Objet du Conseil n. 227 du 11 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 12 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 227/XI Ritiro della mozione: "Richiesta di audizione presso la V Commissione del Direttore generale dell'USL". (Interrogazione e interpellanze)
Mozione Rilevato
- che le dimissioni del direttore generale USL sono susseguenti ad un periodo di forte contrasto tra Assessore e direzione dell'Azienda sanitaria;
- che le notizie diffuse dalla stampa non fanno chiarezza sulle reali motivazioni che hanno determinato la rottura del rapporto fiduciario tra Assessore e U.S.L.;
Il Consiglio regionale
Impegna
l'Assessore alla Sanità a disporre l'audizione in V Commissione del Direttore Generale dell'U.S.L. e ivi a relazionare sull'argomento.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Interrogazione Viste le dimissioni presentate dal dott. Bragonzi;
Vista la delibera di Giunta con cui tali dimissioni sono state accolte;
Constatato che a seguito di tali dimissioni si è venuta a creare all'USL una situazione di carenza dirigenziale;
La sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
L'assessore competente per conoscere:
- quali iniziative, a breve e a lungo termine, intende intraprendere per dare una risposta a tale situazione di difficoltà.
F.to: Squarzino Secondina
Interpellanza Premesso:
che l'allontanamento del Direttore generale dell'USL è stato motivato con l'essere venuto meno il rapporto di fiducia con l'Assessore;
che tale motivazione risulta contraddittoria con la dilazione delle effettive dimissioni al 31 dicembre 1998, visto che il compimento dell'anno finanziario a quella data non elimina la prospettiva di due mesi di direzione all'insegna della sfiducia o, in alternativa, quella di due mesi di inattività o, ancora, di attività non sorretta dal necessario prestigio, da credibilità e autorevolezza;
che secondo un comunicato diramato dall'agenzia ANSA, poi ripreso anche dagli organi di stampa, al Direttore generale subentrerebbe l'attuale Direttore sanitario dell'USL;
che l'attuale Direttore sanitario non disponeva, all'atto della nomina, dei requisiti di legge per ricoprire tale incarico, né sussistono ora tali presupposti per il mantenimento dell'incarico;
che l'ipotesi di commissariare l'USL in presenza del Direttore sanitario e del Direttore amministrativo, affidando al Direttore sanitario le funzioni di commissario, non sembra legalmente percorribile;
tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore regionale alla Sanità per conoscere:
1) quali atti, fatti e/o comportamenti hanno determinato la caduta del rapporto di fiducia al punto da richiedere al Direttore generale le proprie dimissioni, considerato che con una recente deliberazione la Giunta regionale, integrando il trattamento economico dell'alto dirigente, ha asserito - per giustificarne l'erogazione - che nel 1997 è stato raggiunto l'89% degli obiettivi assegnati;
2) per quali ragioni solo oggi, all'atto delle richieste dimissioni, si dispone l'integrazione del 20% per gli anni 96/97, considerato che il provvedimento non è stato adottato a tempo debito, proprio per la mancanza dei presupposti;
3) se è confermata la notizia, pubblicata dagli organi di stampa, relativa alla decisione di affidare, sia pure temporaneamente, la Direzione generale all'attuale Direttore sanitario dell'USL, non legittimato ad assumere tali funzioni;
4) come intende provvedere per risolvere la situazione relativa all'attuale Direttore sanitario, che difetta dei necessari requisiti di legge per ricoprire tale incarico.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Interpellanza Avuta notizia dagli organi di informazione (non essendo ancora le delibere della Giunta a disposizione dei consiglieri) che il Direttore Generale dell'U.S.L. avrebbe rassegnato le dimissioni dall'incarico e che le medesime sarebbero state accettate dal Governo regionale;
Richiamate le dichiarazioni di alcune settimane fa dell'Assessore Vicquéry, secondo il quale ultimamente è venuta meno la fiducia nei confronti del Direttore Generale;
Presa visione della delibera di Giunta n. 3665 del 19.10.1998 con la quale si valuta positivamente l'operato del Direttore Generale nel periodo maggio 1996/dicembre 1997 con la conseguente corresponsione dei compensi aggiuntivi riconosciuti contrattualmente;
Presa visione altresì della Delibera di Giunta n. 2939 del 31.08.1998 con la quale si determinano, tra l'altro, gli obiettivi sui quali valutare la gestione del Direttore Generale per l'anno 1998;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
La Giunta per conoscere:
a) se l'immediata accettazione delle dimissioni del Direttore Generale sia da mettere in relazione con le dichiarazioni dell'Assessore di cui alle premesse;
b) quali sono gli obiettivi non raggiunti dal Direttore Generale nel 1998 tali da provocare la sfiducia dell'Assessore;
se non ritiene opportuno investire la Commissione consiliare competente di un approfondimento della situazione in modo da tentare una mediazione tra le parti ed eventualmente far recedere il Dottor Bragonzi dalle "proprie" decisioni.
F.to: Marguerettaz - Comé
Président Je rappelle aux Conseillers que le point 53 sera discuté conjointement avec la question et aux deux interpellations présentées et déjà inscrites à l'ordre du jour.
Pour que la suite du débat soit claire auront d'abord la parole les promoteurs de la motion Frassy, Tibaldi et Lattanzi; par la suite, les auteurs des interpellations, Frassy, Tibaldi, Lattanzi également, et ensuite, Marguerettaz et Comé. Le Gouvernement aura le droit d'intervenir pour répondre aux interpellations et à la question présentée par Mme Squarzino, qui aura le droit de répliquer par la suite. Enfin, nous aurons la discussion générale sur la motion.
La parole au Conseiller Tibaldi pour l'illustration de la motion et, s'il le souhaite, conjointement pour l'illustration de l'interpellation.
Tibaldi (FI) Mi auguro che questo cumulo di iniziative congiunte non arrechi una diminuzione nelle risposte ai molteplici quesiti che sono stati formulati, e da parte nostra, e da parte di altri gruppi consiliari, su un problema che è di estrema attualità e di notevole importanza.
Per quanto concerne la mozione presentata da Forza Italia, che è in stretta analogia con l'interpellanza presentata analogamente da Forza Italia, ci riferiamo alla situazione di crisi posta in essere dall'Assessore regionale alla sanità relativamente al vertice dell'Azienda sanitaria locale. Situazione di crisi che è stata ufficializzata nell'ultima seduta del Consiglio regionale, a fronte della quale l'Assessore regionale, rispondendo a un'interpellanza proposta dal nostro gruppo, ha ufficializzato la chute de confiance che era emersa nei rapporti fra il suo Assessorato e la persona del Direttore generale dell'USL, e quindi la struttura dirigenziale dell'Azienda sanitaria.
Diciamo chute de confiance che ci ha lasciato tutti quanti perplessi, perché circa un mese prima, a fronte sempre di un'altra interpellanza proposta in quest'aula, lo stesso Assessore minimizzava sulle tensioni esistenti nei rapporti fra l'Assessorato e la dirigenza sanitaria, e faceva trasparire come "semplici scaramucce contabili" le questioni sorte sulla sistemazione dei conti relativamente al consuntivo della stessa USL.
A fronte di questo repentino cambiamento d'idea da parte dell'Assessore in riferimento al vertice dell'Azienda sanitaria era doveroso da parte nostra presentare oggi l'interpellanza e la mozione, che come ripeto è strettamente correlata.
In particolare, ci pare subito che ci siano diverse contraddizioni nell'atteggiamento dell'Assessore regionale. La prima si riferisce alla dilazione dell'efficacia delle dimissioni che sono state rese due giorni dopo quella dichiarazione, precisamente il 23 ottobre scorso, da parte del Direttore generale, dimissioni che avranno efficacia a partire dal 1° gennaio del prossimo anno, pertanto per due mesi il Direttore generale opererà una forma di "prorogatio" con una sfiducia congelata.
Una sfiducia congelata che gli è stata manifestata esplicitamente dall'Assessore regionale. Oppure, ma questa è un'ipotesi provocatoria, si asterrà dal porre in essere qualunque attività a livello gestionale del comparto sanitario. Oppure ancora la sua attività non è suffragata da quel necessario prestigio, autorevolezza o credibilità che necessita per la guida del settore sanitario valdostano. Se la fiducia c'è, è un conto. Se la fiducia non c'è, naturalmente non c'è dal momento in cui viene pronunciata. Non si riesce a capire qual è la reale motivazione che sta dietro a questa dilazione nei tempi, relativamente a quella che è la gestione dell'Azienda sanitaria.
Secondo un comunicato diramato dall'agenzia ANSA, si faceva il nome del possibile successore alla guida dell'Azienda sanitaria, nella persona dell'attuale Direttore sanitario. Notizia che poi è rimbalzata in maniera più o meno amplificata con diverse sfumature su altri organi di stampa, e che necessita anche questa di un chiarimento dall'autorevole fonte dell'Assessore, per sapere se corrisponda o meno a verità.
C'è da dire che l'attuale Direttore sanitario, come noi abbiamo inteso sottolineare in maniera puntuale, non disponeva all'atto della nomina dei requisiti di legge per ricoprire tale incarico, né sussistono ora questi presupposti giuridici per il mantenimento del medesimo incarico.
Ricordiamo infatti che il dr. Bosso è stato nominato Direttore sanitario dell'USL con una delibera del maggio dello scorso anno, precisamente la n. 1301. La legge n. 4/97, richiamata nella stessa delibera che ho appena nominato, fissa la perentoria scadenza dell'incarico al 31 dicembre 1997; la nuova normativa che è intervenuta successivamente per l'accesso alle funzioni di direttore sanitario dell'USL - mi riferisco al DPR n. 484/97 - e che è entrata in vigore il 2 febbraio di quest'anno, detta i requisiti per l'accesso alla direzione aziendale e nelle norme finali e transitorie dispone che, in attesa dell'indizione dei corsi di formazione manageriale, l'accesso sia consentito solo a coloro che possiedono effettivamente i requisiti di cui all'articolo 5 del decreto stesso. Requisiti che non ci pare l'attuale incaricato possieda e che sono: la contestuale anzianità di servizio di 5 anni nella disciplina di area igienistica e specializzazione nella stessa disciplina. L'attuale incaricato ha svolto per meno di 5 anni le funzioni di Direttore sanitario ospedaliero, senza possedere anche in quel caso i requisiti di legge, come è stato evidenziato in questo Consiglio in un'interpellanza presentata e discussa nella scorsa legislatura, e quindi non possiede la specializzazione in disciplina igienistica.
Lo stesso Ministero della sanità ha ribadito in due successive occasioni la perentorietà di questo termine del 2 febbraio di quest'anno, che è la data di entrata in vigore di quel DPR n. 484 che citavo prima. Infatti, la facoltà prevista dal Ministero di prorogare gli incarichi già in atto al 31 dicembre 1997 fino all'entrata in vigore del regolamento n. 484, era motivata dal fatto che il decreto medesimo era ancora all'esame della Corte dei Conti dopo il 31 dicembre dello scorso anno. Quindi dal 2 febbraio di quest'anno l'attuale incarico esiste in forza di una omissione, diciamo noi, omessa revoca oppure di un abuso. E su questo sarebbe opportuno che ci fosse un chiarimento definitivo da parte dell'Assessore.
Non si può d'altronde invocare l'istituto della "prorogatio" dei poteri, quando c'è un esplicito divieto di legge, perché non sussistono i requisiti che citavo, e quindi perpetuare una sorta di illegittimità anche grave relativamente a questo organismo. D'altronde sappiamo bene che il potere che viene esercitato da parte del Direttore sanitario è molto, molto ampio secondo le formulazioni indicate dalla stessa legge di aziendalizzazione dell'USL, dove sono fissati i confini delle competenze dei singoli organi.
Quando l'Assessore, riportando un'affermazione del Direttore generale dell'USL in risposta all'interpellanza consiliare a cui facevo prima riferimento, dichiarava che per quanto riguarda l'incarico di direzione sanitaria dell'azienda lo stesso è stato conferito al dr. Bosso ai sensi di quella legge n. 4/97, e aggiungeva: "Il dr. Bosso pertanto rientra nei casi previsti dall'articolo 15 del regolamento n. 484 e sarà tenuto a partecipare al primo corso di formazione manageriale previsto dalla normativa", dichiarava a nostro avviso una cosa non vera, perché non sussistendo i requisiti permane l'illegittimità della sua posizione.
