Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 115 du 7 octobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 8 OCTOBRE 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 115/XI Disegno di legge: "Disciplina dello svolgimento della quarta prova scritta di francese agli esami di Stato in Valle d'Aosta".

Président Je vous rappelle que nous discutons le point 22.1 à l'ordre du jour, projet de loi n° 6, présenté par le Gouvernement régional en date du 16 septembre 1998: "Disciplina dello svolgimento della quarta prova scritta di francese agli esami di Stato in Valle d'Aosta".

Article 11, "Dichiarazione d'urgenza". Je rappelle que pour la votation de cet article la majorité absolue des membres de ce Conseil est requise.

La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.

Squarzino (PVA-cU) Stiamo votando adesso l'ultimo articolo della legge che riguarda la dichiarazione d'urgenza. Credo che la debolezza del procedimento di tutto questo disegno di legge sta nella lentezza con cui è stata condotta la trattativa. Adesso, all'improvviso tutto diventa urgente. Siamo contro questo articolo, come siamo contro tutta quanta la legge.

Président Je soumets au vote l'article 11:

Conseillers présents et votants: 32

Pour: 22

Contre: 10

Le Conseil approuve.

Le Conseil approuve l'article 11 avec la majorité requise par l'article 31, 3° alinéa du Statut spécial.

Nous mettons en votation le tableau A présenté par l'Assesseur Pastoret.

La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Si tratta di quella tabella di cui abbiamo parlato ieri? Qualcuno ieri ha iniziato questo Consiglio dicendo che la notte aveva portato un "qualche" consiglio. Chiedo all'Assessore se in merito a questa tabella "qualche altro consiglio" è sopraggiunto nel corso della notte!

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Ammetto che non ho capito bene il senso della domanda, comunque questa tabella A sostituisce quello che era l'allegato B del regolamento e fissa la conversione del punteggio in quindicesimi per la valutazione in decimi ai fini della certificazione e quindi della spendibilità.

I livelli di riparametrazione sono fissati alla sufficienza che in quindicesimi è a dieci e che sono riportati a sei per la valutazione in decimi. Se ci sono poi altre richieste posso chiarire.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz pour la deuxième intervention.

Marguerettaz (Aut) Per dichiarazione di voto. Voteremo contro questa tabella per i motivi che abbiamo già avuto modo di spiegare ieri.

Noi abbiamo capito che il meccanismo della legge nazionale ha fatto sì che il conteggio del punteggio in quindicesimi, per permettere il raggiungimento globale della sufficienza, deve richiedere un punteggio in quindicesimi che è leggermente superiore alla sufficienza. Questa è l'impalcatura, ripeto, della legge nazionale.

Visto che in questa tabella invece si decide quali punteggi vengono iscritti in quella famigerata apposita casella riguardante la valutazione della prova di francese, riteniamo che si possa tranquillamente far corrispondere la votazione non di dieci quindicesimi, ma di nove quindicesimi alla sufficienza.

Questa non è una questione matematica, Assessore, è una questione di volontà politica. Comunque a nostro avviso era possibile fare questo sforzo, un piccolo sforzo per la verità; non lo si è voluto fare, pertanto voteremo contro questa tabella A.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Per chiarire: o noi prendiamo per buona una valutazione che viene fatta dalla commissione d'esame in sede di valutazione, quindi i dieci punti che rappresentano la sufficienza sulla base dei quindicesimi, e con una sola valutazione raggiungiamo due risultati, oppure facciamo due valutazioni diverse e separate con tutte le conseguenze che questo poi comporta. Sottoponiamo gli alunni a due gradi di giudizio diversi.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) È inutile che continuiamo a girare attorno a questo aspetto. Questa tabella esiste, perché esiste la volontà politica di mettere la valutazione dell'esame della prova di francese all'interno dei 100 punti. Quindi siamo contrari a questa tabella, perché persegue quel disegno.

È evidente quello che dice Marguerettaz: si può fare una valutazione diversa se la prova di francese è esterna ai 100 punti.

È evidente che avete bisogno di allegare la tabella con questo tipo di conteggio, giustificando che il Ministero vi abbia imposto di fatto di farlo; è comprensibile la vostra motivazione tecnica, ma è altrettanto comprensibile la vostra volontà politica. Quindi no alla volontà politica della valutazione all'interno dei 100 punti, di conseguenza no alla tabella allegata.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Voglio esprimere il dissenso del nostro gruppo su questo tipo di tabella. Non voglio utilizzare toni polemici, che pure potrebbero essere del caso, ma voglio far rilevare su questo punto - cosa che è avvenuta anche ieri peraltro - un'incongruenza che è palese. Normalmente le sufficienze si ottengono quando noi ragioniamo in decimi con i sei decimi: si prende sei e si è sufficienti. Se riportiamo matematicamente i sei punti, espressi in decimi, in quindicesimi, otteniamo matematicamente il numero nove. Quindi la sufficienza dovrebbe rilevarsi ai nove quindicesimi.

Qua invece ci troviamo di fronte a una tabella che prevede una sufficienza irragionevole - da questo solo punto di vista - di dieci quindicesimi, per essere sufficienti occorrono dieci quindicesimi, e quindi si tratta di un'ulteriore penalizzazione per chi dovrà avere la spendibilità in francese.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Vorrei chiarire in modo definitivo questo che è, a mio avviso, un modo un po' strano di girare attorno al problema.

Si continua a dire che gli studenti valdostani sono penalizzati e si fa riferimento alle famose tre prove, ai famosi quarantacinque punti che ci sono a livello nazionale, facendo finta di non sapere, o forse non sapendo, non lo so, che a livello nazionale sono quarantacinque punti per tre prove scritte, le quali hanno quindici punti per la valutazione e che la sufficienza è fissata a dieci punti, proprio per quel meccanismo che già ieri ho avuto modo di spiegare. E cioè, dieci più dieci più dieci sono trenta che, aggiunti al credito scolastico di otto, più la sufficienza - che è prevista con il punteggio minimo di ventidue per la prova orale - portano a sessanta che è la sufficienza all'interno dei cento punti. Questo a livello nazionale.

Qui abbiamo quarantacinque punti, di cui quindici per la seconda prova, quindici per la terza prova e quindici totali derivanti dalla media della prova di francese e della prova di italiano; abbiamo, come succede a livello nazionale, la necessità di raggiungere i famosi sessanta punti perché gli alunni abbiano la sufficienza. Quindi il dieci non è un'invenzione nostra, è un dato di fatto che c'è, perché se si vuole che gli alunni raggiungano i sessanta centesimi, bisogna che la riparametrazione venga fatta a questo livello. A meno che domani mattina lo Stato non cambi la legge sull'esame di maturità e non dica che la sufficienza si raggiunge a cinquantasette, per cui allora potremmo dar seguito a quanto chiesto dal Consigliere Curtaz e fissare la sufficienza a nove.

Président Je soumets au vote le tableau A:

Conseillers présents et votants: 33

Pour: 23

Contre: 10

Le Conseil approuve.

J'ouvre la discussion pour ce qui est des explications de vote sur l'ensemble de la loi.

La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Con le dichiarazioni di voto siamo ormai giunti all'epilogo di una, io direi, brutta vicenda sotto più profili e all'epilogo di un dibattito assembleare a mio giudizio assai deludente. Dobbiamo infatti constatare al termine della discussione degli articoli, discussione che è stata ampia, approfondita, che ci ha impegnato ieri pomeriggio, ieri sera e anche una parte della notte, dobbiamo constatare purtroppo che l'impianto complessivo della legge così come proposto dalla maggioranza rimane invariato. E neppure i tentativi dell'opposizione di portare miglioramenti alla legge hanno dato esiti positivi. Basti dire che ieri su oltre quaranta emendamenti presentati dall'opposizione la maggioranza ne ha fatto passare solo uno, su una questione peraltro secondaria e perché si trattava di un emendamento necessitato, andando a coprire una dimenticanza del disegno di legge della Giunta.

Sono stati respinti tutti i punti che ritenevamo essenziali, punti migliorativi al disegno di legge governativo: respinta dalla maggioranza la proposta di valutare separatamente la prova di francese; respinta anche la proposta alternativa di valutare complessivamente tutte le prove d'esame, senza indicazioni specifiche e discriminatorie del voto di francese; a proposito della spendibilità totale, rinviato di dodici mesi l'esame sull'eventuale spendibilità della prova di francese per i laureati. E qui voglio fermarmi un momento, perché si tratta di una questione che a mio giudizio va ancora una volta spiegata, visto che da parte di qualche consigliere di maggioranza si è tentato di introdurre degli elementi di confusione e di equivoco su questo punto.

