Objet du Conseil n. 2719 du 24 juillet 1997 - Resoconto
SEDUTA POMERIDIANA DEL 24 LUGLIO 1997
OGGETTO N. 2719/X Solidarietà alle forze partigiane che hanno contribuito alla lotta di liberazione. (Approvazione di mozione)
Mozione Vista la decisione di respingere la richiesta di archiviazione dell'attentato avvenuto a Roma in via Rasella del 23 marzo 1944;
Considerato che deve essere sempre salvaguardato il principio legittimo e costituzionale della magistratura e, di conseguenza, non entrando nel merito della vicenda giudiziaria;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Visto che l'articolo 52 della Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla Lotta Partigiana contro l'oppressione fascista e l'invasore nazista, recita che è sacro dovere di ogni cittadino difendere il suolo della patria;
Considerato che la Corte di Cassazione il 9 maggio 1957 ha sancito che l'attentato, attuato dai partigiani dei GAP "fu un atto legittimo di guerra, e, come tale riferibile allo Stato e non ai singoli autori di esso, nessun sindacato da parte dell'autorità giudiziaria è ammissibile sull'atto medesimo";
Ricordato che il Corpo Volontari della Libertà (di cui i GAP erano parte integrante) è stato riconosciuto come Corpo Militare organizzato e inquadrato nelle Forze Armate dello Stato Italiano (e per questo la bandiera del CVL è custodita assieme alle altre bandiere di combattimento nel Museo Storico);
Rinnova la gratitudine e la piena solidarietà
a tutte le partigiane ed i partigiani del Corpo Volontario della Libertà - di cui i GAP erano parte integrante - perché la Lotta di Liberazione, attraverso la Resistenza, ha rappresentato l'apice della lotta unitaria di tutto un popolo che ci ha permesso di essere donne e uomini liberi.
F.to Chiarello
Président La parole au Conseiller Chiarello.
Chiarello (RC) Mi sembra in questo momento abbastanza importante questa mozione visto che questo Consiglio è nato a seguito di una lotta di liberazione partigiana e tante volte ce ne vantiamo: ieri il Presidente ha ricordato la scomparsa di un ex Presidente del Consiglio e Consigliere del primo Consiglio della Valle dopo la Liberazione. Di questi Consiglieri ce ne sono ancora pochi in vita forse perché è passato troppo tempo e la gente comincia a dimenticare.
Non per partecipazione, ma proprio per formazione mentale queste cose non sono abituato a dimenticarle; non sono abituato a dimenticare che questa democrazia l'hanno costruita anche coloro i cui nomi sono scritti sulle lapidi della nostra Valle d'Aosta e che ricordiamo ogni tanto. In questi anni li abbiamo ricordati abbastanza sovente perché ricorrevano gli anniversari di diversi momenti della formazione di questo Consiglio regionale e della nostra autonomia. Allora, ricordando queste cose, mi è venuto da presentare questa mozione.
Qualcuno scherzando ha commentato dicendo che mi ero legato alle mozioni dei partigiani. Non è vero. Questa mozione, come si vede dalla data, l'ho presentata prima, non appena ho appreso dalla televisione la notizia che un giudice romano si era preso la briga di indagare di nuovo sui fatti di via Rasella. Questa è a mio avviso una cosa significativa: ci sono delle forze in Italia che vogliono di nuovo mettere in discussione, dopo 50 anni, quello che è avvenuto.
Ritengo che non possa essere obiettivo dopo 50 anni valutare quello che è avvenuto. Porto ad esempio di questo mio convincimento il giudizio che è stato reso ieri in un tribunale italiano. Quello che io ritengo un criminale nazista è stato condannato solo a pochi anni, anche grazie all'assidua presenza al processo da parte dei familiari delle vittime, che hanno anche mobilitato l'opinione pubblica, altrimenti forse non sarebbe stato condannato a nessuna pena. L'aria che tira in questo momento nella nostra Repubblica, secondo me, è un'aria abbastanza cattiva.
Questo giudice ha ritenuto di procedere dopo che la Cassazione aveva dichiarato questo un atto di guerra; non si capisce allora perché un giudice possa andare a rispolverare queste cose se non c'è una strategia diversa.
