Objet du Conseil n. 4523 du 13 avril 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4523/IX Disegno di legge: "Organizzazione del sistema di emergenza sanitaria".
Presidente Ha chiesto di parlare il relatore, Consigliere Cristina Monami.
Monami (GV-PDS-SV) Siamo ad un momento importante della vita del nostro Consiglio perché parliamo di una legge significativa. È da molti anni che in Valle d'Aosta si parla della necessità di attivare una nuova organizzazione del sistema di emergenza sanitaria e con questo disegno di legge siamo giunti ad un punto di arrivo. Infatti se ne era parlato nella legge 66/83, se ne era parlato in passato e si era individuata l'area della emergenza urgenza quale settore chiave di un moderno sistema sanitario.
Quindi con il disegno di legge che oggi è sottoposto all'attenzione del consiglio si intende dare una istituzione che dia risposte immediate ad ogni chiamata di emergenza, che sia una organizzazione alle operazioni di soccorso ed eventuale trasporto dei pazienti, che possa istruire la popolazione sulle modalità di comportamento in caso di emergenza.
Caratteristiche fondamentali di questa organizzazione sono costituite dalla unificazione dei numeri di chiamata nel numero telefonico 118 e nella creazione di una rete regionale di comunicazioni dedicata appunto alla emergenza. Tutto ciò farà capo ad una unica centrale operativa, che sarà dotata di mezzi informatici e di personale specializzato, perché si possa offrire un servizio altamente qualificato e professionale.
Particolarmente funzionali allo scopo risultano l'assistenza traumatologica territoriale ed una puntuale e precisa organizzazione del dipartimento di emergenza ed accettazione, che sarà articolato in pronto soccorso medico, chirurgico, traumatologico, pediatrico, ostetrico-ginecologico e psichiatrico. All'interno dello stesso dipartimento di emergenza è altresì identificata un'area di terapia intensiva o subintensiva, denominata area critica dell'urgenza emergenza, e composta dal pronto soccorso e dalle unità operative di medicina d'urgenza, di accettazione, di cardiologia, di rianimazione e di terapia intensiva.
Molte sono le persone e gli esperti che si sono dedicati alla messa a punto di questo disegno di legge e molti sono stati i confronti che si sono avuti con l'estero e con le altre realtà italiane, dove questa strutturazione di emergenza funziona. Pertanto credo che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta debba approvare questo disegno di legge.
Presidente Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Per quanto riguarda il servizio di emergenza, che ci ha illustrato la collega Monami, era da tempo che si era giunti a buon punto nella sua realizzazione, mancava la pianta organica per farlo funzionare. Infatti, come ho già ricordato in altre occasioni, con legge regionale era già stato previsto il finanziamento per la costruzione della centrale operativa unica, i cui lavori sono stati appaltati da tempo dall'Assessorato ai Lavori Pubblici a cui compete questa funzione, e credo anche che questi lavori di costruzione della centrale operativa unica siano iniziati da tempo.
Come è stata approvata a suo tempo la deliberazione concernente il contratto con la Sip, che era già stato sottoscritto, perché il contratto riguarda gli impianti di telecomunicazione e manutenzione, e l'attivazione del numero telefonico unico 118. Inoltre erano stati previsti i collegamenti con i centri di traumatologia esistenti sul territorio, come anche era previsto l'utilizzo dei mezzi su gomma, integrati dall'elicottero con personale del soccorso alpino.
Erano altresì previsti anche corsi di formazione per la prepara-zione professionale del personale medico e non medico, perché per far funzionare il 118 o il servizio di emergenza occorre personale preparato sul piano professionale sia medico che non medico.
Mancava solo la pianta organica, che non era stata definita, prima, per il cambio di maggioranza avvenuto nel giugno 1992 in questo Consiglio regionale e, dopo, per non avere accolto la proposta di legge del gruppo Dc, che è rimasta bloccata in commissione e che rivedeva l'intera pianta organica dell'USL, all'interno della quale però era previsto l'organico da dare all'emergenza. Oggi, dopo continui rinvii, è stata presentata la proposta di legge della pianta organica 118.
Con la presentazione della pianta organica del 118 si è colta l'occasione per porre in essere anche altre modifiche: una modifica alla pianta organica del personale già esistente, ed anche modifiche al piano socio-sanitario regionale che era stato previsto con legge 56/88.
Quindi con questo disegno di legge per l'emergenza, oltre a prevedere la pianta organica dell'emergenza del 118, si è colta questa occasione per rivedere anche la pianta organica in piccola parte e per rivedere il piano socio-sanitario che è attualmente in vigore e che non è stato rivisto.
Queste modifiche sono comprensibili e alcune di esse sono anche giustificate, però sono modifiche che vengono portate all'ultimo Consiglio, in un clima elettorale e quindi anche clientelare. Io dico stiamo attenti - e l'ho detto anche in commissione - di non cadere nelle maglie della giustizia per voti di scambio, perché oggi i voti di scambio sono puniti, non si possono chiedere né dare, ed io credo che con questo disegno di legge si sia cercato anche di recuperare dei voti, come in clima elettorale e in clima clientelare si fa di solito.
Dirò dopo qual è il nostro pensiero sulle modifiche fatte sul piano sanitario e sulla pianta organica, ma prima voglio dire cosa pensiamo della impostazione data al 118. Appare chiaro, non solo a me ma anche ad esperti, che si è voluto realizzare una struttura superiore alle nostre reali necessità. Purtroppo dobbiamo constatare che il tutto è stato deciso fra pochi, senza ricercare il consenso generale e senza investire del problema anche altre unità operative che erano interessate, come quella di anestesia e rianimazione, che nessuno può dire che non è interessata all'emergenza e al 118.
Inoltre si ritiene che l'impostazione data al 118 e al servizio di emergenza non rispecchi le indicazioni date nel merito dal Consiglio superiore della sanità, ci sono impostazioni diverse da certe indicazioni che sono venute fuori da questo organismo, al quale credo si debba fare riferimento per ascoltare le indicazioni che da questo provengono.
Non si è tenuto conto degli indirizzi di tutte le organizzazioni sindacali mediche e non mediche; ho qui dei documenti di organizzazioni sindacali mediche e non mediche dell'ospedale regionale che reclamano di non essere state ascoltate, che dicono che sui loro suggerimenti non è stato aperto un confronto, ma che si è deciso nonostante avessero chiesto di aprire un confronto sulle loro proposte. Voglio richiamare l'attenzione del Consiglio anche sul comportamento dell'Assessore alla sanità, senza con questo voler fare delle polemiche; l'Assessore alla Sanità non si è mai presentato alla V commissione per illustrare il disegno di legge come avrebbe dovuto fare per competenza. Addirittura si è tentato in una occasione di snobbare la commissione stessa.
La fretta animava e anima tutti i diretti interessati; non ho mai visto tanta fretta nel portare avanti un disegno di legge come in questa occasione, anche se credo che il servizio di emergenza in Valle d'Aosta, pur avendo dei difetti, pur dovendo essere organizzato certamente in modo più razionale di quanto non sia attualmente, non risente di grandi carenze.
Siamo una regione delle più avanzate anche sul piano della costituzione dei gruppi dei volontari di soccorso, abbiamo 15 gruppi volontari del soccorso nella nostra regione e sono efficienti, organizzati, operano, lavorano e collaborano con i punti di soccorso che sono portati avanti anche dall'USL. Quindi non c'era tutta quella fretta, se non si vogliono realizzare certi obiettivi che magari con il 118 hanno poco a che vedere.
