Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 200 du 11 novembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 11 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 200/XI Stato dei lavori per la destinazione museale dell'area archeologica della Villa Romana in Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza Verificato con un sopralluogo lo stato di abbandono dei lavori per la destinazione museale dell'area archeologica della Villa romana in regione Consolata ad Aosta;

Sottolineato che i lavori per la copertura dell'area, progettati nel 1984, sono terminati nel 1988 e che i medesimi sono stati collaudati nel 1990 per un costo superiore al miliardo di lire;

Appreso che i previsti successivi lavori di restauro dei reperti (che dovevano precedere l'arredo interno della struttura) si sono interrotti nel 1994 a causa della scoperta di una falda acquifera che genera un alto tasso di umidità e, talvolta, alzandosi per le piogge, giunge fino alla superficie;

Appreso altresì che la soluzione del problema riscontrato non comporterebbe particolari difficoltà tecniche;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

La Giunta regionale per conoscere:

a) per quali motivi per ben quattro anni non si è proceduto con i lavori necessari alla sistemazione definitiva dell'area archeologica della Villa romana;

b) se il mancato intervento abbia comportato dei danni ai reperti;

c) se si intende procedere con i lavori, quali sono i tempi e le spese ipotizzabili;

d) viste le difficoltà di accesso all'area (carenza di parcheggi, strada stretta, alcune barriere architettoniche), come si pensa di impostare la fruibilità del museo alle future visite.

F.to: Marguerettaz

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Qualche settimana fa abbiamo avuto l'occasione come V Commissione consiliare di andare a fare un sopralluogo in questa struttura che personalmente - e penso che come tanti altri cittadini di Aosta e anche tanti Valdostani - avevano sotto gli occhi da ormai una decina di anni e il cui contenuto risultava essere misterioso. Finalmente abbiamo avuto l'opportunità di entrare all'interno di questa struttura e di poter verificare lo stato di questo cantiere.

Inviterei tutti i consiglieri a trovare il modo per andare a visitare questa struttura, perché penso che, se dotati di una minima sensibilità quale quella del sottoscritto, rimarrebbero sicuramente interdetti nel vedere lo stato di abbandono che risulta da questa struttura. È una struttura tra l'altro che ha una certa importanza architettonica, dall'esterno perlomeno così appare; diversa è la sensazione che si ha quando si entra nella struttura stessa, dove si ha davvero l'impressione di essere in una grossa catacomba, quindi con questo senso di oppressione, e la differenza che vi è con le catacombe romane è che il tutto è avvolto da un'ampia colata di cemento.

Ma al di là di queste considerazioni più di carattere estetico, la cosa che mi ha maggiormente colpito è quella che dicevo all'inizio, vale a dire ci troviamo davanti a una struttura i cui lavori sono terminati 10 anni fa, per la quale è stato speso oltre 1 miliardo di lire, e che ad oggi credo nessun visitatore abbia avuto modo di visitare.

Cos'è successo? Ci è stato detto che dopo il termine dei lavori regolarmente eseguiti da parte dell'impresa, infatti nel 1990 vi è stato il collaudo dei lavori, quando si è iniziato a procedere con il restauro dei reperti di questa villa romana ci si è accorti che c'è una falda acquifera che crea un tasso di umidità altissimo all'interno della struttura, quando non succede che la medesima, a causa magari di alcuni giorni di piogge, si alzi e giunga addirittura alla superficie.

È un problema che oggi non si verificherebbe perché, come sappiamo tutti, in genere prima di procedere con determinati lavori si svolge quella che è una perizia idrogeologica e che mette al riparto da brutte successive sorprese. A quei tempi la legislazione era diversa, quindi non si è ritenuto opportuno svolgere un'indagine di questo genere anche se la stessa vicinanza del sito al torrente Buthier poteva far pensare con maggiore attenzione l'amministratore dell'epoca che una perizia in quel senso non sarebbe stata una brutta pensata.

Ci si rende conto di questi problemi, dicevo, e qui nasce il motivo dell'interpellanza, perché nel momento in cui ci si rende conto di questi problemi nulla viene più fatto, se voi andate all'interno di questa struttura vedete un cantiere abbandonato, ci sono ancora delle carriole e i colleghi che erano con me lo possono testimoniare, carriole che penso siano lì da ormai 4 anni abbandonate…

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

… dall'epoca romana… quasi… cioè speriamo che non diventino dell'epoca nostra che magari i nostri successori vadano a visitare le carriole reperti di… Ma scherzi a parte, è veramente uno stato di abbandono completo.

