Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 481 du 10 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 10 MARS 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 481/XI Iniziative per promuovere la conoscenza della legge n. 44/1998 a sostegno delle famiglie. (Interpellanza)

Interpellanza Considerato l'interesse nella popolazione che ha suscitato il sostegno alla famiglia determinato dalla legge 44/98;

Al fine di evitare errori di interpretazione e richieste non istituzionali dei cittadini;

Preso atto dell'importanza dei tempi che determinano le varie scadenze;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per conoscere le iniziative messe in atto per promuovere la conoscenza di detta legge e favorirne l'utilizzo.

F.to: Lattanzi

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) È doverosa una premessa. Quest'interpellanza non vuole assolutamente entrare nel merito alle polemiche che si sono succedute alla sua presentazione per quanto riguarda le comunicazioni che alcuni consiglieri hanno voluto fare in merito a questa legge perché aveva ed ha l'obiettivo di conoscere - così come dice l'impegnato - le iniziative messe in atto per conoscere la legge n. 44/98 a favore della famiglia che credo venga da tutti ritenuta importante.

Non nascondo che l'interpellanza andava anche a sollecitare una comunicazione alla popolazione che ritenevo e ritengo insoddisfacente, se non fosse che, in seguito alla presentazione della domanda, sono avvenuti tutta una serie di fatti paralleli al contenuto dell'interpellanza stessa, non ultima la conferenza stampa dell'Assessore di qualche giorno fa che forse più di ogni altra comunicazione pubblicitaria o ai media ha potuto essere chiarificatrice. Però, essendo una legge importante, avendo questa legge delle scadenze attraverso i deliberati del 14 dicembre della Giunta con cui sono stati determinati i criteri e le scadenze per la fruizione di questi benefici finanziari a favore delle famiglie soprattutto per le natalità ed essendoci delle tempistiche, quest'interpellanza riteneva che fosse opportuno mettere sul tema un minimo di attenzione.

Vorrei sentire oggi in Consiglio, anche perché qualche giorno fa l'Assessore ha anticipato le risposte in conferenza stampa, queste iniziative per poi eventualmente commentarle.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Dirò brevemente quali sono le iniziative che sono state promosse per la conoscenza di questa legge che ha un iter applicativo molto complesso.

Partiamo dalla delibera della Giunta del 14 dicembre, nella quale sono stati approvati i criteri e le modalità per l'applicazione degli articoli 8, 10, 11, 12, 13, 14, 17, 19, tutti relativi alla concessione delle provvidenze economiche. Con successiva delibera dell'8 febbraio sono stati approvati i criteri per l'applicazione dell'articolo 20 che riguarda i progetti sperimentali nell'ambito dell'autorganizzazione della famiglia, ma gli articoli chiave che incidono direttamente sulla necessità da parte delle famiglie di presentare delle istanze sono quelli citati prima.

La prima informazione è stata data durante la conferenza stampa tenutasi in seguito alla Giunta regionale nella quale sono stati invitati gli organi di stampa a dare ampia diffusione a questa delibera perché da lì decorrevano i termini di presentazione.

Evidentemente è una materia complessa perché da un lato c'è l'interesse a che tutta la popolazione conosca i livelli di reddito che erano indicati nella delibera stessa, ma dall'altro lato non volevamo e non vogliamo che questi limiti di reddito impediscano a coloro che nell'anno in corso superano il limite di reddito, ma che nell'anno successivo rientrano in detto limite, di presentare domanda. Perché il meccanismo della legge prevede questa possibilità, cioè essendo triennale l'intervento economico, è previsto che chi non ha i requisiti di reddito nel primo anno di vita del bambino possa averli nel secondo anno di vita del bambino perché è modificata la sua dichiarazione dei redditi. Allora, se avessimo pubblicato questi limiti di reddito, avremmo forse precluso a molti cittadini di presentare domanda, invece noi li invitiamo a presentare domanda, al limite si accerterà se hanno diritto per un anno e non hanno diritto per l'altro, ma avranno comunque presentato la domanda. La difficoltà di fondo di dare informazioni corrette al 15 dicembre risiedeva e risiede ancora oggi in questi motivi.

Nella seconda quindicina del mese di gennaio l'assessorato ha inviato copia della legge a tutti i sindaci, ai presidenti delle comunità montane, a tutti i medici di base - sono circa un centinaio -, all'USL per l'inoltro all'Ostetricia, alla Geriatria, agli operatori sanitari del territorio e a tutti i consultori.

