Objet du Conseil n. 337 du 13 janvier 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 13 JANVIER 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 337/XI Situazione di criticità presso l'Ospedale regionale di Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto che nel mese di dicembre 1998 si è registrata più di una volta presso l'ospedale di Aosta una situazione di criticità legata alla mancanza di posti letto per l'urgenza;
Constatato che in seguito a questa situazione è stato disposto dal Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero il blocco dei ricoveri programmati;
Preso atto altresì del Comunicato Stampa del 10 dicembre 1998 in cui l'A.A.R.O.I. denuncia " la tragica situazione in cui versano i Servizi di Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale di Aosta" e informa "i cittadini delle ripercussioni che ne potranno derivare a breve termine";
Considerato il disagio che le succitate situazioni provocano negli utenti;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) Quante volte dal mese di dicembre 1998 è stato disposto il blocco dei ricoveri programmati presso l'Ospedale di Aosta e quali sono i motivi che stanno alla base della mancanza di posti-letto;
2) Quali sono le conseguenze della carenza di anestesisti per l'attività delle sale operatorie;
3) Come è stata informata la popolazione circa i disservizi derivanti dalla carenza di posti letto e/ o di personale;
4) Come si intende operare per evitare in futuro che si ripetano tali situazioni di disagio.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Sarà anche vero che i posti-letto nel nostro Ospedale corrispondono alla futura media dei posti-letto definiti a livello nazionale o europeo, canadese e via dicendo, siamo infatti sulla media del 4,33 percento per mille abitanti, se consideriamo appunto i posti-letto relativamente al rapporto con gli abitanti.
Probabilmente è possibile soddisfare le esigenze degli utenti con questa media di posti-letto per abitante a fronte di un'organizzazione sanitaria diversa dalla nostra.
Non abbiamo il territorio attrezzato a fornire un'ospedalizzazione decentrata, un'ospedalizzazione a domicilio; non abbiamo nemmeno la possibilità di gestire in RSA le lungodegenze. Abbiamo un Ospedale che sappiamo benissimo essere insufficiente per le esigenze della popolazione, un Ospedale poi in continua ristrutturazione perché questa - lo voglio ricordare - è stata una decisione politica di questa Giunta, di questo Assessore e della forza di maggioranza politica di questa Regione.
Oggi si registra nuovamente un problema, uno dei tanti che nascono da una situazione ospedaliera che da anni denunciamo. C'è un'insufficienza strutturale, c'è una struttura inadeguata, rigida che non consente quella flessibilità richiesta dall'evolversi delle tecniche mediche e delle mutevoli esigenze della popolazione. Questo comporta dei disagi palpabili, resi evidenti dal fatto accaduto recentemente: è stato disposto addirittura il blocco di ricoveri programmati, perché bisogna riservare i posti necessari per i ricoveri di urgenza.
Non ci sono infatti sufficienti posti-letto per rispondere alle esigenze della popolazione. Volevo sapere quante volte è stato disposto questo blocco dei ricoveri e cosa si intende fare perché questo blocco non avvenga più. Non solo, vorrei sapere anche se la popolazione è stata informata di queste difficoltà.
C'è poi un secondo problema - collegato indirettamente anche a questo - illustrato da un comunicato stampa dell'Associazione anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani del 10 dicembre 1998. L'AAROI denuncia pubblicamente il protrarsi della carenza dell'organico medico; la situazione ora si è tragicamente aggravata tanto che gli stessi rappresentanti di questo Sindacato hanno deciso di informare i cittadini valdostani sulle ripercussioni che ne potranno derivare a breve termine.
Dicono fra l'altro: "… fermo restando che verranno comunque salvaguardate le prestazioni di urgenza e di emergenza da noi considerate prioritarie e irrinunciabili, è verosimile che l'attività delle sale operatorie di elezione, il cui livello qualitativo e quantitativo è stato finora mantenuto grazie al senso di responsabilità e di abnegazione di tutti gli specialisti e di anestesia e di rianimazione operanti nell'Ospedale, debba subire una riduzione con conseguente allungamento delle liste di attesa". Sono stati fra l'altro gli stessi operatori del settore che si sono preoccupati di informare gli utenti di eventuali disagi.
