circa 9 miliardi e importiamo per circa 4; dobbiamo ridurre queste forbice perché la differenza è a carico delle finanze regionali. Offrendoci sul mercato con prestazioni di altissimo livello, possiamo ridurre questa forbice.

Questa è cosa ben diversa dall'attività privatistica, e qui il Consigliere dimentica una seconda cosa, e cioè che il Ministro Bindi ha emanato una direttiva molto contestata dai medici che riguarda l'opzione fra la libera professione intramoenia ed extramoenia, per cui non sarà più possibile fare l'una e l'altra. Pertanto il ginecologo che ha fornito al Consigliere questi dati, di cui conosciamo nome, cognome, indirizzo e propensioni politiche, gli ha dato delle informazioni sbagliate. Allora, cerchiamo di evitare di andare dietro alle fisime interpersonali tra colleghi di lavoro, perché qui stiamo parlando di una funzione pubblica, che farà incassare alla Regione Valle d'Aosta e che darà delle risposte alle circa 24.000 donne potenziali utenti della Valle d'Aosta. Se questo è un servizio da non fare, lascio la responsabilità di quest'affermazione al Consigliere Beneforti.

Noi procederemo, stia tranquillo, non secondo i tempi indicati perché non è possibile far decollare un servizio di questo genere per giugno per le motivazioni che ha detto lo stesso Consigliere Beneforti, perché ci sono degli impegni di spesa che sono già stati assunti che non permettono in questo momento alla struttura dell'USL d'intervenire.

A livello strutturale si tratta dei costi indicati dal Consigliere Beneforti, circa 250 milioni di lavoro, che riguardano soprattutto attrezzature biomediche, ma non ci sono per ora i finanziamenti. A livello gestionale i costi sono minimi, circa una cinquantina di milioni che è il costo di un personale biologo, a fronte di un incasso presunto in mobilità enorme, e comunque a fronte di una risposta per le donne valdostane che è ad altissimo livello. Devo dire che fra le poche telefonate e lettere di elogi che arrivano all'Assessorato regionale alla sanità molte riguardano questo tema, perché lascio immaginare al Consigliere Beneforti cosa prova una coppia, che per anni si è rivolta in Italia e all'estero pagando decine e decine di milioni, quando al primo tentativo in Valle d'Aosta ha la gioia di avere un bimbo sano e felice che s'inserisce in una famiglia che non aspettava altro.

Lascio a lei immaginare se questi sono interventi che devono essere visti e discussi con dietrologia; lascio a lei, Consigliere Beneforti, questa considerazione!

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Voi leggete le interpellanze e le mozioni, vi preparate la risposta ancora prima di venire qui ad ascoltare l'illustrazione delle mozioni, delle interpellanze e delle interrogazioni.

Gli uffici vi preparano il testo scritto, lo leggete e l'impostazione è quella; non si tiene conto delle sfumature di quando uno parla e illustra. Quando ho parlato di prevenzione per la prostata, lo sapevo anch'io che non era prevista dal piano sociosanitario, però ho anche detto che un piano sociosanitario deve prevedere la prevenzione, la cura e la riabilitazione. È implicito che ci sia azione di prevenzione. Ma come si può fare un piano sociosanitario, senza pensare che si debba fare della prevenzione! Però per questo centro che viene fatto al Beauregard ho detto che non era previsto dal piano sociosanitario, e che per questo servizio si spendevano 300 milioni, quando non si fanno spese per necessità più urgenti. E sono state negate anche nel reparto di Ostetricia, perché si dice che c'è da pagare i debiti del 1998 e nel 1999 non si può spendere. Questa è la risposta che è stata data.

Io non ho messo in discussione il servizio che attualmente viene fatto al Beauregard, ho detto solo che il risultato positivo era, a mia conoscenza, dell'8 percento rispetto alla media nazionale del 18 percento. Allora ho chiesto se conveniva fare in Valle un servizio di questo genere, se poi la partecipazione dei Valdostani era questa.

L'Assessore ha fatto tutta la cronistoria; io non ho detto che era un servizio inutile, non sono entrato nel merito del servizio attuale, ho fatto un discorso per quello futuro, tant'è vero che oggi mi si dice che l'impegno non è più neanche per giugno, come previsto, perché le possibilità economiche non ci sono. Ma la mia interpellanza aveva questo significato. Ho premesso che non volevo affrontare il tema della fecondazione in questa sede, ma che ponevo solo il problema per mettere in evidenza che a volte si fanno delle spese, si dice no da una parte e si dice sì dall'altra per altri motivi.

Questo è il significato dell'interpellanza, e non cerchiamo di dire, come ha detto l'Assessore, che ho una certa patologia; io non ho patologie di sorta, io dico quello che so e lo porto qua, lo confronto e vado ad approfondire le situazioni.

È chiaro che non sto a sentire il discorso dei medici classificati come li classifica lei, Assessore; quelli sono i medici che a lei danno fastidio, mentre a me no, perché prendo il buono e il cattivo e poi distinguo il buono dal cattivo, ma ascolto tutti. Lei invece ascolta una parte sola dei medici, quelli che vengono a trovarla in ufficio e le vengono a porre i problemi; sappiamo anche chi sono coloro che vengono ascoltati.

I medici io li ascolto tutti, come li ho ascoltati sulla questione della prostata; ho ascoltato quelli che erano a favore e quelli che erano contrari, ho preso il buono scartando il cattivo perché tutte le persone possono dare un contributo. Non si può distinguere fra buoni e cattivi, come si sta facendo, mettendo i medici in condizione di andarsene. Fate l'incontro che ha richiesto l'ANAAO e discutete i problemi che vi pongono queste organizzazioni sindacali dei medici. Cercate di ascoltarli, e non aspettate 2 anni prima di fare l'accordo, come è successo per la Pediatria, per la quale non vi siete mossi fino a quando non si è portato in questa sede il problema. Non fate altrettanto con l'ANAAO. Cercate di dare considerazione a tutte le categorie mediche che sono all'interno dell'Ospedale, non lasciate andare via i migliori! I migliori bisogna fare in modo di tenerli!

In conclusione, mi fa piacere ciò che l'Assessore ha detto. Sia chiaro, per quanto riguarda le famiglie vedremo in seguito il discorso dei costi, quanto costa farlo in Valle e quanto costa farlo fuori.

Président Il est 13 heures 1, je pense qu'il est opportun de suspendre nos travaux et de les reprendre à 16 heures.

La séance est levée.