Objet du Conseil n. 3200 du 13 mars 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3200/IX Problemi occupazionali dello stabilimento "Cogne" di Aosta. (Iscrizione di nuovo oggetto all'ordine del giorno)
Si dà atto che dalle ore 11.44 riassume la presidenza il Presidente Cout
PresidenteAllora, se il Consiglio è d'accordo, invertiamo l'ordine del giorno; discutiamo subito dei problemi della Cogne e, questo pomeriggio, alle ore 15.00, discuteremo le questioni del personale; dopo di che si passerà alle ratifiche delle deliberazioni di Giunta che non sono ancora state discusse
Invito pertanto il Consiglio, in seguito agli accordi intercorsi, a deliberare di procedere all'immediata discussione sui problemi occupazionali dello stabilimento "Cogne" di Aosta.
Chiede la parola il Presidente della Giunta regionale che annuncia la presentazione di una risoluzione, ne ha facoltà.
Bondaz (DC)Presenterò una risoluzione, che poi sarà oggetto di discussione, sperando che essa sia assunta collegialmente da tutto il Consiglio.
In ogni caso, siamo disponibili a trovare delle soluzioni anche modificative pur che rimanga immutato lo spirito della risoluzione. Presidente, dirò alcune cose; la relazione verrà poi presentata dall'Assessore all'Industria, con il quale in data 10 marzo, ho incontrato il Presidente dell'IRI, Nobili, per esprimere la grande preoccupazione della Regione in ordine alla situazione occupazionale produttiva dello stabilimento Cogne di Aosta.
Abbiamo sottolineato al Presidente dell'IRI l'importanza per l'economia valdostana delle attività produttive della Cogne e richiesto, nel contempo, un suo impegno per il rispetto delle intese sottoscritte tra la Regione e l'IRI per una presenza significativa delle partecipazioni statali in Valle.
E' stata pure manifestata la disponibilità della Regione ad impe-gnarsi a sostegno dell'occupazione del settore in presenza di piani industriali definiti e verificati. Il Presidente Nobili ci ha dato assi-curazione che le decisioni relative alla stabilimento di Aosta vanno prese coinvolgendo la Regione ed ha pure manifestato l'interesse per una presenza qualificata dell'IRI sul territorio valdostano.
Do lettura della risoluzione che mi appresto a presentare a nome della maggioranza:
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Constatata la richiesta avanzata da parte dell'Azienda di procedere a nuove e gravi riduzioni dell'occupazione attività presso lo stabilimento Cogne di Aosta;
Esprime
ferma opposizione all'iniziativa assunta dall'ILVA, respingendola nel metodo e nella sostanza;
Nel metodo, per non aver presentato contemporaneamente alcun programma relativo al futuro produttivo dell'Azienda;
Nella sostanza, perché, ancora una volta, si ritiene di poter affrontare i problemi di competitività aziendale facendo leva esclusivamente sulle riduzioni della forza lavoro.
Impostazione che, sulla base della esperienza maturata dalla Cogne nel corso degli ultimi anni, tende unicamente ad indebolire e a ridimensionare progressivamente la capacità produttiva e la presenza sui mercati dell'Azienda, facendone pagare tutti i costi ai lavoratori;
Richiamata la propria risoluzione dell'8 novembre 1991
impegna
la Giunta regionale affinché:
1) diffidi l'ILVA dall'assumere ogni iniziativa di riduzione dell'occupazione presso lo stabilimento Cogne di Aosta in assenza di un preciso programma industriale di ristrutturazione e di rilancio dell'Azienda;
2) prosegua l'azione politica nei confronti del Governo della Repubblica e dell'IRI, affinché si facciano garanti del rispetto degli impegni ripetutamente assunti da parte delle Partecipazioni Statali nei confronti della Cogne e della Regione Autonoma Valle d'Aosta;
3) operi in stretto collegamento con le Organizzazioni Sindacali e con le Forze Politiche e Sociali della Regione, per la difesa dell'occupazione industriale in Valle d'Aosta.
La presente risoluzione verrà distribuita a tutti i consiglieri in modo che ne possano prendere visione.
PresidenteLa parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS)La richiesta di riduzione di personale, presentata in questi giorni dall'Azienda alle organizzazioni sindacali, ha avuto ieri una risposta da parte dei lavoratori.
Essa aveva già ricevuto nei giorni precedenti, sulla base delle notizie che si avevano, una netta opposizione da parte della Giunta regionale.La Giunta regionale esprime tutto il sostegno ai lavoratori, esprime l'appoggio alle organizzazioni sindacali nella trattativa sulle proposte di riduzione del personale.
