Objet du Conseil n. 947 du 19 octobre 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 947/X - Interventi, conseguenti alla recente alluvione, atti ad evitare il rischio di future esondazioni. (Interpellanza)
Interpellanza - Visti i danni verificatisi a seguito dell'alluvione del settembre scorso;
Constatata la presenza di una notevole quantità di materiale di riporto che impedisce il normale deflusso idrico di diversi corsi d'acqua;
Verificato che soprattutto in bassa Valle gli straripamenti della Dora Baltea e di alcuni suoi affluenti potrebbero essere causati dalla mancanza di adeguati interventi preventivi negli alvei;
i sottoscritti Consiglieri regionali
interpellano
la Giunta regionale per sapere se è intenzione dell'Amministrazione regionale intervenire decisamente attraverso una attenta e generale azione di disalveo onde ridurre il rischio di future esondazioni.
F.to: Lanièce -Tibaldi
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Questa interpellanza è nata dalla constatazione che la recente alluvione del mese scorso, con i conseguenti danni verificatisi nelle varie località della Valle, avrebbe potuto essere, per alcune zone, limitata nei danni, se fosse stata intrapresa una decisa azione di disalveo. Infatti, facendo una ricognizione nei luoghi colpiti dall'evento alluvionale, ciò che più mi ha impressionato è stato il verificare l'enorme quantità di materiale inerte posizionato all'interno degli alvei dei torrenti e della Dora. Una parte di tale materiale è stato depositato ai lati dei corsi d'acqua, mentre soprattutto in Dora tale materiale continua ad occupare il centro dell'alveo, dando vita a degli isolotti di detriti, che fanno assumere all'alveo una forma quasi convessa.
Ciò non vuol dire che l'unica causa dell'alluvione in certe zone possa essere imputabile solamente all'incuria dell'Amministrazione regionale di provvedere alla pulizia dei corsi d'acqua; però sicuramente una certa correlazione ci può essere, tenuto conto anche che per quest'ultima alluvione non si può certo parlare di evento eccezionale o centenario, contrariamente a quella del 1993.
Dopo aver fatto queste premesse, vorrei anche fare alcune considerazioni, che mirano a sottolineare l'importanza di prendere in dovuta considerazione la volontà sia tecnica che politica di addivenire al più presto ad un'attenta - in quanto bisogna comunque tenere in considerazione eventuali fenomeni di erosione collegati ad un disalveo non controllato - e generale azione di disalveo, che permetterebbe in alcune zone di ridurre al minimo il rischio di future esondazioni.
Occorre anzitutto sottolineare che la pulizia della Dora e dei suoi affluenti costituisce oltre che una salvaguardia per la popolazione e per il territorio, anche una risorsa economica, in quanto il materiale estratto costituisce materia prima per il settore delle costruzioni. Inoltre la stessa pulizia dei corsi d'acqua consente di soddisfare, oltre al fabbisogno regionale di materiali inerti, anche all'esigenza di diminuire conseguentemente l'impatto ambientale che l'apertura di nuove cave provocherebbe. Occorre evidenziare anche, ad esempio, che gli interventi prioritari individuati in alcune delibere di Giunta non comprendono tratti della Dora a valle della traversa ENEL nel Comune di Montjovet, mentre è facilmente riscontrabile come in diverse zone della Bassa Valle vi sia una grande quantità di materiale litoide in eccedenza, proveniente dalla piena alluvionale del settembre 1993, la cui mancata rimozione ha contribuito a provocare esondazioni in varie zone soprattutto della Bassa Valle.
Non è perciò pensabile continuare ad alzare gli argini dei corsi d'acqua per mantenere il divieto di asportazione dei materiali inerti; bisogna, al contrario, togliere il materiale dov'è in eccesso per ripristinare le sezioni di deflusso e renderle sufficientemente ampie, in modo tale da garantire lo smaltimento di portate eccezionali, utilizzando tale materiale per le opere di ripristino e commercializzando la parte residua, tenuto conto anche del fatto che si potrebbero avere delle entrate abbastanza cospicue: si parla di 5200 al mc, e qui si parla di quintali di materiali estraibili. E' necessario, secondo me, predisporre al più presto una struttura che sia in grado di garantire la manutenzione dei corsi d'acqua, in modo da assicurare che gli alvei siano sempre liberi, in ogni momento, da qualsiasi ostacolo.