Ho avuto anche certe pressioni perché non si discutesse troppo sul disegno di legge, perché si lasciasse andare questo disegno di legge senza frapporre ostacoli di qualsiasi genere. Non amo le polemiche, tantomeno la polemica per la polemica, ma ritengo che ognuno debba esprimere il proprio parere, sostenere ciò che pensa e soprattutto cercare di dire la verità.
Per questo mi sento di affermare che almeno in parte, come dicevo all'inizio del mio intervento, questo disegno di legge è stato elaborato in funzione di alcune sistemazioni clientelari, che questo disegno di legge tende a creare una struttura che apre a nuovi e molti primariati all'interno dell'ospedale regionale. Ritengo di poter affermare che è un anticipo, direi quasi un acconto di un nuovo piano sanitario che non tiene affatto conto della realtà in cui si dovrà andare ad operare.
Ritengo che questo servizio di emergenza debba essere una struttura collegata al territorio, in grado di garantire il soccorso a quanti ne hanno bisogno, capace di far fronte alle esigenze che ci sono e che la gente ha, e non soddisfare certi appetiti che vengono da più parti, né tantomeno essere l'occasione per mettere in atto iniziative diverse che con il 118 hanno poco o niente a che vedere.
Se quanto prevede questo disegno di legge viene oggi approvato, ritengo che sarà molto difficile metterlo in pratica così come è previsto, non tanto per la mancanza di infermieri professionali, che certamente sussiste, quanto perché il disegno di legge non tiene conto effettivamente della realtà in cui dovrà operare.
Manifestati questi rilievi, ritengo che sarebbe stato necessario un maggiore approfondimento, un approfondimento che sarebbe potuto avvenire in tempo utile se non si fosse atteso l'ultimo Consiglio regionale per affrontare il problema.
Non ho chiesto neanche di esprimere il parere in V commissione per discutere il disegno di legge del gruppo Dc sulla pianta organica dell'USL; poteva essere quella l'occasione per abbinare la discussione del disegno di legge sulla pianta organica, che avevamo proposto e che era rimasto fermo in commissione, con la discussione di questo disegno di legge.
Non siamo venuti qui a discutere il disegno di legge sulla pianta organica, perché abbiamo ritenuto che fosse difficile confrontare le rispettive posizioni quando da una parte si sono assunti impegni verso persone e si sono fatte già delle scelte definitive. Sono convinto che se in questa sede proponessimo degli emendamenti, non sarebbero accolti dalla maggioranza di questo consiglio, come del resto è avvenuto in altre occasioni quando li abbiamo presentati.
Come dicevo all'inizio, con questo disegno di legge si effettuano modifiche al piano socio-sanitario e alla pianta organica dell'USL; c'è il tentativo di mettere in atto, dopo quello che è avvenuto nel 1988, una ulteriore anche se minima "pianola". Allora la chiamammo pianola, perché anziché un grosso piano sociosanitario la montagna partorì il topolino e si disse allora che quello non era un piano socio-sanitario ma era una pianola. Oggi si tenta con questo disegno di legge di realizzare una minima pianola. Infatti che significato ha prevedere con il 118 l'accorpamento delle due chirurgie generali in una unica chirurgia? Mentre si sta discutendo della emergenza del 118, si coglie l'occasione per dire che non ci sono più due chirurgie, ma una sola: questo quale significato ha, se non quello di garantire qualcosa a qualcuno, come fu garantita la stessa cosa quando furono istituite le due chirurgie? Il che lascia pensare che allora, come oggi, c'è un obiettivo.
Ma voi pensate che qualcuno avesse la volontà di realizzare e di mettere in atto due chirurgie all'interno dell'ospedale regionale? Vi devo dire con tutta sincerità che quando qualcuno ha accennato alla realizzazione di due primariati di chirurgia generale all'ospedale regionale, mi sono sempre opposto.
Ho detto chiaramente che questa cosa non s'aveva da fare e che si aspettava la revisione del piano socio-sanitario per vedere se era possibile eliminarla dal piano socio-sanitario che l'aveva prevista. Magari si doveva vedere se era possibile trasformare la chirurgia generale in chirurgia toracica, questo sì che era necessario farlo all'interno dell'ospedale, perché una chirurgia toracica di fatto esiste ma non è riconosciuta.
Credo che qui si dimostri più preoccupazione verso una persona che verso la collettività: ci si preoccupa di unificare le due chirurgie, che restano quelle che sono, però non ci si preoccupa di fare un discorso di piano socio-sanitario. E allora perché non è stata prevista, Assessore, l'unità operativa di radioterapia, l'unità operativa di dermatologia, altre unità operative che noi indicavamo anche nella pianta organica che avevamo presentato e che è stata portata in discussione in commissione.
Invece no: qui si coglie l'occasione del 118 per togliere certe preoccupazioni a qualcuno, ma non togliamo la preoccupazione alle centinaia di malati di cancro che devono andare continuamente ad Ivrea per sottoporsi a cure ed applicazioni, non prevedendo nel nostro ospedale una unità operativa che eviti il disagio a questa gente che deve andare fuori Valle per curarsi, che deve emigrare per curarsi.
Le organizzazioni sindacali hanno sempre rivendicato la revisione del servizio di igiene pubblica e ambientale, la difesa della salute del lavoratore negli ambienti di lavoro; c'era da realizzare una unità operativa di sicurezza del lavoro e di impiantistica all'interno del servizio n.1, come di altri servizi di igiene pubblica, però questo non si prende in considerazione nonostante che da un anno le Organizzazioni Sindacali. battano questo chiodo all'interno della V commissione.
Negli incontri che le Organizzazioni Sindacali. hanno avuto con l'Assessore all'Industria e con l'Assessore alla Sanità hanno rivendicato un maggior intervento pubblico per portare avanti un discorso di antinfortunistica nei cantieri di lavoro, ma questo non viene previsto con il 118. Così come si prevedono altre cose, si potevano prevedere interventi urgenti e più utili, e invece si pensa alla unificazione delle due chirurgie, che nessuno avrebbe toccato.
Come dicevo, c'è stato l'aumento di qualche unità di personale medico e non medico in alcune unità operative, ma non in altre, che pure ne avevano fatto richiesta. Perché anche in queste non si è prevista una variazione della pianta organica? Invece siamo andati a ricercare quelle che, non lo so, ci erano più vicine, erano più attendibili nel momento che stiamo attraversando, in prossimità delle elezioni regionali.
Concordo con quanto è stato previsto in questo disegno di legge per quanto riguarda l'unità operativa di traumatologia, che andava costituita da tempo perché è collegata all'emergenza, concordo sul discorso del personale amministrativo, da dare anche alle unità operative all'interno dell'ospedale regionale per sollevare gli infermieri professionali dai compiti amministrativi a cui oggi vengono sottoposti.
Queste erano richieste che erano contenute anche nella nostra pianta organica, erano le richieste delle Organizzazioni Sindacali. mediche e non mediche; ma dovevamo anche affrontare la realizzazione di quegli obiettivi che oggi sono indispensabili, per evitare ai nostri cittadini di doversi curare fuori Valle, io dico all'estero per dire fuori Pont-Saint-Martin, realizzando certe strutture nella nostra regione.
Quando a suo tempo presentammo la revisione della pianta organica, ci fu detto che questa pianta organica non poteva andare avanti perché doveva essere collegata alla revisione del piano socio-sanitario. Avevamo chiesto di collegarla al discorso dei posti letto, perché i tempi per realizzare il piano socio-sanitario sarebbero stato lunghi.