La crisi della Cogne si sta trascinando da anni, dal fallimento dell'Egam alla liquidazione della Finsider; momenti difficili sono stati attraversati. Manifestazioni di lavoratori hanno avuto luogo e ancora una volta ci troviamo di fronte ad un momento difficile.
Avevamo salutato, nell '89, come un fatto positivo, l'ingresso della Cogne nella serie "A", vale a dire all'interno del gruppo ILVA. In realtà, oggi, in presenza di una recessione economica mondiale, di una crisi grave della siderurgia, c'è stato un calo dei prezzi del 30 per cento, ed è annunciata una riduzione degli occupati un po' in tutti i Paesi; di fronte anche a perdite dell'Azienda che non vengono più coperte dall'azionista. Abbiamo chiari i segni di una difficoltà che occorre superare.
C'è, sostanzialmente, una volontà di disimpegno da parte dell'ILVA, attraverso una formulazione che è quella delle dismissioni mediante accordi con primari operatori nazionali ed internazionali e con il coinvolgimento della Regione che dovrà essere chiarito.
Come Regione, abbiamo cercato di avere interlocutori a tutti i livelli; innanzitutto, è stato ricercato un collegamento con l'Azienda per chiedere che venga presentato un progetto industriale definito per ciò che riguarda i prodotti, il mix produttivo, la struttura di impiantistica, l'occupazione. In questo senso, l'ILVA ha annunciato, entro il mese di marzo, la presentazione di un progetto che dovrebbe portare alla costruzione di un nuovo stabilimento con una serie di produzioni attualmente presenti che potrebbero essere collocate su parte del territorio oggi occupato dalla Cogne.
Abbiamo ricercato contatti con il Governo, e il 26 novembre, il Presidente del Consiglio, Andreotti, ha dato sue assicurazioni relativamente al rispetto delle normative statutarie che riguardano l'industria e credo che il Governo sia sempre un punto di riferimento necessario.
Abbiamo ricercato contatti con l'IRI, che è l'azionista, perché rispetti i protocolli siglati e perché, come azionista, si faccia carico, rispetto alle necessità, di investimenti o di iniziative industriali aggiuntive. Abbiamo ricercato anche contatti con i privati che possono essere disponibili per questa ipotesi di soluzione del problema Cogne.
Crediamo che la proposta che ci è stata annunciata debba essere verificata, perché la Cogne è una azienda che può avere un futuro; essa è nel campo produttore della vergella che ha una quota rilevante a livello europeo, il 30 per cento, a livello italiano il 51 per cento; essa è una azienda che, nel campo delle valvole, detiene il 40 per cento del mercato europeo e il 67 per cento del mercato italiano.
Un nuovo stabilimento può, con l'ammodernamento degli impianti, con la razionalizzazione del lay out, portare ad una occupazione stabile.
Ho ricordato più volte che negli ultimi dodici anni l'azienda è passata dai 4.600 addetti ai 1.800 di oggi. Io credo che, con la risoluzione oggi presentata, si faccia il punto sull'atteggiamento della Regione nei confronti dei tagli occupazionali e credo che si richiamino anche gli impegni che questo Consiglio aveva votato in una sua precedente risoluzione.
Si richiede, che le iniziative continuino, avendo come obiettivo un impegno significativo dell'ILVA in questo progetto industriale, un impegno valido di privati che possano cercare, con le produzioni della Cogne, delle sinergie, anche se verrà verificato il piano di sostegno da parte della Regione.
Noi dobbiamo operare su più livelli e cercare il confronto con chi ha la responsabilità della gestione aziendale, chiedere di fare proposte sul terreno industriale. Abbiamo anche il dovere di mantenere aperti tutti gli altri contatti necessari, con il Governo prima di tutto, per rispetto delle prerogative statutarie della Regione, con l'IRI, che ha più volte confermato i suoi impegni relativi alla Valle d'Aosta, con i privati che possono essere interessati.
Queste sono le direzioni nelle quali, credo, si debba operare. Non è un lavoro facile proprio perché, diciamo, la situazione economica attuale dell'industria è in una fase di crisi, proprio perché mettere insieme un gruppo come l'ILVA che ha interessi molto ampi e che vede la nostra, come una piccola realtà, e privati che riescano a sollecitare il Governo e ad impegnare l'IRI non è una operazione facile.
