Objet du Conseil n. 3201 du 13 mars 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3201/IX Iniziative a difesa dell'occupazione presso lo stabilimento Cogne di Aosta. (Approvazione di risoluzione - reiezione di altra risoluzione)
Presidente Avevamo discusso, nella seduta antimeridiana, della situazione dello stabilimento Cogne.
Prima di chiudere la discussione generale, eravamo in attesa di un emendamento, di una proposta di risoluzione che doveva essere presentata. Chiedo quindi ai consiglieri se intendono presentare la risoluzione, dopo di che chiudiamo la discussione generale.
Allora è stata presentata una seconda risoluzione sui problemi della Cogne a nome dei consiglieri Rollandin, Viérin e Andrione.
La risoluzione recita:
Risoluzione Sottolineato come la situazione dell'Ilva Cogne evidenzia che il tempo perso in attesa di promesse del Governo nazionale ha portato come conseguenza un pesante taglio occupazionale senza nessun piano alternativo serio e credibile;
Ricordato come l'impegno conferito alla Giunta da questa Assemblea in relazione all'impegnativa del piano Iri di dismissione della Cogne non abbia avuto nessun seguito;
Evidenziata l'inerzia nell'attivarsi per ristrutturare e potenziare le cen-trali idroelettriche unica vera fonte di risparmio economico dell'azienda;
Ricordata l'esigenza di addivenire subito all'acquisizione dei terreni di proprietà Ilva Cogne da mantenere a destinazione industriale
Il Consiglio regionale
impegna
la Giunta regionale a:
- riprendere un'iniziativa seria e conseguente ai protocolli Iri-Regione per il rispetto degli impegni assunti che prevedevano, tra l'altro, il mantenimento di una presenza maggioritaria dell'azionariato Iri e la discussione immediata di un piano credibile che salvaguardi i livelli occupazionali dell'Azienda.
La risoluzione verrà distribuita e, quindi, come dagli accordi di questa mattina, dichiaro chiusa la discussione sull'oggetto iscritto in via d'urgenza e potremmo passare o alla votazione delle risoluzioni o comunque alle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni stesse.
Chiusa la discussione generale chiede di intervenire l'Assessore Mafrica.
Mafrica (PCI-PDS) Credo che un po' dappertutto la campagna elettorale distribuisca a piene mani, veleni e controveleni. Io mi auguro che il Consiglio regionale sia capace di stare al di sopra di queste cose e quindi cercherò di fare un ragionamento, di non fare polemiche. Il 5 aprile ci sarà il voto si vedranno le eventuali conseguenze e sarà un anno che ho questo incarico come Assessore all'Industria. Credo sia una enorme distorsione dei fatti addebitare alla Giunta attuale la responsabilità per l'aggravarsi della situazione della Cogne.
I problemi della Cogne, come ricordava il Consigliere Andrione, risalgono alla notte dei tempi. Sono problemi complessi e di difficile soluzione che richiederebbero il concorso effettivo di tutta la comunità valdostana. Sono problemi complessi e lo saranno sempre più perché viviamo in tempi in cui l'assistenzialismo e la vita delle imprese non competitive sul piano economico diventa sempre più difficile.
Come militante dell'ex PCI, ho impiegato un po' di tempo a rendermi conto che, il risultato economico delle aziende non era una variabile indipendente. Credo che i fatti che avvengono su questo pianeta, in questi tempi, dimostrino come le questioni relative al mercato e alla concorrenza siano elementi oramai acquisiti. Anche se non so per quanto tempo rimarrà predominante questa impostazione, ma sicuramente per poter entrare nell'Europa, in questo Paese è necessario fare i conti con le leggi del mercato e dell'economia. Da questo punto di vista, è necessario difendere le aziende, ma per difenderle, occorre risanarle. Quindi, poiché l'azienda Cogne, da molto tempo ha dei problemi di competitività, credo occorra un intervento che possa portare questa azienda, ad un risanamento produttivo, economico.
