Objet du Conseil n. 497 du 23 février 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 497/X - Notizie di spostamenti del personale dipendente dalle centrali idroelettriche degli stabilimenti ILVA. (Interpellanza)
Interpellanza - Venuto a conoscenza che un certo numero di dipendenti delle centrali ILVA o ex ILVA vengono spostati ad Aosta nella collettrice, lasciando nelle centrali un numero di dipendenti che non garantirebbe, senza il ricorso a straordinari e doppi turni, un normale funzionamento degli impianti;
Sottolineando che la Regione ha deciso l'acquisto delle centrali stesse;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) se sono vere le voci sugli spostamenti di personale;
2) se nell'ottica di entrare in possesso delle centrali, la Regione non si debba preoccupare in questo periodo transitorio del mantenimento dell'occupazione;
3) cosa pensa di fare o cosa ha già predisposto in merito al problema in oggetto.
F.to: Chiarello
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Sarà una deformazione professionale la mia, ma quando sento parlare di ottimizzazione, ristrutturazione, automatizzazione, mi viene subito in mente che si stanno espellendo dei lavoratori da posti di lavoro. Non so cosa ci sia scritto sul vocabolario a fronte di queste parole: sta di fatto che alla fine è così.
Quando l'Ilva parla di ottimizzazione, di ristrutturazione, mi viene in mente a che punto aveva portato la Cogne, e se questa Amministrazione e lo Stato non facevano salti mortali, era arrivata al punto di chiudere. Allora, se l'Ilva parla di ristrutturazione e di centrali elettriche che non sono di fatto più sue perché sono della Regione, ci sono probabilmente dei tempi burocratici perché la Regione venga in possesso di queste centrali e crei una società che le gestisca; mi sembra però che in queste centrali almeno non dovrebbe deristrutturare.
Mi risulta che sono stati spostati dei lavoratori dalle centrali alla collettrice di Aosta e questa collettrice - da voci ben informate - dovrebbe essere uno scatolone al quale poi si dà un calcio, che nessuno vuole. Chiedo il congelamento di questa situazione anche perché conosco esempi di ristrutturazioni in centrali della bassa Valle: vuol dire non lasciare nelle centrali neppure il numero indispensabile, per cui il personale che rimane è costretto a fare straordinari pesantissimi, doppi turni di lavoro, e via dicendo.
In campo nazionale si chiede di diminuire l'orario di lavoro per far lavorare tutti, per cui nelle centrali elettriche, specialmente in quelle di proprietà della Regione, chiedo che non si portino al limite minimo di dipendenti e costringere quei pochi dipendenti che lavorano a fare doppi turni e straordinari.
Quindi con quest'interpellanza chiedo alla Giunta che nelle trattative con l'Ilva sostenga la necessità di far rimanere in questo periodo le persone al loro posto; poi la società che subentrerà farà quella ristrutturazione nell'ottica che funzionino bene e che non ci siano persone che fanno doppi turni e straordinari, e delle altre assistite dalla Regione, perché ricordiamo che quelle che escono deve poi sempre pagarle la collettività.
Vorrei sapere se ci sono novità in questo senso.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) - Il Consigliere Chiarello chiede se sono vere le voci sugli spostamenti di personale. In effetti Ilva Centrali Elettriche ha chiesto di spostare delle persone dalle centrali di Champagne e di Verrès alla collettrice di Aosta ed ha motivato questa richiesta con il fatto che attraverso l'automazione non sarebbe più necessario avere due unità per ogni turno, ma ne basterebbe una sola.
Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno richiesto all'Ufficio del lavoro un incontro fra azienda e Organizzazioni stesse. Come Assessore all'industria avevo incontrato l'amministratore il 13 gennaio, ho incontrato le Organizzazioni sindacali il 17 gennaio, e ho richiesto anche intorno al 10 febbraio che avvenisse questo incontro dando la mia disponibilità a partecipare. Ilva Centrali Elettriche finora si è sottratta a questo incontro dicendo che attende che vengano chiarite le problematiche più generali dell'Ilva e dell'insediamento aostano.
Qual è la nostra collocazione? Ovviamente se avremo la possibilità di partecipare a questo incontro comune con azienda e Organizzazioni sindacali, chiederemo che si tenga conto che ci si trova in una fase di passaggio. La realtà è che le centrali elettriche e i terreni non sono ancora di proprietà della Regione, passeranno ancora mesi e mesi; occorre prima approvare una legge che è stata presentata dalla Giunta al Consiglio, che consenta la formazione di società; queste società poi potranno acquisire le proprietà immobiliari e le centrali elettriche. In tale fase di transizione nascono dei problemi perché i vecchi proprietari sanno che non saranno più proprietari in futuro, hanno comunque finora la titolarità delle cose e tendono a fare manovre che, a volte, possono risultare incomprensibili.
Se avremo questo confronto entro il mese, come dice l'Ilva (se rispetterà questo impegno), in quella sede sosterrò che, in attesa che la Regione entri nella proprietà delle centrali, non vengano create delle premesse le quali successivamente possano avere conseguenza sulle scelte regionali. Quindi da questo punto di vista credo che la Regione sosterrà le posizioni espresse dalle Organizzazioni sindacali.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Ringrazio l'Assessore. Non sono del tutto soddisfatto di questa risposta perché in questo caso penso che la Giunta debba fare assolutamente pressione sull'Ilva.
Negli accordi con l'Ilva Cogne è stabilito che le centrali vengono acquisite dalla Regione; non si riesce a capire bene perché l'Ilva in questo mese o due sposta dei dipendenti, che poi sono sempre a carico dell'Ilva. Non riusciamo a capire dette manovre.
Nelle nostre precedenti discussioni abbiamo più volte parlato delle fonti rinnovabili che abbiamo in Valle d'Aosta; le centrali elettriche sono uno di quei poli di nuova occupazione che avevamo proposto in Valle, e ora rischiamo di perdere occupazione anche nelle fonti alternative. É per questo che invito l'Assessore a tampinare l'Ilva e a non lasciarle fare quello che vorrebbe fare.
