Oggetto del Consiglio n. 79 del 26 febbraio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 79/75 - ORDINE DEL GIORNO CONCERNENTE L'INSERIMENTO DELLA "PIANA DI AOSTA" NEL TERRITORIO DELLA 4^ COMUNITÀ MONTANA. (REIEZIONE)
Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, riunito in data 25 febbraio 1975 per la discussione dell'oggetto n. 6 iscritto all'ordine del giorno "Disegno di legge regionale n. 97, presentato dalla Giunta il 14 febbraio 1975, concernente: Approvazione del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1975";
vista la legge regionale 5 aprile 1973, n. 13: "Norme sulla istituzione e sul funzionamento delle Comunità Montane" e la legge nazionale 23 luglio 1952, n. 991: "Provvedimenti in favore dei territori montani" e gli articoli 1 - 14 - 15 della suddetta legge;
considerato che un serio piano di sviluppo della 4^ Comunità Montana non può essere elaborato senza tener conto della esistenza e delle esigenze della "piana di Aosta";
invita
la Giunta Regionale a predisporre tutti gli opportuni provvedimenti atti all'inserimento della "piana di Aosta" nella 4^ Comunità Montana.
F.to: Chincheré
Caveri (U.V.) - Passiamo all'ordine del giorno n. 3, che riguarda la "piana di Aosta" in relazione alla Quarta Comunità Montana. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Per quanto ho già riferito in precedenza, la Giunta regionale invita il Consiglio a votare contro quest'ordine del giorno per quanto riguarda l'inserimento della piana di Aosta nella Quarta Comunità Montana, sempre che siano rivisti sia i concetti della legge nazionale in materia di Comunità Montana e cioè il concetto che parla di riequilibrio della montagna nei confronti della pianura, sia i concetti della legge regionale, certo di difficile lettura ma comunque legge regionale. In questo momento non sembra opportuno l'inserimento di quello che si chiama nuovamente il golfo di Aosta nella Quarta Comunità di montagna in quanto stravolgerebbe completamente la stessa Comunità.
Chincheré (P.C.I.) - La battaglia che noi Comunisti conduciamo non da oggi sul problema del decentramento è per accettazione unanime una battaglia per l'autonomia e corre il rischio di diventare lo spartiacque tra chi è autonomista nei fatti, nelle proposizioni, nella sua attività e chi invece è autonomista nei salotti più o meno ben decorati della città di Aosta e poi, quando si ritrova a dover operare o poter operare in quella direzione, dimostra fino in fondo che il suo autonomismo è un autonomismo di maniera. Vorrei rammentare che non è sufficiente fare la battaglia per il decentramento nazionale - battaglia alla quale noi non siamo mai stati assenti da 30 anni a questa parte e i parvenu in argomento sono molti -, pensiamo che sia altrettanto necessario gestire le Regioni in termini di decentramento, non in termini ministeriali, anche questa è un'affermazione sulla quale in genere si è d'accordo, anche se poi si scontra con le affermazioni concrete, ma poi si fa un discorso molto più sottile, molto più difficile da controbattere: quello della globalità. Abbiamo scoperto a tre anni di distanza che la legge nazionale non è perfetta, che sforzi! Abbiamo scoperto che la legge regionale in materia non è perfetta, che sforzo! A parte il fatto che chiediamo quale contributo è stato portato dai banchi dell'Union Valdôtaine per migliorare quella legge, a suo tempo, e allora con la scusa della globalità di questa imperfezione sostanziale della legge che nessuno vuole giuridicamente contestare e siccome manca la globalità degli interventi programmati, si dice: "non facciamo niente", perché, in realtà, di questo si tratta e di nient'altro, perché io chiedo e lo pongo soltanto in termini problematici, non entro nel merito perché altrimenti corriamo il rischio di aprire o di rientrare in quello che abbiamo chiuso stamattina, cioè la discussione generale. Questo è un errore della legge regionale, non è possibile ipotizzare uno sviluppo programmato della Quarta Comunità Montana che comprende il Comune di Aosta e Comuni che la circondano senza tenere conto della realtà specifica della cosiddetta "piana di Aosta" o golfo di Aosta, che investe la realtà, le prospettive, il futuro, perché tutto il servizio, buona parte del servizio di questi Comuni grava sulla piana di Aosta. Direi che è una riforma, è una modifica alla legge che non costa niente, che non è sicuramente un gran passo verso l'applicazione della legge sulle Comunità Montane, ma potrebbe nella minore delle ipotesi dimostrare che si è realmente disponibili a fare un discorso reale di decentramento, non inteso come uno strano miglior funzionamento dell'amministrazione, ma inteso come un modo diverso di collocarsi nel governo della cosa pubblica.
Chanu (D.P.) - Sull'ordine del giorno presentato dal Gruppo Comunista, illustrato dal Consigliere Chincheré, i Democratici Popolari ritengono di fare un'osservazione di principio. Prima di modificare, si attui il disegno di legge sulle Comunità Montane, quanto dice il Consigliere Chincheré, indubbiamente può avere degli aspetti di carattere positivo, però non vorrei che praticamente, tenuto conto di quello che è già un atteggiamento di questa maggioranza e di questa Giunta, sulle Comunità Montane ci si trovi, cosa non desiderata, a procedere con delle proposte di ristrutturazione in meno, perché effettivamente noi riteniamo che la prima cosa da fare in questa materia sia quella di attuare la legge istitutiva delle Comunità Montane, così come essa è stata portata avanti e di verificare poi. Questo è già un discorso che avevamo fatto al momento della famosa mozione che è stata ricordata anche stamattina: di verificare poi lo stato dei fatti, cioè se questa legge istitutiva delle Comunità Montane, il modo di considerare, la localizzazione, il numero di queste Comunità Montane risponda ai fondamenti e ai principi che indubbiamente ci trovano tutti concordi. In questa seconda fase, in questo secondo grado si verificano le osservazioni fatte, e di cui riconosciamo anche la pertinenza per alcuni lati, da parte del Gruppo Comunista e che potrebbero venir prese in considerazione e in discussione. Quello che preoccupa i Democratici Popolari in questo momento è soltanto un fatto: che per volontà di perfezionismo si giunga a rimescolare nuovamente il problema delle Comunità Montane, alla ricerca vuoi della Comunità Montana maggiorata, com'è stata portata avanti oggi in quest'ordine del giorno, vuoi del numero delle Comunità Montane ridotte e, in definitiva, nel non risolvere in pratica il problema delle Comunità Montane. È questa la ragione che induce il Gruppo dei Democratici Popolari ad astenersi sulla proposta di ordine del giorno contenuta nell'elaborato che è stato illustrato dal Consigliere Chincheré.
Caveri (U.V.) - Va bene, allora chi è favorevole a quest'ordine del giorno n. 3 sulla piana di Aosta per la Comunità Montana n. 4 è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 33
Maggioranza: 17
Favorevoli: 7
Contrari: 18
Astenuti: 8 (Albaney, Benzo, Chanu, Dujany, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz e Pollicini)
Quest'ordine del giorno n. 3 quindi è respinto.