In questa direzione, io credo debba andare lo sforzo della Giunta e del Consiglio regionali. Per questi motivi, salvo una verifica che dovremmo fare, anche esperti di comprovata capacità di indipendenza, la soluzione di ammodernamento delle strutture produttive della Cogne è una strada che dobbiamo verificare e cercare di percorrere.
E' una strada non facile, perché vista la volontà dell'Ilva di non so-stenere più, come è avvenuto nel passato, a piè di lista i vertici aziendali, occorre avere una proposta che sia credibile dal punto di vista dei prodotti, dei mercati e dell'assetto societario. E' stata pre-annunciata una proposta industriale che vede il coinvolgimento di privati e che è nostra intenzione valutare in modo approfondito.
C'è stato detto finora che è possibile che l'Ilva mantenga o non mantenga la maggioranza delle azioni, io ritengo che sia una questione che meriti di essere discussa e di essere approfondita alla luce delle condizioni e dei rapporti che verranno proposti. L'eventuale ingresso dei privati dovrà essere oggetto di profonde valutazioni e riflessioni, in quanto è immaginabile che gli stessi vogliano ampia possibilità di manovra nella gestione dell'azienda.
Credo che lo spirito della risoluzione presentata dagli amici dell'Union Valdôtaine non possa essere accolta dalla maggioranza, perché, diciamo fa carico a questa di responsabilità che invece sono legate a situazioni oggettive. Ci sono dei problemi seri nella risoluzione, ci sono i problemi dei terreni e delle centrali elettriche, e mi permetto di fare osservare come la complessività di questi problemi è stata sottovalutata nel passato, quando, secondo me, le condizioni per addivenire alla proprietà dei terreni o alla costituzione di una società insieme ad Ilva per le centrali elettriche erano più facili. Oggi è più difficile da quando, dal 1989 metà dei terreni sono passati di proprietà all'immobiliare Ilva che è una società a sé, che ha una logica immobiliare e le centrali sono all'Ilva Centrali Elettriche.
Il problema va affrontato, ed è importante, però non è oggi di facile soluzione più di quanto lo fosse nel passato. Rispetto alla destinazione delle aree, io sono dell'idea che oggi Ilva abbia due punti di forza: da una parte la possibilità di sottoporre, come sta facendo, questa Regione al ricatto occupazionale e dall'altra il fatto che essa detiene la proprietà dei terreni e delle centrali. Credo però che anche la Regione abbia due punti di forza: da una parte la possibilità di un intervento a livello politico e a livello di azionista per le norme statutarie relative all'industria e dall'altra la possibilità che il Comune di Aosta e la Regione hanno di condizionare i valore dei terreni.
Io credo che sia ancora aperta una partita complessa. Ritengo che questa partita debba essere affrontata con razionalità e con volontà politica ferma. E' possibile, utilizzando questi due punti di forza della Regione, vale a dire il rapporto con il Governo ed il rapporto con l'Iri, condizionare la volontà di Ilva ed arrivare a soluzioni che siano valide dal punto di vista della azienda e a soluzioni di interesse generale per la Regione dal punto di vista del piano urbanistico. Al di là del fatto che oggi non mi sembra che possiamo accettare la risoluzione proposta dalla minoranza, credo che sia importante comunque avere la possibilità di presentarsi, rispetto al problema, come un'unità sostanziale.
Per quello che mi riguarda, come Assessore, come esponente politico, io credo di poter confermare sia all'interno della maggioranza e nei complessivi rapporti di questo Consiglio che l'atteggiamento, che verrà tenuto nei confronti del problema Cogne e dell'occupazione industriale in Valle, sarà un elemento importante per il futuro delle alleanze politiche in questa Regione.
Presidente Chiede di intervenire il Consigliere Rollandin per la replica sulla risoluzione presentata o comunque dichiarazione di voto.
