Objet du Conseil n. 447 du 24 février 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 24 FÉVRIER 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 447/XI Rifacimento di un ulteriore tronco della S.S. n. 27 del Gran San Bernardo. (Interpellanza)
Interpellanza Appreso che la Società Sitrasb (controllata dalla Regione) ha elaborato un progetto per il totale rifacimento della strada statale n. 27 del Gran San Bernardo nel territorio dei Comuni di Etroubles e Saint-Oyen;
Ritenuto che tale progetto, finalizzato alla "valorizzazione dei corridoi plurimodali individuati dal Piano Generale dei Trasporti", sia sbagliato nella sua concezione, comporti un notevole impatto ambientale e sia estremamente costoso (136 miliardi per 4 chilometri circa);
Evidenziato che l'allargamento e potenziamento di un ulteriore tronco della strada statale del Gran San Bernardo sul versante valdostano è in totale contrasto con la politica dei trasporti decisa dalla Svizzera che vuole trasferire il traffico di transito dalla strada alla ferrovia e che non prevede opere di allargamento e potenziamento della strada del Gran San Bernardo;
Rilevato che il disagio degli abitanti dei Comuni di Etroubles e Saint-Oyen è determinato dal traffico commerciale e che quindi la soluzione al problema è costituito da un impegno per una ulteriore drastica riduzione di tale traffico e non certo da politiche di sostanziale incentivazione del traffico;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore al Territorio e Ambiente per conoscere:
1) gli estremi dei provvedimenti che hanno deliberato il finanziamento dell'intervento sulla strada statale del Gran San Bernardo nei Comuni di Etroubles e Saint-Oyen;
2) per quale motivo la Società Sitrasb si è fatta carico della progettazione di un mega-progetto di potenziamento di una strada statale di competenza dell'Anas;
3) che cosa intende fare per evitare che la Regione Valle d'Aosta rimanga l'ultima Regione dell'arco alpino che progetta e sostiene opere di allargamento delle strade di transito attraverso le Alpi.
F.to: Curtaz
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Scopo di quest'interpellanza è quello di porre all'attenzione del Consiglio la vicenda di un progetto stradale di una significativa consistenza.
Abbiamo appreso che la società Sitrasb, che è una controllata della Regione, ha elaborato un progetto per il totale rifacimento di un tratto della strada statale n. 27 riguardante i Comuni di Etroubles e di Saint-Oyen; si tratta di un progetto piuttosto significativo anche in termini numerici perché si tratterebbe di una spesa di 136 miliardi per circa 4 chilometri di strada che sarebbero percorsi parte in galleria e parte su viadotto.
Il nostro giudizio rispetto a questa variante è negativo per una serie di ragioni che mi riserverò di specificare meglio in sede di replica perché lo scopo primo dell'interpellanza è quello di avere dei dati conoscitivi rispetto a questa vicenda anche perché appare piuttosto curioso che rispetto ad un tratto di strada di proprietà statale ANAS, sia una società controllata valdostana che si prende la briga di eseguire e di pagare un progetto. Ma soprattutto mi sembra che con questa scelta si risponda ad una necessità reale che è quella di evitare che il traffico commerciale passi nei centri abitati di Etroubles e di Saint-Oyen, ma con una risposta che a nostro giudizio è sbagliata perché si va a costruire un tratto di strada che è in contraddizione con quello che sta avvenendo soprattutto sull'altra parte del versante delle Alpi.
Sappiamo che dalla parte svizzera si stanno facendo delle scelte politiche intese a privilegiare il trasporto ferroviario, sappiamo che in Svizzera si sta disincentivando attraverso pesanti tassazioni il traffico dei TIR, sappiamo che in Svizzera non è possibile l'ampliamento della strada del Gran San Bernardo per scelte legislative fatte in quella sede e quindi riteniamo che questo tratto di strada sia incoerente con quella impostazione.