A fronte di queste osservazioni che abbiamo allegato all'interpellanza chiediamo:
1°) se risponde a verità il fatto che il dr. Bosso è il possibile successore del dr. Bragonzi;
2°) se esiste ad avviso dell'Assessore quella che è l'assenza dei requisiti per il mantenimento nell'attuale veste di Direttore sanitario da parte del dr. Bosso.
Il problema della sostituzione del Direttore generale, in caso di vacanza del posto, sia esso per assenza, per impedimento o per dimissioni, è affrontato e risolto in modo completo ed esaustivo dal decreto legge n. 502, modificato dal decreto legge n. 517, che prevede l'attribuzione delle funzioni a uno dei due direttori, l'amministrativo o il sanitario, sempre che essi rivestano legittimamente tali ruoli, e qui mi riallaccio alle argomentazioni precedenti.
L'attuazione della norma presuppone il possesso delle capacità tecniche necessarie da parte di entrambi i direttori, sanitario ed amministrativo, ed esclude la possibilità di affiancamento del direttore subentrante al direttore generale, con l'assunzione, o con il convenzionamento o con la consulenza, o qualunque forma di supporto, di altre figure. Altrimenti si creerebbe una situazione giuridicamente insostenibile in quanto non prevista, economicamente dannosa per l'Erario perché comporterebbe la spesa di una certa somma che non ha l'avallo giuridico a monte.
Sempre la "502" esclude l'ipotesi del commissariamento, in particolare quella di nomina a commissario di uno dei due direttori. Nel nostro ordinamento il commissariamento s'impone come misura eccezionale quando il perseguimento degli scopi istituzionali demandati all'ente strumentale non possa essere garantito dagli organi ordinari, in quanto questi non siano in grado di esplicare le proprie funzioni. Questo è un assunto che è stato raccolto dalla giurisprudenza in materia ed è una condizione che oggi si avvererebbe solamente nel caso in cui si verificasse l'assenza di entrambi i direttori, sia quello amministrativo, sia quello sanitario.
A questo punto sarebbe opportuno che l'Assessore cercasse di illustrare con chiarezza - e questi nostri quattro quesiti vogliono appunto soddisfare quest'aspettativa - quali sono innanzitutto i fatti, gli atti e i comportamenti che hanno determinato la rottura del rapporto di fiducia fra lo stesso e il Direttore generale, perché quelle laconiche dichiarazioni che abbiamo sentito la volta scorsa mi sembrano assolutamente insufficienti come motivazioni, sempre alla luce di quei fatti in relazione ai quali un mese prima le tensioni venivano smorzate, minimizzate o dichiarate inesistenti, o addirittura di quella delibera di Giunta del 19 ottobre, due giorni prima di quel 21 ottobre, data dell'ultimo Consiglio, con la quale veniva conferito allo stesso Direttore generale un trattamento economico aggiuntivo, un'ulteriore quota ai sensi di legge, in quanto a giudizio della Giunta e su proposta dell'Assessore alla sanità venivano conseguiti determinati obiettivi gestionali.
In particolare il livello di conseguimento di tali obiettivi gestionali viene quantificato nella stessa delibera nella misura dell'89 percento, quindi in larghissima parte.
Questa è un'altra contraddizione evidente, enorme. È vero che si riferisce al 1997, ma a maggior ragione non si giustifica come mai arriva solo verso la fine dell'anno successiva ad essere erogata, corrisposta, riconosciuta la capacità e la validità del gestore e due giorni dopo viene proclamata inaspettatamente la sfiducia, di conseguenza la crisi del rapporto fra l'organo politico e l'organo amministrativo.
Si chiede se è confermata la notizia della successione possibile del direttore sanitario e, quarto quesito, che è poi il quesito più profondo dell'interpellanza proposta, come intende l'Assessore provvedere per risolvere la situazione relativa all'attuale Direttore sanitario che difetta dei necessari requisiti di legge, e di conseguenza come intende provvedere per regolare questa situazione che - mi sento di dire - lui stesso ha creato facendo una sorta di salto nel buio. Mi pare di capire - poi sentiremo le risposte - che l'Assessore stia giocando con persone nell'ambito della sanità, rompa un rapporto di fiducia da una parte, non sappiamo se lo rompe per la sussistenza di motivi effettivamente validi o piuttosto per il venir meno di un certo gradimento personale o politico che in questo caso, ingiustificato o meno, potrebbe creare non poco nocumento al corretto e proficuo funzionamento del settore sanità in Valle d'Aosta.
Mi riservo di ascoltare le risposte e le motivazioni all'interpellanza proposta e di fare eventuali controdeduzioni.
Président Je donnerais maintenant la parole, s'ils le souhaitent, au Conseiller Marguerettaz ou Comé pour l'illustration de l'interpellation.
La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Sarò assai più breve del collega che mi ha preceduto. Ritengo che su questa vicenda ci sia bisogno di fare chiarezza in maniera possibilmente franca, sincera, tranquilla e senza nascondersi dietro gli atti amministrativi, i fatti così come appaiono dall'ufficialità della cosa, perché sarebbero difficilmente credibili. Sarebbe difficilmente credibile se l'Assessore ci dicesse che le dimissioni del dr. Bragonzi sono piovute improvvise sulla sua scrivania, perché i fatti che si sono succeduti fanno pensare esattamente il contrario. Qualche Consiglio fa, come ricordava il collega Tibaldi, abbiamo sentito tutti in quest'aula sfiduciare il dr. Bragonzi da parte dell'Assessore, il quale ha detto - come è stato ricordato - testualmente: "Da qualche tempo a questa parte il rapporto di fiducia con il Direttore generale dell'USL è venuto meno". Queste sono le parole più o meno pronunciate a chiare lettere dall'Assessore.
Da quella dichiarazione avvengono dei fatti che necessitano di una spiegazione a questo Consiglio, perché il primo atto che si incontra in questo percorso non sono le dimissioni di Bragonzi, ma è una delibera di Giunta che in data 19 ottobre riconosce al dr. Bragonzi di aver raggiunto tutti gli indirizzi dati ad questa amministrazione dal maggio 1996 - piccolo inciso: proprio il mese dell'insediamento dello stesso dr. Bragonzi - al dicembre 1997. Questo significa che fino al 31 dicembre 1997 il dr. Bragonzi aveva assolto con piena soddisfazione dell'Amministrazione il suo compito, tanto che con questa delibera, come da contratto, gli si riconoscono i compensi aggiuntivi previsti dal contratto stesso nel caso in cui il direttore generale raggiunga gli obiettivi che l'Amministrazione prefigge.
Una settimana dopo questa delibera la Giunta assume un'altra delibera, in cui accoglie le dimissioni rassegnate dal dr. Bragonzi, con un'ulteriore stranezza perché queste dimissioni hanno decorrenza dal 1° gennaio 1999.
Con quest'interpellanza vorremmo capire un po' meglio, come dicevo nelle premesse, confidando che davvero l'Assessore non ripercorra il tragitto delle varie delibere, perché sarebbe insoddisfacente per il tono che vuole avere quest'interpellanza e questa discussione nel suo complesso.
Scendendo nelle domande più specifiche dell'interpellanza, vorremmo sapere in modo particolare, qui sì da un punto di vista forse più formale, quali sono gli obiettivi che il dr. Bragonzi non ha raggiunto dal 1° gennaio 1998 alla data delle dichiarazioni dell'Assessore, che credo risalgano a 3-4 settimane fa. Fra l'altro, una cosa della quale sarebbe bene l'Assessore ci desse spiegazione, è anche data dal fatto che mentre la delibera con cui annualmente si fissano gli indirizzi che l'USL, in particolare il suo direttore generale, deve raggiungere, nel 1997 porta la data del mese di febbraio o giù di lì, abbiamo notato che la stessa delibera del 1998 porta la data del 31 agosto. Ora, anche qui credo sia evidente come ci sia necessità di chiarezza, perché se gli obiettivi da raggiungere nel 1998 questa Giunta li ha fissati il 31 agosto 1998 e al mese di ottobre l'Assessore dice che è venuta meno la fiducia nei confronti del dr. Bragonzi, credo che ci sia necessità di una qualche chiarezza!
La mozione, che voteremo, presentata dal gruppo di Forza Italia, chiede infine di disporre l'audizione nella V Commissione del Direttore generale. Penso fra l'altro, con tutto il rispetto per i colleghi di Forza Italia, che una semplice richiesta di questo genere al Presidente della Commissione è sempre stata accolta, quindi visto che lo stesso Direttore è in carica fino al 31 dicembre di quest'anno, credo sia compito, anzi dovere della commissione audire il dr. Bragonzi.
Noi invece con l'interpellanza volevamo chiedere all'Assessore se non riteneva opportuno coinvolgere la commissione consiliare non solo per audire il dr. Bragonzi, ma per audire le parti. Cioè far svolgere alla V Commissione, se è ancora possibile, un ruolo di ricucitura oltre che di approfondimento delle tematiche che sono accadute in questi ultimi tempi. Un tentativo di ricucitura che spero sia stato portato avanti dalla Giunta, in modo particolare dall'Assessore, prima di giungere a questa dichiarazione che poneva il dr. Bragonzi con due possibilità. Quando l'Assessore dice pubblicamente che sfiducia il dr. Bragonzi, questo ha la possibilità di aspettare il licenziamento, cosa che non gli qualificherebbe il suo "curriculum vitae" per il prosieguo della sua carriera, oppure è evidente quello di dimissionare.
Non voglio fare dell'umorismo nero, del sarcasmo, ma è come se uno posasse una pistola sulla scrivania dell'interessato. Quindi spero che su questa questione l'Assessore voglia svestire tutti gli atteggiamenti formali, di difesa, che potrebbero esserci, per farci capire invece, perché non siamo qui a fare un processo alle intenzioni e se le motivazioni che vengono date dall'Assessore sono convincenti, non avremmo più nessuna remora su questa vicenda. Se così non fosse, come ho detto finora, ci sono tante situazioni sospette che non potremmo pensare diversamente.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Cercherò, pur essendo l'ora nella quale in genere i miei bioritmi calano, cercherò di essere chiaro, sintetico e trasparente come penso di essere sempre stato.
Il clamore che hanno suscitato le dimissioni del dr. Bragonzi è in parte anche spiegabile, rivestendo il Direttore generale dell'unica USL un ruolo importante, ma permettetemi di dire che alcuni toni che sono stati usati sono fuori misura, perché comunque sia i direttori dell'USL hanno assunto in questi anni un ruolo di per sé stesso difficile proprio per la sperimentazione del sistema aziendalistico, tant'è che dimissioni, sostituzioni, revoche di direttori generali si contano ormai a centinaia nel panorama politico italiano. Dico a centinaia, che provengano da amministrazioni del Polo o da amministrazioni dell'Ulivo o da amministrazioni di altro genere, proprio intrinsecamente per la difficoltà di capire quali sono i rapporti fra Giunte regionali e direttori generali. Ci sono stati ricorsi, sentenze, commissariamenti.
La Giunta regionale della Lombardia ha avuto grossi problemi proprio per la nomina dei direttori generali, altri anche. La situazione si va normalizzando solo ora dopo tre anni di sperimentazione, tant'è che la legge-delega che è stata approvata ieri dal Governo chiarisce ulteriormente qual è la natura del rapporto che deve esserci fra le Giunte regionali e i direttori generali.
Fatta questa premessa, che è importante perché ad alcune domande che vengono poste non si può dare una risposta, senza capire esattamente qual è il quadro normativo nel quale ci muoviamo, vorrei non ripetere il "502" e il "517" che il Consigliere Tibaldi ha citato, ma far presente al Consigliere Tibaldi che lui deve citarmi le leggi, può citarmi alcune sentenze giurisprudenziali a suo favore e io posso citarne altrettante a mio favore. Le leggi sono leggi, e i testi di legge sono quelli che recitano che, in caso di vacanza dell'ufficio o nei casi di assenza o di impedimento del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo o dal direttore sanitario su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano per età, e che ove l'assenza o l'impedimento si protragga oltre sei mesi, si procede alla sostituzione. Il testo continua dicendo che il direttore amministrativo e il direttore sanitario cessano dall'incarico entro tre mesi dalla data di nomina del nuovo direttore generale e possono essere riconfermati.
