Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 422 du 10 février 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 10 FÉVRIER 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 422/XI Ritardi nel processo di riqualificazione dell'area industriale Cogne. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso

- che l'area industriale Cogne di Aosta è oggetto di un complesso intervento di riqualificazione;

- che le opere di bonifica sono preliminari al riutilizzo di gran parte dell'area;

- che numerose sono le aspettative del comparto artigiano e piccolo imprenditoriale in genere circa l'utilizzo di tali terreni per i propri insediamenti produttivi;

- che risultano ritardi nell'avanzamento delle opere di riqualificazione;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore regionale all'industria per sapere:

1) quali sono le ragioni che stanno rallentando il processo di riqualificazione dell'area Cogne;

2) quali provvedimenti s'intendono adottare per accelerare la riconversione dell'area;

3) entro quali termini si prevede di realizzare i primi insediamenti;

4) se si ritiene di procedere alla vendita dei lotti bonificati ai terzi interessati o se, invece, si ritiene di seguire altri criteri di assegnazione.

F.to: Frassy - Tibaldi

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Nell'interpellanza precedente abbiamo parlato di problemi dell'industria, riferendoci ai problemi occupazionali e di prospettiva dell'ex Sadea di Verrès, ma i problemi dell'industria connotano anche quest'interpellanza su un'area sicuramente più vasta e di conseguenze su quelli che sono problemi più vasti per le dimensioni dell'area stessa e per quelle che sono le conseguenti situazioni e soprattutto le aspettative che si riflettono sulla riconversione dell'area Cogne.

Penso che sia importante che la riconversione dell'area Cogne sia una riconversione funzionale, che avvenga in tempi compatibili con quelle che sono le esigenze del comparto dell'artigianato e della piccola e media industria, e soprattutto che si possano sapere per tempo non soltanto le previsioni, ma che si possa avere per tempo l'aggiornamento di quelle previsioni ogni qualvolta queste previsioni vengono ad essere modificate e si possa anche sapere per tempo quali saranno le soluzioni finali.

Entrando nel merito dell'interpellanza, è innegabile che tutta la vicenda dell'area Cogne ha subito, per una serie di situazioni le più svariate, ritardi che hanno spostato nel tempo le previsioni di riutilizzo dell'area stessa.

Ricordo a me stesso prima ancora che all'Assessore come nel lontano dicembre 1994 le previsioni erano: nel dicembre 1995 ultimazione progetto esecutivo di bonifica, che in realtà poi avvenne quasi due anni dopo, nel settembre del 1997, nel luglio 1996 previsione di avvio dell'appalto; nel dicembre 1999 la previsione di ultimazione lavori. Questo, dicevo, in una delibera del 9 dicembre 1994, che è stata poi oggetto di successive proroghe motivate da un insieme di situazioni.

Oggi come oggi mi sembra di poter dire che ci sia comunque un termine finale dal quale, salvo mutamenti di natura normativa che al momento non si intravedono, è un termine che ci è imposto dall'utilizzo di quelli che sono i finanziamenti comunitari. L'affido degli appalti dovrebbe avvenire entro il 1999, perciò la conclusione dei lavori dovrebbe avvenire entro il dicembre 2001, perché se così non fosse ci sarebbe il rischio di non poter utilizzare o non utilizzare per intero i finanziamenti comunitari.

Sappiamo che c'era una ditta che aveva avuto l'appalto, la CGP, che probabilmente alla fine è fallita e sappiamo che c'è una risoluzione contrattuale in corso, vorremmo capire a che punto si trovi la vicenda della risoluzione contrattuale e soprattutto se sono già state bandite le nuove procedure di affidamento, e di conseguenza come pensa l'Assessore di poter recuperare il tempo che è stato perso a causa di questa e di altre vicende, soprattutto in riferimento alle scadenze a cui facevo cenno prima per quanto riguarda i finanziamenti CEE. Questi sono i primi due quesiti dell'interpellanza.

I secondi due quesiti hanno una funzione d'informativa nei confronti dei soggetti che dovranno insediarsi. Fra le tante voci che stanno circolando sul riutilizzo dell'area Cogne, ce n'è una - che riporto in quest'aula all'Assessore, il quale probabilmente dirà di non averla sentita, oppure l'avrà sentita e la smentirà o la confermerà - secondo cui ci sarebbe l'intendimento di andare a realizzare o come Amministrazione regionale o con la società Vallée d'Aoste Structure le infrastrutture e i capannoni e di procedere poi a degli affitti alle aziende che saranno interessate a insediarsi in quelle aree.

