Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 114 du 7 octobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 7 OCTOBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 114/XI Discussione e votazione del disegno di legge: "Disciplina dello svolgimento della quarta prova scritta di francese agli esami di Stato in Valle d'Aosta". (Approvazione di ordine del giorno)

Président Je rappelle aux Conseillers que nous sommes toujours en discussion générale sur le point 22.1 à l'ordre du jour.

La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Dopo l'intervento del collega Marguerettaz, che ha esposto in maniera chiara ed inequivocabile la nostra posizione sulla legge che oggi stiamo analizzando, onde evitare ulteriori ripetizioni, mi limiterò a fare alcune considerazioni che sono opportune di fronte a una situazione, come quella che è sotto ai nostri occhi, che ci lascia molto perplessi.

Una prima considerazione da fare è che la Valle d'Aosta in questi ultimi anni sta attraversando un momento difficile, come diceva il collega Rollandin. Ieri abbiamo saputo dell'ennesima dimostrazione di questa situazione di crisi per quanto riguarda il settore dell'industria: la Cogne sta per licenziare 100 persone e mettere in cassa integrazione 80 persone. È un problema industriale che si aggiunge a quelli già noti della Feletti e della Nordelettronica, e va ad aumentare il livello di preoccupazione per quanto riguarda la situazione occupazionale in Valle d'Aosta.

Vi è un fenomeno altrettanto grave, purtroppo, e che mi pare logico sottolineare, ed è quello dell'enorme incremento dei suicidi, che purtroppo, in questo ultimo periodo, hanno colpito la nostra regione e i nostri abitanti. Questo dimostra che siamo di fronte a una situazione molto grave, una situazione che merita un'attenta riflessione da parte di noi amministratori regionali, sia di opposizione sia di maggioranza, perché si tratta di fare un'analisi a fondo di quello che sta succedendo nella nostra realtà. Questa ritengo sia una premessa doverosa.

Proprio per questa situazione di forte tensione sociale, sia dovuta all'occupazione che al problema che ho appena annunciato, mi sembra assurdo - e questa penso sia la prima colpa da imputare al Governo regionale e alla maggioranza - che si sia voluta creare un'ulteriore tensione sociale con questo problema. Questa è secondo me una prima colpa che noi dell'opposizione pensiamo di rivolgere alla maggioranza; in questa situazione di crisi era meglio evitare di aumentare la tensione sociale attraverso questo provvedimento di legge che, come dimostrano le manifestazioni di questi giorni, l'ha alimentata ancora di più.

Ciò che avviene nelle scuole valdostane in questi ultimi giorni dà l'esatta misura di ciò che gli studenti, che sono fra i maggiori fruitori della cultura bilingue, intendono per valore della cultura bilingue. Il francese dev'essere uno strumento che oltre ad allargare gli orizzonti culturali personali degli studenti, deve poter favorire l'ingresso degli stessi, sia diplomati che laureati, nel mondo del lavoro. Perché ciò avvenga, l'insegnamento della lingua francese deve essere vissuto come un diritto dello studente, il diritto di apprendere nel modo migliore quanto gli potrà essere utile nella società e nel lavoro. Ma se tale diritto viene forzato, viene costretto nei ranghi di un dovere di casta, allora lo stesso francese rischia di trasformarsi in uno strumento di discriminazione rispetto ai coetanei del resto d'Italia, dal momento che introduce una prova in più negli scritti e quindi incide nel punteggio finale che è importante, come sappiamo tutti, sia per l'ingresso nel mondo del lavoro che per l'accesso ad alcune università, dove, in forza del numero chiuso, l'accesso avviene in base alla valutazione acquisita alla maturità.

Inoltre rischia anche di essere uno strumento di divario fra due mondi, il mondo della scuola e quello delle istituzioni, che non si incontrano più. Un mondo che, e sono fatti di questi giorni, ha dimostrato di non riuscire non solo ad accordarsi, ma neanche a dialogare! Questo è il primo aspetto del tradimento che gli studenti dicono, a ragione, di avvertire da parte del Governo regionale.

Se facciamo un passo indietro, i primi slogan degli studenti non dimostravano un forte accanimento contro il francese in sé, anzi! Erano soprattutto i criteri di applicazione normativa che erano l'oggetto delle loro critiche. Ma dopo che questo Governo ha lasciato intendere che la questione, prima ancora che didattica, è una questione squisitamente politica, o meglio ancora etnica, gli slogan sono cambiati. Abbiamo visto che gli studenti sono stati costretti a spostare il baricentro della loro attenzione anche su piani veramente culturali, fermi restando i punti focali della discordia, cioè la votazione della prova di francese al di fuori dei 100 punti e la spendibilità totale. Ma, ripeto, per colpa di una cecità politica che mi suona incomprensibile ancora.

È lo stesso valore del bilinguismo che da oggi, e questa penso che sia una cosa su cui riflettere, rischia di essere messo in discussione, e non certo per colpa dei ragazzi che sono fuori e che stanno ascoltando, perché si sono comportati in modo civile e corretto, ma per via del fatto che anche in quest'occasione ci si trova di fronte ad una legge calata dall'alto.

Quante volte nella passata legislatura abbiamo protestato dai banchi dell'opposizione per questo metodo, secondo noi poco democratico, e che viene meno a quelle regole democratiche di concertazione che consentirebbero su certi programmi, su certe iniziative che coinvolgono l'intera comunità, di trovare un possibile accordo fra maggioranza e opposizione.

Questa legge, come dicevo, è stata calata dall'alto, è stata imposta come un dovere assoluto, senza che prima della sua formulazione vi sia stata una concertazione con le parti in causa, prima fra tutti gli studenti e gli insegnanti. Cosa che fra l'altro era indicata nel programma di questa maggioranza, che è stato presentato a giugno di quest'anno dal Presidente della Giunta.

Il programma della maggioranza a questo riguardo recita: "Con apposita legge regionale, previa concertazione dei soggetti che operano nel sistema educativo e della componente studentesca, verranno stabiliti la tipologia, le modalità di svolgimento e le certificazioni della quarta prova scritta di lingua francese". Si parla di concertazione e non d'imposizione, mentre qui è stata fatta un'imposizione! Dato che il vocabolario italiano tutti lo possiedono, se si legge la definizione di concertazione, penso che non corrisponda a quello che successivamente è avvenuto. Questo è un altro elemento da far notare e questo errore è stato anche riconosciuto dagli stessi sindacalisti, che, riunitisi ieri al CRAL Cogne, hanno detto chiaramente: "Si parlava di concertazione ma è stata un'imposizione".

Per colpa di tutto ciò il francese rischia di essere vissuto, e questa è la cosa tragica, come nemico, come ostacolo discriminante da larghe fasce di popolazione, e questo per una scelta politica che potremmo dire, fra virgolette, "arrogante", ma sicuramente una scelta politica incomprensibile, che ha impedito una naturale e doverosa partecipazione del mondo scolastico nella formulazione e nella redazione di questa legge. Questo modo di agire univoco e - se mi permettete - equivoco è senz'altro opposto a quel concetto di centralità dell'uomo, che è alla base del pensiero del movimento degli Autonomisti. La centralità dell'uomo vuol dire che l'azione politica deve rispondere alle esigenze primarie della collettività in cui la politica opera. Esplicitamente questo vuol dire che il contenuto di una legge dovrebbe essere in funzione delle necessità di coloro ai quali essa è rivolta. Quindi se questa legge ha come fine ultimo, ha come fruitori gli studenti, sono loro i primi che devono darci l'input, perché sono loro che dovranno "subire" questa legge e i contenuti della stessa.

Per questi motivi, ovvero perché crediamo in questi valori propri dell'essere umano non possiamo - parlo anche a nome del gruppo - che ribadire la piena solidarietà agli studenti valdostani, non solo perché siamo sulle loro posizioni, ma anche perché concordiamo con loro quando asseriscono di sentirsi traditi da una legge che è stata loro imposta, da una legge che è stata calata dall'alto sulla loro testa, velata da promesse non mantenute. E anche oggi la promessa fatta dall'Assessore Pastoret che rinvia a 12 mesi eventuali interventi per venire incontro alle esigenze degli studenti sarà mantenuta? Non lo sappiamo! Sicuramente oggi poteva essere mantenuta se si faceva un piccolo sforzo, se si poteva già introdurre oggi in legge qualcosa in più, e non penso che sarebbe accaduto nulla di tragico per la maggioranza. Si sarebbe solo dimostrato da parte della maggioranza una maggiore sensibilità, perché è vero che la maggioranza fa delle scelte, però ogni tanto si può anche ammettere, come qualche Consigliere di maggioranza ha detto, che si è sbagliato e quindi giustamente correre ai rimedi in tempo opportuno.

Mi stupisce, lo accenno soltanto, l'atteggiamento un po' equilibrista dei partner dell'Union Valdôtaine; non è per offendere, ma c'è stata una posizione un po' equilibrista in particolare da parte dei Democratici di Sinistra. Ho presente il comunicato stampa che loro hanno inviato il 5 ottobre, che dice: "La Gauche Valdôtaine prende atto che la maggioranza regionale ha concordato un testo".

Quando uno prende atto di un qualcosa, di solito è una cosa che uno subisce; è più facile che sia il comunicato stampa degli Autonomisti che prende atto che la maggioranza ha deciso. Quindi già con la prima frase del comunicato stampa i Democratici di Sinistra prendono le distanze. La seconda frase dice: "ha concordato un testo che recepisce sostanzialmente le nostre proposte"; in tre righe si sono contraddetti, perché prima dicono di prendere atto e poi che la proposta della maggioranza è quella che volevano loro. Questo è un atteggiamento molto equilibrista che forse per i Democratici di Sinistra era doveroso; come era stato fatto già per l'Ospedale, qui si è ripetuto, però anche questa cosa è da sottolineare.

Posso dire infine che la determinazione degli studenti valdostani a qualcosa è servita. È servita a mettere a nudo queste debolezze della maggioranza, a unire una volta tanto tutti assieme studenti, sindacati, genitori e insegnanti, cosa non sempre facile. Spero che tutto non finisca qui e che la dimostrazione di maturità - scusate il gioco di parole - dimostrata dai nostri studenti sia il primo segnale che la società valdostana è ancora in grado di dare tanto a questa terra e di affermare ciò in cui crede nella lingua che ritiene migliore, ma senza le strumentalizzazioni politiche. La lingua francese è una ricchezza culturale per la nostra comunità e tale deve rimanere, senza trasformarsi - come sta accadendo purtroppo in questo momento - in uno strumento politico di discriminazione e di separazione.

Président Avant de donner la parole au dernier Conseiller inscrit, je vous informe que deux amendements ont été déposés par l'Assesseur Pastoret et deux ordres du jour par le groupe de Forza Italia. Ils seront immédiatement distribués.

Ordine del giorno Premesso che l'accesso all'impiego nell'Amministrazione regionale, negli enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione e negli enti ex articolo 1 legge 73/93, è subordinato - nella quasi totalità dei casi - al superamento di una prova preliminare di accertamento della conoscenza della lingua francese;

Rilevato che la nuova maturità, così come definita nella legge 191/98, prevedendo per la Valle d'Aosta una quarta prova aggiuntiva di lingua francese, modifica il contesto in cui sono nate le norme richiamate in premessa;

il Consiglio regionale

Esprime

la necessità di rivedere con urgenza, adeguandole alla realtà attuale, le norme regionali relative all'accertamento della conoscenza della lingua francese

Impegna

la Giunta a formulare in tal senso una propria proposta.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Ordine del giorno Premesso che l'accesso all'impiego nell'Amministrazione regionale, negli enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione e negli enti ex articolo 1 legge 73/93, è subordinato - nella quasi totalità dei casi - al superamento di una prova preliminare di accertamento della conoscenza della lingua francese;

Rilevato che tale accertamento è strutturato sul tipo prova d'esame e che, comunque, rimane inferiore per capacità di approfondimento e di valutazione - in considerazione dell'estemporaneità della prova stessa e del conseguente giudizio della commissione - ad un esame di fine corso scolastico,

Considerato che le istituzioni scolastiche, oltre alla funzione formativa, detengono anche quella valutativa e di certificazione;

tutto ciò premesso

Il Consiglio regionale

Individua

nella laurea in lingua - con materia fondamentale in francese - titolo qualificante e sufficiente all'esonero dalle prove di accertamento della conoscenza della lingua francese per l'accesso all'impiego nelle pubbliche amministrazioni ubicate nel territorio regionale.

Impegna

la Giunta a recepire tale indicazione, adeguando con apposito disegno di legge, entro 180 giorni, le norme in materia.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Oggi siamo a discutere una legge che qualcuno ha detto, l'Assessore "in primis", ha avuto un lungo percorso, se n'è parlato per molti anni e oggi finalmente siamo qui per discutere una legge che deve dare una chiara indicazione di quella che è la volontà politica e amministrativa che questa regione intende e vuole per il futuro scolastico formativo e culturale di questa regione.

Credo che questo sia il grande bluff. Credo che oggi quelli che ci ascoltano - noi stessi di Forza Italia - pensavano d'iniziare un percorso di dibattito, non di chiuderlo. Un percorso di dibattito che per finta è stato aperto per due anni, che negli ultimi 3-4 mesi è stato giocato nelle "segrete stanze" del potere della Giunta regionale, che è stato presentato a cosa fatta al Consiglio non più tardi di qualche giorno fa, a cosa fatta alle organizzazioni sindacali, a cosa fatta ai docenti, a cosa fatta agli studenti, a cosa fatta ai genitori. A cosa fatta, perché lo vuole l'Union Valdôtaine: una volontà politica chiara. I ragazzi hanno citato che in fase di trattativa e di confronto si sono trovati di fronte un muro ideologico, quanto è vero! Noi ce lo abbiamo tutti i giorni, ce lo abbiamo anche sulle cose più piccole, sull'eleggere ad esempio il presidente di una latteria turnaria.

Noi di Forza Italia siamo contrari alla legge di oggi, la legge n. 6, che è stata proposta questa mattina con gli emendamenti dell'Assessore Pastoret, e questa contrarietà si basa su tre motivi. Il primo, perché abbiamo fatto finta di parlarne per due anni, ma non se n'è dibattuto, e non se n'è dibattuto né fuori da questa stanza né in questo Consiglio regionale. La commissione, lo ricordava questa mattina il mio collega Frassy, è stata presa sempre in contropiede, mai informata, e non possiamo che ribadire che questo è un metodo di dibattito che già nella "Commissione Nicco" avevamo osteggiato, che riteniamo non democratico e che continueremo ad osteggiare. Quindi il metodo di dibattito non è assolutamente esistito, non possiamo far passare demagogicamente e in maniera manipolatoria un finto dibattito per un vero e profondo dibattito.

Non siamo d'accordo perché per quanto riguarda la valutazione dei 100 punti, dopo le false promesse dei giorni scorsi agli studenti, oggi ci ritroviamo con una legge che, modificata con gli emendamenti di Pastoret compresi e quindi della Giunta, alla fine ribadisce esattamente quello che l'Union Valdôtaine voleva, e cioè che la prova di francese è all'interno della valutazione dei 100 punti. Questo sarà un altro motivo per il no.

Il terzo motivo è la spendibilità. Sulla spendibilità bisogna dire due parole, anche qui di metodo. In questi giorni si è sempre tentato di spostare il discorso sulla spendibilità piuttosto che andare sulla valutazione dei 100 punti, perché lì si poteva trovare una via di compromesso. Questa mattina abbiamo appreso che la Giunta con l'Assessore ha ribadito che la legge n. 6 avrà una spendibilità legata al diploma, punto; la laurea la vedremo dopo, entro 12 mesi. Una gran bella promessa!

Quello che vogliamo capire, o quello su cui chiediamo di darci una spiegazione, perché poi qui non ci si convince, ormai lo abbiamo imparato, in questa sede non ci si convince; chi prende convinzioni le prende fuori di queste stanze, nelle "stanze segrete" del potere, qui il compromesso è chiuso, è finito, la contrattazione non c'è.

Noi presenteremo emendamenti per modificare questa legge, ma lo sappiamo, saranno rifiutati tutti, ma noi li presenteremo lo stesso perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Perché l'Union Valdôtaine vuole a tutti i costi questa legge? Ho sentito una battuta dell'Onorevole Caveri oggi alla Camera in occasione della sua esternazione per quanto riguarda il no alla crisi e il sì al governo Prodi; ha detto che la minoranza linguistica del popolo valdostano aspetta dal governo Prodi non solo che questa crisi non ci sia, ma che si ricordi che abbiamo dei grossi problemi perché abbiamo la Cogne, perché abbiamo una serie di industrie in grave difficoltà nella bassa Valle. Quello che mi ha infastidito di più è sentire per l'ennesima volta che l'Onorevole Caveri a Roma rappresenta la Valle d'Aosta come una realtà linguistica di minoranza, quando in Valle d'Aosta la maggioranza è italofona e non se ne può più di continuare a giocare questo doppio ruolo, dove qui si è maggioranza italofona e là al Parlamento si va a raccontare che i Valdostani sono una minoranza etnico-linguistica nei confronti di tutto il resto del Paese. Non è vero!

Al perché l'Union Valdôtaine vuole questa legge cercherò di dare una spiegazione appena avrò spiegato invece qual è la nostra lettura del perché il PDS non si oppone a questa legge.

Il PDS ha smesso di essere Democratici di Sinistra e PDS già ormai da qualche anno. Forse il suo elettorato ancora non se n'è accorto, l'elettorato di Sinistra valdostano ancora non ha capito che il PDS è morto, i Democratici di Sinistra in Valle d'Aosta non esistono, esiste la Gauche Valdôtaine che è cosa culturalmente, politicamente diversa dai Democratici di Sinistra. Voi siete ormai ufficialmente a tutti gli effetti culturalmente e politicamente la Sinistra dell'Union Valdôtaine. Ce lo dobbiamo dire una volta per tutte, la dovete smettere di giocare al doppio gioco: a Roma fate i Democratici di Sinistra, qui fate gli Autonomisti di Sinistra, là la Sinistra dell'Union Valdôtaine, perché questa legge vi ha stanato su questo tema.

La Fédération: perché la Fédération tenta di far finta di fare da mediatore in questa situazione? Perché la Fédération è da sempre un partito di governo, indipendentemente da chi governi. Si dice un partito pragmatico, di quelli che non guardano i colori delle Giunte pur di esserci. È evidente che la Fédération in questo contesto non può che appoggiare ed essere remissiva nei confronti di una forte volontà dell'Union Valdôtaine.

Ma veniamo alla forte volontà dell'Union Valdôtaine. Io non credo che all'interno dell'Union Valdôtaine il dibattito sia stato così forte, così intenso, così importante come avrebbe dovuto essere su questo tema specifico. Sono assolutamente convinto che quando Rollandin dichiarò qualche giorno fa: "Abbiamo sbagliato", rappresentava un sentimento interno all'Union Valdôtaine che esiste, cioè di Valdostani, quelli d.o.c., quelli con la "z" tanto per intenderci, che questa politica dell'estremizzazione del francese non la condividono. Ho la sensazione, anzi la certezza, che il dibattito politico sul fatto linguistico all'interno dell'Union Valdôtaine sia stato letteralmente by-passato a favore di una maggioranza che oggi governa all'interno dell'Union Valdôtaine che è la parte forte, la parte del Presidente Viérin, la parte del Presidente Louvin, la parte di quelli che all'interno dell'Union Valdôtaine vogliono la francesizzazione della Valle d'Aosta. Un fatto ideologico; ecco perché i ragazzi si sono trovati di fronte a un muro di ideologia, perché questo è un primo anello - anche se poi si entra nel merito e si perde di vista il quadro più generale della situazione - di una situazione che andrà a degenerare.

Marguerettaz stamani ha anticipato come Cassandra che il passaggio successivo sarà che i docenti, laureati in lettere, dopo essersi diplomati in Valle d'Aosta, probabilmente dovranno sostenere un'ulteriore prova di francese. È quasi una certezza, Rudi, e questo perché si cercherà di creare una situazione di conflitto culturale tra chi il francese lo vuole, chi il francese lo accetterà, si piegherà a questa volontà culturale, e quindi potrà conservare il lavoro. Noi a questa cosa ci ribelliamo! Non possiamo permettere che un fatto culturale, un fatto linguistico, un fatto proprio della nostra identità possa diventare uno strumento di discriminazione nel mondo del lavoro e nel mondo della scuola.

Ecco perché si può scendere nel merito della valutazione dei 100 punti, che oggi fa arrabbiare gli studenti perché si trovano a distanza di 8-10 mesi a dover sostenere un esame e non si sentono pronti, e sanno di per certo che i 100 punti non li avranno al cento per cento, anche i più bravi non ce la faranno, e si arrabbiano e protestano da 15 giorni! Hanno ragione, come hanno ragione per la spendibilità!

Sono perfettamente consci che una volta diplomati in Valle d'Aosta con questa legge, se dovessero laurearsi come ormai quasi tutti tenderanno a fare, fra 6-7 anni, finito il corso di laurea, dovranno ritrovarsi qui a risostenere di nuovo un esame di francese e se non lo ha superato Marguerettaz dopo tre mesi con i 9/10 di valutazione sull'esame di diploma, figuriamoci a distanza di 7-8 anni cosa può avvenire! Perché sanno e sentono che è una discriminazione culturale, lo sentono forte, e Forza Italia lo sente altrettanto forte, ma non lo sente da oggi! Lo sentiamo da quando siamo nati, da quando Forza Italia ha avuto il coraggio di esistere anche in Valle d'Aosta e di rappresentare una parte italofona dei Valdostani anche quelli con la "z" che non ci stanno a strumentalizzare e a spaccare la comunità valdostana in due tronconi: chi parla francese e chi si sente d.o.c., chi non parla francese e non è d.o.c..

Non possiamo garantire i posti di lavoro in futuro solo a chi aderisce a questo tipo di progetto linguistico culturale, non possiamo accettarlo e non lo accetteremo. All'inizio di questa legislatura, nel giorno dell'insediamento, qui avvenne un fatto apparentemente irrilevante che io citai e per il quale venni anche preso in giro dal Presidente del Consiglio, quello del giuramento dei Consiglieri regionali all'interno di quest'aula il primo giorno di insediamento; 24 consiglieri regionali su 35 giurarono "Je le jure" in francese, io nel mio intervento - lo rileggo perché è significativo - cominciai ad aprire una riflessione su questa cosa. Forza Italia volle cominciare ad aprire verso la maggioranza una riflessione su questo aspetto anticipando quello che sarebbe successo, cioè la piazza. Dissi: "Avevamo scoperto di appartenere a una minoranza linguistica in questo Consiglio regionale, quella di lingua italiana. Già dal giuramento dei Consiglieri si era evinta un'impostazione linguistica tutta a favore della francofonia, sicuramente lontano da quella che è la realtà degli elettori che ci hanno eletto in questa regione. È stato come entrare in una cittadina interna alla Valle d'Aosta totalmente diversa e scollegata totalmente nella forma e nella sostanza da quella che è la realtà culturale che viviamo quotidianamente. Gli stessi Consiglieri che in campagna elettorale chiedevano il voto in patois o magari in italiano e sicuramente non in francese, quella mattina pronunciarono un "Je le jure" politicamente imbarazzante".

Sollevavamo il problema non in termini di polemica, ma di riflessione; se era vero che eravamo stati eletti dal Popolo valdostano, quel Popolo valdostano andava rappresentato nella sua interezza culturale, intellettuale e anche linguistica, quindi auspicavamo anche se non in lingua ufficiale di parlare molto più il patois, sicuramente l'italiano e anche il francese, nelle proporzioni della verità e non della virtualità.

Per quanto riguardava la scuola e l'università avevamo preso atto che questa maggioranza aveva determinato nel suo programma la nascita o il progetto di nascita dell'università libera della Valle d'Aosta. Non potevamo che prenderne atto con piacere, anche se la battuta era stata populistica: "Potevate farlo anche prima!", ci avevate messo 15 anni; però avevamo immediatamente capito che poteva diventare un fattore importante di sviluppo culturale e formativo per le nostre generazioni. Avevamo verificato che voi intendevate come fattore determinante per la riqualificazione scolastica sostanzialmente e quasi nient'altro che lo sviluppo della lingua francese. Ribadivamo il nostro favore a difendere quello che consideravamo un patrimonio di tutti i Valdostani. Non siamo assolutamente e non eravamo d'accordo nel rendere il francese, parlando di scuola, una voglia di élite, per cui il popolo il francese che non lo viveva l'élite glielo imponeva. Questo era già stato fatto nel 1500, i risultati erano che il Popolo valdostano parlava il patois, i nobili, i politici e il clero parlavano francese. Si sta ricreando questa situazione e quell'Assemblea, quel giorno, dicevamo, era necessario ne prendesse esempio.