Credo che comunque, questa sia l'unica strada percorribile, anche se si tratta di un percorso molto stretto tra paludi pericolose.
E' l'unica strada percorribile perché soltanto la proposta di una Cogne che raggiunga la validità economica, che veda gli investimenti necessari per il suo riassetto, può rappresentare una prospettiva per i lavoratori e per il mantenimento dei livelli occupazionali dell'industria nella nostra Regione.
Credo che questa strada debba essere percorsa con il sostegno della comunità valdostana. A volte credo che siano potute nascere delle incomprensioni in questo campo, ma a me sembra che un problema come quello dell'occupazione per la Cogne sia così serio e così sentito da popolazione valdostana che meriti il superamento di tali incomprensioni e che stimoli invece la capacità della comunità valdostana di presentarsi unita di fronte a questi diversi interlocutori. Questo è il senso che abbiamo voluto richiamare in questa risoluzione che presentiamo all'esame del Consiglio, disponibili a modificarla ove è necessario. Questo è il senso dell'impegno che la Giunta assume nei confronti di questa difficile situazione.
Presidente Chiederei ai consiglieri di votare l'iscrizione urgente della risoluzione presentata dal Presidente della Giunta e illustrata dall'Assessore Mafrica. Ricordo che ci vuole la maggioranza di 24 voti.
Ricordo che sull'oggetto, che sarà iscritto, potranno eventualmente essere presentate altre soluzioni sulle quali discutere; nulla lo vieta. Quindi, io direi di cominciare a iscrivere questa, poi, al limite, si può votare un'altra presentata in seguito.
E' necessario, comunque, avere un oggetto di discussione, sul dibattito della Cogne. Quindi chiediamo l'iscrizione dell'oggetto.
I consiglieri possono votare.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio
- ai sensi del secondo comma dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio;
delibera
di procedere nell'adunanza in corso alla discussione sull'oggetto: "Problemi occupazionali dello stabilimento "Cogne" di Aosta.
Presidente I consiglieri chiedono di intervenire? E' stata presentata da parte del Presidente della Giunta una risoluzione che è stata illustrata dall'Assessore dell'industria, commercio e artigianato Mafrica. Chiede di intervenire il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV)Nous nous trouvons dans cette journée à discuter le thème que, pas plus tard de huit jour, on avait demandé de discuter et aujourd'hui comme on pourrait dire, "a furor di popolo", après qu'il y a eu une manifestation des ouvriers concernés, voilà qu'on doit aujourd'hui discuter d'une résolution, qui avait été repoussée, d'un débat qui avait été refusé au moment où on l'avait demandé.
Et je crois qu'on ne peut qu'exprimer notre regret par rapport à une attitude qui est incompréhensible. Quant même on est disponible à discuter des problèmes de l'ILVA Cogne, comme on avait sollicité presque dans chaque Conseil depuis deux ans à peu près, compte tenu du fait que sur ce thème il fallait prendre des positions.
Mafrica a essayé de faire une petite histoire de ce qui s'est passé, mais je crois que, malheureusement, les conseillers connaissent très bien ce passé. Ce qu'ils ne comprennent pas et ce qu'il est difficile de saisir c'est ce qui se passera. Sauf un point est évident: à propos de cette réduction, dont nous avions parlé et qui au contraire avait été repoussée en nous disant qui s'agissait de "falsi allarmismi", aujourd'hui, face à une communication presque officielle, face aux différents organes qui ont repris ce thème et qu'ont dit clairement que au moins 600 travailleurs seront concernés par cette réduction, voilà qu'on se présente au Conseil avec une résolution.
On nous raconte encore une fois l'histoire de Andreotti, la même histoire qu'on a vendu hier aux ouvriers aussi; étant donné que c'est une période délicate pour cette assemblée, vu qu'on est force de minorité et on n'a pas voulu prendre la parole, même si dans d'autres occasions je me rappelle les interventions acharnées, faites avec chaleur des représentants de la minorité, dans des assemblées ouvrières, et on a préféré attendre de discuter dans cette salle, pour des raisons compréhensibles dans une période particulière que nous sommes en train de vivre.
Et j'ai voulu rappeler que dans ce moment ce n'est pas pour spéculer sur ce thème qu'on avait à maintes reprises demandé de discuter, mais au contraire, justement pour ne pas arriver à la veille des élections pour parler d'un thème quand on est obligés par les événements, c'est ça qui est grave!
