Objet du Conseil n. 201 du 11 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 11 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 201/XI Mancata proroga del rapporto di lavoro dei custodi di castelli assunti a tempo determinato. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la petizione presentata da 386 cittadini residenti in Valle d'Aosta con la quale si richiede alla Giunta regionale di porre in essere al più presto le modifiche all'articolo 6 della legge regionale n. 29 dell'11 maggio u.s.. L'articolo 6 della legge prevede la sostituzione dei bidelli solo nel caso che l'assenza superi i 45 giorni, anziché i 21 giorni in precedenza previsti.
Preso atto del mancato accoglimento da parte della Giunta regionale della proroga del rapporto di lavoro avanzata dai custodi dei castelli assunti a tempo determinato per poter far fronte alle loro necessità economiche e finanziarie e per usufruire dei supporti sociali previsti dalle norme di legge per coloro che si iscrivono nelle liste dei disoccupati;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale per sapere:
1) i motivi che stanno alla base delle modifiche previste all'articolo 6 della legge regionale n. 29 dell'11 maggio 1998 e se le stesse sono state concordate in Sede sindacale;
2) se non ritiene opportuno prorogare il rapporto di lavoro come richiesto dai custodi dei castelli, per permettere loro di percepire i supporti sociali previsti per i disoccupati.
F.to: Beneforti
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Questa interpellanza riguarda due categorie di personale della Regione: riguarda i bidelli delle scuole e riguarda i custodi dei castelli.
Voglio dire subito che nessuno è portato ad aumentare il personale più di quanto sia necessario, ma la revisione dell'articolo 6, e mi riferisco al personale della scuola, così com'è avvenuta - almeno come la vedo io, forse sarà per deformazione professionale dovuta al mio vecchio passato - la ritengo un'imposizione, Presidente, sia nei confronti del personale non docente della scuola, sia nei confronti di invalidi, di donne, uomini, disoccupati che per sopravvivere attendono di essere chiamati a lavorare saltuariamente anche presso l'Amministrazione regionale. Si tratta per lo più di vedove, ragazze madri, separate, casi delicati e bisogni impellenti di lavoro. La ritengo un'imposizione perché è stata decisa senza aprire un confronto…
(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)
… no, ce lo hanno detto i tuoi funzionari, tutto è stato determinato fra gli addetti ai lavori, presidi, addetti di segreteria e Ufficio personale. Non c'era la rappresentanza sindacale e non c'era la rappresentanza del personale. Come cosa dico? È la verità! Avete deciso per tutti, anche per il sindacato!
Le sostituzioni del personale sono state previste ora con l'articolo 6 dopo 45 giorni anziché 21, che erano previsti. Prima ancora, io ricordo, quando facevo un altro mestiere, con l'Assessore Viglino alla Pubblica istruzione stabilimmo che le sostituzioni dovevano venire dopo 10 giorni. E sia chiaro, non è che lo abbiamo stabilito così per dare lavoro o occupazione, perché facemmo una lunga discussione e trattammo proprio il problema dell'organizzazione del lavoro negli istituti scolastici. La signorina Viglino non era certo di quelle acquiescenti, però dopo un'ampia discussione e dopo un ampio confronto, esaminata l'organizzazione del lavoro nelle scuole, si addivenne a questa intesa. Voi l'avete portata poi a 21 giorni e adesso addirittura a 45 giorni. Quindi io sono convinto che voi l'avete portata a 45 giorni senza rivedere l'organizzazione del lavoro esistente.
Voi sapete, come lo so io, che i bidelli oggi sono assegnati per classi e per metri quadri, ma se c'era un problema di assenteismo, come sotto c'è, da parte vostra, altre dovevano essere le strade da seguire; dovevate vedere di tirarvi anche su i pantaloni quando è il caso ed avere il coraggio di prendere i dovuti provvedimenti. Quando ci sono degli abusi, i provvedimenti si prendono!
Nella legge si afferma che il provvedimento è stato preso in via sperimentale; quando deve durare, Presidente, questa via sperimentale, ditelo almeno ai diretti interessati.
