Objet du Conseil n. 306 du 16 décembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 16 DÉCEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 306/XI Concessione al Comune di Aosta di proroga dei termini per la chiusura dei pagamenti relativi al programma di interventi 1992-1993 di cui alla legge regionale 2 marzo 1992, n. 3.
Deliberazione Il Consiglio
a. visto la legge regionale 2 marzo 1992, n. 3 concernente "Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale", che dispone l'erogazione di finanziamenti regionali al Comune di Aosta per la progettazione e realizzazione di interventi diretti a qualificare servizi e infrastrutture della città;
b. richiamata la deliberazione del Consiglio regionale n. 629/X del 20 aprile 1994 avente per oggetto "Approvazione del programma di interventi per gli anni 1992/93 per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale in applicazione dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 2 marzo 1992, n. 3", con la quale:
b.1. si approva il programma di interventi, relativo agli anni 1992/93, per una spesa complessiva di lire 30.670 milioni, di cui lire 26.700 milioni rappresentati da trasferimenti regionali;
b.2. si approva e si impegna la spesa di lire 15.000 milioni, ad integrazione della spesa di lire 11.700 milioni già approvata ed impegnata con deliberazione di Giunta regionale n. 12535 del 31 dicembre 1992 ratificata con deliberazione del consiglio n. 4142/IX del 27 gennaio 1993;
b.3. si stabilisce che alla liquidazione della spesa complessiva si provveda ai sensi dell'articolo 58 della l.r. 27 dicembre 1989, n. 90 e successive modificazioni, con le modalità indicate nell'allegato n. 3 che fa parte integrante della stessa deliberazione consiliare;
b.4. si stabilisce che la sorveglianza e la valutazione del programma di interventi di cui al punto b.1 si effettuino con le modalità descritte nell'allegato n. 4) che prevede, tra l'altro, l'istituzione di apposito "Comitato di sorveglianza" incaricato del monitoraggio e controllo della fase di attuazione;
c. richiamata, inoltre, la deliberazione del Consiglio regionale n. 2206/X del 24 ottobre 1996 concernente la "Approvazione del "Piano Decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta" ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 2 marzo 1992, n. 3" che individua, tra l'altro, i programmi operativi - tra cui il pluriennale 1992/93, già approvato con la deliberazione di cui in b. - quali strumenti di saldatura tra la pianificazione decennale e l'attuazione dei singoli interventi;
d. considerato che con l'allegato n. 3, di cui al punto b.3., si stabilisce che:
d.1. il termine - da parte del Comune di Aosta - per la chiusura dei pagamenti relativi all'attuazione del programma è il 31 dicembre 1997, e che tale termine può essere prorogato, prima della scadenza, dal "Comitato di sorveglianza" di cui in b.4. purché la proroga non sia superiore ad un anno e, laddove superiore ad un anno, dal Consiglio regionale con la procedura prevista dall'articolo 2, comma 4, della legge regionale n. 3/92;
d.2. qualora il termine non sia stato prorogato, nessuna spesa impegnata o pagata dopo i termini di cui sopra potrà essere rendicontata ai fini del finanziamento;
e. evidenziato che con deliberazione della Giunta regionale n. 4690 del 15 dicembre 1997 - concernente "Modificazioni alla scheda 1.3.1 del programma pluriennale 1996/98, approvato con deliberazione di Giunta n. 312/1997, nonché presa d'atto dello stato d'avanzamento del programma stralcio 1992/93, al 30 giugno 1997, in applicazione della l.r. 2 marzo 1992, n. 3: Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale" - oltre a prendere atto dello stato di avanzamento del programma, si raccomandava al Comitato di sorveglianza, nel caso di verosimile proroga dei pagamenti, di contenere la proroga stessa nell'anno 1998 graduandola sulla base di prestabiliti obiettivi di pagamento;
f. tenuto conto che il Comitato di Sorveglianza di cui in b.4.:
f.1. con decisione in data 2 dicembre 1997 ha concesso una prima proroga di 6 mesi - sino al 30 giugno 1998 - dei termini per i pagamenti relativi al programma in argomento, a condizione che entro la stessa data il Comune si impegnasse a liquidare almeno lire 3,8 miliardi a fronte di un totale di lire 9,5 miliardi ancora da liquidare;
f.2. con decisione in data 13 maggio 1998 - preso atto della liquidazione di una somma maggiore di 3,8 miliardi effettuata dal Comune, come richiesto, quale condizione, nella riunione di cui in f.1. - ha approvato una ulteriore proroga di sei mesi con la raccomandazione che entro tale data (31 dicembre 1998) fosse liquidata la rimanenza dell'importo previsto;
