Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2720 du 24 juillet 1997 - Resoconto

SEDUTA POMERIDIANA DEL 24 LUGLIO 1997

OGGETTO N. 2720/X Impegno per una modifica delle disposizioni in materia di previdenza agricola onde tutelare i territori di montagna. (Ritiro di mozione - Approvazione di risoluzione)

Mozione Visto il decreto legislativo n. 146 del 16 aprile 1997 pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 1997 recante "attuazione della delega conferita dall'articolo 2, comma 24, della legge 8 settembre 1995 n. 335 in materia di previdenza agricola";

Appreso che tale decreto legislativo, già in vigore, prevede che il complesso delle agevolazioni di cui al comma 27 dell'articolo 11 della legge 24 dicembre 1993 n. 537 dall'1 gennaio 1998 siano ridistribuite in base ad una nuova classificazione delle "zone svantaggiate";

Sottolineato che la Valle d'Aosta è sempre stata considerata "zona di montagna" permettendo ai coltivatori diretti valdostani di versare contributi previdenziali agevolati, e che oggi invece lo Stato intende diversificare le quote solo fra zone svantaggiate e non, facendo quindi letteralmente sparire il concetto di "montagna";

Appreso che sia la nuova classificazione delle "zone svantaggiate" sia le misure delle agevolazioni privilegiate saranno determinate dal CIPE, su proposta del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, d'intesa con il Comitato Permanente delle Politiche Agroalimentari e Forestali di concerto con i Ministri del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Tesoro, sentite le organizzazioni sindacali di categoria - il tutto sulla base dei criteri di individuazione delle zone interessate dalla realizzazione degli obbiettivi 1 e 5/B del regolamento CEE n. 2081 del 20 luglio 1993;

Tenuto conto che i comuni della Valle d'Aosta inclusi tra le zone interessate dalla realizzazione dell'obbiettivo 5/B per il periodo 1994/99 sono solo 22 su 74;

Tenuto conto che la situazione venutasi a creare determinerà un importante aggravio contributivo alle nostre piccole aziende agricole, pari a circa 3 miliardi annui, e che le future interpretazioni di queste nuove norme potrebbero ripercuotersi, nel prossimo futuro, anche sul regime del personale assunto, sul regime dell'ICI eccetera;

Considerato che se queste modifiche sulla previdenza agricola dovessero essere pienamente attuate dallo Stato, in Valle d'Aosta si verificherebbe un elevato numero di cessazioni di attività per un settore che già conosce, purtroppo, un progressivo abbandono e che stenta ad attirare i giovani;

Ribadita l'enorme importanza, per tutta la comunità valdostana, del mantenimento dell'attività agricola;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale ed invita i Parlamentari valdostani:

- a farsi promotori di un'azione forte e tempestiva nei confronti del Governo nazionale, volta a modificare le attuali nuove disposizioni in materia di "prevenzione agricola" onde tutelare i territori di montagna.

F.to Viérin Marco - Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Il sottoscritto e il Consigliere Lanièce hanno presentato questa mozione al Consiglio proprio perché il tema che affronta è un fatto estremamente importante per la nostra agricoltura di montagna, è un fatto che si evolverà a partire da questo mese di luglio fino al mese di gennaio del prossimo anno e quindi ritengo per dovuta chiarezza di dare ai colleghi una giusta anche se breve illustrazione di quello che potrebbe succedere.

Fino a ieri era la Commissione censuaria centrale in base alla legge 657 del 30 luglio 1957 a determinare e a definire la contribuzione dovuta ai fini previdenziali dai coltivatori diretti; oggi il Governo con il D. Lgs. 146 del 16 aprile 1997 ha dato attuazione all'articolo 2, comma 24, della legge-delega n. 335 dell'8 agosto 1995 in materia di previdenza agricola, dopo che questa proposta di decreto ha acquisito nel marzo di quest'anno i pareri favorevoli della Commissione permanente della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed è diventato legge quindi, ad oggi viviamo questa situazione.