Per questo motivo interpelliamo l'Assessore competente per conoscere, oltre che gli estremi dei provvedimenti che hanno deliberato il finanziamento dell'intervento, per quale motivo la società Sitrasb si è fatta carico della progettazione di questo progetto e cosa intende fare la Regione per evitare di essere ultima regione dell'arco alpino che progetta e sostiene opere di allargamento delle strade di transito attraverso le Alpi.
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Nel corso del 1994, a seguito di una gara bandita dalla Direzione generale dell'ANAS, la Sitrasb - 67 percento di proprietà regionale - si è aggiudicata l'incarico per la progettazione di massima dell'ammodernamento della strada statale n. 27 del Gran San Bernardo, da Etroubles fino all'innesto del raccordo del Traforo.
Verso la fine del 1996 con uno stanziamento di 10 miliardi, darò poi copia dei decreti della Direzione ANAS al Consigliere, furono stanziati 10 miliardi che consentirono l'appalto dell'ammodernamento di un tratto che va da Cré, a monte di Saint-Oyen, all'imbocco del tratto autostradale.
Nel 1998 la Sitrasb ha stipulato una convenzione con ANAS facendosi carico del 50 percento, l'altro 50 percento è a carico di ANAS, per delle spese di progettazione per la realizzazione della variante da Etroubles a Saint-Rhémy. Tale progetto è stato sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale, ha ottenuto il parere favorevole del Comitato scientifico per l'ambiente e quanto prima verrà sottoposto al parere della Giunta.
Per quanto concerne l'interesse della società Sitrasb al miglioramento della strada statale che porta al Gran San Bernando, quest'interesse non è di oggi, ma è un interesse che la società ha dimostrato sin dall'apertura del Traforo risalente al 1964; la società Sitrasb si è fatta carico negli anni delle spese di progettazione di tutta una serie di varianti ed ammodernamenti che su quella strada statale sono stati fatti.
È evidente che lo studio, la progettazione e poi la realizzazione di quest'ulteriore ed ultimo tratto di variante non va nella direzione di voler aumentare il volume di traffico pesante al Traforo del Gran San Bernardo; sappiamo bene e il Consigliere Curtaz ha citato quali sono i vincoli e le regole che impediscono il traffico pesante di un certo tipo al Traforo del Gran San Bernando, ma la preoccupazione di Sitrasb, che è anche la nostra, è volta alla miglioria, alla sicurezza e alla buona percorribilità di quel tratto di strada statale soprattutto in relazione alle elevate pendenze e ai problemi durante la stagione invernale.
Per quanto riguarda le migliorie fatte e da fare al tratto sul versante elvetico della strada che porta al Gran San Bernando, al di là di quanto prevedono le leggi e le normative svizzere, evidentemente ci sono delle notizie diverse perché a nostra conoscenza sul versante elvetico si stanno progettando interventi per qualcosa come 170 miliardi, per la precisione: la deviazione di San Brancher per 2100 metri per un importo di 70 milioni di franchi svizzeri; la sistemazione del tratto Creuse Fontaine Dessous per 2700 metri per un importo di 25 milioni di franchi svizzeri; la deviazione di Liddes per 2,5 km per un importo di 45 milioni di franchi svizzeri. Evidentemente questi interventi, volti a migliorare il tracciato, volti a migliorarne la percorribilità e ad aumentarne la sicurezza probabilmente sono valutati essere compatibili con quanto è disceso dalla "Initiative des Alpes", citata dal Consigliere.
Concludo dicendo, in risposta al terzo punto dell'interpellanza, che su quest'argomento abbiamo valutazioni diverse rispetto a quelle del Consigliere Curtaz.
La nostra azione andrà quindi nella direzione di sostenere fino in fondo quest'iniziativa, ci adopereremo per ottenere i finanziamenti mancanti, per portare a termine una realizzazione che da almeno 15 anni è attesa dalle popolazioni e dalle amministrazioni dei Comuni di Etroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy, finalmente è stato messo a punto un progetto che ha ottenuto il parere favorevole di tutte le amministrazioni comunali.
Sarà nostra cura, questo sì, verificare che prescrizioni e soluzioni progettuali previste vengano realizzate così come effettivamente previste perché si tratta di un tracciato che non è in parte in viadotto e in parte in galleria, ma consiste sostanzialmente in un tratto di viadotto di almeno 4/5 di tratto in galleria.
