Objet du Conseil n. 949 du 19 octobre 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 949/X - Trasferimento a Torino del sistema operativo C.E.D. della Cogne. (Interpellanza)
Interpellanza - Venuti a conoscenza del parziale trasferimento, presso la ditta Syntax di Torino, del sistema operativo C.E.D. della Cogne S.p.A. in liquidazione e della Cogne Acciai Speciali, che avrebbe avuto luogo nel corso del mese di settembre 1994, e del conseguente svolgimento di larga parte dell'attività di elaborazione informatica dei dati fuori dalla sede di Aosta;
Constatato che tale mutamento logistico comporta la drastica riduzione del personale impiegato presso il C.E.D.: in particolare alcuni dipendenti sono già stati collocati in Cassa integrazione nel mese di settembre 1994 e per altri si preannuncia una medesima soluzione nel breve periodo;
Considerato che i notevoli interventi finanziari dell'Amministrazione regionale a favore del mantenimento dell'attività siderurgica nella regione sono finalizzati precipuamente alla salvaguardia del profilo occupazionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
interpellano
la Giunta regionale per sapere:
a) se è a conoscenza di quanto esposto in premessa;
2) quali sono le motivazioni ufficiali che hanno indotto i vertici dirigenziali dello stabilimento Cogne a trasferire il sistema operativo del C.E.D. fuori Valle;
3) quali concrete determinazioni intende adottare per tutelare le posizioni dei lavoratori presso il C.E.D. dello stabilimento Cogne di Aosta.
F.to: Tibaldi - Linty
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Come abbiamo espresso in maniera sufficientemente chiara nella interpellanza proposta, il problema che vogliamo sollevare è quello del trasferimento logistico di una parte del sistema operativo Centro Elaborazione Dati della Cogne S.p.A. in liquidazione e della Cogne Acciai Speciali a Torino.
Perché lo consideriamo un problema? Lo consideriamo un problema per il semplice fatto che questo trasferimento fisico di un insieme di elementi informatici, hardware e software, sta causando un progressivo declino occupazionale del C.E.D. Infatti, rispetto ai 18 occupati che prima esistevano nel sistema medesimo, c'è stato, sin dal mese di settembre, il collocamento in cassa integrazione di un paio di essi, e per altri quattro è previsto un analogo trattamento entro la fine dell'anno. Almeno queste sono le fonti sindacali che informano in questa maniera.
Ebbene, l'interpellanza ha come scopo di avere una risposta dalla Giunta regionale o dall'Assessore competente, innanzitutto per sapere se conosce il problema che comunque riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro, salvaguardia che è appunto oggetto di precipua attenzione da parte dei protocolli di intesa; per sapere poi se questo trasferimento logistico ha delle motivazioni ufficiali o meno di convenienza, e di che tipo di convenienza si tratta, ovvero convenienza tale da giustificare il ridimensionamento occupazionale. Vogliamo sapere anche quali sono le determinazioni della Giunta per cercare di limitare questa emorragia occupazionale, che come già sottolineato in un'altra interpellanza relativa all'Ilva Centrali Elettriche, oggi si ripropone per il C.E.D.: cioè singoli tasselli dell'industria Cogne che sono di volta in volta coinvolti con l'approssimarsi della scadenza il 31 dicembre 1994 a tagli occupazionali che sono in distonia con quelle che sono le previsioni dei protocolli d'intesa.