Se ciò fosse vero, al di là dei costi che quest'operazione comporterebbe per le finanze pubbliche, ci sarebbe l'impossibilità da parte di artigiani e di imprenditori di accedere non solo alle norme di finanziamento agevolato nazionali e comunitarie, ma di accedere anche alle stesse norme regionali - mi riferisco alla legge n. 9/89 - che prevede un 30 percento di spesa a fondo perduto per quanto riguarda questo tipo d'investimenti e un 40 percento a mutuo agevolato. Ed è evidente che nella valutazione generale di quella che può essere un'economia sana, un'economia sana è quella che si muove su iniziativa dell'imprenditoria stessa.

Mi risulta anche che ci siano già stati dei segnali d'interessamento da parte delle categorie sin dalla primavera scorsa, e che ci siano una cinquantina di aziende che hanno manifestato l'interesse e la disponibilità a costituire uno o più consorzi, per poter gestire e insediarsi in autonomia all'interno di queste aree.

Perciò vorremmo capire se l'Assessore ha sentito queste voci e se sono voci che partono dall'Assessorato stesso o se sono, come al solito, voci prive di fondamento, e se sui criteri di assegnazione l'Assessore e la Giunta hanno già formulato delle ipotesi. Nel caso che ciò non sia ancora accaduto, inviteremmo l'Assessore ad informare il Consiglio e comunque la commissione affinché si possa per tempo creare quel presupposto che consenta al momento in cui l'area sarà disponibile un pronto utilizzo dell'area stessa.

Ultima riflessione, e richiamo il punto 3 dell'interpellanza, è se la previsione del 2001 sia la previsione che ha a riguardo l'area destinata agli insediamenti dell'artigianato e della piccola e media impresa.

Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Come ricordava il Consigliere Frassy, l'avvio del piano di urbanizzazione dell'area Cogne ha avuto un rallentamento dovuto al fatto che c'è stata una risoluzione del contratto con l'impresa CGP.

La situazione oggi è la seguente. Sulla base della "Merloni ter" si sta valutando di affidare alla società, che era la prima esclusa nell'appalto vinto dalla CGP, la continuazione dei lavori; questo consentirebbe un'accelerazione dei tempi, tenuto conto che la rescissione del contratto è avvenuta in tempi molto brevi da parte del Tribunale di Aosta.

Questo consente di portare a termine i lavori sulla base di quanto previsto dall'obiettivo 2 e del documento unico di programmazione della CEE, che prevedono la chiusura dei pagamenti al 31 dicembre 2001, quindi malgrado l'inconveniente che si è verificato, siamo nelle condizioni di rispettare questi tempi.

Per quanto riguarda la bonifica, l'appalto è stato aggiudicato nel dicembre 1999, la ditta che ha vinto l'appalto è un'associazione temporanea d'imprese fra cui ci sono Ecodeco, Ferrero, Piemonte Costruzioni e ISAF, con un termine di consegna dei lavori sempre nel novembre 2001.

Per quanto riguarda quelle che venivano definite voci o illazioni, ovvero il fatto che una parte della superficie venga costruita con fondi comunitari, la situazione è questa. L'area industriale prevede sulla base di un accordo di programma con il Comune di Aosta la possibilità di costruire 92.000 metri quadrati, dei quali 5.000 verranno riservati agli insediamenti artigiani, e questo è quanto prevede l'accordo di programma tra Regione e Comune; 4.500 metri quadrati sulla base di fondi assegnati con l'obiettivo 2 dalla CEE verranno costruiti direttamente da Vallée d'Aoste Structure.

Quindi corrisponde al vero questo, ma non è un'illazione, è un dato collegato all'opportunità di utilizzare un finanziamento comunitario. Per quanto riguarda la restante area - ricordiamoci che l'area è di 92.000 metri quadrati - l'orientamento è quello, così come è stato fatto in altre aree industriali, di dare all'imprenditore che intende realizzare un'attività produttiva il diritto di superficie.

Formula che ha dimostrato una sua validità per diversi motivi, vuoi per la tempestività, vuoi per la possibilità di riutilizzo dell'area in caso in cui l'impresa non giunga a buon termine, vuoi per il fatto che comporta un minore impegno finanziario da parte della Regione rispetto alla costruzione diversa. Per cui questo tipo di orientamento, quello della concessione del diritto di superficie all'impresa che intende localizzarsi nell'area, viene confermato.