Materialmente cosa significa questa nuova impostazione? Ebbene, questa nuova impostazione ha determinato la riformulazione delle fasce di reddito con decorrenza 1° luglio 1997, prevista dall'articolo 1 del decreto 146 e la riclassificazione delle zone svantaggiate dall'1 gennaio 1998, così come riportata all'articolo 2. Le nuove fasce di reddito diventeranno più onerose per i coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori a titolo principale; è stata quindi modificata la tabella D) allegata alla legge 233 dell'8 agosto 1990. Questo significa in termini economici un aggravio contributivo da parte delle aziende valdostane di circa 3,5 miliardi all'anno perché circa il 60-70 percento delle aziende valdostane passeranno dalla prima alla seconda fascia.

Se su questa prima modifica le organizzazioni nazionali hanno dato il loro assenso perché vogliono partecipare, anche come associazioni degli agricoltori e come coltivatori diretti, al riassestamento finanziario dei conti pubblici, quindi nei confronti della modifica delle tabelle c'è un accoglimento di comune accordo fra le organizzazioni sindacali e il Governo, diverso è l'atteggiamento per l'articolo 2 che prevede la nuova classificazione delle zone svantaggiate e comporta la modifica del complesso delle agevolazioni di cui al comma 27, articolo 1, della legge 24 dicembre 1993, n. 537.

Quindi la nuova classificazione e le nuove misure delle agevolazioni sono determinate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, meglio conosciuto come CIPE, su proposta del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, d'intesa con il Comitato permanente delle politiche agroalimentari e forestali, sentite le organizzazioni sindacali, e ripeto: solo "sentite", come al solito. La legge definisce i criteri e questa è la nota dolente, cioè la legge stabilisce che sarà il CIPE con il Ministero e tutte le altre organizzazioni a determinare quali saranno le nuove zone svantaggiate, ma definisce i criteri, che sono di due tipi. Vi è un primo criterio, che nella legge viene indicato come criterio A - per correttezza riprendo la terminologia del decreto -, che riguarda le zone interessate dalla realizzazione dell'obiettivo 1 del regolamento CEE 2081 del 20 luglio 1993. Per maggior chiarezza nei confronti dei colleghi, l'applicazione di questo criterio comporta che oggi nessun comune valdostano rientra nell'obiettivo 1 perché dovrebbe avere un ribasso della media del PIL europeo inferiore al 75 percento.

Il secondo criterio, definito criterio B, si riferisce alle zone di cui alla lettera a), cioè le zone comprese nell'obiettivo 1, svantaggiate in relazione alle condizioni socio-economiche e fisico-ambientali, fra cui quelle previste ai fini dell'obiettivo 5B del regolamento CEE del 20 luglio 1993, e stabilisce che in tale ambito viene attribuito, anche ai fini della misura dell'agevolazione, particolare rilievo al parametro altimetrico. Questo punto B significa che come Valle d'Aosta ad oggi abbiamo la certezza di vedere rimanere come zone svantaggiate, come territori di montagna, 22 comuni su 74, cioè quei comuni che sono oggi inseriti nell'obiettivo 5B, però se questo avvenisse tout court, se cioè rimanessero solo i 22 comuni, avremmo un ulteriore aggravio di circa 3,5 miliardi per l'agricoltura valdostana all'anno.

Avremmo poi altri tre problemi che potrebbero ripercuotersi perché sappiamo bene che se l'INPS segue quest'indirizzo anche per altri argomenti tipo l'ICI, dal quale oggi i terreni agricoli sono esenti, ma un altro argomento potrebbe essere la legge della montagna, la 97/94, dove oggi il coltivatore diretto può anche esercitare a part-time oppure a periodo stagionale un altro lavoro pur mantenendo la qualifica di coltivatore diretto, questo potrebbe non più succedere da qui a qualche anno.

Potrebbe sorgere il problema sulle previdenze dei dipendenti delle aziende agricole, che oggi per le zone svantaggiate hanno un ribasso di circa il 10-15 percento. È anche vero che a questo proposito si può obiettare che la Regione oggi con la legge regionale può rimborsare questi contributi, ma io dico che sono sempre soldi dei Valdostani e che si tratterebbe sempre di un maggiore onere per la nostra Comunità.

