Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 972 del 10 gennaio 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 972/IX - INIZIATIVE PER CREARE A PONT-SAINT-MARTIN UNA STRUTTURA PER UN CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO DAI GIOVANI. (Interpellanza)

PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Tonino e Riccarand, ed iscritta al punto 12 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

RICORDATO che, con una petizione sottoscritta da più di mille giovani della Bassa Valle d'Aosta, del Canavese, è stato richiesto alle Amministrazioni comunali ed all'Amministrazione regionale di mettere a disposizione gli spazi opportuni per la creazione di un Centro Sociale Autogestito;

RILEVATO che la richiesta di spazi di aggregazione, confronto e lavoro comune fra i giovani non può lasciare indifferenti le pubbliche amministrazioni e che occorre dare a tale domanda risposte positive e concrete;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

la Giunta regionale per sapere:

1) quali iniziative sono state concordate fra l'Amministrazione regionale e le Amministrazioni comunali della Bassa Valle per creare a Pont-Saint-Martin una struttura che sia in grado di offrire spazi ed occasioni per attività autogestite dai giovani;

2) in che modo si intende operare per istituire in più punti della Regione strutture e spazi per l'aggregazione giovanile.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Credo che l'interpellanza sia già di per sé sufficientemente chiara nel chiedere alla Giunta quale sia il suo orientamento rispetto al problema sollevato, tuttavia io voglio premettere alcune considerazioni anche sul modo in cui siamo arrivati a discutere e sul perché abbiamo presentato oggi questa interpellanza.

Com'è noto, un gruppo di giovani si è fatto promotore di una raccolta di firme in favore di una petizione che chiedeva alle autorità competenti ed alle istituzioni competenti degli spazi per creare un centro sociale autogestito. Tale petizione, che, come prima è stato ricordato, ha raccolto 981 firme in Valle d'Aosta e 325 firme fuori Valle, ma in particolare nell'area canavesana confinante con Pont-Saint-Martin, è stata illustrata alle forze politiche ed alle autorità nel corso di un'assemblea pubblica convocata per l’11 dicembre dello scorso anno. Ahimé! A quella riunione erano presenti soltanto tre forze politiche, ma nessun altro rappresentante di questo Consiglio regionale né dell'Esecutivo regionale.

La riunione è stata riconvocata la settimana successiva, ma ha avuto analogo risultato, senza ottenere quindi, neanche in quella sede, un'opportunità di confronto.

Ricordo che alla prima assemblea, oltre al PCI, a Nuova Sinistra ed al rappresentante dei Radicali, era presente anche il Sindaco di Pont-Saint-Martin, il quale in quella occasione si è dichiarato non contrario all'iniziativa, ma ha aggiunto: "Rivolgetevi però a livello regionale, perché il Comune di Pont-Saint-Martin ha un progetto-giovani di cui si discute, ma non dispone di strutture per rispondere all'esigenza manifestata da quel gruppo di giovani".

Il 25 dicembre, giorno di Natale, si è così arrivati all'occupazione simbolica della palazzina-uffici dell'ex Ilssa Viola di Pont-Saint-Martin, che è stata interrotta in modo "burocratico e poliziesco", senza produrre purtroppo alcun confronto di tipo politico sulle questioni che erano state poste.

Che cosa chiede questo gruppo di giovani? Ho già detto in parte che chiede uno spazio per attività autogestite, non assistite da contributo regionale, uno spazio cioè in cui possano realizzarsi attività di tipo musicale, teatrale, ricreative e culturali decise da quel gruppo di giovani, con una disponibilità a rendere questo centro assolutamente aperto a tutti coloro che ne fossero interessati e quindi anche con una certa disponibilità per un ricorso a regole democratiche nella gestione di quel centro.

Dietro a tutto questo c'è, a mio avviso, un'affermazione di particolare valore e cioè che oggi gli unici spazi disponibili per giovani che hanno questa volontà sono quelli dei bar e delle discoteche.

Credo che questa affermazione possa far piacere al Consigliere Rusci, che è proprietario di discoteche, ma ritengo che questa affermazione meriti una risposta da parte delle forze politiche e degli amministratori, perché coglie il punto centrale della questione.

Noi abbiamo già discusso in sede di Consiglio regionale sulla necessità di promuovere una certa politica nei confronti dei giovani. Come Gruppo comunista, ad esempio, noi abbiamo presentato una proposta politica in tal senso, sulla quale si è fatto un lavoro comune, ed esiste poi una legge regionale che consentirà finalmente di promuovere iniziative in quella direzione.