A giustificare la proposta del rinvio di dodici mesi ci si è detto: guardate che per valutare i laureati, in molti casi sono necessarie competenze specifiche, e quindi dobbiamo riordinare tutta quella che è la normativa dei concorsi per i laureati. L'osservazione è di per sé vera, perché lo sappiamo anche noi che ci sono delle qualifiche professionali che necessitano di particolari competenze in lingua francese.

Abbiamo fatto ieri degli esempi, li possiamo per l'ennesima volta ripetere. Se io faccio il bibliotecario, avrà bisogno di una particolare competenza in francese; se io sono responsabile dell'Ufficio legislativo e devo scrivere leggi in francese, devo avere quella particolare competenza in francese. Ma non così se faccio l'ingegnere, non così se faccio l'architetto, non così se faccio il medico, non così se faccio il veterinario, e via dicendo! Però di fronte a quest'osservazione giusta viene introdotto un elemento di confusione, dicendo: non possiamo parlare oggi della spendibilità.

Non è assolutamente vero, perché la spendibilità non riguarda queste cose, non riguarda questi accertamenti qualificati, ma riguarda esclusivamente l'accertamento preliminare della conoscenza della lingua francese, che nulla ha a che vedere con questi accertamenti ulteriori.

Allora ben poteva la maggioranza, senza dare adito ai dubbi fondati che oggi abbiamo, proporre onestamente la spendibilità fin da ora riguardo all'accertamento preliminare della lingua francese, e rimandare ad un successivo disegno di legge tutte quelle correzioni necessarie per introdurre uno specifico controllo della capacità di conoscenza della lingua francese là dove questo è richiesto. Questa mi sembra una cosa chiarissima. Mi auguro che oggi, di fronte a questo ennesimo chiarimento, non ci venga di nuovo portata questa argomentazione perché cominceremmo a dubitare o dell'intelligenza di chi la propone, o del rispetto che ha chi la propone nei confronti dell'intelligenza degli altri, perché questa cosa si poteva risolvere benissimo. È stata una decisione politica, non tecnica, quella di rinviare di dodici mesi il problema della spendibilità anche per i laureati.

Tra l'altro, ieri nessuno lo ha rilevato, ma questa mattina ci ho pensato, questa cosa ha un'ulteriore conseguenza abbastanza significativa, ed è la seguente. I ragazzi che fanno quest'anno l'ultimo anno, a causa del rinvio dei dodici mesi non potranno più beneficiare, anche se la normativa venisse applicata, della spendibilità per la laurea. Sarebbe l'unica generazione di studenti che non può beneficiare di questa spendibilità, perché se venisse approvata fra un anno, comincerebbero a beneficiarne gli alunni dell'anno scolastico 1999-2000, a meno che si voglia dire che questo sia… come no?

(interruzione del Consigliere Rollandin, fuori microfono)

… non importa, è l'esame di oggi che conta e non la laurea fra quattro anni, Rollandin! Perdonami, lo rispiego un'altra volta e poi vediamo chi ha ragione. Allora, se faccio l'esame di maturità nell'anno scolastico 1998-1999, avrò un accertamento di spendibilità della lingua francese che vale solo per i diplomati. Se questa spendibilità viene allargata ai laureati fra dodici mesi, non potrà più valere per questi studenti che nel frattempo hanno già dato l'esame, ma varrà a cominciare da quelli dell'anno successivo. Dunque gli studenti che faranno l'esame, non ne potranno beneficiare, a meno che si dica - ma finora nessuno lo ha detto - che questa normativa avrà valore retroattivo...

(nuova interruzione del Consigliere Rollandin, fuori microfono)

… adesso non entriamo in questi dettagli, perché non vorrei fuorviare la discussione essenziale su questi punti. Dicevo che questo è un addentellato delle altre osservazioni che sono state fatte.

Oltre a queste, che sono le questioni essenziali che ho voluto rimarcare, ci sono altre due questioni che sono particolarmente deludenti, anche se possono sembrare nell'insieme questioni minori. L'una l'abbiamo appena accennata parlando dell'articolo 11. La prima incongruenza è quella che per la spendibilità occorrerà una particolare sufficienza in francese di dieci quindicesimi e non di nove quindicesimi, come sarebbe matematicamente corretto. Su questo punto credo che vada fatta chiarezza, perché capisco quando l'Assessore dice che c'è una valutazione in decimi e in quindicesimi per quanto riguarda il punteggio complessivo all'interno dell'esame di maturità, ma qua stiamo parlando di una valutazione ai fini della spendibilità e quindi di una valutazione diversa, che potrebbe essere valutata in maniera più corretta e meno penalizzante.

Infine, ne accenno solo perché la discussione è già stata fatta ieri sera, credo che sia inadeguata la normativa per i ragazzi provenienti da fuori Valle che frequenteranno l'ultimo anno e faranno la prova di francese con una prova differenziata, che però verrà valutata con gli stessi criteri della prova generale.

Vengo rapidamente a concludere perché il tempo a mia disposizione sta per scadere o è scaduto. Vorrei dire che di fronte a queste incongruenze, a queste negatività che ho espresso, il nostro voto nei confronti del provvedimento sarà decisamente negativo, e visto che qui di democrazia sostanziale ne abbiamo vista pochina, ci riserviamo come gruppo di promuovere un comitato per la proposizione di un referendum abrogativo, o ancora meglio di appoggiare la costituzione di un comitato spontaneo che voglia dare ai cittadini la possibilità di esprimere la propria opinione su questi temi.

Credo infine, ed è veramente l'ultima osservazione, che questo dibattito assembleare verrà ricordato come un'occasione persa per insegnare meglio il francese in Valle d'Aosta e per far amare il francese alla nostra regione.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Sintetizzerò in queste considerazioni finali le ragioni per cui il gruppo di Forza Italia non voterà questo provvedimento legislativo.

Abbiamo assistito ieri a un dibattito lungo e articolato, dove è emersa, oltre all'incongruenza dell'impianto normativo soprattutto, la debolezza dei ragionamenti e delle argomentazioni sostenute dall'Assessore Pastoret. Debolezza dei ragionamenti e delle argomentazioni condita anche di sostanziali falsità riferite dall'Assessore in sede d'illustrazione del provvedimento di legge. Egli ha detto testualmente che questo provvedimento sarebbe il frutto delle negoziazioni della Giunta con il corpo studentesco, con i genitori, con i sindacati e con gli insegnanti e ha altrettanto accusato gli studenti di aver cambiato avviso ogni giorno: "chaque jour on change d'avis". Mi sembra che questa sia un'umiliazione della dignità di un corpo studentesco, che deve avere tutto il rispetto che merita essendo nella nostra regione comunque un corpo sociale che ha una notevole valenza; pertanto ritengo che queste dichiarazioni siano state gravemente offensive delle legittime istanze proposte dagli studenti.

Quali sono le ragioni sostanziali per cui non votiamo questo provvedimento? Perché esso, introduce un evidente elemento di discriminazione, facendo sì che la prova di francese venga valutata nel risultato globale e quindi crei nello studente valdostano una situazione nettamente sfavorevole nei confronti dei colleghi di altre regioni. Pensiamo agli studenti valdostani che vogliono recarsi a lavorare in altre regioni d'Italia e che rischiano di avere un punteggio decisamente penalizzato o a studenti che vogliono iscriversi a università che prevedono il numero chiuso, dove la valutazione del punteggio di ingresso è quanto mai importante.

Abbiamo visto ancora stamane quale ulteriore elemento di discriminazione nella valutazione viene inserito, poiché in Valle d'Aosta la sufficienza non corrisponde al voto "sei" come nel resto d'Italia, ma corrisponderà a 6,7, cioè ai dieci quindicesimi. E l'Assessore Pastoret lo ha ribadito in maniera altrettanto evidente, sia ieri sia oggi.

Questo disegno di legge mortifica inoltre la professionalità degli insegnanti, che per anni impartiscono lezioni di francese agli studenti di ogni ordine e grado, e non riconosce loro la competenza professionale, attribuendo alla prova di francese una spendibilità estremamente limitata, a differenza della spendibilità totale e illimitata che il gruppo di Forza Italia ha richiesto attraverso un pacchetto di emendamenti - ventisette per l'esattezza! - che sono stati tutti puntualmente respinti da questa maggioranza.