Rollandin (UV) On a toujours essayé de ne pas confondre une bataille qui vise à soutenir une certaine problématique avec la bataille à la personne, qui je crois n'a jamais été faite et j'estime que jamais il n'y a eu des attaques personnels. Tout de même je crois que, si monsieur Mafrica pour un instant revenait sur un fauteuil de la minorité, je crois que le moindre qui allait dire, en lisant la résolution que lui même nous a présenté, c'est qu'elle risque d'être la classique "aspirina contro il cancro". Je crois que là, au contraire, ce qu'on a essayé de dire dans la résolution qu'on vient de présenter, est avant tout l'aspect politique et l'exigence de l'assemblée régionale de connaître ce qui se passe à l'intérieur de la Cogne et sur ce point on s'était arrêté au moment du débat final pendant une journée dans cette assemblée.
Il y avait là un engagement précis: "impugnare il piano Ilva". On vient aujourd'hui à demander de "diffidare l'Ilva dall'assumere". Moi je crois que l'Assesseur même sait bien que "diffidare l'Ilva" c'est un acte gentil pour dire attention, peut être nous pourrions même devenir méchants, mais pour faire quoi? Le classique "ululato nella notte"? Cette attitude ne donne pas de résultats. Je peux comprendre la participation avec les forces sociales; je pense même comprendre l'embarras de monsieur Mafrica de soutenir une certaine partie, je peu le comprendre; mais ce qu'on demande, au contraire, ce sont deux choses: de privilégier une action concrète qui vise à utiliser les sources réelles d'une économie qui puisse justifier une rentabilité de l'usine, ce que je crois l'Assesseur même à dit, mais je prends acte que encore une fois, monsieur Mafrica nous a déclaré sa convenance au marché.
C'est normal, c'est sous les yeux de tout le monde. Il est indis-pensable qu'il y a certaines règles différentes, mais au delà de ça, je crois qu'on doit reprendre une action politique forte vis à vis d'un manque d'une solution, de réponses, comme on l'a rappelé. Malheureusement le Gouvernement n'a pas répondu. Nous ne connaissons pas le plan de l'IRI, et on va vivre, attention, dans l'attente d'un nouveau plan qui a comme point important le déplacement de son ensemble, et on doit arriver à reprendre une nouvelle usine.
Alors je crois que l'Assesseur a écouté attentivement le débat de hier à l'assemblée de ce groupe et j'estime que là on a eu une première réponse; personne n'y croit, tout de même l'engagement que nous avons demandé en rappelant la proposition sérieuse et les programmes conséquents qui dévaient déjà être la réponse aux engagements pris, et au contraire nous sommes ici encore aujourd'hui à parler toujours des mêmes thèmes, à reprendre les mêmes questions, en sachant, malheureusement, que du temps est passé.
Monsieur Mafrica dit: "Mais attention, il y a "l'Ilva centrali e l'Ilva immobiliare", c'est vrai. Mais lorsqu'on avait donné des indications à ce sujet, nous avions quand-même exprimé notre préoccupation en disant: attention c'est toujours l'Iri qui, quant même, va donner des indications et c'est l'Iri qui a paraphé les accords avec l'Administration régionale.
Et pourquoi on insiste sur le fait de maintenir la majorité publique. Uniquement pour respecter un point que nous retenons encore important, sans la participation d'un représentant de cette assemblée ou tout de même de la Junte au niveau du conseil d'administration; Mafrica sait très bien, on le lui a rappelé hier, que si la majorité est des privés, la présence d'un membre dans la s. p. A. n'est plus possible, et cette est une des conséquences immédiates.
L'autre thème que nous avons voulu rappeler c'est la question des terrains. C'est moi qui suis lié au plan d'aménagement de la Commune d'Aoste, mais on ne veut pas qu'on prenne des engagements hors de cette salle, hors de la Commune d'Aoste. On refuse des engagements qui vont dans cette direction, et nous le voulons rappeler avec force: l'utilisation de ces terrains doit quant même être disponible pour récupérer des places de travail, autrement on risque d'avoir quelqu'un qui nous dit qu'il faut quant même déplacer quelque chose, on ne sait pas quand, comment, où.
Il faut attendre le nouveau plan qui arrivera après le 5/6 avril, mais ça c'est une question de quelques jours de retard et après on sera là à débattre de cette question.