(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)
… ma no! Macché scritto nella legge! A voi dà fastidio quando vi si tocca su questi problemi, quando si tratta di dire un po' di verità su queste cose. Io invece, che le sento forse di più, non provo nessun fastidio a parlarne. Dite al personale non docente, come voi pensate altrimenti non prendevate questi provvedimenti, che i vostri capi d'istituto non sanno gestire il personale. Dite loro la verità: che avete buttato lì 45 giorni per frenare l'assenteismo, per vedere le cose come vanno, altrimenti con quali criteri sono stati stabiliti i 45 giorni? Non c'è scritto da nessuna parte e non ci è stato spiegato neanche in commissione dai responsabili dell'Ufficio personale questa cosa, perché perlomeno ci fosse stata spiegata: buttiamo lì 45 giorni, vedremo come va nel periodo della sperimentazione.
E voi non vi giustificate neanche - perché non è una giustificazione - dicendo che la situazione che esiste nella scuola valdostana è diversa da quella del resto d'Italia, o che attualmente nella Valle d'Aosta ci sono classi in meno rispetto agli anni passati, o che globalmente il numero dei bidelli è più o meno lo stesso rispetto agli altri anni, o che avete previsto 20 aiutanti tecnici in più. Questi aiutanti tecnici erano stati richiesti da tempo dagli istituti, per cui avete colmato un'esigenza con molto ritardo. Fino ad oggi i compiti degli aiutanti tecnici sono stati svolti dai bidelli, fra quelli effettivi e quelli supplenti. Mi auguro che comprendiate questa situazione che si è venuta a creare e che vorrete rivedere anche questa legge, ridiscutendone con le parti interessate perché ogni decisione che viene presa non deve calare dall'alto, ma deve essere confrontata con le parti che poi la devono subire.
Per quanto riguarda i custodi dei castelli, mi risulta che si siano rivolti a tutti coloro che erano competenti, mi è stato detto anche al Presidente della Giunta, all'Assessore alla pubblica istruzione, ai dirigenti delle amministrazioni che erano interessate al problema dei castelli, per chiedere una proroga del loro rapporto di lavoro che scadeva a fine ottobre. Purtroppo, nonostante le promesse, si sono trovati alla fine di ottobre disoccupati.
Alcuni di loro non possono neppure adesso percepire l'indennità di disoccupazione speciale, perché non hanno maturato tutto il periodo; c'è a chi manca alcuni mesi, addirittura in un caso mancano tre giorni per percepire la disoccupazione speciale. Non ci siamo posti il problema di andare a vedere le situazioni. Perché, mi chiedo, non si è esaminata la situazione? Nonostante che siano venuti, abbiano chiesto, abbiano detto, non si è esaminata la situazione di questi lavoratori e non è stato prorogato il loro rapporto di lavoro almeno fino a dopo le feste natalizie; potevano recuperare 2 o 3 mesi di lavoro e nello stesso tempo maturare il diritto alla disoccupazione speciale. Eppure i visitatori dei castelli non mancano: basta esaminare i dati del 1997 e del 1998, riportati su alcuni giornali locali - io li avevo letti sulla "Vallée notizie" - per vedere che i visitatori non sono mancati. I castelli sono un nostro fiore all'occhiello e per questo non possono rimanere aperti anche nel periodo delle feste natalizie? E noi andiamo a rivendicare dal Governo centrale i supporti sociali per i lavoratori delle aziende valdostani, come quelli per la Cogne, e quando tocca a noi erogare i supporti sociali si evita di far maturare i diritti per erogare questi supporti sociali.
Anch'io prima di presentare quest'interpellanza, ho cercato di far comprendere a chi di competenza qual era la situazione che si veniva a creare, ma non ho avuto fortuna, non ho trovato riscontri positivi. Mi auguro che si arrivi a comprenderlo oggi!
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Tout le monde nous sollicite, même les organisations syndicales, de ne pas augmenter les effectifs de l'Administration régionale. Nous l'avons fait pendant 5 ans, nous le maintiendrons également pour ce qui est du budget de l'année prochaine. Non seulement on nous demande de ne pas augmenter les effectifs, mais aussi de réduire les dépenses concernant le personnel et ce, sur la base des principes de rigueur, de limitation de la dépense publique et nécessité de ne pas transformer l'Administration régionale en un organe d'assistance.