Di conseguenza la lingua francese non viene assolutamente valorizzata. Anzi, questo provvedimento favorisce il ripudio di una lingua perché cerca di considerarla quale lingua reale, mentre in realtà - come abbiamo avuto occasione di dire nel corso della discussione generale - si tratta di una lingua virtuale che non ha assolutamente corrispondenza nella normale parlata dei valdostani.

Questo disegno di legge inverte inoltre le regole democratiche, perché la Giunta ha negoziato come un bulldozer, creando un disegno di legge che è rimasto praticamente invariato e che non ha assolutamente preso in considerazione le istanze della cosiddetta "scuola reale".

Sono rimasto anche esterrefatto di certe dichiarazioni che sono state fatte in quest'aula, in particolare dal Capogruppo unionista, quando dice che questa maturità "ce n'est qu'un passage". Mi chiedo quali saranno i passaggi ulteriori; dopo l'enfatizzazione, l'esasperazione di certi dogmi linguistici che non hanno alcun riscontro e alcuna radicazione nella nostra regione quali saranno le ulteriori conseguenze che ci aspettano.

Di fronte a questo clima surreale che si è creato nel dibattito di ieri, dove addirittura i media sono stati accusati di travisare o di male interpretare certe dichiarazioni fatte da alcuni esponenti politici della maggioranza, o dove addirittura sono stati travisati o male interpretati i fondamenti di un documento che questo Consiglio regionale aveva votato all'unanimità nel dicembre 1997, nel quale, sì, veniva sancita l'obbligatorietà della prova francese, ma non veniva stabilito il fatto che venisse conteggiata nella valutazione globale o che la spendibilità fosse mortificata in questa maniera, assistiamo a questa sostanziale inversione di regole democratiche.

Il francese è patrimonio di una sparuta minoranza locale, ma viene imposto alla stragrande maggioranza. Questo progetto utopistico di rifrancesizzazione della Valle d'Aosta attraverso la scuola sarà un prezzo carissimo che cominceranno a pagare gli studenti.

Per questi contenuti di forte illiberalità, presenti in questo disegno di legge, Forza Italia non lo voterà, anzi si adopererà in tutte le sedi competenti e opportune per frenarne l'efficacia e l'entrata in vigore.

Président Y a-t-il quelqu'un qui s'inscrit à parler? J'invite éventuellement les conseillers de la majorité à respecter le principe de l'alternance dans les interventions, comme il a été convenu.

La parole au Conseiller Martin.

Martin (FA) Non penso ci sia bisogno di fare ulteriori grandi considerazioni sul testo di legge in questione dopo l'ampio dibattito che si è sviluppato ieri in quest'aula e dopo la discussione fino a notte fonda di numerosi emendamenti, che hanno impegnato l'intero Consiglio regionale.

Penso piuttosto che siano necessarie alcune brevi considerazioni sul momento particolare che stiamo vivendo tutti quanti, il Consiglio regionale, ma anche il mondo della scuola.

Il nostro gruppo, al contrario di come ha interpretato qualcuno, non è in difficoltà nell'approvare una legge i cui contenuti - come ho avuto modo di dire ieri nel dibattito generale - sono molto vicini a quanto richiesto.

Il nostro gruppo è,- come ritengo anche altri gruppi, - invece, sinceramente dispiaciuto per il clima avvelenato da mille polemiche, da mille incomprensioni, che hanno portato le parti su due fronti così distanti e hanno fatto sì che una completa informazione purtroppo non sia arrivata non solo alla società valdostana, ma anche al mondo della scuola, se è vero, come è vero, che ancora solo ieri abbiamo ricevuto richieste di inserimento nella legge di argomenti che erano già previsti nella legge stessa.

Ribadendo quindi, per tutte le considerazioni che abbiamo fatto durante la discussione generale e per quelle ulteriori precisazioni che sto facendo attualmente, il nostro voto favorevole al disegno di legge in questione, ci auguriamo che fin dai prossimi giorni si possa riprendere con il mondo della scuola quel dialogo indispensabile per una civile convivenza, e soprattutto per poter spiegare, confidando anche in animi più sereni, quei passaggi qualificanti che sono stati inseriti ultimamente nella legge e che a nostro avviso non hanno trovato probabilmente per il clima troppo teso quella dovuta attenzione che i provvedimenti stessi meritavano.

Président La parole au Conseiller Collé.

Collé (Aut) Permettetemi in questa dichiarazione di voto di partire da un sospetto. Ci chiediamo come mai il disegno di legge, che disciplina lo svolgimento delle prove di francese alla maturità, approdi oggi in quest'aula. Ci chiediamo se questo stesso disegno di legge non poteva arrivare prima del maggio 1998, cioè prima delle elezioni regionali.

Crediamo che dietro a tutto questo ci sia stata una regia e una strategia precisa dell'Union Valdôtaine perché sapeva a cosa andava incontro. E quando ci sono problemi di questo tipo, quando 4-5000 Valdostani scendono in piazza, questo tipo di argomento è meglio affrontarlo all'inizio della legislatura piuttosto che alla fine, anche perché probabilmente tutti sono convinti che in 5 anni si può dimenticare tutto.

Dopo aver assistito in questi giorni al modo in cui questi ragazzi si sono comportati, alla solidarietà che hanno avuto dai loro genitori, dai sindacati, ma credo da buona parte della popolazione valdostana, credo che le cose stiano cambiando e un grazie va a questi ragazzi per il modo pacifico in cui in questi giorni hanno manifestato. Martin, quando parlavi di clima avvelenato, sinceramente non so a cosa ti riferivi, ma credo che in questi giorni di clima avvelenato non se ne possa parlare.

Non mi ricordo, qualcuno più anziano di me forse mi può correggere, ma a una situazione di partecipazione come quella a cui abbiamo assistito in questi giorni la Valle d'Aosta in quest'ultimo ventennio non l'aveva assistita e quindi ancora grazie!

Ieri l'Assessore Pastoret affermava: "Ho appreso in questi giorni che la lingua francese non è messa in discussione". Credo che questo vada ribadito con forza. L'hanno ribadito in tutte le riunioni i ragazzi, ancora nell'ultimo incontro con i Capigruppo hanno fatto quest'affermazione e noi crediamo in quest'affermazione e lo ribadiamo noi, nonostante qualcuno pensi il contrario.

Nessuno è contro il francese. Paradossalmente devo dire che con questo atteggiamento è la Giunta stessa, è la maggioranza che farà sì che molti da domani non vorranno bene a una lingua così importante per la Valle d'Aosta. Ripeto, per questo metodo e per questo atteggiamento. E quindi permettetemi di dire che questo disegno di legge sarà un boomerang per la Giunta stessa e per la maggioranza stessa.

E allora perché il gruppo degli Autonomisti voterà contro il disegno di legge? Inserire, come si è inserita, la valutazione del francese nella valutazione complessiva rischia di penalizzare molti studenti valdostani nelle loro scelte e nel loro futuro. Non si è risposto alla domanda posta ieri dal collega Marguerettaz: se uno studente valdostano con la medesima, identica preparazione di uno studente di un'altra regione, può avere una valutazione inferiore, se può essere considerato meno maturo.

Relativamente all'emendamento presentato dall'Assessore Pastoret all'articolo 8 continuiamo a ritenere che fosse non solo possibile ma doveroso determinare oggi in questa sede la spendibilità del diploma per l'accesso alle qualifiche in cui è richiesta la laurea. Come possiamo come opposizione, dopo le esperienze vissute in questi pochi mesi, dare credito a delle non meglio identificate promesse della maggioranza sulla spendibilità del diploma? Non voglio qui deviare il discorso, ma questa maggioranza, questo Presidente sul tema dell'ospedale, dopo che quest'aula si era presa degli impegni ben precisi, questi impegni li hanno disattesi. Non vorremmo che anche in questo caso si ripercorresse una strada di questo tipo.

Di fronte alle maggiori problematiche di questo disegno di legge e quindi il sistema di valutazione e la spendibilità del diploma, i passi avanti che sono stati fatti, se sono stati fatti, sono decisamente insufficienti a nostro avviso. Prova ne è che nessuna delle categorie interessate, gli studenti, i genitori, i sindacati, si è detta soddisfatta di questo disegno di legge, e la cosa è stata ribadita ieri chiaramente con un ulteriore comunicato stampa, nonostante qualche forza politica, e mi riferisco al collega Martin, in televisione abbia detto che le posizioni della maggioranza siano praticamente identiche, siano praticamente vicine a quelle che sono le reali necessità e a quelle che erano le richieste degli studenti.