I potenti, i politici, quelli che si volevano distinguere parlando francese dal popolo che il francese non lo parlava, dovevano prendere coscienza che quello era un obiettivo, per quanto riguardava Forza Italia, non perseguibile.

Avevamo chiesto di riflettere su queste cose, avevamo anticipato che ci saremmo battuti su ogni strumentalizzazione di questo fattore culturale, avevamo anche detto che era un pericolo, un rischio che questa maggioranza doveva andare a verificare con attenzione, con un dibattito soprattutto nell'Union Valdôtaine interno profondo, consapevole e cosciente. Avevamo anticipato che non saremmo stati disposti in nessun modo ad appoggiare una politica culturale di segmentazione della popolazione valdostana.

Questo, che oggi pare semplicemente una questione di 100 punti, sì/no, di spendibilità, sì/no, è l'appendice di un fattore di volontà politico-ideologica assolutamente importante, e noi su questo non faremo un passo indietro. E il fatto che questo è un fattore ideologico lo vedremo nel momento in cui noi abbiamo presentato emendamenti a questa legge, emendamenti che vanno nella direzione di chiedere la valorizzazione, sì, Rollandin, della lingua francese, perché crediamo che quando a livello di diploma di scuola superiore in un atto ufficiale, cioè la sessione di esame del diploma, si ufficializzi che in Valle d'Aosta c'è anche una sessione di prova scritta e di prova orale della lingua francese, crediamo di aver fatto tutti insieme un passo molto avanti.

Certo è che se invece questo deve diventare una discriminazione perché non solo creiamo una discriminazione fra gli studenti valdostani e quelli di Ivrea e quelli di Torino, ma una discriminazione fra quelli che sono bravi in italiano e bravi in francese e che ci metteranno degli anni prima di potersi uniformare e di avere i 100/100 del diploma che oggi è raggiungibile con le tre prove, questo è altro fatto specifico. E se vogliamo veramente parlare di valorizzare la lingua francese, è assurdo pensare di inserirla nei 100/100 perché avrebbe molto più senso dire che un diplomato in Valle d'Aosta con 100/100 di diploma ha anche in più un "master" in lingua francese, un esame specifico di lingua francese, una valutazione positiva in lingua francese. Quello è spendibile a livello italiano e a livello europeo.

Tutto il resto è filosofia, demagogia, ideologia. È qualcuno che sta cercando di difendere, a discapito di tutti, gli interessi dei pochi. Noi, su questo fatto, non ci staremo! Qualcuno pensa che la cosa la stiamo facendo più grande di quello che è: è semplicemente una legge n. 6, quella che regolamenta quasi obbligatoriamente un'imposizione dello Stato che qualcuno ci ha demandato. Non è così. È una chiara volontà dell'Union, è una chiara volontà di aver voluto nella "legge Berlinguer" e nella "Bassanini ter" la creazione di questo esame di francese, è una volontà dell'Union portarlo avanti e sarà una volontà dell'Union tutto quello che ne verrà di conseguenza.

Se è comprensibile ed è chiara ormai la volontà dell'Union, quello che è incomprensibile è che trovi anche dei compagni di merende su questa strada!

Président Aucun Conseiller n'est plus inscrit à parler. Je vous rappelle qu'après la clôture de la discussion générale, il sera impossible présenter d'autres amendements ou d'autres ordres du jour.

La parole au Conseiller Curtaz pour la deuxième intervention.

Curtaz (PVA-cU) Più che una replica è un chiarimento di due minuti, due minuti e mezzo, che mi è ancora più necessario dopo aver sentito la sintesi degli interventi del TG3. La sintesi del mio intervento, lo dico subito, anche in riferimento al giornalista Boccarella, è stata una sintesi sostanzialmente corretta, nel senso che non è stato deformato il mio pensiero, soltanto che - mi si perdoni il bisticcio di parole - è stata una sintesi troppo "sintetica". Cioè si sono prese le prime due frasi e poi mi si è fatto dire solo quello, rispetto a un intervento di un quarto d'ora.

Questa mattina, lo ricordo brevemente, intervenendo dopo l'Assessore Pastoret, dopo che costui aveva presentato in via generale le tre nuove proposte della Giunta e ancora senza conoscere nel merito delle proposte che sono state distribuite successivamente, avevo espresso una moderatissima soddisfazione per il fatto che la spendibilità per la laurea venisse quanto meno recepita nel disegno di legge, e poi mi ero riservato un giudizio definitivo al momento dell'esame concreto del provvedimento.

Ora, provvedimento in mano, non nego per onestà intellettuale che una piccola novità vi sia sul piano formale, perché a mio giudizio non è irrilevante che questo punto sia entrato nella legge, questo nessuno lo può discutere! Devo dire però altrettanto chiaramente che sul piano dei contenuti il mio giudizio su questo emendamento è totalmente negativo, tanto che abbiamo presentato degli emendamenti, ed esporrò insieme ai miei colleghi di gruppo le ragioni per cui questo emendamento, proposto da Pastoret, va respinto e sostituito dalle altre proposte che faremo nel corso della discussione e a tempo debito.

Président La parole au Conseiller Frassy pour la deuxième intervention.

Frassy (FI) Cercherò di essere molto più breve in questo mio secondo intervento e per certi versi vorrei anche facilitare il prosieguo del dibattito, almeno per quanto riguarda il nostro gruppo. Ci sarà la replica dell'Assessore o del Presidente della Giunta, molte sono state le questioni che sono state poste nel merito e sulla valutazione politica di questo disegno di legge. Noi pensiamo però di voler ridurre per certi versi l'onere delle tante risposte che incombono a chi dai banchi dell'Esecutivo dovrà replicare al dibattito consiliare. E allora vorrei riportare l'attenzione su due elementi essenziali, che sono stati sottolineati in maniera per certi versi insistente e monotona ma convincente da parte di chi li ha formulati, e che sono la spendibilità e la valutazione. Sono un po' gli elementi centrali di questo disegno di legge.

Voglio fare un piccolo inciso, ricollegandomi alle dichiarazioni rilasciate dall'Onorevole Caveri al Parlamento quest'oggi. Mi auguro che qualcuno dell'Union Valdôtaine abbia la bontà di spiegare al Deputato Caveri che è riduttivo relegare l'autonomia di questa regione a un fattore di differenziazione linguistica, perché se così fosse hanno ragione quelli che dicono che l'autonomia è in pericolo perché qui non c'è differenziazione linguistica, al di là di quella che in maniera artificiosa si sta cercando nei fatti di creare. Anche perché ci sono esempi di autonomia - cito la Sicilia, la Sardegna, il Friuli - che non sono assolutamente fondati sulla differenziazione linguistica o etnica, caso a parte è il Trentino Alto Adige.

Allora vorremmo cercare di avere delle risposte, perché al di là delle risposte che vorremmo avere all'interno di quest'aula, penso che anche i cittadini, le varie espressioni del mondo della scuola reale, insegnanti, ragazzi e genitori vogliano capire quali sono i motivi che portano a questo disegno di legge così strutturato.

Sulla spendibilità: questa è sicuramente una valutazione di tipo prettamente politico, nel senso che non c'è un motivo tecnico - perlomeno fino ad oggi non è stato espresso, e gradiremmo conoscerlo - che ci possa spiegare per quale motivo la spendibilità non può essere illimitata nel tempo e illimitata ai vari livelli. Esemplificazione: gli esami che vengono effettuati sistematicamente a settembre di ogni anno per l'accertamento della conoscenza della lingua francese consistono né più né meno in quella che dovrebbe essere l'articolazione di questa quarta prova, e quegli esami consentono l'accesso a tutti i posti della pubblica amministrazione, compreso i posti che hanno necessità di spendere il titolo di laurea.

Non si capisce per quale motivo l'esame di maturità - verifica non estemporanea, come può essere l'esame di accertamento svolto a settembre e al quale possono sottoporsi cittadini che hanno terminato il corso di studi da parecchi anni - esame di maturità che arriva al termine di un corso di studi quinquennali, o meglio di un percorso di studi durato 13 anni, non abbia le medesime caratteristiche, - si insiste in commissione, si insiste in aula - di quell'esame che due mesi, due mesi e mezzo dopo viene rifatto a settembre.

Ci spieghi allora l'Assessore, ci spieghi il Presidente della Giunta, ce lo spieghino i componenti della maggioranza perché non lo abbiamo capito, quale valutazione è stata fatta da un punto di vista tecnico, perché se la valutazione non è tecnica, il sospetto che la valutazione sia di tipo politico è più che legittima. Ed è quella valutazione di tipo politico che ha di fatto creato un'anomalia nel mondo del lavoro di questa regione, creando una situazione di monopolio del datore di lavoro, "Regione", nel senso che sappiamo benissimo che la gran parte di quanti accedono ai concorsi dell'Amministrazione regionale e comunque degli altri enti pubblici in questa regione sono per certi versi soggetti a un sottile esame, ahimè, anche di natura politica. Sulla spendibilità quindi aspettiamo una risposta tecnica, perché se risposta tecnica non c'è, sicuramente la risposta è politica e non riteniamo di condividerne questo percorso.

Sulla valutazione vorremmo capire anche qui qual è la valutazione tecnica che fa la maggioranza, la Giunta. Avete sicuramente ascoltato le ragioni esposte in maniera articolata dai sindacati degli insegnanti. Hanno esplicitato, ma penso sia intuitivo, quello che può essere il disagio e la disparità di trattamento che si vanno a creare in capo agli studenti valdostani, la cui media - importante per accedere a determinati concorsi pubblici - rischia di essere più bassa della media dei colleghi che si sono diplomati in istituti situati al di fuori della Regione Valle d'Aosta. Se questa è una valutazione che deve essere una valutazione e non una valutazione politica, vorremmo capire in nome di quale ragionamento insistete nel mantenere questa pregiudiziale.

Non so se l'Assessore Pastoret in quest'aula vorrà dare delle risposte. Devo peraltro dire di essere rimasto sorpreso, per certi versi sconcertato, da quanto hanno affermato senza essere peraltro smentiti - era presente anche l'Assessore Pastoret, se non ricordo male, ma sicuramente erano presenti gli altri componenti della commissione - in sede di audizione le parti del mondo della scuola reale: "a fronte della domanda fatta e rifatta sulla spendibilità e sulla valutazione l'Assessore ha dichiarato:" "Su questo non si discute e comunque non spetta a me sciogliere il nodo." L'articolo 20 bis inserito dalla legge statale del giugno 1998 demanda alla Regione Valle d'Aosta lo scioglimento di questo nodo!

Ho cercato di riassumere quelli che penso siano i due nodi essenziali di questo grosso dibattito: se da parte dell'Esecutivo, se da parte della maggioranza ci sarà la bontà di essere convincenti, articolando su valutazioni tecniche il perché di questo irrigidimento, potremo anche rivedere la discussione sui singoli emendamenti, altrimenti insisteremo sui singoli emendamenti perché li riteniamo sforzo e dimostrazione di come si possa modificare in senso positivo e favorevole alla comunità valdostana innanzitutto e studentesca in particolare un disegno di legge che così come è stato articolato rischia di essere un disegno di legge che, paradossalmente proposto in un consesso regionale, paradossalmente patrocinato da una forza regionalista, andrà a penalizzare duramente i ragazzi e gli studenti della Valle d'Aosta.

Président Si personne ne demande la parole, je déclare close la discussion générale.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) J'observe que sur une chose au moins ce Conseil a été d'accord aujourd'hui et c'est le fait que l'existence de la langue française ne soit pas mise en discussion. Par contre, j'ai entendu dans ce débat des choses un peu drôles. En effet, toute la discussion s'est figée sur un plan panoramique très complexe, très vaste pour ce qui est de notre réalité. Dommage qu'il y a eu quelques oublis au sujet du thème que nous devons aborder, qui concerne "Disciplina dello svolgimento delle prove di francese agli esami di Stato in Valle d'Aosta". On a évoqué en effet dans cette salle des faits et des choses qui ont très peu à voir avec le sujet de ce débat, auquel par contre moi je voudrais revenir.

Le débat a été vaste, sur un tas de choses j'ai essayé de retenir les points principaux. En ce qui concerne les rencontres et la négociation avec les sujets de l'école, je voudrais rappeler ce que ce même matin j'avais déjà dit. Elles ont été faites et poursuivies.

On ne part pas d'une ébauche du dessein de loi, comme on a fait, et on ne la change pas d'une manière continuelle, comme on l'a fait, pour le simple goût de le faire. Il n'y a pas eu un esprit follet qui a apporté ces modifications différentes pour le simple plaisir de le faire. Elles sont le fruit des négociations, même si je conviens qu'à la fin de toutes ces négociations on n'a pas eu un avis partagé en tout et pour tout. Mais les négociations se sont tenues à plusieurs reprises.

Il faut se mettre d'accord sur le sens de la négociation. Elle présuppose que de l'une comme de l'autre part il y a un avis de parvenir à une solution commune. On n'avait pas rédigé une proposition de loi immuable; les résultats du parcours et du progrès dans le changement sont sous les yeux de tout le monde, ce même matin il y a eu des propositions de changement.

J'ai déjà dit, et je le répète, comme la modification des points se soit vérifiée, et je voudrais aussi souligner le fait que cela réponde à des requêtes avancées lors de la journée du premier octobre; face au maintien de l'épreuve de français dans les cinq points on m'a proposé de prendre en considération le fait de déterminer une différente évolution des épreuves de français et d'italien, et cela pas plus loin qu'une semaine.

Mais il faut aussi savoir dans les négociations qui sont les sujets concernés. Il me semble que nous sommes arrivés à un point où d'un jour à l'autre chaque sujet concerné change d'avis et alors les termes de la négociation se déplacent toujours et il faut toujours courir après eux.

Sur le point concernant l'accès aux emplois publics, je crois que la position est nette et claire: pour tous les diplômes d'école secondaire l'affaire est déjà réglée, l'accès aux places publiques est assuré sans épreuve de vérification de la langue française à tout jamais.

Pour ce qui est des titres universitaires on a présenté un amendement, qui nous engage à régler la matière dans 12 mois, ce qui est un temps raisonnable de travail. Puisque quelqu'un trouve que les temps sont trop longs, je voudrais rappeler que les premiers élèves sortant de la maturité de 1998-1999 ne se trouveront dans les situations prévues pour les licences universitaires que dans trois ans. Ce fait devrait nous faire réfléchir.

Il me semble là que l'on mêle un peu trop la substance à la forme et la substance c'est de définir dans les délais prévus ce problème. A ce propos je m'empare de l'affirmation que M. Beneforti a fait lors de son intervention. Il a justement dit que sur ce point un examen détaillé des différents cas doit être fait, et c'est dans cet esprit que j'ai proposé cet amendement ce matin. Je note en plus que le Conseil engagera le Gouvernement régional pour ce qui est de l'utilisation des titres acquis hors du Val d'Aoste; cet engagement sera définitif lors de l'approbation de l'ordre du jour que j'ai présenté ce matin.

Pour ce qui est des points et de la quatrième épreuve, je dois remarquer avec un peu de satisfaction qu'au sujet de l'évaluation à l'extérieur des 100 points ne sont que très peu ceux qui l'ont sollicitée aujourd'hui dans ce débat. Je devrais donc en tirer la conclusion que cet avis est plutôt partagé à l'intérieur de cette Assemblée.

Quelqu'un a lancé ici ce matin le terme de "separatismo linguistico". Je voudrais rappeler que cette loi va dans le sens inverse. Mme Squarzino a évoqué les écoles étrangères, dans lesquelles on choisit l'école et la langue d'apprentissage que l'on veut réserver à ses enfants. C'est une observation très intéressante, mais serait-il celui-ci le modèle social qui nous est proposé pour éviter l'impasse de la maturité? Ce serait le modèle du Haut Adige que l'on voudrait créer ici au Val d'Aoste? C'est ça qu'il m'a paru comprendre ce matin. Là il faut se rappeler que nous avons un système à nous, qui est le système existant et que nous travaillons sur ce système; nous ne voulons pas aller vers la séparation.

J'ai entendu aussi dire qu'à travers cet examen l'Union Valdôtaine voudrait avoir la mainmise sur l'accès aux places publiques par le moyen de la certification de la langue française. Mais nous venons, dans la prévision de cette loi, de confier cette tâche à l'école et aux enseignants dans l'examen de maturité; une tâche qui ne reviendra jamais plus à nous et aux concours publics. Ce sera l'école qui évaluera, ce qu'il me semble respecter les principes de transparence et de liberté, si nous croyons que l'école est libre.

Mme Squarzino s'est lancée aujourd'hui dans un syllogisme un peu curieux: treize ans de français à l'école, donc plus besoin d'examens de français. Je n'ose pas appliquer cette affirmation à d'autres matières ou à d'autres parcours scolaires; on devine bien ce que ça nous donnerait: plus d'examens, plus de vérification dans les matières qui sont apprises pour treize années. Cette chose a été reprise pas seulement d'un côté; je ne l'avais pas dit ce matin. Mais là aussi, si les termes temporels des années d'étude sont ceux qui devraient éliminer les épreuves d'examen, j'ai toujours du mal à imaginer ce que notre système scolaire serait dans le futur proche.

Je note en conclusion que nous assumons - car on nous la décharge - la responsabilité de faire avancer cette loi; une loi qui concerne l'école et donc les étudiants, ces mêmes étudiants que j'ai entendu citer d'une manière continuelle, mais pour des choses bien différentes par rapport aux problèmes de l'examen de maturité, demandés au secours d'une prétendue lutte contre des majorités, et ainsi de suite.

Je m'attendais de cette Assemblée aujourd'hui qu'elle parle de l'école et des étudiants, et j'ai eu plutôt l'impression que ce thème a été un peu un ballon d'essai pour se confronter sur d'autres choses.

Je termine en fixant un dernier aspect. Bien sûr nous avons des étudiants qui sont ici, qui s'attendent des choses. Je voudrais aussi rappeler qu'il y a aussi des étudiants qui sont à la maison et qui voudraient rentrer dans les écoles et continuer leur parcours d'étude. Ici nous nous occupons de cette loi sur l'examen de maturité pour tous les étudiants, pour tous les enseignants, pour tous les parents, pour notre collectivité.

J'estime que nous avons présenté un bon projet de loi, nous avons essayé d'apporter toutes les modifications possibles au cours des rencontres, nous avons restreint au minimum tout ce qui concernait l'épreuve de français, nous l'avons fait parce que l'école devait avoir des certitudes. Nous avons travaillé dans ce sens et dans cet esprit tout en estimant qu'il faut assurer cette certitude dans l'école.

Président La parole au Président du Gouvernement régional, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) La journée de débat d'aujourd'hui, et je dirais même cette période de confrontation, doivent sans doute nous amener à une réflexion générale, portant sur notre modèle de société et partant d'organisation scolaire, sur ses modifications, ses changements, ses perspectives, compte tenu du processus d'intégration européenne et de ce phénomène de mondialisation et de globalisation des marchés.

Ils doivent également nous amener à une réflexion générale sur ce qu'est la mission, la responsabilité et l'efficacité de notre système éducatif. A cet égard permettez-moi, en partant de ce projet de loi, d'exprimer quelques réflexions et d'apporter quelques précisions afin de contribuer à la réflexion et à l'analyse communes.

Une première constatation s'impose, elle a déjà été faite et je veux la reprendre; il y a eu et il y a encore un déficit de communication. C'est un problème important sous différents points de vue et à cet effet nous assumons notre part de responsabilité.

Mais je veux en souligner deux aspects. Tout d'abord l'importance de la communication quant à la clarté des différentes positions et de la connaissance des propositions formulées et donc je pense également quant à l'efficacité d'une confrontation et d'un débat, et sur ce point je veux lancer un appel aux médias et à la presse écrite et audiovisuelle, pour qu'elle nous aide davantage à transmettre correctement nos propositions, afin d'éviter tous malentendus ou confusion. Je me rapporte aux propositions formulées par cette majorité au cours des différents pourparlers, et ce bien au-delà de la présentation aujourd'hui des modifications au projet de loi. Ces propositions ont été clairement présentées au cours des semaines dernières; il y a à cet égard des communiqués de presse fin septembre - les 26 et 29 septembre - qui font état et qui relatent ces différentes propositions. Et ce n'est pas au cours de la nuit que nous avons changé d'idée, mais nous avons toujours suivi le chemin de la confrontation, en respectant aujourd'hui les engagements pris avec la présentation à l'Assemblée des propositions leur donnant application.

Mais il y a un deuxième aspect de la communication que je voudrais souligner, problème qui est plus de substance par rapport à la première remarque qui était plutôt de forme. C'est la nécessité de nous mettre davantage à l'écoute des jeunes pour mieux les comprendre et être à même de satisfaire leurs exigences en termes de formation et d'emploi.

Deuxième remarque. Notre système social, entre autres l'organisation de son école, est fondé sur le principe établi par le Statut spécial d'autonomie, loi constitutionnelle de l'Etat italien, et en 1945, après la 2e guerre mondiale, le Val d'Aoste, en considération de ses conditions géographiques, économiques et linguistiques tout à fait particulières, a été constitué en circonscription autonome avec Aoste pour capitale. Cette spécificité, qu'une plaque dans le hall du Conseil régional nous rappelait, s'est par la suite traduite pour une organisation politique et administrative particulière à l'intérieur de l'Etat italien et par cette reconnaissance constitutionnelle de l'autonomie, du particularisme et du droit linguistique des Valdôtains. Il y a là des fondements de l'autonomie et il y a des raisons d'être sur le plan culturel et linguistique de cette autonomie, qui est sans doute l'une des valeurs les plus partagées par tous les Valdôtains.

Il s'est agi d'un moment significatif de reconnaissance de notre identité, mais également d'une étape importante pour l'auto-affirmation et l'auto-gouvernement du pays d'Aoste et cet instrument a été un élément important d'essor et de bien-être économique pour tous, de progrès social, d'amélioration de la qualité de la vie de notre communauté et encore d'un développement économique équilibré.

Aujourd'hui il y a l'exigence de tenir compte des changements qui entre-temps sont intervenus; il y a la nécessité d'une mise à jour de ces principes et de ces valeurs, en quelque sorte il faut les dépoussiérer pour mieux les valoriser et pour tenir compte des exigences de cette ouverture et de cette compétitivité et donc d'introduire des éléments d'innovation.

Mais c'est précisément sur la base de ces raisonnements et de ces principes que nous avons proposé de réécrire les règles de fonctionnement de notre communauté et donc de réécrire notre Statut. Nous avons défini un instrument pour le faire, c'est la commission spéciale, pour les réformes institutionnelles, qui devra suivre cette question fondamentale avec la continuité qui s'impose. Mais si nous partageons cette exigence, nous pouvons également affirmer que l'instrument pour satisfaire à cette même exigence ne peut être ce projet de loi; on doit rechercher un autre instrument pour donner une réponse affirmative et positive à toutes ces requêtes. Surtout, et je vais aborder la deuxième partie de mes réflexions, l'on ne peut pas imaginer de modifier et de demander des changements quand la maison a déjà été construite, quand on a déjà réalisé une grande partie d'un projet, vu que nous ne sommes pas tout au début.

Nous sommes - et c'est une des limites que je veux souligner - à la fin d'un certain parcours, nous sommes au toit, mais quand on arrive au toit d'une maison, on ne peut pas remettre en discussion la maison sans vouloir en bâtir une autre, ce qui est tout à fait légitime, je ne voudrais pas qu'il y ait un malentendu à cet égard, mais quand on est arrivé au toit l'on essaie de construire le toit de cette maison et non pas d'une autre maison.

Je voudrais par ailleurs souligner, pour mieux saisir le sens des négociations - et je regrette que quelqu'un ait voulu définir ces mêmes négociations des conférences de presse, probablement nous n'avons pas les mêmes sentiments -, que les limites de cette négociation sont au nombre de deux. Tout d'abord l'on ne pouvait pas discuter de la réforme de l'école, ni des cycles scolaires; l'on ne pouvait pas discuter de projet de réforme globale, l'on ne pouvait même pas discuter de projet de réforme de l'examen de maturité. L'on discutait simplement des modalités de déroulement de l'examen de langue française au Val d'Aoste, à l'intérieur d'un cadre qui a déjà été défini et donc avec la nécessité de tenir compte de ce cadre de référence pour qu'il y ait une cohérence avec les principes établis par la "réforme Berlinguer" quant aux examens de maturité.