Tengo ancora a sottolineare che già in passato sono state fatte iniziative politiche a suffragio della tutela occupazionale del C.E.D., iniziative politiche ed anche conferimenti di incarico per valutare effettivamente qual era il sistema ottimale di gestione dei dati dello stabilimento siderurgico valdostano; ne cito una per tutte, che è quella del prof. Ballatore di qualche anno fa, dove si stabilisce che venga mantenuto, sulla base di valutazioni analitiche approfondite, il C.E.D. ad Aosta. Vorrei sapere dall'Esecutivo regionale delle risposte in merito a questo problema.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) - Il problema del C.E.D. della Cogne è costantemente seguito; in pratica ogni mese ci sono incontri con le Organizzazioni sindacali o con altri soggetti interessati alla questione. Credo di dover fare un'osservazione preliminare: quella che si è andati alla privatizzazione della Cogne e che attualmente il gestore è un imprenditore privato che, come è risultato anche nell'incontro di ieri con le commissioni, ragiona sulla base di logiche economiche, a cui mi pare che gli esponenti della Lega si siano sempre e costantemente richiamati.
Allora, qual è il problema tecnico? Il C.E.D. della Cogne preesistente è obsoleto, talmente obsoleto che il costruttore non garantisce più neppure l'assistenza, si tratta quindi di andare a sostituire sia la parte hardware sia la parte software. L'imprenditore che ha rilevato la Cogne giudica, in linea con la grande evoluzione che c'è stata in questi anni nell'informatica e nella telematica, che non sia più opportuno per aziende delle dimensioni della Cogne avere un proprio centro di calcolo autonomo, vale a dire con la parte hardware e con la parte software, perché tale centro risulterebbe rigido e costoso, sia dal punto di vista dei necessari aggiornamenti, sia dal punto di vista complessivo della spesa. Le soluzioni che vengono trovate da aziende di queste dimensioni sono quelle di avere all'interno un calcolatore più piccolo, tipo AS 400, non presidiato, e avere invece con centri esterni il servizio attraverso una rete. Questa è la soluzione che fa sì che un po' in tutto il mondo le aziende di servizi siano in continuo sviluppo, vale a dire banche, imprese, aziende non trovano più conveniente avere un proprio centro autonomo di calcolo; hanno una postazione di comunicazione che si collega alla propria rete interna ed acquistano all'esterno la potenza di calcolo. Quindi la ragione della scelta di un mutamento è di tipo economico, di costi.
La società ha indetto una gara per ristrutturare il servizio informatico. In questa gara, dopo un confronto fatto con le aziende valdostane, è risultato vincente un raggruppamento costituito da Inva (che per il 40 percento è di proprietà regionale) e da Syntax (che è di Ivrea e non di Torino), una società che è in attesa di insediarsi in Valle non appena sarà costruito lo stabilimento. É una società che già ha relazioni e che già ha assunto personale valdostano.
Credo che sul tipo di scelta, vale a dire di andare ad una riorganizzazione del sistema di calcolo, di affidare - in questo caso tenendo conto delle esigenze locali - ad una società locale in collegamento con un'altra che si insedierà in Valle, non si possa intervenire, perché si tratta di scelte di carattere economico fatte dall'imprenditore. Quello che abbiamo fatto e che stiamo cercando di fare è invece di preoccuparci del personale; attualmente sono 18 persone, di cui 6 possono avere e in parte già hanno ottenuto, in tempi brevi, la collocazione in cassa integrazione. Si tratta degli operatori, cioè della fascia che comunque anche quando il centro di calcolo sarà rinnovato non troveranno più posto all'interno con i nuovi tipi di calcolatori. Per questi operatori si sono già avuti incontri con le Organizzazioni sindacali, con l'Agenzia del lavoro, con la stessa Cogne, per trovare soluzioni possibili. Le soluzioni possibili, ipotizzate, passano attraverso corsi di riqualificazione che completino il loro livello di preparazione, e con la disponibilità dell'Agenzia del lavoro a collegare questo tipo di offerta con la domanda di lavoro presente sul territorio valdostano. Quindi, in parte con soluzioni a breve (come già si prospetta per sei persone), in parte con corsi di formazione professionali idonei, potranno trovare nuova collocazione in aziende operanti in Valle. Si sta seguendo con confronti frequenti la strada per risolvere questo problema.