La nostra interpellanza è finalizzata a chiedere quante volte si sono verificati questi disagi e come soprattutto si intende operare per evitare che in futuro si ripetano tali situazioni che effettivamente non sono rispettose del diritto che i cittadini hanno di vedere tutelata e curata la propria salute.
Presidente La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Tralascio di commentare per l'ennesima volta le considerazioni della collega Squarzino sul numero dei posti-letto perché abbiamo detto tutto e il contrario di tutto. Il problema non sono i posti-letto, è la gestione dei posti-letto. Basta leggersi le statistiche e si capisce che se è vero, come è vero, che abbiamo percentualmente ogni 10.000 abitanti 199 ricoveri rispetto ai 160 previsti dagli standard ministeriali, ci si rende conto che avremmo letti a sufficienza e ne avanzeremmo se riuscissimo ad avere questo tasso di spedalizzazione.
Il riuscire non è semplice, dipende da molti fattori, uno dei quali sicuramente quello della spedalizzazione domiciliare, ma fra gli altri l'aspetto dell'assistenza domiciliare, dell'assistenza domiciliare integrata e del ruolo del medico di medicina generale sul quale stiamo lavorando e che è stato oggetto di confronto anche ultimamente con le organizzazioni sindacali.
Do letture delle risposte puntuali alle domande poste dagli interpellanti. La prima risposta mi è pervenuta dal Commissionario, Dott. Bosso: "In riferimento all'oggetto si comunica quanto segue. Nel mese di dicembre u.s. i ricoveri ordinari presso il Presidio ospedaliero sono stati sospesi temporaneamente in data 3 dicembre e 10 dicembre su disposizione del Direttore sanitario del Presidio ai sensi della legge regionale n. 70/93, allegato C, punto 3, ripresa dalla deliberazione dell'USL del 20 dicembre 1993 che si allega in copia. Anche in passato la Direzione sanitaria dell'Ospedale è ricorsa alcune volte ad analoghi provvedimenti limitati ad arco temporale di 24-48 ore sempre in periodi come quello attuale in cui si è verificato un improvviso e non prevedibile aumento di ricoveri urgenti di area medica in seguito ad un'epidemia influenzale.
Non è stato ritenuto opportuno, così come in passato, informare la popolazione ai fini di non creare inutili allarmismi considerato il limitato arco temporale del provvedimento. La dotazione dei posti-letto del Presidio di viale Ginevra è da circa 3 mesi ridotta di 8 unità al piano terreno della Palazzina dell'Unità budgetaria di malattie infettive a seguito dei lavori che hanno portato alla ristrutturazione dei nuovi locali da adibire ad ambulatori day hospital dell'Unità budgetaria di oncologia…" più volte oggetto di interpellanze ed interrogazioni da parte della Consigliera Squarzino, si sta dando una risposta ai problemi di day hospital dell'Oncologia, contemporaneamente c'è questa carenza di 8 posti-letto che saranno comunque attivati a fine del mese di gennaio "… e dei lavori relativi alle nuove camere mortuarie dei Servizi di anatomia patologica e medicina legale." Per intenderci, la Palazzina delle malattie infettive. Queste sono le due motivazioni riguardo ai posti-letto.
Per quanto riguarda il problema degli anestesisti, sicuramente anche per motivi di stretta procedura di convocazione del Consiglio regionale, le notizie che la Consigliera ha sono datate al 10 dicembre 1998, il comunicato dell'AAROI è di quella data; dopo quel comunicato dell'AAROI, che si sentiva in dovere di informare la popolazione valdostana dei problemi degli anestesisti, ho avuto un incontro con tutte le organizzazioni sindacali, ho avuto una serie di contatti la seconda decina del mese di dicembre, dove ho informato le organizzazioni sindacali (compresa l'AAROI) dell'evolversi della situazione dopodiché devo dire che c'è stata una presa d'atto non dico di soddisfazione generale, ma una presa d'atto che comunque la situazione si era evoluta e c'erano stati dei cambiamenti rispetto alle notizie che erano state fornite.