È stato organizzato un incontro con il Consorzio enti locali a cui ho partecipato per illustrare le competenze dei comuni relativamente all'aspetto informativo e in particolare all'aspetto dell'istituzione dell'Albo delle casalinghe che deve essere una derivazione di una competenza comunale poi è stato fissato un incontro tecnico in data 25 febbraio con tutte le assistenti sociali del territorio e un incontro tecnico con le organizzazioni sindacali e i patronati che sono stati invitati a dare loro stessi delle informazioni corrette.

Nel frattempo è stato predisposto un manifesto che è stato stampato e distribuito in tutti i comuni della Valle d'Aosta, manifesto che per economicità di spazio si limitava a dire quali erano gli interventi economici previsti dalla legge e a chi dovessero rivolgersi. In questo momento è in fase di stampa un pieghevole che però avrà una finalità di tipo conoscitivo diverso rispetto all'informazione precedente.

A tutt'oggi sono state presentate circa 1.300 domande a fronte di quelle che stimiamo essere 2.800-3.000. La conoscenza c'è, i rischi che le famiglie non presentino istanza non ci sono perché il termine ultimo è il 30 aprile e da qui ad allora sicuramente faremo in modo che tutti vengano informati di questa possibilità. Per i nuovi nati il problema non si pone perché all'atto della nascita, contemporaneamente alla consegna della cartella clinica e del libretto sanitario pediatrico, le mamme vengono informate della possibilità di fare istanza entro 60 giorni.

Non ho nient'altro da aggiungere se non che dobbiamo evitare tutti di dare delle risposte se non siamo in grado di darle perché sono aspetti tecnici molto specifici che potrebbero dare adito ad istanze positive e ad istanze negative a seconda della risposta che viene data. Io stesso quando mi vengono poste delle domande: "mio figlio è nato, compie gli anni eccetera", invito a rivolgersi agli uffici dell'assessorato perché se un cittadino inoltra un'istanza convinto di avere diritto agli istituti previsti dalla legge stessa e l'istanza non viene accolta, intervengono altri argomenti che sono difficilmente risolvibili per cui evitiamo tutti di dare delle risposte tecniche quando non siamo in grado di farlo.

Per quanto ci riguarda, faremo in modo che questa legge, che è molto delicata, abbia il massimo di diffusione possibile.

Noi stiamo concentrando l'attenzione sull'articolo 13 concernente gli assegni di educazione, ma ricordo che vi sono gli articoli che riguardano gli assegni familiari integrativi, l'assistenza alle famiglie numerose, il fondo pensioni per le casalinghe e sono questi degli istituti che decolleranno nel tempo man mano che la pubblicizzazione entrerà nelle famiglie.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Avevo premesso che la mia interpellanza non voleva andare a ridiscutere una polemica che c'è stata in questi giorni per quanto riguarda le informazioni che ognuno dei componenti del Consiglio può e deve dare ma, poiché l'Assessore fa delle battute a chiusura che poteva benissimo evitare, credo che, se lui non se la sente di dire ai suoi figli quali diritti hanno e quali leggi possono utilizzare in Regione, con altrettanta libertà e sotto la propria responsabilità ogni consigliere regionale possa fare diversamente da quella che è una decisione propria dell'Assessore anche perché ci sono dei diritti che vengono sanciti da una legge per quanto riguarda le funzioni dei consiglieri e del Consiglio di utilizzare tutte le informazioni che la Presidenza del Consiglio mette a disposizione, mezzi, risorse finanziarie e risorse di personale proprio per essere utili ai cittadini che qui tutti rappresentiamo e chiudo il discorso. Ognuno parla e si assume la responsabilità di quello che deve dire.

Per quanto riguarda il giudizio più politico, che investe l'attuazione della legge n. 44, credo che molto ci stia nell'affermazione con cui ha esordito l'Assessore quando ha detto che l'applicazione di questa legge è cosa molto complessa. Vorrei ricordare all'Assessore che la complessità di questa legge non può che essere addebitata a lui e alla Giunta che l'ha deliberata visto che è proprio lui che ha portato avanti questo discorso.

Conosciamo le vicissitudini della legge, se questa cosa è complessa, nulla vieta all'Assessore di promuovere uno snellimento delle complesse procedure di questa legge. Fatto sta che questa legge per la popolazione è importantissima, non a caso le iniziative di sollecitazione della comunicazione alla cittadinanza arrivano da più parti perché le domande a cui tutti siamo tenuti a rispondere vertono proprio su chi ha i diritti, su chi non ha i requisiti e su chi può ottenere delle agevolazioni.