Avete dimostrato anche voi che i tempi del piano sociosanitario sono lunghi ed avete colto l'occasione del 118 per recepire alcune richieste che erano contenute in quella pianta organica e che sono pervenute anche dalle Organizzazioni Sindacali. mediche e non mediche; ma non avete recepito quello che era più importante e che sarebbe venuto fuori se fosse stato possibile realizzare, a livello di commissione, una discussione e un confronto su questo disegno di legge più ampio di quello che non c'è stato.
Ho visto la fretta con cui si è fatto esprimere parere in commissione; per fare maggioranza e perché questo disegno andasse avanti così com'è, si è ripresentato anche il presidente della commissione, che non veniva più e che si era quasi dimesso dalla commissione. Ho capito che se anche avessimo presentato degli emendamenti, con questo spirito e con questa volontà non sarebbero stati accettati.
Andate pure avanti su questo discorso; noi di questa legge diremo quello che è positivo e quello che è negativo, lo diciamo qui e lo diremo anche all'esterno, perché non è giusto cercare in certi momenti di realizzare determinati obiettivi che più rendono sul piano elettorale e clientelare e che invece non rendono alla collettività, di cui dobbiamo certamente tenere conto.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Cout, ne ha facoltà.
Cout (GV-PDS-SV)Vi sono alcuni emendamenti che volevamo presentare, emendamenti che sono stati fatti presenti dalle Organizzazioni Sindacali., che possiamo definire più che altro tecnici o che si riferiscono ad errori formali di scrittura che erano stati commessi all'atto della stesura.
Questi emendamenti verranno distribuiti e ognuno potrà leggerli. Vi è un emendamento all'articolo 5 dove si sostituisce "pronto soccorso traumatologico" con "ortopedico traumatologico; si aggiunge all'articolo 5, comma 4, "medicina nucleare"; all'articolo 14, comma 2, si deve aggiungere una lettera c); di nuovo si sostituisce "pronto soccorso ortopedico traumatologico" al posto di "pronto soccorso traumatologico" al punto 2 dell'allegato C; si deve sostituire all'allegato D, punto 1, la frase tra parentesi con la frase: "(le aree funzionali e le discipline dei posti di aiuto e assistente saranno deliberate dalla Giunta regionale, previo parere dell'USL..."; infine al punto 5, per una indubbia carenza che esiste e per motivi di presenza della unità operativa di chirurgia vascolare ed angiologia nei turni che dovrebbero rientrare nell'assistenza 24 ore su 24, si tratta di aumentare, invece che di un posto, di un posto di assistente medico ospedaliero e di un posto di aiuto medico corresponsabile.
Questa è una carenza che sul territorio era stata rilevata proprio dal Consigliere Beneforti per il funzionamento dei poliambulatori di Donnas, dove ci sono dei macchinari che hanno dei problemi per essere avviati a causa del personale.
Per il momento termino qui per lasciare ad altri la possibilità di intervenire, per poi replicare in chiusura di discussione.
Presidente Ha chiesto di parlare la Consigliere Cristina Monami, ne ha facoltà.
Monami (GV-PDS-SV)Scusatemi, colleghi della Giunta, ma sono un po' perplessa perché il Consigliere Beneforti ha fatto delle affermazioni grosse e forti, ha parlato di voto di scambio e non possiamo certo far finta di non averla sentita questa locuzione. Io non posso far finta di non averla sentita e gli domando chi ha chiesto dei favori a chi, qual è la posta in gioco; ci dica qualcosa di più perché io sono esterrefatta.
Questa Giunta è accusata di varare all'ultimo momento una legge per motivi clientelari e nessuno dice niente; io voglio saperne qualcosa.
Il giudice Caselli ha avuto il coraggio di mandare l'avviso di garanzia a quello che tutti noi ritenevamo l'uomo più potente d'Italia, è stato definito Belzebù, è stato definito il grande burattinaio, è stato definito in mille modi. I giudici di Mani Pulite hanno avuto il coraggio di decapitare il vertice del Psi, ma io non credo che il Consigliere Beneforti non abbia il coraggio di fare qui dei nomi, ha fatto delle affermazioni ma io voglio sapere, voglio chiarire questa cosa e chiedo a tutti quanti di aiutarmi a farlo.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Cout, ne ha facoltà.
Cout (GV-PDS-SV) Diceva il Consigliere Beneforti che si era giunti a buon punto nella definizione di una legge che determinasse l'organico del 118, dipartimento di emergenza; io direi che si era giunti forse a buon punto per definire quello che era l'organico, ma successivamente alla stesura del famoso documento del maggio 1991 ed alla legge che il Consigliere Beneforti aveva preparato sull'organico dell'ospedale prima che cambiasse la maggioranza e quindi la Giunta regionale, sono stati fatti dei passi in avanti perché la questione del 118 è stata posta in modo molto diverso.
Non si è qui solo partiti da una definizione dell'organico, ma rispetto al documento tecnico che era stato elaborato dalla commissione regionale del 1991 e a differenza della legge che il Consigliere Beneforti aveva preparato, questa legge, anche se aderisce all'impianto organizzativo che era stato individuato nel documento, va oltre la semplice istituzione di una centrale operativa sanitaria e mette finalmente mano alla riorganizzazione del momento ospedaliero, cioè del pronto soccorso, del dipartimento di emergenza, secondo un concetto che è definito in questa legge e che è un concetto di sistema integrato dell'emergenza che vede strettamente collegati fra di loro sia il momento territoriale che il momento intraospedaliero.
Quindi non si dà una risposta solo alla fase che si riferisce agli interventi che vanno fatti prima dell'arrivo in ospedale, ma si definisce molto chiaramente cosa si deve fare in pronto soccorso. Infatti uno degli aspetti innovativi di questa legge è rappresentato da quello che in questa legge viene chiamato triage, che avviene in pronto soccorso e in parte già sul territorio.
Questo significa che chiunque si rivolga alla struttura ospedaliera dopo che la legge sarà messa in funzione, non dovrà più suonare il campanello ed aspettare, con i disagi che tutti ci sentiamo ricordare dai giornali, ma sarà immediatamente accolto e visitato da un medico, saranno valutate la gravità del suo caso e le eventuali successive necessità di diagnosi nell'ambito degli specifici ambulatori di pronto soccorso. Qui avverrà quello che si diceva già prima, cioè si deciderà cosa deve essere fatto del paziente.
Un altro triage avviene sul territorio: ci saranno i medici che visiteranno i pazienti, saranno medici preparati con circa sei mesi di corso, e questa preparazione permetterà una certa sicurezza di diagnosi.
Un altro filtro avverrà con i centri traumatologici e qui potranno avvenire i primi interventi di poca entità e solo gli interventi più gravi dovranno essere fatti in ospedale.
Diceva il Consigliere Beneforti che probabilmente ci sono stati dei lavori frettolosi e che non si è voluto discutere in commissione. Io per due o tre volte ho aspettato fuori, seduto nella sala, di essere chiamato in commissione per discutere di questa legge ma ogni volta mi è stato detto che era passato tutto, e mi trovo ancora con i miei emendamenti da presentare in Consiglio regionale.
Probabilmente tutto questo è determinato, come ad ogni fine legislatura, dal fatto che tutta una serie di leggi che si accumulano nel corso della legislatura, devono essere votate, se il Consiglio lo intende fare, in questa ultima giornata, tant'è vero che stamattina ne abbiamo votate una trentina; però posso garantire che questa legge è stata preparata da un nutrito gruppo di persone, che questo gruppo di persone - come diceva la Consigliere Monami - ha assunto delle informazioni in altre regioni ed anche all'esterno, ha avuto dei confronti con una serie di interlocutori che vanno dai tecnici della informatica ai tecnici della Sip, a tutta una serie di altre persone, che hanno per quanto di loro competenza portato delle considerazioni, hanno portato degli spunti di discussione che poi sono stati recepiti dalla legge stesse.