I cambiamenti sono dovuti al fatto che se è vero che c'è stata nell'ultimo anno una diminuzione di organico delle Unità operative di anestesia e rianimazione legata a due trasferimenti interregionali e al fatto che un medico ha vinto un concorso di primariato in Sardegna e che la di lui consorte, anche lei anestesista, si trasferirà, legata a due gravidanze che per fortuna avvengono anche nel comparto sanitario, ma che comportano dei problemi di grosso peso, non si può non disconoscere che il problema degli anestesisti c'è.
C'è in Valle d'Aosta come c'è in tutta Italia perché se è vero che fino a 3 anni fa potevano essere assunti presso le strutture sanitarie anche medici neolaureati senza specializzazione, con la riforma sanitaria bis questo non è più possibile per cui tutti gli specialisti sono diventati merce rara e tutti gli ospedali stanno rincorrendo gli specialisti. Se vi succede di visitare le università di medicina e chirurgia di Torino, dopo gli esami per l'ammissione alle specialità assisterete alla rincorsa da parte dei direttori sanitari degli ospedali che aspettano all'uscita degli esami i candidati che hanno superato l'esame per arruolarli immediatamente con contratti di diritto privato o al CTO o al Mauriziano o quant'altro.
È una situazione paradossale che è la conseguenza di una totale mancata programmazione fra Ministero dell'università e Ministero della sanità con riforme che ideologicamente sono perfette, ma che scattano da un giorno all'altro e che non danno la possibilità alle strutture sanitarie di adeguarsi ai tempi.
Gli anestesisti sono gli specialisti più ricercati in tutta Italia, mi risulta che addirittura è stata costituita un'associazione privata di anestesisti che si sono licenziati dalle strutture ospedaliere e che si offrono sul mercato a 1,5 milioni al giorno facendosi pubblicità in tutti gli ospedali d'Italia. La situazione è drammatica in molti settori; se come spero la Consigliera Squarzino legge la pagina regionale del Piemonte, saprà che in quella Regione hanno chiuso numerosissime sedute operatorie perché la situazione rispetto a noi è drammatica. Da noi il problema c'è, siamo riusciti ad interrompere questo flusso mediante l'accordo con l'Università di Torino che ci ha dato la garanzia - e la cosa è già stata applicata - di lasciare in Valle d'Aosta tre specializzandi valdostani tirocinanti che sono al terzo anno per cui tre li abbiamo recuperati.
Abbiamo contatti con l'Università di Novara perché la stessa cosa avvenga per altri due specializzandi iscritti presso quell'Università, stiamo aspettando delle risposte a giorni; è stata fatta una convenzione con l'USL di Chivasso che ci garantisce dai 5 ai 10 turni al mese. Inoltre siamo in contatto con alcuni ospedali, dico siamo perché mi sono preso direttamente, alla faccia di chi dice che l'Assessore alla sanità non dovrebbe gestire la sanità, a carico questo problema perché ritengo che l'eventuale riduzione delle sedute operatorie sarebbe molto nociva per i cittadini valdostani considerato che il nostro compito istituzionale è quello di dare delle risposte soddisfacenti agli stessi, uso il plurale "maiestatis" per questo motivo; stiamo aspettando risposta da altri ospedali, abbiamo avuto addirittura contatti con l'Ospedale di Chamonix e abbiamo delle risposte positive anche da anestesisti francesi.
Il panorama è questo e devo dire che per il breve periodo la situazione è risolta in questo senso; devo segnalare anche - lo faccio pubblicamente - il grosso impegno che gli anestesisti in servizio stanno mettendo da mesi nel garantire le prestazioni, pur essendo retribuiti - giustamente - oltre a quella che è l'attività ordinaria mediante progetti obiettivi.