M. Beneforti par contre - il est vrai, le coeur sur la main - demande comme dans le bon vieux temps qu'on crée une espèce d'agence valdôtaine de l'emploi, pour recruter et donner du travail. De ce point de vue en plus des travaux d'utilité publique, il faudrait transformer cette Administration régionale en une sorte d'organe de bienfaisance.
Ce serait utile, je ne le nie pas, mais il faut se mettre d'accord sur les objectifs, M. Beneforti; la logique que vous suivez est une logique que nous considérons comme dépassée, révolue, parce que c'est une logique que les organisations syndicales les premières, ont condamnée du fait qu'elle a causé des dégâts dans toutes les administrations publiques et des retombées négatives dans tous les secteurs économiques. C'est donc sur la base de ces principes que nous essayons de mener une politique qui tienne compte de ces principes de rigueur, de maintien de l'efficacité des services publics et de réduction des dépenses publiques.
Vous nous demandez de présenter des modifications à la loi régionale de 1985, visées à l'article 6 de la loi régionale du mois de mai 1998, qui ont porté à 45 jours au lieu de 20 la durée de l'absence du personnel scolaire non enseignant donnant lieu à son remplacement. A cet égard il nous est demandé si lesdites modifications ont été définies en accord avec les organisations syndicales et il nous est également rappelé que les citoyens concernés ont présenté le 5 octobre dernier une pétition au Président du Conseil, pour demander la révision de toute la nouvelle législation. A cet effet nous aurons la possibilité de revenir sur le problème, quand la pétition sera soumise à l'attention de l'Assemblée.
Or, il est vrai que la réglementation en question a été introduite sur proposition d'un groupe de travail constitué par délibération du Gouvernement valdôtain au mois d'avril 1997, et que ce groupe, qui représentait le personnel de toutes les écoles de la région, avait pour objectif d'harmoniser les dispositions de la loi n° 31/85 et celles plus récentes de la loi n° 45/95 en fonction également des principes d'efficacité, d'efficience et d'économie, introduits par cette loi régionale n° 45, qui a été concertée avec les organisations syndicales.
Tout ceci signifiait qu'il était nécessaire de remanier la réglementation en matière d'organigrammes, de critères d'affectation des personnels non enseignants et d'introduction de nouveaux profils professionnels, mieux adaptés à l'évolution de l'enseignement et des nouvelles méthodologies. Il est aussi à rappeler que nous sommes le seul Etat à utiliser du personnel pour des fonctions de nettoyage. Au Japon ce sont les élèves et les enseignants qui nettoient les salles de classe; dans d'autres pays il y a le recours à des personnels extérieurs à l'administration, avec une épargne considérable du point de vue de la dépense. Ce n'est pas aujourd'hui notre cas.
Parallèlement il importait de ne pas perdre de vue les jalons qui avaient été posés par la législation précédente, sur la base desquels il fallait rationaliser l'utilisation des ressources financières et humaines de l'Administration régionale, afin de ne pas alourdir davantage le rapport entre dépenses de fonctionnement et dépenses d'investissement. Le groupe de travail, dont l'activité a duré près d'un an, n'a pu faire abstraction de cet état de choses et a essayé de tenir compte des différentes exigences en comparant aussi la situation de notre région à celle du reste de l'Italie dans le domaine scolaire.
Etant donné qu'il n'est pas possible de connaître a priori la portée des nouvelles dispositions, il a été décidé que ces dernières auraient une efficacité transitoire durant l'année scolaire 1998-1999 et pourraient éventuellement être modifiées en fonction des résultats obtenus. Il y a eu cet engagement. Cet engagement a été déclaré officiellement. Aussi n'est-il pas vrai qu'il n'y a pas de terme à cette situation provisoire: à la fin de cette année scolaire nous évaluerons quelles ont été les retombées et nous sommes toujours disponibles sur la base de ces résultats à apporter éventuellement les modifications estimées nécessaires.
Il semble aujourd'hui qu'il soit trop tôt pour tirer des conclusions quant à la validité des nouveaux mécanismes de remplacement du personnel et qu'il faille attendre la fin de l'année scolaire 1998-1999 pour pouvoir disposer de données fiables et significatives.
Je veux par ailleurs souligner qu'en dehors de la Vallée d'Aoste pour les établissements qui ont moins de 10 personnels de service, les remplacements s'effectuent seulement à partir d'absences qui dépassent les 30 jours et que notre système prévoit que s'il y a 2 agents de service qui s'absentent en même temps, il est immédiatement pourvu au remplacement, pour assurer l'efficacité du service.