Per questo ci tenevo a distinguere questa legge dal punto in cui si era arrivati prima, in quanto è una legge che ha un contenuto diverso e non solo una determinazione della pianta organica.
Per ciò che riguarda il voto di scambio, non so a cosa si riferisca il Consigliere Beneforti, vorrei saperlo. Per quanto mi riguarda, posso garantire il Consigliere Beneforti che non ho discusso con nessuno di un voto di scambio, anche perché non è mia intenzione ripresentarmi alle elezioni regionali del 30 maggio, per cui non ho proprio problema alcuno a dire che il voto di scambio in questo momento mi interessa ben poco.
Volevo aggiungere che negli incontri che abbiamo avuto con i sindacati medici e non medici e con gli operatori del settore, sono state apportate alcune modifiche, dopo di che il testo è stato presentato ed ha avuto una approvazione in generale più che positiva da parte di tutte le organizzazioni, anche se da parte di alcuni vi sono state delle osservazioni.
Un'organizzazione sindacale, che ci suggeriva alcuni emendamenti che sono stati recepiti e che sono stati distribuiti, in seguito all'incontro avuto in merito al disegno di legge regionale "Organizzazione del sistema di emergenza sanitaria" ci scrive quanto segue: "Ci preme esprimere il nostro compiacimento e la nostra approvazione per quanto si intende attuare per far fronte alle emergenze. Prendendo in esame i vari articoli di legge, riteniamo che i principi generali, il sistema di allarme sanitario, il sistema di assistenza traumatologica territoriale, siano ben espressi, definiti e fondamentalmente ben strutturati".
C'è un'altra questione che mi preme sottolineare: questo è un disegno di legge che non vuol essere esaustivo, non vuol essere un disegno di legge che risolve una volta per tutte, ma le stesse unità di personale che vengono individuate potranno essere riviste nel termine di due anni, che vuole essere un termine di sperimentazione di questa legge. Tant'è vero che nello stesso progetto di legge diciamo che fra due anni il Consiglio regionale dovrà decidere le eventuali correzioni da apportare a questo disegno di legge.
In merito alla questione della chirurgia generale diceva il Consigliere Beneforti che non aveva capito bene perché erano state individuate due chirurgie. Non sapevo che il Consigliere Beneforti fosse di questa idea, penso che adesso finalmente ci troveremo d'accordo se le abbiamo riaccorpate in una sola, altrimenti non vedrei il motivo perché il Consigliere Beneforti si sia lagnato del fatto che una volta a suo tempo ne erano state individuate due. Quindi mi sento ancora più sicuro della scelta che è stata fatta.
Non vorrei in questo momento entrare nelle questioni più particolari, eventualmente si potrebbe fare in occasione della discussione dei vari articoli. Vorrei solo ricordare perché secondo me è molto importante che si vada a votare subito questo disegno di legge, e vi voglio solo riportare alcuni dati.
Nella popolazione al di sotto dei 45 anni la principale causa di morte e di invalidità è rappresentata dalla patologia traumatica che si verifica in ambiente domestico, sulle strade e sui luoghi di lavoro.
La percentuale di mortalità e quelle che vengono chiamate le sequele invalidanti possono essere significativamente ridotte diminuendo il tempo che intercorre fra l'evento acuto che si è verificato e l'instaurazione delle prime terapie qualificate, cioè il pronto intervento che se avviene nel limite di mezz'ora ha un certo risultato, se avviene dopo ne ha un altro. Se si interviene prima di mezz'ora, da calcoli che si sono fatti, si riesce a risparmiare il 30 percento dei casi di mortalità.
Comunque con il pronto intervento si previene la mortalità pre-ospedaliera, si prevengono le sequele invalidanti, i tempi di degenza media, l'afflusso incongruo al pronto soccorso. Per ciò che riguarda le sequele invalidanti, purtroppo non è assolutamente colpa loro e voglio qui ricordare i casi che molte volte il Consigliere Beneforti ci ricorda di persone portatrici di handicap o persone che hanno bisogno di cure particolari, vorrei solo far presente che un paziente tetraplegico in età lavorativa costa alla società mediamente un miliardo e mezzo.
Questo non per voler portare dei dati eclatanti, che possono fare colpo, ma per dire che se vogliamo cominciare a pensare che il dipartimento di emergenza ci deve servire non per le elezioni ma per mettere in piedi finalmente un servizio valido per l'utente, che può costare per metterlo in piedi, ma che ci permetterà di risparmiare non solo in denaro ma in tutta una serie di carichi pesanti per l'utente che purtroppo ne ha bisogno, dobbiamo cercare di farlo al più presto.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) J'ai écouté les interventions précédentes et je voudrais à mon tour faire quelques réflexions sur ce projet de loi.
C'est un projet de loi qui doit être examiné pour ce que le projet prévoit, non pour ce que quelqu'un veut lire dans ce projet. Je trouve imprudent et offensif ce que M. Beneforti a dit: imprudent, parce qu'il suffirait faire une analyse des différentes résolutions, projets et délibérations adoptées dans une certaine période pour avoir certains résultats, et je suis disponible à le faire ensemble; offensif, car, lorsqu'on est à même de soutenir certaines thèses, on doit arriver jusqu'au fond, c'est-à-dire ou on dit clairement ce qu'on veut dire, ou bien on se tait, autrement on risque de faire une "azione intimidatoria", de ne pas donner la possibilité de discuter clairement, ouvertement, un projet de loi.
Nous ne sommes pas ici pour allouer des places; nous sommes ici pour prédisposer un projet de loi qui a des objectifs, qui ont été partagés, non pas pour une personne mais pour des catégories syndicales et pour une série d'autres opérateurs sanitaires. Par conséquent je crois qu'on est dans la liberté de dire ce qu'on veut, ce qu'on pense et, j'espère, ce qu'on pense sérieusement et non pas avec des arrière-pensées.
On oublie parfois de revenir à la loi, qui est un peu le point de repère de l'action qui a été menée pour arriver à certains résultats; je me réfère à la loi 502 de fin décembre 1992. Cette loi représente le texte auquel on doit se référer pour ce qui est des projets sanitaires dans notre Région, comme on l'a fait à son temps pour la loi de 1978.
Cette loi, qui a déjà été citée au moment où il fallait décider sur la catégorie des hôpitaux, a des points importants, en particulier l'article 1er, V comma, qui dit: "Le regioni adottano o adeguano con le modalità previste dai rispettivi statuti i piani sanitari regionali, uniformandoli alle indicazioni del piano sanitario nazionale e definendo i modelli organizzativi dei servizi in funzione delle specifiche esigenze del territorio e delle risorse effettivamente a disposizione". C'est le point de départ: ou il y a une analyse sérieuse de ce qui existe et de ce qu'on veut faire, ou bien on risque de ne pas comprendre le projet.
Il y a un autre point plus spécifique. Quelle est la raison pour laquelle on a jugé important, voire indispensable, de fixer un délai pour présenter au moins un projet qui était urgent face au décret approuvé au mois de mars 1992, qui a été par la suite objet d'une plainte au TAR et cetera, et qui était nécessaire pour approuver le projet des urgences? En effet l'article 4, IV comma, de la 502 dit: "Possono essere costituiti in azienda gli ospedali destinati a centro di riferimento della rete dei servizi di emergenza, dotati del dipartimento di emergenza come individuato ai sensi dell'articolo 9 del decreto del marzo 1992 (...) e successive modificazioni e integrazioni".