Credo che anche su questo dobbiamo piantarla, anche su questo dobbiamo avere la chiarezza e la capacità di dire, prendendoci le proprie responsabilità, ciò che pensiamo e come la vediamo su ogni argomento, senza giocare in politichese, facendo delle interviste. E quindi nemmeno noi siamo soddisfatti di questo disegno di legge. Abbiamo presentato nella giornata di ieri tre emendamenti, nessuno dei quali è stato accettato. Ritenevamo questi emendamenti migliorativi della legge e quindi per queste motivazioni, con convinzione, voteremo contro il disegno di legge.

E siamo anche piuttosto amareggiati di come si sono svolte le cose, di qual è stato l'iter e di quelli che sono stati i tempi.

Permettetemi di dire ancora una cosa. Credo che a differenza di tutte le altre volte, dove forse un po' per stanchezza e un po' per tante altre ragioni, usciti da quest'aula, dopo aver votato un disegno di legge si metteva la parola "fine", invece in questo caso dobbiamo ripartire, dobbiamo concertarci con gli studenti, con i Valdostani che la pensano come noi, e dobbiamo cercare di trovare altre soluzioni.

Se è vero che in quest'aula i numeri per certi versi fanno paura perché questa logica c'è, siamo in democrazia e bisogna accettarla, credo che quando c'è un popolo in piazza anche i numeri forse ci faranno meno paura.

In questi giorni, lo ricordava anche Curtaz prima, si è parlato di un referendum abrogativo, e noi diciamo: perché no? Una cosa è certa. Ci dichiariamo fin d'ora disponibili a lottare con gli studenti per contribuire a far sì che il francese in Valle d'Aosta non venga odiato - e questo è il rischio con la bomba che oggi avete innescato -, che sia invece quella lingua che ci aiuta a crescere culturalmente. Perché chi ama il francese non può imporlo per farlo amare.

Président La parole au Conseiller Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) A parte la logica dello scontro maggioranza-minoranza che fa alzare questa mattina un pochino il tiro delle dichiarazioni, credo che in questi giorni possiamo dire che è cambiato qualcosa. Il modo impegnativo in cui si è svolto il confronto fuori e dentro quest'aula, sicuramente il protagonismo delle componenti della scuola, ha portato tutti a riconsiderare in modo più attento il rapporto francese-comunità. Quando usciremo dalle tensioni più esasperate, ci presenteremo tutti agli appuntamenti di lavoro futuri sicuramente più consapevoli degli effetti delle nostre scelte, perché la comunità si è espressa su questo problema come non si era mai espressa. Si è espressa negli incontri che ci sono stati fra le varie parti, qui sotto in modo un po' più rumoroso, con commenti di tipo diverso nelle case dei cittadini.

Ma ciò che voglio sottolineare sono considerazioni che ho sentito qui dentro, anche nella maggioranza, che fanno emergere un'attenzione mai così espressa per quanto succede nella scuola e nella comunità riguardo al tema del francese. Mai ho colto meno ideologia su questo tema. Rimangono le differenze, ma l'attenzione verso le posizioni degli altri si è rafforzata.

Sulla legge voteremo a favore, perché come ho già detto la riteniamo in questo momento il compromesso possibile. Il porre le questioni che gli uni hanno ragione di chiedere le cose che chiedono e gli altri hanno torto nel sostenere le loro posizioni credo che sia falsare una situazione. Ci sono invece, secondo me, posizioni diverse nella comunità che vanno conciliate. Il compromesso che dobbiamo votare è a mio giudizio misurato per quanto riguarda la strutturazione dell'esame e aperto per quanto riguarda la spendibilità.

È l'avvio di un lavoro che ci chiederà l'impegno maggiore da adesso in poi, non ci nascondiamo che essere costretti ad inventare un esame prima della riforma della scuola, prima di definire i percorsi che andrebbero verificati, è un problema non semplice, ma ci siamo un po' stati costretti anche in campo nazionale.

Si è adottato questo percorso, per cui lo dobbiamo anche noi adottare. Però sarà l'impegno che metteremo giornalmente all'interno di un percorso che comincia adesso di riforma della scuola che misurerà la sincerità dei proclami di ogni forza politica.

Noi sicuramente non mancheremo all'appuntamento di questa partecipazione all'innovazione e alla riforma della scuola.

Président La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.

Squarzino (PVA-cU) Come penso sia chiaro, siamo contro questa legge, siamo contro l'impostazione culturale che la ispira, contro il metodo adottato dalla Giunta.

Da mesi, prima come Verdi e adesso come Ulivo, abbiamo denunciato il modo con cui il Presidente della Giunta e l'Assessore hanno operato. L'anno scorso hanno imposto con i Parlamentari valdostani che una delle tre prove fosse svolta in lingua francese. Questa decisione fu poi cambiata proprio per la pressione della scuola e delle altre forze politiche. Adesso hanno condotto la trattativa non accogliendo nessuna delle richieste fatte dagli studenti e dai sindacati.

Ieri sera ancora i ragazzi ci hanno fatto pervenire un documento molto chiaro, in cui si dice: "La democrazia per gli studenti che cos'è?". Sono indicate le richieste degli studenti, sono messe a confronto le offerte della Regione e da questo risulta che niente è stato accolto di quello che gli studenti hanno chiesto.

Gli stessi sindacati della scuola ieri ci hanno fatto pervenire un comunicato, con cui comunicano che hanno indetto una giornata di sciopero per il giorno 22 ottobre 1998, proprio in riferimento a questo disegno di legge.

Ancora ieri, durante la lunga serata di dibattito, tutte le forze dell'opposizione hanno presentato un emendamento comune che era molto chiaro, inequivocabile rispetto a questo tema, lo leggo: "Il possesso della certificazione di cui all'articolo 7 esonera dalle prove di accertamento della conoscenza della lingua francese previste dalla normativa vigente per l'accesso alle qualifiche funzionali, docenti, educative, per le quali è richiesta una laurea o un titolo di studio inferiore". Era molto chiaro, inequivocabile, accoglieva in modo limpido le richieste degli studenti e degli insegnanti, ma anche questo emendamento è stato bocciato dalla maggioranza.

Nella valutazione dentro i 100 punti neanche a parlarne! Avevamo proposto una soluzione che evitava una serie d'incongruenze che ha questa legge, ma anche questa non è passata, per questo abbiamo accettato e votato insieme alcuni emendamenti che Forza Italia ha presentato.

Noi votiamo contro questa legge, come abbiamo votato contro gli altri articoli. Siamo contro soprattutto la politica culturale che ispira questa legge, che considera il francese non una lingua di comunicazione, una ricchezza, ma un'imposizione, uno strumento per affermare una identità particolare, una particolarità linguistica che, se aveva senso cinquant'anni fa, oggi non lo ha più. Ieri il Presidente Viérin ha detto chiaramente che questa lingua è il fondamento della nostra autonomia, è un elemento di identità.

Ora, voler mantenere fissi i legami fra il francese, il bilinguismo, e l'identità e la tradizione originaria valdostana significa a nostro avviso decretare la morte dello stesso francese, perché l'identità non è un dato statico e immutabile, ma si modifica nel tempo. Solo sottolineando il valore culturale del francese, proprio nell'ottica del plurilinguismo dell'educazione europea, si favorisce l'accettazione di una lingua, perché se ne capisce il valore di strumento di comunicazione e di opportunità linguistica. Ma questa legge va nella direzione esattamente opposta.

Rollandin aveva affermato che l'Union vuole valorizzare il francese, proprio nell'ottica di un mondo plurilingue. Ma quando l'Ulivo nel giugno 1998 si è presentato all'incontro con l'Union per confrontare i programmi e ha illustrato uno dei punti qualificanti, la scuola plurilingue, ci siamo sentiti dire: "Ma questa è una provocazione, noi vogliamo il bilinguismo". Da qui appare chiaramente come le nostre impostazioni culturali siano diametralmente opposte. Per questo votiamo contro questa legge.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Abbiamo già espresso il nostro parere negli interventi che sono stati fatti nel corso della discussione generale e anche nelle dichiarazioni di voto che i rappresentanti del nostro gruppo, Curtaz e Squarzino, hanno già fatto.

Voglio riaffermare, come Consigliere in rappresentanza dell'Ulivo e come Popolare, il nostro pensiero negativo sul metodo usato dalla maggioranza per giungere ad approvare questa legge, in modo che questo disegno di legge avesse i contenuti che la maggioranza voleva.