Infine, mi permetto di sollecitare la predisposizione o l'aggiornamento di uno studio dettagliato di tutti i corsi d'acqua valdostani, studio che evidenziando le pendenze, le portate, le caratteristiche idrogeologiche e morfologiche dei bacini stessi, possa permettere all'Amministrazione regionale di poter attuare interventi precisi, mirati, atti a salvaguardare l'ambiente, le colture agricole e soprattutto gli insediamenti umani, anche in attesa di avere i risultati di quel famoso studio di Leporati-Butera, che a quanto pare non è stato ancora completamente definito, anche perché il fatto di affidare spesso a dei professionisti esterni alcuni incarichi comporta sempre dei tempi lunghi in fatto di risultati presentati.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.
Lavoyer (ADP-PRI-Ind) - Ringrazio gli interpellanti, da una parte, per aver sollevato un problema concreto e controverso, dall'altra, per darmi la possibilità di informare il Consiglio di quali sono le linee strategiche che intende perseguire l'Assessorato per affrontare nel suo complesso la problematica.
Iniziando dagli interventi urgenti di sistemazione idraulica mediante movimentazione o asportazione di materiali litoidi, depositati negli alvei a seguito dell'evento del 23-24 e 26 settembre 1993, questo evento alluvionale è stato caratterizzato da un elevato trasporto di materiale solido da parte dei corsi d'acqua. Tale materiale litoide, proveniente dalle diverse frane che si sono susseguite dai versanti prospicienti le sponde e da erosioni di fondo alveo e delle sponde stesse, è stato depositato nei tratti a minore pendenza, provocando fenomeni di sovralluvionamento. Una volta diminuito il livello delle acque, sono quindi rimaste ingenti quantità di materiale litoide, che in caso di nuove piene poteva essere nuovamente movimentato e causare nuovi danni, in quanto il corso d'acqua non disponeva più di una propria sede, ma era libero di divagare secondo i punti di minore resistenza.
Si è quindi operato secondo due direttrici strategiche: la prima, asportare il materiale là dove esso costituiva un ingombro al regolare deflusso delle acque nei tratti in cui le opere di difesa spondale non avevano subito danni, e delimitavano quindi il letto del corso d'acqua; secondo, creare una sede per il corso d'acqua ove questo aveva divagato, mediante la sola movimentazione sulla sponda del materiale, rinviandone l'asportazione limitatamente ai soli quantitativi in esubero al momento in cui sarebbero stati realizzati gli interventi di sistemazione complessiva delle aree, che avrebbero necessitato sicuramente di materiali inerti per i riempimenti e la formazione delle sezioni definitive.
La movimentazione ha comportato nei punti più pericolosi anche la costituzione di protezioni con massi alla rinfusa per limitare i fenomeni erosivi.
Tali interventi, alcuni dei quali ancora in corso, hanno comportato l'asportazione complessiva di circa 150mila mc di materiale litoide. Tali quantitativi sono sicuramente rilevanti, se confrontati con quelli che mediamente vengono asportati sulla Dora Baltea in condizioni normali nei lavori di ripristino delle sezioni di deflusso, e pari a circa 40-50mila mc.
Ma per approfondire il primo punto, interventi di asportazione di materiale litoide, il primo intervento urgente venne realizzato sul torrente Chalamy immediatamente dopo l'evento alluvionale, con l'asportazione di circa 10.900 mc di materiale. Con la deliberazione di Giunta n. 1511 in data 25 febbraio 1994 venivano individuati, su proposta dell'Ufficio opere idrauliche dell'Assessorato ai lavori pubblici, con la collaborazione del geologo dr. Leporati, una serie di tratti dei corsi d'acqua regionali nei quali è urgente intervenire per movimentare e/o asportare il materiale litoide depositato in alveo, materiale che in caso di piena potrebbe costituire un ostacolo al regolare deflusso delle acque, con pericolo per la pubblica incolumità e per l'efficienza e la conservazione di infrastrutture primarie, in particolare viarie.
In considerazione del fatto che sono state avanzate diverse richieste da imprese locali, finalizzate ad interventi in alveo per effettuare i lavori di sistemazione idraulica di cui sopra, sono stati fissati in via temporanea, e data l'urgenza che l'esecuzione degli interventi stessi richiede, criteri di priorità per autorizzare tali interventi, in particolare nel caso in cui siano avanzate per lo stesso tratto più richieste da parte di imprese diverse.