Questo è lo stato della legge, così come c'era una riserva - che è il comma 10 - legata alla nomina per la Valle d'Aosta, dove si diceva che per la Valle d'Aosta e per la Provincia autonoma di Bolzano le nomine venivano fatte con legge regionale, cosa che abbiamo fatto con la n. 24/94. Tutto questo è rimesso in discussione per i motivi che cercherò di spiegare.
C'è stato, ripeto, in questi anni un lungo dibattito all'interno delle forze politiche e soprattutto fra Assessori regionali alla sanità, il quale ha portato alla forte richiesta da parte degli Assessori, ribadita in un documento ufficiale proprio nell'incontro di Courmayeur di gennaio di quest'anno, che il rapporto si basi su un rapporto di esclusiva fiducia trattandosi di un direttore generale che ha un ruolo manageriale e che deve rivestire la fiducia della Giunta regionale.
Questo è scaturito nella legge-delega, approvata appunto l'altro ieri dal Parlamento, che dice testualmente all'articolo 3, comma 6 del decreto legislativo n. 502 e successive modificazioni, dopo il secondo periodo, è inserito il seguente: "I provvedimenti di nomina di direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere sono adottati esclusivamente con riferimento ai requisiti di cui all'articolo 1 del decreto legge 27 agosto 1994 n. 512, convertito dalla legge 17 ottobre 1994 n. 590, senza necessità di valutazioni comparative", perché queste famose valutazioni comparative - che avevano dato luogo a problemi interpretativi non indifferenti alle società che dovevano procedere alla ricerca dei possibili candidati - non sono più necessarie, così come non sono più necessarie valutazioni comparative sui titoli da parte del direttore generale.
Nel momento in cui ha una lista di idonei a un concorso primariale, il direttore generale decide lui a chi affidare l'incarico e il posto di primario, non c'è più una graduatoria, non c'è più una valutazione comparativa, ma decide lui su un rapporto di fiducia che deve poi concretizzarsi in un contratto di diritto privato quinquennale valutabile da parte del direttore generale. La strada aziendalistica voi la conoscete meglio di me, ne fate il vostro "Credo" politico, per cui seguiamola tutti almeno da un punto di vista concettuale. Così è di fatto, perché è legge, per le nomine future dei direttori generali. Dice la legge-delega che al medesimo comma 6 è aggiunto infine il seguente periodo: "Le regioni determinano in via generale i parametri di valutazione dell'attività dei direttori generali delle aziende, avendo riguardo al raggiungimento degli obiettivi assegnati nel quadro della programmazione regionale con particolare riferimento all'efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari". Cioè le regioni non dovranno più fare delle delibere dove si dirà che non sono stati raggiunti gli obiettivi, oppure che c'è un disavanzo economico finanziario o quant'altro perché ci si dovrà basare esclusivamente su questi concetti.
A questo proposito il Consigliere Beneforti mi ha dato un testo del giornale di partito "Il Popolo" - ma quanto qui scritto è ribadito anche sul "Sole24ore" - che riporta una dichiarazione del Ministro Bindi: "Il direttore generale di una struttura sanitaria non verrà più valutato positivamente per aver fatto quadrare il bilancio, ma per aver garantito un servizio efficace ed efficiente, ad esempio per aver ridotto le liste di attesa". Questo è significativo, perché quando mi chiedete, Consigliere Marguerettaz, quali sono i veri motivi, quali sono gli atti e i comportamenti che hanno determinato la caduta del rapporto di fiducia, vorrei chiarire che non ho mai usato la parola "fiducia". Forse mi sono spiegato male perché mi sono espresso in francese, ma il testo dattiloscritto è qui e il testo voleva dire e vuole ribadire che il clima di calma sociale, di cooperazione reciproca e di crescita che si era instaurato è cambiato radicalmente.
Questo è quanto dico nell'ultimo Consiglio regionale, tant'è vero che organizzazioni sindacali, primari, medici, infermieri, eccetera, mi hanno contattato chiedendomi di intervenire personalmente. Aggiungo che ho manifestato più volte la mia preoccupazione e che ho più volte tentato di trovare i punti che uniscono piuttosto che i punti che dividono.
Ma il problema non è, ripeto, il rapporto di fiducia o di sfiducia fra Assessore e Direttore generale, è un problema di sgretolamento dei rapporti interni, sgretolamento fra colleghi di lavoro, sgretolamento fra "management", sgretolamento fra e all'interno stesso dell'organizzazione sindacale. Sgretolamento che, permettetemi di dire con un minimo di immodestia, l'Assessore regionale alla sanità conosce meglio di chiunque altro per suo compito istituzionale; chi meglio di me ha il polso della situazione, chi meglio di me può verificare se questa situazione di sgretolamento può continuare o non può continuare? Sono in possesso di lettere di cui non posso dare lettura, ma posso rileggervi il comunicato stampa del Collegio dei primari del 14 settembre 1998 che è preoccupante:
"Il Collegio dei primari, pur consapevole che in questa fase - questo è stato stipulato il 10 settembre - ogni presa di posizione potrebbe essere utilizzata con finalità non tecniche ma strumentali, esprime all'unanimità grande preoccupazione circa la possibilità dell'azienda di affrontare e risolvere i principali problemi organizzativi dell'ospedale e più in generale della sanità valdostana. Nel corso del 1996-1997 i primari hanno partecipato attivamente, con convinzione e grandi speranze alle iniziative volte a promuovere la trasformazione in senso aziendale dell'USL e manageriale del proprio ruolo attraverso la frequenza ai corsi di formazione aziendale, l'avvio delle procedure di budget, l'elaborazione dei carichi di lavoro, la partecipazione alle commissioni aziendali, gli incontri tra la delegazione strategica dell'azienda e il collegio. Tuttavia, quasi al termine dell'anno 1998 il Collegio dei primari non può non evidenziare che:
1) l'assegnazione dei budget ad ogni Unità operativa, moderno strumento aziendale di programmazione mediante l'assegnazione degli obiettivi da raggiungere e delle risorse necessarie a conseguirli, personale, formazione, attrezzature, servizi, è lontano dalla conclusione nonostante due anni di incontri finalizzati e ripetuti test di simulazione; per contro i vecchi meccanismi di programmazione sicuramente obsoleti, burocratici da superare sono già stati smantellati. In questo momento pertanto, per le fondamentali attività necessarie all'organizzazione e al funzionamento delle Unità operative investimenti tecnologici, formazione e dotazione organica, non esiste regola certa e chiarezza;
2) la proposizione e l'assegnazione dei progetti obiettivo è iniziata e sta svolgendosi in carenza di regole e di informazione, con ritardi incompatibili con le necessità di programmazione e di organizzazione dell'attività;
3) la rilevazione dei carichi di lavoro riferita all'attività dell'anno 1996, che doveva terminare entro il 1997, è ancora lontana dalla sua conclusione; in questo modo uno strumento di per sé dinamico per adeguarsi alle mutevoli esigenze, si sta trasformando nella fotografia sbiadita di un anno lontano, inutile sotto il profilo dell'organizzazione della risorsa personale;
4) la libera professione intramurale sancita e voluta dal legislatore nell'intento di ricondurre all'interno dell'organizzazione sanitaria pubblica le migliori risorse professionali e di conseguire nuove forme di finanziamento per l'azienda non trova le condizioni per essere attivata e non viene di fatto consentita, nonostante il ripetersi di riunioni, di regolamenti e di promesse di rapida soluzione del problema. L'inconcludenza dell'amministrazione su questo argomento ha allontanato dal servizio pubblico un gran numero di professionisti, che hanno preferito svolgere la propria libera attività al di fuori dell'azienda;
5) l'adeguamento delle strutture e degli impianti alle normative in merito alla sicurezza dei luoghi di lavoro e alla protezione di pazienti, se limitata prevalentemente alla rilevazione dei rischi e all'adempimento degli atti formali con l'affidamento di responsabilità ai primari, molto spesso senza generare gli interventi risolutivi necessari;
6) un'attenzione forse eccessiva verso alcune forme di risparmio (appalto delle pulizie, manutenzione delle attrezzature) non sembra aver garantito una qualità dei servizi adeguati ad un ospedale regionale;
7) alcuni adempimenti normativi contrattuali innovativi dal punto di vista aziendale, già concordati dalle organizzazioni sindacali con le amministrazioni, non hanno ancora trovato applicazione.
Per quanto sopra esposto, il Collegio dei primari ritiene indispensabile che l'Amministrazione regionale e l'USL provvedano immediatamente a superare le difficoltà attuali, poiché ulteriori dilazioni delle scelte rischiano di compromettere irrimediabilmente il destino del prossimo anno relativamente ai processi di trasformazione aziendale, all'avvio dei nuovi progetti e allo sviluppo di quelli in itinere".
Allora, pur non condividendo in pieno questa dichiarazione, non posso non prendere atto che questo clima di sfaldamento interno c'era e c'è, e mi sarei stupito se qualcuno di voi non mi avesse fatto un'interpellanza per chiedere cosa stavo facendo a fronte di un comunicato stampa che è stato pubblicato in data 14 settembre, perché è mio dovere intervenire.
Non c'è nessun problema specifico di cui non si debba parlare, però non posso accettare che Tibaldi mi dica che l'Assessore ha aperto una crisi, perché la crisi - è vero - non è piovuta dal cielo, non sono dimissioni improvvise che mi sono arrivate, perché fra persone civili ci siamo parlati, abbiamo fatto il punto della situazione, abbiamo potuto constatare che questa era la scelta migliore e devo assolutamente sottolineare l'assoluta correttezza del Direttore generale, dr. Bragonzi, in questa vicenda. Correttezza che si è manifestata con una lettera di dimissioni del dr. Bragonzi. Non è una lettera di dimissioni che l'Assessore alla sanità ha obbligato a fare con la pistola, questo deve essere chiaro e sfido chiunque a dimostrare il contrario!
Se è vero che durante la discussione del conto consuntivo ho fatto riferimento a problemi di natura contabile, Tibaldi, ribadisco che l'annullamento del conto consuntivo dell'USL era ed è legato a problemi di natura amministrativa contabile, e non - come avete cercato di dire in quell'occasione - a una scelta politica dell'Assessore, che voleva penalizzare il Direttore generale. Tant'è vero, signor Tibaldi, che il Direttore generale convocato da me ha ammesso che non era a conoscenza di un documento firmato dal Direttore amministrativo, inviato alla Regione, che quantificava in 44 miliardi il disavanzo presunto per gli anni 1996-1997. Tant'è vero che il Direttore generale, a seguito dell'annullamento della delibera del conto consuntivo, ha riapprovato il conto consuntivo secondo le indicazioni fornite dagli uffici dell'Amministrazione regionale, ammettendo di fatto che la contabilità che era stata fatta non era esatta.
Per cui riconfermo quanto ho detto in quell'occasione, che si trattava di problemi di natura contabile e che non c'era nessun "arrière-pensée" su quell'argomento nei confronti del Direttore generale. Però è sintomatico il fatto, quando parlo di sgretolamento, di non sufficiente comunicazione anche fra il "management", che il Direttore amministrativo non abbia informato il Direttore generale di questa comunicazione che era stata trasmessa dall'USL, o viceversa. Il problema c'è, il problema esiste e su un aspetto fondamentale come è il conto consuntivo, che era ben di 44 miliardi!
Tibaldi e anche Marguerettaz parlano di una contraddizione, cioè com'è che dà le dimissioni, la cui efficacia viene poi dilazionata al 1° gennaio 1999? È una sfiducia congelata, concludono. Permettetemi di dire che è esattamente il contrario: se l'Assessore avesse puntato la pistola, le dimissioni probabilmente sarebbero intervenute dal giorno successivo; questi sono modi di vedere totalmente diversi, evidentemente. Non solo le dimissioni sono accettate dal 1° gennaio 1999, ma nella delibera di Giunta regionale si dice esplicitamente al Direttore generale che lui ha le piene funzioni fino al 31 dicembre 1998 e deve svolgerle non in una logica di sfiducia congelata, ma in una logica di pieni poteri, tant'è che si rinvia la definizione degli obiettivi del 1998 al raggiungimento degli obiettivi che sono stati fissati con la delibera del mese di agosto, di cui parlava Marguerettaz (che adesso non vedo più). Perché, Marguerettaz, la delibera è stata fatta nel mese di agosto? L'ho già detto in occasione del conto consuntivo: perché a gennaio 1998 c'è stata una deliberazione della Giunta che ha definito i programmi strategici generali, a cui l'USL doveva attenersi, in relazione alle risorse finanziarie inserite nel bilancio regionale.