g. vista la deliberazione del Consiglio comunale di Aosta n. 228, del 28 ottobre 1998, trasmessa alla Regione in data 9 novembre 1998, con la quale, tra l'altro:
g.1. viene descritto lo stato di attuazione dei sei progetti costituenti il programma biennale, in termini fisici e amministrativi - alla data della deliberazione - ed in termini finanziari - alla data del 30 giugno 1998 - con riferimento ad una tabella allegata da cui risultano effettuati pagamenti per lire 21.682 milioni, di cui lire 20.743 milioni relativi a trasferimenti regionali, e pagamenti ancora da effettuare per lire 5.557 milioni;
g.2. vengono riportate le specifiche motivazioni del ritardo dei pagamenti, rispetto ai termini previsti, per ognuno degli undici interventi ricompresi nei sei progetti;
g.3. si richiede all'Amministrazione regionale una proroga di 12 mesi per la chiusura dei pagamenti delle somme riportate nella tabella di cui in g.1 dando atto che, comunque, diversi lavori sono conclusi e necessitano soltanto di approvazione dei relativi collaudi, e pertanto in tale sede verrà definita l'esatta situazione finanziaria;
h. accertato che le giustificazioni, addotte dal Comune nella deliberazione di cui in g., possono essere sostanzialmente sintetizzate con:
h.1. problemi di tipo amministrativo derivanti dal fallimento di imprese appaltatrici o dal contenzioso, sorto in fase di realizzazione, con le stesse imprese e/o con i proprietari limitrofi interessati dalle opere stesse;
h.2. difficoltà per la definizione delle pratiche relative agli espropri relativamente a interventi già ultimati;
h.3. tempi tecnici necessari per terminare i collaudi tecnici e amministrativi di lavori già peraltro conclusi;
h.4. posticipazione dei tempi di esecuzione di alcune opere, ricomprese nel piano operativo 1992/93, per le quali il Comune - al fine di ottimizzare le procedure tecnico-amministrative relative sia alla fase programmatoria che esecutiva, nonché per limitare i disagi alla popolazione cittadina ed alle relative attività - ha proposto la contestuale realizzazione con quelle previste dal programma 1996-98 ed il Comitato di sorveglianza, nell'ambito di propria competenza, ha espresso parere favorevole;
i. tenuto conto che le somme ancora da liquidare - a seguito delle informazioni fornite nel corso della riunione del Comitato di sorveglianza in data 5 novembre u.s. - sono state ulteriormente precisate rispetto a quanto indicato nella deliberazione di cui in g.1., e ammontano a lire 5.466 milioni, disaggregate in quote a carico del Comune (lire 711 milioni) e quote a carico della Regione (lire 4.755 milioni) sulla base della ripartizione effettuata in sede di approvazione del programma, e costituiscono circa il 18% delle somme complessivamente impegnate sul programma triennale 1992/93, di cui buona parte, circa 2.850 milioni, relativa ad opere già realizzate ed in attesa del collaudo definitivo;
j. visto l'articolo 8 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320, come modificato dall'articolo 1 del decreto legislativo 16 febbraio 1998, n. 44, in ordine alla sottoposizione dell'atto a controllo;
k. richiamate le deliberazioni della Giunta regionale nn. 2552 e 2642/1998 concernenti la revisione della struttura organizzativa dei servizi della Giunta regionale;
l. richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 4853 in data 30 dicembre 1997 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per l'anno 1998 e per il triennio 1998/2000, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative, nonché la circolare n. 2 in data 15 gennaio 1998 (prot. n. 861/5FIN);
m. precisato che la presente deliberazione è correlata all'obiettivo n. 041001 "Programmazione, coordinamento e finanziamento di speciali programmi regionali di investimento a favore di Enti locali";
n. visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione programmazione valutazione investimenti del Dipartimento pianificazione investimenti e politiche strutturali, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;
Delibera
di concedere al Comune di Aosta una proroga di dodici mesi - sino al 31 dicembre 1999 - per la chiusura dei pagamenti relativi al programma operativo 1992-1993, così come previsto dall'allegato n. 3, punto b.3, alla deliberazione del Consiglio regionale n. 629/X del 20 aprile 1994.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Je peux vous demander de ne pas déranger Monsieur Marguerettaz, vu que c'est un rapport que j'ai préparé presque expressément pour lui…
Le 20 avril 1994 le Conseil régional avait approuvé le plan d'intervention 1992-1993 pour la requalification d'Aoste, la loi Aoste capitale, cette loi régionale n° 3 du 2 mars 1992 qui, à l'article 2, 3ème alinéa, prévoyait expressément ces interventions.