J'ai voulu citer cette partie, parce qu'un élément qualifiant d'un hôpital est celui d'avoir un système d'accès et de gestion des urgences qui soit à même de donner des résultats et surtout de donner des réponses à un plan sérieux et sans doute courageux comme celui que nous avons présenté. En plus, il y a des indications précises pour ce qui est de l'activité qui est liée à un point que j'estime très important: "partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini", là où à l'article 14 on dit: "Le regioni e le province autonome devono mettere in atto un sistema di indicatori di qualità dei servizi e delle prestazioni relativamente alla personalizzazione e umanizzazione dell'assistenza, al diritto alla informazione, alle prestazioni eccetera". Je crois que le projet va respecter ces trois principes et donne une réponse correcte à cette attente de la part des citoyens.
J'estime par conséquent que les trois points principaux de cette loi sont la réorganisation du système territorial, là où, il est vrai, existait déjà un système, mais le système devait être mis à jour, et la loi dit clairement ce qui signifie un système qui doit fonctionner en accord avec les autres systèmes parallèles, par exemple avec le programme de protection civile, et qui par la suite doit arriver à un système qui est celui de l'hôpital.
Quelqu'un a dit qu'on avait déjà délibéré une convention avec la SIP; je crois que les problèmes des rapports avec la SIP sont les problèmes les plus difficiles, car là il s'agit du système de raccord entre l'activité sur le territoire et la possibilité de donner une information correcte et ponctuelle.
Les investissements qui avaient été faits à son temps étaient les investissements prévus dans la délibération qui tout simplement disait: "Esiste il centralino del 118". Au contraire on a discuté pendant des mois pour établir un système qui dépasse entièrement le système précédent, qui ne prévoyait que la possibilité de recevoir les appels et qui allait prévoir des difficultés à donner des réponses.
On a entièrement modifié ce système avec la collaboration des techniciens de la SIP, ainsi que la collaboration des techniciens de l'INVA, la collaboration des techniciens de l'hôpital, qui ont suivi ce problème qui est le principal par rapport a l'organisation. Il ne s'agit pas tout simplement d'avoir un numéro 118; il s'agit d'avoir la possibilité de garantir une réponse dans le plus bref délai à ceux qui vont faire appel au 118 de n'importe où.
C'est un système qui est adopté d'une façon expérimentale, et c'est le point à souligner dans ce système, c'est-à-dire le problème de ce qu'on veut faire pour précéder les temps. Ce qui signifie prévoir des systèmes qui pourront être adoptés dans les autres Régions d'ici quelques années et qui au contraire pourront être adoptés dans notre Région grâce à la collaboration avec le centre national de recherche, qui a été contacté, qui a donné sa disponibilité pour suivre la phase très délicate de la mise à jour du système de raccord avec la centrale 118 et la gestion des transports, le système de communication des images directement de la part des ambulances, de l'hélicoptère et cetera.
Là c'est un noyau important, l'expérimentation, qui ne signifie pas faire des essais au niveau régional, mais qui signifie prévoir une organisation qui donne des réponses qui sont à l'avant-garde par rapport à ce qui se passe sur le territoire national.
C'est évident qu'au moment où on va approuver ce projet de loi, on n'a pas résolu le problème; on a donné les instruments pour résoudre le problème des urgences dans un certain délai, dans le délai de quelques années, en sachant qu'il y aura la possibilité de prévoir l'embauchage de personnel qualifié, la formation et les structures.
Voilà, M. Beneforti, la différence qui existe entre un système et l'autre; ça a été un projet qui a été discuté avec toutes les forces sociales intéressées, qui a eu des moments intéressants de dialectique, qui a eu des modifications face aux requêtes qui ont été présentées.
Quant à certaines affirmations qui ont été faites: "On ne parle pas de la radiothérapie, on ne parle pas de la dermatologie et cetera", les responsables de la dermatologie ont été invités à dire comment on pouvait justifier quelque chose dans ce projet, et vu que ce projet a une fonction relative, on ne pouvait pas tout dire et tout faire dans ce projet de loi. Par conséquent les requêtes justes d'un secteur pourront être satisfaites dans un autre moment où on pourra revoir le plan dans son ensemble.
J'aurais accepté la critique de M. Beneforti si par hasard on allait donner une réponse à un secteur qui n'était pas directement lié à l'urgence; je crois que correctement on a dû prendre acte qu'il s'agit d'un projet lié aux urgences, par conséquent uniquement les projets qui sont liés aux urgences peuvent avoir une réponse.
Quel est le sens de l'urgence par rapport à une modification comme celle des deux chirurgies? M. Beneforti connaît la réponse: il s'agit d'une liaison indirecte, pour la simple raison qu'à la gestion de l'hôpital est liée la question des "guardie interdivisionali", pour gérer cette question il fallait trouver un système qui puisse grouper les différents organes, les différents responsables. Voilà la raison pour laquelle on a indiqué des modifications importantes.
Quant à la radiothérapie la réponse est la même: la radiothérapie ne représente pas l'urgence, elle représente un problème important qu'on devra prendre en considération si on va dans la direction d'avoir une augmentation de la disponibilité des lits. C'est la raison pour laquelle on n'a pas indiqué la radiothérapie dans ce projet, qui est un projet qui respecte les indications qui sont venues de la part des forces médicales et non, un projet sérieux, un projet qui prévoit des temps.
Pour ce qui concerne l'engagement financier d'un projet de ce genre, je crois que l'engagement financier est lié à la possibilité d'embaucher dans un certain délai les responsables, ce qui n'est pas possible dans le bref délai.
On a un moyen utile, important; on a même prévu qu'il y ait à une certaine échéance la possibilité de faire un compte rendu de ce qui s'est passé jusqu'à présent et de résumer les résultats qu'un projet de ce genre a donnés.
Et donc par ce projet de loi on a toutes les garanties pour responsabiliser les dépendants à n'importe quel niveau et on a valorisé tous les responsables du bénévolat, qui par convention pourront continuer à travailler en accord avec les dépendants de l'USL. On peut tranquillement dire que c'est un projet de loi qui va dans la direction de donner des lignes maîtresses qui pourront marquer un pas de l'avant pour le futur.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC)Non ho molto da aggiungere a quello che ho già detto. Se non ho capito male dal discorso che faceva all'inizio il Consigliere Rollandin, devo dire che non intendevo offendere proprio nessuno. Il mio discorso non è stato improntato ad una volontà offensiva nei confronti di nessuno, tantomeno di colleghi. Non sono entrato nel merito e nelle particolarità della legge per quanto riguarda il discorso del 118 e dell'organizzazione della emergenza.
Ho fatto alcuni apprezzamenti, ho fatto alcune riflessioni sul modo con cui era stato organizzato il 118; ho detto che non rispondeva a determinati principi che erano previsti da certi dettami, ma ho voluto rimarcare (questo lo riconfermo) che nella legge regionale dell'emergenza non aveva significato includere l'eliminazione delle due chirurgie generali, dal momento che nessuno aveva intenzione di attivare due chirurgie generali in un ospedale come il nostro.