Moi, je crois que l'aspect le pire qui on puisse vivre, c'est justement d'obliger, comme dans ce cas, de discuter car les faits ont devancé cette assemblée.
Alors, Mafrica a rappelé que le 26 de novembre on a discuté pendant une journée; on nous l'a dit, mais attention! Qu'est-ce que vous voulez discuter? Il faut avant comprendre et connaître ce fameux "piano IRI" Andreotti y pensera et il nous donnera une réponse avant Noël; je vous ai déjà rappelé que la réponse peut être sera donnée pour Pâques, mais est-ce que quelqu'un peut encore penser que dans cette phase nationale si délicate il y aura quelqu'un qui va s'occuper de nous répondre sur la question de la Cogne? Mais, au moins, essayons d'être sérieux et d'oublier cet anecdote. Moi, je voudrais rappeler que, suite à une journée de débats, il y avait eu une prise de position officielle de cette assemblée, qui avait demandé de faire le possible pour "impugnare il testo dell'accordo IRI".
Je n'ai pas entendu,à ce sujet, ce que à fait le Gouvernement et, au contraire, je viens de lire "diffidi l'ILVA dall'assumere ogni iniziativa di riduzione". Hier, dans cette assemblée, j'ai entendu des interventions que je crois ont saisi le problème le plus important, qui ce n'est pas celui d'attendre la présentation du nouveau plan de monsieur Mafrica, quand l'ILVA Cogne existante est en train de mourir; le problème c'est que, malheureusement, on n'a même pas eu le courage de demander de connaître ce plan. Aujourd'hui le plan approuvé par l'IRI, reconfirmé hier, n'est pas encore à connaissance de cette assemblée.
On a fait une intervention sur le sens de "dismettere": qu'est-ce que signifie "dismettere", peut être... peut être... peut être, mais le sens est évident. Mais ce qui est plu difficile et tracassant c'est le fait qu'on a lutté pour avoir finalement un représentant dans le Conseil d'Administration de l'ILVA Cogne, et aujourd'hui il est bafoué et on réduit l'intérêt, l'impact de cette présence, et tranquillement on va vendre la majorité de la participation d'Etat de l'ILVA.
Conséquence: la présence du membre nommé par la majorité et non par le Conseil n'aura plus aucun sens, si jamais a eu du pouvoir, et là moi aussi je m'attendais une petite relation du représentent nommé par monsieur Mafrica dans ce Conseil d'Administration; qu'il nous dise quelle a été sa lutte dans ce Conseil d'Administration pour contraster ce plan, la vente des terrains, pour faire respecter les accords? Moi je crois qu'il serait intéressant de connaître ces aspects et je crois qu'en toute évidence, si l'Ilva Cogne, comme il paraît, dans ces jours va vendre la majorité; et quels sens auront à ce moment les accords.
En effet, on dit "prosegua l'azione affinché si facciano garanti degli impegni", mais attention! Les engagements, si ne respectent pas l'engagement premier de maintenir une majorité même si est au 51 pour cent, sont inutiles.
Force de minorité, la majorité des privés fera tout ce qu'elle veut et alors, Mafrica, je crois que le fait de présenter cette résolution, qui n'a pas de sens par rapport à la gravité du problème, ne peut être vendu comme la solution. On a rappelé qu'on a toujours donné la disponibilité pour suivre les forces politiques, n'importe lesquelles, qui doivent soutenir une bataille pour la Cogne, et on est encore disponible, mais je crois qu'il faut être au moins sérieux sur les propositions à faire.
Comment peut-on penser qu'un nouveau projet de l'ILVA Cogne de se déplacer de l'autre côté du Buthier soit une solution? Si une telle possibilité se présentera, elle aura quand même des temps de réalisation et, je ne veux pas être prophète, de quelques années et entre temps qu'est ce qu'on va faire?
Les ouvriers l'ont dit hier "mancano le viti, i bulloni": mais, je crois que là c'est l'entretient ordinaire, là c'est un système qui malheureusement est sous les yeux de ceux qui travaillent, de ceux qui sont là, qui vivent cette période et qui savent très bien que malgré les promesses, les intentions sont bien différentes: c'est dans ce sens qu'on avait prétendu, il y a une année et demie, d'avoir des réponses.