É quindi una questione che viene seguita, ringrazio gli interpellanti perché anche loro se ne occupano; è una questione che è collegata al rinnovamento complessivo e alle scelte aziendali che vanno lungo la linea del risanamento complessivo dell'azienda e dell'ammodernamento tecnologico della stessa.
Si dà atto che, dalle ore 11,25, presiede il Presidente Stévenin.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Ringrazio l'Assessore per quanto ha espresso, però penso che se si fosse trattato di una inversione di ruoli, o meglio: se lui fosse stato al mio posto in questo momento, avrebbe analizzato alla stessa maniera la questione.
Quello che sto dicendo è confortato dal fatto che spesso lui si è fatto promotore di interpellanze relative a questo problema e si è fatto sempre promotore nel senso di tutelare al più possibile l'occupazione valdostana, quindi di verificare la possibilità di utilizzare questo centro all'interno dello stabilimento aostano al massimo e di ottimizzarne il funzionamento.
Nessuno vuole mettere in dubbio che la Cogne sia gestita ormai in forma privatistica da una figura imprenditoriale che ha una estrema potestà decisionale in questo senso, può scegliere i propri fornitori di servizi o di beni con la più ampia discrezionalità. Però bisogna tener presente che in questa opera di privatizzazione la Regione ha un ruolo determinante: primo, perché fornisce un apporto finanziario notevole, che se non costituisce un vantaggio diretto per l'imprenditore, costituisce comunque un congruo vantaggio indiretto, in quanto ha a disposizione aree, energia elettrica e tutta un'altra serie di elementi che sono precisamente indicati nei protocolli d'intesa; secondo, perché comunque la Regione deve presiedere questa operazione di privatizzazione, nel senso che deve coordinarla affinché venga effettuata secondo criteri di ampia razionalità e di ampia trasparenza.
Purtroppo, nella risposta dell'Assessore manca un dato importante, non so se perché lui non ne ha il possesso o per altre ragioni: non si è capito bene qual è la motivazione che ha indotto a questa scelta. Mi spiego: non si è capito bene per il fatto che questo sistema di gestione esterna da parte di una società di tutti i dati contabili ed amministrativi non mi sembrava fosse manifestata con la stessa volontà, con la stessa coscienza, anche ieri nell'incontro con i responsabili. Mi pare che non tanto l'ing. Marzorati, quanto l'ing. Falcone propendesse di più per un centro autonomo di calcolo. Questa è l'impressione che ne ho ricavato io, anche scambiando alcune osservazioni con il manager addetto al risanamento dell'impresa.
Ci troviamo di fronte ad uno smembramento di quello che è un reparto che negli anni ha avuto la sua funzione importante, perché gestire i dati di un'impresa, comunque razionalizzarli secondo certi canoni è una funzione fondamentale per la gestione imprenditoriale; ci troviamo di fronte ad una traslazione di questa funzione al di fuori della Valle, con un calo occupazionale che ho già segnalato in partenza e con una sorta di passività da parte della Regione di fronte a questo fenomeno.
Una passività che si può accettare fino ad un certo punto, perché sì per questi lavori ci sono delle soluzioni possibili: la più immediata e la più evidente è quella della collocazione in cassa integrazione, poi questi corsi di riqualificazione, e poi l'incertezza. Non vorrei che, nonostante tutta la buona volontà dimostrata dall'Assessore in questa sua risposta, cadesse nel dimenticatoio il problema, anche se si tratta di un problema costantemente seguito, di un problema per la cui soluzione ogni mese ci sono degli incontri con vertici sindacali, con responsabili dei settori, eccetera.
Quindi, più che manifestare l'auspicio che ci sia un intervento più attivo da parte dell'Assessorato per garantire una certa equità di trattamento, soprattutto una certa razionalità nelle scelte, non mi rimane che ringraziare l'Assessore e invitarlo a farsi parte attiva per la tutela di questi occupati.
