Objet du Conseil n. 957 du 19 octobre 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 957/X - Disegno di legge: "Concessione di contributi regionali a favore dell'Associazione tra gli intermediari creditizi e finanziari valdostani (Assocredito valdostana)".
Articolo 1 - (Finalità)
1. Per sostenere la costituzione e lo sviluppo dell'Associazione tra gli intermediari creditizi e finanziari valdostani (Assocredito valdostana), strumento atto a favorire il coordinamento delle attività e la ricerca di strategie comuni tra gli intermediari creditizi e finanziari di emanazione regionale, nell'interesse generale della crescita dell'economia valdostana e del miglioramento dei servizi per gli operatori locali, la Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo a sostegno dell'avviamento delle attività dell'associazione per gli anni 1994, 1995 e 1996.
Articolo 2 - (Entità del contributo)
1. Il contributo e previsto nella misura massima di lire 100 milioni per il 1994 e di lire 200 milioni annui per gli anni 1995 e 1996.
Articolo 3 - (Condizioni)
1. L'erogazione dei contributi, che non potrà m ogni caso superare la quota del cinquanta per cento delle entrate annue dell'associazione, è subordinata alle seguenti condizioni:
a) esistenza e funzionalità degli organi previsti dallo statuto;
b) assenza di fini di lucro;
c) presentazione dei bilanci;
d) svolgimento effettivo di attività di coordinamento, di promozione e di assistenza tecnica degli associati, nonché di funzioni di collegamento tra gli associati e la Regione autonoma e gli altri enti territoriali locali.
Articolo 4 - (Modalità)
1. L'Assessore regionale al bilancio e alle finanze, previa istruttoria della Direzione generale delle finanze, propone alla Giunta regionale la concessione dei contributi entro sessanta giorni dalla presentazione da parte dell'Assocredito valdostana del programma di attività e del bilancio preventivo nonché, per gli anni successivi al primo, del consuntivo dell'anno precedente.
Articolo 5 - (Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dalla presente legge, ammontante a lire 500 milioni per il triennio 1994/1996, di cui lire 100 milioni per il 1994, grava sull'istituendo capitolo 35950 (Contributi a favore della Assocredito valdostana per l'avviamento e lo sviluppo della propria attività) del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci; le quote a carico dei futuri esercizi sono ripartite indicativamente nel seguente modo:
a) anno 1995: lire 200 milioni;
b) anno 1996: lire 200 milioni.
2. Alla copertura dell'onere si provvede:
a) per il 1994 mediante utilizzo, per lire 100 milioni, dello stanziamento iscritto al capitolo 69000 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 a valere sull'apposito accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio stesso (B.1.1.2.);
b) per il 1995 e il 1996 mediante utilizzo, per lire 200 milioni annui, delle risorse iscritte al capitolo 69000 del bilancio pluriennale 1994/1996 a valere sull'apposito accantonamento previsto all'allegato n. 1 al bilancio stesso (B.1.1.2.).
3. A decorrere dal 1995 le quote potranno essere rideterminate con la legge di bilancio ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta), come modificato dalla legge regionale 7 aprile 1992, n. 16.
Articolo 6 - (Variazioni di bilancio)
1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 sono apportate le seguenti variazioni, sia in termini di competenza sia di cassa:
a) in diminuzione:
cap. 69000 "Fondo globale per spese correnti"
lire 100.000.000;
b) in aumento:
programma regionale: 2.1.2.07. codificazione: 2.1.1.6.2.2.10.32.3.19. cap. 35950 (di nuova istituzione)
"Contributi a favore della Assocredito valdostana per l'avviamento e lo sviluppo della propria attività"
lire 100.000.000.
Articolo 7 - (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Presidente - Ha chiesto la parola il relatore, Consigliere Lanivi.
Lanivi (PVA) - Il disegno di legge n. 91, presentato dalla Giunta regionale in data 8 agosto 1994, recante per oggetto: "Concessione contributo regionale a favore della Associazione fra intermediari creditizi e finanziari valdostani (Assocredito valdostana)", finalizzato alla promozione e all'avvio dell'attività dell'Assocredito valdostana, prevede a favore di tale associazione un contributo di 100 milioni per il 1994 e di 200 milioni annui per il 1995 e il 1996.
L'erogazione dei contributi è subordinata alle condizioni stabilite dall'articolo 3 e l'ammontare dei contributi stessi non potrà superare in ogni caso il 50 percento delle entrate annue dell'associazione.
