Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 449 du 24 février 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 FÉVRIER 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 449/XI Notizie in merito ai lavori di trasformazione dell'ex Cinema Splendor di Aosta in auditorium. (Interpellanza)

Interpellanza Appreso dagli organi di stampa che sarebbero imminenti le procedure per appaltare i lavori inerenti la trasformazione dell'ex Cinema Splendor di Aosta in Auditorium; che tale opera una volta terminata avrà due sale con capienza di 650 posti la prima e 150 la seconda;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

L'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche per sapere:

- se nell'ambito della progettazione siano stati consultati degli esperti in acustica e - nel caso positivo - quali siano stati i pareri in merito;

- e la progettazione, oltre alla ristrutturazione dell'edificio, abbia considerato e affrontato anche i problemi dei parcheggi per il pubblico e per gli operatori della struttura;

- entro quali tempi si prevede l'agibilità della struttura;

- se siano già ipotizzati i criteri di gestione e, comunque, a quanto ammontino le stime circa i costi della stessa.

F.to: Frassy - Tibaldi

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Abbiamo letto le dichiarazioni che ha fatto l'Assessore Vallet nelle settimane scorse per quanto riguarda il piano dei lavori pubblici che verrà, immagino, portato quanto prima all'esame del Consiglio regionale.

Fra le varie opere di rilievo contenute in questo piano dei lavori pubblici c'è anche la trasformazione dell'ex Cinema Splendor di Aosta in auditorium, un progetto del quale si parla da parecchio tempo e che, stando alle previsioni fatte dall'Assessore, dovrebbe concretizzarsi quanto prima.

È positivo sicuramente il fatto che questa struttura venga recuperata a quella che è una funzione attiva uscendo dal degrado che ormai la stava accompagnando da parecchi anni. Vorremmo sapere - questo è il senso dell'interpellanza - intorno a quale tipo di valutazioni si è mossa la progettazione e di conseguenza quando partiranno i lavori per l'appalto del rifacimento del Cinema.

Le considerazioni che facciamo sono queste: Aosta ha delle esigenze che ad oggi sono insoddisfatte, nel senso che non c'è una sala ad uso auditorium, ma non c'è nemmeno una sala che abbia una capienza significativa. Soltanto quest'oggi, sentendo il notiziario di Rai 3 delle ore 14,00 abbiamo appreso come nei progetti di un'altra Amministrazione comunale, quella di Saint-Vincent, ci sia la creazione di una sala da 800 posti.

L'ex Cinema Splendor - stando almeno a quelle che sono le previsioni progettuali che poi potrebbero essere cambiate in corso d'opera - andrà a costituirsi in due sale, una da 650 posti e una da 150 posti; la sala da 650 posti all'incirca ha la capienza dell'attuale e unico cinema rimasto anche con funzioni di teatro, il Giacosa, e sappiamo come la capienza del Giacosa sia insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze non tanto cinematografiche della città di Aosta, quanto a quelle esigenze che determinati momenti culturali e di intrattenimento teatrale possono comunque comportare con afflussi che il Giacosa stesso non riesce ad ospitare.

Di conseguenza ci domandiamo come prima riflessione quali sono i motivi dei 650 posti rispetto a previsioni fatte a Saint-Vincent su una realtà sicuramente più contenuta dal punto di vista delle dimensioni e delle esigenze a capienze maggiori come sono gli 800 posti.

Un altro aspetto che riteniamo molto importante per il tipo di destinazione che dovrà avere questa sala è il discorso dell'acustica perché gran parte delle rappresentazioni teatrali e delle rappresentazioni più generali e musicali che si svolgono in questa Regione sono fortemente penalizzate dalla pessima acustica delle varie sale che le ospitano improvvisandosi a funzioni che, non essendo state predisposte "ab origine", danno degli esiti che influiscono negativamente anche su quella che dovrebbe essere la piacevolezza della rappresentazione stessa.

Ecco che se la destinazione di questo Cinema ristrutturato è quella di auditorium, sarebbe opportuno capire se sono state fatte delle valutazioni in questo senso e quale tipo di rispondenze hanno dato queste valutazioni ovvero se la destinazione che gli si vuole dare è compatibile con la struttura o se verranno fatti dei lavori per renderla compatibile.

Il secondo aspetto, che però non è un secondo aspetto ed è un po' il limite di tante opere pubbliche che recentemente sono state effettuate sul territorio del Comune di Aosta, è il non considerare quello che è l'impatto della struttura con la mobilità urbana.

Abbiamo visto come l'Assessorato della sanità si sia insediato in via de Tillier, una via pedonale, senza preoccuparsi dei problemi di accesso non solo di chi vi lavora, ma anche degli utenti; abbiamo visto come il problema Biblioteca regionale non sia stato agganciato a considerazioni di sosta e di parcheggio; abbiamo visto come l'ipotesi - ed è passata in quest'aula - che ormai è un progetto di recupero dell'ex Albergo Alpino per Finaosta sia stato sganciato in maniera abbastanza diretta dalla problematica dei parcheggi salvo un riferimento sulla Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto che è comunque un'ipotesi che vedremo se partirà in parallelo e se riuscirà a coprire determinate esigenze; un auditorium è evidente che ha necessità di avere un punto di riferimento per la sosta e diventa difficile pensare che il punto di riferimento della sosta possa essere data dalla Piazza della Repubblica che ormai deve assolvere a parecchie altre sorti, fra cui biblioteca, assessorato che si trova in quella zona e via dicendo.