Gli obiettivi specifici all'USL sono stati definiti solo ad agosto, perché il bilancio preventivo dell'USL ha avuto dei ritardi notevolissimi ed è stato approvato dalla Giunta regionale solo il mese di luglio; immediatamente dopo abbiamo potuto deliberare gli obiettivi del 1998, concordandoli anche ed essendo ancora oggi disponibili a rivederli in funzione dell'evolversi della situazione e alla luce di questi nuovi fatti, perché alcuni obiettivi potrebbero essere inopportuni, come la nomina dei coordinatori di distretto. Abbiamo quindi concordato con il Direttore generale di rivedere gli obiettivi, ma questi dovranno essere raggiunti; molti di questi, che sono citati nella lettera dei primari, sono esattamente obiettivi che il direttore generale dovrà raggiungere e che valuteremo al mese di gennaio.
Nell'interpellanza si chiede anche come mai è arrivata questa deliberazione riguardante gli obiettivi del 1996-1997. Nessun problema; il pagamento dell'integrazione retributiva è stato fatto nel mese di ottobre 1998 perché la relazione del direttore e necessaria valutazione è arrivata solo in data 17 aprile 1998; vi ricordo che questa è la data ultima, oltre la quale le Giunte passate entravano nell'ordinaria amministrazione, ma noi non ci siamo sentiti dopo il 15 aprile, a chiusura del Consiglio regionale, di fare delle valutazioni sull'attività del Direttore generale, non trattandosi ovviamente di un'ordinaria amministrazione. Ma al di là di questo, non avremmo potuto farla anche perché la definizione degli obiettivi relativi al 1998 ha richiesto il collegamento con la valutazione dei risultati relativi al 1997 ed è stata affrontata prioritariamente la liquidazione del suddetto trattamento. Ripeto, non potevamo farla senza avere prima definito gli obiettivi 1998, che erano collegati al bilancio preventivo dello stesso anno. Nessun problema, quindi. Ripeto, io non ho mai pronunciato - e sfido a dimostrarmi il contrario - la frase "non raggiungimento degli obiettivi da parte del Direttore generale". Ho fatto presente più volte, non in questa sede, ma in tutte le sedi in cui ho avuto occasione di parlare, che sotto l'aspetto degli obiettivi 1996-1997 c'era soddisfazione da parte della Regione, tant'è che erano stati raggiunti nella misura dell'89 percento; ho fatto presente che però c'è modo e modo di raggiungere gli obiettivi, e su questo ci sono delle valutazioni generali che possono influire sulle scelte finali.
Venendo al problema del Direttore sanitario, ribadisco quanto ho già detto, la legislazione citata dal signor Tibaldi è giusta, bisogna far riferimento agli articoli 1 e 15 del "484"; la Regione non ha agli atti la documentazione dei fascicoli personali dei dipendenti dell'USL, checché ne pensi la Consigliera Squarzino, la privacy è d'obbligo; il dr. Bragonzi ha sempre assicurato che il Direttore sanitario è in possesso di questi requisiti. Comunque sia, ripeto, se ci sono dei problemi invito il Consigliere Tibaldi a sciogliere una volta per tutte questo dilemma: faccia un'istanza ufficiale all'USL, chieda di avere visione del fascicolo del personale, perché non possiamo continuare ad asserire pubblicamente che il direttore sanitario dr. Bosso non possegga i requisiti. C'è una dichiarazione agli atti che dice che il dr. Bosso ha i requisiti per svolgere le funzioni di direttore sanitario, e questo l'ha detto in tempi non sospetti lo stesso dr. Bragonzi. La giurisprudenza è ovviamente utilizzabile da ambedue le parti, io ripeto che sotto questo punto di vista gli atti sono a disposizione di tutti. Sono altresì interessato a capire da quale testo di dottrina o di diritto Tibaldi abbia ricavato che il Direttore sanitario e il Direttore amministrativo non possono avvalersi di consulenza, che non possono essere commissariati quando dal Piemonte alla Lombardia, all'Abruzzo, al Molise, c'è un'ampia casistica di commissariamenti di direttori sanitari e di direttori generali. Casistica utilizzata dallo stesso Ministro della sanità ultimamente, per commissariare gli istituti a carattere scientifico da un giorno all'altro, senza creare quel gran problema che è stato creato. Questi sono problemi di ordine tecnico, su cui l'Assessore non può che non fidarsi, non può che non prendere atto di quanto gli viene riferito dagli uffici competenti.
Il Consigliere Marguerettaz poi mi chiede anche sull'aspetto della mozione; in effetti poi chiederò di ritirarla la mozione perché chiedere all'Assessore di obbligare il Direttore generale di partecipare a una commissione consiliare è quanto meno equivoco, perché se è vero che il Direttore generale non è un dipendente dell'Assessore, a quel punto potete chiedere tranquillamente al Direttore generale se ritiene opportuno di partecipare a una riunione della V Commissione. Sicuramente non andremo a fare i confronti all'americana, Consigliere Marguerettaz, perché siamo persone adulte e vaccinate. Non si tratta di tentare di far la pace fra l'Assessore e il Direttore generale, perché ci confrontiamo quasi tutti i giorni, la vita continua, ci si parla, dunque non c'è problema a confrontarci. Stiamo trattando a un livello leggermente superiore, stiamo trattando di problemi che influiscono sicuramente sul futuro della sanità valdostana.
Per quanto riguarda il futuro, riconfermo che l'ipotesi iniziale è quella di affidare al Direttore sanitario le funzioni nelle forme e nelle modalità che gli uffici mi consiglieranno di fare proprio per evitare di inserire un elemento esterno, nuovo, che non conosca la realtà.
Non ho nessuna intenzione di proporre una personalità esterna alla Valle d'Aosta per fare il commissario e gestire una fase di transizione, perché chiunque venga, per migliore che sia, non conoscendo la realtà, avrebbe grossissime difficoltà, mentre è mia intenzione proporre una continuità. Proprio perché c'è stata una collaborazione reciproca corretta, nessuno andrà a dire che tutto ciò che ha fatto il predecessore è stato fatto male, per cui è da distruggere. Ovviamente nei limiti delle proprie responsabilità colui che svolgerà queste funzioni farà delle sue scelte, ma nella logica della continuità.
Devo anche dire chiaramente che questa fase transitoria, che durerà al massimo 6-8 mesi, scaturirà poi nella nomina di un nuovo direttore generale. I tempi sono legati alla modifica della legge regionale n. 24/94, che è pronta per essere portata in Giunta regionale, ma che stava aspettando l'emanazione della legge-delega che è passata ieri, per vedere se su questo tema c'erano delle innovazioni. Il testo è quello che ho letto prima, presenteremo la modifica della legge che era ancora collegata al "502" e che prevedeva una commissione con il rappresentante del Ministero dell'interno. Bisognerà poi procedere con la pubblicazione e l'apertura di un elenco, e si procederà poi a una scelta che sarà una scelta di totale rapporto fiduciario con la Giunta regionale senza esami comparativi, come è stato detto.
Voglio concludere invitando tutti ad essere seri, perché qui non c'è assolutamente nulla di strano, è un rapporto che si è iniziato e che si conclude, e voglio terminare leggendovi la lettera di dimissioni del dr. Bragonzi che è più chiara di tutto quanto possiamo dirci. La lettera, indirizzata al Presidente della Giunta regionale, all'Assessore alla sanità, è di questo tenore:
"Con la presente rassegno le mie dimissioni dall'incarico di Direttore generale dell'USL Valle d'Aosta, conferitomi con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 318 del 15 maggio 1996, prescindendo conseguentemente dal contratto di lavoro quinquennale in essere. Tali dimissioni decorrono dal giorno 1° gennaio 1999, ritenendosi in tal modo reso idoneo preavviso e garantendosi fino ad allora la prosecuzione dell'esercizio delle funzioni assegnatemi. In attesa della vostra accettazione delle mie dimissioni, rappresento l'opportunità di una verifica di quanto previsto dalla delibera della Giunta regionale n. 2939 del 31 agosto 1998, relativamente agli obiettivi assegnati allo scrivente per la corresponsione della quota integrativa prevista dal contratto. Infatti le caratteristiche dell'attività direzionale nell'ultima parte dell'anno possono rendere problematica e in alcuni casi anche inopportuna la realizzazione di alcune delle attività previste. Colgo l'occasione per ringraziare le SS.LL. della fiducia accordatami e della disponibilità a rispondere con attenzione e tempestività alle richieste manifestate dall'USL in questi tre anni di sviluppo della struttura aziendale, e confido che la valutazione che vorrete dare di questa collaborazione sia positiva non solo relativamente agli aspetti formali, ma anche nella sostanza del raggiungimento degli obiettivi prefissati in un contesto di cambiamento complesso e ambizioso.".
Concludo dicendo che se vogliamo fare il bene della sanità valdostana e, permettetemi di dirlo, anche di non nuocere alla futura carriera del dr. Bragonzi, sarebbe il caso di mettere la parola "fine" su questa vicenda, che già troppo inchiostro ha fatto versare, a volte anche impropriamente!
Si dà atto che, dalle ore 18,45 alle ore 18,49, presiede il Vicepresidente Viérin Marco.
Presidente Ha chiesto la parola la Consigliera Squarzino Secondina per la replica all'interrogazione.
Squarzino (PVA-cU) L'Assessore ha risposto in parte alle domande che nell'interrogazione avevo posto, andando forse al di là della sua intenzione. Intanto chiarisce che ci sarà nel breve termine un'assunzione di funzioni da parte del Direttore sanitario, ed è quanto dice chiaramente la legge regionale n. 24, che vale finché non sarà modificata.
Ora questa legge è molto chiara. Leggo adesso questi comma della legge, per verificare poi se questi commi saranno modificati nel nuovo disegno di legge, perché credo che sarà interessante verificarlo.
La legge dice che "In caso di vacanza di ufficio, o di assenza…", e via dicendo, "…del direttore generale, le relative funzioni sono svolte dal direttore amministrativo, dal direttore sanitario su delega o, in mancanza di delega, dal direttore più anziano di età". Quindi non può che essere il dr. Bosso. "Ove l'assenza o l'impedimento si protragga oltre sei mesi, si procede alla sostituzione che avviene con le stesse modalità previste dall'articolo 3", cioè il bando, la commissione, e via dicendo. A questo proposito l'Assessore ha detto che c'è la volontà di assicurare la continuità, sei-otto mesi o il tempo che sarà necessario. Sarà interessante verificare se il termine di sei mesi previsto nella legge sarà o meno cambiato.
L'articolo 10, in cui si parla d'incompatibilità, dice che c'è un'incompatibilità conseguente alla sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente, ancorché in regime di aspettativa senza assegno, con l'USL presso cui sono esercitate le funzioni, che vale solo per il direttore generale. Qui la legge n. 24 così com'è adesso dice chiaramente che se l'attuale Direttore amministrativo sarà nominato direttore generale, dovrà licenziarsi, perché le due cariche sono incompatibili. E sono molto preoccupata, perché temo che la nuova legge regionale sia fatta in modo da rispondere al problema della continuità che prima l'Assessore Vicquéry aveva ricordato.
Quindi rispetto alle domande che ho posto, il problema è stato evidenziato, ma è stato evidenziato in modo che mi preoccupa assai, come prima ho esplicitato.
Chiedo al Presidente se posso discutere adesso la mozione, o se devo intervenire successivamente.
Président Vous pouvez continuer votre intervention, Mme la Conseillère.