La nascita dell'Assocredito valdostana vuole rappresentare una risposta positiva alla volontà espressa dagli enti creditizi e finanziari valdostani e stabilire:
a) un migliore e più efficace coordinamento dell'attività;
b) forme di collaborazione per individuare strategie comuni;
c) nuove possibili sinergie;
d) collaborazioni e raccordi con l'Amministrazione regionale e con altri enti territoriali locali.
Giova ricordare che la Giunta regionale in data 21 febbraio 1994 aveva fatto propria l'indicazione fornita da un gruppo di lavoro, che la Giunta stessa, in data 10 settembre 1993, aveva incaricato su istanza degli enti creditizi e finanziari di individuare modalità di collaborazione e di sviluppo coordinato della realtà creditizia valdostana.
L'importanza della nascita dell'Assocredito valdostana è di chiara evidenza, ove si consideri che attualmente gli enti di emanazione regionale, quali la Banca Valle d'Aosta, la Aftafactor, le banche di credito cooperative di Gressan, Fénis, Nus, Marcel, Gran Paradiso, Monte Bianco, Saint-Christophe, rappresentano oltre il 50 percento dell'intero mercato creditizio regionale. Occorre inoltre considerare la presenza e l'attività delle sei Confidi, consorzi di garanzia fra gli albergatori, gli agricoltori, gli artigiani, i commercianti, gli industriali e i liberi professionisti.
Presidente - É aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Abbiamo guardato questa legge: pochi articoli che, a parte quelli che prevedono disposizioni finanziarie, esprimono in maniera molto generica quali siano le finalità di questa costituenda associazione. Pochi articoli che spiegano poco quale dovrà essere il ruolo di questo nuovo ente che oggi si vuole costituire.
Qua si dice: strumento atto a favorire il coordinamento delle attività e la ricerca di strategie comuni tra gli intermediari creditizi e finanziari di emanazione regionale, e che sono stati indicati dal relatore, ma che sono altresì indicati nella relazione di presentazione alla legge.
Dando un'occhiata un po' più approfondita, ci pare che l'attività di coordinamento di queste strategie comuni possa essere comunque effettuata da un soggetto singolo, senza che per questo sia necessario costituire un ente apposito. Abbiamo una tale ricchezza di funzionari e dipendenti, e a livello di Assessorato regionale alle finanze e bilancio, e a livello di Finaosta, che hanno le competenze necessarie per affrontare con cognizione di causa e con competenza i problemi di coordinamento che si pongono di volta in volta, che riesce difficilmente capire la creazione di questo strumento a quali finalità potrà effettivamente far fronte.
Ci pare quindi un ente inutile, che si inserisce in quella cornice di enti inutili di cui si vuole portare avanti una certa politica da un po' di tempo a questa parte, e ne abbiamo, anzi ne hanno - purtroppo ero assente dall'aula - appena iscritto uno all'ordine del giorno poco fa. Arricchisce l'apparato complesso, burocratico, quel meccanismo che si crea fra la Regione, in questo caso gli intermediari finanziari, che acuisce le complessità di gestione che già si presentano normalmente.
Si vuole costruire un regime di collaborazione organica e sviluppo delle sinergie; allora mi chiedo: è sufficiente questo ente per sinergizzare l'attività di tutti questi di intermediazione creditizia, per sinergizzare l'attività politica e di indirizzo dell'assessorato con gli stessi enti? É sufficiente, o ci vorrà un domani ancora un altro ente per coordinare questo ente intermediario e gli altri enti che ho appena citato?
Penso che non sia una versione demagogica dell'analisi che viene fatta di questa legge, assolutamente no; ci troviamo di fronte a questa superfetazione di enti inutili, che sarebbe opportuno controllare con un po' più di razionalità, anche perché questi favorevoli riscontri da parte dei soggetti interessati non mi sembrano tali. Mi sembra che ci sia una sorta di malumore anche all'interno delle Casse rurali, che in un certo senso sono obbligate a sopportare questo guinzaglio politico - almeno queste sono le indicazioni che ho assunto io con un rapido giro di telefonate ai diretti interessati - e che trovano vincolante l'istituzione di questo ente perché limita l'autonomia delle medesime Casse, le quali comunque operano già secondo indirizzi determinati.
Oltretutto questo si inserisce in quel quadro di presenza soffocante, come più volte abbiamo ricordato, della Regione in qualsiasi attività; in questo caso è pur sempre un'attività economica o un'attività che va a supporto dell'imprenditoria. E la Regione, onnipresente comunque, non so quanto possa giovare in questa fantomatica politica di coordinamento.