Sono passati 4 anni in cui in quel cantiere non solo non si è fatto nulla, ma a quanto dettoci dai tecnici che ci hanno accompagnato, nessuna decisione è stata presa, nessun sollecito, nessun input di tipo politico è avvenuto.

Vogliamo sapere alcune cose in merito al perché per 4 anni non si è fatto nulla, ma semplicemente si è sospeso un cantiere per i motivi che ho detto prima e si è lasciato il tutto lì fermo. Contemporaneamente vorremmo sapere se nei 4 anni di assenza di interventi questa falda acquifera che periodicamente viene in superficie abbia causato dei danni ai reperti stessi, cosa che potrebbe comportare una non più necessità di andare ad edificare una struttura quale quella che è stata edificata.

Vogliamo sapere se a 4 anni di distanza la Giunta ha pensato a qualcosa, se vuole continuare con i lavori perché ci è stato detto che da un punto di vista tecnico l'intervento non dovrebbe comportare delle difficoltà insuperabili, quali tempi e spese ipotizzabili.

Infine un'ultima osservazione: abbiamo visto con piacere che l'esterno della struttura probabilmente anche per un certo sollecito - mi parlavano di qualche raccolta di firme, giustamente, da parte degli abitanti del luogo i quali, pur interessandosi relativamente forse all'abbandono del cantiere all'interno della struttura, si lamentavano dell'abbandono del cantiere anche all'esterno della struttura - degli interventi sono stati fatti e devo dire che l'aspetto, a parte alcune zone, risulta gradevole. Ma abbiamo altresì visto, guardando l'esterno della struttura, che la medesima, ipotizzando che si vadano a finire i lavori, comporterebbe comunque dei problemi, quelli che abbiamo elencato nella quarta domanda.

Evidentemente in quella zona non vi sono parcheggi, così come l'accesso stesso alla struttura non è semplicissimo, perché bisogna imboccare la strada che porta al Ponte di Corda, alla regione Saumont, che nel tratto di svincolo è molto molto stretta. Vi sono delle barriere architettoniche, non all'interno dove credo ci sia un ascensore, che immagino non funzionante e magari bisognoso di manutenzione dopo 10 anni di totale inutilizzo, ma anche all'esterno della struttura quali scale e cose del genere. Quindi vi sono ancora tutta una serie di problemi ai quali prestare attenzione.

Credo di aver sufficientemente illustrato il problema, le domande mi auguro siano chiare, attendo una risposta dell'Assessore.

Si dà atto che alle ore 18,51 il Consigliere Lanièce lascia l'aula consiliare.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) La villa romaine de la région de la Consolata a été découverte en 1971 et a été mise à jour dans les années suivantes, entre 1971 et 1972. C'est une villa suburbaine de type résidentielle, elle remonte, paraît-il, à l'époque républicaine tardive, elle est contemporaine ou légèrement antérieure à la fondation de la ville d'Aoste, de l'ancienne Augusta Pretoria.

L'importance de la ville, qui a d'ailleurs été reconnue, parce qu'autrement on n'aurait pas fait les interventions qu'on a faites dans le passé, réside dans son emplacement topographique et dans l'exemple qu'elle constitue au niveau de développement suburbain de la zone de la colline d'Aoste.

Après les fouilles la décision avait été prise quant à la conservation "in situ" e à la mise en valeur de la villa. A sa découverte la villa tout au commencement a été partiellement recouverte de sable et abrité par une toiture, des projets ont été élaborés, et les travaux d'exécution de la toiture n'ont commencé qu'en 1984. Au mois de septembre 1984 le projet des travaux d'exécution de la toiture a été approuvé, ces travaux ont été achevés, comme il a été dit, en 1988 et la certification de l'exécution des travaux a été faite en 1990.

Suite à cette intervention, puisqu'il y avait eu des requêtes de la part du Conseil de la circonscription de la ville d'Aoste, qui avait fait parvenir à la mairie et aussi à l'Assessorat compétent à l'époque des requêtes de transformation du tronçon interrompu de la rue Grand Tournalin en zone piétonne et zone verte, qui est celle qui a été récupérée en partie autour de la villa, cela ayant été communiqué en 1987, la Commune d'Aoste avait rendu formellement un avis favorable et asservi l'octroi du permis de construire à l'approbation de la variante du plan d'aménagement et d'urbanisme de la villa. En 1988 donc un avant-projet d'aménagement du site a été préparé et en 1989 le projet a été approuvé par la mairie.

