Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 950 du 19 octobre 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 950/X - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Oggetto n. 6091 in data 29 luglio 1994: Approvazione delle procedure di attuazione del documento unico di programmazione per gli interventi strutturali comunitari nelle zone interessate dalla realizzazione dell'obiettivo 5B, realizzato ai sensi del regolamento CEE n. 2081/93.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) - Comme les conseillers rappellent, le Conseil avait approuvé le programme portant application aux mesures prévues par le règlement 2081 pour les 22 communes élues à l'objectif 5B.

Les 8 sous-programmes portant mesures pour le remaniement parcellaire pour des interventions de récupération des bâtiments ruraux des alpages, pour la relance des productions de fruits mineurs, pour la promotion de la qualité des produits typiques en matière d'agritourisme, en matière de parcours touristiques et culturels, dans le domaine de la valorisation des bâtiments ruraux.

Avec cette délibération nous établissons les procédures pour la présentation des projets, pour l'évaluation de ces mêmes projets; nous établissons les priorités et nous définissons les procédures d'attribution des financements prévus.

Rien de particulier à ajouter. Il est prévu que l'évaluation soit faite par un groupe technique composé des fonctionnaires de l'Assessorat à l'agriculture. Nous avons adopté cette délibération en voie d'urgence compte tenu des échéances que nous devions respecter pour l'envoi de la délibération à la Commission européenne.

Presidente - Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Presenti: 31

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 3 (Bavastro, Linty e Tibaldi)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 6603 in data 19 agosto 1994: Approvazione di perizia di variante e suppletiva, proroga di 20 giorni della data di ultimazione dei lavori di ricostruzione di tratti della sr n. 23 di Valsavarenche in località Fenille ­Reverset ? lotto 2. Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 7074 in data 2 settembre 1994: Affido a trattativa privata al raggruppamento di imprese Follioley S.p.A., Freydoz Giordano S.p.A., ­Capogruppo Follioley S.p.A. (ora Eurovie costruzioni S.p.A.) con sede in Issogne dei lavori di finitura del tratto dal viadotto Taxel ad Aosta Ovest. ­Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Se non vado errato, la struttura del viadotto Taxel è inserita nel quadro della tangenziale sud che collega l'autostrada Aosta-Torino con l'autostrada del Monte Bianco. Sarebbe opportuno sapere dall'Assessore competente come si stanno svolgendo le opere di asfaltatura del tratto e per quando è prevista l'apertura del medesimo; visto che ormai si tratta di una storia infinita, speriamo vada a definizione al più presto.

Sollevai già il problema lo scorso anno all'Assessore precedente con un'interpellanza apposita; sembra che siamo in dirittura d'arrivo, vorrei avere conforto dall'Assessore competente.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - In primo luogo vorrei sapere come mai non è passata in commissione questa delibera; in secondo luogo volevo fare la stessa domanda che ha fatto Tibaldi. Dato che se ne parla più per la stampa, è opportuno che l'Assessore dia qualche delucidazione al riguardo.

Presidente - Solo i progetti vanno in commissione, ma non l'affidamento dei lavori. Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.

Lavoyer (ADP-PRI-Ind) - Per quanto attiene la situazione dei lavori, nella Giunta di quindici giorni fa abbiamo approvato l'appalto e l'assegnazione definitiva con la consegna dei lavori dei due lotti dell'asfaltatura. I tempi per la realizzazione di questi lavori sono di 60 giorni. Strettamente collegati a questi lavori vi sono tutta una serie di lavori di rifinitura, segnaletica, cordoli, spartitraffico, eccetera. Diciamo che, se c'è il rispetto di questi tempi, entro 60 giorni presumibilmente si può prevedere la possibilità di aprire il collegamento viario.

Viste le precedenti dichiarazioni di date certe, che poi non sono state rispettate, non posso indicare con precisione delle date; so anche però che la Presidenza della Giunta ha un controllo periodico, settimanale, con i vari responsabili dei lavori per poter riuscire ad ottenere questo risultato entro i 60 giorni.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 7441 in data 16 settembre 1994: Concessione di un secondo contributo al Circolo ricreativo ente regione (CRER) per l'integrazione del prezzo del pasto relativo al servizio mensa per i dipendenti regionali, insegnanti ed assimilati per l'anno 1994, ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale n. 68/1989. Approvazione e liquidazione di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 7626 in data 24 settembre 1994: Concessione di un contributo di lire 405.000.000 al Comune di Aosta per la istituzione e la gestione di servizi rivolti ai cittadini extracomunitari per l'anno 1994. Approvazione e finanziamento di spesa.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.