Oltretutto non sono assolutamente chiare le condizioni di partecipazione, che sì, verranno specificate nello statuto che verrà redatto in un momento successivo, però inevitabilmente gli associati dovranno versare una determinata quota, cioè la quota associativa per mantenere il fondo di cui si fa riferimento nell'articolo 3. Sarebbe opportuno conoscere, a livello di Consiglio, per non rimandare sempre ad un atto successivo, quali sono queste condizioni, non dico in dettaglio sulle percentuali che possono essere erogate sulle singole operazioni creditizie, però perlomeno sapere l'entità del contributo che portano gli associati a favore di queste associazioni.
Sostanzialmente non si può esprimere sulla base di una semplice lettura di questa legge, sentita la relazione del Consigliere Lanivi, letta anche la relazione di accompagnamento a questa legge, un parere favorevole, a meno che l'Assessore sia più convincente in una sua replica, se riterrà opportuno farla, per spiegare quale effettivamente può essere il ruolo di un ente di questo tipo in Valle d'Aosta.
Presidente - Se nessun altro consigliere chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore al bilancio e finanze, Lévêque.
Lévêque (Ass.tec.) - Sono perplesso da alcune affermazioni fatte da Tibaldi. Credo che darebbe dignità a questo Consiglio se le affermazioni che si fanno fossero supportate da informazioni corrette e conoscenza della realtà.
Prima di parlare delle finalità dell'associazione - a parte che mi sembrano evidenziate anche nella relazione - vorrei dire anzitutto che è una associazione; è una associazione fra parti che liberamente hanno deciso di costituirla, dopo essersi prestati in un gruppo di lavoro che ha prodotto tutta l'analisi e la documentazione necessaria a che fosse ipotizzabile l'associazione; associati che hanno discusso e prodotto uno statuto sociale, associati che hanno portato nei loro organi deliberanti la decisione di parteciparci, associati che hanno preso già parte alla costituzione dell'associazione. Quindi, o il Consigliere Tibaldi ha sbagliato numero, oppure gli hanno risposto qualcosa che non mi convince.
La finalità di un'associazione è quella di mettersi insieme per affrontare la realtà in cui si è chiamati ad operare. In questo caso, credo che non sia necessario richiamare come il settore del credito, soprattutto se affrontato localmente, abbia bisogno di trovare, da una parte, delle articolazioni territoriali particolari e, dall'altra, un loro coordinamento perché si creino quelle condizioni che consentono di superare le diseconomie che la piccola dimensione crea.
Ora, noi abbiamo una serie di operatori del credito locale, che vanno dalle Casse rurali, alla Banca della Valle d'Aosta, alla Finanziaria regionale, alla Aostafactor, alle Confidi, che per ragioni ovvie hanno vocazioni particolari e diverse, ma dimensioni molto piccole.
Con questo strumento gli associati vogliono creare una sede comune in cui affrontare i problemi che da soli non sono economicamente in grado di affrontare con la stessa efficacia.
É di interesse della Regione questo? A mio modo di vedere sì, in parte perché alcune di queste strutture sono di diretta emanazione regionale, in parte perché alcune di esse, e cito le Casse rurali in cui la Regione non è presente in quanto sono banche di credito cooperativo, hanno interesse per la Regione, in quanto strumenti che possono collegarsi con gli altri operatori del credito locale, proprio al fine di essere più incisivi.
Più incisivi rispetto a cosa? Rispetto ad una consuetudine determinata dal mercato, in cui le grandi imprese bancarie nazionali agivano nei confronti del territorio valdostano, dell'economia valdostana, dei risparmi valdostani, come agiscono grandi imprese che qui hanno dei terminali in cui raccolgono disponibilità finanziarie e non le impiegano se non in parte e le dirottano invece altrove.
Evidentemente l'associazione non ha l'ambizione di fare la concorrenza alle grandi banche, ha semplicemente la convinzione, consapevole da parte degli organi, di poter consentire agli stessi associati di meglio muoversi su un terreno in cui la concorrenza è forte ed è svolta da soggetti con le spalle ben più larghe dei singoli istituti locali.
Con questo credo di rispondere alla seconda domanda posta da Tibaldi, sul perché il coordinamento non lo fanno gli uffici; gli uffici della Regione possono coordinare tutta la raccolta di informazioni, i conseguenti atti amministrativi perché la Regione possa fare una sua politica nei confronti del mondo del credito, e locale e non, operante in Valle, ma la Regione non può dedicare i propri uffici per far coordinare fra di loro dei soggetti terzi rispetto all'Amministrazione.