Ce plan d'interventions prévoyait à l'origine une dépense globale de 30.670 millions de lires partiellement financées par des aides régionales; au départ 26,7 milliards, mais par une délibération successive du mois de mars 1995 cette dépense avait été redéfinie à 31,231 millions de lires et les allocations de la Région réduites à 23,3 milliards suite à la décision de l'Administration communale d'Aoste de renoncer aux financements au titre de la loi régionale n° 3 pour le terrain d'athlétisme de Tzambarlet.
Il y a lieu de rappeler que la délibération du Conseil susmentionnée fixe le délai de règlement des paiements relatifs au plan que nous sommes en train d'examiner au 31 décembre 1997 et établit que le Comité de surveillance spécialement institué aux fins du suivi et du contrôle du dit plan, pourra accorder un report d'un an maximum; en cas de requête de prorogation d'une durée supérieure, la décision revient au Conseil régional. Voilà la raison pour laquelle aujourd'hui nous soumettons à l'Assemblée cette décision.
Le Comité de surveillance, quant à lui, a effectivement accordé la prorogation de son ressort: une première prorogation de 6 mois jusqu'au 30 juin 1998 et une deuxième de 6 mois jusqu'au 31 décembre 1998.
Le Conseil communal d'Aoste par sa délibération du 28 octobre 1998 a demandé à l'Administration régionale une troisième prorogation de 12 mois pour le règlement des paiements relatifs au plan d'intervention 1992-1993.
Les données fournies par le Conseil communal d'Aoste et mises à jour au mois de décembre 1998 - donc les données que je vais vous fournir - présentent quelques différences par rapport aux données qui sont insérées dans la délibération: la délibération fait référence aux données du mois d'octobre, je vous donne les données mises à jour au mois de décembre - montrent que, par rapport aux engagements de dépense décidés par la Commune dans les délais initialement prévus et s'élevant à 29,931 milliards de lires, les paiements déjà effectués se chiffrent à 24,588 milliards de lires dont 22,999 milliards de lires au titre de crédits régionaux.
Il reste donc un montant de 5,343 milliards de lires à régler, soit 17,85 pour cent des sommes engagées qui concernent essentiellement des travaux qui ont déjà été réalisés, mais qui sont en attente de réception et la prorogation des paiements se rapporte donc à ces 5,343 milliards de lires.
La Commune d'Aoste a expliqué ce retard dans le paiement par des raisons qui peuvent être résumées comme suit: des problèmes de type administratif dérivant de la faillite de certains adjudicataires des travaux, voire la faillite de l'entreprise Garetto ou des différends surgis au cours des travaux avec ces adjudicataires ou avec les propriétaires des biens qui sont adjacents aux ouvrages réalisés, c'est le cas de la troisième intervention au quartier Cogne ou pour ce qui est par contre de l'entretien de la Mairie il y a là un retard contractuel de l'adjudicataire, mais aussi en raison des difficultés dans les procédures d'expropriation relatives à des ouvrages déjà terminés: c'est le cas de la route Vignole ou des délais normaux de réalisation des contrôles techniques et administratifs compris dans les opérations et relatifs à des travaux déjà achevés.
C'est le cas d'autres interventions, les espaces verts, les ascenseurs au quartier Cogne, les interventions concernant les bâtiments scolaires ou également le report des délais d'exécution de certains ouvrages que la commune d'Aoste a proposé de réaliser parallèlement aux interventions prévues par l'autre plan, le deuxième plan, celui portant sur les années 1996-1998 et ce, afin d'optimiser les procédures techniques et administratives concernant les phases de programmation et de réalisation des travaux, ainsi que de réduire certains inconvénients dus à la réalisation de ces travaux: là par exemple c'est le cas du remaniement de l'éclairage public et le plan de récupération de rue Challand.