Deuxième limite: évidemment nous sommes arrivés au toit, pourquoi je dis au toit? Parce qu'en attendant les propositions de modification de notre Statut, quels sont les principes qui ont été établis et qui sont toujours en vigueur? C'est que le Val d'Aoste est défini comme étant un territoire bilingue, un territoire peuplé d'individus qui parlent indifféremment deux langues et non pas comme un territoire habité par deux groupes linguistiques distincts, tant il est vrai qu'il y a deux langues officielles dans ce pays: le français et l'italien. De ce principe il en découle un autre, qui a constitué une limite à la négociation. Principe que l'on peut - si l'on veut - remettre en discussion, mais aujourd'hui c'est le principe sur lequel notre organisation scolaire et notre système éducatif sont fondés. Il s'agit d'un système scolaire caractérisé par la présence sur un territoire bilingue d'une seule école pour tous, qui doit respecter tout le monde, donc d'une seule école pour tous où l'on étudie au moins deux langues et où les élèves doivent apprendre au moins deux langues sur un pied d'égalité.

Ce sont ces principes qui ont été jugés positivement, en affirmant que le modèle est un modèle positif car il est un modèle d'intégration et de promotion sociale. Et paradoxalement ceux qui expriment ce jugement sont ceux qui aujourd'hui nous reprochent de ne pas permettre le libre choix. C'est la manière la plus démocratique que de choisir librement, mais choisir librement quand et où?

Je veux rappeler surtout à Dina, vu que nous étions ensemble quand une certaine partie de cette communauté, même à l'intérieur du monde scolaire, réclamait cette liberté de choix et disait: laissons choisir librement les Valdôtains, séparons, prévoyons deux écoles, chacun inscrit librement ses enfants où il veut. Cette proposition a été refusé. Et ce sont les mêmes qui aujourd'hui nous reprochent - quand nous discutons de la conséquence d'un choix qui nous a été imposé - de ne pas laisser librement choisir nos jeunes.

Il est alors difficile, quand on négocie, vouloir tout effacer, quand même sur le plan syndical il y a eu cohérence et continuité avec les propositions formulées par les organisations syndicales lors des années précédentes et inscrites dans la loi n° 12 et dans le règlement portant dispositions pour le recrutement du personnel de l'Administration régionale. Il n'y a donc pas eu incohérence, mais continuité avec une volonté de négocier et de trouver d'autres accords pour dépasser certaines contradictions que nous sommes tous d'accord à reconnaître. Mais, pour ce faire, il faut de la disponibilité de la part de tout le monde.

Nous ne pouvons pas non plus accepter que quelqu'un nous dise qu'avec ce projet de loi, nous avons introduit la maturité bilingue. Il s'agit simplement de prévoir cette vérification de la connaissance de la langue française sur un pied d'égalité avec la langue italienne, compte tenu du fait que ce sont les deux langues officielles de notre pays et d'un cursus scolaire bilingue. Et, si le français devient langue d'enseignement, c'est parce que c'est notre Statut, ce sont les articles 39 et 40, qui le prévoient. Et s'il y a là un reproche que nous pouvons nous faire c'est que l'application de ces mêmes articles s'est faite trop tard et progresse trop lentement. Mais on ne peut pas nous reprocher de vouloir appliquer les articles 39 et 40, ou nous dire qu'avec ce projet de loi - disais-je - nous appliquons le séparatisme linguistique; c'est quelque chose de différent le séparatisme linguistique et nous ne l'avons pas appliqué. Nous avons, avec le sens de la responsabilité qui nous caractérise, accepté les remarques concernant les retombées et les dangers de ce choix quant à la division de la communauté valdôtaine. Par contre avec ce projet de loi nous demandons à tout le monde de faire les mêmes efforts et nous ne voulons pas diviser, mais respecter les diversités. Là oui qu'il y a eu sens de la responsabilité de la part d'une partie de la communauté. Aujourd'hui nous demandons le même sens de la responsabilité, parce que les responsabilités doivent être communes et partagées si nous voulons que la maison continue - comme nous l'espérons - à être commune.

Il y a un projet de loi qui prévoit quatre épreuves. Cette volonté est la nôtre, elle n'est pas celle de Forza Italia, j'en conviens. Si je peux moi aussi utiliser des boutades, eux, oui, se réfèrent à un autre pays, qui n'est pas le nôtre et en tout cas qui n'est pas le mien, parce qu'en ce qui concerne la quatrième épreuve tous les Chefs de groupe de cette Assemblée - même l'actuel Chef de groupe de Forza Italia - ont signé cette requête en présentant une résolution votée par ce Conseil…

(proteste dai banchi dell'opposizione)

… je cite: "Ritiene necessaria una modificazione della legge relativa agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, che preveda una specifica, distinta e obbligatoria prova scritta di lingua francese"…

(nuove proteste e interruzioni fuori microfono da parte di consiglieri dell'opposizione)

… je ne veux pas interpréter la résolution, vu que chacun a interprété cette résolution selon ses propres convictions, mais tous les chefs de groupe étaient d'accord pour réclamer "una specifica, distinta e obbligatoria prova scritta di francese". Nous avons toujours, en tant que Gouvernement, soutenu cette thèse, tant il est vrai que même lors de la discussion en commission au Parlement notre position a été reportée par le Sous-secrétaire Soliani. Je peux mettre les procès-verbaux à la disposition de ceux qui veulent vérifier que le Gouvernement a toujours réclamé cette quatrième épreuve et que, surtout il a réclamé la compétence de la Région en la matière et partant de ce Conseil quant à la définition des modalités de déroulement et d'évaluation de cette épreuve.

Cette proposition a été donc présenté dans le respect des diversités et en essayant de continuer à faire de l'école un facteur d'unité, de promotion et d'intégration sociale. Il est vrai, le temps nous a limité dans ce qui aurait pu être une négociation avec plus de possibilités de débat et de confrontation. Mais il y a eu confrontation, il y a eu ouverture; nous avons même proposé des parcours différents, essayé de dépasser certaines rigidités. L'unanimité qui aujourd'hui a été présentée quant aux opposants de ce projet de loi n'est pas telle, parce que même chez les élèves, chez les enseignants, chez les syndicats il y a des positions différentes, et donc qu'il y ait au moins le respect des différentes propositions et que l'on ne fasse pas comme s'il y avait un front uni, une unanimité. Nous avons essayé, avec un esprit de confrontation et d'ouverture, de formuler tout d'abord des propositions qui représentent une continuité avec les dispositions en vigueur, et c'était la proposition de départ. Cette proposition, qui avait pris comme modèle la loi n° 12 sur l'école, reprend exactement la logique et les principes établis portant sur une validité temporaire de la vérification de la connaissance de la langue française.

Cette proposition n'a pas été acceptée sur la base de remarques que nous avons partagées vu qu'elles reprenaient des propositions que nous avions déjà approuvées. A savoir la loi n° 12 et le règlement d'accès à la fonction publique, à l'Administration régionale, approuvé au mois d'avril 1998. Le principe fondamental étant que l'utilisation de cette compétence est liée à la validité du diplôme, la validité du diplôme est illimitée.

Nous avons donc repris la même proposition - qui n'avait pas créé à l'époque tout ce tollé - inscrite à l'alinéa 12 de l'article 7 du règlement actuellement en vigueur: "Sono altresì esonerati dalla prova di accertamento della conoscenza della lingua francese oppure italiana coloro che partecipano a concorsi e selezioni richiedenti il titolo di scuola media secondaria di primo grado o il proscioglimento dell'obbligo scolastico e che a partire dall'anno scolastico 1996-1997 abbiano conseguito il titolo di studio richiesto presso una scuola media della Valle d'Aosta".

A l'époque l'utilisation était rapportée au diplôme d'école moyenne, il y a aujourd'hui cette proposition d'utilisation rapportée au diplôme d'école secondaire de 2ème degré.

Quels sont donc les principes que nous avons essayé de suivre pour formuler cette proposition de loi, en tenant compte des finalités que j'ai présentées?

Le premier principe c'est qu'il y ait une seule école, deux langues officielles et une parité linguistique, et que, la "réforme Berlinguer" établissant la finalité de l'examen de maturité, qu'il y ait une évaluation du cursus scolaire qui tient compte de ce même cursus. A cet effet, l'on doit nécessairement évaluer cette épreuve de langue française, vu que s'il n'y avait pas cette évaluation, c'est toute l'organisation scolaire, ce sont ses principes, sur lesquels cette même organisation est fondée, qui seraient mis en discussion. Néanmoins nous avons accepté les remarques sur un plan technique quant aux modalités de respect de la parité linguistique et donc quant au fait qu'il n'y ait pas de disparités d'évaluation entre l'aire linguistique, littéraire, et l'aire plus technique, qui caractérise le cursus scolaire. Nous avons donc là modifié le projet de loi et accueilli cette requête des élèves.

Pour ce qui est par contre de l'utilisation de ces compétences et de ces connaissances, il a été décidé, sur la base d'une requête qui, depuis au moins 1993, avait été formulée à l'Administration régionale et qui aujourd'hui trouve non pas sa définition totale mais une réponse significative, d'attribuer cette fonction de vérification des connaissances et compétences au système éducatif. Et ce, pour mieux le valoriser et pour attribuer ces vérifications à quelqu'un - qui a une fonction éducative - en les enlevant aux collectivités publiques et aux administrations, donc en évitant qu'il y ait ce climat de suspicion ou qu'il y ait nécessité de recourir davantage à ces vérifications. Donc si cette fonction a été attribuée au système éducatif, il faut tenir compte de la validité et des attestations que ce même système éducatif délivre. Par conséquent, la validité du diplôme et son l'utilisation sont illimités.

Nous n'avons pas résolu tous les problèmes il est vrai. Une question reste ouverte, et c'est le problème de la maîtrise. Mais il y a la disponibilité à se confronter sur ce thème et à trouver ensemble les instruments et les parcours pour arriver dans un temps défini à des propositions qui tiennent compte de cette exigence. Mais on ne pouvait pas accepter la logique, là oui, brutale, "del tutto subito", parce que la situation est très complexe et elle nous impose un moment de réflexion, pour mieux analyser et pour donner une réponse pouvant définitivement résoudre ce problème. Ainsi là nous aurons finalement récupéré une fonction fondamentale de cette connaissance de la langue française, qui aujourd'hui est sous-évaluée, à savoir la défense de cette communauté.

Je n'ai pas crainte de le dire, vu que si aujourd'hui, par exemple je suis Proviseur - avant j'étais enseignant, et ensuite j'ai été Proviseur - je le dois au français, parce que sinon je n'aurais pas eu de poste à l'intérieur de cette Région.

Nous voulons établir le principe que nous n'avons plus besoin de vérifier au sein des administrations ces compétences et ces connaissances, parce que nous avons attribué cette fonction au système éducatif. Pas de fermeture, mais au contraire la plus ample disponibilité. Preuve en est la présentation aujourd'hui par l'Assesseur Pastoret de cet amendement et notre engagement à partir d'aujourd'hui de rouvrir les négociations pour d'abord analyser quelles sont les différentes facettes de ce problème pour ensuite formuler des propositions.

Il y a donc, au-delà des aspects spécifiques - nous sommes une Assemblée politique et il est tout à fait légitime que ces diversités d'opinion et de jugement soient ressorties - des logiques qui, difficilement, peuvent trouver un accord, vu que l'une est la logique du refus, de la mise en discussion de tout, tandis que l'autre est la logique du respect, du changement, mais d'un changement graduel qui considère le maintien d'une identité caractérisant cette communauté.

Une identité qui se rapporte à la culture valdôtaine et non pas ni à la culture française ni à une prétendue francisation de l'école, parce que la langue est simplement un instrument; ce sont les contenus qui comptent et quelqu'un oublie que nous, nous avons sollicité et introduit dans notre modèle de bilinguisme l'adaptation des programmes de l'Etat à nos exigences socio-culturelles et linguistiques.

Notre proposition va donc dans cette direction: de maintenir une identité et une culture valdôtaines à l'intérieur de nos établissements scolaires, pour qu'il y ait cette transmission à travers l'école et pour que l'on puisse maintenir cette même identité. Il n'y a pas de problème de pénalisation, mais il y a un problème de valorisation.

Je n'aime pas me rapporter, quelqu'un l'a fait mieux que moi, aux problèmes de la prime de bilinguisme, mais je voudrais simplement rappeler notre modèle scolaire, les manuels et les transports gratuits, les bourses, la loi sur le droit aux études, qui renforcent notre spécificité, par rapport à d'autres modèles scolaires on ne peut revendiquer - nous ne pouvons pas partager cette logique - une uniformité ou une uniformisation seulement pour certains aspects.

Enfin, nous ne nous sommes moqué de personne; nous avons essayé - avec nos limites, c'est vrai - de faire de notre mieux pour répondre aux différentes exigences, pour dialoguer, pour essayer - et là nous avons probablement la plus grande partie des responsabilités - d'expliquer quelles sont nos raisons, pour qu'il y ait au moins une confrontation, en exprimant une appréciation des différentes positions.

Pour conclure, ce projet de loi représente un point de départ. Nous présenterons dans un autre moment, avec un autre parcours, avec un autre instrument, les propositions qui nous permettront de dépasser les dernières contradictions existantes. Ce que nous voulons réaffirmer c'est que nous savons le chemin et nous voulons le progrès de cette communauté.

Président Il y a une requête d'intervention pour motion d'ordre de la part du Conseiller Collé.

Collé (Aut) Considerando che questo disegno di legge è costituito da dieci articoli, sia nella mattinata che nel pomeriggio sono stati presentati 49 emendamenti e 3 ordini del giorno, sia dalla maggioranza sia dalla minoranza, a nome delle forze di opposizione chiediamo una sospensione per esaminare questi emendamenti.

Président La requête de suspension rencontre également l'adhésion des collègues de la majorité puisque la matière est dense et qu'il s'agit d'organiser le travail pour les heures suivantes.

La séance est suspendue.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,49 alle ore 19,05.

Président Nous reprenons les travaux du Conseil. Je dois vous informer de la décision qui a été prise au sein de la Conférence des Chefs de groupe pour ce qui concerne le déroulement des travaux.

Les travaux continueront dans la soirée d'aujourd'hui jusqu'à 20h30; il y aura une courte suspension et par la suite on continuera avec l'examen du projet de loi, la discussion et la votation sur les amendements et les articles en question.

On a décidé de reporter à la journée de demain les déclarations d'intention et le vote sur l'ensemble de la loi.

Nous procédons par conséquent à la présentation et à la discussion de l'ordre du jour présenté par l'Assesseur Pastoret.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Quando gli studenti e i sindacati hanno chiesto un impegno sulla spendibilità, sono stati molto chiari: hanno chiesto che questo fosse inserito dentro la legge. Qui si ripropone un ordine del giorno in cui non è che si dica molto dal nostro punto di vista. Primo, si fa riferimento alla proposta di legge regionale; questa proposta di legge regionale così com'è attualmente non corrisponde al nostro progetto, quindi non possiamo dire sì alla prima premessa.

Secondo, si parla dell'articolo 8, si parla dell'utilizzo della certificazione ottenuta in sede di esame, però non si chiarisce bene se è per pubblico impiego, per diplomati, per laureati. C'è un impegno molto generico, in cui non viene detto entro quando questa azione viene fatta e non c'è neanche un impegno a riferire al Consiglio, che è la sede istituzionale in cui questo impegno viene preso. Questo è il motivo per cui non voteremo l'ordine del giorno.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Questo documento che ci è stato presentato e illustrato sinteticamente dall'Assessore Pastoret si innesta su un disegno di legge che, a nostro avviso, non è assolutamente condivisibile.

Le ragioni per le quali non è condivisibile le abbiamo espresse in maniera articolata anche questa mattina e negli interventi che ci sono stati nel pomeriggio, in particolare nel disegno di legge non c'è alcun accoglimento delle richieste che riteniamo legittime e ragionevoli degli studenti e dei genitori, naturalmente anche di parte degli insegnanti e delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Tant'è che nello stesso documento in quest'ordine del giorno si fa esplicito riferimento a questo disegno di legge, vista la proposta di legge regionale presentata dalla Giunta in data 16 settembre che è stata oggetto di quelle consultazioni che alla fine non hanno portato ad alcun risultato concreto, ma che sono servite solamente a creare quella cortina fumogena che alla fine ha giustamente stancato gli studenti.

C'è da dire poi che Forza Italia ha presentato un pacchetto di emendamenti, 27 per l'esattezza, che illustreremo nel corso dei lavori che seguiranno e che introducono in questa legge la valutazione esterna della prova di francese al risultato globale e la spendibilità piena e illimitata.

Per queste ragioni in virtù delle premesse che sono state dette, quest'ordine del giorno non può essere assolutamente accettato dal gruppo di Forza Italia; pertanto voteremo contro.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Il voto contrario del gruppo degli Autonomisti a quest'ordine del giorno non è tanto dato dai contenuti che lo stesso ci presenta, ma vuole avere più un significato politico rammentato il fatto che un ordine del giorno dovrebbe essere una delibera impegnativa che i consiglieri votano nei confronti della Giunta. Ora, non più di due settimane fa, questo Consiglio votò un documento con lo stesso valore, quindi ogni Consigliere presente in quell'occasione impegnava con il proprio voto favorevole a rispettare delle determinate consegne. Queste consegne riguardavano in particolare l'impegno a portare la discussione del regolamento attuativo del disegno di legge nelle commissioni e nel Consiglio.

Come abbiamo avuto modo di dire più volte nel corso di questo dibattito, questo impegno è stato disatteso e a parte un rincrescimento, che credo sia venuto dal Consigliere Rollandin, nessun membro della Giunta o della maggioranza di questo Consiglio ha speso la benché minima parola di giustificazione sull'inadempienza dell'Assessore in particolare di fronte, dicevo, a un impegno molto specifico che il Consiglio aveva dato. È evidente quindi che non entro nei contenuti di quest'ordine del giorno, annunciando con un po' di polemica il voto contrario a quest'ordine del giorno.

Président Je soumets au vote l'ordre du jour en question:

Conseillers présents et votants: 33

Pour: 23

Contre: 10

Le Conseil approuve.

Je mets en discussion l'ordre du jour n° 1 présenté par le groupe de Forza Italia. Je précise que par ordre du jour n° 1 nous entendons celui par lequel:

Ordre de jour n° 1 "Esprime la necessità di rivedere con urgenza, adeguandole alla realtà attuale, le norme regionali relative all'accertamento della conoscenza della lingua francese;"

Impegna

la Giunta a formulare in tal senso una propria proposta".

La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Credo che già dalla lettura del Presidente si comprende il significato chiaro di quest'ordine del giorno; è evidente che la legge n. 6 andrà a stravolgere completamente le regolamentazioni normative per quanto riguarda l'accesso al pubblico impiego e quindi della prova di accertamento della lingua francese, una prova che noi abbiamo sin da sempre contestato per la sua scarsa chiarezza nei contenuti, scarsa chiarezza nella determinazione. Abbiamo sentito più volte in questi anni lamentarsi nei confronti di commissioni non tanto nei loro componenti, quanto nelle procedure esecutive dell'accertamento della lingua francese, anche questa mattina alcuni consiglieri hanno espresso dubbi relativi alla scarsità di chiarezza della normativa, che prevede - evidentemente non sostenuta da aspetti tecnici - una possibile strumentalizzazione della suddetta prova.

È evidente che con l'approvazione di questa legge già dal prossimo anno la quarta prova - poi vedremo alla fine di questa nottata se sarà nei 100 punti, se sarà spendibile - andrà a modificare effettivamente la possibilità di utilizzare questo diploma per quanto riguarda l'accesso al pubblico impiego, e questo ci mette nelle condizioni di dover rivedere e adeguare alla realtà attuale - quella che si andrà a delineare - le norme regionali relative all'accertamento della conoscenza della lingua francese.

Noi però non abbiamo voluto anche qui mettere il carro davanti ai buoi; abbiamo voluto impegnare la Giunta a formulare una propria proposta in tal senso; evidentemente ci aspettiamo che questo impegno la Giunta se lo assuma, siamo convinti di sì, non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe farlo, però auspichiamo altresì con l'ordine del giorno che questa successiva proposta possa essere dibattuta nelle sedi consiliari, quindi nelle Commissioni, nella II e nella V.

Auspichiamo che nel momento in cui questo impegno venga assunto dalla Giunta di formulare in questo senso la propria proposta, questa non si debba vedere confezionata in una regolamentazione normativa in Consiglio direttamente, senza avere poi la possibilità di dibatterla. Quindi chiediamo alla Giunta di assumersi l'impegno di formulare questa proposta, ma anche - visto che ci sono stati in questi ultimi mesi moltissimi scontri, anche durissimi di muro a muro, sugli aspetti del confronto politico - di promuovere attraverso la proposta una riapertura del confronto politico nelle sedi consiliari, quindi non nelle "stanze segrete" o in mezzo alle strade. Chiediamo che la Giunta lo accetti; sarebbe stranissimo che al di là dell'aspetto tecnico politicamente non ci fosse questa volontà.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) A differenza dell'altro ordine del giorno, questo verrà votato per una mera questione di simpatia nei confronti del gruppo che l'ha presentato, perché in realtà - questo ancora una volta per far vedere agli amici di Forza Italia le attendibilità che hanno gli ordini del giorno e le mozioni - nel giugno 1996, quando in questo consesso si discusse la legge inerente l'accesso del pubblico impiego regionale, già allora si parlò di cambiare le prove di accertamento di lingua francese. I consiglieri che erano presenti sicuramente si ricorderanno, si parlò della famigerata dictée che non aveva alcun senso, eccetera. A quanto mi risulta ad oggi queste prove rimangono sempre quelle, immodificabili. Quindi capite bene come è un voto di simpatia ma scarsamente convinto!

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Questa richiesta di rivedere le norme regionali relative all'accertamento della conoscenza della lingua francese le abbiamo previste in un emendamento a questa legge, che chiediamo che venga votato, quindi diciamo che l'ordine del giorno è in qualche modo superato per noi.

Prevediamo, con il nostro secondo emendamento, una sostituzione nell'articolo 8, con cui diciamo che entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge devono essere modificate le norme regionali attualmente in vigore relative all'accertamento della conoscenza della lingua francese. Mettiamo in legge questa medesima esigenza, in tal modo essa acquista una valenza più forte. Per questo motivo ci asteniamo, e solo per questo motivo!

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) Au-delà de l'engagement que l'ordre du jour peut produire, l'aspect est substantiel. L'amendement qui a été présenté de la part de l'Assesseur à l'article 8 prévoit la possibilité de revoir ce thème, la différence est dans les temps prévus, ici on prévoit 12 mois, là 6 mois, mais cette analyse portera à une série de conséquences à prévoir dans un projet de loi qui doit venir à l'examen du Conseil.

On estime que la prise de position avec un amendement prévu dans la loi est plus forte encore, par conséquent on s'abstient.

Président Je soumets au vote l'ordre du jour n° 1 de Forza Italia:

Conseillers présents: 34

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 26 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

On passe à l'examen de l'ordre du jour n° 2, également présenté par le groupe de Forza Italia.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Penso che nel corso del dibattito sia emersa a più riprese anche da parte dei settori di maggioranza l'analisi e per certi versi il riscontro di una modificata situazione della società nella quale viviamo, rispetto a quelle che erano certe previsioni statutarie o certe previsioni normative di atti regolamentari o provvedimenti di legge.

Abbiamo sempre affrontato il problema del francese come momento di arricchimento culturale, lo abbiamo detto prima, lo ribadiamo adesso, e lo diremo ancora!

Quest'ordine del giorno penso vada esaminato con un'ottica diversa da quella che può essere la vena polemica di come accedere o non accedere al pubblico impiego; perché dico questo? Perché se è vero, e lo diceva il Consigliere Rollandin, che non si tratta di tutelare ma di incentivare e valorizzare il francese, dobbiamo essere consci e consapevoli che alle soglie del duemila il francese non è più quella lingua che aveva quella portata internazionale come poteva avere ad inizio secolo, in quanto l'inglese è diventata la lingua che per eccellenza ci mette in comunicazione con il resto del mondo.