Squarzino (PVA-cU) Intervengo adesso sulla mozione, cioè sull'insieme del discorso. Credo che il rapporto di fiducia si incrini quanto si fa riferimento a criteri diversi. L'Assessore ha invitato a credere alle sue parole, dato che lui è in grado di testimoniare effettivamente le cose come stanno e ha letto anche, a prova di quanto diceva, una lettera dei primari. Il fatto è che ci sono stati altri comunicati che adesso voglio leggere per coerenza e correttezza, perché se qui si è data voce alla lettera dei primari, voglio che qui si sentano anche le cose che altre persone hanno detto, non come singole persone, ma come organizzazioni.
Leggo il comunicato dei medici della CGIL, rilasciato in data 23 ottobre 1998, con il quale, i medici, pur ricordando il ruolo di controparte, e a volte anche dura, svolto dal Direttore generale nell'ambito della contrattazione decentrata, riconoscono l'apporto fondamentale dato dal dr. Bragonzi al processo di aziendalizzazione dell'USL, previsto dalle leggi di riforma del Servizio sanitario nazionale.
"Tale processo di aziendalizzazione nella nostra regione - si legge nel comunicato - è stato reso difficile a causa della carenza cronica di personale amministrativo, della scarsa cultura manageriale della dirigenza medica, delle oppressive ingerenze dell'Amministrazione regionale nelle scelte di gestione dell'USL in mancanza di un chiaro accordo di programma e di concertazione fra Regione, USL e organizzazioni sindacali. In questo contesto, l'allontanamento del direttore generale, dr. Bragonzi, rappresenterebbe per la sanità valdostana la perdita della continuità gestionale, la perdita di un sicuro riferimento culturale per una trasformazione aziendale moderna ed efficiente, la paralisi delle trattative in corso che hanno raggiunto, dopo momenti critici a cui sono seguite chiarificazioni, un buon livello di rapporto sindacale tendente a criteri certi e a regole sicure, un grave indebolimento dell'USL nella realizzazione di una completa autonomia gestionale e aziendale libera da ingerenze politiche e personalistiche.".
Pertanto i medici CGIL chiedono che la Giunta regionale respinga le dimissioni del dr. Bragonzi, che vengano esplicitati con chiarezza e trasparenza i motivi per cui sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia fra l'Assessore alla sanità e il Direttore generale dell'USL.
Ho ascoltato con molta attenzione tutto quanto ha detto l'Assessore, però vi confesso che non sono riuscita a capire i veri motivi che sono alla base delle dimissioni perché, come lui ha più volte sottolineato, quando viene meno un rapporto di fiducia, la fiducia non c'è più. L'Assessore ne parla come di un sentimento, al quale è difficile trovare una spiegazione. Ma qui non si tratta di un rapporto di tipo sentimentale, ma di un rapporto istituzionale; pertanto credo vi siano delle motivazioni ben precise che non ho sentito elencare dall'Assessore. E la domanda che i medici CGIL hanno posto rimane ancora senza risposta.
Questo per dire che esistono altre prese di posizione e se si condividono soltanto quelle che stanno da una sola parte, è chiaro che si tratta di una posizione unilaterale; allora è difficile rispondere in modo positivo all'appello che lei, Assessore, ci fa chiedendoci di avere fiducia in lei, perché lei conosce le cose e sa come decidere, quando vediamo che lei ci fornisce solo una parte delle informazioni. Per esempio, c'è la presa di posizione molto chiara, pubblica, della CGIL da parte cioè di un'altra parte del personale medico, questa lei non ce l'ha riportata. Come possiamo noi allora rispondere al suo appello di fiducia? Lei non mette in tavola tutte le carte che ha, mette quelle che le interessano, è il suo gioco; però se lei fa il suo gioco politico, non deve poi chiedere a noi di avere fiducia in lei, che non ci fa vedere tutte le carte che ha in mano!
C'è anche l'AAROI (Associazioni anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani) sezione della Valle d'Aosta che ha fatto un comunicato stampa di questo tenore:
"L'AAROI, in seguito alla notizia delle dimissioni del dr. Gilberto Bragonzi dall'incarico di Direttore generale dell'USL della Valle d'Aosta, esprime rammarico e preoccupazione. Con il dr. Bragonzi si è infatti realizzata una proficua collaborazione, che ha favorito da un lato il processo di aziendalizzazione nella difficile fase di passaggio della sanità italiana, e dall'altro un costruttivo e positivo sviluppo delle relazioni sindacali; questo dovuto anche alle capacità manageriali ed umane del dr. Bragonzi. Per quanto riguarda in particolare i rapporti con gli specialisti in anestesia e rianimazione, il dr. Bragonzi ha sempre dimostrato capacità di riconoscere e di affrontare i gravi problemi presenti a livello locale, dovuti alla carenza cronica di specialisti, e si è impegnato insieme agli anestesisti e ai rianimatori in servizio presso l'USL nel tentativo di trovare soluzioni realistiche per mantenere le prestazioni ai livelli di qualità raggiunti, nel rispetto delle necessità della popolazione valdostana e della professionalità degli operatori sanitari. Questa costruttiva collaborazione ha evitato i disagi agli utenti, che così non si sono resi conto della tragica situazione in cui versano i servizi di anestesia e di rianimazione a causa della carenza di organico. La rinunzia del dr. Bragonzi fa giustamente temere tempi molto difficili per i cittadini valdostani e per gli operatori sanitari, visto il venir meno della sua capacità professionale. L'AAROI pertanto chiede che innanzitutto si faccia chiarezza sulle reali motivazioni che hanno spinto alle dimissioni, che queste vengano respinte, che si prosegua con recuperata serenità nel difficile processo di rinnovamento positivamente iniziato".
Come vede, Assessore, sono più persone e anche diversi operatori che sono dentro l'ospedale, che non capiscono le reali motivazioni di queste dimissioni e del venir meno del rapporto di fiducia. Tra l'altro ricordo, Assessore, che lei era giustamente orgoglioso nel momento in cui è stato inaugurato il nuovo reparto di rianimazione con tutto il lavoro che è stato fatto. Questo per dire che effettivamente le persone che qui parlano, non sono gli ultimi arrivati oppure gente che non sa quello che dice o non sa quello che fa. Come vede ci sono anche altre voci che dicono cose diverse da quelle che lei qui ci ha citato.
Ancora un'osservazione sullo sgretolamento di cui lei parlava. Ricordo solo un elemento: come il direttore generale è scelto dalla Giunta, quindi c'è questo rapporto fiduciario, così il direttore amministrativo e il direttore sanitario non sono vincitori di un concorso tout court, ma sono scelti in modo fiduciario dal direttore generale. Allora c'è qualcosa che non funziona in questa cosa: si è rotto il rapporto fiduciario con il direttore generale, ma il direttore amministrativo e il direttore sanitario non hanno detto che, mancando il rapporto fiduciario tra l'Assessore e il direttore da cui sono stati scelti, si sarebbero dimessi!
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Prima di tutto è bene ribadire che il Direttore generale non ha bisogno della difesa d'ufficio né del sottoscritto, né del gruppo di Forza Italia; qui non è in discussione la difesa d'ufficio o l'accusa d'ufficio nei confronti di qualcuno, ma sono in discussione delle scelte di carattere strategico che riguardano la materia sanitaria, che sono state compiute ultimamente dal suo responsabile che è l'Assessore. Lo chiamo Assessore, potrei anche chiamarlo signore, forse preferisce, ma mi limito al rapporto politico che esiste in quest'aula.
Innanzitutto mi pare di capire che l'Assessore, rispondendo ai quesiti posti nella nostra interpellanza, abbia smorzato una sua posizione che tre settimane fa invece aveva assunto in maniera decisamente più chiara e marcata. In particolare, l'Assessore rifiuta categoricamente che gli venga attribuita la titolarità dell'apertura di una crisi che si è creata al vertice dell'Azienda sanitaria. Ma i fatti sono inconfutabili in questo caso, non sono argomentazioni o opinioni funzionali al documento da noi presentato; sono fatti testimoniati da comportamenti, da deliberazioni prese dalla Giunta, avallati da pubblicazioni sugli organi di stampa, per cui qualcosa in cima alla piramide della gestione sanitaria valdostana è accaduto, e qualcosa è accaduto prima con quelle che ho definito "scaramucce contabili", e poi in maniera puntuale e determinante quando venne fatta il 21 ottobre un'esplicita dichiarazione da parte dell'Assessore, nella quale era contenuto il passaggio "chute de confiance". Non sono un francofilo, ma "chute de confiance" significa caduta di fiducia, tradotto alla lettera, e caduta di fiducia - se non argomento in maniera errata - significa sfiducia. Rifiutare oggi, a distanza di tre settimane, l'aver attribuito questo termine nei confronti del rapporto esistente fra l'Assessore regionale alla sanità e il Direttore generale mi sembra cercare di nascondersi dietro un dito, l'evidenza non si può cancellare!
Condivido quando l'Assessore dice che il rapporto fiduciario non deve essere fondato esclusivamente sulla quadratura di un bilancio; sarebbe drammatico se solo i conti reggessero le sorti di qualunque dicastero, sia esso economico o sociale, ma ci deve essere un rapporto di fiducia che si fonda sulle qualità della persona, morali e umane, sulle qualità professionali, naturalmente su una serie di rapporti che si devono consumare nel miglior modo possibile anche in funzione degli obiettivi che si vogliono perseguire, in questo caso obiettivi di largo interesse pubblico perché riguardano la sanità. Però gli esempi di revoche o di surroghe che si sono manifestate in questi anni, come ci diceva l'Assessore, in altre regioni italiane saranno stati motivati in qualche maniera.
Non vogliamo mettere in discussione il fatto che sia irrevocabile un mandato di quel tipo, per carità; è un mandato che è finalizzato al conseguimento di certi obiettivi, è un mandato che può essere revocato dall'organo politico che glielo conferisce, naturalmente può essere revocato o può venire meno qualora ci siano motivazioni valide.
Quanto alle motivazioni che sono state date, ebbene le motivazioni che oggi l'Assessore ci ha dato in aula sono funzionali a una sua scelta precostituita, a nostro avviso. Come l'Assessore dice che la nostra posizione era sorretta da argomentazioni di parte, noi diciamo altrettanto che le sue motivazioni e le sue argomentazioni sono parziali, fanno leva su elementi o su argomenti che naturalmente fanno comodo a quella che è la difesa della sua posizione, tant'è che - come citava la collega Squarzino - lei ha dato lettura di documenti - la lettera dei primari - che naturalmente suffragano la sua posizione, tacendo su altre lettere che sono state pubblicate sui giornali e che evidenziano un altro punto di vista. Fra l'altro, in questa lettera, si fa riferimento a una situazione della sanità che, se non presa in tempo, è la testimonianza del fallimento della politica sanitaria valdostana. Se dobbiamo aspettare una lettera del 10 settembre, pubblicata il 14, per sapere queste cose, allora c'è un'altra pubblica ammissione oggi in aula, che la politica sanitaria valdostana è fallita in questi anni, che il Direttore generale sin dall'inizio non ha perseguito in maniera adeguata gli obiettivi prefissati dalla Giunta. E purtroppo la Giunta se ne accorge solo oggi. Purtroppo la Giunta si accorge solo oggi, o meglio l'Assessore, che è l'unico ad avere il polso della situazione come lui ha detto, che da quando si è insediato questo Direttore generale, si è sgretolato il "management".
Sono affermazioni molto gravi queste, però non possono essere utilizzate solamente per sostenere e supportare la propria posizione e la propria scelta - che, ripeto, è precostituita - di cambiare il vertice dell'Azienda sanitaria secondo l'indicazione di una persona che sia più gradita, diciamolo chiaramente, non solo da un punto di vista personale, ma anche politico, ed è naturale che le dimissioni del Direttore non potessero che essere di quel tenore lì, visto che dall'altra parte c'è stata una liquidazione con un contestuale riconoscimento di conseguimento degli obiettivi all'89 percento, che non va a ledere e non deve ledere la direzione aziendale e quindi il titolo professionale del dr. Bragonzi.