Voilà on a parlé d'arguments qui ne sont pas importants pour la cause de l'Ilva-Cogne. Ce qu'on a rappelé dans le texte de cette résolution ne sont pas des traits polémiques contre quelqu'un au contre quelque chose, c'est au contraire un prise d'acte du fait que, malheureusement, des mois se sont écoulés sans avoir un résultat surtout en ce qui concerne la connaissance des événements.
Après on pourra nous dire qu'il faut faire un choix, mais doit-on raisonner en quels termes, dans quels temps et comment? Voilà les raisons pour lesquelles nous ne pouvons pas, tout en soutenant le principe qui est indispensable retrouver un accord et l'engagement de toutes les forces politiques sur le thème de l'Ilva-Cogne, aujourd'hui nous ne pouvons pas soutenir l'autre solution, ainsi nous voterons la nôtre et nous abstiendrons sur la résolution présenté par la majorité.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich.
Bich (Ind) Non voglio più riprendere le tematiche di questa mattina, in cui si sono ripetuti concetti che ormai da parecchio tempo non possiamo che sottolineare e riconfermare. Però, sull'area Cogne, sul succes-sivo miglioramento di aziende diverse da questa e su una diversi-ficazione, diciamo, anche del prodotto non si conosce ancora bene quale sia la proposta.
Questa è ancora in alto mare e non si sa se resta sempre con il settore siderurgico, in che termini, con quale mix. Non abbiamo nessun dato, nessuna conoscenza. Vorrei sapere un'altra cosa che mi sembra importante, centrale: chi si farà carico del risanamento dei terreni di proprietà dell'Ilva? Non è una cosa ininfluente, tanto che anche qui, ce ne siamo interessati più volte, siamo intervenuti.
Ci sono infatti dei rifiuti tossico-nocivi accumulati nel perimetro dell'area dello stabilimento Cogne pari a circa 20 milioni di metri cubi, che sono incompatibili con un riadattamento dell'area. Non vorrei che questa incombenza fosse nuovamente a carico della Regione.
Presidente Se non ci sono altri interventi, possiamo passare alle votazioni.
Il Consiglio è chiamato allora a votare sulla prima risoluzione presentata; precisamente, la risoluzione presentata dal Presidente della Giunta, illustrata dall'Assessore Mafrica.
Chiede ancora di intervenire l'Assessore Mafrica.
Mafrica (PCI-PDS)In merito alle osservazioni formulate dal Consigliere Bich desidero innanzitutto far presente che la Regione è l'unica, in questo paese, ad essere interlocutrice di aziende a partecipazione statale, di enti di gestione del Governo in materia industriale in quanto non mi risulta che la Regione Campania sia riuscita a dire alcunché sulla questione di Bagnoli, né la Regione Piemonte abbia rappresen-tato qualche punto di riferimento per la questione Olivetti, Fiat.
Questa piccola regione con 115.000 abitanti, un consiglio regionale e due parlamentari, comunque, è di fatto anche nei documenti ufficiali riconosciuta come interlocutore e io credo che sia un punto che corrisponda ai fatti anche perché si assumono delle responsabilità e degli impegni. Allora, la proposta fatta fino a questo punto è quella di fare uno stabilimento siderurgico che comprende l'acciaieria, la colata continua, il treno a filo, le valvole, le rettifiche, la trafileria, i magazzini per la produzione di valvole vergella, tondini per tubi e materiali trafilato e fucinato, queste sono le proposte formulate in un incontro con la Giunta.
Siccome il Consigliere Bich chiede se ci sono produzioni, io credo che dalla descrizione di questi interventi si possa già avere una prima idea di quali siano. Per quanto concerne la bonifica, ritengo di poter fare questo ragionamento: non mi risulta che siano 20 milioni i metri cubi inquinati ma che siano molto meno, meno di un milione. Comunque, è chiaro che se il terreno verrà acquistato dalla Regione i costi della bonifica saranno detratti dal valore del terreno.
Quello che mi sembra di poter dedurre, ecco quello che mi risulta dal valore stabilito dai periti è che il valore della bonifica vada sot-tratto dal valore del terreno, se a carico della Regione, e rimanga a carico del venditore, se questo interviene direttamente.