Ho anche affermato che a qualcuno che aveva fatto certe richieste io mi sono sempre opposto, perché non ritenevo giuste accoglierle. Ho detto invece che era possibile, anziché eliminare una chirurgia, trasformarla in chirurgia toracica; chirurgia toracica che di fatto esiste ma che non è riconosciuta come unità operativa. Ed ho detto che qui si era voluto dare assicurazione a qualcuno, e sorridendo ho aggiunto che si poteva trattare di voti di scambio. Stiamo attenti, ho detto, siamo in campagna elettorale, e ci può essere il tentativo di qualcuno che in prospettiva vuole attivare una chirurgia generale.
Mi domando perché erano state fatte le due chirurgie a quel momento: forse sono le stesse motivazioni per le quali oggi si vogliono riunificare.
Questo discorso l'ho detto sorridendo, per sottolineare il fatto che siamo in clima elettorale e clientelare, e questo è vero, lo si vede da altri passaggi che ci sono in questo disegno di legge, non nascondiamoci dietro un dito.
So benissimo tutto il discorso che ha fatto il collega Rollandin; ma se dobbiamo rivedere il piano sanitario, allora dovevate fare una proposta di revisione del piano socio-sanitario e non aspettare il disegno di legge sul 118 per abbinarci quello che vi interessava e lasciar fuori quello che non interessava. C'era tutto il tempo per portare avanti un discorso di revisione del piano sanitario, allora dovevamo rivederlo.
Volevamo rivedere la pianta organica dell'USL? Potevamo farlo; c'era un progetto di legge, c'è stato l'Assessore Cout che per mesi, da luglio a dicembre, ha mandato avanti l'impegno a presentare un disegno di legge della Giunta relativo revisione della pianta organica dell'USL, e siamo arrivati oggi all'ultimo Consiglio di questa legislatura senza che questo progetto di legge sia stato presentato. E si viene fuori a ricercare alcuni aspetti della pianta organica e si infilano nella legge dell'emergenza del 118.
Allora, signori, non è che vengo qui a dire certe cose campate in aria; si poteva fare il piano socio-sanitario se c'era la volontà, si poteva fare la pianta organica e si poteva fare il discorso del 118. Invece voi avete voluto fare il 118 e riassumere nel 118 quelle iniziative che interessavano a qualcuno.
Sul 118 ripeto che non sono entrato nel merito, ho fatto i miei rilievi e le mie osservazioni, ho detto quello che non condividevo che fosse stato infilato dentro questo disegno di legge, perché aveva un sapore tutto diverso da quello che realmente era, trattandosi esclusivamente di un disegno di legge per il servizio di emergenza e per il servizio del 118.
E sono d'accordo anche io che deve essere data una organizzazione più razionale ai nostri servizi di intervento e di soccorso in tutta la Regione, l'ho sempre sostenuto e lo sostengo oggi, l'ho sostenuto quando ero ai banchi del governo e lo sostengo anche oggi dai banchi dell'opposizione, perché nessuno qui nega che non si debba fare un servizio di emergenza.
So bene quello che comporta il dipartimento di emergenza, Consigliere Rollandin: so cosa vuol dire la centrale operativa unica, conosco tutti quegli aspetti che sono necessari per realizzare un pronto soccorso, ma non possiamo far passare con una legge anche altre iniziative che con l'emergenza non avevano niente a che fare. Questo l'ho voluto richiamare e rimarcare, e mi auguro che chi sarà nel prossimo Consiglio quelle storture che ci sono in questo disegno di legge voglia rivederle.
E allora come mai si prevede di unificare le due chirurgie, andando così a modificare un piano sanitario, e non si riportano nello stesso tempo in questo disegno di legge quelle iniziative che la gente aspetta e che sono urgenti, come ad esempio il servizio di radioterapia ed altri servizi che ci sono? Perché non si è fatto un discorso di primariato della urologia diverso da quello che è attualmente e che era richiesto dai professionisti dell'urologia, cioè di uscire dalla chirurgia generale per avere una diversa autonomia? Invece si è preso in considerazione in questo disegno di legge solo quello che interessava più da vicino.
Ed è questo fa nascere quei dubbi che prima dicevo, perché in questa occasione, così come voi avete deciso di intervenire su certi aspetti, si poteva intervenire su altri e rendere dei servizi più efficienti alla collettività valdostana.
Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'articolo 1:
Capo I Principi generali
Articolo 1 (Il sistema di emergenza sanitaria)
1. La Regione istituisce il sistema di emergenza sanitaria, inteso come l'insieme delle funzioni di soccorso, trasporto e comunicazione fra loro combinate ed organizzate al fine di assicurare l'assistenza sanitaria per ogni situazione che si presenti in modo improvviso e con caratteristiche tali da poter provocare conseguenze critiche e che necessiti di trattamento immediato.
2. Il sistema di emergenza sanitaria è assicurato in maniera coordinata ed uniforme sull'intero territorio della Regione ed è articolato come segue:
a) sistema di allarme sanitario;
b) sistema di assistenza traumatologica territoriale;
c) sistema di accettazione e di emergenza sanitaria.
3. I sistemi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, per quanto riguarda le macroemergenze, devono possedere il necessario collegamento funzionale con la Protezione Civile, di cui alle leggi regionali 18 febbraio 1983, n. 4 e 31 luglio 1986, n. 37.
4. Il piano regionale di Protezione Civile, approvato con deliberazioni del Consiglio regionale n. 3692/VIII in data 20 aprile 1988 e n. 2013/IX in data 22 aprile 1991, sarà adeguato alle norme di cui alla presente legge entro 180 giorni dall'entrata in vigore della stessa.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 1.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 2:
Capo II Il sistema di allarme sanitario
Articolo 2 (Definizione)
1. Il sistema di allarme sanitario organizza l'intervento di emergenza sul territorio, assicurando la risposta alla chiamata del paziente, il suo soccorso e l'eventuale trasporto verso centri ospedalieri.
2. Il sistema di allarme sanitario è assicurato da un'unica centrale operativa denominata "Valle d'Aosta Soccorso" che copre l'intero territorio regionale. La centrale operativa si può avvalere delle associazioni e degli Enti pubblici e privati che operano nel settore dell'emergenza e del trasporto infermi.
3. L'operatività del sistema di allarme sanitario è garantita mediante l'unificazione dei numeri di chiamata di soccorso sanitario nel numero telefonico unico "118" e mediante la costituzione di un'unica rete di comunicazione.
4. I modelli organizzativi relativi alle comunicazioni ed alle operazioni di soccorso e di trasporto, di cui al comma 1, sono definiti nell'allegato A alla presente legge, che costituisce parte integrante della medesima.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 2.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 3:
Articolo 3 (Erogazione delle prestazioni)
1. La chiamata di soccorso con il numero telefonico unico "118" è gratuita.
2. Le modalità di erogazione delle prestazioni di cui all'articolo 2 sono definite nell'allegato B alla presente legge.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 3.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 4:
Capo III Il sistema di assistenza traumatologica territoriale
Articolo 4 (Definizione)
1. Il sistema di assistenza traumatologica territoriale si articola nei Centri traumatologici quali sedi di primo soccorso, per patologie da trauma ortopedico, distribuiti sul territorio regionale.
2. I Centri traumatologici rappresentano un'ulteriore articolazione del sistema dell'emergenza, con il quale si articolano operativamente anche al fine di un sempre maggior filtro ai ricoveri ospedalieri.
3. Le modalità organizzative dei Centri traumatologici e la loro distribuzione sul territorio regionale saranno definiti, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con deliberazione del Consiglio regionale, sentita l'U.S.L.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 4.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente All'articolo 5 vi sono 2 emendamenti proposti dall'Assessore Cout, che recitano:
Emendamenti Articolo 5 - comma 2: alla lettera a) sostituire nell'elenco le parole "-P.S. traumatologico" con le parole "-P.S. ortopedico-traumatologico".