Ritengo che questo Consiglio - vorrei dire - sia obbligato a votare questa mozione, a dare il suo sostegno e a riconoscere la lotta dei partigiani. Adesso ci misureremo e sentiremo chi la pensa diversamente. Non è una mozione strumentale, al contrario è un atto da parte mia obbligato in questo momento.
Presidente È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (Ind) Penso che sia giusto portare rispetto a coloro che sono caduti nell'attentato avvenuto a Roma in via Rasella il 23 marzo 1944, che sia giusto portare rispetto a queste persone che sono cadute per la libertà, come d'altronde è giusto portare rispetto per tutte quelle persone che sono cadute per la medesima causa.
Tuttavia, Vittorino Chiarello io ritengo che questa mozione e questa tipologia di mozione - e non è la prima volta che lo sottolineiamo - abbiano un carattere squisitamente strumentale e pretestuoso. Io l'ho già valutato quando hai presentato altre mozioni di questo tipo, su questa lunghezza d'onda, dove chiedevi che il Consiglio regionale si pronunciasse per la non condanna all'esecuzione capitale di un detenuto in altro Stato che si era macchiato di una serie di efferati delitti. E questo è un altro caso: si rispolvera la memoria di sessant'anni fa, di quello che conviene però rispolverare, dimenticando che comunque in questa lotta di liberazione questo momento di liberazione è stato anche un momento di vera e propria guerra civile in Italia dove c'erano rappresaglie di comodo con giudizi sommari, dove anche sia i partigiani sia i nazi-fascisti hanno partecipato ad efferati delitti. Quindi, se vogliamo ricordare i caduti di quel periodo, dobbiamo farlo in maniera equitativa senza strumentalizzazioni di alcun tipo.
Sinceramente non mi sento di votare questo documento perché è un documento che ha una squisita linea di carattere partitico. Se questa mozione verrà modificata in un senso più equilibrato, penso che si possa discuterne anche a livello di votazione per quanto mi concerne, altrimenti mi asterrò.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bavastro.
Bavastro (UV) Per una richiesta di chiarimenti. Non credo che il Consigliere Tibaldi volesse andare oltre un certo limite, ma voglio chiarire che onorare i caduti di via Rasella significa onorare le 33 SS che sono morte in via Rasella.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi.
Aloisi (Aut) Che ci sia un tentativo distorto di riscrivere quella che è stata la lunga lotta di resistenza al regime fascista, questo ormai è un fatto chiaro. Che specialmente questo tipo di ragionamento per scopi e finalità ben precise sia anche partito da una parte della Sinistra, questo lo si può anche comprendere...
(... Interruzione del Consigliere Chiarello, fuori microfono...)
... Consigliere Chiarello, lei non è che può leggere solamente Liberazione e poi venirci qua a propinare; io mi sto sforzando di fare una valutazione storica. Alcuni esponenti - e anche autorevoli - del Parlamento italiano in questi ultimi anni hanno cominciato a vedere la lotta di resistenza sotto un'altra ottica, a torto, perché se ci dobbiamo inchinare alle idealità e a chi per certi aspetti anche dall'altra parte ha pagato un prezzo per un qualcosa e verso qualcosa in cui credeva, questo non può mettere in second'ordine la lunga lotta di resistenza che il popolo italiano ha sostenuto in Italia.
E non è stata una lotta di resistenza che può essere riscritta così perché abbiamo trovato l'equilibrio o perché abbiamo trovato qualche altra cosa; tanto di cappello, merito e rispetto, però il fatto che sia stato pagato un elevato prezzo di sangue questo non bisogna dimenticarlo. Anche perché a riscrivere la storia e a non riscriverla in modo oggettivo si rischia non solo di dare interpretazioni, ma anche di risvegliare malesseri e malumori.
Credo che sancire il concetto che la lotta di resistenza sia stato uno degli aspetti positivi in questo Stato sia un fatto che non va a disconoscimento di nessuno, come credo anche che il popolo italiano all'epoca e in quell'occasione si dimostrò un popolo di alta civiltà. Non bisogna infatti dimenticare che alla caduta del fascismo ci fu uno dei provvedimenti più salienti della Repubblica, quello dell'amnistia. Poi peraltro tutti i crimini, tutte le azioni che hanno offeso la dignità dell'uomo vanno comunque perseguite e perseguitate, però riscrivere la storia confondendo questa parte gloriosa della Repubblica italiana questo credo che non faccia onore a nessuno. Personalmente voterò questa mozione.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) C'est pour exprimer mon adhésion à cette motion, au-delà de ses contenus et des affirmations, sur lesquelles on pourrait exprimer quelques réserves, mais surtout pour la signification que la motion revêt et donc quant à sa valeur politique.