E quindi nel futuro, come dicevo, si potrebbero avere anche delle ripercussioni su questi ulteriori tre problemi.

Posso capire che i comuni accolti nelle zone svantaggiate anziché 22 potrebbero essere 35-40 perché c'è un passaggio nel comma b) dove viene conferito particolare rilievo al parametro altimetrico, però sappiamo bene che quando sarà il CIPE con il Ministero a decidere quali saranno le zone svantaggiate o meno, avendo già fissato il D.Lgs. 146 i criteri, grandi spazi di manovra non ci saranno. Quest'aspetto viene ribadito in modo esplicito anche dal Sole 24Ore, nella Guida normativa sulle nuove regole dei contributi agricoli.

È un dubbio che parlando poc'anzi con l'Assessore Vallet ci eravamo scambiati, però è un dubbio che è sempre più incombente sull'agricoltura valdostana. Se prendiamo a riferimento la Guida normativa del Sole 24ore, ovvero il parere degli esperti del settore, si legge che in merito alla rideterminazione delle zone svantaggiate l'articolo 2 supera il riferimento a vari criteri, fra i quali l'ubicazione in zone montane, quindi supera il criterio di definire zone svantaggiate a seconda che siano o meno zone di montagna.

E ancora: la nuova classificazione si basa ora sui regolamenti CEE, in particolare l'obiettivo 1 e l'obiettivo 5B, e definisce zone interessate dall'obiettivo 1 quelle con il PIL inferiore al 75 percento della media comunitaria e noi non abbiamo nessun comune con questa caratteristica inoltre, zone svantaggiate in relazione alle condizioni socio-economiche e fisico-ambientali, fra cui quelle previste dall'obiettivo 5B perché in quest'obiettivo possono rientrare quei comuni che hanno condizioni socio-economiche e fisico-ambientali in situazioni critiche, a basso livello di reddito agricolo e a scarsa densità di popolazione e/o a tendenza allo spopolamento e sono quei 22 comuni che abbiamo già oggi inseriti nel 5B.

Qui c'è il passaggio importante: non si dice "nello stabilire se quel comune può essere agevolato o meno", ma "nello stabilire la misura dell'agevolazione per tali aziende può essere dato un rilievo anche al parametro altimetrico", cioè nella misura di agevolare i 22 comuni che oggi abbiamo nell'obiettivo 5B. E ancora: in sede di prima attuazione della nuova classificazione gli effetti positivi o negativi rispetto alla situazione precedente potranno essere graduati e questa è la ciliegina sulla torta con cui si mettono le mani avanti.

Sicuramente ci saranno situazioni che verranno penalizzate, che avranno dei riflessi negativi, quindi si mettono le mani avanti dicendo che in sede di prima attuazione della nuova classificazione gli effetti positivi o negativi rispetto alla situazione precedente potranno essere graduati.

Ora, questo voler mettere le mani avanti mi preoccupa maggiormente ed ecco perché, vista la situazione della nostra agricoltura, vista la situazione e l'importanza che la stessa riveste per quello che riguarda l'ambiente e il turismo e considerato anche il perdurare dell'abbandono dei giovani dell'attività agricola, riteniamo che sia importante dare un giusto mandato alla Giunta di intervenire presso tutti gli organi competenti e allo stesso tempo invitare i Parlamentari a farsi promotori di un'azione forte e tempestiva nei confronti del Governo nazionale volta a modificare le attuali nuove disposizioni in materia di previdenza agricola onde tutelare i territori di montagna.

In merito vorrei sentire l'Assessore dopodiché mi riservo di reintervenire.