Se guardiamo poi il numero delle sale operatorie, noi abbiamo 9 sale operatorie in funzione e dovremmo avere in teoria nella dotazione organica 17 anestesisti, su questo versante abbiamo un numero di sedute operatorie rispetto alla popolazione assolutamente abnorme, si opera di continuo dal lunedì al sabato mattina. Questo da una parte è buon segno perché dimostra fiducia nelle strutture ospedaliere, dall'altra parte crea dei problemi di tipo gestionale. Questa è la situazione degli anestesisti a breve periodo.
A lungo periodo siamo gli unici ad avere una legge che è stata approvata pur con difficoltà da parte del Presidente della Commissione di coordinamento e che prevede di finanziare delle borse di studio per gli specializzandi. Questa legge ha già avuto dei risultati positivi tant'è che abbiamo già finanziato due borse di studio nell'anno scolastico 1997-1998 recuperando in "extremis" l'anno scolastico perché la legge era entrata in vigore nel corso dell'anno e abbiamo notizie recentissime che due Valdostani sarebbero stati ammessi alla specialità di Torino grazie alla borsa di studio. Sono due ragazzi che hanno superato la selezione in virtù del fatto che possiamo applicare la legge regionale nel settore dell'anestesia e rianimazione. Fra 5 anni, fra 8 anni, avremo almeno una trentina di giovani medici valdostani laureati che avranno avuto la possibilità grazie alle loro capacità evidentemente, ma anche grazie alla legge regionale di inserirsi nelle scuole di specialità e di venire a lavorare in Valle.
Stiamo costruendo poco a poco una categoria di medici valdostani rispetto alla situazione di oggi che ci vedeva fino a 2 anni fa con una ventina di medici valdostani nati e residenti o comunque residenti in Valle d'Aosta di fatto disoccupati oppure utilizzati in settori quali la guardia medica, la medicina territoriale, la medicina dei servizi, in settori nei quali non occupano un posto di ruolo.
Per cui noi oltre questo non possiamo fare, nel senso che faccio presente che la Regione Piemonte ha tentato di fare una legge regionale analoga alla nostra, è stata bocciata dall'organo di governo perché, non avendo l'autofinanziamento del sistema sanitario, lo Stato non accetta che vengano garantite altre borse di studio oltre quelle che vengono già garantite dall'accordo fra Ministero dell'università e Ministero della sanità. La situazione in prospettiva è sotto controllo.
Alla terza questione mi pare di aver risposto, si chiede se è stata informata la popolazione circa i disservizi, la risposta è no perché non c'è stato nessun disservizio. Una leggera riduzione dei posti-letto è una questione fisiologica e succede tutti i mesi, da metà dicembre a fine gennaio in genere ed è legata alle patologie.
Questo è documentabile e non dipende dalla gestione dei posti-letto, ma dal sistema organizzativo perché gli 8 posti letto delle medicine infettive, che saranno aperti nel corso del mese di febbraio, non sono automaticamente riapribili; mi dicono dalla Direzione sanitaria che, secondo i calcoli fatti da loro, ci vorrebbero 12 infermieri nuovi per garantire questi nuovi posti-letto, il che non è così automatico come qualcuno crede.
Per quanto riguarda la quarta domanda: come si intende operare per evitare in futuro che si ripetano situazioni di tale disagio, stiamo lavorando pesantemente sul secondo intervento che riguarda la ristrutturazione della Gastroenterologia e dell'Oncologia; verrà spostata la Gastroenterologia al Beauregard come è stato fatto due anni fa con la Neurologia utilizzando l'area dell'Ostetricia-Ginecologia vuota e verrà messo in piedi un sistema di gestione dei posti-letto che non funziona ancora perché questo è un compito specifico del Dipartimento di emergenza e accettazione in quanto vanno assicurati i posti-letto disponibili per le urgenze.
Ci sono vecchi ordini di servizio che vengono difficilmente rispettati, la Direzione sanitaria dice che ogni unità operativa deve riservare una percentuale del numero dei posti-letto per le urgenze perché ricordo che i ricoveri programmati sono i famigerati ricoveri che sono messi sotto accusa pesantemente, spesso e volentieri, dallo stesso Ministro della sanità.