Ecco che le finalità di questa associazione sono duplici: da un lato, interne agli associati, quindi trovare le sinergie di mercato, trovare le sinergie di prodotto, trovare un coordinamento nelle politiche dei tassi, trovare un coordinamento nel modo di operare sul territorio in modo che non vi siano delle sovrapposizioni, realizzare dei servizi di beneficio comune che se ognuna dovesse implementare sarebbero costosi (cito i servizi legali, i servizi di consulenza assicurativa e copertura dei rischi, i servizi legati al sistema informativo); dall'altro, ha una valenza esterna per gli associati, di porsi in maniera coordinata nei confronti dell'Amministrazione regionale per quanto attiene alle politiche che autonomamente la Regione, attraverso questo Consiglio, attraverso la Giunta e attraverso la legislazione, vuole darsi nel campo del credito.
Nel programma di questa legislatura, di questa maggioranza, uno dei punti era quello di favorire un coordinamento fra gli operatori del credito a base locale, e per questo la Giunta si è attivata fin dal settembre scorso costituendo un gruppo di lavoro, a cui hanno preso parte non solo dei funzionari della Regione, ma anche due rappresentanti delle Casse rurali, un rappresentante della BVA, un rappresentante della Finaosta.
Questo gruppo di lavoro ha prodotto un documento di analisi e di proposta, che è stato esaminato e approvato dalla Giunta nel febbraio 1994; dopo di che, sulla base di questo documento di analisi, il gruppo di lavoro si è dedicato a produrre una bozza di statuto di intervento associativo, che è stato prima sottoposto all'esame di tutti gli associabili e dopo è stato esaminato anche dall'Amministrazione regionale.
A questo punto cosa si propone questo disegno di legge? Il disegno di legge non vuole assolutamente sostituirsi a quelle che sono le funzioni dei singoli associati, vuole invece aiutare questa neocostituita associazione ad avviare la sua attività, ad avviarla nel migliore dei modi (cioè con il maggior profitto per gli stessi associati) superando le difficoltà che l'avviamento di qualsiasi struttura genera.
In questo senso è previsto che solo per gli anni 1994, 1995 e 1996 la Regione possa concedere un contributo all'avviamento e questo contributo sia subordinato non solo alla costituzione dell'associazione, ma anche alla presentazione di bilanci preventivi e consuntivi, e soprattutto che questo contributo non ecceda il 50 percento di quanto l'associazione recupera dagli associati.
Credo che questo sia uno strumento utile nel senso di dare maggior forza a delle istituzioni locali in un settore tanto delicato che i nostri imprenditori, piccoli soprattutto, si trovano a dover affrontare quotidianamente, quello del credito, e che a livello macroeconomico consenta - se ben coordinato - di generare sul territorio economico della Valle una massa di impieghi superiore a quella che attualmente il sistema bancario investe, a discapito di questi, dirottandoli invece fuori dal territorio regionale.
Non so se ho risposto a tutte le domande di Tibaldi; evidentemente questa è un'istituzione che si è creata malgrado la Regione. Ritengo di aver spiegato perché non lo considero un ente inutile, ritengo di aver spiegato perché crediamo opportuno che la Regione assista questa associazione nelle sue fasi di avviamento. Dopo di che l'impegno è quello che, a partire dal 1996, questa associazione comunque decida di operare e di strutturarsi proceda esclusivamente con i mezzi finanziari provenienti dai suoi associati.
Presidente - Si passa all'esame dell'articolato. Pongo in votazione l'articolo 1.
Presenti: 30
Votanti e favorevoli: 25
Astenuti: 5 (Bavastro, Lanièce, Linty, Marguerettaz e Tibaldi)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)-
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi per dichiarazione di voto.
Tibaldi (LN) - É inutile stare a dichiarare l'astensione, perché è già stata evidente.
Mi pare che ci sia un punto in comune nelle visioni differenti che ci sono fra il sottoscritto e l'Assessore: che sia necessaria una politica coordinata. Però la politica coordinata della intermediazione cretizia in Valle non necessariamente deve essere supportata dall'intervento soffocante della Regione. Ecco perché continuiamo a mantenerci saldi sulla nostra posizione, a ritenere che comunque l'astensione sia doverosa; sì, l'associazione può essere una sede comune per affrontare problematiche più vaste, problematiche generali, che riguardano comunque determinati enti creditizi minori che riguardano la nostra collettività, però questo non necessariamente deve trovare sempre l'onnipresenza regionale.
Nel ribadire i concetti che avevo anche espresso prima, confermo il nostro voto di astensione.
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso.
Presenti: 33
Votanti e favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bavastro, Chiarello, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)
Il Consiglio approva
Presidente - Sono terminati i lavori del Consiglio, che è convocato per le ore 16.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 12,55