Si dà atto che, dalle 17,01, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) Ringrazio i Consiglieri Viérin e Lanièce per aver voluto portare all'attenzione di questo Consiglio un problema che è molto delicato e che sicuramente esiste, ma esiste in termini di rischio potenziale, nel senso che, senza nulla togliere agli espertissimi del Sole 24Ore, se l'italiano è ancora italiano, l'interpretazione che si può dare alla lettura dell'articolo 2 non è così tassativa come parrebbe voler fare intendere il Consigliere Viérin. È vero che la formulazione dell'articolo 2 non fa riferimento esplicito alle zone di montagna, è vero che cita le zone dell'obiettivo 1, è vero che cita le zone dell'obiettivo 5B, ma questo non implica automaticamente che si debbano escludere da queste zone quelle di montagna.

Questo decreto legislativo prevede che le zone svantaggiate debbano essere riclassificate; è un'esigenza dovuta al fatto che nel nostro Paese, nel momento in cui ci sono da trarre vantaggi e benefici da una classificazione, la maggior parte delle regioni e del territorio italiano cercano di essere classificati in queste zone e quindi è parsa abbastanza evidente a tutti l'esigenza di riclassificare queste zone.

Il concetto di zona svantaggiata però di per sé non esclude assolutamente il concetto di zona di montagna. La direttiva 75/268, che non è mai stata rivista ed è ancora la norma dell'Unione europea per quanto riguarda la definizione delle aree svantaggiate, all'articolo 3, comma 1, recita testualmente: "Le zone agricole svantaggiate comprendono zone di montagna" e poi al comma 3 definisce quali sono i criteri e i parametri che consentono di classificare le zone montane.

In conclusione, è chiaro che se qui ci fosse stato un riferimento esplicito alle zone di montagna tutti saremmo stati più tranquilli; con questa formulazione dell'articolo 2 è lecito che le associazioni professionali si preoccupino, si rendano sensibili al problema e rispetto a questo il Presidente della Giunta, l'Assessore, i Parlamentari sono stati messi in allerta da una comunicazione dell'Associazione agricoltori della Valle d'Aosta. È evidente che questa formulazione desta dei problemi e potrebbe creare dei problemi e sono i problemi che ha ben illustrato il Consigliere Viérin.

Cosa si tratta di fare a questo punto? Si tratta di seguire bene l'iter di formazione di questa nuova classificazione che il decreto prevede venga proposta dal nuovo Ministero per la produzione agricola. Questa proposta dovrà essere concordata con il Comitato permanente che nella nuova formulazione del Ministero non esiste più, quindi suppongo che andrà concordata in sede di Conferenza Stato-regioni, che pare essere l'organo che sostituirà il Comitato ed è in quella sede che nella redazione di questa nuova classificazione dovremo intervenire e rispetto alla quale è necessario stare particolarmente attenti.

Nel frattempo abbiamo preso contatti con l'Assessore all'agricoltura della Provincia autonoma di Bolzano, dove il problema è tale e quale il nostro; insieme a lui sto concertando un'iniziativa che dovrebbe essere epistolare rispetto al Ministero dell'agricoltura per preavvertire che siamo in allerta rispetto a questa situazione.

L'Onorevole Caveri e il Presidente della Giunta saranno ricevuti domani dal Presidente del Consiglio dei ministri, Prodi, e a lui verrà esternato questo problema e a lui verrà chiesto un impegno per definire nel senso che tutti auspichiamo la questione.

Quindi da parte della Giunta regionale c'è la massima attenzione rispetto a questo problema, c'è il mio personale impegno a seguire nel dettaglio e con la dovuta attenzione la situazione, e sulla base di quest'impegno - che peraltro è quello richiesto nella mozione - chiedo ai sottoscrittori di ritirare la mozione se lo ritengono opportuno, altrimenti credo che chiederò alla maggioranza di volersi astenere sulla mozione.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Oggi sono molto dispiaciuto per due fatti: uno, che mi sembra abbia già anticipato prima il collega Aloisi, è quello che qui tutti ci riempiamo la bocca di territorio quando parliamo di problemi seri, di quei problemi che andremo a toccare nei prossimi mesi quando affronteremo il discorso del territorio di montagna e oggi invece vedo che nessuno è troppo interessato a questo fenomeno. Lo dico in maniera molto sincera perché mi dispiace molto.