Avete voluto a tutti i costi imporre l'esame di francese nella maniera che voi volevate, avete sfidato e continuate a sfidare il vostro prossimo, perché questa è una sfida che certamente i sindacati, gli studenti, i genitori, l'opinione pubblica accetterà. E il 22, come è stato ricordato, è già previsto un altro sciopero generale.

Vi siete fatti forti dei 17 voti dell'Union Valdôtaine e degli altri voti di coloro che hanno seguito la vostra linea.

Vi prego di una cosa soltanto, mi rivolgo all'Assessore e al Presidente: di non andare a Roma a dire come al solito che la Valle d'Aosta è tutta con voi, come avete fatto in passato, perché la Valle d'Aosta quella reale, quella vera, è qui fuori, è nelle case, e questa Valle d'Aosta non è certamente con voi e a sostegno di questa legge. Andate perlomeno a dire che l'avete fatta subire perché la vostra linea e la vostra impostazione era questa.

È vero, Consigliere Rollandin, se ho capito bene il suo intervento di ieri: il francese non è tutto, ci sono problemi del lavoro, della sanità, problemi sociali nella Valle d'Aosta che devono essere affrontati.

Una volta ho scritto un articolo, quando si è cominciato a parlare di questo esame, in cui dicevo che il francese non è tutto, perché anch'io sono convinto che ci sono problemi grandi e importanti da risolvere in Valle d'Aosta per lo sviluppo economico, per l'occupazione, per la casa, per i problemi sociali. Ma vorrei, Rollandin, che lo stesso impegno che avete messo nell'imporre questo sistema di esame di francese, lo metteste ora per risolvere i problemi della Cogne, i problemi delle aziende in crisi, il problema del lavoro ai disoccupati. Vediamole queste cose, io concordo con te su questo problema: che il francese non è tutto, ma dimostriamolo! Dimostriamo come con la stessa intensità e con lo stesso impegno si affrontano quei problemi che oggi stanno di fronte all'opinione pubblica valdostana. E mi auguro che le parole che hai detto qui, vengano mantenute. Ne discuteremo prossimamente perché la Cogne ci porterà a discutere dei problemi interni a questa società. Credo che vorrete in quel momento dimostrare con i fatti che volete seguire una certa strada.

Riaffermando il mio personale parere negativo, dichiaro di votare contro questo disegno di legge.

Président La parole au Conseiller Comé.

Comé (Aut) Voglio qui sintetizzare il mio intervento anche perché molto è stato detto, ieri abbiamo avuto una giornata lunghissima, abbiamo sentito diversi pareri. Ma voglio qui esprimere sin dall'inizio il mio parere contrario, come quello degli Autonomisti, cercando di sintetizzare questo mio intervento.

Soprattutto il mio parere negativo è dettato dal metodo e dai tempi con cui si è voluta portare avanti questa legge. Per quanto riguarda i tempi, ieri abbiamo a più riprese sentito dichiarazioni, in particolare dal Presidente della Giunta, che si è trincerato dietro ad affermazioni di questo tipo: i tempi tecnici non ci permettono di rivedere la legge o di posticipare la sua approvazione. Se voglio dare atto all'Assessore Pastoret che sin dal suo mandato si è attivato per presentare il disegno di legge, devo dirle, caro Presidente, lei che sempre ha detto di essere qui la continuità di questa maggioranza, che non avete avuto il coraggio e neanche la dignità amministrativa di continuare quelle che erano le trattative aperte nei mesi di febbraio. E questo è alla luce di tutti, che lo avete fatto per convenienza prettamente elettorale.

Per quanto poi riguarda il modo, penso che sia sotto gli occhi di tutti in questi giorni il modo con cui sono state portate avanti le trattative con tutte le forze, con i sindacati, con gli studenti, con gli insegnanti e con i genitori. E pensare che - come ricordava qualcuno ieri - non meno di tre mesi fa nel programma della maggioranza, che qui ho sentito definire "il Vangelo" della maggioranza, il cui contenuto questa maggioranza si impegnava a rispettare in toto, si affermava riguardo all'esame di maturità che "con apposita legge regionale previa concertazione dei soggetti che operano nel sistema educativo e della componente studentesca, verranno stabilite le tipologie, le modalità... ", eccetera.

E devo fare un appunto anche ai Consiglieri dei Democratici di Sinistra; il Consigliere Fiou ieri aveva dichiarato che bisognava evitare il muro contro muro e che erano disponibili per la riforma della scuola, ma se queste dichiarazioni poi sono disattese dai fatti allora ci preoccupiamo, perché il loro programma politico per le elezioni regionali del 1998 recitava "di rendere effettiva per la scuola media superiore l'applicazione degli articoli 39 e 40 dello Statuto speciale con l'introduzione di un effettivo bilinguismo, con il pieno consenso degli operatori scolastici, degli alunni e dei genitori". Penso che i Consiglieri dei Democratici di Sinistra non abbiano fatto niente affinché questo si verificasse.

È da pochi mesi che sono qui, eppure mi sto accorgendo che ci troviamo di fronte a persone che predicano bene ma razzolano male. Quindi d'ora in avanti controlleremo ancora di più come questa maggioranza si atterrà a quanto scritto nel suo programma. Speriamo che non faccia come ha fatto per l'esame di maturità.

Ieri, dicevo, è stata una giornata importante perché più il dibattito si ampliava, più c'era il convincimento in me di votare contro questa legge. In primis, abbiamo verificato gli emendamenti presentati all'ultimo minuto da questa maggioranza che ha cercato di rappezzare questo disegno. Ieri qualcuno citava che questo forse era dettato dal buon senso dell'ultima giornata. Invece io dico che non è il buon senso, è la scarica di adrenalina dell'ultima notte, perché bisogna sottolineare che questo piccolo passo in avanti, anche se dilazionato nel tempo, è avvenuto grazie agli studenti che con le loro manifestazioni civili e democratiche hanno tenuto sotto pressione la Giunta.

Le difficoltà, infine, nelle risposte dell'Assessore su alcuni emendamenti presentati ieri da noi e dalle altre forze politiche di opposizione non solo non ci hanno convinti, ma abbiamo anche notato che hanno creato una certa perplessità anche in alcuni componenti della maggioranza.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Sicuramente la legge che questo Consiglio si appresta a votare questa mattina è una pessima legge. Pessima dal punto di vista politico, perlomeno dal punto di vista politico della nostra forza, dal punto di vista politico delle altre forze di opposizione, dal punto di vista politico anche delle scelte che fa il mondo della scuola reale.

È una pessima legge, peraltro - riteniamo - anche nei contenuti, ma quello che è più grave è una pessima legge per quanto concerne la funzionalità della legge stessa.

Lo abbiamo potuto notare nelle imbarazzate risposte che l'Assessore Pastoret ha cercato di dare - perché risposte nei fatti poi non erano - a quelli che sono stati i rilievi puntuali non su giudizi di merito, ma sulla funzionalità di tutto quello che era l'impianto normativo che si andrà a votare quest'oggi.

Sicuramente con questa votazione, con questa legge, andiamo a scrivere una pagina che ritengo negativa non solo per questo Consiglio regionale, ma una pagina negativa anche per l'autonomia della Valle d'Aosta. È una di quelle scelte che peseranno nel tempo e guardando indietro si capirà che da certe scelte sono poi scaturite una serie di conseguenze.

Mi auguro che il Consigliere Nicco, nell'ambito di quella che è la sua commissione, sua e della maggioranza, faccia delle valutazioni su quanto è successo attorno alla discussione di questo disegno di legge, perché sicuramente quella commissione, nata per andare a vedere di attualizzare i contenuti dello Statuto, non potrà non tenere conto di quanto è accaduto quest'oggi.

È una legge che si caratterizza per tre punti. Un primo punto riguarda gli studenti, che vengono penalizzati per quei concetti chiari e non recepiti della spendibilità e della valutazione; gli studenti valdostani si vedono abbassare la loro competitività rispetto ai colleghi delle altre regioni. Lo abbiamo spiegato in lungo e in largo nel corso della discussione generale, il non riconoscere il principio che la quarta prova, quella di francese, deve essere al di fuori di quello che è il giudizio di maturità non farà altro che giocare contro quanti cercheranno sbocchi occupazionali al di fuori di questa regione.