Alors on dit qu'aujourd'hui l'intérêt pour les terrains de l'Administration régionale est maintenu, mais dans quelle direction? Pour faire quoi? Il y a eu un temps où on avait fait des propositions. Donc, on a déjà parlé dans ce Conseil et non pas pour maintenir l'usine ILVA-Cogne; et après il y a un autre thème dont on ne parle absolument pas: le problème du maintient de cette usine de l'ILVA-Cogne qui doit être rentable, là on est d'accord. On doit avoir à Aoste une usine qui ait des comptes rendus sérieux et qui soit rentable; mais on a oublié le point numéro un à ce sujet: les effets qui pouvaient avoir les centrales idro-électriques, et là qu'est-ce qu'on a fait dans cette période? Je crois que c'est sous les yeux des collègues le fait que non seulement on n'a rien fait, mais on est déjà en retard par rapport à l'unique avant-projet qu'il avait été présenté, concernant l'ex-Sadea. Alors, je crois que sur ce thème une proposition de ce genre ne dit rien du tout.
Moi, je comprends que la solidarité aux forces sociales et syndicales est nécessaire, mais la solidarité devrait se traduire dans quelque chose de concret. Dire que l'engagement est d'attendre la présentation, de ce nouveau plan, je crois que c'est absolument inutile. Alors je crois que le minimum est de dire que nous sommes déçus de devoir aujourd'hui prendre acte d'une résolution de ce genre et du temps perdu...
On ne veut point soutenir que le problème de l'ILVA-Cogne ne doit pas rentrer dans un discours plus général et, en effet, c'est la raison pour laquelle lorsque il y avait eu une série de prises de position de la part de l'ILVA pour ce qui est de Gênes, pour ce qui concerne les autres entreprises déplacées sur le territoire national, on avait dit, attention car prise de position va contre le maintient de l'ILVA-Cogne; les possibilités d'intervenir pour la Communauté européenne, les problèmes des cours professionnels qu'on a soulevé à maintes reprises.
Ce sont des thèmes ouverts auxquels on n'a jamais reçu une réponse et je crois que il y a toute une série d'autres problèmes que je ne veux même pas rappeler car on les connaît: les problèmes de l'écologie, les problèmes concernant la situation du terrain de propriété de l'ILVA-Cogne, mais on est à nouveau ici, à prendre acte d'une difficulté et c'est comme si on allait découvrir aujourd'hui les problèmes de la Cogne. On ne parle pas de ce que j'ai appris hier, qu'on est disponible à donner de l'argent à cette entreprise certaines conditions. En effet, on avait déjà fait ce débat, et c'est quant même appréciable qu'on ne soit pas disponibles à donner à tout prix de l'argent à l'ILVA-Cogne. Mais je crois qu'il y a les autres thèmes préalables qui doivent être au moins discutés, saisis par rapport à un système qui dénonce un manque de clarté par rapport à la volonté technique concernant l'ILVA-Cogne.
Les collègues, dans ce débat, dans ce long débat de nos journées, l'avaient rappelé: les plans pour l'ILVA-Cogne, sont là pour faire les témoins, les bons témoins, d'une histoire qu'à chaque instant a changé.
Mais la présentation du dernier dossier qu'on avait adopté de la part de la Communauté européenne, devait engager toutes les forces politiques et sociales pour maintenir un accord qu'on avait souscrit, mais sur un programme. Aujourd'hui, au contraire, on veut démarrer avec un nouveau programme dont on ne connaît rien. Moi, je crains fort que cette perte de temps aille dans la direction de maintenir une situation difficile; chaque jours on va perdre de l'argent et comme conséquence on va reprendre cette fameuse recommandation de la Communauté européenne et, au moment donné, on nous dira: "Messieurs, l'usine ILVA-Cogne n'est plus rentable" et alors il ne s'agira plus de dire, comme d'autres organes veulent souligner "il lavoro di 900 unità" lorsque on l'avait remarqué de notre part, on nous disait que c'étaient "dei falsi allarmismi; il lavoro; novecento unità"; et maintenant il ne s'agit plus de 900 ouvriers, ce sera, malheureusement qu'on arrête l'usine dans l'attente, et je crois qu'on connaît les conséquences.
Voilà, comme première intervention, le sens de la difficulté d'entrer dans le mérite d'une résolution qui mérite toute une série de remarques critiques qu'on ne peut laisser à côté, même si on est disponible à soutenir une bataille ensemble pour aboutir à des résultats.
Ce qu'on regrette c'est le temps perdu, c'est l'évident; je crois que si on veut par la suite reprendre le discours il faut revenir à un programme sérieux, un programmes avec des temps très très rapide autrement je crois que l'intervention sera inutile.