Sapete che la laurea in lingue straniere è caratterizzata dalla scelta di una materia che viene definita fondamentale. Tantissimi sono quelli che scelgono l'inglese, un'altra parte significativa sceglie quale lingua fondamentale il tedesco e una sparuta minoranza sceglie come lingua fondamentale il francese, sapendo che questa scelta non gli dà degli atout in più rispetto ai colleghi che scelgono inglese o tedesco, ma pensano che gli possa dare comunque un pass che pesi qualcosa di più sul mercato del lavoro valdostano. Allora penso che si debba incentivare questo tipo di scelta, perché non riconosciamo la certificazione di un titolo di studio universitario, che arriva al termine di un percorso universitario e dunque non al termine di un corso di studi dove si affrontano dalle matematiche alla storia, alla geografia, alla letteratura, - il corso è incentrato sulle lingue straniere e la scelta fondamentale in termini linguistici è la scelta del francese - o noi abbiamo la capacità in questa sede di apprezzare quanti studenti valdostani fanno questo tipo di scelta e per certi versi di incoraggiarli a fare questa scelta, facendo noi una scelta di tipo politico, o altrimenti la scelta di quanti, studenti universitari valdostani, andranno a scegliere come materia fondamentale del corso di laurea in lingue straniere il francese che sarà sempre meno!

Perciò invito il Consiglio regionale ad analizzare quello che è il vero senso di quest'ordine del giorno, che per certi versi va al di fuori dello stretto contesto del dibattito e della polemica che si è innestata sugli argomenti in discussione questo pomeriggio, e che va sicuramente nell'ottica di incentivare e di incoraggiare lo studio di quella lingua, e nel doveroso riconoscimento che questo Consiglio deve dare a quanti fanno questo tipo di scelta.

Mi auguro che su quest'ordine del giorno ci sia un dibattito quanto meno centrato sul problema che abbiamo voluto sollevare.

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) Je me félicite qu'il y a cette attention vis-à-vis du choix du français et j'espère qu'elle sera traduite dans les faits dans un aspect pratique qui devient de jour en jour plus important.

L'amendement dont on a parlé pour l'ordre du jour précédent prévoit la possibilité d'examiner les différents aspects de toutes les lois, y compris ce que le Conseiller vient de dire. La différence concerne l'engagement, qui est ici celui de "presentare entro 180 giorni", tandis que l'engament de l'amendement est dans le délai d'une année. Je me permets de dire que si on a la possibilité de le présenter dans 6 mois, on sera bien heureux de le faire! On a pris les 12 mois, pour ne pas avoir là des difficultés qui puissent déplacer ce thème.

Je crois que les deux ordres du jour vont se compléter, les prémisses des deux ordres du jour que Forza Italia a présentés sont les mêmes et vont examiner deux aspects qui sont compréhensibles. Ils sont en effet à l'origine d'un problème qui a été longuement examiné et qui a été repris dans l'amendement qu'on a cru intéressant de voir dans la loi, pour renforcer l'engagement que quelqu'un a demandé. Par conséquent, comme on avait annoncé pour l'ordre du jour précédent, on s'abstiendra.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) A differenza del Consigliere Marguerettaz, dico la verità, non ho particolari simpatie, quanto meno politiche, riguardo Forza Italia, quindi annuncio il voto favorevole ma perché le argomentazioni del Consigliere Frassy mi sono sembrate convincenti. Mentre la materia del punto precedente era coperta da un nostro emendamento, questa non lo è, quindi riteniamo che sia corretto che questo punto venga portato all'attenzione del Consiglio, che ci sia una regolamentazione e ci riserviamo all'esito della proposta di regolamentazione di dire la nostra più in dettaglio.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Solo per rassicurare, non so se è la gelosia del collega Curtaz, che la simpatia che nutro nei confronti di Forza Italia la nutro anche nei confronti dell'Ulivo, per una semplice questione di solidarietà fra forze di maggioranza…

(ilarità dell'assemblea)

… mi porto avanti con il lavoro… Comunque, siccome so che non è troppo convinto, su quest'ordine del giorno ci asterremo.

Président Je soumets au vote l'ordre du jour n° 2 de Forza Italia:

Conseillers présents: 34

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin M., Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement présenté par les Conseillers de Forza Italia concernant l'intitulé du projet de loi en question.

Emendamento n. 1 Titolo

Premettere "Principi e"

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Penso che sia opportuno illustrare questo emendamento perché dalla lettura può sembrare un emendamento poco serio. Penso che non sia così perché questo emendamento è la premessa a un successivo emendamento ed è quello che inserisce l'articolo 6 bis, che è un articolato nuovo nel contesto del disegno di legge. Quello che chiediamo è di premettere al titolo della legge, oltre alla disciplina, principi e disciplina. Perché principi? Devo aprire una parentesi su quanto è successo, o meglio su quanto non è successo in questi giorni.

Al di là dell'ordine del giorno che era stato approvato, mi dispiace ripetermi in parte, nello scorso Consiglio e al di là del fatto che in quelle commissioni non siamo riusciti a discutere del regolamento, e nonostante il fatto che una bozza di regolamento ci sia stata consegnata questa mattina, va evidenziato che nel regolamento, al di là di quelli che sono gli aspetti formali e di puntiglio sull'impegno preso in Consiglio, c'è la regolamentazione di uno dei due aspetti che hanno scatenato la protesta della scuola reale, cioè la valutazione della quarta prova di francese all'interno o all'esterno dei 100 punti.

Io non so, perché nessuno da parte della Giunta ancora si è espresso in maniera chiara sull'argomento del regolamento, se quel regolamento passerà mai al vaglio della commissione, se è intenzione del Presidente della Giunta portarlo alla discussione del Consiglio e far votare la proposta di quel regolamento come proposta del Consiglio da sottoporre all'attenzione del Ministero per potere poi recepire questa proposta di regolamento nel più ampio regolamento nazionale.

Però è evidente che alcuni principi, stante l'incertezza di quello che sarà l'iter del dibattito sui contenuti del regolamento, penso sia opportuno vengano affrontati nel contesto della legge.

Perciò non mi dilungo ulteriormente nel senso che quel "principi" si riferisce all'articolo 6 bis, che riteniamo di dover inserire, ed è l'individuazione dei criteri che verranno poi sviluppati nel regolamento come prevede la legge statale.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 31

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 28 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 2 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 2 Articolo 1

Sostituire "Negli" con "in tutti gli".

La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Sarà brevissimo. È un articolo di chiarezza in pratica: sostituire "negli" con "in tutti gli", si propone di non creare una confusione di forma riferito agli istituti che oltre quelli statali - ci riferiamo al Liceo linguistico di Courmayeur - potrebbero essere estromessi da questa formulazione.

Per una puntualizzazione di chiarezza chiediamo di sostituire "negli" con "in tutti gli istituti secondari superiori…".

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) On a longuement discuté sur cet amendement. Il nous échappe le principe, par conséquent on s'abstient.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 31

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 28 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 3 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 3 Articolo 1

Dopo "candidati" inserire "agli esami di stato" e abrogare, dopo "prove scritte", "degli esami di Stato".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Direi che questo è semplicemente letterale. I candidati riteniamo che debbano essere individuati come quelli agli esami di Stato e di conseguenza chiediamo semplicemente di anteporre per chiarezza "esami di Stato" a seguire a "candidati" e di toglierlo dal contesto in cui si trova.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 30

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 27 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 1 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo.

Emendamento n. 1 All'articolo 1 aggiungere il seguente comma:

"2. La materia dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, prevista dal comma 20 dell'art. 21 della legge 59/97, sarà disciplinata con ulteriore provvedimento e comunque non oltre 180 giorni dall'approvazione della presente legge".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Con questo emendamento vogliamo sottolineare un problema molto importante, a nostro avviso, cioè che questo disegno di legge va inserito nella problematica più ampia dell'autonomia delle scuole.

C'è anche un aspetto formale che va rispettato ed è il seguente. La legge "Bassanini ter", quella cioè in base alla quale stiamo oggi lavorando, ha introdotto una modifica nella legge n. 59/97, articolo 21, in cui si parla dell'autonomia scolastica, e una volta conclusi tutti i commi riguardanti l'autonomia scolastica, c'è un ulteriore comma che demanda alla Regione Valle d'Aosta il compito di normare in modo autonomo tutti i principi dell'autonomia scolastica. Questa legge è in vigore da un anno circa, e qui non si è ancora fatto niente, o quasi niente, per attuarla!

Mettere nella legge questo comma ha due significati: uno, richiamarsi a quello che è l'ambito nel quale si inserisce la norma che regolamenta l'esame di Stato in Valle d'Aosta; due, e questo è un valore più politico, ricordare che la materia dell'autonomia scolastica in Valle d'Aosta va normata dalla Regione e va normata in tempi brevi.

Qui addirittura poniamo un limite, 180 giorni, tre mesi di tempo, perché siamo di fronte a una situazione molto assurda di questo tipo: una regione autonoma non si preoccupa di regolamentare l'autonomia dei singoli istituti, per cui le scuole che sono nelle altre parti del Paese hanno una possibilità di muoversi superiore a quella che hanno le scuole nella nostra regione. Questo è il significato politico, oltre che legislativo-normativo del nostro emendamento.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Riteniamo apprezzabile l'emendamento proposto dal gruppo dell'Ulivo, indipendentemente dalla simpatia e dalla compassione che possa esserci fra gruppi politici presenti in quest'aula. Per tale ragione lo voteremo favorevolmente.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 33

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 22 (Agnesod, Bionaz, Borre, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 2 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo.

Emendamento n. 2 Sostituire l'articolo 2 con il seguente:

"1. La prova scritta di lingua francese è preordinata ad accertare la padronanza, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche dei candidati, rispetto alle conoscenze disciplinari relative al programma di francese svolto nell'ultimo anno".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) La finalità di questo emendamento è duplice. In primo luogo, pensiamo che la prova scritta di lingua francese non possa essere preordinata ad accertare la libera espressione della personalità creativa del ragazzo, cioè noi crediamo che questa quarta prova scritta di lingua francese vada finalizzata a verificare le conoscenze disciplinari relative al programma di francese svolto nell'ultimo anno; noi vogliamo che la quarta prova di francese sia collocata nel suo alveo naturale, quello indicato dalla legge dello Stato.

Quindi chiediamo due cose: per prima cosa, che venga tolta questa "libera espressione della personalità creativa" e spiego il perché. Nel momento in cui, si dice che ogni indirizzo di scuola avrà una prova di francese di tipo diverso e quando vediamo che fra le proposte che vengono fatte da quella commissione incaricata di individuare le tipologie di prove d'esame, esiste anche; - ad esempio - per l'Istituto tecnico per ragionieri, una prova che è più di tipo "lettera commerciale" che non tema, che non produzione di "dissertazioni", ci chiediamo com'è possibile su un tema così specifico esprimere "la libera espressione della personale creatività". Ci sembra che le due cose non vadano bene insieme e che, mettendo questa frase, si tarpi le ali a possibili tipologie di prova d'esame che hanno un valore più tecnico, che rispecchiano cioè quello che effettivamente i ragazzi hanno fatto nell'ultimo anno del corso di studi.

Come seconda cosa, chiediamo che sia chiarito bene qui che il contenuto su cui si esplicita questa quarta prova riguarda il programma di francese svolto nell'ultimo anno. Vorrei proprio che queste cose fossero esplicitate in modo chiaro per evitare ogni equivoco.

È vero che questo viene detto in modo diverso in altre parti, però nulla vieta che qui si ridica in modo più chiaro di quanto non avviene in altre parti della legge.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Ci asterremo sull'emendamento proposto dai Consiglieri dell'Ulivo con un dubbio, e cioè che probabilmente l'emendamento da loro presentato era nato sulla lettura del primo testo di legge, quello presentato dalla Giunta, diciamo.

Il testo di legge invece che stiamo discutendo credo che, così come redatto, sia migliore rispetto all'emendamento presentato dall'Ulivo e spiego il perché. Il primo testo, quello che secondo me ha confuso i colleghi dell'Ulivo, era quello che recitava così: "Le prove di lingua francese sono preordinate ad accertare la padronanza, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche dei candidati rispetto alle conoscenze disciplinari". Se così fosse stato formulato ancora, sarei d'accordo con l'impostazione che hanno dato i Consiglieri dell'Ulivo, invece così non è, nel senso che l'articolo definitivo recita che "la prova scritta di lingua francese è preordinata ad accertare la padronanza, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche dei candidati consentendo la libera espressione della personale creatività", cioè sparisce "rispetto alle conoscenze disciplinari".

A mio avviso è meglio conservare l'articolo così come scritto nella proposta della Giunta, perché mi sembra più specifico su una conoscenza di carattere essenzialmente linguistico, non legata a programmi disciplinari e programmi di studi, e credo che sia doveroso anche mantenere all'interno della formulazione dell'articolo la scritta "consentendo la libera espressione della personale creatività" perché, per come interpreto io questo articolo, le prove alle quali saranno sottoposti gli studenti che sosterranno la prova scritta di francese per l'esame di maturità saranno piuttosto di carattere generale, verteranno su temi generali che possano davvero favorire l'espressione critica innanzitutto e quindi libera dei candidati rispetto a materie non studiate, approfondite nel programma disciplinare, ma di pubblica conoscenza.

Per questo motivo ci asteniamo dal votare l'emendamento dell'Ulivo.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Ci dovremo astenere perché, pur condividendo tutte le motivazioni della Consigliera Squarzino - e la politica è bella perché è varia -, per lo stesso motivo invece noi cassavamo la nuova versione dell'articolo 2, ma lo proporremo dopo. Quindi, siccome si sovrappone al nostro impianto normativo attraverso i nostri emendamenti, ci asteniamo.

Président Avant de soumettre au vote l'amendement en question, je présente mes excuses au Conseil, car nous avons oublié de voter sur l'article 1er dans son ensemble.

Je vous demande par conséquent de bien vouloir vous exprimer en ce moment sur la votation de l'article 1er dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 33

Pour: 23

Contre: 10

Le Conseil approuve.

La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Quant à l'amendement proposé par la "Vallée d'Aoste pour l'Ulivo", tout d'abord je partage les remarques exprimées par Monsieur Marguerettaz, et que je ne répéterai pas.

Ensuite je me permets d'exprimer également quelques doutes quant aux affirmations faites par Mme Squarzino, parce que si cela était vrai, la même logique pourrait être suivi quant à l'épreuve de langue italienne, vu que là aussi il faut tenir compte des différents établissements scolaires et de leurs programmes.

Peut-être oublie-t-on qu'il n'y aura pas qu'une seule épreuve, mais que l'on soumettra plusieurs possibilités au candidat qui choisira celle qu'il estime la meilleure. Déjà aujourd'hui lors des examens de maturité pour ce qui est de l'épreuve écrite de langue italienne il y a un sujet de caractère général et une épreuve spécifique, qui se rapporte aux différents établissements scolaires. A notre sens il est aussi difficile, pour ce qui est d'une épreuve écrite, de se limiter à un programme de dernière année. Une épreuve écrite, surtout si l'on veut donner la possibilité aux élèves d'exprimer leur créativité personnelle, ne peut pas avoir cette limitation.

C'est pour ces raisons que nous nous abstiendrons sur cet amendement.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Per ribadire l'importanza di togliere l'espressione "consentendo la libera espressione della personale creatività". Qui ho i dati di quella commissione di studio a cui facevo prima riferimento, adesso li ho trovati; faccio notare che è una commissione di studio nominata dall'Assessore alla pubblica istruzione, che nel concludere i suoi lavori individua una tipologia di prove di francese per gli esami conclusivi di Stato dell'anno scolastico 1998-1999 e fa degli esempi.

Può essere una "dissertation", può essere una "question-discussion", e poi dice: per i soli candidati degli istituti tecnici commerciali per ragionieri è previsto "lettre production ou lettre discussion écrite" sulla base di un testo socio-economico o commerciale-finanziario. A me sembra che sia difficile pensare alla libera espressione della creatività su una lettera commerciale. Questo era il motivo per cui dicevo che non bisogna valutare la creatività.

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

… io chiedevo di verificare…

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 4 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 4 Articolo 2

Abrogare "consentendo la libera espressione della personale creatività"

La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Credo che lo scambio di battute a cui abbiamo appena assistito fra Dina Squarzino, Marguerettaz e il Presidente Viérin, ci abbia convinto che facciamo bene ad approvare questa espressione. Cioè "consentendo la libera espressione della personale creatività" è una frase che crea della confusione in questo articolo ed è chiaro a tutti perché è stato sufficiente ascoltare il dibattito. Viérin Dino ci ha convinto: lei lo interpreta in una maniera, loro in un'altra, pensiamo i docenti, pensiamo in futuro questa prova cosa potrà andare a scatenare! La prova scritta di lingua francese è preordinata ad accertare la padronanza, le capacità espressive, logistico-linguistiche critiche dei candidati, punto. Tutto il resto è solo filosofia che fa "casino"!

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Voteremo sì perché questo emendamento esprime quanto prima cercavamo di dire, quindi avremo l'occasione di farlo bocciare un'altra volta, ma non importa! È per affermare fortemente la nostra convinzione.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 32

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement présenté par l'Assesseur Pastoret.

Emendamento Dopo il comma 1 dell'articolo 2 del disegno di legge regionale n. 6 è inserito il seguente:

"1 bis. Ai fini della valutazione, la prova scritta di lingua francese è abbinata alla prova scritta di lingua italiana".

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) L'amendement est rapporté à l'article 2, on demande d'insérer à la fin de l'article: "Ai fini della valutazione, la prova scritta di lingua francese è abbinata alla prova scritta di lingua italiana". Cela dans l'esprit que j'avais annoncé ce matin: de rééquilibre d'un côté en ce qui concerne les épreuves techniques et de l'autre d'avoir la moyenne entre les deux épreuves linguistiques, langue française et langue italienne, se rapportant à 15 points au total.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Il nostro giudizio non può che essere negativo, e apro una parentesi: questo emendamento, Assessore Pastoret e Presidente Viérin, è la prova lampante di un riconoscimento di responsabilità o di colpa, si direbbe in un'altra aula, collega Curtaz! Perché? Perché voi siete partiti come maggioranza e come Union soprattutto da un costrutto particolare, che era quello della parificazione cara e citata dal Consigliere Rollandin delle due lingue, italiano e francese, e visto che tutti giriamo per Aosta e per le vallate e sappiamo che tutti parlano il francese e l'italiano, il sillogismo era che la valutazione doveva essere equivalente, perché il bilinguismo vuol dire parità fra le due lingue e dunque parità di valutazione delle due prove. E io potevo contestare, ma capire la filosofia perché era in buona fede.

Uno magari ha la sfortuna di imbattersi in quel 9 percento - citava qualcuno - di quanti si esprimono e si riconoscono nella lingua francese, perciò se uno ha la sfortuna di imbattersi e di parlare sempre con quel 9 percento, è in un buona fede. Dopo di che subentra però una modificazione a quella che era l'architettura, Presidente, e allora anziché fare come quel noto personaggio sulla strada di Damasco, fate una conversione a metà e inventate questo meccanismo. Che qualcuno ha ritenuto positivo, riconoscendo che siete andati incontro alle esigenze, ed è qui che traspare la malafede politica! Perché andare incontro a quelle esigenze vuol dire mettere in discussione quel principio sul quale avevate fondato la precedente regolamentazione, ossia della parità di valutazione sul presupposto della parità di veicolazione delle due lingue.

Prendete atto che così non è, altrimenti dovreste spiegarci per quale motivo arrivate a questo tipo di compromesso, e questo avvalora, se ce ne fosse il caso, ancora di più la giustezza del nostro punto di vista e del punto di vista della cosiddetta "scuola reale" che è scesa in piazza proprio perché consapevole della penalizzazione che andrà a subire attraverso questo tipo di valutazione delle prove.

Avevo cercato di semplificare il dibattito, ponendo due domande; avremmo anche ritirato gran parte degli emendamenti: il perché in senso tecnico della spendibilità e in questo caso il secondo perché era quello della valutazione.

Alla luce delle mancate risposte tecniche e di questi assordanti silenzi politici non rimane da dire che, purtroppo ancora una volta in politica, non è la regola del buon senso che prevale, ma è la regola dei numeri, e sicuramente in quest'aula i numeri della politica sono dalla parte di chi ha presentato il disegno di legge.

Noi vi invitiamo a questo punto a proseguire su questa strada, perché con le reazioni della società civile sicuramente al prossimo giro questi numeri saranno diversi.

Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Nous sommes toujours convaincus que dans l'intérêt des élèves la proposition, que nous avions formulée au départ, d'une évaluation sur 44 points avec 11 points pour chaque épreuve, était la meilleure. C'est une affirmation, nous voulons la faire parce que, comme on dit: "a futura memoria", nous pourrons la vérifier. Nous avons acceptée les remarques des élèves, en ce sens que, si elle favorisait les élèves du point de vue du résultat final de l'examen, notre proposition attribuait une importance majeure dans l'évaluation aux épreuves linguistiques et littéraires, qui passaient d'un 33 pour cent, prévu dans la loi "Berlinguer", à 50 pour cent.

Nous avons donc accepté cette remarque pour valoriser au mieux les compétences professionnelles de chaque établissement scolaire. Mais - de plus - il n'y a eu aucune modification quant à la parité des deux langues, à savoir 15 points pour la langue italienne, 15 points pour la langue française, ensuite avec la moyenne des deux, on revient aux 15 points dans la note générale.

Donc je ne vois pas comment on pourrait voir dans cet amendement un abandon de ce principe fondamental de la parité linguistique.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) È chiaro che questo emendamento è quello che preclude a gran parte dei ragionamenti che sono stati svolti oggi sia dall'opposizione che dalle forze di maggioranza, e credo che dal punto di vista della maggioranza sia stato utile inserire questo emendamento, altrimenti non c'era una conseguenza fra il regolamento e il disegno di legge, ovvero non c'era una parte nel disegno di legge dove si parlava di valutazione. Dispiace che questi emendamenti siano arrivati oggi in aula, ma non c'è problema.

Evidentemente voteremo contro questo emendamento per i motivi che sono stati detti nel corso della discussione generale e per quelli che verranno ancora detti domani, in sede di dichiarazione di voto.

Permettetemi solo due osservazioni di tipo linguistico-ideologico, se posso dire così. La lingua francese è "abbinata" non mi sembra il massimo dei vocaboli e la seconda è che in un'ottica di perfetto bilinguismo, anche se di imperfetto italiano, si dovrebbe scrivere: "Ai fini della valutazione della prova scritta di lingua francese abbinata alla prova scritta di lingua italiana", e viceversa.

Président Je soumets au vote l'amendement présenté par l'Assesseur Pastoret:

Conseillers présents et votants: 33

Pour: 23

Contre: 10

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 2 dans le texte qui découle de l'amendement ainsi adopté:

Articolo 2 (Finalità della prova scritta di lingua francese)

1. La prova scritta di lingua francese è preordinata ad accertare la padronanza, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche dei candidati, consentendo la libera espressione della personale creatività.

2. Ai fini della valutazione, la prova scritta di lingua francese è abbinata alla prova scritta di lingua italiana".

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 9 présenté par le groupe de Forza Italia.

(interruzione dei Consiglieri di Forza Italia, fuori microfono)

… emendamento n. 5!

Je précise aux Conseillers que les amendements ont été discutés dans l'ordre naturel prévu par l'article 66, 3ème alinéa, du Règlement, en commençant par ceux qui s'écartent le plus du texte proposé et dans l'ordre dans lequel ils s'y opposent, s'y intercalent ou s'y ajoutent. Par conséquent, la Présidence a pourvu à ordonner les différents amendements dans le sens prévu par le Règlement.

L'amendement en question est l'amendement n° 9 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 9 Articolo 3, comma 1

Sostituire "primo giorno" con "secondo giorno"

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Questo emendamento che abbiamo presentato ha un carattere squisitamente tecnico, però serve per dare una migliore precisazione a quello che è il compito che devono svolgere i candidati quando svolgono la prova scritta.

In particolare nell'articolo originario, così come è indicato nel disegno di legge n. 6, si fa riferimento alla produzione di uno scritto; noi proponiamo invece che il termine produzione venga sostituito con redazione: perché? Perché produrre uno scritto significa consegnarlo…

Président Monsieur le Conseiller, je vous précise que nous sommes en train de discuter l'amendement n° 9. Lorsque à l'intérieur du même article plusieurs amendements sont présentés, la Présidence a le devoir de les ordonner suivant l'ordre prévu par le Règlement: d'abord les amendements de suppression, ensuite les autres, en commençant par ceux qui s'écartent le plus du texte proposé, et dans l'ordre dans lequel ils s'y opposent, s'y intercalent ou s'y ajoutent. Nous avons pourvu à organiser les travaux en suivant exactement cet ordre.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Sostituire "primo giorno" con "secondo giorno" ha un duplice significato. Il significato andrebbe letto nel contesto di quello che era il nostro emendamento n. 8, ma ne parleremo successivamente, perché c'era un meccanismo di definizione della prova di francese che comportava nei fatti una pausa all'interno di quelli che erano i calendari di prova.