C'est donc sur la base de ces raisons que le Gouvernement sollicite votre avis favorable à l'octroi à la Commune d'Aoste de la prorogation d'une année qui a été demandée pour le règlement des paiements relatifs au plan d'intervention 1992-1993.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Solo per porre due domande, per vedere se ho capito bene dall'ampia relazione del Presidente.
La prima è se questa proroga di un anno serve al Comune di Aosta per poter liquidare, fra tutte le cifre che sono state dette, 5,4 miliardi circa; la seconda è se il Consiglio regionale non dovesse accordare questa proroga, cosa succede? Succede che deve pagare il Comune di Aosta? Sono due domande che pongo, poi mi riservo di intervenire.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Su questa legge ci sarebbero tante cose da dire e molte di più forse da fare. Facendo una provocazione, forse più che il Presidente della Giunta regionale avevano in questo caso più titolo i primi cittadini che si sono succeduti alla guida del Comune di Aosta, qui ce ne sono ben due, ma sicuramente uno, il Consigliere Fiou che ha vissuto in maniera più concreta questo problema.
Il nostro Gruppo non potrà esprimere un voto contrario a questa che è una legge di finanziamento e che tutto sommato è una legge di finanziamento di quella che è l'autonomia non solo finanziaria, ma riteniamo anche gestionale degli enti locali, però è evidente che questa legge qui mette in luce tutta una serie di problemi. Lasciando perdere quelle che possono essere le considerazioni forse che sono più inerenti al Consiglio comunale di Aosta, due dati però li voglio comunque riportare all'attenzione di quest'aula.
La legge, che è nata per la riqualificazione di Aosta capoluogo e che vede come primi interventi significativi un chilometro o poco più di strada in una frazione periferica di Aosta, dove vi abitano una decina di nuclei familiari con dei costi folli perché parliamo di un chilometro di strada costato miliardi oppure degli ascensori nel quartiere Cogne, è una legge che aveva degli obiettivi e che in parte, perlomeno nella prima parte, non sono sicuramente stati centrati, ma questo è l'aspetto forse che riguarda più l'Amministrazione comunale che l'Amministrazione regionale.
Vi è un aspetto che riguarda invece l'Amministrazione regionale e mi piacerebbe che su quest'argomento ci fosse non dico la testimonianza, ma perlomeno la conferma o l'espressione di un certo punto di vista che era stato oggetto di recriminazioni nei dibattiti di quel Consiglio comunale della città di Aosta che ho vissuto io, ma che hanno vissuto anche quanti avevano responsabilità in esecutivo. E mi riferisco ad un meccanismo - e questa forse è la sede per verificare se effettivamente quelle recriminazioni erano fondate o meno - che avrebbe impedito al Comune di Aosta di portare avanti con una certa fluidità e una certa velocità quelli che erano i progetti che dal Comune venivano approntati.
Ora, la legge in questione si limita a una parte minimale di quella che è la legge madre, la legge n. 3/92 in quanto qui ci occupiamo semplicemente della proroga di pagamenti del finanziamento del primo biennio, però non possiamo non fare una considerazione più generale per capire…, e la faccio proprio sotto forma di domanda perché stavo nei banchi di minoranza e di opposizione al Comune di Aosta e destino vuole che lo sia anche in questo Consiglio regionale, ma mi ricordo come quelle forze di maggioranza in Consiglio comunale, che il caso vuole siano le stesse di maggioranza di questo Consiglio regionale, mi riferisco al Consigliere Borre, allora Assessore, o al Consigliere Fiou, allora Sindaco, in quell'altra aula urlavano forte e chiaro che l'Amministrazione regionale non metteva gli amministratori comunali nelle condizioni di poter spendere ed accedere alle previsioni della legge n. 3/92 tant'è che successivamente venne costituita una commissione tecnica mista, Comune-Regione che aveva proprio il compito di prendere per mano il Comune per fare l'istruttoria di quelle che erano le progettazioni affinché potessero poi avere gambe per decollare.