Presidente Altri consiglieri? Se non ci sono richieste di intervento ricordo che è stata presentata una risoluzione da parte del Presidente della Giunta e si dovrebbe passare a votare questa risoluzione. Il Consigliere Bich chiede la parola, ne ha facoltà.
Bich (Ind) Io presento questa risoluzione e mi viene in mente un po' l'atteggiamento che avevano i governi nazionali, i governi degli enti locali all'inizio degli anni '80 fine anni '90, quando c'era la discussione del primo piano CIPI proprio sul comparto degli acciai, sul comparto della siderurgia. Anche lì l'appello era generale, verso i lavoratori, tutte le forze politiche erano unite, pronte all'appuntamento per un opportuno confronto con, allora si diceva, la FINSIDER, con l'imprenditore e con chi aveva la facoltà, quindi, di assumere delle decisioni nella strategia aziendale.
Ebbene, questo è un atteggiamento che quanto meno si può considerare improduttivo, perché ricordo allora il piano CIPI del '81 riadattato poi nel 1983/86. Piani disastrosi che non solo non hanno tenuto conto della congiuntura mondiale per la produzione dell'acciaio, ma non hanno neppure considerato la crisi strutturale del settore. Poi, il pallone si è sgonfiato e agli atteggiamenti protervi, perché di questo si tratta, degli enti locali, del governo nazionale che chiedevano ineluttabili appuntamenti, indifferibili impegni eccetera, poi si è sostituita la deflazione, la deflazione selvaggia, pagata in modo onerosissimo sia da parte dello Stato, sia anche da parte dei lavoratori che in tutta la loro impossibilità di contare hanno dovuto, di fatto, subire completamente l'azione di deflazione del settore degli acciai.
Ma qui, siamo in una situazione che, quanto meno, non ha riprese, perché è da due anni che continuiamo a dire e a sostenere nelle riunioni del Comitato della siderurgia, nelle riunioni della commissione, nelle riunioni del Consiglio regionale che vengono assunti chiari impegni e si è definito questo fantomatico piano dell'ILVA. Tutto poi viene sostanzialmente rimandato ad un incontro di delegazioni che si confrontano; poi si ritorna qui, si danno delle assicurazioni e tutto finisce lì.
Allora deve essere, quanto meno dato il piano preciso di ristrutturazione dello stabilimento di Aosta, congiunto ad un piano di revisione generale degli impegni ILVA. Che cosa produrrà Aosta, questo almeno può essere chiesto, può essere sottolineato: prodotti lunghi, inox, utensili, e questi sappiamo già che sono partiti; quali cicli di lavorazione sono sostenibili ancora all'interno dello stabilimento aostano; almeno questo punto penso che sia possibile definirlo con l'imprenditore che in questo caso è lo Stato.
E, pertanto, mi sembra che i toni di questo tipo non portino a nessun risultato, "si diffidi l'ILVA dall'assumere ogni iniziativa di riduzione dell'occupazione", perché l'ILVA? Qui una relazione precisa sui motivi che ci portano a questa selvaggia riduzione degli organici, devono essere evidenziati in modo molto chiaro. Si deve proseguire in modo molto efficiente l'azione politica nei confronti del Governo della Repubblica, dell'IRI affinché essi si facciano garanti del rispetto degli impegni ripetutamente assunti da parte delle partecipazioni statali; ma questo è un impegno di coinvolgimento che abbiamo sollevato trenta volte in questa assemblea, che senso ha andare ancora a ritirar fuori una questione del genere? Vorremmo conoscere e sapere la verità, non si chiede poi altro che la verità; e che nelle sue competenze, l'Amministrazione regionale sappia fare delle controproposte.
Questo ora mi sembra un momento di precisa inversione di tendenza e solo in questo modo è possibile poter dare delle prospettive. Noi sappiamo benissimo che queste sono le diffide del conte Ferrer del '600 a Milano; non ha nessun senso: è una grida manzoniana; non ha nessuna efficacia, nessuna facoltà di incidere.
Allora, seriamente, se siamo tutti disposti a non strumentalizzare questa vicenda a fini diversi da quello che deve essere il risanamento anche del settore economico che, in questo momento così drammatico, incide sulla nostra Regione, santo cielo, siamo seri! Vediamo, se si chiede l'unità ed il concorso delle forze politiche, allora si pretende di essere informati e di esserlo appieno su quelle che sono le strategie precise della ristrutturazione aziendale, che cosa verrà prodotto, in che termini sarà prodotto, quale sarà la linea del lay out all'interno dello stabilimento Cogne e quindi di tutta l'area.