Ma visto che non abbiamo ancora illustrato l'emendamento n. 8, ed è l'emendamento al comma 2 dell'articolo 3, mi soffermo su questa sostituzione che ha anche un significato umanizzante, se mi consentite, perché riteniamo che quattro giorni consecutivi di prove, e sappiamo le prove di maturità che tipo di tensione creano nei candidati, siano difficilmente sostenibili.

Di conseguenza ipotizzare che la prova di francese vada al quinto giorno dall'inizio delle prove, ipotizzando che le prove inizino di lunedì, vorrebbe dire avere la pausa del giovedì, che ha anche una valenza tecnica in riferimento all'altro emendamento, ma anche un significato di umanizzazione di quelle che sono le prove. Perciò un giorno di sospensione dopo le prime tre prove, e all'indomani del giorno di sospensione la quarta prova che è quella di francese.

Tenete conto che gli orali, anche se è vero che poi gli orali non iniziano mai immediatamente dopo quelle che sono le prove scritte, hanno sempre un periodo di pausa che consente sia alla commissione di fare le valutazioni sulle prove scritte, sia ai ragazzi di tirare il fiato. Riteniamo che gravare di un'ulteriore prova debba essere anche valutato in un contesto di pausa tecnica, di ristoro psico-fisico, perché non saprei come definirlo altrimenti!

E non penso che questo sposti l'impianto legislativo, al di là di quelli che possono essere gli accordi presi nelle riunioni di maggioranza di non recepire gli emendamenti presentati dalle opposizioni. Sottolineo che al di là della connessione con l'emendamento che illustreremo successivamente, c'è un ragionamento che vorrei definire medico.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 23 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 5 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 5 Articolo 3, comma 1

Sostituire "produzione " con "redazione"

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) L'emendamento è squisitamente tecnico, come dicevo prima: sostituire il termine "produzione" con il termine "redazione". Perché? Perché produrre un testo ha un significato completamente diverso rispetto a quello di redigere un testo.

Il testo che viene prodotto viene portato, consegnato, cioè si tratta del fatto di portare un documento che può essere anche redatto da altri, in altra sede. Il fatto invece di redigere un testo significa invece che è il frutto di un'elaborazione mentale che viene compiuta nel momento in cui il candidato è sottoposto a questa prova. Non a caso in francese il tema si chiama anche "rédaction".

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Non sono d'accordo con il collega Tibaldi, proprio per i motivi che mi hanno prima portata a spiegare il nostro emendamento relativamente al fatto di cassare "la libera espressione della personale creatività", nel senso che, nel momento in cui ci sono più tipologie di prove d'esame, di cui alcune con un valore più tecnico, credo che sia più giusto parlare di produzione che non di redazione.

Parlare di redazione va proprio nella logica di individuare già una tipologia di esami, il tema, invece con produzione si mantiene aperta la possibilità di individuare la prova di esame più coerente con il corso di studi dei ragazzi dell'ultimo anno.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 6

Pour: 3

Contre: 3

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 6 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 6 Articolo 3, comma 1

Sostituire "scelto dal candidato tra più proposte di varie tipologie, individuato anche in relazione agli indirizzi di studio" con "le cui caratteristiche formali generali sono stabilite"

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Questo emendamento vuole solo ribadire quello che dovrebbe essere un principio sul quale dovrebbe muoversi l'azione dell'Amministrazione regionale, che è quella di dare gli indirizzi e di conseguenza di promuovere anche l'autonomia funzionale. Questo disegno di legge è l'esatto opposto di quella che è l'applicazione dei criteri di autonomia ed è un evidente esempio di regolamentazione dirigistica.

Noi riteniamo che l'Assessore nell'emanare l'ordinanza non debba arrivare al punto di, come prevede la legge nella sua regolamentazione dalla lettura dell'articolato, definire il testo e di conseguenza il contenuto delle prove d'esame. Riteniamo che testo e contenuto delle prove d'esame debbano essere rilasciate a chi ha maturato competenze specifiche nell'ambito della scuola. Allora andiamo di fatto a modificare con un'articolata predisposizione di emendamenti questo principio e a ribadire che all'Assessore spetta l'indicazione della tipologia delle caratteristiche: rédaction, résumé per intenderci, ma il testo della prova scritta deve essere delegato agli organi insegnanti che sono quelli che di fatto… emendamento n. 6, così mi è stato detto, di Forza Italia, posso anche discutere di un altro emendamento, però mi è stato detto che era il 6…

Ora diventa per certi versi anche difficile illustrare degli emendamenti che danno una visione segmentata di quella che nella nostra proposizione era invece una visione articolata, perché gli emendamenti che abbiamo proposto molte volte vanno a sostituire dei passaggi con dei contenuti completamente differenti anche come argomenti ai passaggi stessi, perché avevamo una visione diversa dell'articolato di legge.

Président Si vous le souhaitez, vous pouvez faire une illustration générale de vos amendements concernant ce même article.

Frassy (FI) Dovremo organizzarci diversamente, lo valuteremo dopo la pausa, eventualmente per alcuni emendamenti abbastanza complessi.

In sostanza questo tipo di emendamento limita all'Assessore alla pubblica istruzione le funzioni di indirizzo politico, senza dargli una delega a sostituzione degli organi docenti.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Je suis plutôt étonné de cette affirmation, parce qu'ici on propose d'enlever ce qui reviendrait au choix du candidat: "scelto dal candidato tra più proposte di varie tipologie, individuato anche in relazione agli indirizzi di studio".

Donc il n'y a là aucun "dirigismo", c'est le choix complet et total de la part du candidat. Ce qui serait plus grave si on acceptait l'autre forme: "le cui caratteristiche formali generali sono stabilite" par l'Assesseur. En ce sens c'est l'élève qui choisit avec une possibilité entre différentes propositions "di varie tipologie individuate".

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Non che pensi di convincere l'Assessore, non ho questa pretesa perlomeno questa sera, in questa sede! Semplicemente ho la pretesa di far capire il senso letterale e il senso compiuto della proposta. Avevo fatto una premessa, della difficoltà di illustrare e di spiegare degli emendamenti che andrebbero visti in un contesto più ampio.

È evidente comunque che, pur prevedendo il comma 1 dell'articolo 3 la scelta da parte dei candidati, le proposte sono individuate - inciso: anche in relazione agli indirizzi di studio - con ordinanza; perciò ritengo, cercando di capire il senso che voleva dare l'Assessore a questo comma 1, che le proposte le scelgono i candidati ma le proposte le fa l'Assessore. Noi riteniamo che l'Assessore si debba limitare invece a dare i principi, sarà poi con un altro emendamento che andiamo a spiegare chi è che individua le prove d'esame.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 7 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 7 Articolo 3, comma 1

Aggiungere, al termine del comma "emanata entro la prima decade del mese di aprile di ciascun anno".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Penso che l'emendamento si illustri da solo. Si tratta semplicemente di mettere un termine che non è indicato; abbiamo individuato il mese di aprile non in riferimento al più noto "pesce d'aprile", ma semplicemente perché nel regolamento nazionale fra aprile e maggio vengono emanati i decreti ministeriali, con i quali vengono identificate le prove d'esame.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Per dire che questo emendamento non lo votiamo; infatti abbiamo presentato un altro emendamento che risponde alla stessa esigenza, quella di mettere un limite temporale. Però abbiamo indicato un tempo diverso e voglio spiegarlo.

È l'emendamento n. 3 della nostra proposta, noi diciamo "da emanarsi entro il mese di agosto di ogni anno scolastico"…

(commenti da parte dei Consiglieri di Forza Italia, fuori microfono)

… attenzione, se l'esame di Stato è sempre a giugno-luglio, perché diciamo entro agosto? Perché, se l'esame di Stato riguarda le prove, i contenuti, i programmi dell'ultimo anno, bisogna anche che gli insegnanti sappiano quali sono gli orientamenti, quali sono gli indirizzi, quali sono le scelte fatte dalla commissione, che sono state avallate poi dall'Assessore. Pertanto credo che sia serio dire chiaramente ai ragazzi e agli insegnanti su quali tipologie saranno poi esaminati.

A questo proposito, mi è stato detto che la maggioranza accetta questo emendamento e io sono veramente commossa; confesso che quando ho presentato l'emendamento, mi sono resa conto che era necessaria una norma transitoria per il primo anno, però ero altrettanto convinta che non passasse niente, era tardi, e non avevo il tempo materiale di scriverlo al computer, per cui ho pensato che era inutile farlo.

Sono contenta, ripeto, che sia stato accettato e chiedo che venga individuata una norma transitoria, in cui si dice che per l'anno scolastico 1998-1999 l'ordinanza dell'Assessore regionale riguardante questo argomento dev'essere emanata entro il ..., e qui possiamo mettere entro il 31 dicembre, cioè bisogna mettere un limite che consenta alle scuole di essere informate e agli apparati tecnici di individuare le tipologie.

Fra l'altro, mi sembra, dal documento che ho letto prima, che alcune tipologie siano state individuate, quindi forse si può anche anticipare formalmente la proposta, anche se può rimanere 31 dicembre per cautela.

Président Quand on mettra en discussion l'amendement que vous avez présenté, on donnera lecture de l'intégration formelle qu'il s'agit d'apporter à l'article concernant les dispositions transitoires.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) En ce qui concerne cet amendement, je demanderai au groupe de Forza Italia de retirer l'amendement pour aller envisager sur l'amendement de Mme Squarzino une date peut-être meilleure que le 31 du mois d'août.

Président Les proposants?

Lattanzi (fuori microfono) … lo ritiriamo, va bene.

Président L'amendement est retiré.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 3 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 3 Aggiungere alla fine del primo comma dell'articolo 3 l'espressione:

"da emanarsi entro il mese di agosto di ogni anno scolastico".

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) D'après l'illustration que Mme Squarzino a faite, je propose d'ajouter à l'amendement: "In sede di prima applicazione l'ordinanza di cui all'articolo 3, comma 1 è emanata entro il 31 dicembre 1998".

Président Je précise que le rajout qui vient d'être énoncé par l'Assesseur sera apporté à l'article 9, premier alinéa, puisqu'il s'agit d'une disposition transitoire, par conséquent à l'article 9, que nous soumettrons tantôt au vote, il y aura un rajout "In sede di prima applicazione l'ordinanza di cui all'articolo 3, comma 1 è emanata entro il 31 dicembre 1998".

Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents et votants: 33

Pour: 33

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 8 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 8 Articolo 3, comma 2

Sostituire tutto il 2° comma con "Il testo della prova di lingua francese - in attuazione dei principi di autonomia didattica - è definito collegialmente, entro il giorno successivo a quello di svolgimento della terza prova, dalla commissione d'esame allargata a tutti i docenti di lingua francese".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Questo penso sia un emendamento che merita un'attenzione particolare per l'argomento che affronta.

Affronta un principio contenuto nella "riforma Berlinguer", che fra le tante cose che non condividiamo, almeno una che condividiamo la contiene ed è l'autonomia scolastica, intesa come autonomia amministrativa, ma intesa anche come autonomia didattica.

Fra l'altro, ed era stato sollevato anche nel corso del dibattito e nell'analisi di precedenti emendamenti, nulla viene detto in merito all'autonomia didattica all'interno di questa legge, anche se avremmo dovuto regolare - in base alla legge statale di giugno - la materia della maturità contestualmente al problema dell'autonomia didattica ed immagino che sarà oggetto di un disegno di legge separato; sappiamo che ci sono state già delle risultanze di alcuni gruppi e commissioni di studio. Un inciso e una raccomandazione: non troviamoci poi a dover discutere sotto emergenza e a non poter apportare le riflessioni e le proposte di modificazione! Chiusa la parentesi.

Pensiamo che nell'andare ad articolare la quarta prova di francese ci siano gli spazi necessari per iniziare ad articolare l'autonomia scolastica, quanto meno sotto il profilo dell'autonomia didattica. Perché diciamo questo? Innanzitutto abbiamo delle forti perplessità, e lo dicevo nell'illustrare un emendamento precedente, sul fatto che sia l'Assessore, seppure supportato da quattro tecnici - che poi, di fatto, sono quattro tecnici che godono di una fiducia politica e per certi versi prevale forse l'elemento fiduciario rispetto all'elemento tecnico -, che vada ad articolare e a confezionare i testi delle prove di francese.

Riteniamo invece che nulla sia più vicino a quelle che possono essere le esigenze dei singoli istituti che, attenzione, hanno caratteristiche ben differenziate. Non so poi nel regolamento che tipo di criterio passerà, ho letto anch'io la sintetica conclusione del gruppo di studi che andava ad ipotizzare la lettre non so più bene come definita, ma è evidente che la differenziazione degli istituti scolastici superiori in questa regione comporta la differenziazione anche dei testi contenuti nella quarta prova di francese. E allora chi meglio della commissione d'esame, che in base alla riforma ha una significativa partecipazione di commissari interni, commissione allargata - sosteniamo noi - agli insegnanti di lingua francese, può confezionare la quarta prova di francese?

Riteniamo che questo tipo di previsione sia una previsione praticabile e funzionale, di conseguenza abbiamo ritenuto doveroso sottoporla alla valutazione e all'esame dell'aula.

È curioso che in un contesto di autonomie siano stati trascurati completamente gli spazi di autonomia che in una materia del genere potevano essere articolati. Penso di non dover aggiungere altro perché l'emendamento doveva essere già chiaro di per sé, ho semplicemente cercato di spiegare i vari passaggi che ci hanno portato a questa articolazione.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 33

Votants: 5

Pour: 5

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 10 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 10 Articolo 3

Aggiungere il terzo comma recante "La quarta prova, formulata nel rispetto delle conoscenze didattiche acquisite durante l'intero arco degli studi, verte sul programma di francese dell'ultimo anno di corso".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Penso che questo emendamento non abbia bisogno di grande illustrazione. Il contenuto è chiaro, il testo è sintetico, è stato oggetto anche di considerazioni in emendamenti precedenti.

Riteniamo che la quarta prova debba essere incentrata sul programma di francese dell'ultimo anno di corso.

Siamo peraltro consapevoli che in campo linguistico è evidente che le conoscenze didattiche maturino nell'intero corso di studi e perciò, pur riconoscendo che le conoscenze didattiche devono essere quelle dell'intero corso di studi, riteniamo che il contesto vada limitato al programma dell'ultimo anno.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Pour dire que ce même principe est déjà reporté à l'alinéa 4 de l'article 4, où d'ailleurs j'ai prévu un autre amendement pour l'expliciter d'une façon meilleure.

Donc je le trouve pléthorique vis-à-vis de l'introduction du programme d'études de la dernière année.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 33

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 27 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'article 3 dans le texte qui découle de l'amendement ainsi adopté:

Articolo 3 (Tipologia e modalità di svolgimento della prova scritta di lingua francese)

1. La prova scritta di lingua francese si svolge il primo giorno utile successivo a quello della terza prova e consiste nella produzione di uno scritto scelto dal candidato tra più proposte di varie tipologie individuate, anche in relazione agli indirizzi di studio, con ordinanza dell'Assessore regionale competente in materia di istruzione da emanarsi entro il mese di agosto di ogni anno scolastico.

2. I testi delle prove scritte sono scelti dall'Assessore regionale competente in materia di istruzione e contengono l'indicazione dei tempi massimi e delle modalità per il loro svolgimento.

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Comme il a été convenu, on va suspendre la séance pendant trente minutes.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,42 alle ore 21,35.

Président Nous reprenons les travaux du Conseil. Nous sommes à l'examen de l'article 4.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 4 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 4 Eliminare l'articolo 4.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Gli emendamenti 4 e 5 chiedono di eliminare due articoli perché trattano materie che, a nostro avviso, non devono far parte di una legge regionale.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 33

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 25 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen des amendements n° 11, 12 et 13 présentés par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 11 Articolo 4, comma 2

Abrogare "All'inizio del colloquio il candidato dichiara in quale lingua intende sostenerlo".

Emendamento n. 12 Articolo 4

Aggiungere al termine del comma 2 "il programma di italiano e il programma di francese vanno trattati nelle rispettive lingue madri".

Emendamento n. 13 Articolo 4, commi 3 e 4

Abrogati.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Se il Presidente mi consente, illustrerei in maniera congiunta i tre emendamenti che abbiamo presentato in riferimento all'articolo 4, in modo che guadagniamo tempo ed è anche più chiaro il ragionamento contenuto negli emendamenti.

Chiediamo di abrogare quella previsione di dichiarazione della lingua che il candidato dovrà andare a utilizzare nel sostenere il colloquio orale. Perché riteniamo che sia superfluo e di conseguenza ne chiediamo l'abrogazione? Proprio per andare incontro a quella concezione di bilinguismo che deve consentire, come capita fra l'altro anche in determinate circostanze, e l'Assessore Pastoret oggi ne è stato esempio, la possibilità al candidato di esprimersi in francese e in italiano e poi, magari, di nuovo in francese e in italiano. Cioè il fatto di doversi autovincolare a seguire quello che è il proprio esame orale in una lingua piuttosto che in un'altra, lo riteniamo per certi versi in contraddizione con quello spirito di bilinguismo che più volte è stato qua richiamato. Questo, in estrema sintesi, dimostra anche che noi condividiamo l'aspetto culturale del francese, ma non ne condividiamo certe esagerazioni.

Questo era il senso principale degli emendamenti, che ruotano all'interno dell'articolo 4. I due emendamenti successivi, il 12 e il 13, sono la conseguenza del principio che abbiamo enucleato nell'emendamento n. 11.

Président La discussion est ouverte sur les amendements n° 11, 12 et 13 présentés par le groupe de Forza Italia.

Si personne n'intervient, je soumets au vote l'amendement n° 11:

Conseillers présents: 34

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'amendement n° 12:

Conseillers présents: 34

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'amendement n° 13:

Conseillers présents: 34

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen des amendements présentés par l'Assesseur Pastoret:

Emendamento n. 2 Al comma 3 dell'articolo 4 del disegno di legge regionale n. 6 dopo le parole "trattare in lingua italiana" sono inserite le seguenti "gli argomenti attinenti".

Emendamento n. 3 Al comma 4 dell'articolo 4 del disegno di legge regionale n. 6 dopo le parole "trattare in lingua francese" sono inserite le seguenti "gli argomenti attinenti".

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Il y a un amendement à l'alinéa 3 et un amendement à l'alinéa 4, dont le contenu est le même. Il s'agit là d'un éclaircissement, là où on dit: "deve trattare in lingua italiana" on propose d'insérer: "gli argomenti attinenti", et puis de continuer "il programma di italiano dell'ultimo anno di corso". Egalement à l'alinéa 4: "deve trattare in lingua francese gli argomenti attinenti" et puis on continue "il programma di francese dell'ultimo anno di corso". Il s'agit d'un élément de renforcement des alinéas.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 2:

Conseillers présents: 34

Votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Abstentions: 4 (Beneforti, Curtaz, Lattanzi, Squarzino Secondina)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'amendement n° 3:

Conseillers présents: 34

Votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Abstentions: 4 (Beneforti, Curtaz, Lattanzi, Squarzino Secondina)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 4 dans le texte qui découle des amendements ainsi adoptés:

Articolo 4 (Lingua di esame)

1. Il candidato ha facoltà di sostenere le prove scritte indifferentemente nelle due lingue ufficiali della regione, nel rispetto dell'articolo 40 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e delle relative norme di attuazione, fatte salve la prima e la quarta prova intese a verificare le competenze linguistiche in lingua italiana e francese.

2. Il colloquio pluridisciplinare si svolge indifferentemente nelle due lingue ufficiali della regione, nel rispetto dell'articolo 40 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e delle relative norme di attuazione. All'inizio del colloquio il candidato dichiara in quale lingua intende sostenerlo.

3. Il candidato che sostiene il colloquio in lingua francese deve trattare in lingua italiana gli argomenti attinenti il programma di italiano dell'ultimo anno di corso.

4. Il candidato che sostiene il colloquio in lingua italiana deve trattare in lingua francese gli argomenti attinenti il programma di francese dell'ultimo anno di corso.

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 5 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 5 Sopprimere l'articolo 5.

Si personne n'intervient, je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 14 présenté par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 14 Articolo 5

Abrogare "o esterno".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Chiediamo l'abolizione del termine "esterno" in quanto non riteniamo di poter condividere e comprendere la logica che porta a prevedere per il docente di lingua francese anche la previsione di un membro esterno, sapendo comunque sia che, se è esterno all'istituto, deve essere comunque interno al distretto scolastico. Tanto vale a questo punto valorizzare l'autonomia didattica dei singoli istituti!

Président Je soumets au vote l'amendement n° 14:

Conseillers présents: 34

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 26 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'article 5 dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 6 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 6 Sostituire il primo comma dell'articolo 6 con il seguente:

"1. I candidati provenienti da istituti situati al di fuori del territorio regionale e che si iscrivono per la prima volta alle ultime due classi di un corso di studi in Valle d'Aosta, fermo restando l'obbligo per gli stessi di frequentare le ore di lezione di francese, possono decidere se svolgere la quarta prova scritta di lingua francese".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Si chiede di sostituire "l'ultima classe" con le "ultime due classi", raccogliendo anche un suggerimento che non ricordo più se l'Assessore Pastoret o se la Sovrintendente Vally Lettry avevano formulato nella riunione delle due commissioni riunite giovedì mattina, suggerendo di calcolare, anziché un anno, due o tre anni.

Quindi abbiamo fatto proprio un suggerimento che da queste autorità scolastiche è pervenuto.

Mi stupirebbe che adesso si dicesse di no alle cose a cui si è detto di sì alcuni giorni fa.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) En ce qui me concerne, je n'ai jamais soutenu cette thèse. Là il s'agit d'une obligation de loi.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Per illustrare l'emendamento successivo e per dire che su questo articolo ci asteniamo, avendo proposto un emendamento diverso sul medesimo articolo.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 6:

Conseillers présents: 34

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 8 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 8 Eliminare nel primo comma dell'articolo 6 l'espressione "ed il colloquio in francese".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Solo per ribadire che l'esame deve avere come oggetto la quarta prova scritta di lingua francese, per cui siamo contro il fatto che si valuti anche una prova orale.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 8:

Conseillers présents: 34

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 28 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen des amendements n° 15 et n° 16 présentés par le groupe de Forza Italia.

Emendamento n. 15 Articolo 6, comma 1

Sostituire "per la prima volta all'ultima classe di" con "a".

Emendamento n. 16 Articolo 6, comma 1

Aggiungere al termine "nell'ambito della prova orale pluridisciplinare".

Je soumets au vote l'amendement n° 15:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'amendement n° 16:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen conjoint des amendements n° 7 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo, n° 17 présenté par Forza Italia, et l'amendement n° 1 du groupe des Autonomistes, qui ont été rassemblés dans une seule votation, car ils ont un texte pratiquement identique.

Emendamento n. 7 Eliminare i commi 2 e 3 dell'articolo 6.

Emendamento n. 17 Articolo 6, commi 2 e 3

Abrogati.

Emendamento n. 1 Articolo 6 - Abrogare il 2° e 3° comma.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Sono state riprese le osservazioni e le richieste fatte dai sindacati scuola, che in questa sede ci hanno fatto notare come non abbia senso una prova di serie B, che poi fra l'altro non ha nessun risultato pratico e nessuna valutazione. Pertanto la nostra proposta è quella di eliminare questo tipo di prova.

Chi ha frequentato le scuole qui, se vuole, sostiene la quarta prova di lingua francese; chi non ha frequentato non la sostiene, punto e basta! Non è il caso di aggiungere una "provetta" di lingua francese!

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Visto che l'Assessore stava per prendere la parola, noi abbiamo presentato questo emendamento cautelativamente, nel senso che se l'Assessore ci vorrà delucidare al limite lo possiamo anche ritirare, per quanto concerne gli Autonomisti.

Vorrei illustrare quello che non è chiaro da questa impostazione per i candidati che provengono da altre regioni. Ammettiamo che questi decidano di sostenere la prova di francese, viene loro sottoposta una prova differenziata in base al loro percorso scolastico, il comma 3 dell'articolo 17 - quando si parla della certificazione - dice che la sezione riservata al francese non viene compilata, ma la domanda che poniamo e che poniamo anche all'Assessore è questa: va bene, non viene compilata la casella corrispondente alla valutazione del francese, ma per quanto concerne la valutazione della prova scritta con la media con la prova di italiano, questa avviene oppure no? Da come è scritta la legge, sembra che venga conteggiata. Se così è, a maggior ragione presentiamo questo emendamento, perché ci troviamo in una situazione molto difficilmente sostenibile, perché a questo punto avremmo un candidato che ha una votazione complessiva della sua maturità che è frutto della media fra una prova di lingua italiana svolta a livello di ultimo anno di scuola superiore e una prova di lingua francese svolta, immagino a livello di quinta elementare ad essere ottimisti, se questo fa francese solo da un anno! Che la media della sua competenza linguistica venga fuori dalla sua preparazione a livello di maturità per quanto riguarda la prova di italiano e a livello elementare per quanto riguarda la prova francese mi sembra un'incongruenza incredibile! Allora, direi che questo articolo è decisamente meglio formulato con il primo comma.