Il secondo fatto è che in questo Consiglio abbiamo votato documenti che servivano solo per mettere un po' di carta su argomenti che non c'entravano niente con il discorso della Valle d'Aosta, per dire: il Consiglio regionale ha dato mandato per far fronte ad a, b, c, quindi ora possiamo andare a Roma e cantargliene quattro.

Ci sentiamo dire dall'Assessore che ha in programma un incontro con Prodi, quindi è consapevole che il problema è grave; ho sentito come lui i Parlamentari, che mi hanno riferito correttamente che è un problema grave, non è un problema di acqua tiepida o semi-tiepida.

Qui sento dire che domani si ha appuntamento con Prodi per cui si presenta l'opportunità di andare con un documento spero votato all'unanimità dal Consiglio per affermare che in Valle d'Aosta abbiamo questa necessità e per fare alcune considerazioni serie sull'argomento e questo, ripeto, a nome di tutto il Consiglio e non della maggioranza o della minoranza o di Caveri o dell'Assessore o della Giunta. Invece non vogliamo utilizzare quest'opportunità quando in passato l'abbiamo fatto per delle cavolate.

Questo fatto mi dispiace tantissimo Assessore perché, se qui è solamente importante dire che non viene votata la mozione perché è presentata da due poli della minoranza perché dà fastidio alla maggioranza votare una proposta che viene dai banchi dell'opposizione, vuol dire che continuiamo a perseverare nella linea del passato e cioè che quando ci sono degli argomenti che scottano ci si nasconde dietro l'astensione. Questo mi dà enormemente fastidio e non solo a me, dà fastidio sicuramente agli addetti al settore, in questo caso gli agricoltori, che indirettamente coinvolgono anche nella loro attività il turismo e l'ambiente.

Chiedo con forza soprattutto all'Assessore di ripensare alla sua dichiarazione di volersi astenere visto che va domani ad un appuntamento con Prodi al quale potrebbe presentarsi con un documento votato da tutto il Consiglio in cui si esprime preoccupazione su questo fatto.

L'Assessore ha cercato di arrampicarsi sui vetri perché, quando mi dice che senza nulla togliere agli esperti del Sole 24Ore lui dà un'altra interpretazione, io dico che questi Signori masticano tutti i giorni di previdenza e se hanno scritto nero su bianco vuol dire che il problema esiste. È chiaro che questi non hanno preso le parcelle della Regione da mezzo miliardo per dare una consulenza, questi hanno scritto indirizzandosi a tutti gli Italiani.

Sono disposto anche a modificare eventualmente il contenuto della mozione, Assessore, mi interessa il risultato per l'agricoltura valdostana, ma dobbiamo approvare un documento in modo che lei vada a Roma con un documento votato dal Consiglio. Proprio per questi fatti che sono gravi anche da un punto di vista istituzionale, non ritiriamo la mozione perché su quest'aspetto vogliamo andare fino in fondo.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) I Consiglieri Viérin e Lanièce hanno scelto uno strumento che è a loro disposizione che non è lo strumento che avrebbero dovuto scegliere se l'obiettivo fosse stato quello - su cui potrei anche concordare - di elaborare un documento del Consiglio regionale per esporre il problema e quindi richiamare l'attenzione degli organismi competenti su questo problema.

È così, Consigliere Viérin, perché la mozione impegna la Giunta regionale allora, nel momento in cui le vengo a dire che non solo conosco il problema ma sono sensibile al problema, condivido le sue preoccupazioni e mi impegno di fronte al Consiglio a farmi carico del problema, le chiedo di ritirare la mozione.

Se invece questo Consiglio ritiene che sia opportuno fornire al Presidente della Giunta e all'Onorevole Caveri, che domani incontreranno il Presidente del Consiglio, un documento votato magari all'unanimità dal Consiglio, chiedo di sospendere per due minuti il Consiglio per stendere il testo di una risoluzione e quella facciamo votare al Consiglio, non la sua mozione che mi chiede un impegno che io ho garantito.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Ho già detto che sono disponibile a modificare il testo del documento perché mi interessa il risultato, mi sembra di averlo detto a chiare lettere nel mio intervento. Volevo solo ricordare all'Assessore Vallet, non è per polemica, che tante volte risoluzioni o mozioni presentate dalla Giunta o dalla maggioranza all'ultimo momento sono state votate da questo Consiglio tranquillamente.