Il secondo punto, in contrasto con la caratteristica della forza politica che ha spinto in questa direzione, è che questa è una legge che di autonomia non ha niente, è una legge accentratrice - e lo abbiamo visto anche questo nell'illustrare i singoli emendamenti ai vari articoli - che ruota intorno alla figura onnipotente, onnipresente dell'Assessore, il quale con le sue ordinanze decide e dispone. È una legge che mortifica la professionalità del corpo insegnanti, che non considera le capacità professionali del corpo insegnanti, non coinvolto con quello che è stato l'iter legislativo, e non coinvolto nemmeno nella gestione di questa mostruosità che ci apprestiamo a votare; non coinvolto perché sappiamo che l'articolazione dei testi delle prove di francese sarà individuata dall'Assessore con quattro suoi fiduciari, senza il coinvolgimento di tutta la classe docente.

E poi il terzo punto, che non è il meno importante, anzi, oserei dire che è il più preoccupante, è il volto, noto ad alcuni di noi abituati a fare politica e a confrontarci su quelli che sono i problemi regionali, il volto che forse non tutti conoscevano di una certa intransigenza, di un certo integralismo, che questa Union Valdôtaine sta dimostrando.

Il Presidente Viérin, io lo so, si alzerà, farà la sua replica, dirà che bello avere opinioni diverse, che quella che è una considerazione di intransigenza è un mio punto di vista, è un punto di vista della nostra forza politica, ringrazierà per il dibattito e chiuderà le dichiarazioni di voto. Ma al di là di quella che è la mia sensazione, al di là di quella che è la sensazione della forza politica che qui rappresentiamo, ci sono dei fatti gravi che sono accaduti e che sono stati appena evidenziati, perché l'intransigenza e l'integralismo hanno fatto scattare la censura. Ma non la censura al dibattito, che fa parte delle regole del gioco; la censura al Capogruppo dell'Union Valdôtaine. Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine è stato censurato dal Presidente della Giunta, e non so se la maggioranza è a conoscenza di un gravissimo fatto che lede il prestigio del Capogruppo, che lede la democrazia del dibattito…

Président … le Conseiller Rollandin souhaite intervenir pour fait personnel?

Frassy (FI) Non so se questa è una pagina virtuale. Penso, avendola fotocopiata dal giornale, che sia una pagina reale.

Sappiamo che l'Amministrazione regionale ha ben due Uffici stampa: uno della Presidenza del Consiglio e uno della Presidenza della Giunta. La Presidenza della Giunta quotidianamente produce un'articolata, approfondita rassegna stampa, che spazia dalle cronache locali alle cronache transalpine, alle cronache nazionali. Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine domenica, non sapendo cosa fare, rilascia la dichiarazione alla "Stampa" e io aspettavo di leggerla sulla "Stampa" e di rileggerla nella rassegna stampa del lunedì. Lunedì 5 ottobre - il Presidente Viérin, che fa la faccia stupita, ma essendo attento osservatore dubito che sia credibile - il Capogruppo dell'Union è censurato. Martedì 6 ottobre, si sono dimenticati? No, perdura la censura. Mercoledì 7 ottobre, che era ieri, permane la censura. Probabilmente oggi uscirà, me lo auguro, almeno mi auguro che il Capogruppo dell'Union rivendichi la sua dignità politica in quello che era il dibattito sulla scuola. Allora, non vuole essere una provocazione; è una preoccupazione, non sono fatti casuali.

La legge della maturità, volendo usare un gioco di parole, ha paradossalmente evidenziato l'immaturità politica di questa maggioranza.

Il giudizio che il gruppo di Forza Italia dà a questa legge non è espresso in quindicesimi, non ha bisogno della tabella di conversione in decimi, è un giudizio sintetico ed è un giudizio totalmente negativo.

Oggi per quanto riguarda il gruppo di Forza Italia non si chiude il discorso sulla maturità. Nell'ipotesi che la Commissione di Coordinamento visti questa legge - e dico nell'ipotesi perché, tanto per rimanere in tema, non ci scommetterei neppure un franco su quello che sarà il risultato finale di questa legge -, per quanto ci riguarda l'opposizione a questa legge continuerà. E difatti l'articolato degli emendamenti presentati dal gruppo di Forza Italia non è un articolato a fini ostruzionistici, è un articolato che ha avuto la pretesa di riscrivere i contenuti della legge e su quei contenuti andremo sicuramente a risollevare il dibattito politico e le attenzioni della scuola reale.

Allora, Assessore Pastoret, non pensi di archiviare con oggi quella che probabilmente passerà alla storia come la passione dell'Assessore Pastoret, passione non in senso di predisposizione, ma passione in quel senso eucaristico che ha tutto il senso di sofferenza, ed è la sofferenza dell'Assessore Pastoret, ma è anche la sofferenza della scuola reale che deve subire in prima battuta questa legge.

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) Le soutien des collègues conseillers m'a ému. Je savais de la considération mais je ne pensais pas qu'elle arrivait jusqu'à ce point.

Quand même je crois que le débat sur ce projet de loi a donné la possibilité de vérifier deux aspects. Le premier aspect, très important, a trait à l'attention qui est due à un débat qui concerne non seulement le Val d'Aoste, mais un niveau plus général. En effet les collègues - qui sont très attentifs - ont vu que la presse a repris l'attention du monde politique vis-à-vis de l'école. Il est d'hier l'accord entre Italie et France pour une université Turin-Lyon, qui d'elle-même suffirait pour dire de l'importance de la connaissance de la langue. Le fait que les responsables politiques des deux Pays sont arrivés à Turin pour signer un accord sur l'Université franco-italienne, est la meilleure réponse à un engagement qui est évident.

Quels ont été les points que le débat a portés à l'attention du Conseil? En premier lieu, les préoccupations des étudiants, qui se traduisaient dans deux aspects, dont le premier: comment ne pas pénaliser les étudiants valdôtains par rapport aux autres étudiants au moment où ils entrent dans l'université?

Quelqu'un a dit que l'évaluation des 100 points risque de pénaliser les étudiants qui fréquentent l'université. Ce qui est valable du point de vue théorique à une condition: qu'il n'y ait pas une connaissance de la langue, ce qui par contre tout le monde a donné comme acquise. Sans doute on aurait préféré un passage différent. Si par hasard il n'y avait pas la "Réforme Berlinguer" et la Vallée d'Aoste continuait ses programmes de l'école en application des articles 39 et 40, on arrivait d'une façon différente à un résultat qui était sans doute meilleur, car ce thème se posait le moment où on avait deux conditions différentes: des professeurs préparés pour enseigner les différentes matières à l'école secondaire et, en même temps, la possibilité de prévoir qu'à la fin de ce cycle de deuxième degré il y a un examen. Alors oui il n'y avait pas de problèmes à avoir dans les 100 points tout compris.

Aujourd'hui il est plus difficile et c'est raison pour laquelle il y a eu ce tracas, cette difficulté de la part des étudiants de comprendre qu'on n'allait pas les pénaliser, au contraire, et on est convaincu de cela.

Il y a eu une autre observation, c'est-à-dire on risque qu'il y ait un Valdôtain qui va au Piémont pour chercher du travail et qui est pénalisé par rapport aux votes qu'il a remportés à la maturité. Je crois que les cas sont là pour nous dire qu'il arrive exactement le contraire, ce sont les travailleurs du Piémont qui viennent en Val d'Aoste. Jusqu'à hier c'était le contraire, mais heureusement, depuis quelques temps, ce sont les travailleurs du Canavese qui viennent en Vallée d'Aoste. Les travailleurs de la basse Vallée qui vont au Piémont, sont très peu; par conséquent, de mon point de vue, ce n'est pas soutenable qu'il y ait cette pénalisation.

L'autre question importante est la "spendibilità", là où il y a eu sans doute un malentendu pour ce qui est des affirmations de M. Curtaz de ce matin, et je crois d'avoir éclairci que "la scelta dell'utilizzo della certificazione di cui all'articolo 7", le moment où le certificat est réglé par la loi, ce choix vaut pour tous ceux qui ont le certificat. Il certificato di quelli che hanno la maturità nell'anno 1999, nel momento in cui è regolamentato, avrà la sua validità, quindi non penso che ci siano queste difficoltà.

Anch'io, ho detto, avrei preferito che ci fosse stato questo disegno di legge oggi perché non c'erano più dubbi.

La difficulté vis-à-vis des professeurs, vis-à-vis des autres catégories, a été le soupçon de dire: vous dites que vous feriez cette loi, mais on ne sait pas quand elle viendra. Je crois qu'on a fait des pas de l'avant, j'estime que c'est une possibilité pour prévoir dans un monde qui change une possibilité en plus de valoriser la langue, et dans une réalité comme la Vallée d'Aoste, qui pour la première a inséré l'anglais, je doute qu'on puisse être accusés d'être contre les autres langues. On veut respecter le français mais on n'est pas contre les autres langues. Je crois que les faits sont là, personne ne peut affirmer qu'il y a un contraste de l'Union Valdôtaine. Je crois que là c'est vraiment un peu fol, n'existe pas.