Qui si parla, ormai, di trasferimento come se fosse semplicemente il passaggio di autobotti da una parte all'altra del Buthier: sono cose molto più complesse!
Non intendiamo più avere le notizie dalla stampa, intendiamo averle di prima mano; allora il coinvolgimento ha senso, se fatto in questo modo; se così non è, votare impegni di questo tipo è francamente ridicolo, è prendere in giro la gente, è una difesa d'ufficio pessima che darà il massimo della pena e il minimo dell'attenuante al Governo regionale e a quanti intendono procedere in questo modo con parole grosse che non hanno nessun senso, nessuna adattabilità alla situazione.
Presidente Altri interventi? Il Consigliere Andrione chiede la parola, ne ha facoltà.
Andrione (UV)Je regrette, je vais répéter des choses déjà dites plusieurs fois. La Cogne a été montée à Aoste parce qu'il y avaient trois avantages: la mine de charbon de La Thuile, la mine de magnétite de Colonne et l'énergie idro-électrique; de ces trois avantages n'en reste aucun, sauf peut être la centrale de Lillaz qui, évidemment, ne peut représenter une source d'énergie suffisante; et alors pour laisser à côté une partie de l'histoire de la Cogne, qui serait quant même intéressant de rappeler, et en partant de la Libération jusqu'à aujourd'hui, nous pouvons dire que ceux qu'on appelle les boïards d'état qui se sont occupés de la Cogne à commencer par Guglielmone, Anselmetti, Einaudi, Lessini, Rolla, Adani, Palazzo et d'autres et tous ont toujours suivi la même politique: celle que nous voyons aujourd'hui, c'est à dire de diminuer les pertes de la gestion Cogne par des réductions du personnel dans certaines périodes, même par des réductions de production et on continue sur cette route.
Quand nous avions proposé de ne pas faire entrer la Cogne dans la Finsider et de travailler pour arriver à produire des aciers vraiment spéciaux à haute valeur ajoutée, parce que autrement on ne justifie pas une aciérie à l'intérieur des Alpes, parce que les pertes sont structurelles; nous avons dit des choses qu'alors, à ce qui paraît, n'ont pas été comprises, mais qui aujourd'hui reviennent sur la table avec une évidence qu'on ne peut plus nier.
On nous avait également habitués aux phrases des grands partis nationaux, alors le parti communiste était à l'opposition et il avait un certain poids à Rome et sur les organismes, les offices dépendent du Gouvernement.
Aujourd'hui que le PDS aussi fait partie de la majorité, nous devons constater, comme on avait déjà prévu ou comme on en doutait au moins, l'efficacité, le poids de la Junte régionale sur le Gouvernement et sur les offices qui en dépendent est absolument nul.
Nous avons eu quelque vague promesse. Le 5/6 avril, comme de toute probabilité il y aura un changement de Gouvernement. De ce côté là il n'y a rien à espérer, mais nous n'avons même pas obtenu le plan de restructuration sidérurgique parce que, à force de répéter que nous n'en avions assez de passer des contrats sur des plans qui, après quelques mois, sont régulièrement démentis, et maintenant on ne nous donne même pas la possibilité de savoir de quelle mort nous allons mourir.
Or nous trouvons qu'est excessive l'inertie de la Junte régionale, qui se contente de répéter que on verra le Gouvernement, que le plan un jour viendra, et il viendra probablement quand toutes les décisions que l'ILVA a prise auront déjà étés mises en exécution et, par conséquent, nous arriverons, pour parler l'italien du midi, "a babbo morto", enterrement déjà fait; et bien ce comportement de la Junte, cette incapacité qu'elle vient de prouver d'une façon si éclatante nous oblige à dire que nous ne sommes pas d'accord sur cette façon de gérer un problème aussi grave que celui-là.
Presidente Il Consigliere Riccarand chiede la parola, ne ha facoltà.
Riccarand (VA)La situazione della Cogne è sicuramente peggiorata negli ultimi mesi e ci troviamo oggi di fronte a delle proposte molto precise di pesante riduzione della produzione dello stabilimento di Aosta con tagli occupazionali che, dalle cifre che ho sentito, si aggirano sui 560 addetti; cifre sicuramente molto alte, soprattutto perché manca una prospettiva qualsiasi per il futuro e con il rischio concreto di una chiusura totale dello stabilimento in tempi brevi.
