Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 439 du 24 février 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 FÉVRIER 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 439/XI Situazione dei finanziamenti erogati alle imprese aderenti al programma operativo comunitario denominato P.M.I.. (Interrogazione)

Interrogazione Premesso:

- che la Regione Valle d'Aosta ha adottato, alcuni anni fa, un programma operativo di iniziativa comunitaria PMI per il periodo 1994/1999;

- che gli interventi previsti in questo programma sono stati successivamente estesi anche alle imprese di servizi alla produzione e turistici, oltre a quelle industriali e artigiane, riservando la priorità a queste ultime;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

L'Assessore delegato per sapere:

1) qual è l'entità dei finanziamenti erogati al 31 dicembre 1998 e qual è la disponibilità residua per il corrente anno;

2) sulla totalità dei finanziamenti erogati, quali percentuali si riferiscono rispettivamente a imprese già operanti in Valle, a imprese neo-costituite e a imprese che hanno trasferito la propria sede nella nostra regione;

3) quali sono la tipologia d'impresa e il settore economico che si sono avvalsi prevalentemente di tali benefici comunitari.

F.to: Tibaldi - Frassy

Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) A quest'interrogazione conviene fare una premessa. Alla fine del 1993 viene approvata la legge regionale n. 84 relativa ad interventi regionali in favore della ricerca, dello sviluppo e della qualità nel settore industriale.

Fino a pochi anni or sono il concetto di qualità veniva esclusivamente abbinato all'azienda strutturata; si riteneva infatti che per fare qualità, per certificare il proprio processo produttivo, lo stesso dovesse essere necessariamente complesso, dovesse essere composto da più livelli organizzativi distinti. Ciò determinò la scelta, allora peraltro adottata anche nel resto del Paese, di limitare i contributi alla ricerca e alla qualità alle aziende con almeno 10 dipendenti e quindi a quelle che presentavano almeno le più significative figure professionali di un classico organigramma aziendale.

Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato ha presentato nel 1994 una proposta di programma di iniziativa comunitaria per gli anni 1994-1999, programma che interessava diverse regioni a livello nazionale, le regioni interessate agli obiettivi 1, 2 e 5B, e che successivamente è stato approvato nel 1996 dalla CEE e nell'agosto dello stesso anno dal CIPE che ha previsto una serie di misure fra le quali quella denominata 7.2 riguardante le sovvenzioni a favore delle piccole e medie imprese per la realizzazione dei loro piani strategici compreso l'avvio di nuove linee e il lancio di nuovi prodotti limitatamente agli investimenti in materiali.

La Valle d'Aosta ha proposto azioni nell'ambito di tale misura per la quale sono previsti contributi pubblici pari al 50 percento della spesa complessiva. La misura finanziava inizialmente imprese con meno di 10 dipendenti nei settori industriale e artigiano per attività legate all'elevamento della qualità delle imprese.

La Comunità ha approvato il piano finanziando la misura per un importo di spesa complessiva di 1,936 miliardi. Va tenuto conto che questa misura andava finanziata per il 50 percento dalle imprese private, per il 25 percento dalla CEE, per il 17,5 percento dallo Stato, per il 7,5 percento dalla Regione.

Sulla base dell'approvazione della CEE la Giunta regionale aveva approvato nel marzo 1997, con delibera di Giunta regionale, uno schema di convenzione con il Centro di sviluppo che finanziava le azioni legate alla qualità con l'importo di 968 milioni, esattamente la metà di quanto era previsto nella misura nel suo complesso.

Successivamente sono state apportate significative modificazioni estendendole sia alla legge regionale che al programma di iniziativa comunitaria. Per quanto riguarda la Regione, i benefici della legge sono stati estesi alle piccole imprese e ai diversi settori: il settore dell'artigianato, del commercio, dei servizi e al settore turistico.

Con la deliberazione n. 2488/97 il Consiglio ha approvato la modificazione del programma comunitario estendendo la misura alle imprese di servizi alla produzione e turistici.

Il quadro normativo nel complesso copre tutti i settori produttivi senza preclusione per le dimensioni aziendali. Non si tratta d'altra parte di un doppione fra gli interventi previsti dalla Comunità e quelli previsti dalla Regione dal momento che le due iniziative prevedono diverse spese ammissibili e diverse percentuali di contributo, si tratta in sostanza di provvedimenti integrativi. Il piano comunitario infatti prevede un contributo maggiore, un contributo del 50 percento, rispetto a quello della legge regionale del 1993 che prevede un contributo massimo del 35 percento ma, mentre il contributo comunitario prevede che vengano finanziate le attività di consulenza e di assistenza, la legge regionale invece prevede la possibilità di finanziare anche l'acquisto di beni strumentali ovviamente legati alla certificazione del processo di qualità, la formazione, l'acquisto di altre cose, ad esempio programmi per computer o quanto può servire all'interno della realizzazione del miglioramento della qualità aziendale.

In sostanza occorre tener conto dell'incidenza di queste voci di spesa nel proprio piano di strategia aziendale per optare fra le due diverse forme di incentivazione.