Le suivi des données dont nous disposons pour les 2 premiers mois de l'année scolaire en cours engage néanmoins à penser qu'il n'y a pas disproportion par rapport aux années précédentes sur la base des données de ces 2 mois, mais qu'en revanche les situations sont équivalentes compte tenu du fait que nous avons cette année 16 classes de moins que l'année passée.
De fait, si nous avons aujourd'hui 7 postes annuels de plus, 3 à plein temps et 4 à temps partiel, nous avons enregistré une diminution d'environ 520 jours de travail pour les remplacements ordinaires, ce qui équivaut à peu près à 10 emplois. Comme on peut le voir, la différence s'est donc effacée puisque l'organigramme compte 16 classes en moins.
Il convient toutefois de rappeler que l'école valdôtaine connaît aussi une situation plus favorable que celle du reste du pays, si l'on considère qu'en dehors de la Vallée d'Aoste la détermination des organigrammes ne tient compte que du nombre des classes, M. Beneforti, alors que la Région prend également en considération la superficie des structures et le déroulement dans les établissements scolaires d'activités parascolaires et extrascolaires, ainsi que de la présence de groupes de sport qui utilisent le gymnase de l'établissement. Il y a donc une situation nettement favorable au Val d'Aoste par rapport aux établissements italiens.
En résumé, nous pouvons affirmer que la situation de l'école valdôtaine ne peut que susciter l'envie du reste de l'Italie. Nous précisons enfin que le texte du projet de loi a été présenté, illustré, discuté avec les organisations syndicales lors d'une réunion du 10 mars 1998 et qu'il n'y a pas eu lors de cette réunion d'observations de la part de ces mêmes organisations syndicales.
Pour ce qui est de l'autre partie de l'interpellation - à part que je n'ai jamais été concerné par les concierges des châteaux, mais ce n'est pas un problème - la partie concernant les gardiens des châteaux, il faut tout d'abord préciser qu'il et incorrect d'affirmer, comme le fait M. Beneforti, que le Gouvernement n'a pas accueilli la demande de prolongation du contrat de travail présentée par les gardiens des châteaux, qui ont été recrutés sur contrat à durée déterminée.
Ce personnel est en effet engagé sur la base de dispositions législatives précises, c'est l'article 7 de la loi n° 68/89 qui nous permet d'embaucher ce personnel, et la lettre c) de l'article 13 du Règlement régional n° 6/96 qui stipule la possibilité de constituer des contrats de travail à durée déterminée pour des projets spécifiques, qui sont approuvés par délibération du Gouvernement selon les critères d'une programmation annuelle et sur la base des disponibilités financières établies lors de l'approbation de la loi du budget. La loi du budget établit 2 critères: le nombre total des personnels pouvant exercer ces fonctions au sein de l'Administration régionale et le montant global des dépenses que nous pouvons affecter à ce même personnel. Dans le cas en question le projet était rattaché au programme 1998 pour une durée de 6 mois et son échéance était fixée au 31 octobre 1998. Une fois le terme de validité du projet expiré, il est impossible de proroger son contrat; le personnel est donc automatiquement déchu de ses fonctions.
Après que ce Conseil aura voté la loi de budget, nous présenterons de nouveaux projets, afin de poursuivre cette activité pour l'année 1999, et cela entraînera le recours à l'engagement des personnels à partir des listes du bureau de placement et dans l'ordre d'inscription, car il est interdit - c'est une modification que nous avons apportée par rapport à la situation que M. Beneforti connaît très bien et qui remontait aux années 1990-1991-1992 - de faire appel à certaines personnes en particulier. Et encore, une éventuelle prorogation du contrat dudit personnel serait illégitime, car elle concrétiserait une action interdite, qui est celle de faire appel à certaines personnes en particulier, à savoir aux gardiens déjà recrutés. Donc ce n'est pas vrai qu'il n'y a pas d'attention ou de disponibilité, mais nous ne pouvons pas transformer des contrats à temps déterminé en des contrats de travail à tous les effets.