Per quanto riguarda poi l'accelerazione della riconversione e soprattutto della realizzazione di nuovi insediamenti produttivi, la Giunta regionale ha approvato una proposta di legge - che andrà naturalmente all'esame delle commissioni - da portare in Consiglio regionale, che consente di dare dei contributi alle imprese che si localizzeranno nell'area Cogne sia sotto forma di contributo, sia sotto forma di finanziamento, sia sotto forma di prestito partecipativo o prestazione di garanzia, ovvero un insieme di strumenti che consentono di personalizzare gli interventi rispetto alle aziende che vorranno localizzarsi nell'area. Questo consentirà l'utilizzo dell'equivalente di sovvenzione netta massima che è consentita dalla CEE per l'obiettivo 2, che è del 10 percento dei contributi per investimenti materiali, del 10 percento per le grandi imprese, del 15 percento per le medie imprese, del 20 percento per le piccole imprese.

Questo disegno di legge è stato proposto per il fatto che, sulla base anche di approfondimenti e studi che sono stati fatti nel campo della reindustrializzazione, le aree che hanno avuto maggiore successo sono quelle che consentono, oltre ovviamente ad una serie di altri fattori che riguardano servizi, ambienti industriali, eccetera, forme più elevate equivalenti di sovvenzione netta.

Per quanto riguarda la reindustrializzazione dell'area, Finaosta sulla base anche di un finanziamento di 100 milioni dato dal Ministero dell'industria sta mettendo in opera un'iniziativa di divulgazione delle opportunità offerte dall'area. Per quanto riguarda gli orientamenti di insediamento, di massima si può dire che l'insediamento deve riguardare innanzitutto imprenditori locali con piani di espansione, questo vale sia per industrie in senso stretto sia per aziende artigianali, la rilocazione per obiettivi urbanistici definiti dal Comune o dalla Regione, quindi rilocazione di imprese già presenti in Valle, iniziative industriali diverse provenienti sia dalle industrie nazionali oppure da industrie estere.

L'orientamento quindi è anche quello di rafforzare i settori e i poli che già sono presenti in Valle, penso al polo elettronico, penso al polo collegato al settore dell'auto, penso anche a servizi al turismo; questi sono ovviamente degli orientamenti di massima.

La proposta di legge consente di accelerare i tempi per quanto riguarda l'insediamento di nuove imprese, sapendo che c'è un interesse sull'area, ma sapendo anche che se guardiamo solo il panorama piemontese e se ci vogliamo anche allargare al nord Italia, esistono indubbiamente molte aree attrezzate all'interno di questo panorama e quindi è bene rendere più competitiva l'area Cogne per concludere positivamente l'opera di reindustrializzazione.

Iniziative, proposte specifiche di reindustrializzazione, criteri e modalità andranno ovviamente al di là delle indicazioni di massima che ho dato in questa sede, ovviamente.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Ho ascoltato con attenzione quelle che l'Assessore stesso ha definito indicazioni di massima. Considerando che i tempi da rispettare sono stati confermati in quelli che erano stati da me indicati nell'illustrazione dell'interpellanza, dovremmo trovarci di conseguenza al 2001 come tempo massimo, il che vuol dire due anni circa per arrivare a concretizzare la prima parte perlomeno della riconversione, della riutilizzazione delle aree dismesse; l'invito che formuliamo all'Assessore è quello di non aspettare di trovarsi nell'imminenza della scadenza del 2001 perché è evidente che ci sono delle esigenze che vanno verificate prima.

Ad esempio, i 5000 metri quadrati da notizie che penso siano in possesso anche dell'Assessore, sembrerebbero essere notevolmente sottodimensionati rispetto alle esigenze espresse da quegli operatori a cui faceva riferimento l'Assessore che già sono attivi sul territorio se non del Comune di Aosta, comunque sul territorio valdostano, tant'è che le stime sono di una superficie coperta quattro volte tanto, vicino ai 20.000 metri quadrati.

Perciò prendiamo atto delle indicazioni di massima, prendiamo atto che i tempi dovrebbero essere rispettati, anche perché il rispetto dei tempi diventa determinante ai fini del conseguimento dei finanziamenti; domanderemo però poi all'Assessore di relazionare sugli sviluppi, perché le indicazioni di massima a due anni della scadenza devono iniziare a concretizzarsi in indicazioni più puntuali, di dettaglio, in indicazioni di tipo esecutivo ed operativo.

Perplessità invece le esprimiamo per quanto riguarda il meccanismo di realizzazione delle opere sull'area stessa, perché se è vero che 4500 metri quadrati sono ipotizzati con finanziamenti dell'obiettivo 2, è altrettanto vero che i finanziamenti dell'obiettivo 2 dovrebbero essere utilizzati in una panoramica più precisa di quanto non siano le indicazioni di massima testé confermate dall'Assessore. Perciò auspichiamo che in un periodo medio breve - e ipotizziamo un periodo di 4 mesi - l'Assessore possa dirci come pensa che i fondi dell'obiettivo 2 possano essere coniugate con le esigenze degli operatori locali che già hanno dimostrato all'Assessorato di avere certe esigenze e certi interessi.