L'altra riflessione che poniamo all'attenzione del Consiglio e alla risposta dell'Assessore riguarda i tempi, ma soprattutto i costi. Non sappiamo se sia già stata ipotizzata una qualche forma di gestione, auspichiamo che l'ipotesi della forma di gestione abbia il presupposto in quelli che saranno i costi di gestione, i quali di conseguenza devono essere ipotizzati nella fase della progettazione perché è evidente che la struttura, una volta realizzata, sarà per certi versi prigioniera di quell'impostazione che obbligherà l'ente gestore ad assumersi determinati costi piuttosto che altri.

Anche qui abbiamo avuto esperienze poco positive, mi riferisco al Palazzetto dello sport di Courmayeur, mi riferisco ad altri esempi che ci sono sulla città di Aosta, mi riferisco a tutte quelle opere pubbliche belle forse a vedersi dall'esterno, ma difficili da gestirsi una volta aperte.

Queste sono una serie di riflessioni che riteniamo sia importante porre in quest'aula per capire effettivamente quale sarà il destino di quella struttura, ma il riflesso che quella struttura avrà sulla città e sull'amministrazione che dovrà comunque gestirla.

Président La parole à l'Assesseur au territoire, environnement et ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Non voglio deludere le aspettative del Consigliere Frassy, ma anticipo che mi limiterò a rispondere alle questioni che sono poste nell'interpellanza.

Buona parte delle premesse che il Consigliere ha fatto sono ampiamente condivisibili e sono le preoccupazioni che hanno trovato risposta in un voluminoso ed approfondito studio di fattibilità che l'Amministrazione ha fatto prima di procedere all'affido della progettazione della struttura, progettazione che è stata affidata a tre professionisti di Aosta che, per quanto riguarda la parte acustica, hanno fatto riferimento all'Arch. Rosario Trovato, esperto di acustica e tecnologia teatrale di Padova che dispone di un curriculum - che non andrò a leggere, ma che potrò consegnare al Consigliere - di notevolissima ampiezza e al di sopra di ogni discussione circa la professionalità.

Il professionista non ha espresso una valutazione o un parere rispetto alle soluzioni, ma ha partecipato alla definizione delle soluzioni che sono state poi messe a punto con la progettazione definitiva.

Per quanto riguarda il problema parcheggi, la progettazione non ha tenuto conto del problema in relazione al fatto che la scheda riferita all'unità di intervento n. 31 del piano regolatore di Aosta non fa alcun riferimento a particolari prescrizioni per quanto riguarda la verifica degli standard urbanistici per la dotazione di posti auto, verde eccetera.

C'è da sottolineare che l'oggetto della progettazione non costituisce una novità rispetto alla destinazione del fabbricato; si tratta in effetti di un ritorno alle origini e dal punto di vista della capienza, del numero di posti, se vogliamo è inferiore rispetto alla dotazione passata.

Vero è che il progetto prevede un ampliamento volumetrico di una certa consistenza in relazione al quale è necessario provvedere ad una variante per risolvere i problemi di compatibilità urbanistica. Questo problema pensiamo di risolverlo, abbiamo preso gli opportuni contatti e abbiamo definito gli opportuni accordi con l'Amministrazione comunale di Aosta con il raggiungimento di un'intesa ai sensi della legge n. 11/98, intesa nella quale noi come Amministrazione regionale andremo a impegnarci a cofinanziare la realizzazione di un certo numero di posti auto che verranno realizzati nel futuro parcheggio che verrà costruito dal Comune di Aosta in zona F8.

Questo per seguire la logica condivisibile scelta dal Comune di Aosta di cercare di attestare il traffico e la sosta al di fuori del perimetro delle mura romane e per consentire anche la realizzazione di un piano di recupero e di valorizzazione di via Festaz che è allo studio dell'Amministrazione di Aosta.

Per quanto riguarda i tempi che si prevedono per avere la struttura agibile, è prematuro dirlo adesso. Posso dire che la progettazione definitiva prevede 720 giorni necessari per la realizzazione dell'opera; posso dire che l'opera è stata inserita nel programma operativo dei lavori pubblici dell'Amministrazione per il 1999; se come prevedo i tempi per l'intesa richiederanno non più di 3 mesi, massimo 4 mesi, se la definizione della progettazione esecutiva avverrà, come sta avvenendo, nei prossimi 2-3 mesi, posso dire che alla fine del primo semestre di quest'anno dovremmo essere nelle condizioni di deliberare l'appalto dei lavori.