Concludo dicendo che le perplessità che ho manifestato prima rimangono, anzi sono avallate da questo tentativo di non voler stendere sul tappeto di quest'aula le vere motivazioni, o meglio il vero disegno alternativo al dr. Bragonzi per le sorti della sanità valdostana. Io personalmente non l'ho capito, forse lo ha capito qualcun altro, o magari lo ha capito qualcun altro perché ha la fortuna di conoscerlo. Le titubanze oltretutto sono suffragate anche da un'esperienza che in quest'aula abbiamo già vissuto qualche anno fa e l'Assessore si ricorda, perché ci siamo trovati anche allora in contrapposizione. Mi riferisco al "caso Morelli" che, ancorché fondato su condizioni e su presupposti diversi, ha avuto una procedura e una macchinazione più o meno analoga: coltivato in un determinato ambiente e portato avanti secondo una determinata logica, è venuto allo scoperto solo dopo uno stillicidio di interpellanze che l'opposizione presentò sulla questione.
Per quanto riguarda la mozione che abbiamo presentato, disponibilissimi a ritirarla, Assessore! Non è una mozione priva di logicità perché è vero che ci si poteva rivolgere in quanto componenti della V Commissione direttamente al Presidente della stessa Commissione per poter convocare l'audizione del Direttore generale, però è altrettanto vero che la richiesta che perviene dall'Assessore, cioè dall'organo che gli ha promosso la sfiducia, o perlomeno per cercare di fare una mediazione e un confronto come proponeva il Consigliere Marguerettaz, avrebbe tutt'altro peso. Noi la ritiriamo questa mozione ben volentieri, però ci piacerebbe avere una conferma da parte dell'Assessore che le intenzioni manifestate in essa, o meglio la richiesta, che mi sembra anche una richiesta di ulteriore chiarezza e di diritto da parte dei componenti della stessa commissione di avere una maggiore cognizione sul fatto, venga esaudita.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Partirei con il dire che, pur non capendo fino in fondo i contenuti della mozione presentata da Forza Italia, devo dare atto a quest'ultima dell'importanza dell'aver presentato una qualsiasi mozione che può permettere un dibattito più allargato in questo Consiglio. In modo particolare che a questo dibattito partecipasse anche la forza politica dei Democratici di Sinistra, che abbiamo avuto modo di leggere sui giornali avere qualche perplessità in merito a questa vicenda, tanto che ha portato lo stesso loro rappresentante in Giunta, Assessore Ferraris, ad astenersi dal votare quella delibera con cui si accoglievano le dimissioni rassegnate dal dr. Bragonzi. Sarebbe cosa corretta dare le ragioni che hanno portato a questa decisione nel corso di un dibattito quale quello che stiamo facendo in quest'aula.
Per quanto concerne le cose dette dall'Assessore in risposta alla mia interpellanza, sicuramente sono venuto a conoscenza di alcuni dati di cui non ero in possesso. Sono molto d'accordo con lui quando dice chi più dell'Assessore può conoscere la situazione di difficoltà che c'è all'interno dell'ospedale. So anche che l'Assessore Vicquéry è da diversi anni che riveste questa carica e sono certo che - anche perché è una persona estremamente intelligente, da questo punto di vista - una situazione di questo genere lui ha avuto modo di conoscerla fin dai primi mesi in cui ha rivestito la carica di Assessore alla sanità. Emerge quindi una situazione di disgregazione, di Collegi di primari che dall'oggi al domani fanno una dichiarazione quale quella che ci ha letto lo stesso Assessore, come se improvvisamente in quest'ospedale si passasse da una situazione non dico idilliaca, ma comunque vivibile di un servizio sufficiente se non altro, a un quadro qual è quello che viene dipinto d'emblée da un collegio dei primari. Fra l'altro non mi sembra che questo collegio rientri in quegli organismi tipo il Consiglio dei sanitari, che sono invece organismi specificatamente previsti dalla legge. Così come fra le informazioni date dall'Assessore abbiamo appreso che il dr. Bragonzi addirittura non era a conoscenza di una lettera inviata dal Direttore amministrativo all'Assessore in merito a un presunto disavanzo della gestione.
Assessore, dico solo una cosa e poi mi riservo di approfondire questa situazione: questo Direttore amministrativo non è per caso la stessa persona che, a quanto mi si dice, nei giorni in cui scadevano i termini di presentazione del bilancio non so se preventivo o consuntivo ha preso ferie, per cui il dr. Bragonzi ha trasmesso il bilancio a lei, Assessore, e dopo è sorta la questione che il dr. Bragonzi ha trasmesso il bilancio senza che il Direttore amministrativo lo sapesse? Butto lì la questione, perché questo clima di disgregazione a cui lei ha fatto riferimento, non vorrei che si fosse instaurato all'interno di quei tre personaggi che formano il "management" dell'USL, cioè il Direttore generale, il Direttore amministrativo, il Direttore sanitario. Uno, ce lo ha detto lei, sarà promosso sul campo, l'altro non lo so, ma penso che metterà sicuramente a conoscenza il commissario di tutte le lettere che trasmetterà in Assessorato.
Per quanto riguarda alcune osservazioni che ho fatto in precedenza, dico che le dichiarazioni dell'Assessore me le hanno confermate. L'Assessore dice di non aver mai sfiduciato il dr. Bragonzi, adesso non siamo a vedere la dichiarazione; io, personalmente, sono venuto a risentirmela in quella cabina, anch'io ho una conoscenza del francese non illimitata e non perfetta, ma le parole sono quelle! Può darsi che sia stato un refuso dell'Assessore, sono convinto che non voleva dire quello, ma di fatto cosa succede? Che lei viene a dirmi qui che poi da gentiluomini quali siete, lei e il dr. Bragonzi avete concordato che questa era la soluzione migliore. Quindi lei e il dr. Bragonzi avete concordato le dimissioni del dr. Bragonzi. Perché?
E infine, un'ultima osservazione. Della lettera con cui il dr. Bragonzi ha dimissionato, che lei ci ha letto, mi ha colpito un passaggio in particolare, là dove dice che attenderà la valutazione per quanto concerne l'ultimo periodo della sua gestione facendo riferimento alla delibera del 31 agosto, non alla delibera del febbraio. Questo perché evidentemente a febbraio, come lei diceva, sono stati dati degli obiettivi generali - mi permetta, Assessore, generici forse - ma con la delibera del 31 agosto invece si sono stabiliti gli obiettivi specifici. Ora, a causa come diceva lei dell'approvazione tardiva del bilancio, e io non dico che è colpa dell'Assessore o della Giunta l'approvazione tardiva di questa delibera, però di fatto la situazione è questa: gli obiettivi specifici che il "management" dell'USL doveva raggiungere nel 1998 sono stati stabiliti il 31 agosto di quest'anno, quindi possiamo già dire - a meno di smentite clamorose da qui a qualche mese - che gli obiettivi dell'USL tracciati dalla Giunta per il 1998 non saranno raggiunti. Colpa dell'Assessore, colpa del dr. Bragonzi, colpa del Direttore amministrativo, colpa di non so chi, questo è il dato di fatto e su questo e non su altre cose, e non su polemiche di tipo politico o personale che proprio non ci interessano per nulla, ma purtroppo è su questa considerazione che si chiude tutta questa vicenda!
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Sarò molto breve perché di parole ne sono state dette tante, credo quanto basti per essersi fatti ognuno le proprie idee, le proprie convinzioni.
Credo di poter confermare al Consigliere Marguerettaz che quel Direttore amministrativo è proprio lo stesso che era andato in vacanza, lo so perché è un dato di fatto oggettivo. Tanto per unire chiarezza a chiarezza, visto che di chiarezza si è parlato!
Posso condividere l'inizio del discorso dell'Assessore, cioè che la volontà di aziendalizzazione delle USL abbia creato sì un po' in tutto il Paese dei forti contrasti, delle forti perplessità e anche delle sovrapposizioni di responsabilità. Credo che su questo si possa essere d'accordo perché sono dati oggettivi, sono dati di fatto; i commissariamenti sono molto numerosi, come sono numerosi gli sfiduciamenti, come sono numerose le dimissioni! Credo che sia anche una situazione abbastanza normale, visto che usciamo da un sistema sanitario che è durato un cinquantennio e che oggi è nella volontà un po' di tutti l'intenzione di modificare. Quindi queste difficoltà sono un po' la conseguenza di quest'aziendalizzazione, che forse più a parole che nei fatti si riesce a portare avanti.
Partendo da questo presupposto di onestà intellettuale nel riconoscere che chiunque siede al suo posto è di fronte a un momento storico molto difficile per quanto riguarda l'aziendalizzazione delle USL, credo che però nel momento in cui lei, Assessore, è sceso nei motivi che hanno fatto cadere la sua fiducia - così lei l'ha espressa in francese, una caduta di fiducia fra lei e il primario -, qui forse lei è stato chiaro però poteva esserlo meglio, nel senso che - come dice Dina Squarzino - non si è sbilanciato a dire cose che evidentemente non le facevano comodo o non le portavano del vantaggio. È anche questo abbastanza comprensibile, non la biasimo mica!
Però credo che si possa chiudere questo dibattito di oggi, perlomeno per quanto mi riguarda, con una riflessione. Lei, Assessore, ha parlato di sgretolamenti e ha citato il rapporto con i primari leggendo un lungo comunicato stampa, la Dina ne ha letti due altrettanto validi, quindi dire qui chi ha ragione e chi ha torto sulla qualità del lavoro del dr. Bragonzi diventa veramente difficile, se andiamo ad analizzare i comunicati stampa. Lei mi insegna che lei stesso e credo ognuno di noi abbiamo persone che ci amano e persone che non ci vogliono troppo bene nella nostra attività professionale; andare a quantificare chi ha più ragione e chi ha più torto sui comunicati stampa, anche questo mi sembra un esercizio dialettico quasi del tutto inutile.
Credo che non riusciremo mai a sapere, perlomeno in quest'aula, e mi sono fatto quest'idea da quando per primo ho sollevato il problema di crisi dei rapporti, se lei si ricorda, su quella deliberazione dello spaccio che è ancora chiuso a tutt'oggi…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… da quando?
Président … la cafétéria de l'hôpital ne fait pas objet de discussion…
Lattanzi (FI) …e quindi credo che questo sgretolamento di rapporti, lei ha citato quello dei primari, ha citato quello che io ritengo gravissimo del Direttore amministrativo, proprio quello che era in ferie nel momento in cui si presentava il bilancio dell'USL, 44 miliardi, sciocchezze, il Direttore amministrativo va in vacanza ed è abbastanza significativo. Poi uno può fare tutta la dietrologia che vuole, è un dato di fatto, lo citiamo!
Credo che questo sgretolamento possa anche essere percepito come motivazione di una sostituzione oppure di un addivenire a dimissioni concordate, però il problema che poniamo è questo. Ma se un direttore generale, il prossimo, chiunque esso sia, come quello che c'è stato, bravo altrettanto quanto e se non di più di quello che abbiamo avuto, raggiungerà come questo ha fatto il 1989, cioè il 90 percento degli obiettivi che l'Amministrazione regionale gli ha indicato in termini di obiettivi politici di politica sanitaria e attraverso le risorse che lei gli ha stanziato attraverso i capitoli di bilancio, io mi chiedo, visto che questo presuppone un sicuro ritorno non sempre di immagine - lei ha citato i primari, abbiamo citato quelli delle pulizie, hanno citato una serie di inconvenienti proprio operativi raggiungendo al 90 percento gli obiettivi che l'Amministrazione gli ha dato - per cui credo che qualunque direttore generale, anche il prossimo, nel momento in cui dovrà attuare al meglio delle sue capacità professionali e ci riuscirà raggiungendo il 90 percento degli obiettivi attraverso l'utilizzazione delle risorse che lei gli indica, io mi chiedo, se questo dovesse avere un ritorno altrettanto negativo come ci si può aspettare da un'attività di questo tipo, con chi dobbiamo prendercela!
Dobbiamo prendercela con i direttori generali che applicano al 90 percento gli obiettivi dell'Assessore, oppure i primari forse è meglio che comincino a scrivere all'Assessore per dirgli: guarda, quello che tu gli stai indicando e che lui sta raggiungendo come tu gli hai chiesto a noi non ci sta bene? Perché forse quel mittente avrebbe dovuto cercare un indirizzo diverso per le sue lamentele, come gli stessi che si sono lamentati in questi giorni. Non dico questo per difendere questo Direttore generale, "non ce ne può fregà de meno", dicono a Roma. Ma perché qualunque direttore generale che perseguirà le politiche di questa Giunta o di qualunque Giunta, di qualunque Assessore, e le raggiunga al 90 percento, credo che non si debba sentire colpevolizzato avendo adempiuto al proprio mandato, per il quale è professionalmente retribuito e addirittura premiato.
