Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2223 del 4 giugno 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2223/IX Cause dell'incidente mortale verificatosi sulle piste di sci di Champorcher il 20 aprile 1991. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 11 dell'ordine del giorno.

Interpellanza Lo scorso 20 aprile 1991 sulle piste di sci di Champorcher si è verificato un grave incidente che ha provocato la morte di Brun Cesare Moreno.

Gli amici ed i familiari della vittima dell'incidente, hanno rite­nuto di ravvisare la sussistenza di responsabilità per la man­canza di segnalazioni e protezioni lungo la pista di sci (in parti­colare in prossimità del burrone in cui è precipitato il Brun Cesare Moreno) ed hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Aosta.

Dopo la tragedia della pista del Pavillon a Courmayeur, un al­tro grave fatto ha segnato negativamente questa parte conclu­siva della stagione sciistica invernale, riproponendo con forza ed urgenza il problema della sicurezza delle piste e della pro­fessionalità e responsabilità nella gestione degli impianti di ri­salita.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni culturali per sapere:

1) quali sono state le cause del mortale incidente dello scorso 20 aprile sulle piste di Champorcher;

2) se è vero che gli impianti di risalita sono stati mantenuti in funzione, nonostante una fitta nebbia riducesse a pochissimi metri la visibilità degli sciatori;

3) se è vero che la pista era priva di adeguate protezioni e se­gnalazioni nei punti pericolosi;

4) come mai non è ancora stato trasmesso, all'esame del Consiglio regionale, il disegno di legge di disciplina delle carat­teristiche e funzionamento delle piste di sci preannunciato da più di due mesi dalla Giunta regionale e che cosa si intende fa­re per accelerare i tempi di approvazione di una normativa re­gionale che garantisca più sicurezza sulle piste di sci.

Président Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.

Riccarand (VA) Lo scorso 20 aprile, sulle piste di sci di Champorcher si è verifi­cato un grave incidente, che ha provocato la morte di uno sciatore. Gli amici ed i familiari della vittima hanno ritenuto di ravvisare in esso delle responsabilità per la mancanza di se­gnalazioni e di adeguate protezioni lungo la pista di sci; in particolare in prossimità del burrone in cui è precipitato lo sciatore e perciò hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Aosta.

Questo è un ulteriore episodio di una catena di incidenti, che quest'anno è stata particolarmente grave, accaduti sulle piste di sci. Il dramma maggiore è stato quello della pista del Pavillon, a Courmayeur, dove si sono registrate numerose vit­time investite da una valanga scesa lungo la pista.

Tutto questo ha riproposto - l'avevamo già detto più volte nei mesi scorsi - con forza ed urgenza il problema di una normativa che dia sufficienti garanzie sulla sicurezza delle piste, sulla re­sponsabilità di chi gestisce gli impianti di risalita e l'apertura delle piste, nonché sulla professionalità di tutto il settore che deve farsi garante nei confronti degli sciatori e degli utenti degli impianti o delle piste.

L'interpellanza ha quindi lo scopo di conoscere quali sono, da una parte, le cause che hanno determinato l'incidente verifica­tosi sulle piste di Champorcher, contro cui i familiari della vit­tima hanno avanzato pesanti rimostranze.

Dall'altra di cono­scere che cosa ne è stato del disegno di legge che disciplina il funzionamento e le caratteristiche delle piste da sci, che l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali aveva pre­annunciato al Consiglio e alla stampa oltre due mesi e mezzo fa, ma di cui finora non ho visto traccia alcuna, perché non mi risulta che sia stato trasmesso all'esame delle Commissioni e quindi sembra essersi perso tra le promesse non mantenute.

Le richieste di questa interpellanza vanno quindi in queste due direzioni: le cause e la dinamica dell'incidente, se sono indivi­duabili delle responsabilità, se c'era effettivamente una caren­za di protezione e di segnalazioni e come mai l'impianto di ri­salita e le piste siano rimaste aperte benché le condizioni me­teorologiche fossero notevolmente preoccupanti. In particolare, vorremmo sapere che cosa ne è del disegno di legge, atteso da tempo, che deve riordinare e disciplinare tutta la materia e ga­rantire maggiore sorveglianza, controllo e professionalità nella gestione delle piste da sci in Valle d'Aosta.

Président Monsieur Pascale, Assesseur Au Tourisme, Urbanisme et Biens culturels; il en a la faculté.

Pascale (PSI) Da informazioni assunte presso la Società Funivie di Champorcher e stando a quanto è a conoscenza degli uffici dell'Assessorato, in ordine alla gestione delle piste di quel com­prensorio, l'incidente si è verificato fuori dalle piste regolar­mente segnalate ed apprestate a cura della Società Funivie di Champorcher.

Lo sciatore è uscito dalla pista in un tratto a monte della zona pericolosa, dove comunque la pista è delimitata da una succes­sione di paline poste ad una distanza di circa dieci metri, ed avrebbe poi continuato a sciare su neve fresca e quindi su pista non battuta per oltre 150 metri oltre il punto dal quale aveva abbandonato la pista e fino al salto su cui ha perso la vita.