A conclusione di questo ragionamento quello che domando - e lo domando al Presidente della Giunta poi se i Consiglieri che hanno avuto esperienza al Comune di Aosta vorranno esprimere il loro punto di vista sarà chiaramente nella loro discrezionalità politica - è se queste difficoltà che perlomeno fino a due anni fa esistevano sono state superate e se quest'organismo tecnico è riuscito non dico ad accelerare, ma a riportare nella normalità quelli che sono i tempi delle opere pubbliche perché trovarci alla fine del 1999 - perché questo è il senso della legge che andiamo ad approvare - per opere che erano oggetto di finanziamento del primo biennio 1992-1993 non può non destare delle perplessità. Auspico che queste considerazioni possano trovare in parte delle risposte.
Président La parole au Conseiller Borre.
Borre (UV) Non è perché Frassy ha gettato l'amo e il pesce ci è caduto. No, è per spiegare un po' le difficoltà che aveva dovuto affrontare il Comune di Aosta quando, penso unico Comune in Valle, si è trovato di fronte ad una legge che dava la possibilità di avere un cospicuo finanziamento annuale per far fronte a delle esigenze. Chiaramente il Comune di Aosta, come forse tutti gli altri comuni, non era preparato con i propri uffici a rispondere alle esigenze e alla spesa conseguente di questa legge.
Al di là del meccanismo che è stato criticato all'interno del Consiglio comunale, meccanismo che noi chiamavano meccanismo Giunti e che vedevamo come una ripetizione della Cassa Depositi Prestiti complicata al cubo per carenza degli apparati del Comune per farvi fronte, io non ero - ed è per questo che non sono il "pescato" - a quel momento nella mischia perché ero già fortunatamente seduto fra questi banchi, ero già Consigliere regionale e ho lasciato le mie responsabilità ad altri al Comune di Aosta, però mi sembra che la cronistoria fatta dal Presidente della Giunta risponda anche alle perplessità di Frassy e alle domande celate del Consigliere Marguerettaz.
La legge finanziaria per il Comune di Aosta per il biennio 1992-1993 ha messo a disposizione del Comune di Aosta solo nel 1995 i fondi spendibili ed ecco perché si arriva ad oggi che si sente dire ad esempio da parte dell'Assessore Vallet che nei lavori pubblici le complicazioni sono tante e tali che i ritardi sono anche comprensibili.
Quindi i pagamenti che oggi andiamo a prolungare sono dovuti - forse non giustificatamente - a dei fatti che sono cronici, storici: il discorso di imprese che falliscono, il discorso di espropri che da quando sono stati fatti non si riesce a trovare la quadra e forse non si troverà neanche in questa proroga oggi, magari andrà anche nel Duemila, si chiederà ancora un'ulteriore proroga, ma questo è un difetto della burocrazia.
Ritengo che vadano invece a merito del Comune di Aosta due fatti estremamente importanti. Il primo è l'aver risposto quasi in toto al biennio 1992-1993 perché rimangono 4,5 miliardi da pagare, rimangono i lavori di via Challand da fare perché si sono sovrapposti alla ristrutturazione dell'intero complesso di via Challand, gli espropri della strada di Vignole e la strada del quartiere Dora perché c'è stato un fallimento dell'impresa.
L'altro fatto importante è la costituzione del gruppo di lavoro esterno all'Amministrazione comunale per far fronte a queste spese, gruppo che poi è stato seguito anche da un gruppo misto Regione e Comune per il controllo delle opere e delle spese, ma questo gruppo di lavoro è a termine, cioè finché sono finiti questi finanziamenti. Il Comune quindi non ha riempito gli uffici di gente che non serviranno più dopo. Questo è il grosso merito che va al Comune.
Per quanto riguarda la strada di Vignole, forse Frassy non ha potuto vivere tutta la vicenda della strada di Vignole, ha vissuto solo l'ultimo pezzo; è vero che vi abitano solo 10 nuclei familiari e forse sarebbe costato meno portare al quartiere Cogne ad abitare questi signori, ma se seguissimo questo ragionamento, quasi tutta la Valle d'Aosta verrebbe installata ad Aosta e ci costerebbe meno. Al di là di questo, bisogna ricordare che in quella zona c'è un poligono militare che prima di essere stato insediato aveva ricevuto una garanzia da parte di questo Palazzo nei confronti del Comune di Aosta che sarebbe stata rifatta la strada per accedervi. Ecco il perché di quella strada.
Président D'autres interventions? Je ferme la discussion générale. La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Sur le plan technique la prorogation est finalisée à permettre à la Commune d'Aoste de solder ces 5,343 milliards de lires. S'il n'y a pas prorogation - le mécanisme étant analogue au mécanisme qui régit les financements communautaires -, il y a perte du financement.