Linty (LN) - A distanza di un anno ritorna puntuale un intervento di 400 milioni per servizi rivolti a cittadini extracomunitari presenti in Valle d'Aosta.

Intanto, entrando nel merito di questa deliberazione, sarebbe interessante sapere per quanti anni intendiamo provvedere al mantenimento in via provvisoria anche per l'anno in corso di questi servizi, quindi andiamo verso dei mantenimenti in via provvisoria che si moltiplicano negli anni senza diventare mantenimenti in via definitiva.

C'è poi una frase che definirei un "distillato del nulla", mi piacerebbe conoscere chi l'ha concepita, ed è riferita al quarto comma delle premesse che dice: "In attesa di addivenire alla formulazione di un piano che rappresenti una risposta più adeguata, sia in termini logistici che in termini economici, per la soluzione del problema della integrazione dei cittadini extracomunitari in Valle d'Aosta". Magari se si parlasse in un modo più chiaro e diretto, sarebbe più facile comprendere.

I decreti richiamati (sempre nelle premesse) si riferiscono al decreto interministeriale del 17 novembre 1990, che ha per oggetto "Limitazioni dei flussi programmati dei cittadini stranieri extracomunitari per l'anno 1991" e non si cita il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 20 dicembre 1991, che tratta "Definizione dei flussi programmati dei cittadini stranieri extracomunitari per l'anno 1992" che, se non altro, è un po' più aggiornato rispetto a quello del 1991.

Vi è poi il decreto ministeriale 244 in data 26 luglio 1990, che regola i contributi alle regioni ai fini della realizzazione dei centri di prima accoglienza e di servizi per gli immigrati. Visto che a quanto mi risulta - e poi sarò smentito dall'Assessore se mi sbaglio - i 450 milioni che sono stati sborsati dalla Regione nel 1993 sono rimasti a carico della Regione, non sono stati reintegrati dallo Stato, vorrei sapere se quanto previsto dall'articolo 3 del DM 244, vale a dire: "Le regioni presentano i rispettivi programmi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto di cui all'articolo 2 ed entro i 30 giorni successivi ci sarà l'esame e la risposta di tale Presidenza" è avvenuto, anche perché sarebbe bene avere il reintegro da parte dello Stato di questi finanziamenti, dal momento che tutto è partito da quella famigerata legge 39/90, chiamata "legge Martelli", che ritengo personalmente una autentica amenità.

Entrando in una discussione meno tecnica e più politica, il fenomeno lascia comunque pensare, perché è vero che all'interno di questo dormitorio è consentito l'accesso e quindi l'erogazione dei servizi soltanto a chi è in regola con il permesso di soggiorno, ma io approfitto di questa occasione per sottoporre al Consiglio alcune riflessioni circa il problema degli extracomunitari in Valle d'Aosta, riflessioni che con piacere ho scoperto non sono solo dei razzisti della Lega, ma anche di altre persone, come ad esempio Egidio Lanivi, che nel corsivo di lunedì 15 dice: "Mandiamoli tutti a casa".

Abbiamo assistito alla costituzione di due associazioni di extracomunitari, che tra l'altro - da fonti sicure perché si tratta di persone a loro molto vicine - hanno fatto quella manifestazione poco tempo fa con gentile concessione delle lenzuola (appartenenti al dormitorio di via Tzambarlet) divise in due e utilizzate per scrivere sopra i messaggi da mandare ai pubblici amministratori. Non sto a parlare di tutte le cronache giudiziarie che hanno visto indagati e condannati extracomunitari per reati diversi, dallo spaccio degli stupefacenti agli stupri e ai furti; però c'è un articolo che ha pubblicato un organo di informazione che è abbastanza sintomatico, afferma: "É voce della cooperativa che gestiva i servizi agli extracomunitari" e dice: "Diversi problemi legati al teppismo sono ormai all'ordine del giorno, come si può leggere dal rapporto che ha stilato la Cooperativa "La Sorgente" che gestisce prefabbricati, spesso con porte e finestre forzate e con danneggiamenti vari, e garantire la sicurezza e l'ordine pubblico ormai è praticamente molto difficile".