Va sottolineato che non esiste una normativa che renda cogente l'introduzione di sistemi di qualità aziendale e fa capo pertanto alla volontà del mondo imprenditoriale di perseguire attività di ricerca o sviluppo o di certificare i propri processi produttivi. È evidente che avere una certificazione di qualità rappresenta un elemento competitivo favorevole per le imprese. Di fatto, pur in presenza di un buon bacino di utenza, la misura comunitaria al contrario della legge regionale non è stata attualmente utilizzata; i fondi quindi sono ancora totalmente disponibili e potranno essere utilizzati entro il 2001.

A tal fine è stata proposta la modificazione del programma PIM chiedendo che la Valle d'Aosta possa utilizzare i fondi assegnati per azioni che siano comprese nella misura 79, quindi non essendo stati utilizzati questi fondi, è stato chiesto che venga utilizzata la misura 79 ovvero quella che riguarda sovvenzioni a favore delle piccole e medie imprese per l'attuazione dei loro piani di strategia aziendale, sviluppo di fondi di partecipazione azionaria o altri strumenti di ingegneria finanziaria innovativa quali i fondi di garanzia su prestiti in modo da migliorare l'accesso al capitale di rischio.

Obiettivo di quest'azione è consentire alle piccole e medie imprese di operare con un peso contrattuale maggiore con il sistema bancario, in particolare per quanto riguarda la concessione di garanzia, e avere un migliore accesso delle piccole e medie imprese a mezzi finanziari di terzi o a iniziative di capitale di rischio.

Il Comitato nazionale di sorveglianza alla fine dello scorso mese di giugno si è espresso a favore di tale variazione e a giorni giungerà la risposta dell'Unione Europea e successivamente la nuova proposta di azione sarà sottoposta all'esame del Consiglio regionale.

Va detto inoltre che nel periodo 1994-1998, per rispondere compiutamente alle domande poste nell'interrogazione, sono stati viceversa concessi rilevanti contributi nell'ambito della misura animazione economica prevista dal documento unico di programmazione Fondi Strutturali 1994-1996, 1997-1999. Alla data odierna sono stati rispettivamente impegnati ed erogati i seguenti importi: per quanto riguarda il documento unico di programmazione 1994-1996 c'era un impegno di 150 milioni, le erogazioni hanno riguardato tutti i 150 milioni, quindi sono stati erogati tutti, le imprese interessate sono 11 e rispetto alla domanda fatta queste 11 imprese erano già operanti in Valle.

Rispetto al documento unico di programmazione 1996-1999 l'impegno era di lire 1.555.441.000, le erogazioni sono state di lire 661.280.000, le imprese interessate erano 47, di queste 45 sono già operanti in Valle e 2 imprese che si sono trasferite recentemente. Fra le 58 imprese, quindi le 47 più 11, sono presenti tutte le forme societarie, i settori economici comprendono: manifatture, servizi alle imprese, testate radiofoniche, editori, aziende di trasporti, servizi ricettivi eccetera. Gli interventi cofinanziati al 50 percento del loro costo concernevano investimenti materiali quali analisi di mercato, sviluppi di nuovi prodotti, miglioramenti organizzativi e logistici, adeguamento a normative cogenti, sviluppo di pacchetti software gestionale personalizzati, azioni di marketing strategico.

Si dà atto che, dalle ore 11,28, presiede il Vicepresidente La Torre.

Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI) Ringrazio l'Assessore per la risposta articolata che ha fornito a quest'interrogazione, alla quale ha apportato degli elementi di novità che vengono portati a conoscenza di questo Consiglio proprio grazie ai quesiti che sono stati puntualmente proposti.

A parte la lunga premessa riassuntiva che è stata fatta sugli atti di natura amministrativa che sono stati adottati in questo Consiglio dal 1994 in poi e che si riferiscono ad un piano di intervento comunitario settennale, dal 1994 al 1999, dove sono previste delle partecipazioni e pubbliche e private per il conseguimento di due obiettivi, io in particolare mi ero annotato il 2 e il 5B e non l'1 come ha detto anche l'Assessore e sono obiettivi che si riferiscono il 2 alle regioni industriali in declino e il 5B alle zone rurali che sono ammissibili al finanziamento.

La prima considerazione che possiamo fare, a parte la lunga premessa che ha fatto l'Assessore, è che nella seconda parte ha fornito dei dati che meritano un approfondimento anche perché non è facile comprendere come sono stati elencati sulla base di questi pochi minuti che ci sono dati a disposizione, quindi sarebbe bene disporre dei documenti sui quali approfondire ed effettuare delle analisi più dettagliate.

C'è poi da dire che se da un lato gli obiettivi 2 e 5B si riferiscono ad interventi per regioni industriali in declino, il primo, e per zone rurali ammissibili di contributi, il secondo, mi sembra che stridano un po' con l'obiettivo qualità che è stato portato avanti dalla Regione e nei confronti del quale non c'è stata una richiesta particolarmente significativa da parte delle piccole e medie imprese. Però su questi punti, ripeto, gradirei soffermarmi con più calma ed attenzione perché sono punti che necessitano del necessario approfondimento e sui quali mi pare che lo stesso Assessore abbia annunciato che il Consiglio quanto prima tornerà ad affrontarli.