Objet du Conseil n. 476 du 10 mars 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 10 MARS 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 476/XI Situazione di crisi occupazionale presso lo Stabilimento Converter di Pont-Saint-Martin. (Interpellanza)
Interpellanza Venuti a conoscenza dei seri rischi di crisi occupazionale che il gruppo Tecnojolly-Converter potrebbe attraversare di qui a breve a causa di una contrazione del mercato russo degli imballaggi flessibili;
Considerato con preoccupazione che tale crisi potrebbe investire lo stabilimento Converter di Pont-Saint-Martin, che attualmente impiega 160 dipendenti, stabilimento che la Tecnojolly considera il più importante e avanzato tecnologicamente, e che quasi il dieci per cento degli impiegati valdostani potrebbe essere messo in mobilità;
Ritenuto necessario, da parte dell'Amministrazione regionale, intervenire risolutamente per assicurare ai dipendenti dello stabilimento di Pont-Saint-Martin tutto l'impegno possibile per arginare la possibile crisi occupazionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) se ritiene necessario intraprendere iniziative volte in primis a verificare la situazione attuale della Converter di Pont-Saint-Martin e in seguito a tutelare il futuro occupazionale dei suoi dipendenti;
2) se a tale proposito ha già disposto un incontro ufficiale con i rappresentanti sindacali della categoria e i responsabili dello stabilimento, quantomeno per fissare di comune accordo un primo intervento volto a scongiurare la crisi.
F.to: Lanièce - Collé - Viérin M. - Comé
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Abbiamo voluto portare in aula questo problema che è un problema molto delicato e volevamo sapere qual è la situazione ad oggi (quest'interpellanza era stata presentata già il 24 febbraio, ma in quella data purtroppo non ero presente per motivi di salute) in merito ad un'ipotetica crisi occupazionale che potrebbe investire lo Stabilimento Converter di Pont-Saint-Martin.
Siamo venuti a conoscenza, tramite notizie apparse su quotidiani o settimanali locali e anche tramite alcune persone che lavorano presso lo Stabilimento, delle difficoltà gestionali nelle quali è incappato il gruppo aziendale italo-finlandese, difficoltà che potrebbero avere ripercussioni negative - speriamo di no - sul futuro occupazionale dei dipendenti dello stabilimento valdostano.
Sappiamo che la nostra Regione, in modo particolare la bassa Valle, da tempo soffre di una recessione economica rilevante; i casi della Conner, della Feletti costituiscono forse alcuni esempi principali e comunque anche gli altri stabilimenti che sono stati insediati finora non sono riusciti a dare i frutti sperati e quindi, di fronte ad un ennesimo rischio occupazionale che potrebbe colpire la bassa Valle, chiediamo all'Assessore all'industria qual è la situazione reale, quali sono le prospettive, tenuto conto che, anche da quanto era uscito sugli organi di informazione, l'8 febbraio c'è stato un incontro fra l'Assessore e i responsabili dell'azienda, poi c'è stato un incontro anche con le organizzazioni sindacali e sempre nella prima quindicina di febbraio c'è stata la presentazione da parte dei vertici aziendali di un piano di rilancio del gruppo italo-finlandese che ha quattro stabilimenti di cui uno a Terni, uno a Pont-Saint-Martin, uno a Givoletto e uno a Lanzo ed impiega circa 330 persone.
Visto che questo gruppo ha denunciato nell'ultimo anno una perdita di 20 miliardi, volevamo sapere se quanto paventato sugli organi di informazione, cioè la riduzione degli stabilimenti da 4 a 2 con la chiusura di quello di Terni e l'accorpamento fra quello di Givoletto e quello di Lanzo, non abbia come ulteriore conseguenza anche una riduzione occupazionale presso lo Stabilimento della Converter di Pont-Saint-Martin, stabilimento che, ed è vero, è rispetto agli altri forse quello tecnologicamente più avanzato, però in passato abbiamo visto stabilimenti tecnologicamente avanzati come quello della Conner essere costretti a chiudere di colpo.
Quindi vogliamo sapere se l'assessorato è a conoscenza dell'evolversi della situazione e quali sono, in caso di risposta negativa, le intenzioni per cercare di attutire al massimo un'eventuale crisi occupazionale nello Stabilimento Converter di Pont-Saint-Martin.
Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) L'interpellanza chiede innanzitutto se l'assessorato è informato sulla situazione della Converter. Rispetto all'azienda sono stati tenuti degli incontri sia con l'amministratore delegato sia con le organizzazioni sindacali per fare il punto della situazione.
Per quanto riguarda gli assetti dello stabilimento, il gruppo ha rispettato gli impegni previsti dalla convenzione; nello stabilimento di Pont-Saint-Martin ci sono 159 addetti, di questi 86 risultano essere residenti in Valle d'Aosta (la convenzione prevedeva che i residenti in Valle fossero 60).
Nello stesso modo sono rispettati gli impegni per quanto riguarda il raggiungimento del fatturato minimo previsto dalla convenzione stessa; a questo proposito va detto che i dati sono relativi al bilancio 1997 perché nel 1998 i dati di bilancio non sono ancora stati approvati di conseguenza, nel momento in cui il bilancio della società verrà approvato, saremo in grado di verificare anche quest'ulteriore dato. Dalle notizie che abbiamo possiamo però prevedere che anche quest'aspetto verrà confermato.