Articolo 5 - comma 4: al termine dell'elencazione aggiungere: "- medicina nucleare".
Do lettura dell'articolo 5 nel testo così emendato:
Capo IV Il sistema di accettazione ed emergenza sanitaria
Articolo 5 (Definizione)
1. Il sistema di accettazione ed emergenza sanitaria organizza le attività ospedaliere finalizzate al trattamento delle emergenze e delle urgenze sanitarie.
2. Il sistema di accettazione ed emergenza sanitaria è assicurato dal Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell'U.S.L. (DEA) che svolge le seguenti funzioni:
a) funzioni di Pronto Soccorso:
- triage medico;
- PS medico;
- PS chirurgico;
- PS ortopedico-traumatologico;
- PS pediatrico-neonatologico;
- PS ostetrico-ginecologico;
- PS psichiatrico.
b) competenze specialistiche obbligatorie di supporto all'emergenza.
3. Le funzioni di cui alle lettere a) del comma 2 sono svolte dalle seguenti Unità Operative facenti parte del DEA, secondo gli schemi organizzativi previsti nell'allegato C:
- soccorso sanitario 118
- medicina d'urgenza ed accettazione
- chirurgia generale
- traumatologia ed ortopedia
- pediatria e neonatologia
- ostetricia e ginecologia
- psichiatria
4. Le funzioni di cui alla lettera b) del comma 2 sono svolte dalle seguenti Unità Operative e Dipartimentali, facenti parte del DEA, secondo gli schemi organizzativi previsti nell'allegato C:
- chirurgia vascolare ed angiologia
- chirurgia toracica
- analisi cliniche
- anestesia, terapia intensiva pre e post operatoria
- anestesia, rianimazione e terapia antalgica
- neurologia e neurofisiopatologia
- cardiologia e cure intensive cardiologiche
- gastroenterologia ed endoscopia digestiva
- nefrologia e dialisi
- oculistica
- otorinolaringoiatria
- centro trasfusionale
- radiologia
- urologia
- nefrologia chirurgica ed andrologia
- medicina nucleare
Presidente Pongo in votazione l'articolo 5.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 6:
Capo V Personale
Articolo 6 (Dotazioni organiche)
1. Nell'ambito del servizio n. 4 dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta, servizio di assistenza specialistica, ospedaliera ed extraospedaliera, integrativa dell'assistenza di base, sono istituite l'Unità Operativa di soccorso sanitario 118 (U.O. 118) e l'Unità Operativa di Traumatologia territoriale.
2. L'Unità Operativa di soccorso sanitario 118 svolge le seguenti funzioni:
a) gestione della centrale operativa e coordinamento delle attività di soccorso di tutte le associazioni e le strutture di Enti pubblici e privati ad essa collegate;
b) attività di triage in Pronto Soccorso;
c) collaborazione con l'Assessorato regionale alla Sanità ed Assistenza Sociale e con le altre strutture dell'U.S.L. per quanto riguarda la formazione e l'aggiornamento del personale addetto al sistema dell'emergenza, per l'istruzione e l'educazione della popolazione e per ogni altro progetto o attività ad essi collegati.
3. L'Unità Operativa di Traumatologia Territoriale svolge le seguenti funzioni:
a) gestione e coordinamento dell'attività svolta nei Centri Traumatologici;
b) gestione e coordinamento dell'attività specialistica ambulatoriale ortopedica e traumatologica espletata in tutti gli ambulatori territoriali.
4. Le Unità Operative di Chirurgia Generale 1 e Chirurgia Generale 2 di cui alla legge regionale 17 giugno 1988, n. 56 sono unificate nell'Unità Operativa di Chirurgia Generale.
5. L'Unita Operativa di Medicina d'emergenza cd accettazione, di cui alla legge regionale 17 giugno 1988, n. 56, assume la denominazione di Medicina d'urgenza ed accettazione.
6. Le dotazioni organiche delle Unità Operative di cui ai commi 2, 3 e 4, nonché delle U.O. di Otorinolaringoiatria e di Chirurgia Vascolare cd Angiologia, sono definite nell'allegato D alla presente legge.
7. Sono altresì ridefinite nell'allegato D alla presente legge le dotazioni organiche del personale infermieristico, degli operatori tecnici degli assistenti tecnici, degli ausiliari socio-sanitari, degli assistenti amministrativi e dei coadiutori amministrativi di cui alla legge regionale 17 giugno 1988, n. 56.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 6.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 7:
Capo VI Formazione del personale
Articolo 7 (Formazione e aggiornamento del personale)
1. Tutto il personale facente parte del sistema dell'emergenza sanitaria è tenuto alla frequenza di periodici corsi di aggiornamento professionale ad integrazione dei processi di formazione attivati per l'accesso al servizio.
2. La formazione e l'aggiornamento del personale sono finalizzati ai seguenti obiettivi:
a) l'acquisizione delle nozioni basilari di soccorso, di medicina d'urgenza e dei modelli operativi del sistema;
b) l'approfondimento di appropriati modelli di comportamento sotto l'aspetto umano ed assistenziale, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 14 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
3. I piani di formazione ed aggiornamento del personale sono approvati annualmente con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'U.S.L., sentiti il responsabile dell'U.O. 118 ed il coordinatore del DEA.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 7.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 8:
Capo VII Istruzione ed educazione della popolazione
Articolo 8 (Obiettivi)
1. La Regione, al fine di assicurare al cittadino il corretto utilizzo del sistema di emergenza sanitaria, promuove e organizza idonee iniziative volte a istruire l'intera popolazione a chiamare un unico numero telefonico per ogni emergenza sanitaria, fornendo corrette informazioni sull'esatta ubicazione del luogo e sulla natura dell'emergenza.
2. La Regione promuove e organizza inoltre iniziative di educazione sanitaria rivolte alla popolazione, ivi comprese iniziative mirate d'intervento diretto sul malato rivolte a gruppi di popolazione maggiormente esposti all'eventualità di dover prestare soccorso per motivi professionali o per vicinanza a soggetti a rischio.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 8.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 9:
Capo VIII Convenzioni
Articolo 9 (Contenuti)
1. Per l'esercizio delle attività di cui alla presente legge l'U.S.L. è autorizzata a stipulare apposite convenzioni con associazioni ed Enti pubblici e privati che operano nel settore dell'emergenza e del trasporto infermi sulla base di schemi-tipo approvati dalla Giunta regionale.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 9.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 10:
Capo IX Sperimentazione
Articolo 10 (Modelli sperimentali)
1. La Giunta regionale potrà predisporre un modello sperimentale sul sistema di emergenza sanitaria, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e d'intesa con il Ministero della Sanità.
2. Le materie oggetto del suddetto modello sperimentale sono indicate nell'allegato E alla presente legge.
3. Il finanziamento del progetto sperimentale sarà assicurato, subordinatamente all'approvazione da parte del Ministero della Sanità, attraverso le risorse di cui al comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonché da forme di finanziamento privato le cui modalità saranno stabilite con deliberazione della Giunta regionale.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 10.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 11:
Capo X Disposizioni finanziarie
Articolo 11 (Norme finanziarie)
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono stimati, nel triennio 1993-1995, in lire 3 miliardi, di cui lire 900 milioni nell'anno 1993 e, a titolo indicativo, lire 1.100 milioni nell'esercizio 1994 e lire 1.000 milioni nell'esercizio 1995.