Io credo che già in quella legge (ecco l'altro aspetto del problema) esista una indicazione sulla opportunità di offrire ai giovani la possibilità di autogestire degli spazi. Ecco allora che, rispetto a questa particolare richiesta, occorre esprimersi e valutare se è possibile individuare subito degli spazi da utilizzare in tal senso.

Io insisto su questo elemento e, visto che la petizione è già stata presentata e che sta per iniziare l'iter della sua discussione anche in sede di Commissione, io mi auguro che in quella sede potremo fare serenamente anche una discussione di merito. Quello però che a nostro avviso è intollerabile è che non ci sia alcuna risposta.

Provate voi a pensare che tipo di immagine hanno questi giovani della politica e delle istituzioni, dopo aver intrapreso quell'iniziativa, chiesto un confronto che non c'è stato, iniziato un'occupazione simbolica che è stata interrotta in modo burocratico, perché gli Assessori Fosson e Lanivi si sono recati a Pont-Saint-Martin, con un foglietto hanno chiesto che una delegazione si presentasse in Comune, senza neanche sentire il dovere di andare lì a discutere con loro, ed hanno comunicato che andava sgomberata la palazzina, per ragioni sotto certi aspetti anche comprensibili, come ad esempio la sicurezza (e chi lo negava?), senza però fornire alcuna risposta nel merito delle questioni che erano state poste. Questo è un metodo che, per noi, allontana i cittadini dalla politica e dalle istituzioni.

Se però me lo consentite, io voglio concludere con una riflessione molto schietta sul come è stata vissuta questa vicenda dalla gente e quindi anche sull'atteggiamento che hanno avuto determinate forze politiche.

Intanto è circolata una immagine distorta di questo gruppo di giovani. Per essere espliciti, la frase più ricorrente è stata la seguente: "Si tratta di un gruppo di drogati, di tossicodipendenti e di sbandati". Io sono rimasto impressionato da questo modo di etichettare la gente e lo ritengo una bestialità.

Oltre all'immagine distorta, c'è anche un problema con dei risvolti che io definisco di carattere etico-morale. Noi sappiamo bene che questo gruppo di giovani rappresenta solo una parte del movimento giovanile, anzi solo una sua minoranza, nel senso che non tutto il mondo giovanile la pensa in quel modo. E allora? Quando noi parliamo della necessità di riformare la politica, ci riempiamo la bocca soprattutto di due concetti: della necessità di una politica della solidarietà rispetto alle aree di disagio, rispetto a quelli che hanno rotto con il sistema dei partiti e delle istituzioni e che manifestano il disagio; del principio delle diversità, delle pari opportunità per chi in questa società rappresenta una minoranza.

Allora, se è così, di fronte ad un caso di questo tipo, si può rispondere rifiutando il dialogo? Io dico di no.

In questo senso, riconosco che esiste sempre un certo perbenismo di maniera che acceca la gente: è un fatto normale ed io lo tollero. Quello però che non tollero è ciò che sta dietro, vale a dire il rifiuto dei valori della solidarietà e del rispetto delle minoranze e delle diversità. Questa è la ragione più propriamente politica per la quale io credo che tutti noi dobbiamo riflettere e ragionare, quando ci avviciniamo a questo tipo di richiesta.

Torno a ripetere che l'interpellanza chiede di conoscere quale sia, rispetto a questo tema, l'orientamento della Giunta regionale. Come si sa, l'interpellanza consente solo un "botta e risposta", che sicuramente può anche non essere esauriente. Nell'illustrarla, tuttavia, io ho fatto questa riflessione, proprio perché confido che nel lavoro delle Commissioni e nel confronto sui contenuti di quella richiesta ci sia la possibilità di svolgere un'analisi approfondita.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Noi abbiamo presentato questa interpellanza un po' prima della fine di dicembre, quando ci siamo resi conto che l'atteggiamento della Giunta regionale e dell'Amministrazione comunale di Pont-Saint-Martin nei confronti delle proposte e delle richieste formulate da un certo gruppo di giovani non erano pertinenti o comunque puntuali ed attente verso le domande che erano state poste. Ci sembrava che fosse evidente un tentativo di evadere la risposta e di nascondersi dietro a problemi tecnici e ad atteggiamenti di tipo burocratico, per cui abbiamo voluto porre all'attenzione dell'istanza politica più competente in materia, cioè al Consiglio regionale, questo problema, in modo che si avviasse una prima riflessione, che poi, nell'iter di discussione della petizione presentata dai 1.300 giovani, dovrà evidentemente trovare una decisione più organica.