Rispetto alla gravità della situazione non ci sembra che ci sia un orientamento preciso da parte della Giunta regionale e la stessa risoluzione è sicuramente debole. L'unica ipotesi che, ci sembra, stia sul tappeto è quella di un nuovo stabilimento, del quale, però, non conosciamo il tipo di produzione, la proprietà, la localizzazione, i finanziamenti che saranno necessari per realizzarlo e i tempi per l'operazione che, comunque, saranno tempi lunghi. E poi, per bene che vada, questo nuovo stabilimento di cui si parla non è comunque in grado, dalle cifre che si fanno, di recuperare neppure la metà dell'occupazione dell'attuale stabilimento Cogne.
Allora noi crediamo che sicuramente, comunque, questa ipotesi vada studiata; come anche questa strada che l'Assessore Mafrica diceva non solo stretta, ma che non è detto porti a dei nuovi risultati. Comunque, sicuramente va verificata la possibilità di rilocalizzare, all'interno dell'area Cogne, uno stabilimento che sia in grado di stare sul mercato e che sia competitivo.
A nostro avviso, però, c'è un altro problema che è ancora più grave ed ancora più importante, rispetto al quale c'è una sorta di reticenza e non c'è nessun accenno neanche nella risoluzione, ed è il problema del controllo delle aree, delle vaste aree su cui esiste l'attuale stabilimento e che sui cui, se vogliamo mantenere un comparto industriale significativo in Valle d'Aosta, dobbiamo essere molto fermi nel dire che quell'area deve rimanere totalmente a destinazione industriale, perché, soltanto se riusciamo a mantenere tutta quell'area a destinazione industriale, sarà possibile tamponare la situazione e, attraverso insediamenti di nuove aziende, riuscire anche a recuperare un livello occupazionale accettabile.
Però, per fare questo, evidentemente, bisogna evitare che l'ILVA immobiliare, che di fatto gestisce attualmente queste aree, si muova secondo interessi, diciamo così, di profitto, interessi speculativi che sono estranei agli interessi invece di tipo strategico-economico dell'Amministrazione regionale; per cui, a nostro avviso, nella risoluzione che il Consiglio regionale dovrà votare ci deve essere un preciso impegno a mantenere, su tutta l'area dell'attuale Cogne, la destinazione industriale, con anche un impegno da parte della Giunta regionale ad acquisire la proprietà di queste aree, perché per noi è fondamentale averne il controllo per poterle utilizzare nel migliore dei modi e per poter selezionare eventuali collocazioni industriali.
Ecco a noi sembra che nella risoluzione, oltre al giudizio negativo che deve essere dato sul piano, sulle proposte dell'ILVA, sui tagli occupazionali, sull'assenza di prospettive minimamente accettabili, va inserito un piano rispetto all'area Cogne, alla sua utilizzazione, alla sua proprietà; perché una riduzione occupazionale può essere recuperata, se noi manteniamo quell'area a destinazione industriale altrimenti rischiamo di sacrificare definitivamente il comparto industriale della nostra Regione.
PresidenteAltre richieste di intervento? Il Consigliere Viérin chiede la parola, ne ha facoltà.
Viérin (UV)Je pense que sur ce thème, il est important de vérifier quelle est la nature des problèmes soumis à notre attention. Suite donc à la présentation d'une résolution de la part du Président du Gouvernement, résolution que nous ne partageons pas entièrement, nous avons l'intention de présenter à notre tour une résolution.
Or, compte tenu des délais de présentation de cette résolution et pour permettre son examen et sa discussion avec les autres membres du Conseil, nous demandons une suspension de séance. Une brève suspension du Conseil pour rédiger et présenter cette résolution et, ainsi, pouvoir l'inscrire à l'ordre du jour et discuter des résolutions en ouverture de séance de cet après-midi.
PresidenteC'è stata una richiesta di sospensione, perché alcuni consiglieri avrebbero bisogno di trovare il tempo per scrivere una seconda risoluzione e la proposta sarebbe di riprendere per le ore 15.00 con la discussione, possibilmente breve, e la votazione sulle risoluzioni, alle ore 17.00.
Diciamo allora che la discussione c'è già stata. Si tratterà, questo pomeriggio, di fare le dichiarazioni di voto sulle due risoluzioni di cui una è già stata presentata e l'altra in fase di elaborazione; dopodiché si voterà e si discuterà la proposta di legge sulla questione del personale.
Quindi si sospende la seduta e si riprenderà alle ore 15.00 precise.
La seduta è tolta.
