Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2914 du 18 décembre 1991 - Resoconto

OBJET N° 2914/IX Diffusion du Sida en Vallée d'Aoste (Question orale).

Presidente Do lettura della interrogazione presentata dai consiglieri Louvin, Perrin, Voyat e Faval:

Question Considérant que le Sida (Aids) aurait atteint, d'après les informations fournies par les organes compétents, une diffusion inquiétante,

les soussignés Conseillers régionaux

interrogent

l'Assesseur à la Santé et Aide Sociale pour connaître:

- combien sont les cas, officiellement relevés, de Sida dans notre Région;

- quelles mesures ont été adoptées par la Région autonome de la Vallée d'Aoste et par l'U.s.l. pour la prévention et le soin de cette maladie, authentique fléau des temps actuels.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) I casi di Aids ufficialmente rilevati nella nostra regione dal 1987 al 30 settembre 1991 ammontano a 14 per i soggetti residenti in Valle e a 12 per i soggetti non residenti. I soggetti residenti in Valle sono stati 1 nel 1989, 6 nel 1990, 7 nel 1991, per un totale di 14; per soggetti non residenti ne avevamo 1 nel 1987, nessuno nel 1988, 2 nel 1989, 6 nel 1990, 3 nel 1991, per un totale di 12 soggetti, quindi per un totale di 26 soggetti.

Relativamente agli interventi di prevenzione dell'Aids, sono stati realizzati incontri di informazione ed educazione sanitaria con la popolazione presso le sedi distrettuali, nonché nelle scuole medie superiori. Sono stati distribuiti capillarmente in tutta la regione - distretti, comuni, ospedali, carceri e caserme - opuscoli sull'Aids, sia quelli strutturati dalla nostra Regione che quelli inviati direttamente dalla Commissione nazionale per la lotta contro l'Aids del Ministero della sanità. Tali opuscoli riguardano i temi: i giovani e l'Aids, l'Aids e droga, donne e Aids. Tali opuscoli dimostrano anche in modo comprensibile cos'è l'Aids, come si può contagiare, come viene trasmessa l'infezione e soprattutto come si evita il contagio, come si individua l'infezione e a chi rivolgersi.

Inoltre nell'anno in corso sono stati realizzati due corsi di formazione per tutto il personale operante nella Unità operativa delle malattie infettive del presidio ospedaliero, su linee guida del Ministero della sanità, specificatamente per la prevenzione e la cura dell'Aids.

A partire dal 1990 il centro operativo contro l'Aids ha organizzato corsi residenziali, rivolti a fare figure professionali: infermieri, medici, personale di laboratorio, operatori addetti alle attività chi-rurgiche, operatori che lavorano con i tossicodipendenti, educatori alla salute, pediatri, immunologi, epidemiologi, biotetici eccetera. Tali corsi rappresentano la prima parte di un programma ampio tramite le attività di sorveglianza allo sviluppo e alla valutazione degli interventi preventivi, nonché alla pianificazione sanitaria, sia a livello nazionale che a livello regionale.

A livello regionale abbiamo costituito anche un gruppo tecnico a supporto del centro di riferimento per il coordinamento dell'attività dei servizi e delle strutture interessate alla lotta contro l'Aids; ciò infatti al fine del coordinamento delle funzioni di sorveglianza e di ogni altra attività che riguardi lo sviluppo e la programmazione degli interventi contro l'Aids nella nostra regione.

Infine posso assicurare che interventi di informazione e prevenzione dall'Aids sono stati effettuati e sono tuttora in programmazione da parte della Unità operativa di assistenza ai tossicodipendenti della Usl, relativamente ad incontri-dibattito presso comunità montane, associazioni di volontariato e popolazione.

Quindi cerchiamo di tenere tutta la situazione sotto controllo e di preparare il personale addetto a questa malattia infettiva.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.

Louvin (UV) Il nous a paru qu'un voile de silence couvre cette question et nous avons voulu l'évoquer, non pas pour susciter des alertes, qui d'ailleurs seraient plus que justifiées, mais parce que nous avons l'impression que les interventions sont très fragmentaires et qu'il manque une stratégie générale pour affronter ce véritable fléau sanitaire.

La situation est très grave; la progression qu'elle a révélée doit nous faire penser que nous aurons à l'avenir à nous confronter encore et dans une mesure de plus en plus forte avec ce phénomène et il est utile qu'il y ait une intervention radicale pour essayer de mettre un barrage contre son extension.

Je ne suis pas très compétent en la matière et j'ignore si la stratégie énoncée par l'Assesseur est effectivement celle qui s'impose dans cette circonstance. Nous avons voulu lui demander des indications que nous n'avons pu avoir d'ailleurs par les services; nous avons donc besoin de commencer à réfléchir ensemble sur les mesures qu'il sera utile de prendre à l'avenir.

En tout cas, pour l'instant, je le remercie de nous avoir fourni les données sur une matière si délicate.