Quindi quello che oggi ci rende perplessi è che proprio nella situazione, come lei dice, di difficoltà di questo processo di aziendalizzazione, se noi riusciamo a trovare direttori sanitari capaci di raggiungere al 90 percento gli obiettivi di una Giunta e di un Assessore, questi vengono silurati perché ci sono le rimostranze di chi si sente toccato nei propri diritti, nelle proprie professionalità. Credo che sia un problema, Assessore, che lei fra 6 o 8 mesi, adesso non so quali saranno i tempi di legge, quelli che conosce meglio di noi, si ritroverà ad avere. Lei avrà alla sua porta gente che busserà per dire: guarda che il direttore generale che tu hai messo e che sta raggiungendo gli obiettivi al 90 percento che tu gli hai dato, a me non soddisfa.
Cos'è, ogni 6 mesi cambiamo il direttore generale? L'aziendalizzazione delle USL come la raggiungiamo? Gli obiettivi di bilancio e i non sforamenti come li raggiungiamo? Dobbiamo accontentare tutti e chiunque? No, bisogna fare delle scelte, lei le aveva fatte, lui le ha raggiunte queste scelte al 90 percento e lui oggi paga o comunque è costretto ad andarsene perché si è sgretolato il rapporto di fiducia.
Io trovo molto più grave chi questa fiducia l'aveva condivisa, alcuni del "management", che poi dopo lo hanno sfiduciato da sotto e non da sopra; poi che ci sia questa situazione è probabile.
La nostra perplessità è legata al futuro, io le avevo espresso la nostra preoccupazione che il processo di aziendalizzazione si arenasse su quelli che sono evidenti problemi politici, e quindi che non si possa e non si debba ritornare a una politicizzazione della gestione dell'ASL. Lei mi rassicurò più volte che questo non era l'obiettivo dell'Assessore e di questa Giunta, però mi permetta di esprimere le preoccupazioni e le perplessità su queste dichiarazioni quando la storia che lei ci ha raccontato evidentemente presenta degli elementi, ma noi sappiamo che ci sono altri elementi che lei giustamente non ha voluto né potuto qui raccontarci, dove invece ci sono forti perplessità di tipo politico là dove il politico, l'Assessore, non riesce ad incidere sui ritorni dell'amministrazione da lui voluta.
Cito, chiudendo, soltanto una lettera che mi conferma questa preoccupazione. Il 1° ottobre il dr. Bragonzi aveva convocato i progettisti, e qui parliamo di decine di miliardi di investimenti riguardanti la ristrutturazione dell'ente ospedaliero, problema che credo lei conosca meglio di me ed è veramente un problema molto grosso; su questo problema molto grosso il Direttore generale aveva convocato una riunione con i progettisti e con una lettera del 1° ottobre ricordava a questi progettisti che non si erano presentati a questa riunione. In quanto è un atto pubblico, posso dire che si tratta dei progettisti dello studio Galvani. La risposta del progettista alla non partecipazione a questa riunione, che è fatto tecnico pesantissimo perché si parla - ribadisco - di opere di ristrutturazione, di progettualità sulle quali il Direttore generale ha il dovere nell'ambito delle sue funzioni, tuttora vigenti fino al 31 dicembre, di operare su sua indicazione, ha risposto così (leggo sole le prime tre linee perché sono sufficienti): "Facendo riscontro alla sua nota del 1° ottobre dove mi dice che non ho partecipato, le rammento quanto comunicatole verbalmente: che la mia indisponibilità ad aderire all'incontro del 19 settembre per l'esame del progetto di cui in oggetto, proveniva dal fatto che avendo comunicato al mio committente, Assessore Vicquéry, l'oggetto di tale riunione, mi è stato indicato di non aderirvi".
Lei mi può venire qui a raccontare tutti i teatrini del mondo, tutti gli atteggiamenti di disponibilità e la confiance ad andare avanti d'amore e d'accordo, concordando e concertando tutte le iniziative, però credo che noi dobbiamo, come Consiglieri, esprimere una preoccupazione, che era quella che le avevo già espresso in separata sede: non vogliamo che tutta questa manovra alla fine si tramutasse in un arenarsi dell'aziendalizzazione dell'ASL, come questa lettera dice e come molti altri atti dicono. Perché io capisco l'imbarazzo di un Assessore che oggi non può più intervenire quotidianamente sull'amministrazione di un'ASL, però credo che questi atti vadano contro qualunque indicazione di buona amministrazione. Cioè lei, committente, Assessore, indica al progettista di non andare a una riunione con il Direttore dr. Bragonzi, il Direttore amministrativo va in ferie quando ci sono da presentare 44 miliardi di bilancio, dopo di che manda le comunicazioni direttamente all'Assessore senza dire niente al Direttore generale. C'è da stentare a credere che tutto quello che lei ci ha raccontato sia profondamente e intimamente vero!
Quindi ribadendole comunque l'onestà intellettuale, che non le toglierò mai, Assessore, credo però che un problema di fondo di tipo politico ci sia, e auspico che nella prossima gestione che ci sarà, perché ormai entriamo in commissariamento di fatto, ci sarà un nuovo direttore generale, non ci si ritrovi di nuovo con un conflitto politico-amministrativo, perché a parole siamo tutti d'accordo sull'aziendalizzazione dei servizi che fanno risparmiare soldi agli utenti, che danno una qualità di servizio migliore, ma poi alla fine le pressioni alla porta dell'Assessorato sono talmente forti che chiunque è lì va in difficoltà! Credo che sia un prezzo che chi governa deve assumersi, se crede in quello che dice. La ringrazio, Assessore.
Président La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) Il fatto che i Democratici di Sinistra abbiano preso una posizione con un comunicato su questa questione evidenzia che anche nella maggioranza ci sono posizioni diverse. E che si è verificata anche qualche difficoltà di confronto che in qualche modo evidenzia delle tensioni.
Il comunicato stesso evidenziava anche preoccupazioni per gli sbocchi di questa crisi, e queste preoccupazioni rimangono.
Credo però che da parte nostra ci debba essere un senso di responsabilità molto forte, che ci permetta di mettere in moto dei meccanismi di approfondimento della questione, al di fuori del clamore delle polemiche che su di essa si sono svolte, perché sempre i momenti di eccessivo clamore rendono difficile i ragionamenti e gli approfondimenti concreti.
Credo che i problemi dell'USL meritino anche da parte nostra qualche passo indietro, per poter riflettere meglio. E in questo senso ci impegneremo a ricominciare in maggioranza un confronto, che abbia proprio queste caratteristiche, cioè il ragionare sui problemi dell'USL al di fuori di tutti i comunicati, delle prese di posizione che mettono in evidenza tensioni molto forti all'interno dell'USL stessa.
Quindi in tal senso non ci tiriamo indietro rispetto al confronto, ma lo vogliamo fare nei momenti e nei modi dovuti perché questo sia costruttivo.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Molto brevemente. Ho sentito in parte la discussione che è avvenuta su questo argomento, perché ho dovuto assentarmi, però da quanto ho potuto recepire nel momento in cui sono rientrato in aula, devo dire che non sono ottimista sul futuro della sanità in Valle.
Mi appello all'Assessore che ha una grande esperienza, perché conosce bene l'ospedale e conosce bene l'USL, essendo stato Presidente, fra l'altro, dei Comitati di gestione per diverso tempo…. Come?
Vicquéry (fuori microfono) … famigerati…
Beneforti (PVA-cU) … famigerati… però l'esperienza se l'è fatta e sa cosa vuol dire gestire un comitato di gestione e cosa vuol dire anche gestire le strutture che questo comitato deve portare avanti, strutture ospedaliere e strutture territoriali!
Ho sentito parlare di certi nominativi; io non ho niente contro nessuno, ma per l'esperienza che l'Assessore si è fatto con i Comitati di gestione e dopo come Assessore, credo che sia cosciente che lì ci voglia effettivamente una persona capace di dominare la situazione non dico al cento per cento, ma almeno all'ottanta per cento. Lì non si può mettere una persona debole, che non ha le caratteristiche del manager e che allo stesso tempo è debole; di certe persone di cui ho sentito fare il nome l'esperienza si è fatta per altri incarichi e l'Assessore sa quali risultati hanno dato. Insistere in questa maniera credo che sia deleterio per la sanità in Valle d'Aosta.
Non ho difeso mai Bragonzi, anzi ho criticato la gestione di Bragonzi e ho denunciato anche certe situazioni che si venivano a creare all'interno dell'USL; ma mai nessuno ha dato una risposta o ha preso provvedimenti quando si denunciavano certe cose, e nemmeno oggi sono qui per difendere Bragonzi, se ha dato le dimissioni e la Giunta le ha accettate, non ho problemi. Dico come deve essere la persona che viene dopo, e non mi si può dire neanche si mette lì uno provvisoriamente e poi si vede quello che si farà. La sanità non ci permette questo lusso, di fare le sperimentazioni in questo momento; lì ci vuole una gestione seria e concreta, qualcuno che conosca bene e svolga le funzioni. Ieri si è parlato della situazione della pediatria, dei tempi di attesa che ci sono per le visite specialistiche: ma voi pensate che si possano risolvere questi problemi con una figura debole all'interno della sanità? Pensate che gli obiettivi che vogliamo dare noi alla sanità si possano realizzare con una persona lì dentro che non ha la potenza né la forza di poterlo fare? Sa benissimo l'Assessore cosa vuol dire affrontare il Collegio dei primari, l'AMPO, l'ANAO, ci sono anche certi interessi che ognuno cerca di tutelare e di difendere. È vero o non è vero, Assessore? Però se queste cose non si dominano, lei avrà tutti i giorni la coda davanti al suo ufficio di persone che si rivolgeranno a lei perché l'altro non risolve il tale problema, perché non ha la forza di farlo!
Allora stiamo attenti; quello che vi chiedo è di cercare una persona capace che metta al centro della politica sanitaria l'ammalato, una persona che sia autonoma da interferenze esterne, che veda e riveda la qualificazione e la professionalità anche del personale medico e non medico, tutti gli aggiornamenti, perché questo ci vuole! Se non c'è qualcuno che queste cose le impone, le mette in atto e le porta avanti, finisce che la nostra sanità va peggio di come è andata fino ad oggi!
Come opposizione può andare anche bene di avere lì una persona debole, se vogliamo fare - come mi accusava il mio amico Viérin - del populismo o della demagogia; guardate che questa ci portate a farla sul serio, ma non è demagogia o populismo, si realizza sul serio la possibilità di venire qua a dirvi: signori, ma che "cacchio" avete fatto, chi ci avete messo lì? Questa è la situazione che abbiamo di fronte…
Presidente … Consigliere Beneforti…
Beneforti (PVA-cU) …ho finito, Presidente, le chiedo scusa.
Presidente Per il linguaggio non per il tempo, lei ha ancora diritto, ha 45 minuti.
Beneforti (PVA-cU) Ma tanto siamo alle otto e mezzo…
(ilarità dell'assemblea)
… sono le sette e mezzo, mi è scappato, chiedo scusa per lo sbaglio.
Se avete effettivamente pensato a certi nominativi, vi chiedo di rifletterci a fondo, perché ho avuto una polemica in questi giorni enorme ma sono stato subito frainteso, perché ho detto: va via Bragonzi, ci deve essere un'altra persona che abbia determinate caratteristiche di gestire la sanità. Manca il primario di medicina, cari signori, si fa una selezione, si fa un concorso, chi ha i titoli partecipa e vinca il migliore! È venuto fuori un macello! È venuto fuori quello che è venuto fuori, perché tutti si sentivano già primari di medicina: chi perché raccomandato dal Direttore generale uscente, chi perché pensava all'Assessore, chi perché pensava al Presidente della Giunta, tutti pensavano di poter arrivare lì e dire, eccomi, sono fatto primario per grazia ricevuta! L'ho fatta anch'io l'esperienza lì dentro, e ce l'ho fatta parecchio…
(ilarità dell'assemblea)
… e vi devo dire che per tenere, e l'Assessore lo sa, per tenere a bada certe situazioni, per fare certe intese, chi ha, come avevamo noi e credo che ce l'abbia anche l'Assessore, perché questo glielo riconosco, quando parla di sanità e vede al centro della sanità l'ammalato, si preoccupa di una certa situazione che esiste, per cui se si vede al centro l'ammalato io credo che non si possa fare a meno di andare alla ricerca del migliore.