Abbiamo però ritenuto di fondamentale importanza sollevare questo problema in Consiglio anche perché ci sembrava macroscopica la contraddizione tra quello che il Consiglio stesso aveva appena dichiarato nel mese di dicembre, approvando la cosiddetta legge sulla condizione giovanile, e quello che poi è stato il comportamento della Giunta regionale e dell'Amministrazione comunale di Pont-Saint-Martin nel corso del mese di dicembre, rispetto ad una domanda ben precisa e specifica.

L'articolo 1 della legge che abbiamo approvato a dicembre dice testualmente:

"La Regione promuove la realizzazione di iniziative sociali, formative e culturali a favore degli adolescenti e dei giovani, volte a:

a) favorire l'informazione, l'aggregazione, l'associazione e la cooperazione tra i giovani;

b) attuare interventi per l'inserimento della società e rimuovere il disagio giovanile;

c) valorizzare e dare impulso ad ogni forma di manifestazione di contenuto culturale ed alle attività del tempo libero;

d) prevenire fenomeni di devianza e di emarginazione sociale"

Si tratta di belle affermazioni di principio, che abbiamo votato tutti quanti. Anche se la legge nella sostanza non prevede grandi cose, perché rimanda tutto nel tempo ad una apposita commissione e ad una fase di concertazione, esprime comunque delle direttive, delle indicazioni e degli orientamenti che dovrebbero stare alla base delle scelte concrete. Alla prima prova, però, cioè ad una precisa richiesta, che non necessariamente doveva essere accettata in blocco tale e quale, ma alla quale bisognava comunque rispondere, magari in modo anche articolato o alternativo, specie se non si ritenevano praticabili le proposte che erano state avanzate, non è stata data alcuna risposta, come giustamente è stato fatto notare dal Consigliere Tonino. La risposta, anzi, è stata semplicemente quella di non presentarsi agli incontri, di far sgomberare quella palazzina che era stata occupata solo per fornire un'indicazione rispetto alla domanda che veniva fatta, ma non c'è stata alcuna volontà di rispondere in modo positivo.

Noi invece riteniamo che la necessità di dover rispondere a questo gruppo di persone, a coloro che hanno firmato la petizione ed a chi ha organizzato le riunioni e l'occupazione simbolica della palazzina dell’ex Ilssa Viola rimanga un problema tuttora aperto.

Pertanto, noi ci auguriamo che, dalla risposta che sarà data oggi dalla Giunta a questa interpellanza e poi dalla discussione sulla petizione, emerga un’indicazione concreta sugli strumenti e sui luoghi che saranno ritenuti idonei per rispondere positivamente a chi ha avanzato questa richiesta, in modo che sia possibile accertare l'attuabilità delle iniziative configurate, come quelle di aggregazione, di riunificazione e di espressione, che testimoniano di un'esigenza, presente nella città di Aosta, ma che sta salendo anche in Valle d'Aosta, rispetto alla quale finora non siamo stati sufficientemente attrezzati e nei cui confronti l'Amministrazione regionale, in accordo con l'Amministrazione comunale, ma senza scavalcarla, dovrebbe saper dare una risposta concreta e puntuale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):Farò anch'io una breve premessa, prima di rispondere ai due quesiti, che peraltro sono abbastanza chiari e che concernono il carteggio tra l'Amministrazione comunale e quella regionale e gli intendimenti della Regione per il futuro.

Il problema della situazione giovanile oggi è molto complesso ed anche molto difficile da risolvere, perché molte volte il disagio e l'insoddisfazione della nostra gioventù, dovuti a motivi reali, quale, per esempio, l'incognita dell'inserimento nel mondo del lavoro, rischiano di produrre crisi esistenziali. E' quindi dovere di tutti noi, in qualunque posizione ci troviamo ad occupare posti di pubblica responsabilità, non lasciare nulla di intentato per andare incontro alle aspirazioni ed alle necessità della nostra gioventù.

Per quanto concerne l'azione esercitata dall'Amministrazione regionale in merito all'argomento oggetto di questa interpellanza, mi preme inoltre far presente che nella fattispecie la Regione non può certamente agire senza il pieno accordo dell'autorità comunale. Il rispetto delle autonomie locali, infatti, non deve essere un concetto astratto e neppure una via a senso unico.

Fatte queste premesse, rispondo ora al punto 1) dell'interpellanza, che concerne i contatti avuti con il Comune di Pont-Saint-Martin in vista della creazione di un centro sociale per i giovani.

In data 9 ottobre 1987, il Comune chiese all'Amministrazione regionale un contributo per le spese sostenute nella realizzazione di una progettazione di massima di un centro di incontro per i giovani del Comune (area Minchetti) e di uno studio sull'eventuale attività dello stesso centro. La Giunta regionale, con deliberazione n. 172 del 15 gennaio 1988, ha concesso un contributo da liquidare su presentazione di idonea documentazione.