Les travaux d'aménagement extérieur ont été ensuite attribués et ils ont été achevés au mois de juillet 1993. Cependant les structures anciennes, qui étaient contrôlées de la part de la Surintendance aux biens culturels, étaient fortement atteintes par le remploi fonctionnel successif et par le dépouillement de l'époque médiévale, parce que beaucoup de choses ont été enlevées et emportées de cette villa.

Pour permettre la jouissance du site, il a fallu procéder à des travaux de restauration et d'intégration, qui ont été complexes et spécifiques, concernant armures, planchers, mosaïques. L'exécution de ces travaux visant à la restauration, à la conservation et à l'intégration des structures, a été confiée en 1992, mais là en ce même temps quelque problème a commencé à être vérifié. Il y a eu un rapport préliminaire et d'expertises du restaurateur, M. Pulgas, qui relevait les problèmes liés au taux d'humidité, taux d'humidité stratifié et très élevé, qui favorisait en plus la naissance des algues à l'intérieur de la structure. Les matériaux imbibés d'eau et d'humidité n'ont pas permis l'exécution des travaux de renforcement, comme on le souhaitait et comme on le voulait, ni l'emploi du mortier à base de chaux.

On a constaté aussi l'élévation du niveau de la nappe phréatique et dans certaines périodes en effet l'eau émerge dans les zones les plus basses des fouilles, une ventilation insuffisante et des infiltrations d'eau de la toiture.

Des mesures se sont avérés nécessaires, et ont été en partie prises. En premier lieu des mesures d'entretien ordinaire et extraordinaire du réseau d'écoulement des eaux pluviales et révision de la toiture. Ces travaux devaient permettre de stabiliser le taux d'humidité. Les techniciens du Bureau des biens archéologiques ont établi la liste des travaux et ont passé à un marché public officieux et les travaux ont été attribués en 1994.

Puis ils se sont avérés nécessaires des travaux de colmatage temporaire des fonts pour permettre la relevée thermohygrométrique de l'édifice sous différents éclairages; les techniciens du service compétent ont passé là à un marché public officieux et les travaux ont été réalisés en 1994.

De l'époque jusqu'à présent, d'après les rapports que j'ai reçus, les bureaux ont pourvu à l'entretien des travaux de colmatage temporaires des fonts, en essayant d'arrêter la croissance des algues photoscientifiques; des ventilateurs installés à l'entrée et à la sortie des fouilles auraient dû permettre de régler le taux d'humidité à l'intérieur de la villa.

Mais ce qui est nécessaire de faire c'est quoi? Avant tout - M. Marguerettaz l'a cité à l'avance - il est nécessaire de procéder avec une étude géologique du terrain et des nappes phréatiques, pour apporter remède à l'eau qui se trouve à l'intérieur des fouilles.

Il est donc nécessaire avoir une étude qui devrait permettre de résoudre le problème de l'élévation du niveau des nappes, qui est la cause principale des éventuels dommages aux fouilles.

Il est nécessaire en plus la réalisation d'une installation de contrôle du microclimat à l'intérieur de l'édifice pour ce qui est des taux d'humidité.

Ces travaux doivent être réalisés dans le cadre du programme de mise en valeur du site, à partir d'une estimation et d'une conception du projet qui tiennent compte aussi de ces éléments. Mais il y a l'intention aussi de permettre la complète jouissance de l'ouvrage et donc les structures anciennes doivent être mises en valeur d'une façon adéquate.

Il est alors nécessaire de procéder à la mise à jour d'un projet visant à l'aménagement structurel du site sous le contrôle des biens archéologiques, et l'Assessorat se propose en ce sens de procéder avec le projet et par la suite aux travaux de restauration et de conservation, comme d'ailleurs cela a été indiqué dans le programme du Gouvernement régional de majorité. Pour ce faire, les premières dépenses nécessaires ont déjà été prévues et inscrites au budget pour l'année 1999-2000, pour exécuter tout de suite ce qui est des projets pour le réaménagement. De l'autre côté nos bureaux se sont intéressés à la chose et ils prévoient pour le moment d'intervenir avec des interventions d'ordinaire manutention, pour pouvoir prévenir des dommages possibles.