Questo intervento vuole sensibilizzare l'opinione del Consiglio sul fenomeno, parliamo di extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno che alloggiano presso questo dormitorio. La questione però che più mi lascia perplesso è quella che avevo anticipato in uno scorso Consiglio: credo che non sia gratificante per la Regione autonoma della Valle d'Aosta stanziare 50 milioni per l'eccidio e il disastro che c'è stato in Ruanda e stanziarne 400 per 10 o 20 che siano gli ospiti del dormitorio di via Tzambarlet, compreso i buoni pasto e così via, anche perché se facciamo un'analisi costi/benefici ci rendiamo conto che non ne vale la pena.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.

Squarzino (VA) - Anch'io vorrei iniziare il mio intervento citando una legge, e questa volta è una legge dell'8 marzo 1994, n. 203, in cui vengono ratificate dal Parlamento italiano le norme della convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, che è stata definita a Strasburgo nel 1992.

Vorrei iniziare con questo perché non voglio più contrapporre opinioni personali ad altre opinioni personali, ma vorrei che il problema più generale degli extracomunitari fosse affrontato all'interno di normative condivise, in questo caso condivise a livello europeo, condivise poi anche dal nostro Parlamento che le ha fatte proprie, e condivise anche da una serie di regioni italiane che, a differenza della nostra, hanno riflettuto sul significato della presenza degli extracomunitari sul proprio territorio ed hanno cercato di intervenire con azioni positive, finalizzate a favorire l'integrazione di queste persone nella comunità locale.

Perché mi interessa partire da quanto è stato ratificato dal Parlamento italiano? Perché mi sembra che nel preambolo della convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale si facciano delle affermazioni che sono alla base di ogni tipo di politica. Partirei da queste affermazioni, che non sono inventate da nessuno, ma che fanno ancora riferimento ai diritti dell'uomo e alle libertà. In base alla convenzione si considera che gli stranieri che risiedono nel territorio nazionale rappresentano ormai una caratteristica permanente della società europea; quindi è un problema con il quale dobbiamo confrontarci al di là poi delle piccole questioni che dobbiamo affrontare. Secondo me, anche le piccole questioni vanno viste all'interno di questa realtà più ampia che ci trascende, e della quale comunque non possiamo fare a meno e non possiamo non tener conto.

Ancora, sempre questa convenzione dice che c'è la considerazione che i residenti stranieri sono a livello locale sottoposti già agli stessi doveri dei cittadini; non solo, c'è la consapevolezza che la partecipazione attiva di questi residenti stranieri alla vita e allo sviluppo della prosperità della collettività locale sia valida, e quindi che bisogna migliorare in qualche modo la loro integrazione nella comunità locale. In particolare questa convenzione si preoccupa di garantire la libertà di espressione, di riunione e di associazione, e ancora la creazione di organi consultivi, volti a rappresentare i residenti stranieri a livello locale. Prima il Consigliere Linty faceva riferimento ad una manifestazione avvenuta al Palazzo della Regione, organizzata da associazioni di immigrati; ebbene, quella manifestazione, come la creazione di quelle associazioni, sono atti tutelati addirittura da una convenzione stipulata a livello europeo.

Dicevo che i principi a cui fa riferimento la convenzione sono principi che partono dal presupposto della dignità di ogni persona, al di là delle provenienze; non solo, partono dal principio che proprio là dove situazioni esterne impediscono che i diritti del singolo possano essere esercitati, si debba intervenire in modo positivo. E qui vorrei ricordare che ci sono una serie di regioni italiane: l'Umbria, la Puglia, il Piemonte, la Sardegna, la Toscana, il Lazio, la Lombardia e la provincia di Trento, che hanno legiferato in merito ad interventi per sostenere i diritti degli immigrati extracomunitari. Fra questi interventi vediamo una vasta gamma di aspetti che vengono presi in considerazione: dai servizi socio-assistenziali ai servizi sanitari, al diritto all'abitazione, al diritto allo studio, leggo così a caso: formazione e aggiornamento professionale, integrazione identità culturali e interculturalità, corsi di lingua, difensore civico, assistenza legale, centri di prima accoglienza, e così via. Ora, l'istituzione di un centro di prima accoglienza è solo uno degli interventi che queste leggi regionali prendono in esame.