Allora, quando l'Assessore sostiene che la complessità sta nel procedere con attenzione e che una comunicazione di benefici di legge o di utilizzazione di sovvenzione economica non viene fatta per non creare delle problematiche a chi oggi il reddito non ce l'ha, ma potrebbe averlo e quindi potrebbe rientrare nei requisiti per l'anno successivo, credo che già in questo complesso meccanismo ci stia un possibile intervento per andare a modificare. Però non è accettabile il pensiero di decidere di non pubblicizzare un meccanismo perché, essendo questo meccanismo complesso, se lo pubblicizziamo poi qualcuno rischia di non capirlo bene e di non poter usufruire di questa legge. Mi sembra questa un'aberrazione di cui tutti dobbiamo prendere atto e possibilmente modificarla.

Mi rendo conto che l'Assessore ha ribadito nella sua comunicazione i punti che ha espresso in conferenza stampa, allora vorrei sollecitare l'attenzione su due aspetti.

Le due delibere della Giunta di dicembre 1998 e di febbraio 1999, che davano applicazione alla legge, vanno a cozzare con i tempi che la legge stessa determinava, cioè se la legge dice che le famiglie che hanno bambini nati entro una certa data, cioè fra il 24 giugno 1995 e il 2 febbraio 1999, devono presentare entro il 30 aprile le notizie, è evidente che se le notizie non circolano a partire dal 14 dicembre, momento in cui viene deliberata la creazione dei criteri inerenti gli articoli che interessano quel tipo di scadenza, diventa difficile per una famiglia - se non ne viene a conoscenza - avere i tempi necessari per procurarsi i documenti, informarsi, capire se rientra in quei criteri, ma ancora più grave è per quelli che sono nati dopo il 2 febbraio 1999 perché le famiglie hanno tempo 60 giorni dalla nascita per presentare la documentazione e riconoscere la fruibilità di questa legge.

Infatti queste persone, proprio nel momento in cui il battage di questi giorni purtroppo negativo su questa legge ha avuto però il pregio di informare che esiste una legge che finanzia le nascite per le famiglie con determinati redditi e con certi requisiti, rischiano di vedersi passare velocemente i 60 giorni e non essere state messe in condizione in quei 60 giorni di appurare se rientravano in quei criteri.

Voglio dire: le deliberazioni le avete fatte voi, i criteri e le date e le scadenze le avete decise voi, le eventuali anacronistiche complessità di questa legge…

(interruzione dell'Assessore Vicquéry fuori microfono)

… la retroattività, va bene, ma qui ci sono delle scadenze e le persone che lo hanno saputo la scorsa settimana perché qualche consigliere ha cominciato a sollevare un po' di interesse su questa comunicazione, credo ne abbiano tratto comunque beneficio poi, ribadisco, ci sarà da tornare a parlare delle libertà e delle responsabilità dei consiglieri singoli su questo. Però credo sia assolutamente importante che si proceda velocemente sull'unico punto che lei ha citato nella sua conferenza stampa, Assessore, cioè quello di arrivare, dopo aver comunicato a tutti gli enti locali, ai sindaci e agli amministratori, ad informare la popolazione e la popolazione non penso che possa essere solo informata dal Vicepresidente Viérin piuttosto che dal battage che tutta la stampa ha fatto sulla polemica fra il presidente e il consigliere, perché questa credo che non sia un'informazione corretta.

Credo che lei debba velocemente passare alla comunicazione ai cittadini attraverso quel pieghevole che lei diceva, piuttosto che attraverso delle informazioni specifiche ai cittadini, altrimenti rischiamo che la legge in quegli articoli possa essere importante per molte famiglie e per alcune addirittura vitale e che non ne possano usufruire per la non conoscenza degli aspetti. Se ci sono dei ritardi, delle complessità, delle macchinosità, credo che spetti all'Assessore e alla Giunta assumersi queste responsabilità.

Per quanto riguarda invece il concetto della comunicazione ai cittadini, credo - visto che l'Assessore ha fatto una battuta in chiusura - che ogni consigliere regionale abbia il diritto e il dovere di dare delle risposte ai cittadini che fanno delle domande nel limite delle proprie competenze, sotto la propria responsabilità utilizzando i mezzi che la legge del 1986 ci mette a disposizione e che dice che ogni consigliere ha delle risorse finanziarie, economiche, umane per poter svolgere il proprio compito di informazione e di lavoro consiliare.

Ringrazio l'Assessore per le risposte, mi auguro che questa legge fornisca una comunicazione più chiara ai cittadini per ottenere quell'obiettivo che tutti noi ci siamo posti, cioè arrivare direttamente alle famiglie valdostane.