Per carità, scelta se vogliono scegliere la quarta prova e il colloquio in francese, ma se tale è la scelta, la prova è uguale a quella degli altri candidati, altrimenti non ha senso!

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Richiamo le considerazioni che ho fatto nel secondo intervento della discussione generale, quando a proposito della valutazione ci eravamo soffermati su alcune considerazioni di ordine pratico ed avevamo posto un quesito tecnico.

Quella risposta non l'abbiamo avuta nel corso delle repliche e dell'Assessore e del Presidente della Giunta; la concomitanza di tre emendamenti di tre forze politiche che arrivano alle medesime conclusioni è un rafforzativo del contenuto di questi emendamenti soppressivi.

Penso che non sia il caso dilungarsi oltre, rinnovo l'invito all'Assessore Pastoret o al Presidente Viérin a spiegarci quali sono le motivazioni che articolano la valutazione in questo contesto.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Tout restant fixée la possibilité du candidat de choisir s'il entend affronter l'épreuve ou non, et donc de soutenir l'examen de maturité, il a paru correct, pas seulement par un sentiment, mais aussi au point de vue de la logique du droit administratif, de donner au candidat - s'il l'estime bien - le droit de soutenir cette épreuve. C'est pour cette raison qu'on a inséré cet alinéa 2 à l'article 6.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) O l'Assessore non si è espresso bene o noi non abbiamo capito bene, ma se è così, c'è qualcosa che non funziona, perché l'Assessore ha detto una cosa diversa da quello che è l'articolato.

L'articolato obbliga il candidato ad espletare questa prova differenziata, non ha la scelta di non farla, o fa quella o fa l'altra in francese, quella più difficile, non so come dire. Non è così?

(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)

… chiudo il mio intervento perché non solo era su questo che volevo intervenire. Volevo far rilevare che questo problema della prova differenziata aveva probabilmente una logica, pur avendo molti limiti, nell'ambito della valutazione in undicesimi, aveva il pregio fra tanti difetti di colmare un vuoto, altrimenti non si sapeva come fare a trovare un senso logico per non differenziare troppo in Valle d'Aosta l'esame di chi lo faceva con il francese da chi non lo faceva con il francese.

Con l'ultima scelta di decidere di giudicare le prove in quindicesimi con quel meccanismo di media fra le prove di italiano e di francese ritengo che questa cosa non abbia più senso dal punto di vista logico, perché se il candidato se la sente di fare la prova in francese verrà giudicato come tutti gli altri, altrimenti non la farà, senza nessuna conseguenza e nessun inconveniente di tipo tecnico e di tipo logico.

Credo anche, e lo dico a futura memoria, che questa cosa così come è messa creerà - anche se i casi saranno pochi - una serie di problemi di carattere discriminatorio.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Per ribattere a quanto ha detto l'Assessore Pastoret in questo momento. Se leggiamo con attenzione l'articolo 6, primo comma, si dice che i candidati provenienti da istituti situati al di fuori del territorio regionale e che si iscrivono per la prima volta all'ultima classe di un corso di studi in Valle d'Aosta, possono decidere se svolgere la quarta prova scritta di francese, oppure no. Se decidono, fanno la quarta prova come tutti gli altri e quella serve anche per la spendibilità.

Coloro che non si avvalgono di questa facoltà, cioè quelli che non scelgono di fare la quarta prova scritta, svolgono prove di francese differenziato, non dice che possono svolgere. Voi mi insegnate che nelle leggi non si scrive "deve svolgere", ma si usa il presente. Allora qui dire "svolgono prove di francese differenziato" significa che coloro che si iscrivono al quinto anno…

(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)

… no, Assessore, lei mi deve rispondere in base all'articolato, deve trovarmi nell'articolo le cose che dice lei… quindi, coloro che si iscrivono per la prima volta al quinto anno dei ragionieri hanno due possibilità, a) e b):

a) decidono di fare la quarta prova;

b) decidono di non farla, quindi non si avvalgono della possibilità di farla, rientrano nel punto 2, sono fra coloro che non si avvalgono di questa facoltà, e cosa fanno? Svolgono prove di francese differenziato, cioè è come dire: devono svolgere prove di francese differenziato. Assessore, così è scritto! Lei mi spieghi cosa è scritto qui, Assessore!

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Provo anch'io a spiegare meglio a questo punto le cose, ma senza voler essere pedante.

Gli emendamenti presentati dalle tre forze di opposizione non riguardano il primo comma, il quale rimane com'è, e cioè uno studente che arriva all'ultimo anno è libero di scegliere cosa fare. Riguardano il 2° e il 3° comma, che si rivolgono a coloro che decidono di fare la prova….

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… Dina, facciamo ancora confusione. Dicevo, coloro che decidono di sostenere l'esame di francese, la prova scritta e il colloquio in francese. Allora, per questi si prevede una prova differenziata.

Quello che contestiamo è questa differenziazione della prova perché, se - come lei mi confermava prima a gesti - questa differenziazione fa media, non ha senso; non possiamo mettere sullo stesso piano, per ricavare una media, nella preparazione linguistica del candidato una prova di livello di esame di maturità con una prova presumibile di livello di quinta elementare, cioè va contro ogni principio logico.

Quindi noi suggeriamo a lei, Assessore, e suggeriamo al Consiglio di eliminare questa parte riguardante le prove differenziate e di conservare l'articolo 6 con l'unico comma che rimarrebbe, che è il comma 1.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Fermo restando l'obbligo per gli stessi di frequentare le lezioni di francese, possono decidere se svolgere la quarta prova scritta ed il colloquio in francese. Ils peuvent dire oui ou ils peuvent dire non. S'ils choisissent de soutenir la quatrième épreuve en français, ils suivront l'épreuve avec ces modalités la dernière année.

Coloro che non si avvalgono della facoltà, che decidono di non fare la prova, non la fanno, non sono tenuti a farla; quelli che decidono per l'ultimo anno, perché qui è il concetto della libertà di scelta, potrebbe esserci anche il candidato che vuole dare il francese e noi non possiamo impedirgli di darlo…

(interruzione del Consigliere Marguerettaz, fuori microfono)

…fa media sì, fa media sì, questo lo abbiamo verificato - non è un piacere personale - in tutti i modi possibili e immaginabili, se si mantiene la libertà per il candidato di sostenere questa prova, se ritiene opportuno farlo, il punteggio che ottiene va a fare media.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Vorrei ricordare in proposito all'Assessore l'emendamento n. 1 che l'Assessore stesso ha presentato.

Nell'emendamento n. 1 scrive l'Assessore che la prova scritta di lingua francese è abbinata alla prova scritta di lingua italiana, perciò al di là delle considerazioni che hanno fatto i colleghi degli altri gruppi, che sottoscriviamo in toto nel momento stesso in cui abbiamo presentato autonomamente un analogo emendamento, vogliamo evidenziare all'aula, alla Giunta e all'Assessore, che proprio l'emendamento n. 1 presentato dall'Assessore avvalora la tesi e la preoccupazione che esprimiamo a illustrazione del nostro emendamento.

Président La parole à la Conseillère Charles Teresa.

Charles (UV) Pour donner mon interprétation. Alors, premier alinéa: les candidats peuvent choisir si faire l'épreuve à 100 pour cent comme les autres, ou bien choisir une autre formule.

S'ils choisissent de le faire à 100 pour cent, ils auront fait un travail personnel et ils peuvent donc faire cette épreuve. Autrement ils ne peuvent pas refuser, d'après ce que je comprends, de faire l'épreuve, mais ils doivent faire l'épreuve de type B.

S'ils font l'épreuve de type B, ils seront jugés sur leur parcours scolaire d'une année, ce qui fera moyenne avec l'italien.

Mais bien sûr, les professeurs auront un autre système pour les évaluer, parce qu'ils tiennent compte du travail fait uniquement pendant une année. Donc ils auront une note rapportée au travail de l'année, qui fera moyenne avec l'italien à ce point-là!

Mais, attention, cela vaut pour le bac; cela ne vaut pas pour l'évaluation aux fins de l'entrée dans les postes publics, parce que ça se traduit d'une manière différente.

Moi j'interprète comme ça, peut-être j'ai simplement confondu les idées, dans ce cas je m'excuse.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Il fatto che si interpreti lo stesso testo in due modi totalmente diversi vuol dire che non è chiaro, perché secondo l'Assessore nel primo comma si dice che gli alunni che provengono da un'altra regione e che si iscrivono per la prima volta in quinta classe possono scegliere se svolgere o no la quarta prova di francese.

Dire la quarta prova di francese, significa riferirsi a quella di cui parla questa legge, cioè quella prova i cui testi, in base all'articolo 3, vengono scelti in quel modo.

Quindi, se voi parlate di svolgere la quarta prova scritta, questa prova è riferita a quella prova scritta che deve essere svolta con tutti i crismi. Come fate poi a dire che questa quarta prova è una prova diversa? Il primo comma dice chiaramente che gli alunni possono scegliere di svolgere la quarta prova ufficiale; i commi 2 e 3 si riferiscono a quelli che non scelgono di fare la quarta prova ufficiale e che - secondo quello che dice la legge - sono comunque obbligati a fare una prova di francese diversa dall'altra. Questo dice la legge, e non quello che ha detto l'Assessore, se ho capito bene; l'Assessore ha detto una cosa diversa!

Ripeto, secondo me non ha senso che i ragazzi che non hanno scelto di fare la quarta prova ufficiale, diciamo difficile, siano obbligati a fare la quarta prova facile che viene calcolata come la prova difficile. Sia chiaro che parlo di prove "facili" e "difficili" per semplificare.

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) Je crois qu'un minimum de compréhension doit y être. Il est mieux de suspendre deux minutes, pour éclaircir le thème au-delà du débat.

Président La séance est suspendue pendant 5 minutes.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 22,14 alle ore 22,28.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Cela nous arrive de nous planter sur quelque chose.

Dans la première ébauche nous avions "casi di esonero dalle prove di francese", ce qui évidemment n'est pas l'objet de cet article 6, d'où une explication mauvaise par rapport à cette situation.

Donc il est clair que "fermo restando l'obbligo per gli stessi di frequentare le lezioni, possono decidere se svolgere la quarta prova scritta e il colloquio in francese", c'est-à-dire le colloque prévu pour tous les autres candidats, "coloro che non si avvalgono della facoltà", donc ceux qui ne choisissent pas de suivre l'épreuve écrite et le colloque comme tous les autres candidats qui ont fait leur cours pendant cinq années, "svolgono prove di francese differenziate e coerenti con il percorso scolastico effettuato". Evidemment ils n'ont pas la possibilité d'avoir acquise la certification de français dans la partie spéciale du diplôme, mais leur épreuve fait partie des points à repartir.

J'espère d'avoir éclairci ce problème.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Non voglio far polemica, però di fatto è così. Qui prendiamo atto che c'è una parte non secondaria della legge della Regione autonoma Valle d'Aosta che è dettata da disposizioni romane, prendiamo atto semplicemente di questo. E le disposizioni romane - non è la prima volta peraltro - in questo caso qui appaiono assurde, ma non in questo caso contingente, proprio per come è stata costruita questa legge. Facciamo un'ipotesi.

La valutazione del francese avviene, così come era la proposta degli studenti, al di fuori dei cento punti, va tutto bene e questo articolo, così come è scritto, sta perfettamente in piedi.

La valutazione del francese all'interno dei 100 punti, con un conteggio di 15 punti sommati ai 15 dell'italiano e poi divisi per 2, incide non poco sulla valutazione complessiva dell'alunno. Questa è la preparazione linguistica dell'alunno che, come abbiamo visto dal regolamento, è formata da 15 punti per l'italiano, 15 punti per il francese, e la loro somma divisa per 2 è la valutazione complessiva. Allora qui significa che uno studente che dà la maturità, e poi il Ministero avrà tutte le ragioni di questo mondo da un punto di vista formale e burocratico, non mi interessa, io cerco di far ragionare il Consiglio della Regione autonoma Valle d'Aosta, qui significa che la competenza linguistica di uno studente che studia un anno, ripeto, un anno il francese, come lo ha studiato mio figlio alla prima elementare, ma lì le capacità intellettive sono un po' superiori, quindi diciamo come lo ha studiato mio figlio nei primi cinque anni di scuola elementare, questa competenza linguistica è valutata ugualmente alla competenza linguistica di uno che ha iniziato a far francese alla scuola materna.

Credo che il buon senso, quel benedetto buon senso al quale si appellavano gli studenti, in questo caso più che mai dovrebbe portare tutto il Consiglio ad un ragionamento di una elementarità che è spaventosa. Il fatto di dire che il Ministero ha detto che è così, io mi sento di dire - con tutto il rispetto dovuto per il Ministero - che è una "cavolata", scusate il termine un po' forte, ma che non sta né in cielo né in terra così - ripeto per concludere - come è stata costruita questa legge.

Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Cet article se rapporte aux élèves qui viennent des autres régions.

Avoir discuté avec le Ministère de cet article ne signifie pas que nous voulons renoncer à une compétence, c'est parce que ce problème est un problème d'ordre juridique général.

Nous ne pouvons pas dicter des dispositions spécifiques uniquement pour le Val d'Aoste, sans tenir compte des règles dictées par le Ministère pour tout le territoire. Tant il est vrai que lors de la présentation du projet de loi par le Gouvernement nous avions au 2ème alinéa prévu une autre formulation, qui rejoint les soucis qui ont été exprimés par d'autres conseillers: "Per coloro che non si avvalgono della facoltà di cui al comma 2, le prove di esame si svolgono secondo le modalità previste per il restante territorio nazionale".

Le Ministère nous a en revanche affirmé que cette disposition était contraire non pas au problème spécifique de la langue française au Val d'Aoste, mais à un principe de caractère général qui réglemente les cours de tous ceux qui s'inscrivent dans une autre école, dans une autre région, pour la première fois.

Mais, déjà aujourd'hui l'évaluation s'effectue de la même façon. Nous avons en effet des cas d'élèves qui se sont inscrits pour la première fois en classe terminale; ils n'ont pas été dispensés de cours, donc ils sont obligés de suivre tous les cours. En fin d'année le Conseil de classe exprime une évaluation, qui est différente déjà aujourd'hui. Et quand les Conseils de classe se réunissent pour admettre cet élève à l'examen de maturité, ils expriment un jugement qui est différent par rapport aux élèves qui ont suivi les cinq années de cours.

Donc le principe général sur lequel on nous a invités à réfléchir pour une raison de compatibilité par rapport aux dispositions d'ordre général, c'est l'obligation d'évaluer un élève qui a suivi les cours pendant tout l'année scolaire. Nous sommes conscient des difficultés qui sont liées à leur insertion dans une école différente par rapport aux autres régions, mais je vous assure que ce n'est pas une disposition qui se rapporte uniquement au français, c'est une disposition d'ordre général et ce sont les observations et les remarques que les Bureaux législatifs du Ministère ont représentées à la Surintendance.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Io credo che questo ragionamento si avviti su un presupposto che forse dovrebbe essere chiaro a tutti: è evidente che l'Ufficio legislativo del Ministero impone alla Regione Valle d'Aosta, nel momento in cui va a normare questo esame, il principio che non possa non esserci la prova, perché qui partiamo dal presupposto, Rudi, che questa prova è fondata sul fatto che la valutazione del francese è all'interno dei 100 punti, perché se fosse all'esterno il Ministero non ne fa un atto incostituzionale.

È evidente che è incostituzionale nel momento in cui uno viene a dare il diploma in Valle d'Aosta e questa legge è costruita sulla valutazione dei 100 punti comprensiva della valutazione del francese, sul fatto che non possa non esserci una valutazione del francese. È evidente che l'Ufficio ministeriale dice così, ma perché questa legge è costruita per dare una valutazione comunque del francese, ed è incostituzionale non darla con questa struttura. Il problema sta alla base di questa legge e qui torniamo al discorso di prima.

È chiaro che se questa legge disegna una normativa che prevede la valutazione del francese che incide nei centesimi del diploma, lo Stato non può fare una differenziazione, cioè non classificare una valutazione di una prova statale, perché diventa una prova di Stato, è un diploma statale.

Quindi non si esce mica da questo giochino, tu hai ragione, Rudi, ed è illogico, ma è illogico perché la prova di francese incide nei cento centesimi e da qui questi due articoli sono obbligatori per legge, altrimenti il disposto è incostituzionale.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Voterò a favore dell'emendamento convinto, ma più che mai convinto di quello che faccio e mi auguro sinceramente che anche altri consiglieri riflettano su questa problematica, aggiungendo un dubbio che mi premurerò in seguito di verificare. Perché se ha una logica il ragionamento fatto dal Ministero, secondo quello che diceva adesso Lattanzi, è anche vero che c'è una grossa logica che sostiene le tesi che prima illustravo.

A me sembra che un'impostazione simile della legge presti il fianco a dei ricorsi, perché crea una situazione di palese ingiustizia tra coloro che vengono valutati dopo aver studiato 13 anni la lingua francese e coloro che hanno studiato per 1 anno la lingua francese, e la loro valutazione è identica. È un caso di un'ingiustizia clamorosa che, pur non essendo assolutamente esperto di leggi, di diritto e di cose di questo genere, mi sentirei di sostenere di fronte a chiunque.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 7 du groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Conseillers présents: 34

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 23 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'amendement n° 17 du groupe de Forza Italia:

Conseillers présents: 34

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 23 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'amendement n° 1 du groupe des Autonomistes:

Conseillers présents: 34

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 23 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'article 6 dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 18 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 18 Articolo 6 bis (nuovo) "Principi di valutazione della quarta prova"

"1. La prova di lingua francese è valutata a parte e non influisce sull'attribuzione e ripartizione dei 100 punti disponibili di valutazione, i quali sono assegnati secondo i criteri contenuti nel DPR 323 del 23 luglio 1998".

"2. Il giudizio relativo alla quarta prova scritta, quella di francese, viene espresso in modo sintetico e va esposto in apposita e separata sezione del diploma di maturità".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Questo noi lo riteniamo un emendamento importante perché nell'ambito dell'articolato, che noi abbiamo riscritto con gli emendamenti presentati, cerca di mettere un punto fermo all'interno della legge su quelli che sono i criteri di valutazione della quarta prova di francese che saranno oggetto del regolamento.

Lo dicevamo nel dibattito di questa mattina e di questo pomeriggio, il regolamento non sapremo se e quando passerà al vaglio dell'aula o della commissione, non sappiamo se non per indicazioni contenute nella bozza di questa mattina che tipo di conclusione andrà a trarre il regolamento, non ci sono nella legge che andiamo ad approvare dei principi chiari sul meccanismo di valutazione della nuova maturità nel suo complesso, pertanto in questo articolo diciamo in maniera chiara che la prova di lingua francese deve essere valutata a parte.

Alla luce dell'articolo 6 testé votato e sul quale si è spesa una discussione abbastanza approfondita, penso che questo articolo 6 bis avrebbe evitato tutte le difficoltà che si creeranno sull'interpretazione di quell'articolo 6.

Questo è un nostro punto di vista, che è concomitante con le istanze della scuola reale, lo riteniamo qualificante degli emendamenti presentati.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Stamani, quando presentavo il senso della nostra proposta sul disegno di legge, avevo fatto un lungo ragionamento che si concludeva in questo modo.

Noi accettiamo di considerare la valutazione della quarta prova scritta di lingua francese dentro i 100 punti, se ci sono tutta una serie di condizioni, altrimenti la proposta fatta non ha una sua logica e hanno ragione i ragazzi a chiedere che la quarta prova sia valutata all'esterno dei 100 punti.

Visto che i nostri emendamenti riguardanti questa parte sostanziale della legge non sono stati accettati, li voteremo ancora. Abbiamo già avuto la conferma che non sono stati accettati, ma noi voteremo sì a questo emendamento per affermare fortemente che o noi scegliamo la prova di francese dentro i 100 punti e diamo una valutazione complessiva con una sua logica e togliamo certi pasticci che abbiamo visto per l'articolo 6, oppure se non riusciamo a dare una logica interna, allora veramente hanno ragione i ragazzi a chiedere che la quarta prova sia valutata fuori così almeno non ci sono tutti questi accomodamenti e adattamenti che poi finiscono per incidere sul rendimento dei ragazzi e sul loro punteggio.

Voteremo sì, proprio convinti.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Ci asterremo dal votare questo emendamento per un motivo molto pragmatico, anzi sarebbe stata cosa logica per i Consiglieri di Forza Italia ritirarlo, visto che è in contrasto con tutte le disposizioni che hanno votato finora, soprattutto il primo emendamento presentato dall'Assessore, che ricordava ancora poc'anzi il collega Lattanzi, che è in contraddizione antitetica con questo.

Quindi essendo già passato l'altro emendamento, ci asterremo su questo.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 18 du groupe de Forza Italia:

Conseillers présents: 34

Votants: 5

Pour: 5

Abstentions: 29 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 9 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 9 Sostituire l'articolo 7 con il seguente:

"1. Il diploma rilasciato in esito al superamento dell'esame di Stato svolto in Valle d'Aosta riporta, oltre agli elementi di cui all'art. 13 del regolamento ("Disciplina degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studi di istruzione secondaria superiore"), la dicitura "comprensivo di una quarta prova scritta di lingua francese".

2. Per coloro che si avvalgono della facoltà di cui all'art. 6 della presente legge e decidono di non sostenere la quarta prova scritta di francese, la certificazione viene rilasciata ai sensi dell'art. 13 del regolamento ("Disciplina degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studi di istruzione secondaria superiore")".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Questo emendamento è il clou della nostra proposta che, come dicevo già stamani, si basa sul fatto che se vogliamo mantenere la valutazione della quarta prova scritta di francese dentro i 100 punti, lo facciamo per motivo di coerenza con il curriculum scolastico.

Allora, proprio per fedeltà a questo principio di coerenza con il curriculum scolastico, pensiamo che come l'esame di Stato a livello nazionale si conclude con un'unica votazione in cui sono sintetizzati i risultati conseguiti in tutte le discipline, la stessa cosa deve avvenire per questo esame di Stato che viene svolto qui in Valle.

La differenza è che questo esame di Stato è comprensivo di una quarta prova scritta di lingua francese, questa dizione viene riportata sul certificato e chi ha questa dizione chiaramente ha possibilità di utilizzare questo diploma per la spendibilità.

Nel caso di ragazzi che si iscrivono l'ultimo anno, questi non svolgeranno la quarta prova scritta di lingua francese, per cui non ci sarà questa dizione.

Perché insistiamo su questo elemento? Perché siamo contrarissimi al comma 1 dell'articolo 7 così com'è formulato? Perché non accettiamo che ci sia una sezione separata che espliciti il rendimento che il ragazzo ha avuto in lingua francese?

Perché siamo contrari? Perché questo veramente penalizza i ragazzi che hanno più difficoltà e faccio un esempio concreto. Se un ragazzo ha sostenuto una prova scritta di lingua francese e in quella prova non è andato bene, noi assistiamo a questo fatto: la valutazione complessiva di questo ragazzo viene diminuita perché ha avuto un rendimento poco favorevole in sede di esame, e per di più, non avendo avuto la sufficienza, non ha neanche la sezione separata in cui si dice che ha superato la prova di lingua francese.

Per cui lui si è fatto l'esame, ha avuto una valutazione che è stata comunque penalizzata dal suo rendimento e non vede nessun riconoscimento del fatto che lui ha seguito un corso di studi per 13 anni. È questo che continuo a dire.

Stamani il Presidente o l'Assessore hanno voluto un po' sorridere su questo mio ragionamento, ma questo ragionamento si basa sul fatto che non possiamo ridurre anche qui la possibilità di lavoro per un ragazzo solo a una prova di esame. Quando un ragazzo frequenta - ripeto - una scuola per 13 anni in cui impara la lingua francese e in cui pratica la lingua francese, mi chiedo se questo non è sufficiente per considerarlo complessivamente maturo, cioè tale da aver raggiunto complessivamente gli obiettivi che la scuola si è data.

Faccio ancora un esempio concreto. Il geometra che ha preso 60-70-80 o quello che è in questa prova di esame, che ha però avuto un'insufficienza grave in topografia o in estimo o in costruzioni, ma in tutto il resto ha fatto bene, non è che con questo diploma non possa iscriversi al Collegio dei geometri, non gli chiedono che voto ha preso all'esame di Stato per iscriversi all'ordine professionale. Qui è la stessa cosa, noi diciamo che è la valutazione complessiva del corso di studi che ha questa valenza di attestato della conoscenza della lingua francese.