Perché dico tutto questo? Per dire che noi come Regione siamo carenti da questo punto di vista, nel senso che non abbiamo ancora chiarito tramite una legge qual è la posizione che dobbiamo avere, e quali sono i tipi di intervento che facciamo. Ci sono qua e là tipi di intervento, però forse andrebbero inseriti in una normativa regionale. Ma qui mi interessava sottolineare soprattutto il fatto che l'intervento relativo al centro di prima accoglienza, che qui tanto viene discusso e criticato, in tutte le altre regioni italiane non è che uno dei tanti tipi di intervento che l'Amministrazione regionale attiva rispetto a questo problema.

Credo che solo se si parte da queste premesse, si può cercare di trovare delle soluzioni che siano rispettose di tutti. Direi che esiste il problema di tutto quello che è l'insieme di persone la cui presenza non è regolarizzata, esiste il problema dei flussi, però io distinguerei quelli che sono alcuni interventi che lo Stato italiano deve fare, per regolamentare la quantità di mano d'opera e che tipo di mano d'opera è necessaria al nostro Paese, allo scopo di definire con i paesi da cui arriva la mano d'opera come farla arrivare. Questo è un problema che riguarda lo Stato italiano, e verso il quale dobbiamo intervenire per chiedere che questo avvenga. Ma già questo è all'interno della stessa "legge Martelli", che andrebbe applicata in questo senso... solo che non è stata applicata in molte parti.

A livello regionale dobbiamo fare anzitutto un lavoro serio, senza pregiudizi, di riconoscimento dei diritti che la gente che qui lavora, che qui abita, ha; poi si tratta di rispondere ad esigenze temporanee che ci sono proprio per quei lavoratori che temporaneamente sono qui ed hanno certi bisogni in questo periodo transitorio. In leggi di altre regioni sono previsti interventi specifici ad hoc e faccio due esempi: interventi finalizzati a risanare dal punto di vista igienico e sanitario alloggi da destinare ad abitazioni di extracomunitari (regione Umbria), concedere contributi a consorzi e comuni per opere di risanamento igienico-sanitario degli alloggi da destinare ad extracomunitari (regione Puglia), reperimento di alloggi da riservare ad abitazione temporanea per particolari situazioni di emergenza. In breve, io voglio dire che su questo piano si deve intervenire e se la risposta data ha alcuni limiti, su questi limiti uno può intervenire e per eventualmente modificarli.

Vorrei aggiungere una cosa, che non vuole essere di differenziazione rispetto ad altre cose dette, ma solo di osservazione; c'è stato, in questo ultimo anno, rispetto alla gestione di questo centro, un atteggiamento a mio avviso non troppo lungimirante e non troppo intelligente, nel senso che dopo più di un anno e mezzo di lavoro in cui si era riusciti ad eliminare la presenza di persone che avevano a che fare con spacciatori di droga o con la piccola delinquenza - quindi dopo che il centro aveva ritrovato una sua dignità dal punto di vista delle persone che c'erano - ad un certo punto, per volere a tutti i costi "risparmiare", si è voluto affidare l'autogestione diurna del centro agli extracomunitari. E allora, come è possibile chiedere a delle persone i cui amici dormono sotto dei ponti, dormono nelle tubature dell'autostrada, come si può chiedere a queste persone di non lasciar venire al chiuso nei giorni di pioggia i loro amici? Qui probabilmente c'è stato qualcosa nella gestione che non ha funzionato molto bene. Ma qui non riusciamo a risolvere il problema, se ci preoccupiamo solo di questi elementi; secondo me si tratterebbe di ripensare seriamente a come garantire quell'assistenza temporanea ai lavoratori che qui lavorano, che qui producono e che hanno bisogno come tutti di avere un tetto ed una casa.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.

Linty (LN) - Premettendo che l'intervento critico era riferito a chi non è in regola con il permesso di soggiorno, non con chi lavora in Valle d'Aosta e con chi paga regolarmente le tasse - quindi sotto questo profilo penso che nessuno possa mettere in discussione i diritti acquisiti da queste persone - però metto in discussione i doveri acquisiti da queste persone.

Perché se acquisiscono il diritto di essere ospitati nel centro di Tzambarlet, hanno anche il dovere di comportarsi in questo centro in modo civile, o mi sbaglio? Visto che questo centro è gestito con i soldi pubblici, loro hanno il dovere di comportarsi all'interno del centro in modo civile, e pare che così non sia sempre stato, almeno da quello che emerge dalle cronache.