Le aree di intervento sono le seguenti: torrente Savara, dal campo sportivo di Villeneuve alla Dora Baltea sino a valle, confluenza torrente Grand Evian in Comune di Aymavilles, 10.500 mc; Dora Baltea, dalla traversa ENEL di Sarre sino al Ponte Suaz in Comune di Aosta, circa 20.100 mc; Dora Baltea, dalla confluenza torrente Buthier sino a monte del viadotto autostradale Pollein, circa 13.800 mc; Dora Baltea a monte del depuratore e fognature in Comune di Brissogne, circa 13.200 mc; Dora Baltea in Comune di Fénis; Dora Baltea in Comune di Nus, località Rovarey, circa 4000 mc; Dora Baltea in Comune di Verrayes alla confluenza con il torrente Clavalité, circa 7500 mc; Dora Baltea in Comune di Pontey, località Cretaz Bozon, circa 14.500 mc; Dora Baltea in Comune di Châtillon, alla confluenza con il torrente Marmore, circa 2400 mc; Dora di Rhêmes dal capoluogo di Rhêmes-Saint-Georges alla località Frassiney, disalveo effettuato in occasione di un intervento di sistemazione idraulica; Dora Baltea in corrispondenza della traversa ENEL in Comune di Montjovet, circa 1800 mc; Dora Baltea nel Comune di Hône a valle della traversa ENEL, circa 13.000 mc.
Sul secondo punto, interventi di asportazione di materiale litoide contestualmente alla realizzazione di opere di difesa, posso affermare che ulteriori quantità di materiale litoide sono state asportate in occasione di interventi di sistemazione idraulica definitivi. A tale proposito si segnalano gli interventi di sistemazione definitiva in corrispondenza del bacino ENEL di Pont-Saint-Martin, alla confluenza con il torrente Lys mediante l'asportazione di circa 21.600 mc di materiale litoide; sono invece in corso i lavori di ripristino delle opere di difesa spondale alla confluenza del torrente Grand Evian con la Dora Baltea, dove si prevede contestualmente l'asportazione di circa 13.000 mc di materiale.
Voglio infine informare il Consiglio sull'organizzazione dei futuri interventi di movimentazione e/o asportazione di materiale dagli alvei a seguito delle recenti avverse condizioni meteo del settembre 1994, anche per evitare confusione sull'argomento, il più delle volte derivante da disinformazione. L'asportazione di materiale dal corso d'acqua deve essere giustificata da una esigenza idraulica ed ai sensi dell'articolo 5 della legge 5 gennaio 1994, n. 37: "Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle acque pubbliche".
I provvedimenti che autorizzano il regolamento del corso dei fiumi e dei torrenti, compresi quelli di estrazione dei materiali litoidi, devono essere adottati sulla base di valutazioni preventive e studi di impatto, e al rispetto preminente del buon regime delle acque. Dal punto di vista tecnico, inoltre, l'asportazione del materiale dal corso d'acqua deve essere valutata anche sulla base del comportamento del fondo dell'alveo rispetto a condizioni di prevalente erosione oppure di prevalente deposito. Infatti l'asportazione in condizione di erosione incrementa l'abbassamento del letto, con scalzamento e successivo crollo dei manufatti spondali eventualmente presenti. L'opportunità di togliere il materiale, che potrebbe sembrare a prima vista in esubero, va quindi opportunamente studiata e valutata in un contesto più ampio rispetto al punto dove è localizzato il semplice accumulo.
Alla luce di quanto sopra esposto, l'Assessorato intende procedere nel modo seguente: distinguere innanzitutto fra corso della Dora Baltea e zone di confluenza degli affluenti dei torrenti laterali. Nel primo, esiste un diffuso interesse da parte dei possessori di impianti di lavorazione del materiale inerte ad approvvigiornarsi con il materiale d'alveo, e soprattutto senza alcun onere per l'Amministrazione, in quanto essi provvedono in proprio alla redazione del progetto, al pagamento dei canoni erariali dovuti e all'esecuzione dell'intervento previa autorizzazione. Nei torrenti laterali, a causa delle eccessive distanze fra i luoghi di intervento e le aree di lavorazione, i costi da sostenere vengono ritenuti rilevanti dalle imprese, che richiedono quindi il riconoscimento degli oneri di carico e trasporto franco impianto.
Sui corsi d'acqua laterali, Dora di Rhêmes e Savara per il momento, sono state individuate, in accordo con le amministrazioni locali, alcune aree di stoccaggio provvisorio, dove depositare parte del materiale in esubero per successivi utilizzi, ripristino ambientale, sottofondo. Notevoli quantità di materiali in Valsavara vengono invece depositati in via definitiva in alcune aree che avevano subito profonde erosioni, secondo determinati profili che salvaguardano comunque le future sistemazioni. Una parte del materiale potrà essere poi allontanato anche durante i lavori di sistemazione idraulica in corso di progettazione e di prossima esecuzione.