Va sottolineato che a monte dell'impianto che serve tale pista, erano bene esposti, come da recente disposizione della polizia giudiziaria, i cartelli che prescrivono il divieto assoluto di sciare fuori pista.

Riguardo alla seconda domanda, gli impianti sono rimasti rego­larmente aperti al pubblico in relazione al fatto che la nebbia investiva la zona a tratti, nel senso che tratti a larga visibilità si alternavano a tratti con foschia.

Per quanto attiene al terzo punto dell'interpellanza, come ho già detto, la pista è regolarmente segnata con paline, ove non presenta pericoli, e nel caso specifico è protetta, a 150 a monte del salto, da una rete che indirizza e trattiene in pista gli scia­tori.

A questo proposito sembra che il Brun stesse sciando in com­pagnia di altre due persone, le quali hanno imboccato la pista giusta, cioè quella delimitata dalla rete, mentre il Brun ha pre­so l'altra direzione, passando all'esterno della rete. Questo è quanto ci hanno riferito le Funivie di Champorcher, ma sulla vicenda bisognerà attendere l'esito dell'inchiesta giudiziaria tuttora in corso.

Per quanto riguarda l'ultima parte dell'interpellanza, devo dire che il disegno di legge approvato dalla Giunta due mesi fa non è ancora stato trasmesso al Consiglio perché, oltre alle carat­teristiche del funzionamento delle piste da sci, disciplina anche i rapporti tra i concessionari di piste ed i proprietari privati dei terreni interessati da tali infrastrutture, prevedendo, in caso di mancato accordo, l'eventuale imposizione di servitù di passag­gio.

Ora, su questo argomento, che è particolarmente delicato, an­che perché la Regione non ha una competenza legislativa pri­maria, è stato necessario un approfondimento dal punto di vi­sta giuridico, che l'Ufficio legislativo della Giunta avrebbe terminato e pertanto lo dovrebbe trasmettere alla Giunta re­gionale proprio in questi giorni. Posso assicurare che, dopo di ciò, il disegno di legge proseguirà regolarmente il suo inter, perché c'è la volontà politica di definire questo aspetto, partico­larmente importante, che attiene alla sicurezza delle piste di sci.

Président Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.

Riccarand (VA) Sono solo parzialmente soddisfatto della risposta dell'Assessore, intanto perché le informazioni che ha dato sulla dinamica dell'incidente verificatosi a Champorcher, mi induco­no a pensare che effettivamente non tutte le segnalazioni o il funzionamento dell'impianto e delle piste fossero tali da evitare l'incidente.

Infatti, da quanto sostengono gli amici ed i familiari del Brun e da quanto emerge da quello che è stato appena detto dall'Assessore, la sfortunata vittima non intendeva affatto sciare fuori pista, ma è andata fuori pista per sbaglio, tant'è vero che era in compagnia di altre due persone che, invece, so­no riuscite a rimanere nella strada giusta. Quindi, proprio in conseguenza della nebbia che gravava sulla zona, il Brun non è riuscito ad individuare con esattezza il percorso della pista, è andato fuori e poi è precipitato nel burrone. Questo però non significa certamente che tutto fosse predisposto nel modo mi­gliore e tale da garantire la maggiore sicurezza agli utenti della pista.

Per quanto concerne il disegno di legge, trovo un po' strano che la Giunta prima dichiari di averlo approvato e poi affermi di averne sostanzialmente sospeso l'iter procedurale, per l'esi­genza di un ulteriore approfondimento giuridico. Un disegno di legge è l'atto conclusivo del processo di preparazione di un provvedimento e quindi, quando viene approvato, significa che il procedimento è concluso, sempre ammesso ovviamente che il disegno di legge sia stato effettivamente approvato.

Quando escono notizie circa l'approvazione di un disegno di legge, qui non si riesce mai a capire se il disegno sia stato ef­fettivamente approvato, se la Giunta abbia solo deciso di porvi mano oppure a che punto effettivamente si trovi. In linguaggio ufficiale e corrente, l'approvazione di un disegno di legge signi­ficherebbe che il testo è già stato approvato dalla Giunta e tra­smesso all'esame del Consiglio regionale e quindi delle Commissioni; ciò non è avvenuto.

Ora, siccome la materia è importante, perché è da anni che viene sollecitato un disegno di legge di riordino e di disciplina delle normativa, ed i gravi fatti oggettivi successi quest'anno, solleci-tano ulteriormente l'adozione di questa disciplina. Io mi auguro che le perplessità di carattere giuridico, emerse all'in­terno della Giunta nel corso dell'esame del provvedimento, sia­no rapida-mente superate, in modo che al più presto il Consiglio regionale possa effettivamente esaminare quel disegno di legge e dotare an-che la Regione Valle d'Aosta di una normativa che praticamente già esiste in tutte le Regioni che hanno un com­prensorio sciabile significativo, ma che è ancora mancante nella nostra.

Président Chers collègues, en raison de l'absence du Président et de l'autre Viceprésident et compte tenu du fait que je devrais prendre la parole sur le point n. 12, interpellation que j'ai signée, je vous demande de le renvoyer et de passer di­rectement au point, à l'ordre du jour, n. 13.