Quant à la loi, il faut nécessairement faire preuve d'exercice de style, dans le sens que c'est une loi qui a été présentée et votée par cette Assemblée par une majorité qui ne correspondait plus à la majorité qui ensuite lui a donné application, donc les avis sont comme toujours partagés quant aux finalités, à l'efficacité, mais c'est l'histoire de cette Assemblée. Nous avons tenu à donner application à une loi de la Région autonome de la Vallée d'Aoste et nous nous sommes efforcés au cours de ces différentes années de remplir les conditions nécessaires pour que cette loi puisse produire ses effets.
Les modalités d'octroi des financements de la Région sont établies par la loi même, il n'y a pas une enveloppe budgétaire qui est mise à la disposition de la Commune d'Aoste sans présentation de programmes.
Il y a des financements prévus de 15 milliards par an pour une période de 10 années entre autres, le délai d'efficacité de cette loi a été reporté et nous avons rééquilibré la valeur des financements parce que l'année 1996 le financement avait été réduit de 8 milliards, mais pour 1998 nous avons octroyé 23 milliards, donc nous respectons le montant qui a été établi par la loi mais, comme je le disais, ces financements sont accordés à la Commune d'Aoste sur la base de la présentation de programmes opérationnels, en l'occurrence ceux de 1992-1993 et de 1996-1998.
Afin de présenter ces programmes qui, par ailleurs, sont approuvés par cette Assemblée, il y a eu collaboration entre la Commune d'Aoste et l'Administration régionale, les bureaux se sont mis ensemble à travailler chacun sur la base de ses compétences, évidemment les bureaux de l'Administration régionale se sont limités aux problèmes qui ont trait à la définition sur le plan technique de ce programme pluriannuel et je suis de l'avis que cette collaboration a eu des effets positifs parce qu'après une période 1992-1993, début de 1994, qui nous a obligés à reporter la période de validité de cette loi sur le plan financier en raison de la non présentation des programmes, ensuite il y a eu présentation des programmes.
Le programme 1992-1993 est réalisé à 83 pour cent tandis que le programme 1996-1998 est en cours de définition et de réalisation, donc le jugement que je peux exprimer en répondant à la question qui a été posée, est un jugement positif sur la base de la collaboration et surtout des résultats qui ont été obtenus.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz pour déclaration d'intention.
Marguerettaz (Aut) Comincerei con il dare atto - non per celiare, ma perché veramente voglio dare atto - al collega Borre di un atteggiamento che, a mio avviso, gli fa onore a meno che il Consigliere Borre non voglia essere come si dice più realista del re, ma conoscendolo non credo. Un atteggiamento che gli fa onore perché non capita così sovente in politica di sentire degli amministratori fare un plauso a chi gli succede; in genere c'è la tendenza a dire: "Quando c'ero io le cose erano diverse", credo abbiamo tutti esperienza in questo senso. Invece il Consigliere Borre molto onestamente ha difeso l'operato di chi gli è succeduto in quella responsabilità amministrativa nel Comune di Aosta.
Se faccio salva la buona fede di Borre, devo dire che però nella sua accorata difesa mi è parso essere andato sopra le righe, nel senso che verso la fine del suo intervento mi ha quasi fatto pensare che ha voluto quasi essere più realista del re. Perché?
Ma perché quando si dice con una certa enfasi che il Comune di Aosta ha risposto in pieno agli obiettivi del 1992-1993 viene da sorridere che stiamo qui fra poco a farsi gli auguri di Natale del 1998. Ci ha detto il Presidente della Giunta che si è realizzato l'83 percento degli obiettivi, ma non dimentichiamoci la data odierna ed è la prima considerazione.
Seconda considerazione. È vero quello che ha detto il Presidente della Giunta, io do atto a quest'Amministrazione nella scorsa legislatura in particolare di aver posto l'iter previsto da questa legge in maniera assai più seria rispetto a quello che non era, si è per due volte in quest'aula dibattuto di un programma. Sicuramente i consiglieri presenti già nella scorsa legislatura si ricorderanno com'era realizzato quel programma da parte del Comune di Aosta con una precisione e con una meticolosità che aveva quasi dei Paesi nordici tanto era puntiglioso ad impegnarsi non solo sulle spese, ma sulle tempistiche, sulle modalità, sulle progettualità e via di questo passo. Un programma, e qui non concordo con il collega Frassy, che è stato concepito innanzitutto dal Comune di Aosta, da chi naturalmente governava o governa ancora il Comune di Aosta, che la Regione, che questo Consiglio regionale ha votato, ma per certi versi è come se ne avesse preso atto; era lo stesso Comune di Aosta che si dava un'organizzazione, si assumeva tutta una serie di impegni, senza una - come dire? - invadenza dell'Amministrazione regionale che poneva scadenze, termini, modalità eccetera.