Le ribadisco che su quest'argomento sono comunque disponibile a trovare un'intesa perché mi interessa il risultato.

Presidente Sulla base delle dichiarazioni dell'Assessore Vallet, recepito quanto ha detto testé il Consigliere Viérin, sospendiamo per cinque minuti il Consiglio.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,17 alle ore 17,54.

Président Les travaux reprennent. La parole à l'Assesseur à l'agriculture et ressources naturelles, Vallet.

Vallet (UV) La sospensione è stata fruttuosa nel senso che si è concordato di sostituire la mozione con la risoluzione, che credo sia in distribuzione, nella quale - mi auguro all'unanimità - il Consiglio regionale della Valle d'Aosta chiede al Governo italiano di modificare quanto previsto dal D. Lgs. 146 relativo alla previdenza agricola, inserendo in modo esplicito le zone di montagna, così come definite dalla direttiva CEE 75/268, fra le zone svantaggiate.

Président La parole au Vice-Président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Sono contento di quest'accordo perché chi ne guadagna sono solo i nostri agricoltori, quindi spero che questo porti qualcosa di concreto. Ringrazio l'Assessore Vallet per la disponibilità dimostrata.

Presidente Un passo indietro per far fare un passo in avanti alla Valle d'Aosta.

Allora viene ritirata la mozione presentata dal Vicepresidente Viérin Marco e viene posta in votazione la risoluzione concordata, di cui do lettura:

Risoluzione Visto il decreto legislativo n. 146 del 16 aprile 1997 pubblicato dalla gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 1997 recante "attuazione della delega conferita dall'articolo 2, comma 24, della legge 8 settembre 1995 n. 335 in materia di previdenza agricola";

Verificato che tale decreto legislativo, già in vigore, prevede che il complesso delle agevolazioni di cui al comma 27 dell'articolo 11 della legge 24 dicembre 1993 n. 537 dall'1 gennaio 1998 siano ridistribuite in base ad una nuova classificazione delle "zone svantaggiate";

Considerato che la formulazione dell'articolo 2 del D.L. 146 del 16 aprile 1997 non fa riferimento esplicito alle "zone di montagna";

Constatato che sia la nuova classificazione delle "zone svantaggiate" sia le misure delle agevolazioni saranno determinate dal CIPE, su proposta del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, d'intesa con il Comitato Permanente delle Politiche Agroalimentari e Forestali di concerto con i Ministri del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Tesoro, sentite le organizzazioni sindacali di categoria;

Considerato che allo stato attuale non tutti i comuni situati in zone di montagna rientrano nei territori individuati negli Ob. 1 e Ob. 5b del REG (CEE) 2081 del 20 luglio 1993 anche se hanno caratteristiche fisico ambientali e altimetriche che creano notevoli limitazioni alle possibilità di utilizzazione delle terre e un notevole aumento dei costi di produzione;

Considerato che se queste modifiche sulla previdenza agricola dovessero essere pienamente attuate dallo Stato, in Valle d'Aosta si verificherebbe un elevato numero di cessazioni di attività per un settore che già conosce, purtroppo, un progressivo abbandono e che stenta ad attirare i giovani;

Ribadita l'enorme importanza per tutta la comunità valdostana, del mantenimento dell'attività agricola anche in relazione alla salvaguardia del territorio;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Chiede

al Governo italiano di modificare quanto previsto dal DL 146 del 16 aprile 1997 relativo alla previdenza agricola, inserendo in modo esplicito le zone di montagna così come definite dalla direttiva CEE 75/268, tra le zone svantaggiate.

F.to: Vallet - Lanièce - Viérin Marco

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

Président Avec cette votation les travaux de ce Conseil sont terminés. Le Conseil est convoqué pour mercredi, 9h30.

La seduta è tolta.