Seguì un carteggio tra la Regione ed il Comune, dovuto anche all'incertezza sulle procedure da seguire, perché allora mancava una legge regionale sulle iniziative sociali in favore dei giovani. Ci si chiedeva in particolare quale avrebbe dovuto essere l'indirizzo preciso di tale genere di attività, anche in vista delle esigenze di futuri utenti.

A tale scopo, il Comune incaricò la società Anset di Aosta, specializzata in progettazione ed in interventi psico-pedagogici, nonché in animazione sociale, di allestire uno studio apposito e nominò anche una commissione incaricandola di fornire a tale società gli indirizzi da seguire. Emerse l'orientamento di realizzare un centro rivolto prevalentemente agli adolescenti, che costituiscono infatti la fascia a maggiore rischio. Stando agli ultimi contatti avuti con il Comune, tali lavori preparatori saranno ultimati entro la prossima primavera.

Per quanto concerne il punto 2), ricordo che in questi giorni è stata restituita vistata la legge regionale con cernente "Promozione ed iniziative sociali. Formazione culturale a favore dei giovani. Istituzione della Consulta giovanile", che costituisce la base per agire nel settore della politica giovanile. L'Assessorato è impegnato sin d'ora per la costituzione degli organismi previsti dalla legge per un'adeguata campagna di informazione verso tutti i soggetti interessati: enti locali, organizzazioni giovanili...

Il caso del futuro centro, non appena ultimata la fase di studio e di progettazione, verrà affrontato nell'ambito dell'applicazione dell'anzidetta legge e, in pieno accordo con il Comune di Pont-Saint-Martin, si provvederà ad intervenire con un sollecito finanziamento per passare alla fase operativa.

La nuova legge regionale permetterà ad altre realtà locali di avanzare opportune proposte per l'istituzione di centri sociali per i giovani anche in altri punti della Valle. Al riguardo, la Giunta regionale rassicura i Consiglieri interpellanti, il Consiglio ed anche tutti i giovani valdostani circa la sua massima disponibilità ad affrontare tali problemi.

In merito all'assenza di altre forze politiche o di rappresentanti dell'Esecutivo agli incontri di Pont-Saint-Martin, devo precisare che ciò è dovuto al fatto che non eravamo stati informati...

GREMMO (fuori microfono):Questo non è proprio vero!

PRESIDENTE:Consigliere Gremmo!

LANIECE (DC):Non è vero quindi che non abbiamo partecipato per mancanza di sensibilità.

Il Consigliere Tonino ha ricordato che erano stati presentati tre progetti di legge (uno del PCI, uno dell'Union Valdôtaine ed uno della Giunta), che poi abbiamo unificato e presentato in Consiglio in modo unitario: ciò dimostra che sia l'Esecutivo sia il Consiglio hanno inteso creare uno strumento del quale si sentiva la mancanza e che era ed è ritenuto assolutamente necessario per risolvere questi problemi. In quel momento ci sarebbe stato pressoché impossibile intervenire, proprio perché la legge era ancora in fase di elaborazione e di approvazione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Esprimo la mia insoddisfazione per la risposta della Giunta, non certo perché voglia disconoscere la buona volontà manifestata dall'Assessore, ma perché probabilmente non riusciamo a capirci. Perché? Un conto sono le iniziative programmate in seguito all'entrata in vigore della legge regionale, ed in questo senso si colloca anche il progetto-giovani del Comune di Pont-Saint-Martin,... Come ha avuto modo di dire lo stesso sindaco, i tempi sono quelli già ricordati anche dall'Assessore, perché quella struttura non sarà aperta prima di due o tre anni, ma, come è apparso molto chiaro a chi ha partecipato a quelle riunioni e discusso della questione, la richiesta è in un certo senso diversa, perché si chiede di individuare subito strutture e spazi che possano essere fin da subito utilizzati in tal senso e che in un certo senso sono o potrebbero essere complementari rispetto al progetto-giovani predisposto dal Comune di Pont-Saint-Martin.

Personalmente non so come è andata la vicenda delle convocazioni. Noi abbiamo ricevuto l'invito e siamo andati. Ho già detto che alla prima riunione ha presenziato anche il Sindaco di Pont-Saint-Martin e di essa hanno parlato i giornali; quella iniziativa è stata poi anche ripetuta. Mi pare abbastanza singolare che nessuno ne sapesse niente, visto peraltro che chi opera e lavora nella Bassa Valle sapeva benissimo che si trattava di assemblee pubbliche, indette con tanto di volantini e pubblicizzate con manifesti esposti dappertutto.