Un tracciato che comporta dal nostro punto di vista un impatto ambientale minimo che sarà sicuramente compensato dai benefici e dai vantaggi in termini di sicurezza e di percorribilità e per chi avrà da passare su quella strada e per gli abitanti dei comuni transitati dalla statale n. 27.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Personalmente sono soddisfatto sotto il profilo formale, nel senso che l'Assessore ha risposto, come è suo solito, in maniera corretta ed esauriente rispetto alle domande formulate. Questo però non significa che mi abbia fatto cambiare idea rispetto alle riserve che mantengo altissime su questo tipo di progetto perché fare una variante di questo tipo significa - nonostante la normativa svizzera - incentivare il traffico. Noi abbiamo, per fortuna dal mio punto di vista, meno per la società di gestione, dei dati che ci dicono che il traffico al Gran San Bernando sta via via calando.
Il traffico sotto il Tunnel del Gran San Bernando aveva raggiunto il suo apice nel 1980 con 530 mila veicoli turistici e circa 80 mila veicoli di traffico commerciale; traffico che poi è andato calando fino a raggiungere oggi - sono dati ufficiali del 1997 - i 450 mila veicoli turistici, quindi circa 80 mila in meno all'anno e un decremento ancora più consistente in termini percentuali del traffico pesante e del traffico commerciale dei TIR che sono scesi a 50 mila con un calo nel giro di questi 17 anni di ben 30 mila unità.
Di fronte a queste inversioni di tendenza che reputo molto positive in termini di sicurezza e via dicendo, trovo incomprensibile che si faccia una variante, perché laddove si fanno strade a percorrenza più agevolata, più ampie, con meno curve, più larghe eccetera, il traffico necessariamente aumenta; questo credo sia un dato di esperienza inconfutabile. Mi sembra quindi che si dia una risposta sbagliata ad un problema reale.
Voglio fare altre due osservazioni. La prima è che per certi tratti ci troveremo ad avere, con il nuovo tunnel a Etroubles, tre strade in sostituzione della ex strada statale n. 26 perché dopo quell'orribile raddoppio che c'è per entrare ad Etroubles, un viadotto che non fa onore all'estetica della zona, ci troveremo appena sopra con un altro tunnel e quindi costituirebbe la terza strada che attraversa quel Comune e questo è un dato di carattere estetico.
Non condivido per niente l'osservazione fatta dall'Assessore a proposito dell'impatto ambientale perché è vero che parte della strada viene fatta in galleria e questo è positivo, però è anche vero che c'è un viadotto molto ampio che coprirà la visuale sull'intera alta Valle del Gran San Bernardo. Sicuramente un viadotto di alto impatto ambientale.
Un secondo tipo di osservazione - che raramente interessa quest'aula - riguarda un problema costi-benefici; qua stiamo parlando di 4 chilometri di strada per 136 miliardi. Sono convinto anch'io che qualche beneficio indiretto potrà venire da questa variante, ma stiamo parlando di 136 miliardi. Mi si dirà che questi costi li paga l'ANAS, ma questo non è un ragionamento sano perché quando si fa un'opera bisogna valutare se dal punto di vista finanziario questa sta in piedi, non importa se la paga la Regione o qualcun altro.
A mio giudizio se rapportata ai benefici complessivi, mi sembra un'opera faraonica, senza tener conto che i 136 miliardi sono inevitabilmente destinati a crescere con l'esecuzione dei lavori perché sappiamo che questa è purtroppo una regola.
Quindi ritengo questo progetto assai criticabile, mi dispiace per questa decisione, preannunciata, della Giunta che va in senso da me non condiviso.
Se mi è consentita la battuta, rispetto al problema del traffico delle Alpi, mi sa che i pochi Valdostani interessati a quest'aspetto ambientale, alla tutela di questa nostra unica risorsa che è il nostro territorio dovranno fare affidamento sulla Svizzera perché sulla Valle d'Aosta c'è poco da contare.