Par conséquent je crois que la loi présente des points qui sont appréciables, la méthode pour y arriver pourrait être meilleure et s'il y avait plus de temps il y avait moins de malentendus. Si on était à même de mieux informer il y avait moins de grèves et des présences chaleureuses pour souligner des aspects qui ne sont pas encore acquis, mais on est là pour travailler afin que ces malentendus d'ici quelque temps soient mieux compris, qu'il n'y ait pas par la suite de pénalisations ni aux élèves, ni aux professeurs et moins encore aux parents.

On vote favorable.

Président La parole pour fait personnel au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Je voudrais simplement rappeler à M. Frassy à propos de la revue de presse qui est distribuée chaque jour par les Services de la Présidence du Gouvernement, que la revue du 5 octobre aux pages 1 et 2 reporte exactement ce que M. Frassy a lu.

Donc, au-delà du fait personnel, je pense que c'est un exemple de la manière dont on a voulu ici, au sein de cette Assemblée, illustrer les différentes positions et présenter des faits qui ne correspondent pas à la vérité. C'est la preuve ultérieure que certaines affirmations sont fausses et mensongères. Il faudrait un peu plus d'attention, un peu plus de sérieux, dans ce cas tout simplement lire la revue de presse pour vérifier le bien-fondé de mes affirmations. Et j'espère que M. Frassy voudra bien reconnaître ce que l'évidence prouve: qu'il n'y a pas eu censure et qu'on ne peut pas faire de la "diétrologie" et construire des châteaux en Espagne.

Président Pour quelle raison?

Frassy (fuori microfono) … per fatto personale a seguito delle affermazioni del Presidente della Giunta.

Président Le Président du Gouvernement ne vous a pas attribué des déclarations ultérieures, il a simplement rectifié quelque chose qui concernait votre intervention.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Vorrei rettificare quanto affermato dal Presidente.

Prima non sapevo se si trattasse di una dimenticanza o di una censura e l'omissione totale di quel pezzo poteva lasciare aperto il dubbio fra la censura o la dimenticanza.

Le pagine 1 e 2 citate dal Presidente della Giunta è impaginata in maniera tale, che non ha riscontro nella rassegna di stampa. Il titolo è diverso, l'articolo delle dichiarazioni del Capogruppo dell'Union segue alle colonne di un altro articolo, manca del titolo e - cosa più grave - non c'è nell'indice l'articolo che è stato inserito. Perciò se avevamo il dubbio se fosse dimenticanza o fosse censura, alla luce di come è stato impaginato, in maniera anomala, rispetto ai modi in cui vengono impaginate le rassegne stampa, confermo e sostengo che si tratta di censura deliberata.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Credo che mai come in questi due giorni in quest'aula si sia parlato di bilinguismo e questo è già significativo del fatto che un argomento così importante, e tutti lo hanno sostenuto con forza e con convinzione, cioè la nostra identità nel bilinguismo, abbia trovato così poco spazio all'interno di quest'Assemblea: due giorni per affrontare un problema che tutti in questi anni hanno sostenuto come fondamentale della nostra identità.

Questa mancanza di dibattito, questa mancanza di confronto all'interno di quest'aula credo sia già significativa di quelle che sono state le procedure adottate per la discussione di questa legge.

Ma quello che è più grave è che questa mancanza di confronto cadrà sui docenti, sulle famiglie e sui ragazzi. Sui docenti, perché evidentemente sono stati esautorati della loro competenza e della loro professionalità da un dirigismo - Assessore Pastoret - assurdo, che non può che essere giustificato con l'ideologia.

Ne pagheranno il prezzo le famiglie, perché si vedranno francesizzare i figli senza aver avuto l'opportunità di scegliere il 30 maggio alle elezioni il vostro programma su questo fatto, perché voi avete fatto manipolazione elettorale, questa cosa non l'avevate dichiarata ai vostri elettori, i voti li avete chiesti in patois, in italiano, non in francese.

Marguerettaz (fuori microfono) … ogni lingua è buona…

Lattanzi (FI) … ogni lingua è buona per portare a casa il risultato.

Poi ne pagheranno le spese soprattutto i ragazzi, che quest'anno attraverso questa legge dovranno affrontare un esame che voi potete girarla come volete, potete citare gli aspetti tecnici della legge ministeriale, le obbligatorietà dei vostri presupposti tecnici, potete dire tutto quello che volete, ma il fatto sostanziale rimane che i ragazzi che sono qua sotto quest'anno ce l'hanno dura come il ferro e voi lo sapete, ma fate finta di non capirlo, perché dovranno affrontare non un accertamento della lingua francese, ma un esame di Stato nel quale voi avete inserito un elemento di valutazione per il quale i ragazzi non sono ancora preparati - ma neanche noi lo saremmo - e per il quale soprattutto non si sono predisposti dei piani formativi coerenti con i progetti di studio. E sicuramente per questo anno 1998-1999 questa sarà una valutazione penalizzante per il futuro di questi ragazzi e per le prossime almeno 4-5 classi che dovranno affrontare questa valutazione.

Ma questa Giunta nel metodo si è già contraddistinta in questi tre mesi e, se il buongiorno si vede dal mattino, credo che saremo di fronte a un'alba tenebrosa. In questi tre mesi avete utilizzato un metodo di "non confronto" su questioni di tale importanza per questa regione.

È sufficiente parlare di economia e di lavoro con un Assessore che dice: ma non ci sono problemi, le crisi dell'industria non esistono, è tutto a posto, è tutto sotto controllo, quando noi abbiamo centinaia di famiglie che fra qualche settimana saranno in mezzo a una strada.

Abbiamo una Giunta che è assolutamente certa, ideologicamente convinta di quello che fa, anche sulla gestione della sanità: avevano scelto il top manager per l'amministrazione della nostra sanità e oggi sono in conflitto aperto sull'ospedale e sui servizi…

Président … nous sommes en déclaration de vote...

Lattanzi (FI) … poi abbiamo la convinzione ideologica sulla Commissione della riforma dello Statuto, la convinzione assoluta di essere nel giusto e abbiamo visto fallire la "Commissione Nicco" per la riforma dello Statuto, perché siete rimasti con il cerino in mano. E oggi affrontate con la stessa ideologia e con la stessa convinzione anche il fattore della scuola, convinti, fermamente convinti di essere dalla parte della ragione. Avete mollato, avete fatto finta di mollare qualcosa perché pressati dalla pressione di piazza, altrimenti il confronto voi non l'aprivate neanche, ditelo almeno!

Una cosa è sicura. Noi continueremo a dirvi quello che vi diciamo oggi, quello che vi abbiamo detto tre mesi fa, che vi abbiamo detto su tutte le questioni: voi non potete pensare di strumentalizzare questo fattore perché non lo accetteremo. La radicalizzazione del francese, la francesizzazione della Valle d'Aosta noi non l'accetteremo, e mi guardi bene, Assessore: non l'accetteremo mai. Forza ragazzi!

Una richiesta: visto che la questione è importante, io sono l'ultimo a intervenire, poi parlerà il Presidente, vorrei che su questa legge venisse adottato il voto palese per chiamata nominale perché su questa legge bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità, Consigliere per Consigliere, in modo che il popolo sappia.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Aujourd'hui ce Conseil est appelé à voter une loi importante qui réglera les futurs examens de maturité au Val d'Aoste en ce qui concerne le déroulement de la quatrième épreuve de langue française.

Sur ce sujet nous avons longuement débattu dans ces deux jours de Conseil, dans la société valdôtaine aussi. Ce même thème a longuement fait l'objet de débats, de contestations, de manifestations. Je pense quand même que sur cette loi on doit faire deux considérations essentielles.

La première. En la matière il était nécessaire, obligatoire, de faire une loi, sans laquelle nos étudiants ne sauraient pas à quel examen devront se soumettre à la fin de cette année scolaire. Je l'ai dit hier, aujourd'hui je le réaffirme et je le répète: j'avais le devoir de donner des certitudes aux sujets ?uvrant dans le monde de l'école, aux familles des parents d'élèves, et ce même devoir aujourd'hui est confié à cette Assemblée, dans laquelle nous devons assumer la responsabilité de dire si nous voulons que les étudiants sachent quel sera l'examen qui les atteindra à la fin de l'année. Sans cette prise en charge de responsabilité, sans cette décision, on laisserait dans l'incertitude totale les étudiants, le monde de l'école, les familles.