Presidente La parola ancora al Consigliere Bich.
Bich (Ind)E' un fatto ininfluente, a me sembra che l'ente pubblico sia nuovamente truffato in questa mittente, allora se il materiale di risulta accumulati sulla sponda destra del Buthier, che sarà poi quello che deve essere risanato perché il dow out della nuova azienda si svolge sulla sponda sinistra ad est del Buthier stesso.
Ebbene quell'accumulo, quella discarica alcuni sostengono sia di materiali speciali e basta, quindi può essere trasferito come è stato trasferito fino ad ora, ma viceversa io inviterei a condurre un'analisi più approfondita con un minimo di contraddittorio e di serietà, quello che non è mai stato fino ad ora perché, qui i sistemi di controllo sono molto capaci a minimizzare a destra e a manca sulle piccole cose, sul piccolo rivo di sangue che va nel ruscello eccetera, poi le discariche di questo tipo con 10/12 milioni di metri cubi non ne parla nessuno e nessuno va a vedere.
Io vorrei sapere se questo materiale è tossico-nocivo o semplicemente materiale speciale, come si è detto finora; ma vorrei che si giungesse ad una valutazione mediante analisi serie.
E' questo che io chiedo. E' già stata fatta una prova in questo senso: ed ho la risposta che ha dato l'Assessore alla sanità proprio sei mesi fa su questa materia. Diceva allora l'Assessore che il progetto di bonifica di quella discarica ammonta fra i 30/40 miliardi. Ecco, è su queste cose che vorrei avere un minimo riscontro, una visione realistica delle cose, dopo di che uno può assumere le sue decisioni. Ripeto è un intervento finanziario non ininfluente, 30/40 miliardi che coinvolge qualsiasi processo di ristrutturazione e di industrializzazione.
Non vorrei che poi ci trovassimo in una condizione di emergenza e la Regione per bonificare, perché necessariamente quel territorio deve essere bonificato, debba accollarsene anche la spesa, come stava e come sta facendo. Ecco su questo non c'è una risposta. Mi dispiace, io non voglio essere veemente, ma attenzione perché queste cose si finiscono per dimenticare e non entrano mai nella contrattazione e alla fine, invece, diventano un elemento determinante per la contrattazione stessa. Ecco, soprattutto nell'acquisizione del terreno, non vorrei che sia la Regione a farsi carico della bonifica, in quanto i costi sarebbero almeno doppi. Vorrei avere assicurazioni in questo senso, che prima di procedere all'acquisto del terreno lo si bonifichi.
Per quanto riguarda, e così arrivo anche alla dichiarazione di voto. La risoluzione presentata dal Presidente della Giunta, mi dispiace, ma non ha nessuna valenza politica, la Giunta non è in grado di esercitare un potere contrattuale nei confronti dell'Ilva.
Questo impegno della Giunta regionale di diffidare l'Ilva, proseguendo l'azione politica nei confronti del Governo della Repubblica è risibile, per cui voterò contro la risoluzione presentata dal Presidente della Giunta.
Presidente Altre richieste di intervento? Il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) Nell'intervento durante la seduta antimeridiana, avevo sottolineato come uno dei problemi centrali fosse quello della proprietà e dell'utilizzo delle aree dello stabilimento Cogne.
Tutti sappiamo che uno dei più grossi problemi che oggi esistono per l'attività industriale e per l'attività produttiva in generale, in Aosta è la carenza di aree. Anche nello studio che aveva fatto il Censis, nei questionari che aveva rivolto a tutti gli imprenditori, era stato indicato come uno dei più gravi elementi di disagio, la carenza di aree per attività produttive nella nostra Regione, carenza che del resto si spiega anche con le caratteristiche geografiche del nostro territorio. Per questo, diventa fondamentale il mantenimento a destinazione industriale di tutta l'area Cogne e l'intervento concreto della Regione per acquisire queste aree. Ecco, questo concetto mi pare sia espresso chiaramente nella risoluzione presentata dal gruppo unionista, mentre non è indicato nella risoluzione del gruppo di maggioranza. Questo è il motivo per cui il nostro gruppo ritiene di votare a favore della risoluzione presentata dall'Union Valdôtaine, mentre si asterrà rispetto alla risoluzione presentata dalla maggioranza.