En conclusion, pour ce qui est des éventuels dommages aux fouilles, pour le moment ces dommages ne sont pas si graves au point d'avoir endommagé d'une façon irréparable les mêmes.

J'ai dit avant qu'on a prévu les premières sommes dans le budget 1999-2000 pour prévoir la réalisation des interventions nécessaires pour mettre en sécurité le site et pour sa valorisation, compte tenu cela de ce qui sera le degré d'intérêt qui sera certifié et du côté du projet et surtout du côté de nos bureaux, parce que les interventions qu'on devra faire devront bien sûr être rapportées à l'importance du site.

Pour ce qui est des temps, des modalités et des coûts et des problèmes liés aux accès, aux parkings, et cetera, ces problèmes seront définis lorsqu'on aura la première ébauche de projet.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Non sono per niente soddisfatto, no, per niente è esagerato, ma veramente poco o nulla soddisfatto perché a fronte di tutte le questioni poste praticamente l'Assessore mi ha ribadito la volontà politica di continuare i lavori. Alla fine, l'unico tipo di risposta è stato questo e l'Assessore sa meglio di me quanto sia insufficiente da questo punto di vista stabilire una voce di bilancio per far vedere che c'è la volontà politica. Ne sanno qualcosa quelli che per vent'anni hanno visto l'acquedotto del Monte Bianco iscritto a bilancio.

Mi dicevo non soddisfatto perché non mi è stata una risposta sulla domanda che mi premeva maggiormente, che aveva più un carattere politico se vogliamo, cioè perché in 4 anni non si è fatto niente? A questa domanda non è giunta risposta. Lei, Assessore, ha fatto tutta la cronistoria meglio di quanto l'abbia fatta io perché aveva a disposizione più dati, ma non ha risposto a questa domanda. Mi ha confermato che nel 1994 gli interventi sono terminati a causa di questi problemi, e nel 1995, nel 1996, nel 1997, nel 1998? Anche perché lei mi ha parlato in merito ai danni di eventuali possibili danni ai reperti al momento - così lei ha detto - non irreparabili; non vorrei che il mese prossimo lo fossero. E allora a maggior ragione chiameremo l'Assessore, non l'Assessore nella persona di Pastoret, ma l'Amministrazione che era presente nel 1994 a darci ancora con più forza le ragioni di questo ritardo.

Le spese, sono d'accordo con l'Assessore, le sapremo al momento in cui andremo ad analizzare il progetto, ma sui tempi un po' con una promessa in questo senso all'interpellante poteva sbilanciarsi. Lei mi ha detto che è nel programma di legislatura, e io sono estremamente felice che sia nel programma di legislatura, ma visto che la legislatura è appena iniziata, se lei mi dava una tempistica di massima: fra un anno o a metà legislatura o verso la fine della legislatura o subito dopo l'inizio delle prossime elezioni, avrei potuto più puntualmente verificare questa tempistica.

Per quanto riguarda l'ultima domanda, mi ha risposto anche qui in maniera molto vaga e anzi mi ha sollevato con la sua relazione dei dubbi ulteriori, perché se quei progetti della sistemazione esterna dell'area sono stati fatti in quell'epoca a cui lei faceva riferimento, non si è tenuto conto proprio di tutte quelle problematiche che ho illustrato nella domanda, non si è tenuto conto dei parcheggi, non si è tenuto conto delle barriere architettoniche, non si è tenuto conto dell'accessibilità futura di quell'area. Allora adesso dovremmo andare a ripensare un progetto, che è stato l'ultimo - così mi sembra abbia detto l'Assessore - degli interventi fatti in quell'area.

Mi sembra che la situazione sia oltremodo pasticciata per non dire di peggio e comunque se lei non si è sbilanciato con i tempi - e questo posso capirlo, perché qualche suo collega soprattutto nella scorsa legislatura si sbilanciava troppo spesso, per cui ciclicamente noi andavamo a chiedere come mai - le diamo noi un anno di fiducia, poi torneremo a vedere se fra un anno si è scoperto - come lei ci ha detto - che per risolvere questo problema, bisogna risolvere il problema della falda. Solo che ci sono voluti 4 anni per capire questo.