Mi rifiuto di considerare continuamente questa necessità di mettere un voto alla conoscenza della lingua francese. Voglio ricordare con molta chiarezza che già due anni fa, in sede di approvazione del regolamento di accesso per la pubblica amministrazione per i ruoli regionali, noi pur essendo allora in maggioranza avevamo votato contro tutto l'articolo che riguardava le prove di accertamento della conoscenza di lingua francese, e poi non avevamo votato la legge tutta intera perché siamo contrari al fatto che si voglia individuare con un voto la conoscenza della lingua francese, che si voglia fare una graduatoria. Perché poi questo è l'assurdo: sempre in base a quel regolamento, il voto di francese indicato in questa parte serve come titolo nei concorsi e notate che ha un valore pari ad una seconda laurea. Questo ci dice come questo tipo di certificazione, in cui vogliamo dare un voto preciso al francese per valutarlo poi nei concorsi, faccia sì che vengano sviliti altri titoli importanti e quindi si dia alla conoscenza della lingua francese un peso eccessivo che, secondo noi, non va assolutamente bene.

Non solo, ma siamo anche contrari al proliferare di concorsi, di prove e anche di voti nelle prove, cioè siamo contrari al fatto che fra due persone di cui una ha due lauree e un altro ha una laurea e una conoscenza buona del francese, quest'ultimo superi per titoli l'altro. Di fronte alla necessità di preparare le competenze delle persone che devono lavorare in posti di responsabilità, mi sembra che questo tipo di concezione del francese non funzioni.

Quindi siamo contrari all'impostazione dell'articolo 7, così come nella legge della Giunta è indicato.

Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Il est nécessaire de diviser les deux aspects qui sont liés à la formulation de cet article. Je n'ai rien à ajouter à ce que Dina a dit pour ce qui est du parcours scolaire et pour ce qui est de l'évaluation quant à l'examen de maturité. Nous savons pertinemment qu'il s'agit d'une évaluation globale, qui tient compte des résultats des différentes épreuves. On peut avoir une note au-dessous de la moyenne par exemple en technique bancaire pour un examen de comptable et avoir également, compte tenu de cette évaluation globale, l'attestation d'expert-comptable. Mais cet aspect n'est absolument pas mis en discussion.

Autre problème: celui qui est lié aux examens de français. Nous avons dit: "Nous ne voulons plus d'épreuves séparées de vérification de la connaissance de la langue française, mais nous voulons utiliser les compétences acquises à l'intérieur du cursus scolaire et les évaluations y afférentes en leur attribuant validité". Mais, à ma connaissance, dans toutes les discussions avec les organisations syndicales on devait certifier qu'au moins pour ce qui est de la connaissance de la langue française l'évaluation était positive, afin que ce candidat soit par la suite exempté d'autres épreuves.

C'est la raison pour laquelle nous devons avoir une attestation de cette épreuve afin de permettre à tous ceux qui ont obtenu la moyenne de ne plus passer d'autres examens, vu que nous avons attribué au système éducatif cette fonction. Mais si l'élève obtient quand même son diplôme de maturité, avec des épreuves négatives d'un côté et positives de l'autre, comment pouvons-nous dire qu'il a acquis la connaissance de la langue française afin qu'il puisse utiliser ce titre sans subir d'autre épreuve? C'est vrai, là je partage ce que Mme Squarzino avait dit ce matin, c'est quelque chose en plus par rapport au cursus scolaire, mais c'est quelque chose en plus que nous voulons utiliser pour éviter de devoir à nouveau vérifier cette compétence et cette connaissance. Et ce à une condition: que cette compétence et cette connaissance soient positives. Elles doivent atteindre au moins la moyenne, sinon cette compétence n'est pas reconnue et donc ne peut être utilisée.

Président Pour déclaration d'intention la parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Per riconoscere con molta tristezza che prevale - e mi sembra in maniera molto chiara dalla risposta del Presidente - "in primis" una logica del controllo.

Qualcuno in televisione in questi giorni diceva: per il francese meno controlli e più cultura, e anche oggi da più interventi è emersa la richiesta di cambiare un atteggiamento nei confronti del francese, e il modo primo per cambiarlo è quello di intervenire sul momento culturale e non sul controllo. Si deve puntare sul fatto che la scuola funzioni e che questi ragazzi abbiano voglia di studiare il francese e di amarlo.

Questo atteggiamento di mettere i controlli a ogni piè sospinto, di voler avere il certificato che controlla se uno è francese d.o.c. oppure no, credo che sia un elemento che genera un rifiuto, genera quell'atteggiamento che abbiamo visto in questi giorni da parte degli studenti, che è proprio una reazione uguale e contraria al senso di violenza che loro sentono di aver subìto e di subire.

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) Si dans la discussion précédente j'avais apprécié la tentative d'éclaircir un point qui méritait de l'attention et j'ai exprimé mes réserves, j'ai accepté une explication mais je suis convaincu qu'il y aurait à discuter là, je n'arrive pas à comprendre quelle est la façon pour dire qu'un étudiant connaît le français et l'autre ne le connaît pas…

Squarzino (fuori microfono) … è promosso o è bocciato…

Rollandin (UV) … mais alors pour dire que "è promosso" il faudra bien dire que…

Squarzino (fuori microfono) … superando l'esame di Stato…

Rollandin (UV) … je m'excuse, si on me donne un système qui soit alternatif au vote, en disant "buono, buono più, buono suff., buono ott."…

Mais quelle est la façon pour dire qu'il connaît ou il ne connaît pas?

(interruzioni di alcuni Consiglieri d'opposizione, fuori microfono)

… attention, là c'est à nouveau un faux problème. Qu'il soit à l'intérieur ou à l'extérieur, je pose à nouveau la question: quel est le système pour dire que l'un connaît et l'autre ne connaît pas. J'apprécie l'effort de culture, mais à la fin de la foire je veux savoir qui connaît et qui ne connaît pas.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Abbiamo avuto l'occasione di apprezzare e di votare favorevolmente alcuni emendamenti che sono pervenuti da parte del gruppo dell'Ulivo, però di fronte a questa formulazione e successivamente alla spiegazione che la Consigliera Squarzino ha dato dell'articolato, mi trovo disorientato.

Le possibilità sono due: bianco o nero, o la prova viene conteggiata all'interno dei 100 punti o la prova non viene conteggiata all'interno dei 100 punti.

Che la prova venga conteggiata all'interno dei 100 punti è stato sostenuto nel disegno di legge dalla Giunta e dalla maggioranza. Che la prova non venga o non venisse conteggiata nei 100 punti è stato sostenuto in maniera inequivocabile dall'articolo 6 bis, che aveva presentato il gruppo di Forza Italia e abbiamo visto il risultato che ha avuto.

Adesso, questa soluzione non dico che è complicata, ma direi che è pasticciata, perché non risolve il problema, non risolve soprattutto il problema né nel senso invocato dalla scuola reale, né nel senso di una mediazione ragionata all'interno di quest'aula.

Dal nostro punto di vista o c'è una chiarificazione più esplicita, oppure il voto non potrà che essere contrario.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 9 du groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Conseillers présents: 34

Votants: 13

Pour: 3

Contre: 10

Abstentions: 21 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 19 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 19 Articolo 7, comma 1

Abrogare "con l'indicazione della relativa votazione".

Je soumets au vote l'amendement n° 19:

Conseillers présents: 33

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 27 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 20 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 20 Articolo 7, comma 2

Sostituire il comma 2 con "La sezione di cui al comma 1 è compilata solamente in caso di esito positivo della prova".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Con questo emendamento sostituiamo per intero il secondo comma con quanto è qui indicato, in coerenza con l'articolo 6 bis che peraltro l'aula ha bocciato, ed era la chiarezza, ossia la prova di lingua francese è una prova che va valutata a parte.

Di conseguenza il 2° comma dell'articolo 7, quello sulla certificazione, abroga tutto il meccanismo - sul quale voglio soffermarmi fra un attimo - della media della valutazione di francese, dicendo semplicemente che la valutazione a parte indicata nell'articolo 6 bis va esposta solo e semplicemente nel caso in cui l'esito della prova sia sufficiente.

L'abrogazione da noi proposta del comma 2 dell'articolo 7, così come è scritto, al di là dell'essere coerente con quanto noi sosteniamo, cioè valutazione a parte della prova di francese, è l'abrogazione di una mostruosità di burocrazia che è stata prodotta dall'Assessore, dagli uffici, non so da quale contorsionismo della matematica applicata.

Nella proposta di regolamento, a fronte di 4 articoli, abbiamo 2 pagine dedicate alla tabella A e alla tabella B, e per arrivare a valutare la prova di lingua francese, per quanto concerne la sezione certificazione, andiamo a convertire in decimi il punteggio che è espresso in quindicesimi per quanto attiene la valutazione delle prove scritte e del colloquio orale, e poi andiamo ad applicare meccanismi più o meno complessi con i mezzi punti e con i quarti di punto.

È veramente l'esatto opposto di quella semplificazione amministrativa che da più parti viene rivendicata e in sede nazionale, ma anche in sede regionale. Ci stupisce veramente che una legge, che per certi versi doveva regolamentare una prova di francese, si perda in tabelle dal sapore della matematica pura, della matematica applicata.

Riteniamo che questo comma 2 sarà fonte di ulteriori problemi interpretativi.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Approfitto di questo emendamento, io che già capisco poco di matematica, figuratevi di matematica applicata, per chiedere una delucidazione all'Assessore o a chi vorrà rispondere.

Su questo articolo ci è stato consegnato nel corso della giornata un emendamento con allegata la tabella di valutazione, direi della trasformazione del punteggio da quindicesimi in decimi. Vedo dalla tabella che la sufficienza viene raggiunta in caso di votazione pari a 10/15.

Nella matematica elementare quale io conosco la sufficienza dovrebbe essere a 9/15, perché se dividiamo i quindicesimi in decimi e andiamo a 1,5 per 6 viene 9 esatto.

Volevo chiedere all'Assessore come mai qui la sufficienza è portata a 10.

Président La réponse à la question est reportée à la discussion sur l'amendement en question.

Je soumets au vote l'amendement n° 20:

Conseillers présents: 34

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 26 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 10 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 10 Sostituire il comma 2 dell'articolo 7 con il seguente:

"2. La sezione di cui al comma 1 reca la votazione della prova scritta di lingua francese".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Per ribadire che nella logica di un disegno di legge che norma la quarta prova scritta di lingua francese, non va messa la media con l'orale.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 10 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement présenté par l'Assesseur Pastoret.

Emendamento Il comma 2 dell'articolo 7 del disegno di legge n. 6 è sostituito dal seguente:

"2. La sezione di cui al comma 1 reca la votazione complessiva conseguita risultante dalla media tra il punteggio della prova scritta e la valutazione della competenza in lingua francese dimostrata nell'ambito del colloquio, ottenuta con le modalità previste dal regolamento di cui all'articolo 21, comma 20 bis, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), introdotto dall'articolo 1, comma 22, della legge 16 giugno 1998, n. 191 (Modifiche ed integrazioni alle leggi 15 marzo 1997, n. 59 e 15 maggio 1997, n. 127, nonché norme in materia di formazione del personale dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni. Disposizioni in materia di edilizia scolastica). Tale votazione è distribuita su dieci punti secondo la tabella A allegata alla presente legge."

Tabella A

(Omissis)

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Cet amendement, qui paraît très complexe dans son extension et son contenu, en réalité porte une seule modification dans les dernières trois lignes par rapport au texte que nous avions. On enlèverait: "espressa in decimi anche con frazioni di mezzo punto" pour ajouter: "Tale votazione è distribuita su dieci punti secondo la tabella A allegata alla presente legge."

Le Conseiller Marguerettaz m'avait demandé des éclaircissements sur cette tabelle, mais avant tout je veux expliquer la raison pour laquelle on a introduit cet amendement.

Cet article prévoit la moyenne totale entre le résultat de l'épreuve écrite et l'évaluation de la compétence orale, pour revenir au problème de l'accès aux places publiques, ainsi dite "spendibilità". Celle-ci c'est une matière qui nous appartient de régler parce qu'elle était prévue avant dans le règlement, mais entre tous les éclaircissements avec le Ministère en ce cas nous nous sommes appropriés de nouveau de quelque chose qui nous appartenait.

Cet amendement introduit donc l'annexe avec les points qui devraient être convertis par rapport à l'évaluation en quinzième et rapportés avec l'évaluation en dixième.

Cette tabelle devra être mise à l'approbation après l'article 9 demain, mais je voudrais éclaircir à Monsieur Marguerettaz la question qu'il m'a posée, c'est-à-dire pour quelle raison nous avions le rapport entre 10 et 6. Alors, la suffisance dans l'épreuve - fixée à 45 points à niveau national, auquel nous nous rapportons - est fixé à 10 points pour une raison comptable, parce que tout au début elle avait été fixée à 9 points, mais l'addition de tous ces points dans les différentes épreuves, la suffisance acquise à l'oral et le crédit scolaire, ne portaient pas à 60 points, qui est le seuil minimal de la suffisance prévue pour dépasser l'examen.

Pour la même raison, puisque nous sommes revenus aux 15 points, 15 points dans l'épreuve technique, 15 points dans la troisième épreuve, 15 points qui reviennent de la moyenne entre l'épreuve de français et l'épreuve d'italien, total 45, si nous voulons que les élèves qui sont suffisants dans les trois épreuves, puissent en ayant la suffisance dans l'épreuve orale et avec le crédit scolaire arriver aux 60 points, nous devons fixer la suffisance à 10 points. Autrement nous aurions au total 57 points et donc un élève qui est suffisant dans toutes les épreuves ne peut avoir son diplôme de maturité.

C'est un problème qui ne s'est pas posé à nous en première personne, nous n'avons eu que la chance en ce cas de pouvoir faire trésor de l'expérience que d'autres ont fait avant nous.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Do atto all'Assessore di aver fatto uno sforzo enorme per spiegarci la matematica applicata. Capisco che con i ragionamenti del Ministro Berlinguer sia oltremodo difficoltoso, ma mi scusi, Assessore, la tabella A è stata stilata… no, riparto da zero.

La valutazione in decimi della prova di francese serve, se non vado errato, per la scrittura della votazione nell'apposita casella, è giusto? Quindi il ragionamento che ha fatto l'Assessore, con il beneficio d'inventario se non ho capito, riguarda la valutazione dei centesimi e infatti mi ha parlato del parametro nazionale. Seguendo la logica che l'Assessore ci ha spiegato, che ho capito poco, ma che comunque ho intuito, questo vale per l'attribuzione del punteggio complessivo, della valutazione complessiva dell'alunno.

Nella casella vicina, quella che vale per la spendibilità, siamo autonomissimi, Assessore, nel decidere quella che è la sufficienza. Per la casella della spendibilità non c'è ministero che tenga, Assessore. Allora per quanto riguarda la spendibilità, vogliamo portare la sufficienza al corrispettivo dei 9/15 e non dei 10/15?

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Si la suffisance est fixée à 10 points sur 15, nous ne pouvons pas donner des évaluations différentes. Cela veut dire qu'à ce dix qu'on a obtenu sur quinze points correspondra la suffisance minimale qui est six rapporté en dixième.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Vorrei solo capire, perché devo avere probabilmente un rapporto conflittuale con la matematica. Abbiamo una tabella A e una tabella B annesse al regolamento e poi abbiamo una tabella A annessa all'emendamento. La tabella B annessa al regolamento di questa mattina è stata superata dalla tabella A? Altrimenti diventava difficile raccordare l'insieme di queste cose.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 21 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 21 Articolo 7, comma 3

Abrogare.

Je soumets au vote l'amendement:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

L'amendement n° 2 présenté par le groupe des Autonomistes est retiré:

Emendamento n. 2 Articolo 7, comma 3

Abrogare le parole "e se il candidato non ha sostenuto le prove differenziate di cui all'articolo 6, comma 2".

Je soumets au vote l'article 7 tel qu'il a été modifié par l'amendement de l'Assesseur Pastoret:

Articolo 7 (Certificazione)

1. Il diploma rilasciato in esito al superamento dell'esame di Stato contiene, ai fini di cui all'articolo 8, una sezione riservata all'attestazione della piena conoscenza della lingua francese con l'indicazione della relativa votazione.

2. La sezione di cui al comma 1 reca la votazione complessiva conseguita risultante dalla media tra il punteggio della prova scritta e la valutazione della competenza in lingua francese dimostrata nell'ambito del colloquio, ottenuta con le modalità previste dal regolamento di cui all'articolo 21, comma 20 bis, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), introdotto dall'articolo 1, comma 22, della legge 16 giugno 1998, n. 191 (Modifiche ed integrazioni alle leggi 15 marzo 1997, n. 59 e 15 maggio 1997, n. 127, nonché norme in materia di formazione del personale dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni. Disposizioni in materia di edilizia scolastica). Tale votazione è distribuita su dieci punti secondo la tabella A allegata alla presente legge.

3. La sezione è compilata solamente se la votazione è uguale o superiore a sei decimi e se il candidato non ha sostenuto le prove differenziate di cui all'articolo 6, comma 2.

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 11 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Chiedo che venga votato prima quell'emendamento che abbiamo proposto tutti quanti. Tutte le forze della minoranza hanno proposto un emendamento, con cui si chiede di sostituire il primo comma dell'articolo 8 con il seguente, ed è l'emendamento clou, quello sulla spendibilità totale, illimitata, chiara che va bene per i diplomati, per i laureati, per quelli che accedono alla Regione, per quelli che accedono alla scuola, e che dice con molta chiarezza quello che i sindacati e i ragazzi hanno chiesto con forza. Ricordo fra l'altro che…

Président … c'est une motion d'ordre que vous avez proposée?

Squarzino (PVA-cU) Oui, Monsieur le Président.

Président Est-ce que les autres amendements sont retirés?

Squarzino (PVA-cU) Non, Monsieur le Président.

L'emendamento al secondo comma dell'articolo 8 che vogliamo presentare non riguarda il comma prima.

Président On ne refuse pas une courtoisie à 23 heures 30, par conséquent l'amendement en discussion actuellement est l'amendement présenté par toutes les forces d'opposition:

Emendamento Sostituire il primo comma dell'articolo 8 con il seguente:

"1. Il possesso della certificazione di cui all'art. 7 esonera dalle prove di accertamento della conoscenza della lingua francese, previste dalle normative vigenti, per l'accesso alle qualifiche funzionali, docenti ed educative per le quali è richiesta una laurea o un titolo di studio inferiore".

La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) La Consigliera Squarzino ha già iniziato la presentazione di questo emendamento, che rispetto al tenore letterale direi che è abbastanza chiaro, non ci sono problemi di sorta. È abbastanza chiaro anche il significato politico di questa proposta. Vorrei chiarire un punto perché spesso su questo punto della spendibilità rispetto alla laurea c'è stato da parte di consiglieri di maggioranza un equivoco, in cui è incorso anche stamani il Consigliere Rollandin. Dicendo equivoco, uso un eufemismo, perché so benissimo che il Consigliere Rollandin non equivoca, cioè sa quello che dice e quindi è pienamente cosciente di confondere due dati per dimostrare, secondo la sua concezione, la non proponibilità politica di questo emendamento.

Il ragionamento che fa Rollandin, che ha una parte di vero, e poi vedremo su cosa "equivoca", è il seguente: guardate che per quanto riguarda gli aspetti professionali che riguardano i laureati, potremmo avere l'esigenza di avere delle specializzazioni particolari, delle particolari conoscenze della lingua francese e quindi c'è bisogno di una regolamentazione particolare.

Si tratta di una constatazione vera e che nessuno nega, è un discorso che è già venuto fuori in commissione, dove si è fatto l'esempio del Dirigente di Biblioteca, del Dirigente dell'Ufficio legislativo che deve scrivere leggi in francese; quindi lo sappiamo bene che in quei casi ci vuole una particolare competenza in francese.

Ma quando chiediamo la spendibilità sulla laurea, non ci riferiamo a questi casi evidentemente, ma ci riferiamo alla prova di accertamento preliminare della lingua francese, che con questi casi non c'entra nulla. È chiara questa cosa qua?

Questo dico perché la nostra proposta di emendamento è del tutto logica, non è per niente pretestuosa, non comporta assolutamente nessun problema tecnico perché la soluzione di questi problemi relativi alla specializzazione, relativi alla conoscenza specifica e qualificata della lingua francese, possono avvenire in un secondo momento con una nuova regolamentazione, quando si vuole, attraverso una normativa che riguardi i concorsi o quei concorsi specifici. Il francese in quei casi sarà una prova d'esame.

Questo lo dico per non ripeterlo dopo, quando esamineremo l'emendamento proposto dall'Assessore, in cui ci si dirà: qua c'è un problema complicatissimo quindi abbiamo bisogno di 12 mesi per risolvere tutti questi problemi. Io dico che non abbiamo bisogno neanche di un minuto, perché ripeto che la nostra proposta riguarda soltanto la prova preliminare di accertamento della lingua francese; tutto il resto lo possiamo decidere dopo!

Mi sembra di essere stato abbastanza chiaro, quindi mi auguro di non sentire più questa confusione e questi equivoci che vengono fatti con capacità dialettiche, ma che non hanno nessuna corrispondenza con la proposta che i gruppi di opposizione propongono rispetto alla spendibilità totale.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Prima, lei, signor Presidente, mi ha richiamato sul fatto che presentavo una mozione, adesso vorrei intervenire.

Stavo dicendo una cosa estremamente importante e cioè che questo emendamento va incontro alle richieste precise anche del mondo della scuola, che ricordo hanno proclamato uno sciopero proprio il 22 ottobre, perché né il disegno di legge, né l'emendamento proposto dall'Assessore questa mattina, prendono in esame il problema della scuola, degli insegnanti.

Allora quello che chiediamo, lo ripeto, è che le prove preliminari di accertamento della conoscenza della lingua francese per tutti i tipi di lavoro compresa la scuola, compresi i laureati, siano sostituiti con una votazione positiva a questo esame di Stato. Questa è la richiesta.

A me sembra che questa richiesta risponda a un'esigenza, che hanno continuato a porre con forza gli insegnanti, i ragazzi, gli stessi genitori, quando chiedevano la spendibilità totale e assoluta. Di fronte a questa richiesta l'Assessore dà una spendibilità "sì, un pochettino così, poi vi prometto che", ma non dice chiaramente che questo è possibile.

Ancora una cosa: questa è veramente competenza nostra, nessuno ci dice come noi vogliamo accertare la conoscenza della lingua francese, e qui rispondo anche a quanto ha detto il Consigliere Rollandin nell'intervento di prima. Siamo noi che decidiamo qual è il voto oppure qual è l'esame oppure qual è la situazione scolastica che riteniamo soddisfi l'esigenza del previo accertamento della conoscenza della lingua francese.

Dicevo, come per la scuola media abbiamo accettato l'idea che l'aver superato positivamente l'esame di scuola media consente di avere un titolo spendibile per quanto riguarda la piena conoscenza della lingua francese, io dico che era possibile applicare la stessa logica in questo contesto. Questo volevo dire: siamo noi che decidiamo.

Prima mi era stato detto: non è possibile oppure bisogna valutarlo. Siamo noi che decidiamo, è una scelta di politica culturale; siamo noi che facciamo le nostre scelte e dobbiamo rendere conto di queste scelte.

Président La parole au Conseiller Rollandin.

Rollandin (UV) Il n'y a pas ni une équivoque ni la tentative de ne pas répondre à une question substantielle.

Pour ce qui est de la dernière question, esame della scuola media che vale: vale per i concorsi là dove è previsto scuola media, cosa che abbiamo detto anche per quelli dove è previsto scuola di secondo grado.

Sul discorso della votazione, mi dovete spiegare quello che - ripeto - non ho capito se non ritornando agli esami di gruppo, sennò mi dovete spiegare come devo fare a dire che io so il francese e lui no….

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… ma 89 è un numero, allora lo esprimo di nuovo in un voto. Ma tu mi dici: qual è la situazione scolastica; io la situazione… Jung, Freud, il porco diavolo, non arrivo a un numero… è come la tabellina di Pastoret, c'è dove devi estrapolare fino al 2 e dal 2 al 10 e poi fare i mezzi… capito?