A nostro avviso, sicuramente, non è oggi realistico un discorso che affermi "Bisogna mantenere 2000 occupati all'Ilva-Cogne". Noi riteniamo sia più realistico puntare a mantenere duemila posti di lavoro nell'industria nell'area attualmente occupata dalla Cogne.
Questo, secondo noi, è fattibile. Evidentemente per fare questo bisogna avere il controllo dell'area e bisogna avere una ferma volontà politica, a livello di Consiglio regionale e a livello di Consiglio comunale di Aosta, di mantenere la destinazione produttiva industriale dell'area.
PresidenteSe non ci sono altre richieste di intervento possiamo passare alla votazione sulla risoluzione presentata dal Presidente della Giunta e illustrata dall'Assessore Mafrica.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat).
Il Consiglio approva la risoluzione di cui do lettura:
Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Constatata la richiesta avanzata da parte dell'Azienda di procedere a nuove e gravi riduzioni dell'occupazione attività presso lo stabilimento Cogne di Aosta;
esprime
ferma opposizione all'iniziativa assunta dall'Ilva, respingendola nel metodo e nella sostanza;
Nel metodo per non aver presentato contemporaneamente alcun programma relativo al futuro produttivo dell'Azienda;
Nella sostanza perché, ancora una volta, si ritiene di poter affrontare i problemi di competitività aziendale facendo leva esclusivamente sulle riduzioni della forza lavoro.
Impostazione che, sulla base della esperienza maturata dalla Cogne nel corso degli ultimi anni, tende unicamente ad indebolire e ridimensionare progressivamente la capacità produttiva e di presenza sui mercati dell'Azienda, facendone pagare tutti i costi ai lavoratori;
Richiamata la propria risoluzione dell'8 novembre 1991
impegna
la Giunta regionale affinché:
1) diffidi l'Ilva dall'assumere ogni iniziativa di riduzione dell'occu-pazione presso lo stabilimento Cogne di Aosta in assenza di un preciso programma industriale di ristrutturazione e di rilancio dell'Azienda;
2) prosegua l'azione politica nei confronti del Governo della Repubblica e dell'Iri affinché si facciano garanti del rispetto degli impegni ripetutamente assunti da parte delle Partecipazioni Statali nei confronti della Cogne e della Regione Autonoma Valle d'Aosta;
3) operi, in stretto collegamento con le Organizzazioni Sindacali e con le Forze Politiche e Sociali della Regione, per la difesa dell'occupazione industriale in Valle d'Aosta.
Presidente Si passa alla votazione sulla risoluzione presentata dai consiglieri dell'Union Valdôtaine, Rollandin, Viérin e Andrione.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 17 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Cout, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami, Pascale, Ricco, Rusci e Trione)
Il Consiglio non approva la seguente risoluzione:
Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Sottolineato come la situazione dell'Ilva Cogne evidenzia che il tempo perso in attesa di promesse del Governo nazionale ha portato come conseguenze un pesante taglio occupazionale senza nessun piano alternativo serio e credibile;
Ricordato come l'impegno conferito alla Giunta da questa Assemblea in relazione all'impegnativa del piano Iri di dismissione della Cogne non abbia avuto nessun seguito;
Evidenziata l'inerzia nell'attivarsi per ristrutturare e potenziare le cen-trali idroelettriche unica vera fonte di risparmio economico dell'azienda;
Ricordata l'esigenza di addivenire subito all'acquisizione dei terreni di proprietà Ilva Cogne da mantenere a destinazione industriale
impegna
la Giunta regionale a:
- riprendere un'iniziativa seria e conseguente ai protocolli Iri-Regione per il rispetto degli impegni assunti che prevedevano, tra l'altro, il mantenimento di una presenza maggioritaria dell'azionariato Iri e la discussione immediata di un piano credibile che salvaguardi i livelli occupazionali dell'Azienda.