Per quanto riguarda le questioni poste nell'interpellanza e nell'illustrazione dell'interpellanza stessa, esiste in effetti un problema di crisi della Tecnojolly dovuta a problemi di mercato in generale e a problemi legati alla specifica situazione del gruppo multinazionale, che è un gruppo multinazionale europeo. Non ci troviamo indubbiamente nel caso di Conner, un gruppo che ha una dimensione mondiale; il gruppo finlandese che è proprietario della Tecnojolly ha altri stabilimenti in Europa con circa 2.500 addetti e gli addetti del gruppo a livello nazionale sono 343, come dicevo 159 sullo stabilimento di Pont-Saint-Martin.
Esiste questa situazione di crisi; come veniva ricordato, è stato presentato un piano di risanamento dell'azienda che prevede ancora il mantenimento di una situazione di perdita nel 1999 per poi arrivare ad una situazione di equilibrio di bilancio nel 2000; conseguentemente a questo l'azienda ha anche messo in campo alcune iniziative per quanto riguarda la ridistribuzione dell'attività produttiva.
Al momento l'intenzione dell'azienda è quella di chiudere lo stabilimento di Terni; per realizzare questo si è tenuto un incontro presso il Ministero del lavoro a Roma il 2 marzo, incontro che non ha portato ad una conclusione positiva, nel senso che non si è raggiunto l'accordo con il sindacato; comunque, sia l'azienda che il sindacato sono riconvocati per il 18 a Roma per vedere se è possibile raggiungere un accordo.
C'è da dire che l'atteggiamento dell'azienda è quello di seguire una procedura che miri al confronto con il sindacato per raggiungere possibilmente un accordo. Nella situazione specifica, per quanto riguarda i problemi occupazionali, la chiusura di Terni comporta una riduzione di 56 occupati; per quanto riguarda il riassetto del gruppo le produzioni verranno assegnate a due stabilimenti: quello di Pont-Saint-Martin che è lo stabilimento più grande con un numero di addetti che raggiunge quasi la metà di quelli dell'intero gruppo e con strutture tecnologicamente più avanzate.
Per quanto riguarda le ricadute occupazionali, che sono un fatto che ci preoccupa, la situazione è la seguente. L'azienda ha avviato anche a livello locale degli incontri con il sindacato, l'orientamento dell'azienda è quello di ricorrere a due strumenti: innanzitutto alla cassa integrazione guadagni per far fronte alla riduzione occupazionale e successivamente alla mobilità soprattutto per i lavoratori che potrebbero raggiungere dopo un periodo di mobilità la pensione oppure per quei lavoratori che intendono, anche dietro incentivazioni, lasciare l'attività. Questa è una situazione che seguiamo con particolare attenzione.
Nell'interpellanza si chiede quali siano gli interventi fatti per scongiurare la crisi; qui la responsabilità per risolvere una crisi di queste dimensioni è imprenditoriale, e non credo che fosse neanche nelle intenzioni dell'interpellante pensare che si potesse mettere in campo un intervento della Regione di tipo assistenziale. È chiaro che stiamo seguendo la situazione dello stabilimento con particolare attenzione e come in altre situazioni c'è la massima disponibilità dell'Amministrazione regionale a mettere in campo quelle iniziative che, pur separando le responsabilità dell'imprenditore da quelle dell'amministrazione pubblica, consentano di far fronte a questo tipo di situazione.
Qui le responsabilità non sono della Regione: se il mercato è in calo, non è colpa sicuramente dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Prendiamo atto della risposta dell'Assessore Ferraris. Nelle sue ultime parole ha prospettato che da parte del gruppo Tecnojolly-Converter c'è la volontà di verificare la messa in atto della cassa integrazione guadagni e della mobilità e questo dimostra che il problema è serio, che rischia ancora una volta di creare un giusto allarmismo e preoccupazione anche nei lavoratori dello Stabilimento di Converter di Pont-Saint-Martin.
Non ci resta altro che sottolineare ancora una volta come sia opportuno seguire con attenzione da parte dell'assessorato l'evolversi della situazione che purtroppo si sta sviluppando nel modo che avevamo prospettato, verificando se è vero che, per colpa di questa crisi del gruppo che ha colpito in modo particolare gli altri stabilimenti, quello di Terni, e poi ha portato ad un accorpamento degli altri due stabilimenti, anche il nostro stabilimento, che è quello tecnologicamente più avanzato, quello che ha il maggior numero di impiegati e quindi quello che poteva sembrare ad una prima lettura al di fuori di questa crisi del gruppo, potrebbe avere delle ripercussioni negative sull'occupazione.
Quindi l'invito è quello di seguire con particolare attenzione questo problema tenuto conto che già a noi risulta che c'è stato in questi giorni un cambiamento dei turni di lavoro presso lo stabilimento di Pont-Saint-Martin e tenuto conto che anche alla luce di quanto detto da alcune organizzazioni sindacali, da alcuni rappresentanti sindacali valdostani, è opportuno cercare di ottenere una mobilità concordata ed incentivata tipo quella della Lys Fusion.
Penso sia importante da parte dell'assessorato seguire con attenzione questo problema e inviterei l'Assessore, non appena avrà nuove notizie, di portarle nella IV Commissione in modo che anche i consiglieri di minoranza e gli altri consiglieri possano venire a conoscenza della reale situazione che rischia di colpire, per l'ennesima volta, un'attività industriale della bassa Valle.
