Objet du Conseil n. 2341 du 18 décembre 1996 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 18 DICEMBRE 1996
OGGETTO N. 2341/X Approvazione del piano di riparto dei finanziamenti da assegnare agli enti gestori per l'anno 1997, in applicazione della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93 ("Testo Unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziani ed inabili"). Direttive applicative.
Deliberazione Il Consiglio
Richiamate le leggi regionali 15 dicembre 1982, n. 93 ("Testo unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili") e 26 maggio 1993, n. 46 ("Norme in materia di finanza degli Enti Locali e delle Comunità montane") in base alle quali la Regione promuove interventi a favore delle persone anziane ed inabili mediante l'assegnazione agli Enti Locali di finanziamenti per l'istituzione, il potenziamento e la gestione dei servizi precisati nelle leggi medesime;
Considerato che sono stati inviati dagli Enti Locali programmi per l'istituzione, il potenziamento e/o la gestione di servizi per l'anno 1997;
Ravvisata la necessità, in applicazione dell'articolo 20 della legge regionale n. 93/82, di adottare il piano annuale di riparto dei contributi regionali per il predetto anno;
Considerato che il competente Servizio dell'Assessorato della Sanità ed Assistenza Sociale ha provveduto alla predisposizione dei relativi atti e ha sentito l'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta e la Consulta regionale delle organizzazioni sindacali dei Pensionati;
Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Dirigente del Servizio Affari Generali, Assistenza e Servizi Sociali dell'Assessorato della Sanità e Assistenza sociale, ai sensi dell'articolo 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive modificazioni, e del combinato disposto degli articoli 13 - comma 1 - lett. e) e 59 - comma 2 - della legge regionale n. 45/1995, sulla presente deliberazione;
Delibera
1) di approvare, per l'anno 1997, il piano di riparto dei finanziamenti regionali, in applicazione delle leggi regionali 15 dicembre 1982, n. 93 e 26 maggio 1993, n. 46, come dagli allegati A), B), C), D) e E) che formano parte integrante della presente deliberazione;
2) di dare atto che la spesa complessiva di Lire 33.000.000.000 (trentatremiliardi) dovrà essere imputata sul Capitolo del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1997 corrispondente al Capitolo 58400 "Contributi agli Enti Locali nelle spese di gestione di servizi sociali a favore delle persone anziane ed inabili" del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1996;
3) di stabilire che nei limiti dei finanziamenti assegnati gli Enti gestori devono provvedere prioritariamente al pagamento al personale delle competenze, anche arretrate, e degli adeguamenti contrattuali dovuti, nonché delle spese per le sostituzioni nei casi previsti dalla normativa vigente e degli straordinari e di altre eventuali competenze da riconoscere per la partecipazione a iniziative formative;
4) di stabilire che gli Enti devono applicare le direttive di cui alla presente deliberazione e ai relativi allegati B), C) e D) per quanto concerne le modalità per l'utilizzazione dei fondi assegnati con il piano di riparto dei finanziamenti, per le modalità operative e per le tabelle di contribuzione;
5) di stabilire che agli impegni e alle liquidazioni dei finanziamenti assegnati agli Enti si provveda con successivi provvedimenti dirigenziali;
6) di sottoporre la presente deliberazione al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8, lettere b, e, h del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320.
Allegati
(...omissis...)
Presidente É aperta la discussione generale.
Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz per dichiarazione di voto.
Marguerettaz (PpVA) Questo, così come tutti quegli altri provvedimenti dell'amministrazione che, a fronte di un servizio indubbiamente valido che viene offerto ai cittadini, prevedono una contribuzione da parte degli stessi, a nostro avviso avrebbe bisogno di una riflessione sulle modalità con cui queste contribuzioni vengono richieste.
Abbiamo già avuto in passato occasione di proporre al Consiglio una riflessione in questo senso, riflessione che finora non è mai avvenuta. Ricordo quando discutemmo in quest'aula delle famose rette degli asili nido, a carico appunto dei genitori dei bambini.
Qui chiediamo, com'è giusto, una contribuzione da parte dei familiari degli anziani ricoverati presso le microcomunità, e a noi non pare - visto che di questi tempi uno degli argomenti più dibattuti è quello della equità (anche a livello governativo si parla di equità per la manovra fiscale e tributaria che sarà presto in vigore) - che quando andiamo a chiedere queste contribuzioni agli utenti o ai familiari degli utenti come in questo caso si possa parlare di equità. Spesso l'equità viene confusa con costi accessibili, in realtà sono due cose diverse. É chiaro che sui costi accessibili di un servizio ci troviamo tutti d'accordo; parlare di equità invece significa valutare se i costi sono proporzionalmente accessibili per tutti. E noi su questo, di fronte a questo atto, non ci ritroviamo; perché?
Perché guardando l'allegato D, che è quello che prevede le contribuzioni a carico dei familiari, vediamo che nonostante uno sforzo di equità, un tentativo comunque non sufficientemente riuscito di andare a differenziare i redditi da una parte e all'interno degli stessi una ulteriore differenziazione fra i nuclei familiari che hanno una abitazione in proprietà e quelli che hanno una abitazione in affitto, penalizzando i primi (e questo può essere un criterio da seguire perché i primi non hanno le spese di affitto, anche se - sempre vista l'equa manovra tributaria - ci sarebbe anche da fare una riflessione in questo senso, con tutte le varie tasse che stanno arrivando sulla casa), non si raggiunge l'obiettivo.
Veniamo infatti a scoprire che per qualsiasi fascia, ad esempio la prima che prevede una contribuzione pari al 5 percento dei redditi, vengono messi sullo stesso piano nuclei familiari composti da una sola persona, che pagano questo 5 percento fino a 20 milioni di reddito, se il nucleo è di due persone, quindi a parità di contribuzione sempre il 5 percento, la fascia di reddito è di 26 milioni e se il nucleo è di tre, la fascia di reddito è di 27 milioni. Qui proponiamo ancora una volta alla Giunta e al Consiglio la seguente riflessione: una persona da sola con un reddito di 20 milioni vive sicuramente più decorosamente rispetto ad un nucleo familiare dove ci sono tre persone con un reddito di 27 milioni. Ecco dove sta l'inghippo della non equità, pur riconoscendo che questo è un servizio con costi accessibili: quindi costi accessibili ma non equi.
Sono queste le motivazioni che ci inducono ad astenerci sul provvedimento.
Presidente Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione il piano di riparti dei finanziamenti con gli emendamenti allegati:
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 24
Astenuti: 4 ( Lanièce, Linty, Marguerettaz e Tibaldi)
Il Consiglio approva