Deuxième aspect. Sur cette loi s'est posée l'attention de tout le monde. Elle a été visée comme la loi sur le français, la loi qui devrait permettre la mainmise sur toute la société valdôtaine, la loi qui imposerait le contrôle plus strict dans notre monde du travail, sur notre économie, et je ne sais pas quoi encore!

On a dérangé ici tout et le contraire de tout; en ce sens un exemple nous revient de la dernière intervention de M. Lattanzi qui suffit à elle-même quant à la clarté de l'exposé. Je crois qu'il faut le dire: cette loi règle et doit régler le déroulement de la quatrième épreuve de langue française à l'examen d'Etat; il ne s'agit pas d'autre chose. Dans un examen il faut fixer les critères, les temps, les modalités d'évaluation, le type d'évaluation, l'objet de l'examen et c'est ce que cette loi prévoit. Elle prévoit comme la quatrième épreuve de langue française doit se dérouler.

La loi fixe des temps de déroulement, des différentes procédures. Elle établit à quel programme et par rapport à quelle compétence doit se rapporter l'examen.

Et pourtant cette loi est durement contestée en lui attribuant des compétences qui ne lui reviennent pas; on cite l'autonomie du Val d'Aoste, la liberté du peuple. Mais pour les contenus de la loi, et je cite un petit exemple, l'épreuve prévue dans les 100 points, est l'objet d'une grande contestation aujourd'hui dans les déclarations de vote; je dois donner acte au groupe de Forza Italia d'être le seul à avoir soutenu de façon forte le fait que l'évaluation doive se faire hors des 100 points, mais quant aux autres forces elles ont discuté sur tout et elles se sont occupées sur le thème de la "spendibilità".

Ebbene, siccome l'accento è stato posto su questo problema della spendibilità in modo continuo e continuativo, credo che si debba essere chiari su questo, perché - e non credo di essere stato il solo - c'è stato modo di sentire delle cose assurde, ne cito una per tutte. In un volantino distribuito pochi giorni fa si chiedeva la spendibilità totale per i concorsi pubblici e per i concorsi privati. Non capisco cosa voglia dire. Nella legge la spendibilità per i concorsi privati non c'è, non serve, non è richiesta. Spero, dicendo queste cose, che oggi possano essere meglio chiarite. Spendibilità per i posti pubblici: è stato detto, ripetuto, lo sottolineo ancora una volta, che essa c'è, è prevista per il titolo conseguito. Chi avrà superato alla maturità con sufficienza la prova di francese, non dovrà più dare l'esame per l'accertamento per tutto il resto dei suoi giorni; stessa validità legata al titolo di studio, quindi spendibilità in questo senso totale e illimitata.

Rimaneva da regolare il problema dei laureati; è stato detto, ridetto, e lo risottolineo, come si sia presentato ieri un emendamento con il quale ci siamo assunti l'impegno di definire entro 12 mesi la questione.

I tempi sono stati oggetto di contestazione, ma ricordo e riaffermo che sarebbe stato meglio poter procedere subito. Non li avevamo questi tempi, abbiamo fissato 12 mesi. Ricordo comunque che le prime persone che si presenteranno sul mondo del lavoro con i titoli legati al corso di laurea non saranno sul mercato del lavoro prima di tre anni. Questo è il problema della spendibilità e lo riassumo ancora brevemente una volta:

- scuola secondaria superiore: la spendibilità è introdotta da questa legge in modo totale, senza limiti di tempo per tutti gli impieghi in cui è richiesto il titolo di studio conseguito all'esame di maturità;

- titolo universitario, lo abbiamo previsto in legge, lo abbiamo inserito con l'emendamento presentato ieri e la definizione del problema è fissata entro 12 mesi.

Il punteggio ha fatto l'oggetto del dibattito diverse volte ed è stato sollevato, e mi dispiace, dal Consigliere Curtaz, al quale peraltro riconosco una correttezza di comportamento e di illustrazione delle cose del tutto onesta, il discorso della sufficienza fissata a 10 punti.

Devo ricordare che la legge sulla maturità è stata approvata a livello parlamentare su proposta del Ministro Berlinguer e che per quanto riguarda in particolare la questione dei punteggi di questa cosa si è occupato e si occupa un ufficio legislativo del Ministero.

Per quanto riguarda la questione dei punteggi la cosa non era chiara a livello nazionale, talmente poco chiara che il Regolamento nazionale è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale non più di venti giorni fa, e di questa cosa peraltro si occupa in modo continuativo e anche appassionato il Sottosegretario Sogliani, che credo Dina Squarzino e Valerio Beneforti conoscano molto bene.

È dal Ministero che è nata quest'invenzione della sufficienza fissata a 10. In sede di applicazione per i 45 punti, 15 punti per prova, non avevamo e non potevamo in alcun modo, per raggiungere la famosa sufficienza che ho spiegato prima a 60 punti, agire in modo diverso. Quindi credo che si debbano riattribuire le colpe a coloro che le hanno avute originariamente.

Passo brevemente, e concludo, a dire che qui si è di nuovo parlato del confronto delle trattative; noto anche che qualcuno ha detto in apertura di seduta - e non da parte dei gruppi di maggioranza - che si è perso tempo nelle trattative, ammettendo in modo esplicito che queste ci sono state. Ma da queste trattative, qualcuno dice, nulla è uscito.

Ebbene, ricordo che da queste trattative è uscita la valutazione unificata per quanto riguarda la prova di francese e la prova di italiano, facendo media a 15 punti e ristabilendo il rapporto con le materie tecniche; è uscita la spendibilità che ho sottolineato prima, totale e illimitata per il titolo di studio conseguito in sede di esame di maturità; è uscita la modifica all'articolo 8 con l'emendamento presentato ieri per quanto riguarda il tema della spendibilità a livello universitario; è stato introdotto in questa legge - che tutti dicono pare non debba andare bene ed essere penalizzante - il fatto che l'esame sia fissato sulla base dell'effettivo percorso scolastico, quindi non inventiamo, alla fine, con l'esame, qualcosa di diverso rispetto alla fotografia della scuola reale che qualcuno prima ha citato.

Due parole voglio ancora dire agli studenti: hanno manifestato, hanno operato, hanno fatto sentire la loro voce, ma non si può dire, anche se forse non con un loro totale soddisfacimento, che questa voce non sia stata ascoltata.

Le modifiche le ho elencate e le ho dette prima, credo che per strada miglioreremo ancora diverse cose, abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità visto i tempi che da qualcuno sono stati ricordati prima.

Sotto questo punto di vista la Giunta ha preso un impegno, ha presentato una proposta di legge e sotto questo punto di vista, au nom aussi du Gouvernement régional j'annonce l'avis favorable à ce projet de loi.

Président Le Conseiller Lattanzi a formulé une requête de votation par appel nominal; qui sont les conseillers qui souhaitent que l'on procède à une votation par appel nominal?

Puisque le nombre requis par l'article 71 est atteint, je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble par appel nominal. Les Conseillers qui sont appelés sont priés d'exprimer l'avis favorable par "oui" ou "sì" et l'avis contraire par "non" ou "no", éventuellement en annonçant leur abstention:

Agnesod Gino: OUI

Beneforti Valerio: NO

Bionaz Augusto: OUI

Borre Fedele: OUI

Cerise Alberto: OUI

Charles Teresa: OUI

Collé Ivo: NO

Comé Dario: NO

Cottino Aldo: OUI

Cuc Giuseppe: OUI

Curtaz Carlo: NO

Ferraris Piero: SI

Fiou Giulio: SI

Frassy Dario: NO

Lanièce André: NO

La Torre Leonardo: SI

Lattanzi Massimo: NO

Lavoyer Claudio: OUI

Louvin Roberto: OUI

Marguerettaz Rudi: NO

Martin Maurizio: SI

Nicco Roberto: SI

Pastoret Ennio: OUI

Perrin Carlo: OUI

Perron Ego: OUI

Piccolo Guglielmo: OUI

Praduroux Renato: OUI

Rini Emilio: OUI

Rollandin Augusto: OUI

Squarzino Secondina: NO

Tibaldi Enrico: NO

Vallet Franco: OUI

Vicquéry Roberto: OUI

Viérin Dino: OUI

Viérin Marco: NO

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 24

Contre: 11

Le Conseil approuve.