Quindi, condividendo in pieno l'affermazione che non era il caso di dare il centro in autogestione, perché ha scatenato altri problemi, ci troviamo di fronte alla questione dell'immigrazione cosiddetta "clandestina", che è un problema che deve essere affrontato dal Governo con la revisione della legge n. 39, e l'applicazione quanto meno dell'articolo 1 della legge n. 39, o meglio del decreto ministeriale che poi è stato convertito, che citava i centri di prima accoglienza come strutture che provvedevano alle immediate esigenze alloggiative e alimentari dei soggetti di cui all'articolo 2, per il tempo strettamente necessario al reperimento di una autonoma sistemazione e comunque non oltre i 60 giorni. Cosa che, sappiamo, in tutta Italia non è stato possibile applicare, anche perché subentrano problemi di carattere umano, cioè il non lasciarli in mezzo ad una strada.

Per quanto riguarda questo intervento vorrei ribadire le richieste che ho fatto a carattere tecnico, per sincerarmi dove vanno a gravare questi 405 miliardi.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Le fait que le Président du Conseil ait donné la parole avant que le même l'ai demandée, est significatif du fait que nous sommes en train ici de nous répéter, je ne dis pas de réciter une comédie, mais quand même un petit refrain. Et donc essayons de résumer les choses comme elles sont.

Il y a une année, M. Linty et d'autres, avaient posé le problèmes des extra-communautaires. J'avais dit que malheureusement nous avons, comme la Junte précédente, un héritage très lourd, dû à des choix qui se sont démontrés des choix négatifs - c'est-à-dire quand l'Administration régionale a décidé d'ouvrir des centre d'accueil provisoires - et nous nous étions engagés, il y a un an, de revoir toute la problématique.

Nous avons fait premièrement une chose: une série de rencontres avec la Commune d'Aoste, pour définir l'application stricte du règlement, chose que, jusqu'à l'époque, on ne faisait pas. L'application stricte du règlement a porté au résultat qu'aujourd'hui une dizaine de personnes est restée à l'intérieur du centre par rapport à la cinquantaine d'il y a une année.

On a en aussi une série de rencontres avec les forces de Police, pour prendre dans les mains l'argument plus difficile, c'est-à-dire l'argument des irréguliers, et à ce sujet les forces de Police nous ont dit clairement qu'ils n'ont aucune possibilité d'intervenir si la loi ne change pas.

Nous connaissons tous une série de propositions, une aussi de la part de la Lega, que à titre personnel en partie je partage, car le vrai problème des irréguliers c'est la définition des entrées des extra-communautaires par rapport aux possibilités de travail que l'Etat italien peut donner aux extra-communautaires. Il y a un deuxième problème, celui des permis de séjour, et là il faut intervenir par une loi de l'Etat, et donc les forces de Police nous ont dit qu'elles sont dans l'impossibilité d'intervenir d'une façon efficace.

Pour ce qui est du centre d'accueil, il est indigne d'une société civile, et la Junte régionale s'est engagée d'arriver à une clôture d'ici la fin de l'année. Evidemment la Junte régionale s'est posée le problème d'envisager d'alternatives concrètes, et les alternatives sont les mêmes que d'autres régions ont déjà appliquées. La première concerne la création de communautés-logements autogérées, Mme Squarzino, car eux aussi sont des personnes capables de raisonner et doivent être à même de gérer.

La Commune d'Aoste avait proposé l'autogestion aux deux syndicats, les deux syndicats ont dit: "Oui, on pourrait gérer si vous nous donnez de l'argent pour la gestion". Ils se sont refusés de gérer le centre à titre de volontariat, chose qui, ailleurs du Val d'Aoste, se passe tranquillement. Donc quand certains personnages font des affirmations sur les journaux et aux télévisions locales, il faut y réfléchir très attentivement pour comprendre ce qu'il y a derrière ces affirmations.

Cela est un engagement politique très clair que nous sommes en train de proposer.

Pour ce qui est de la délibération, il s'agit pour l'instant d'un simple acte d'engagement de dépense d'après la requête de la Commune d'Aoste et le montant de 400 millions est simplement un coût de prévision lié à la convention entre la Commune d'Aoste et la Coopérative "La Sorgente".

On ne peut pas faire un rapport: 10 extra-communautaires, 400 millions; le fait que la Coopérative doit engager du personnel pour la gestion et aussi pour le centre d'accueil qui est au centre de la Commune d'Aoste. Donc nous envisageons de réduire, pour les années prochaines, ce genre d'engagements en réorganisant le tout et c'est le travail que nous sommes en train de faire.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Presenti: 26

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 2 (Bavastro e Linty)

Il Consiglio approva