È il Comune di Aosta che direi in completa autonomia si è assunto delle responsabilità, si è impegnato a rispondervi e ha proposto alla Regione questi suoi impegni che la Regione ha votato, ma mi è parso in quei due passaggi fosse soprattutto una presa d'atto del Consiglio tanto che per chi si ricorda il dibattito che avvenne in quell'occasione obiettivamente non fu un dibattito molto felice perché io per primo mi accorsi, anche se con ritardo, che gli interventi che stavo facendo erano più nei confronti del Comune di Aosta che non nei confronti di ciò a cui era chiamato questo Consiglio regionale.
Oggi però di fronte a questa delibera gli interventi che allora erano forse fuori luogo, oggi non lo sono fuori luogo; perché? Perché, ripeto, a fronte di quegli impegni assunti in maniera così netta, chiara e precisa da parte del Comune di Aosta non siamo qui a votare una proroga, siamo qui a votare una terza proroga di quegli impegni assunti dal Comune di Aosta perché, come giustamente ricordava il Presidente della Giunta, vi è già stata una prima proroga fino al giugno 1998 e una seconda proroga fino al 31 dicembre 1998, concesse queste dal Comitato di valutazione, se si chiama così, non sono certo.
Quindi oggi questo Consiglio concede al Comune di Aosta una terza proroga che, contrariamente alle prime due concesse, non è più di 6 mesi, ma è di 1 anno.
Questo in sintesi significa che, pur con tutti gli intoppi di tipo burocratico che possono esserci stati, ma che ogni amministratore previdente se non nella completa totalità può comunque in gran parte prevedere, tutti questi impegni presi dal Comune sforano di 2 anni. Il primo anno gli è stato concesso, ora siamo chiamati a concedergli il secondo perché il Comune di Aosta possa liquidare una spesa di 5,4 miliardi circa.
Qui non vorrei andare a fare un ragionamento troppo alto anche perché non ne sono in grado, ma io penso che non si tratti di - passatemi l'espressione - prendere per il collo il Comune di Aosta, cosa che qui nessuno vuole fare, ma si tratta forse di responsabilizzare un po' di più l'Amministrazione comunale di Aosta. In che modo? Non prendendolo per il collo, dicevo, perché se questo Consiglio regionale non concedesse la proroga al Comune di Aosta e questa mancata proroga comportasse uno scompenso evidente e grande per l'Amministrazione stessa del comune, sarei io il primo a dire che sarebbe una stupidaggine, ma non dimentichiamoci che il Comune di Aosta ha nel suo bilancio un avanzo di amministrazione che supera i 10 miliardi di lire.
Allora perché gli Autonomisti si asterranno dal votare questo? Per quelle ragioni che ho cercato di spiegare: perché crediamo che a distanza di 4 anni e mezzo, quasi 5 ormai, in cui il Comune di Aosta ha preso determinati impegni, impegni che sono stati rispettati all'83 percento, per questo 17 percento non sarebbe così assurdo pensare che questa cifra - pari, ripeto, a quei 5 miliardi e rotti - fosse messa dal Comune di Aosta. Questa sarebbe una scelta sulla quale facilmente ci potrebbero essere delle strumentalizzazioni di ogni sorta, ma non mi interessa; quello che mi interessa - io credo che potrebbe essere proprio il caso in quest'eventuale scelta del Consiglio regionale - è che sicuramente il prossimo piano che il Comune di Aosta presenterà e che ridiscuteremo o di cui prenderemo di nuovo atto se volete in quest'aula, sarà fatto con una maggiore oculatezza rispetto a quello che è stato fatto fin qui.
Président Je soumets au vote l'objet n° 19:
Conseillers présents: 31
Votants: 27
Pour: 27
Abstentions: 4 (Comé, Lanièce, Marguerettaz, Viérin M.)
Le Conseil approuve.