Sulla Dora Baltea, invece, i quantitativi di materiale presenti sembrano essere rilevanti a seguito della recente piena, nonostante il massiccio intervento di disalveo effettuato nel corso dell'anno. Gli interventi non dovranno comportare nessun onere finanziario da parte dell'Amministrazione. Considerato che fino al prossimo mese di aprile è ragionevolmente ipotizzabile una situazione di relativa sicurezza, si opererà nel seguente modo:
- ricognizione a tappeto dell'intero corso della Dora Baltea da Villeneuve fino a Pont-Saint-Martin per individuare puntualmente le zone di accumulo del materiale;
- verifica che l'accumulo individuato modifica la sezione di deflusso attraverso il confronto con progetti e rilievi ante-alluvione e che l'eventuale disalveo non costituisce pericolo per le eventuali strutture presenti sulle sponde (tale verifica coinvolgerà anche i tecnici incaricati dallo studio del fenomeno alluvionale, Butera e Leporati);
- predisposizione di un programma di intervento, comprendente l'elenco delle aree in cui è necessario effettuare l'asportazione di materiale con indicazione delle quote da rispettare e dei criteri per l'affidamento alle imprese in caso di domande concorrenti, in base alla deliberazione di Giunta, entro fine novembre.
Le imprese potranno quindi presentare i progetti dettagliati per la successiva autorizzazione e pagamento del canone, tenendo conto che i lavori dovranno essere eseguiti tassativamente entro la fine di aprile del prossimo anno.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Ringrazio l'Assessore Lavoyer per l'ampio spettro che ci ha dato degli interventi fatti e di quelli programmati. Non posso che auspicare che siano sufficienti per evitare di nuovo in futuro, che spero sia il più lontano possibile, esondazioni e danni all'ambiente che è circostante ai corsi d'acqua e all'area fluviale.
Mi pare però che ci siano alcune sottolineature da fare, sempre sulla base delle delucidazioni forniteci dall'Assessore: che ancora una volta ci sia il primato della legislazione della burocrazia, o per sintetizzare in una parola, dei vincoli, su quelle che sono le effettive necessità dell'intervento edilizio di estrazione del materiale inerte, soprattutto dal principale corso d'acqua, cioè la Dora Baltea.
Questo insieme di vincoli crea una serie di problemi, il primo dei quali è quello che è stato in maniera articolata descritto nell'interpellanza presentata dal sottoscritto e dal Consigliere Lanièce, e il secondo del quale (che non è stato assolutamente trattato) è quello delle imprese edili. Comunque sappiamo che il materiale litoide estratto dalla Dora costituisce un elemento base per l'impasto che serve per le imprese edili, e sappiamo che le imprese edili valdostane sono anche scarsamente concorrenziali perché devono ricorrere all'acquisto di questo materiale fuori Valle. Cioè è più conveniente acquistare materiale inerte fuori Valle, per esempio a Quincinetto, piuttosto che qui in Valle d'Aosta, proprio perché esiste questo insieme di vincoli burocratici e amministrativi, che sono in gran parte fissati con una legislazione capestro e che sono onerosi e per coloro che devono estrarre o cimentarsi in una impresa estrattiva, e per coloro che devono utilizzare il materiale finito a fini di impasto nell'industria edile.
Quindi, visto che l'Assessore sovrintende e presiede il comparto edile in Val d'Aosta, è opportuno sì che non ci siano oneri finanziari da parte della Regione; però, d'altro canto, bisogna garantire un intervento organico per ripulire l'alveo della Dora e consentire l'utilizzo di tutto quel materiale che può essere impiegato ottimalmente a livello di industria edilizia.
Questo è l'auspicio che rivolgo all'Assessore e a quest'opera di programmazione di disalveo, che è stata testè citata.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Anch'io ringrazio l'Assessore per le spiegazioni che ci ha dato; sottolineo anch'io quanto già affermato dal Consigliere Tibaldi, e cioè la necessità di tener conto della volontà e della necessità delle imprese edili di poter utilizzare questo materiale, vantaggioso anche dal punto di vista economico.
Mi fa piacere che, ultimando la sua relazione, l'Assessore abbia indicato degli interventi come quello della ricognizione a tappeto sull'intero corso della Dora, che dimostrano la volontà da parte di quest'Amministrazione di intervenire in questa direzione, cioè cercando di considerare il disalveo non come qualcosa che distrugge, ma come qualcosa che serve per evitare eventuali esondazioni.
L'unica cosa che mi viene da chiedere è perché un anno fa nessuno aveva pensato a questi interventi.