Quello che raccomando è di non decidere frettolosamente, andate alla ricerca del migliore sia per la direzione generale che per il primariato di medicina, perché anche il primario di medicina deve diventare un punto di riferimento dei nostri assistiti. Altrimenti la gente va a curarsi fuori, se non si fida, come fa adesso!
Quanta gente va a curarsi fuori Valle perché non si fida di certe unità di base o operative che ci sono all'interno dell'ospedale, diciamocelo francamente! Quanta gente riceve l'Assessore per essere autorizzata a farsi una certa operazione in un luogo e un'altra da un'altra parte! Perché questa è la realtà dei fatti e così sarà in futuro se non si mette la persona giusta al posto giusto! Non saranno tutti delle grandi scienze, però perlomeno in un ospedale come il nostro, capoluogo di regione, situazione in una zona quasi di frontiera, credo che ci vogliano delle persone che valgono e su cui la gente fa affidamento. E anche il direttore generale deve essere una persona a cui il cittadino si può rivolgere per partecipare alla gestione della politica sanitaria. Ma questo si fa nella misura in cui uno è sopra le parti, conosce i problemi, per cui può anche decidere autonomamente come portare avanti le politiche che gli si presentano.
Président D'autres conseillers? Je ferme la discussion générale.
La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Molto brevemente per puntualizzare alcune cose rispetto alle osservazioni che sono state fatte.
Non voglio rileggervi il mio intervento della volta scorsa, ma non ho mai usato la parola "chute de confiance". Ho detto, forse mi sono spiegato male, che quello che oggi ha causato questo sgretolamento del sistema era ed è di tutta evidenza anche per alcune delle motivazioni che avete fatto presente voi, e dicevo che in mancanza di questo rapporto di fiducia reciproca, che deve esserci fra tutti gli attori sociali del sistema, per primo l'Assessore, in seconda battuta il Direttore generale, il "management" nel quale è compreso anche il direttore sanitario dell'azienda, il direttore dell'area territoriale, i primari e tutti, fino ad arrivare all'ultimo commesso dell'USL, dicevo in quell'intervento che mi pareva essere venuto meno e ciò significava temere, come si è temuto, che in mancanza di fiducia reciproca il sistema crollasse.
La lettera dei primari è una testimonianza chiara di questa carenza di fiducia, in quel caso dei primari nei confronti del Direttore generale, perché facevano presente che aveva lavorato bene per un anno, aveva messo in piedi tutta una serie di iniziative, ma temevano loro stessi che non riuscisse a raggiungere gli obiettivi intrapresi e si lamentavano di questa cosa. Per cui non voglio polemizzare, anche perché il livello del dibattito è stato più che corretto, non ho citato i due comunicati della CGIL-medici e dell'AAROI per un semplice motivo, non perché non portassero acqua al mio mulino, ma per il fatto che sono due comunicati che sono intervenuti dopo la lettera di dimissioni del Direttore generale; se fossero intervenuti prima, il problema poteva essere rivisto anche sotto un'altra ottica perché, ripeto, il malessere che si viveva all'interno dell'USL è da tempo che c'era, è inutile nascondercelo!
Non sono arrivate improvvise le dimissioni del Direttore generale, concordo in pieno con chi ha fatto quest'affermazione; mi stupiscono queste prese di posizione il giorno dopo la lettera del Direttore generale. Ovviamente la lettera dei primari che è giusto, Marguerettaz, non costituisce un organo istituzionale, ma è di fatto, come diceva Beneforti, un organo di rappresentanza molto forte pur non essendo istituzionalizzato all'interno, e quando tutti i primari unanimemente mi scrivono, mi mandano per conoscenza un documento di quel genere che era un documento totalmente asettico, che non prendeva posizione a favore dell'uno o a favore dell'altra, ma esponeva i problemi e chiedeva che fossero risolti, ho il dovere di preoccuparmi!
Per quanto riguarda i rapporti del Direttore amministrativo e del Direttore sanitario nei confronti del Direttore generale, non voglio ragionare in termini di caccia alle streghe, di arrière-pensée, non lo so se il Direttore amministrativo è andato in ferie appositamente nel momento in cui doveva vistare il conto consuntivo, non mi esprimo, mi rifiuto di pensarlo, ma come diceva prima la Consigliera Squarzino - anzi mi scuso per prima, perché non ho usato il termine Consigliere rivolgendomi a Tibaldi - il Direttore sanitario e il Direttore amministrativo sono scelti dal Direttore generale.
Questo rafforza il concetto che ho cercato di dirvi, che se non si parlano a volte non è perché non vogliono parlarsi, perché è anche giusto che il Direttore amministrativo trasmetta alla Regione i dati sul disavanzo perché un compito suo, c'è autonomia operativa anche all'interno del "management" dell'USL, non è per niente detto che deve essere il Direttore generale che trasmette i dati, per cui non vedo nulla di strano, non facciamoci dei ragionamenti che non devono essere fatti! C'è invece questo malessere che si sentiva e che ha portato alle conclusioni di cui stiamo oggi a discutere.
Lattanzi parla di obiettivi raggiunti al 90 percento e si chiede cosa farà l'Assessore se il prossimo direttore generale raggiungerà gli stessi obiettivi: lo sfiducerà? Rispondo che non stiamo sfiduciando nessuno, il Direttore generale ha raggiunto quegli obiettivi ma il problema a volte è anche come vengono raggiunti certi obiettivi e con quali risorse. Su questo parliamoci chiaro, se la Giunta regionale nella persona del suo Assessore vuole mettere in difficoltà un direttore generale, ci impiega cinque minuti…
(commenti in aula dai banchi dell'opposizione)
… allora vi sfido a prendere in mano i trasferimenti in parte corrente e i trasferimenti assegnati all'USL nel 1993, a confrontarli con i trasferimenti del 1998, vedrete una forbice di almeno 50 miliardi. Abbiamo fatto degli sforzi considerevoli, superiori alle medie nazionali, in modo enorme, per cui abbiamo dato la possibilità al Direttore generale di gestire al meglio. Poi come vengono gestite le risorse, lo dicono i primari; nei progetti obiettivo io raggiungo l'obiettivo benissimo, ma c'è modo e modo di raggiungere l'obiettivo, c'è modo e modo di utilizzare le risorse e su questo abbiamo avuto dei colloqui che erano premianti e consistenti, però ripeto nell'ambito dell'autonomia di ognuno.
Non voglio entrare nel merito della lettera del 1° ottobre, Lattanzi, che penso che Lattanzi abbia avuto dal suo parente che lavora nell'ufficio… perché questa è privacy, perché Lattanzi ha una cognata che lavora in quell'ufficio ed è la seconda volta che mi porta in Consiglio regionale documenti che ritengo siano documenti privati! Comunque sia, non ho nessuna remora a rispondere. Quella lettera dell'arch. Galvani, che risponde al Direttore generale, è una lettera con cui l'architetto comunica che non andrà alla riunione perché gli è stato vietato dall'Assessore, semplicemente perché c'è un gruppo costituito all'interno dell'Assessorato interistituzionale, dove c'è la presenza del direttore generale, che è il gruppo deputato a decidere le scelte strategiche in termini progettuali.
È per questo motivo che il progettista ha detto che non partecipava alla riunione, perché non era stato invitato l'Assessorato regionale alla sanità, in quanto è l'Assessorato regionale alla sanità che gestisce quel gruppo di lavoro. Non volevo dirlo, ma ci sono stato costretto perché è stato portato questo esempio come supposta ingerenza dell'Assessore regionale alla sanità nei confronti delle scelte del Direttore generale.
Lattanzi dice anche che il Direttore generale è stato sfiduciato dal Direttore amministrativo e dal Direttore sanitario; io, ripeto, su questo non entro nel merito, non so dire nulla in più o in meno, è pur vero che a volte come si usa in termini calcistici quando la squadra gioca male, paga l'allenatore. Ma nel ruolo di un direttore generale c'è anche l'alea, c'è anche il rischio di essere sfiduciato da chi ha i poteri di sfiduciarlo. Io non sono in grado di testimoniare se quanto afferma il signor Lattanzi è vero, spero che così non sia…
(Interruzione di alcuni Consiglieri fuori microfono)
… il Consigliere Lattanzi… sia vero, spero che così non sia.
Rispondo simpaticamente a Beneforti, che però se n'è andato, che mi cita il Comitato di gestione, dicendo che la Giunta Bondaz ha sfiduciato il sottoscritto senza neppure mandarmi una lettera; all'epoca il Presidente del Comitato di gestione, che era il sottoscritto, è stato sfiduciato d'emblée dalla Giunta Bondaz, senza dirmi se avevo operato bene o se avevo operato male, per cui ho accettato la decisione, è una scelta prettamente politico, ma è un ruolo diverso.
È certo che per il futuro cercheremo di scegliere un direttore generale che abbia i connotati espressi dal Consigliere Beneforti, non c'è ombra di dubbio! Così come, sia chiaro, la gestione del dr. Bosso sarà una gestione provvisoria e non sarà il dr. Bosso che rivestirà le funzioni di direttore generale nel prossimo futuro. Di questo ne abbiamo parlato e così dev'essere, non tanto per le capacità dell'uno e dell'altro perché mi sia permesso di dire ognuno, guardi alle sue capacità che è già tanto, ma perché è preferibile avere una personalità capace e professionalmente preparata esterna alla Valle d'Aosta, che arrivi in Valle d'Aosta non inquinata da amicizie e da rapporti di preferenza con nessuno, che non rappresenti sicuramente il partito politico dell'Assessore regionale alla sanità (e sotto questo punto di vista mi pare che l'unica cosa che si possa dire è che il dr. Bragonzi ha sempre voluto sottolineare la sua estraneità politica a qualunque partito); per cui sicuramente non faremo come altre Giunte regionali che scelgono a seconda della tessera di appartenenza! E se volete, vi porto esempi con nome, cognome, indirizzo e numero di telefono.
Noi non faremo così! Cercheremo con avviso pubblico di optare per una persona preparatissima.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Quant à la motion, je ferais appel à la bienveillance de ceux qui l'ont présentée pour qu'ils acceptent de la retirer, parce qu'il me semble que l'objectif fixé, à savoir d'ouvrir un débat au sein de cette Assemblée…
(Alcuni consiglieri presentatori dei documenti in discussione interrompono per dire che la mozione è già stata ritirata)
… déjà fait? Merci.
Président La parole au Conseiller Lattanzi pour fait personnel, article 57 du Règlement.
Lattanzi (FI) Avrei preferito di non prendere la parola, perché mi aspettavo che il Presidente censurasse le dichiarazioni dell'Assessore, perché quello che lui ha detto è gravissimo, ma anche perché credo che tutti i Consiglieri in questa sala abbiano parenti che lavorano un po' in tutte le amministrazioni, quindi se uno dovesse parlare in questo senso, intanto non verrei a dirlo qui, ma comunque non è così!
Ho fatto una richiesta regolare da Consigliere in base all'articolo 116 del Regolamento interno del Consiglio, che mi permette di avere la documentazione inerente alle comunicazioni fra il Direttore generale, dr. Bragonzi, e lo studio di progettazione, come su altre questioni. Mi ha risposto personalmente il dr. Bragonzi, questo è l'atto ufficiale, è stato tra l'altro gentile; il dr. Gilberto Bragonzi non l'ho mai conosciuto personalmente, non gli ho mai neanche stretto la mano, non so che faccia abbia, dall'Ufficio dei gruppi consiliari ho chiesto la documentazione, che è pervenuta ai gruppi consiliari!
Quindi lei è male informato e in questo caso anche in mala fede! Io chiedo le sue scuse perché in questa sala le cose che lei ha detto non le può neanche pensare, nei miei confronti perlomeno!
Président Nous prenons acte que l'Assesseur a rectifié ses déclarations sur cette question. La motion étant retirée, il nous reste un dernier point à examiner dans la séance de ce soir, il s'agit du point n° 48.