Non tocca a me, tuttavia, entrare nel merito di questa disquisizione. A me interessa soprattutto la disponibilità ad avviare un confronto su questa richiesta, perché l'impressione che noi abbiamo ricavato, e che ci viene confermata dai dati, è che finora non c'è stato alcun confronto o, se c'è stato, è stato solo parziale. Torno a ripetere, infatti, che quel gruppo di giovani si è fatto un'idea dell'Amministrazione circoscritta agli Assessori Fosson e Lanivi, che sono andati a Pont-Saint-Martin nel modo che sappiamo, ed ai fonogrammi del Presidente della Giunta, il quale è tanto sollecito ad incontrare tutti, ma non mi risulta che finora abbia avuto la possibilità o il modo di incontrare i promotori di questa iniziativa.

Cerchiamo allora di passare ai fatti, cioè al confronto vero: se c'è questa disponibilità, io posso anche dichiararmi soddisfatto della discussione di oggi, perché perlomeno riportiamo l'intera questione nei termini esatti in cui essa è stata posta da chi ha assunto questa iniziativa, ed in quell'ambito ci confronteremo anche nel merito.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, al quale, nel dargliene facoltà, ricordo che ha a disposizione 6 minuti.

RICCARAND (NS):Come?

PRESIDENTE:Ha a sua disposizione 6 minuti.

RICCARAND (NS):Sarò brevissimo. Esprimo l'insoddisfazione del nostro Gruppo perché la Giunta regionale non ha risposto al problema centrale, cioè al tipo di risposta che essa intende dare alla specifica domanda del gruppo di giovani della Bassa Valle. La Giunta ha fatto un discorso generale, che può anche essere valido rispetto all'applicazione della legge, alle strutture che si vogliono predisporre nel Comune di Pont-Saint-Martin ed all'accordo che deve esistere, perché è fondamentale, tra l'Amministrazione regionale e quella comunale, però non ha dato alcuna indicazione concreta sul come essa intende rispondere concretamente ad una domanda specifica, posta in un modo ed in un tempo ben precisi, accompagnata altresì da una richiesta ben concreta ed identificata.

In merito io ritengo opportuno, ed esprimo un'apposita richiesta in tal senso, che l'iniziativa parta adesso direttamente dalla Giunta, nel senso che sia la Giunta stessa a farsi promotrice di un incontro con questo gruppo di giovani o con dei loro rappresentanti e con il Comune di Pont-Saint-Martin, per verificare con la necessaria buona volontà e concretezza che cosa si può fare per rispondere positivamente, in tempi brevi e rapidi, ad una richiesta che, a mio parere, deve essere accolta ed interpretata positivamente da parte delle Amministrazioni regionale e comunale.

Io credo che non sia assolutamente produttivo nascondersi dietro un mancato invito o un'assenza di informazione. Ripetendo quello che è già stato detto dal Consigliere Tonino, anche noi abbiamo ricevuto una regolare lettera di avviso di questa riunione nella sede del nostro Gruppo politico e penso che, come siamo stati invitati noi, siano stati invitati tutti quanti gli altri. C'è da notare che delle riunioni successive hanno poi parlato tutti i giornali, per cui, al di là di una questione di formalità, perché le convocazioni o gli inviti possono essere mandati all'Assessore, ma possono anche essere mandati al gruppo consiliare o al partito, si tratta di un problema di coordinamento tra gruppi politici ed amministratori e di saper capire quando è il momento opportuno di andare a dare una risposta.

In questo caso non ci troviamo di fronte ad una iniziativa episodica ed estemporanea di qualcuno che ha convocato una riunione, lasciando poi cadere il tutto all'insorgere delle prime difficoltà, ma siamo in presenza di una raccolta di firme, di proposte concrete, di iniziative ripetute e di azioni simboliche, che testimoniano dell’esistenza di una domanda corposa e significativa di una parte importante di giovani, anche se non rappresentativa di tutto l'universo giovanile (ma quando mai questo può succedere?), alla quale deve essere fornita una risposta concreta.

Nel preannunciare che, se non verrà data questa risposta concreta, ripresenteremo tale richiesta con più forza quando discuteremo la petizione, chiediamo fin d'ora che, prima ancora che la petizione sia discussa in Consiglio, la Giunta o lo stesso Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce, avviino un'iniziativa nei confronti di questo gruppo di giovani, in modo da cercare insieme una soluzione che, secondo noi, è possibile ed attuabile, sempreché ci sia una buona volontà ed un intento di concretezza.