Rispetto quindi a tempi certi di realizzazione è difficile dare dei riferimenti più esatti di questi. Certo è, lo ha detto anche il Consigliere Frassy, che a questo punto la realizzazione è da considerare vicina e a portata di mano, per cui credo che l'obiettivo diventi sempre più realistico e conseguibile.

Per quanto riguarda i criteri di gestione e le stime rispetto ai costi della stessa, qui il riferimento è ancora una volta allo studio di fattibilità, studio che ipotizzava, facendo riferimento a quattro strutture analoghe in termini di dimensioni, di destinazione e anche di bacino di utenza, due strutture gestite direttamente dalle amministrazioni e mi rivolgo al Teatro comunale di Carpi e al Teatro Alessandro Bonci di Cesena e due strutture invece affidate alla gestione di aziende speciali costituite ad hoc dalle amministrazioni per la gestione di strutture analoghe. Una è a Thonon Les Bains, la Maison des loisirs e l'altra è l'Azienda Teatrale Alessandrina di Alessandria.

I riferimenti che sono stati fatti portano a dire - dispongo di cifre che risalgono al 1994 - che i costi di gestione di queste strutture sono di una certa consistenza e vanno dai 2,5 ai 3,5 miliardi all'anno; i ricavi che si possono ottenere vanno al massimo a coprire una parte delle spese di gestione, in tutti i casi è necessario un intervento pubblico consistente che può andare nel migliore dei casi al 58 percento del budget complessivo necessario fino al 69 percento per un caso di questi.

La Giunta regionale non ha ancora approfondito quali saranno i criteri e i metodi di gestione della costruenda struttura; prenderemo decisioni puntuali evidentemente con il nascere e il progredire dei lavori.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Ho ascoltato con attenzione la risposta articolata dell'Assessore, risposta che peraltro non ha completamente fugato le perplessità espresse nelle domande poste nell'interpellanza. Non le ha fugate perché se per l'acustica l'Assessore ci ha, seppure in maniera sintetica, tranquillizzato e di conseguenza ne prendiamo piacevolmente atto, per quanto riguarda i problemi e dei parcheggi e della gestione e soprattutto dei costi, abbiamo la sensazione che su questo fronte bisognerà fare ulteriori approfondimenti per evitare il rischio di avere situazioni ingestibili ossia situazioni in cui, una volta realizzata la ristrutturazione della struttura, ci si trova nella situazione di doverla chiudere per i noti problemi legati ai costi.

Vorrei aprire una riflessione, sulla quale chiederei all'Assessore di ritornare sull'argomento con delle comunicazioni in commissione o comunque nel corso dei prossimi dibattiti consiliari, non possiamo ignorare quella che è una caratteristica di questa Regione e di quest'Amministrazione, cioè il fatto di avere per certi versi istituito più che la sponsorizzazione, direi la gestione di quel fenomeno noto come Saison culturelle.

La Saison comporta una serie di problemi e di oneri; i problemi, come dicevo prima, sono quelli della capienza e gli oneri per certi versi sono paradossali, se pensiamo che il Teatro Giacosa è struttura pubblica anche se appartenente ad altra amministrazione pubblica, ovvero al Comune di Aosta, e se pensiamo che l'Amministrazione regionale per poter avere quei locali deve stipulare convenzioni onerose con la gestione privata data dal Comune, è evidente che, nel momento in cui parte un'operazione tipo questa del Cinema Splendor, dovrebbe essere responsabilità - e guardo anche l'Assessore Pastoret - ed interesse di quest'Amministrazione dire che con quest'operazione viene ad essere chiusa l'esperienza del Giacosa perché pessima dal punto di vista acustico.

Infatti la trasformazione infausta ed infelice di quello che era un piccolo teatro con palchi in questa brutta sala cinematografica sicuramente ha penalizzato anche le rappresentazioni che vi sono state. E poi dal punto di vista degli oneri che sostiene quest'Amministrazione per poter rappresentare e per poter sviluppare quella che è la Saison culturelle.

E allora ecco che ho delle perplessità quando si dice 650 posti perché - e l'Assessore Pastoret lo sa meglio di chi lo vede da fuori - 650 posti non sono quelli necessari a poter gestire in prospettiva una Saison che consenta, oltre agli abbonamenti, la vendita al botteghino.

Noi qui siamo nel paradosso che se non si ha l'abbonamento in tasca, i biglietti in vendita sono esauriti prima ancora che il botteghino sia aperto, allora l'ipotesi del Cinema Splendor dovrebbe tenere in considerazione questi aspetti che sono nell'interesse e della collettività e dell'Amministrazione.

Perciò noi sottolineiamo quest'aspetto particolare, lo lasciamo alla riflessione della Giunta e degli Assessori preposti e ritorneremo prima dei tempi che servono a chiudere l'esecutivo progettuale e ad affidare gli appalti, tempi che l'Assessore Vallet ci ha comunicato perché ci sia non dico un ripensamento, ma una riflessione sull'opportunità di adattare quest'impostazione anche alle altre esigenze.