Tutta la battaglia che il Ministro ha svolto per evitare il doppio lavoro nel sistema pubblico e nel sistema privato deriva da questa constatazione ed è inutile che ci nascondiamo dietro un dito. I ricoveri programmati per il 90 percento sono ricoveri che hanno avuto un filtro precedente negli studi o nelle cliniche private che vengono poi utilizzati nelle strutture pubbliche.
Si tratta di capire se si ritiene che questa politica della distinzione netta fra lavoro ospedaliero, lavoro extra ospedaliero e strutture private è una politica da perseguire oppure no perché sicuramente se viene attuato quanto la riforma prevede - anche se ho dei dubbi sulla tempistica - gli ospedali diventeranno delle cliniche private in parte, le visite in attività libero professionale verranno fatte in ospedale, i ricoveri in attività libero professionale verranno fatti in Ospedale.
Questo a mio parere - poi posso essere smentito fra qualche anno - risolverà molti dei problemi perché accanto all'attività di ricovero urgente ci sarà l'attività di ricovero programmata sia in attività libero professionale sia in attività istituzionale e il cittadino potrà scegliere a seconda delle sue necessità, ma ci sarà una programmazione calendarizzata e si eviterà il fenomeno che è stato oggetto di discussioni per anni e che ha visto la contrapposizione forte fra Governo e organizzazioni sindacali dei medici che, come sapete, si sono opposti fortemente alla finanziaria e hanno fatto slittare di fatto quest'incompatibilità.
La situazione di oggi è che chi opterà per l'attività "intramoenia" potrà ancora fare l'attività "extramoenia" negli studi privati esterni fino a quando non si sa, però la finanziaria ha rinviato il tutto alla contrattazione nazionale e alla regolamentazione salariale dei medici perché il vero nodo è qui.
O lo Stato si mette in testa di almeno duplicare gli stipendi di un primario che guadagna non più di 5 milioni netti al mese e gli chiede di dare il suo tempo lavorativo esclusivamente per l'attività pubblica, come viene fatto in Germania e in Francia, dove i pari grado guadagnano almeno tre volte di più, oppure è una pura utopia pensare che un primario affermato faccia solo la sua attività all'interno dell'Ospedale a 5 milioni al mese.
La verità, e la risposta la do già a me stesso, è che il Governo - come abbiamo potuto constatare durante la trattativa per il comparto che non riguarda l'attività medica - non ha i fondi per coprire queste esigenze e allora siamo bloccati a questo punto.
I problemi sono complessi, sono convinto che tutti noi li consideriamo per la loro valenza e non li strumentalizziamo utilizzando le solite formulette della carenza dei posti-letto e delle scelte strategiche famigerate dell'Assessore alla sanità e del Governo regionale in merito alle decisioni che riguardano le strutture ospedaliere della Valle d'Aosta.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Per una replica veloce, per lasciare il tempo di intervenire anche al mio collega.
Non so come chiamare quando non viene dato un servizio ai cittadini, se non non-servizio o disservizio.
Se tutte le difficoltà dell'Ospedale emergono perché 8 posti letto sono stati sottratti per lavori di ristrutturazione, allora mi sembra che il numero dei posti-letto sia veramente inadeguato se basta la mancanza di 8 posti-letto per mandare in crisi un Ospedale.
I ricoveri programmati di cui parlavo e di cui ho avuto conoscenza erano proprio i ricoveri programmati di persone di Aosta che avevano preso contatti secondo le procedure previste dall'USL.
Prendo atto che la documentazione dell'AAROI era datata, risale infatti al momento in cui è stata fatta la nostra interpellanza. Prendo atto inoltre che si sta intravedendo una soluzione. Su questo problema la nostra attenzione continuerà ad essere vigile.
Non intendo rispondere alle provocazioni dell'Assessore.