La différence est évidente, si on veut la saisir, et l'amendement qui a été présenté donne une réponse aux deux aspects; on ne peut pas accepter qu'il n'ait plus la possibilité de dire que par la suite on fera un examen. En effet l'amendement de l'Assesseur: "l'utilizzo della certificazione nonché le modalità" résout deux problèmes. La réponse que tu venais de dire, l'amendement répond au premier problème: la certificazione. Alors je n'ai pas confondu, j'ai donné une réponse à deux problèmes qui exigent une possibilité de revoir l'ensemble de la législation et de reconnaître quelle est la possibilité par la suite de voir là où la certification est quand même valable avec un parcours différent, par exemple le cours de recyclage; les autres points là il y aurait une contradiction en termes. Alors le français donné comme épreuve d'examen, qui suit au fait qu'il y a déjà un examen préalable pour "l'accertamento della lingua", je crois qu'il faut résoudre ce problème.

J'ai parlé de la prime de bilinguisme, c'est un problème qui n'est pas résolu si on dit tout court qu'il n'y a plus "l'accertamento della lingua francese".

C'est là la raison pour laquelle on a dit que des mois sont nécessaires; on a pris 12 mois, on pouvait dire 6 mois, on espère résoudre ce problème dans le plus bref délai car à ce moment-là il y aura un éclaircissement général, il n'y aura plus toutes ces doutes qui au contraire on peut dire, et justement Dina Squarzino dit, que l'école peut descendre en grève.

C'est vrai, il n'y a pas la réponse, autrement on aurait déjà résolu le problème dont on discute, mais on ne peut pas en même temps dire qu'il n'y aura pas de réponse positive. On est en train de dire qu'au contraire il y aura une réponse diversifiée, comme on venait de dire.

Je n'ai pas parlé d'une chose en présentant un aspect secondaire, j'ai cru que c'était une évaluation positive le fait que l'amendement aille dans la direction de répondre à deux aspects.

Au contraire l'amendement comme il a été présenté répond au premier aspect, l'accertamento preliminare, tandis que l'amendement dit "nonché", ce qui signifie qu'il faut prendre en considération les deux aspects. Je répète, au-delà de l'évaluation mathématique des épreuves, je n'arrive pas à comprendre d'autres méthodes.

J'ai essayé de donner une réponse à la tabelle A de Pastoret, pour comprendre quelle est la méthode et pour répondre à Marguerettaz et à moi-même avant tout. Il y a une justification. Jusqu'au point 2 il y a une progression mathématique, du point 2 au point 11 il y a une progression telle que chaque vote correspond à moitié (demi-vote) et après à nouveau un. C'est une solution avancée du Ministère qu'on prend en considération, en effet c'est un peu difficile à comprendre, mais l'explication de l'Assesseur est claire: il y a la nécessité de trouver une méthode pour dire que 10 correspond à 15. Mais le problème qui avait été posé: quelle est la réponse pour la question de l'alternative au vote? Moi j'attends toujours de connaître quelle sera la suggestion!

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Mi è parso di capire che chi mi ha preceduto ha un po' divagato su un tema che non è proprio pertinente con questo emendamento.

L'emendamento che abbiamo sottoscritto come gruppo insieme altri gruppi dell'opposizione riassume, anche se in formula riduttiva, quella che è stata una proposta che verrà esaminata successivamente da parte del gruppo di Forza Italia e naturalmente tratta uno dei due capisaldi che sono oggetto di animata discussione, in particolare l'aspetto della spendibilità.

Orbene, accogliere questo emendamento significa dare alla prova superata in lingua francese un riconoscimento totale e pieno, illimitato, cioè si dà una risposta concreta a quelle che sono state le istanze avanzate dal mondo della scuola. Viceversa, non approvare questo emendamento vuol dire negare in maniera evidente l'esistenza di questo caposaldo.

Da parte nostra naturalmente, non solo perché lo abbiamo sottoscritto, ma perché ne condividiamo in maniera globale la sua essenza, ci sarà un voto più che mai favorevole.

L'invito è che anche il resto dell'aula cerchi di verificare la limitatezza del contenuto dell'articolo che è stato formulato nel disegno originario. Un articolo che non dà assolutamente risposte alle richieste e che, a nostro avviso, deve essere fortemente respinto.

Président Je soumets au vote l'amendement présenté par les forces d'opposition:

Conseillers présents: 34

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 22 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 11 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 11 Sostituire l'articolo 8 con il seguente:

"1. Il possesso della certificazione di cui al comma 1 dell'articolo 7 esonera dalle prove di accertamento della conoscenza della lingua francese, previste dalle normative vigenti, per l'accesso alle qualifiche funzionali, docenti ed educative, per le quali è richiesta una laurea o un titolo di studio inferiore.

2. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, devono essere modificate le norme regionali attualmente in vigore, relative all'accertamento della conoscenza della lingua francese".

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Solo il secondo comma metto in votazione, il primo non è passato, spero che il secondo passi.

È molto importante perché indica un tempo preciso, sei mesi, quindi un tempo minore di quello fissato dalla maggioranza, entro cui devono essere modificate le norme regionali attualmente in vigore, relative all'accertamento e alla conoscenza della lingua francese.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 11:

Conseillers présents: 34

Votants: 7

Pour: 7

Abstentions: 27 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 22 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 22 Articolo 8, comma 1

Sostituire con "Il positivo conseguimento della certificazione di cui all'art. 7 esonera dalle prove di accertamento della conoscenza della lingua francese, preliminari per l'accesso alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni insistenti sul territorio regionale per le qualifiche funzionali, docenti ed educative, indipendentemente dal titolo di studio previsto e richiesto".

Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 9

Pour: 9

Abstentions: 25 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à la discussion conjointe des amendements n° 23 présenté par le groupe de Forza Italia et n° 12 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 23 Articolo 8, comma 2

Abrogare.

Emendamento n. 12 Eliminare il comma 2 dell'articolo 8.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Faccio parte dell'Ufficio di Presidenza e quindi è un rispetto che il Presidente ha nei confronti di un membro…

Presidente … è un'antica simpatia…

Squarzino (PVA-cU) Credo che sia molto chiaro quello che chiediamo. Vogliamo che sia abrogato il comma 2 dell'articolo 8, là dove si chiede che la votazione riportata sul certificato concorre per determinare il punteggio dei titoli nei concorsi per titoli e per titoli d'esame.

Ricordo che già due anni fa quando si doveva votare questo nel regolamento, il gruppo consiliare di cui facevo parte, i Verdi, hanno votato contro.

Hanno votato contro proprio a questa specifica attribuzione di un punteggio nei titoli per il voto che uno ha per il certificato di francese. Quindi su questo siamo contrari assolutamente.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Riteniamo questo comma 2 una mostruosità, inserita in un contesto nel quale poteva volentieri non essere inserita, che va a falsare e a complicare ulteriormente tutta la problematica inerente l'accesso all'impiego nelle pubbliche amministrazioni.

Non so se i Consiglieri hanno letto con attenzione quanto va a regolamentare l'articolo 2 di cui chiediamo l'abrogazione. Oggi c'è una prova di accertamento della lingua francese che è preliminare al superamento del concorso pubblico. La graduatoria di quel concorso è fondata sul superamento, o meglio sul punteggio attribuito a seguito del superamento di quelle che sono le prove tecniche in sede di esame ed eventualmente in base all'attribuzione che viene riconosciuta ai vari titoli di studio che vengono chiesti in sede concorsuale.

Pertanto ci sono tre principi: il primo è il superamento in fase preliminare della prova di francese, effettuata la quale si accede all'esame concorsuale vero e proprio e il punteggio finale del concorso è ripartito sulle capacità tecniche dimostrate e sui titoli dei candidati.

Ora noi inventiamo con questo meccanismo un terzo titolo: quello della conoscenza della lingua francese; nella situazione attuale il francese è considerato soltanto preliminare di sbarramento - e sappiamo già i danni che ha fatto in certe situazioni, cito le ultime notizie lette sui giornali locali: i concorsi in Ospedale andati deserti per medici che non avevano superato la prova di sbarramento -, in questo caso, invece, andiamo addirittura a privilegiare un elemento culturale che può essere importante in un contesto culturale, ma che diventa sicuramente molto, molto meno importante in un contesto dove devono prevalere le professionalità specifiche di settore. Perciò una parte di punteggio verrebbe attribuita sui titoli chiamiamoli, per intenderci, "statali": diploma di laurea piuttosto che maturità, un'altra parte di punteggio verrebbe attribuita sul risultato delle prove tecniche, e spunta fuori d'ora in avanti un terzo punteggio; e visto che, indipendentemente dalla valutazione in quindicesimi, in decimi o in centesimi, il totale è il cento per cento, si andrà a ridurre ulteriormente il punteggio inerente le prove o per titoli o per requisiti tecnici professionali superati nelle prove tecniche.

Allora è evidente che questo meccanismo porta innanzitutto a una amplificazione dell'attuale situazione di difficoltà nell'andare a coprire determinati posti, soprattutto posti che comportano elevati requisiti di tipo professionale, la sanità è un esempio, ma ce ne potrebbero essere tanti altri; ma va anche a falsare quel concetto espresso e riconosciuto da tutti di parità linguistica. Perché dovrebbe spiegarmi l'Assessore, il Presidente o il Capogruppo dell'Union Valdôtaine - molto sensibile al tema, visto che lo ha affrontato ed è entrato nel dettaglio e visto che ha anche sostenuto l'esigenza di incentivarlo, ma nell'ambito di quella che era una parità linguistica - questo passaggio? I titoli sono comprensivi in questo caso anche della valutazione dell'esame di francese, perché questa legge che voi state approvando farà sì che i titoli da produrre in sede concorsuale siano comprensivi anche della valutazione della quarta prova, che è la prova di francese, perciò nella valutazione per titoli c'è una valutazione onnicomprensiva che include il francese; dopo di che il francese, per quel meccanismo diabolico delle tabelle A e B che convertono i decimi in quindicesimi o viceversa, viene nuovamente ributtato sul piatto della valutazione, e mi domando a questo punto per qual motivo il francese va ad incidere due volte, la prima volta nel contesto globale del titolo di studio statale e la seconda volta per quanto riguarda la sezione particolare che andiamo ad istituire in questo disegno di legge.

Riepilogando, questo comma 2 di cui chiediamo l'abrogazione ha in sé due gravi distorsioni: la prima, di rendere ulteriormente difficile il reperimento di certe particolari figure ad alta qualificazione professionale; il secondo, di discriminare, questa volta a discapito di quella parità linguistica a parole invocata, la valutazione delle conoscenze dei potenziali candidati.

Fra l'altro dubito che così com'è configurato non possa non configurare anche gli estremi di un vizio di legittimità costituzionale, che inficerebbe l'intera struttura del dettato legislativo.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Noi, a differenza dei Verdi, all'epoca votammo a favore di quel provvedimento per l'accesso al pubblico impiego, perché ritenevamo giusto che ad esempio determinati attestati di conoscenza della lingua francese fossero giustamente spendibili in termini di titoli.

Oggi stiamo attenti però, perché le cose con questa legge cambiano; è già stato detto da chi mi ha preceduto ma è sacrosanto.

Per accedere a un pubblico impiego e quando si parla di concorsi, è chiaro che il primo titolo che viene valutato è il diploma, così com'è la laurea in quei concorsi dove si richiede la laurea. Ora questo diploma, che uscirà da questa legge, sarà già comprensivo della prova di francese. Se mettete la valutazione all'interno dei 100 punti, è chiaro che questa valutazione comprende la preparazione del francese, e quindi viene valutata anche la conoscenza della lingua francese.

Dire che quel famoso punteggio della casella viene ulteriormente valutato, crea una sproporzione rispetto ad esempio ad altre competenze che possono venire richieste nei titoli del concorso. Si crea una sproporzione reale, concreta, del peso che viene dato alla conoscenza della lingua francese.

Qual è a nostro avviso il massimo della spendibilità che può essere data a questa casella per quanto concerne la valutazione dei titoli? Chiaramente a parità di punteggio del diploma si va a vedere la differente valutazione per quanto concerne il francese e la valutazione migliore può avere la precedenza a parità di giudizio. Ma là dove non c'è parità di giudizio, ripeto, andiamo a dare molto di più rispetto a prima, rispetto alla normativa in vigore fino ad oggi, un peso ai titoli inerenti la conoscenza della lingua francese. Quindi siamo, differentemente a quanto lo fummo a suo tempo, favorevoli a questo tipo di emendamento oggi.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Pour répondre très brièvement. Cet alinéa de l'article 8 ce n'est pas un cas.

Il répond exactement aux dispositions en matière d'accès aux organigrammes de l'Administration régionale des établissements publics non économiques, dépendants de la Région, article 32, premier alinéa, point 3. On se référait exactement à quelque chose qui existait déjà, on ne l'a pas inventé.

Frassy (fuori microfono) Lo scenario è completamente cambiato…

Pastoret (UV) … no, la votazione riportata nella certificazione concorre alla determinazione del punteggio dei titoli nei concorsi per titoli ed esami.

Il se rapporte à ça, on ne l'a pas mis pour n'importe quelle autre raison, mais parce qu'il y avait un règlement régional approuvé qui définissait la validité des titres pour ce qui concerne l'évaluation de l'épreuve de connaissance de la langue française. Alors on doit s'y référer.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina pour déclaration d'intention.

Squarzino (PVA-cU) Per ribadire che questo elemento fra l'altro non era necessario metterlo perché era già nel regolamento, ma per risottolineare la situazione attuale che non va bene. Ho qui quanto già dicevo il 20 novembre 1996 relativamente a questo regolamento ed era molto chiaro: noi presentiamo un emendamento in cui diciamo che non venga calcolata la conoscenza della lingua francese nei titoli da valutare.

Portavo allora questo esempio: se un candidato ad un concorso per diplomati, in cui si chiede soltanto il diploma di scuola media superiore, ha anche una laurea, il punteggio per questo titolo di studio equivale da 0,40 o 0,60 a seconda del tipo di valutazione. Lo 0,40 - lo 0,60 per la laurea - equivale allo stesso punteggio che viene dato al superamento della prova di lingua francese. Riteniamo che non possano essere messi sullo stesso piano cinque anni di studio e di lavoro all'università e una specializzazione ulteriore con l'accertamento della conoscenza della lingua francese.

Qui siamo veramente nell'ottica del controllo, che si diceva prima, e si vuole dare un peso esagerato alla conoscenza della lingua francese.

Président Je soumets au vote les amendements en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 11

Pour: 11

Abstentions: 23 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement présenté par l'Assesseur Pastoret et les Chefs de groupe de la majorité:

Emendamento Dopo il comma 2 dell'articolo 8 è inserito il seguente:

"2bis. L'utilizzo della certificazione di cui all'articolo 7 nonché le modalità di accertamento della piena conoscenza della lingua francese per le qualifiche funzionali, docenti ed educative per le quali è richiesto un diploma di laurea o un diploma universitario, in considerazione delle competenze e delle professionalità specificatamente necessarie per l'attività lavorativa da espletare, sono definiti entro 12 mesi dalla entrata in vigore della presente legge".

Je précise à ce sujet que pour la coordination formelle de l'amendement en question, les mots "qualifiche professionali" sont remplacés par les mots "qualifiche funzionali".

Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 41 présenté par le groupe Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo:

Emendamento n. 41 All'interno del comma 2 bis dell'articolo 8 sostituire "12 mesi" con "6 mesi".

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 34

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Frassy, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'article 8 dans le texte qui découle de l'amendement qui a été adopté:

Articolo 8 (Utilizzo della certificazione per l'accesso all'impiego)

1. Il possesso della certificazione di cui all'articolo 7 esonera, limitatamente alle qualifiche funzionali, docenti ed educative per l'accesso alle quali è richiesto un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un titolo di studio inferiore, dalle prove di accertamento della conoscenza della lingua francese previste:

a) per l'accesso all'impiego alle dipendenze della Regione, degli enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione e degli enti indicati all'articolo 1 della legge regionale 23 agosto 1993, n. 73 (Disciplina dei controlli sugli atti degli enti locali e successive modificazioni);

b) dalla legge regionale 8 marzo 1993, n. 12 (Accertamento della piena conoscenza della lingua francese per il personale ispettivo, direttivo, docente ed educativo delle istituzioni scolastiche dipendenti dalla Regione).

2. Per l'accesso all'impiego nelle amministrazioni di cui al comma 1, lettera a), la votazione riportata nella certificazione concorre alla determinazione del punteggio dei titoli nei concorsi per titoli e per titoli ed esami.

3. L'utilizzo della certificazione di cui all'articolo 7 nonché le modalità di accertamento della piena conoscenza della lingua francese per le qualifiche funzionali, docenti ed educative per le quali è richiesto un diploma di laurea o un diploma universitario, in considerazione delle competenze e delle professionalità specificatamente necessarie per l'attività lavorativa da espletare, sono definiti entro 12 mesi dalla entrata in vigore della presente legge.

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'article 9. Je rappelle à ce sujet que la phrase suivante a été rajoutée à l'article 9: "L'ordinanza di cui all'articolo 3, comma 1, è emanata entro il 31 dicembre 1998".

La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Per chiedere, nonostante l'ora tarda, un chiarimento. Il comma 2 dell'articolo 9, Assessore, non l'ho capito, mi sembra ripetitivo: "Per ulteriori e particolari modalità di svolgimento della prova di lingua francese non disciplinate dalla presente legge, si applicano le disposizioni previste per le altre prove di esame".

Chiedo all'Assessore di dirmi brevemente a cosa si riferisce.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Il me semble clair. C'est une norme finale, tout en le lisant évidemment j'ai une incapacité personnelle à ne pas savoir exposer ce que M. De La Palice pourrait bien comprendre.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Per dichiarazione di voto. Per dire che l'intervento dell'Assessore Pastoret ci ha convinto a votare contro, anche perché la sua motivazione mi sembra che possa essere così riassunta: è una porta aperta in caso di ulteriori dimenticanze, come quelle che abbiamo riscontrato nell'articolato sin qui esaminato.

Président Je soumets au vote l'article 9:

Articolo 9 (Norme finali)

1. Gli esami di Stato secondo le disposizioni della presente legge si svolgono a partire dall'anno scolastico 1998/1999. In sede di prima applicazione, l'ordinanza di cui all'articolo 3, comma 1, è emanata entro il 31 dicembre 1998.

2. Per ulteriori e particolari modalità di svolgimento della prova di lingua francese non disciplinate dalla presente legge, si applicano le disposizioni previste per le altre prove di esame.

Conseillers présents: 34

Votants: 31

Pour: 23

Contre: 8

Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'article 10.

Le premier amendement en discussion est l'amendement n° 3, présenté par le groupe des Autonomistes:

Emendamento n. 3 Sostituire così:

Articolo 10

(Programmi di francese)

1. I programmi di francese delle scuole medie superiori sono adottati ai sensi dell'art. 40 dello Statuto speciale e dell'art. 28 della legge 16 maggio 1978, n. 196.

2. Fino all'adozione e all'applicazione dei programmi di cui al comma 1 la prova di lingua francese è stabilita dalle singole commissioni di esame sulla base dei programmi svolti nell'ultimo anno.

La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Anche questo dovrebbe essere lapalissiano nel senso che c'è una legge che dal 1978 dice che dobbiamo fare determinate cose: siamo arrivati vent'anni dopo ad occuparci dell'esame, ma non dei contenuti. Ma questo sarà oggetto di un'interpellanza che discuteremo domani. Io pensavo che quello potesse essere l'aperitivo prima di questo, invece sarà un "indigestivo".

Qual è il senso di questo emendamento? È chiaro che il comma 1 è veramente lapalissiano, nel senso che i programmi di francese sono adottati ai sensi delle norme che dicono come devono essere adottati e quindi l'articolo 40 dello Statuto speciale e l'articolo 28 della legge 16 maggio 1978, n. 196.

Dove si differenzia allora rispetto alla norma transitoria proposta dalla Giunta? Dice la Giunta: finché non adottiamo questi programmi - e chissà quando, ce lo dirà poi domani rispondendo all'interrogazione - i programmi li decide l'Assessore. Cioè l'Assessore regionale con proprio decreto adegua lui, ampliandoli e approfondendoli, i programmi nazionali in lingua francese, eccetera.

Allora per sgravare l'Assessore da un compito di cotanta portata, penso che sia più giusto togliergli questo onere e dire che finché non saranno adottati questi programmi, siano le commissioni d'esame a definire le prove di esame in base ai programmi che effettivamente sono stati svolti dai docenti del corso dell'ultimo anno.

Président Je soumets au vote l'amendement en question:

Conseillers présents: 33

Votants: 5

Pour: 5

Abstentions: 28 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Frassy, Lattanzi, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 24 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 24 Articolo 10, comma 1

Alla 6° riga dopo "decreto" aggiungere "assunto d'intesa con il Consiglio Scolastico regionale".

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Nell'illustrare questo emendamento mi estendo fino ai successivi due emendamenti, che hanno oggetto sempre l'articolo 10.

L'articolo 10 pensiamo che sia una di quelle occasioni di gestione di quell'autonomia scolastica non praticata nel redigere il testo di questa legge.

Lo avevamo già detto in discussione generale, tutta l'ipotesi di adeguamento dei programmi viene addossata sulle già oberate spalle dell'Assessore di turno. E noi lo abbiamo detto nella discussione generale, lo abbiamo detto negli emendamenti precedenti, che l'Assessore dovrebbe dare i compiti d'indirizzo.

Il fatto poi che l'Assessore si faccia contornare da una commissione tecnica di quattro membri penso non sia un elemento di garanzia sufficiente. E mi spiego meglio. Esistono delle istituzioni scolastiche, penso al Consiglio scolastico regionale - che fra l'altro è rappresentativo di tutte le istanze della scuola reale - che lavora già per statuto proprio, per commissioni, per sottocommissioni, per gruppi di lavoro, che può avvalersi di ulteriori consulenze esterne.

Non capiamo per quale motivo questo meccanismo, che riteniamo squisitamente tecnico funzionale, non sia nei fatti delegato a quella commissione non formata dall'Assessore sui due piedi e composta da quattro componenti, ma da quella commissione tecnica e per giunta istituzionale già esistente qual è il Consiglio scolastico regionale.

Il senso di questo emendamento e dei successivi due, che vanno ad abrogare la parte terminale del comma 1, hanno il senso di riportare nella scuola l'approfondimento di quei problemi che sono prettamente di tipo scolastico.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 24:

Conseillers présents: 32

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 25 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 25 Articolo 10, comma 1

Abrogare "ampliandoli ed approfondendoli"

Je soumets au vote l'amendement n° 25:

Conseillers présents: 32

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 26 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 26 Articolo 10, comma 1

Abrogare da "su proposta di una commissione" sino al termine del comma.

Je soumets au vote l'amendement n° 26:

Conseillers présents: 34

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 31 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote l'article 10 dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 23

Contre: 11

Le Conseil approuve.

Nous passons à l'examen de l'amendement n° 27 présenté par le groupe de Forza Italia:

Emendamento n. 27 Articolo 10 bis (nuovo) "Norme di indirizzo"

1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge devono essere adeguate le norme regionali in materia di accertamento della conoscenza della lingua francese.

2. Ogni norma in contrasto con la presente è, comunque, inapplicabile.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Non ci sarebbe bisogno di illustrarlo. Voglio solo richiamare due argomentazioni, la prima è l'argomentazione svolta dal nostro gruppo nell'illustrare un ordine del giorno che non ha avuto molta fortuna; la seconda invece è nel riprendere le considerazioni fatte dal Presidente Viérin, successivamente peraltro alla discussione inerente quell'ordine del giorno, il quale riconosceva una certa evoluzione della materia.

Coerentemente a quella evoluzione della materia, sarebbe opportuno prevedere nel corpo di legge un impegno che dia un termine, per andare a rivedere tutte quelle che sono le norme che interferiscono in qualche modo con l'accesso al pubblico impiego in relazione al mutato quadro dell'accertamento di lingua francese. È una norma di complemento e di indirizzo.

Ci rendiamo conto che la speranza è l'ultima a morire, e per questo insistiamo anche sull'emendamento!

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Se voi togliete il comma 2, che non sappiamo bene cosa significhi, votiamo a favore. Ma se mantenete il comma 2, ci asteniamo.

Président Je soumets au vote l'amendement n° 27:

Conseillers présents: 34

Votants: 4

Pour: 3

Contre: 1

Abstentions: 30 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Rollandin, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Il avait été convenu d'approuver l'ensemble des articles de la loi en question. Puisque nous ne pouvons pas interrompre le procédé entre l'adoption des différents articles et la votation finale, nous suspendons les travaux en ce moment au dernier article de la loi; nous reprendrons les travaux dans la journée de demain à 9 heures 15.

La séance est levée.

La séance se termine à minuit 30.