2. Alla determinazione degli oneri a carico dei Bilanci successivi si provvede, ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, come modificato dall'articolo 3 della legge regionale 7 aprile 1992, n. 16, con legge di bilancio, tenuto conto degli importi determinati, per i singoli interventi, dalla Giunta regionale all'atto della presentazione al Consiglio regionale del Bilancio annuale di previsione.
3. Alla copertura dell'onere a carico dell'esercizio 1993 si provvede:
a) quanto a lire 500 milioni mediante utilizzo del medesimo importo iscritto al capitolo 69020 "Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento" del Bilancio di previsione della Regione per 1'anno 1993, a valere sull'apposito accantonamento previsto all'allegato n. 8 del Bilancio stesso (area "Tutela sanitaria e promozione sociale" settore "Sistema di chiamata di soccorso sanitario" - E. 5);
b) quanto a lire 150 milioni mediante diminuzione del medesimo importo dello stanziamento iscritto al capitolo 59920 "Spese a carico della Regione per l'esercizio di funzioni sanitarie attribuite al S.S.N." del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1993;
c) quanto a lire 250 milioni mediante diminuzione del medesimo importo dello stanziamento iscritto al capitolo 21820 "Spese per incarichi di consulenza e per la partecipazione a commissioni consultive o di studio a carattere generale" del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1993.
4. Alla copertura degli oneri a carico degli esercizi finanziari 1994 e 1995 si provvede, indicativamente:
a) per l'anno 1994, mediante utilizzo delle risorse iscritte ai capitoli 59920 e 69020 del Bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1993/1995, rispettivamente per lire 600.000.000 e per lire 500.000.000;
b) per 1'anno 1995, mediante utilizzo delle risorse iscritte ai capitoli 59920 e 69020 del Bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1993/1995, rispettivamente per lire 500.000.000 e per lire 500.000.000.
5. Gli oneri di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 gravano sul capitolo 60465 e sugli istituendi capitoli 62025 e 62030 della parte Spesa del Bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1993 e sui corrispondenti capitoli dei futuri Bilanci.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 11.
Esito della votazione
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 12:
Articolo 12 (Variazioni di bilancio)
1. Alla parte Spesa del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1993 sono apportate le seguenti variazioni, in termini di competenza e di cassa:
a) in diminuzione:
- capitolo 69020 "Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento"
Competenza: lire 500.000.000
Cassa: lire 0
- capitolo 59920 "Spese a carico della Regione per l'esercizio di funzioni sanitarie attribuite al S.S.N."
Competenza: lire 150.000.000
Cassa: lire 150.000.000
- capitolo 21820 "Spese per incarichi di consulenza e per la partecipazione a commissioni consultive o di studio a carattere generale"
Competenza: lire 250.000.000
Cassa: lire 250.000.000
b) in aumento:
- capitolo 60465 "Spese per la realizzazione del sistema di chiamata di soccorso sanitario regionale con numero di telefono unico 118"
Competenza: lire 500.000.000
Cassa: lire 200.000.000
- Programma regionale 2.2.5.01. - "Formazione professionale"
Codificazione 1.1.1.4.2.2.6.5.08. capitolo 62025 (di nuova istituzione) "Formazione e aggiornamento del personale del sistema di emergenza sanitaria"
Competenza: lire 300.000.000
Cassa: lire 150.000.000
- Programma regionale 2.2.5.01. - "Formazione professionale"
Codificazione 1.1.1.4.2.2.6.5.08. capitolo 62030 (di nuova istituzione) "Istruzione ed educazione alla popolazione sul sistema di emergenza sanitaria"
Competenza: lire 100.000.000
Cassa: lire 50.000.000
Presidente Pongo in votazione l'articolo 12.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Do lettura dell'articolo 13:
Capo XI Norme transitorie e finali
Articolo 13 (Verifica del sistema di emergenza sanitaria)
1. Il sistema di emergenza sanitaria di cui alla presente legge, in relazione alla sua complessità, è definito in via sperimentale e sarà oggetto di verifica da parte del Consiglio regionale sulla base di una relazione presentata dalla Giunta regionale alla scadenza di due anni dalla data di effettiva attivazione della centrale operativa di cui all'articolo 2, comma 2.
2. La verifica dovrà riguardare l'adeguatezza qualitativa delle prestazioni fornite nonché il rapporto costo/beneficio del sistema.
3. Sulla base di tale verifica, potranno essere apportate eventuali variazioni al modello organizzativo e/o alla dotazione organica previsti dalla presente legge.
PresidentePongo in votazione l'articolo 13.
Esito della votazione:
Presenti: 24
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 6 (Aloisi, Beneforti, Chiofalo, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente All'articolo 14 vi è un emendamento proposto dall'Assessore Cout, di cui do lettura:
Emendamento Articolo 14 - comma 2: all'ultimo periodo del comma 2, dopo le parole "La funzione di coordinamento delle strutture territoriali" aggiungere: "(lettera C)".
Do lettura dell'articolo 14 nel testo così emendato:
Articolo 14 (Abrogazione di norme)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati:
a) la legge regionale 22 luglio 1980, n. 33 "Organizzazione dei servizi di pronto soccorso sanitario del territorio della Regione Valle d'Aosta",
b) i punti 1.7.1) e l'intero punto 17 dell'allegato alla legge regionale 23 giugno 1983, n. 66 "Piano Socio-sanitario della Regione Valle d'Aosta per il triennio 1983- 85".
2. Sono altresì abrogate le lettere b) e c) del punto relativo alla Medicina di Emergenza ed Accettazione dell'allegato A alla legge regionale 17 giugno 1988 n. 56 "Aggiornamento del Piano Socio-sanitario della Regione Valle d'Aosta per il triennio 1983-85". La funzione di organizzazione generale del Pronto Soccorso (lettera b) resta esercitata dall'U.O. di Medicina d'Urgenza ed Accettazione fino all'effettiva attivazione del DEA. La funzione di coordinamento delle strutture territoriali (lettera c) resta esercitata dall'U.O. di Medicina d'urgenza ed Accettazione fino all'effettiva attivazione dell'U. O. di soccorso sanitario 118.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 14.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
PresidenteDo lettura dell'articolo 15:
Articolo 15 (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del comma 3 dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 15.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Pongo in votazione l'allegato A.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Pongo in votazione l'allegato B.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente All'allegato C vi è un emendamento proposto dall'Assessore Cout che recita:
Emendamento Al punto 2 dell'allegato C, nel primo capoverso e nella lettera d), le parole "P.S. traumatologico" sono sostituite con le parole "P.S. ortopedico-traumatologico".
Presidente Pongo in votazione l'allegato C nel testo emendato.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente All'allegato D vi sono due emendamenti proposti dall'Assessore Cout, di cui do lettura:
Emendamenti Al punto 1. dell'allegato D sostituire la frase tra parentesi con la seguente: "(le aree funzionali e le discipline dei posti di aiuto e assistente saranno deliberate dalla Giunta regionale, previo parere dell'U.S.L., prima dell'indizione dei relativi concorsi)".
Il punto 5. dell'allegato D è sostituito dal seguente:
"5. L'organico dell'Unità Operativa di Chirurgia vascolare ed Angiologia, di cui alla legge regionale 17 giugno 1988, n. 56, è aumentato di un posto di Assistente medico ospedaliero e di un posto di aiuto medico corresponsabile.
Presidente Pongo in votazione l'allegato D nel testo emendato.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
Presidente Pongo in votazione la legge nel suo complesso.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 6 (Beneforti, Chiofalo, Lanièce, Limonet, Ricco e Trione)
Il Consiglio approva