Dans le cas contraire - et je termine avec les considérations que j'ai faites tout au début - nous transformerons cette Administration en une agence de placement ou de recrutement, mais nous devrions forcément renoncer à l'application de ces principes, qui sont sollicités de la part de tout le monde, organisations syndicales comprises, et que nous partageons.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) La risposta che ha dato il Presidente era la risposta che prevedevo. Ho premesso che nessuno vuole trasformare la Regione in un ente assistenziale che sopperisce ai posti di lavoro mancanti nei termini di cui si sta parlando.
Per quanto riguarda il personale delle scuole non mi si è ancora spiegato, né in commissione né qui, perché 45 giorni! Perché nessuno ha fatto un esame sull'organizzazione del lavoro che deve essere fatta. Allora, Presidente, io taglio corto su questo argomento e dico: in questo periodo di sperimentazione vogliamo vedere di fare un esame dell'organizzazione del lavoro e collegare il personale ai risultati dell'organizzazione del lavoro che deve essere fatta in questi istituti, oppure no? Questo è quello che si richiede.
Non vogliamo che la Regione diventi un ufficio assistenziale, ma neanche vogliamo che si buttino lì 45 giorni per bloccare subito l'assenteismo, e vedere poi le ripercussioni che possono avere questi 45 giorni. Allora cercate in sede sindacale di esaminare qual è questa organizzazione del lavoro insieme alle parti interessate; non lo può fare solo il gruppo che avete convocato, i presidi, gli addetti di segreteria e l'Ufficio del personale, ma devono essere presenti anche quelle parti che poi devono effettuare quell'orario di lavoro e godere - o meno - del posto di lavoro. Non si deve andare lì a imporre, ma si deve avere la compartecipazione delle parti interessate, quando si determina in modo particolare l'organizzazione del lavoro in un ambiente come quello della scuola, così come in altri ambienti. Ma avremo tutto il tempo di discuterne, perché come ha detto lei, Presidente, torneremo qui con la petizione presentata dai bidelli. Quello che chiedo è che si esamini il problema.
La risposta del Presidente è quella che è venuta fuori in commissione e così come non mi ha soddisfatto in commissione non mi ha soddisfatto oggi. Quello che chiedo è che si approfondisca il problema; è chiaro che bisogna porsi anche come regione il problema sociale, perché abbiamo un Assessorato all'assistenza e alle politiche sociali, quindi ce li dobbiamo porre i problemi sociali.
È chiaro che non bisogna strafare e risolvere come regione tutti i problemi occupazionali, però questi problemi sociali dobbiamo porceli perché si tratta di nostri compaesani che sono disoccupati e che hanno bisogno di lavorare. E poi che ci sia anche il diritto di ammalarsi nella scuola, e non mettere in condizione di non potersi neanche ammalare con leggi rigide di questo tipo.
Per quanto riguarda il personale dei castelli, perché abbiamo parlato di proroga? Perché alcune di queste persone che oggi non maturano i supporti sociali, la disoccupazione speciale, sono state assunte dall'Amministrazione, ma a seguito di disguidi tecnici e organizzativi sono stati assunti due mesi dopo rispetto agli altri anni, e invece di lavorare tutto il periodo come hanno lavorato gli altri anni, hanno lavorato qualche mese in meno. C'era la necessità di vedere di recuperare questi mesi in meno che avevano lavorato, per far maturare i diritti necessari per percepire la disoccupazione, perché questi non vanno a lavorare fino a un altro anno a primavera e se non prendono neanche la disoccupazione, come vivono questi 6 mesi che li separa dalla ripresa del lavoro? Si sono verificati dei disguidi tecnici - non dico mica che si sia fatto appositamente questo, non lo dico e non accuso nessuno - e si cercava con la proroga di qualche tempo di ripristinare i diritti e di portare il progetto di lavoro intero come era lo scorso anno.
Lo so anch'io che si fanno i progetti di lavoro che sono legati ai finanziamenti che il bilancio prevede, ma questi progetti sono stati ridotti per motivi tecnici rispetto agli anni precedenti. Ecco perché non hanno potuto maturare determinati diritti. Quindi si chiedeva di far maturare tutto il progetto per intero, in modo da far godere anche i supporti sociali.
Chiedo che siano esaminati singolarmente questi casi che poi si contano sulle dita delle mani, per vedere cosa si può fare nei confronti di queste persone, in attesa che riprendano il lavoro l'anno prossimo.