Presidente La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Nemmeno io rispondo alle provocazioni dell'Assessore, però che gli attuali posti-letto esistenti all'Ospedale regionale non sono sufficienti non è da oggi che viene affermato come non è da oggi che viene sostenuto anche dagli operatori sanitari che occorre una diversa e più razionale organizzazione dei posti-letto all'interno dell'Ospedale, compreso il Beauregard, compreso l'Ospedale regionale e anche l'ex maternità perché se l'Assessore fa i dovuti accertamenti vede che ci sono ambienti dove ci sono gli intoccabili e questi ci sono sempre stati e l'Assessore non può negarlo perché lo sa.
Questo problema dei posti-letto non è di oggi; ho qui un resoconto stampa del 1995 dove l'attuale Primario Pesenti dice: "Come si fa a lavorare così? Il Primario racconta di quintali di lettere scritte al Direttore sanitario, all'USL, alla Regione e perfino alla Magistratura". Questo comunicato è del 1995, non è di ieri; c'è anche la foto di Pesenti che racconta queste cose. Da allora ad oggi perché non si è portata avanti almeno quell'azione di razionalizzare in modo diverso la suddivisione dei posti-letto all'interno dell'Ospedale? Ancora oggi all'interno dell'Ospedale c'è una situazione che diventa ancora più grave perché c'è gente che aspetta un anno, un anno e mezzo per poter avere l'intervento e poi si vede nel posto-letto occupato da quello che va 4 volte da un medico privato che lavora anche in Ospedale, che paga la visita privata e poi trova subito il posto-letto in Ospedale.
Come ci sono ricoveri che vengono da fuori Valle perché dei pazienti si servono di specialisti di Aosta, i quali fanno in modo che ricoverarli immediatamente nel nostro Ospedale, mentre gli ammalati valdostani devono aspettare un anno o un anno e mezzo per avere l'intervento. Chiedo che si faccia anche questa verifica di quanti vengono da fuori perché gli è venuto il mal di pancia in Valle d'Aosta e devono essere ricoverati d'urgenza e quelli che invece potrebbero tornare a casa loro e farsi operare a casa loro oppure restare a casa loro perché qui ci sono dei medici che in questo modo costruiscono le loro fortune.
Credo che una verifica in questo campo dobbiamo farla, non dico se ci sono buone strutture in Valle di non dare ospitalità a pazienti che vengono da fuori, ma dico di dare ospitalità solo se la precedenza si dà anche ai Valdostani che non si devono vedere superati da altri perché passano prima dai gabinetti medici per alcune volte a lasciare l'obolo delle visite private.
L'altro problema della Rianimazione e dell'Anestesia è un problema anche quello che abbiamo da anni perché se andiamo a rileggere i giornali di un tempo quando il Dott. Bassino denunciava che la Rianimazione e l'Anestesia erano allo sbando, ma da allora ad oggi cosa si è fatto? Solo oggi si comincia a riprendere un discorso, ma non si è visto un altro problema; siamo andati a costituire tre unità operative, abbiamo la Rianimazione, l'Anestesia e il 118, guarda caso abbiamo tre primari, tre aiuti e tutti i medici dietro e se fosse stata un'unità operativa unica, ci sarebbe stata maggiore possibilità di coprire il servizio che oggi viene richiesto in anestesia e in rianimazione e anche in emergenza.
Abbiamo nominato tre primari, tre aiuti e poi tutta la scuola dietro e ognuno va per conto suo, allora si viene fuori con il discorso che bisogna chiudere le sale operatorie, rimandare gli interventi, prendere convenzioni all'esterno.
Io dico che prima di fare un discorso definitivo bisogna affrontare i problemi che abbiamo al nostro interno e anche per i posti-letto portare avanti il discorso di una diversa organizzazione dei posti-letto. Tutto il resto che ha detto l'Assessore, gli accordi, le intese esterne, queste sono cose che vanno tutte bene e io approvo quello che ha detto l'Assessore, però bisogna affrontare anche i problemi all'interno del nostro Ospedale regionale e io non ho la speranza che questo avvenga in questo particolare momento. Pertanto chiedo alla Giunta, all'Assessore, al Presidente della Giunta di intervenire per rivedere gli ostacoli che esistono e che possono essere rimossi perché sono contrari agli interessi dei malati valdostani.