En effet, il est nécessaire - surtout après toutes ces années - de rappeler ces événements, qui ont donné naissance à la République italienne, mais également au Statut spécial d'autonomie, et donc également à nos institutions valdôtaines.
Il est important de ne pas oublier et de ne pas non plus accepter que l'on veuille - je ne dis pas se confronter sur ces événements -, mais récrire l'histoire de ces années, surtout parce qu'il est important de réaffirmer encore aujourd'hui la validité de certains principes et de certaines valeurs qui étaient à la base de l'action des maquisards et de la lutte de libération: ces valeurs de liberté, de démocratie et de paix qui ont encore aujourd'hui une signification universelle.
Si cela est vrai d'un point de vue général, je crois qu'il est d'autant plus vrai pour la Vallée d'Aoste: nous ne pouvons ni ne voulons oublier les événements qui, pendant vingt ans, ont vu cette Communauté subir lourdement les actions d'un régime, qui a voulu à tout prix nier l'identité de cette Communauté et qui a tout fait pour l'effacer non seulement de la carte géographique et politique, mais également de l'histoire du Pays. C'est pour toutes ces raisons que j'exprime un avis positif et déclare que je voterai pour la motion présentée par Monsieur Chiarello.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) Posso essere criticato per le mie posizioni, ma è difficile che possa esserlo per la mia coerenza, quindi mi sento di affermare che non ho nessun interesse politico in questa vicenda.
In questa mozione ci credo perché ho certi principi; non vorrei che fosse tirato fuori che sono uguali i 20 SS morti in via Rasella ai partigiani che sono morti lì: secondo me gli scopi, gli obiettivi erano diversi. Questa è la differenza fra quello che ho detto io e quello che dice Tibaldi.
Presidente Collega Chiarello, nel secondo paragrafo manca la parola "autonomia", oppure mettiamo "indipendenza"; poi mettiamo "Considerando" invece che "Considerato". Pertanto si propone di modificare il secondo paragrafo nel modo seguente:
Emendamento "Considerando che deve essere sempre salvaguardato il principio legittimo e costituzionale dell'indipendenza della magistratura e, di conseguenza, non entrando nel merito della vicenda giudiziaria;"
Presidente Pongo in votazione la mozione nel testo così modificato:
Mozione Vista la decisione di respingere la richiesta di archiviazione dell'attentato avvenuto a Roma in via Rasella del 23 marzo 1944;
Considerando che deve essere sempre salvaguardato il principio legittimo e costituzionale dell'indipendenza della magistratura e, di conseguenza, non entrando nel merito della vicenda giudiziaria;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Visto che l'articolo 52 della Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla Lotta Partigiana contro l'oppressione fascista e l'invasore nazista, recita che è sacro dovere di ogni cittadino difendere il suolo della patria;
Considerato che la Corte di Cassazione il 9 maggio 1957 ha sancito che l'attentato, attuato dai partigiani dei GAP "fu un atto legittimo di guerra, e, come tale riferibile allo Stato e non ai singoli autori di esso, nessun sindacato da parte dell'autorità giudiziaria è ammissibile sull'atto medesimo";
Ricordato che il Corpo Volontari della Libertà (di cui i GAP erano parte integrante) è stato riconosciuto come Corpo Militare organizzato e inquadrato nelle Forze Armate dello Stato Italiano (e per questo la bandiera del CVL è custodita assieme alle altre bandiere di combattimento nel Museo Storico);
Rinnova la gratitudine e la piena solidarietà
a tutte le partigiane ed i partigiani del Corpo Volontario della Libertà - di cui i GAP erano parte integrante - perché la Lotta di Liberazione, attraverso la Resistenza, ha rappresentato l'apice della lotta unitaria di tutto un popolo che ci ha permesso di essere donne e uomini liberi.
Presenti: 30
Votanti e favorevoli: 29
Astenuti: 1 (Tibaldi)
Il Consiglio approva
