Oggetto del Consiglio n. 76 del 26 febbraio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 76/75 - CONTINUAZIONE DISCUSSIONE GENERALE SUL BILANCIO.
Caveri (U.V.) - Sono presenti 27 Consiglieri. Do la parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Intervengo brevemente per illustrare i motivi che hanno portato la Giunta a presentare questo bilancio. È stato volontariamente che, pur affermando anche noi che il bilancio è sempre un atto politico, abbiamo voluto sottolineare con una presa di posizione chiara che in questo caso l'atto politico doveva essere soprattutto inteso come atto dovuto nei confronti di una situazione esistente. Innanzitutto questo bilancio risente di certi condizionamenti politici e non credo di dire niente di nuovo rammentando che, alcuni mesi or sono, non si sa bene in quale momento, è avvenuto il decesso di una passata maggioranza e un Governo regionale è rimasto in carica perché non si riusciva a decidere come trovare un sostituto. Il freddo morticino, che è stato presente fra noi per qualche mese, ha impedito il normale funzionamento dell'Amministrazione per cui questa discussione, in particolare il progetto di bilancio preventivo per l'anno 1975, avrebbe dovuto essere correttamente discusso al più tardi il 28 di novembre dell'anno scorso invece, per le ragioni suddette, siamo arrivati al 28 dicembre 1974 all'elezione di un nuovo Governo regionale che aveva l'obbligo di presentare un bilancio, bilancio che non poteva non essere tradizionale, in quanto uno degli aspetti fondamentali del bilancio di previsione è quello di rispondere al presente e di fare cioè fronte a quelli che sono gli obblighi istituzionali della Regione. Non è un documento in cui vi siano soltanto delle affermazioni programmatorie o di pianificazione, è anche un documento di gestione immediata della cosa pubblica. Non ci si poteva sottrarre all'obbligo di questa gestione, poiché qualsiasi altra scelta avrebbe voluto dire prolungare un certo tipo di paralisi della cosa pubblica e se è vero che si sarebbe potuto forse prolungare ancora l'esercizio provvisorio superando però il grosso ostacolo di un esercizio provvisorio ancorato a un bilancio passato o un tipo di pericolo che, per quanto potesse sembrare piccolo, rischiava di bloccare l'intera Amministrazione, è altrettanto vero che guadagnare un mese o due mesi non avrebbe potuto permettere quell'enorme somma di riforme che sono necessarie e non avrebbe potuto costituire certamente un passo in avanti portando delle modificazioni così significanti da giustificare ancora un rinvio nel rispetto degli obblighi dell'Amministrazione regionale, per cui il bilancio tradizionale è la piattaforma dalla quale deve partire ogni discorso di riforma. Senza questa piattaforma, non è possibile fare dei discorsi seri, è possibile soltanto jongler con le parole e rimproverare oggi a questa Giunta il comportamento della Giunta passata, fare cioè delle polemiche per interposta persona, polemiche che noi accettiamo con piacere perché siamo convinti che la popolazione valdostana sia abbastanza intelligente per capire a chi sono in realtà indirizzati certi strali.
Il discorso delle riforme è un discorso di fondo di quest'Amministrazione e, più che vederlo attraverso un piano pluriennale, lo vediamo noi come definizione di obiettivi prioritari cui deve tendere l'Amministrazione e che, quando sono raggiunti nel corso di un anno di gestione, influiscono sul successivo bilancio.
Se questo è un bilancio tradizionale, ciò è anche dovuto al fatto che la gestione dell'anno scorso è stata estremamente tradizionale e che non vi sono state innovazioni, non si sono portate avanti delle riforme che avrebbero trovato il giusto contenuto in un bilancio che fosse stato fatto per essere il bilancio riformatore e, d'altra parte, è indispensabile, quando si parla di riforme, predisporre gli strumenti necessari al raggiungimento di certi scopi. Ora, in quest'Amministrazione mancano quasi totalmente le basi stesse per raggiungere certi risultati. Manca, particolare che è già stato denunciato diverse volte, un centro meccanografico degno di questo nome, che permetta alla Pubblica Amministrazione, al Consiglio regionale nel suo insieme, di avere tutti i dati necessari per fare dei discorsi che non siano soltanto ripetizione di vuote forme. I tempi necessari per la presentazione di questi strumenti vanno certamente al di là dei pochi mesi che avrebbe potuto durare ancora, sempre quella difficoltà a cui ho accennato, risolta: l'esercizio provvisorio. Ci stiamo servendo dell'Istituto per la Scienza dell'Amministrazione Pubblica (ISAP), scelto non da noi ma con delibera unanime, se ricordo bene, del Consiglio, per preparare quelle disposizioni necessarie agli studi sui quali saranno fondate le riforme che porteremo. Non citerò credo nessuno, ma con allusione a cose che sono state dette in questo Consiglio...vorrei in anteprima dire che è stata già predisposta la lettera con cui verrà indicato ai vari gruppi consiliari uno studio che ho fatto preparare (ci sono due date proprio perché poi me lo sono ristudiato personalmente) sull'ospedale proprio perché se si vuole che in bilancio ci sia qualche cosa che riguarda l'ospedale, prima bisogna sapere di che cosa si parla. Allora vorrei pregare l'usciere di dare al mio amico Monami questo discorso sull'ospedale dal quale potranno nascere delle decisioni che nei confronti dell'ospedale saranno riportate nel prossimo bilancio regionale, non a caso bisogna studiare prima di poter dire quale capitolo avrà quella forma, prenderà quel dato aspetto...semplicemente perché mi ricordo che avevi parlato dell'ospedale.
Da un altro punto di vista, che è più schiettamente politico, noi non crediamo sia compito di chi fa della politica attiva fare il laudator temporis acti e cioè di tirarsi indietro e di rammentare il fatto che una certa Valle d'Aosta sta sparendo. Può essere vero, può essere anche triste sul piano umano, la cosa può dispiacere o può invece fare piacere. Quello che è certo è che in politica solo il presente è vero e che noi dobbiamo rispondere non secondo quelli che sono i nostri desideri e secondo quelle che potrebbero essere le opzioni migliori sotto certi profili e sotto la luce di certi ideali, ma dobbiamo rispondere alla realtà e la realtà in Valle d'Aosta è che in questo momento ci troviamo ad una svolta storica nella quale passiamo bruscamente a Regione di importanza internazionale. Certe rotture sono avvenute, dobbiamo sapere fare fronte, dobbiamo sapere cosa vogliamo, occorre predisporre gli atti necessari affinché in un giusto ordine prioritario, e non chiedendo tutto subito alla rinfusa, siano affrontati i problemi del presente.
Alcuni esempi. Si è parlato a lungo di decentramento e di Comunità di montagna e anche qui non siamo ancora pronti, stiamo consultando esperti italiani e stranieri in materia per fare poi delle proposte al Consiglio. È certo che ci troviamo di fronte a una possibile alternativa: o mantenere la legge così com'è stata concepita dallo Stato e cioè come legge di riepilogamento di differenti squilibri esistenti tra zone di pianura e zone di montagna - e allora ha un significato parlare di programmazione e piani di sviluppo delle varie Comunità Montane e in questo caso probabilmente sette sono troppo numerose: dico probabilmente perché non abbiamo ancora finito questi studi -; oppure parliamo delle Comunità Montane in quanto organo di decentramento amministrativo sull'esempio del département francese o del Landkreis tedesco, ma in questo caso, probabilmente, sette Comunità Montane sono troppo poche e ripeto: probabilmente, perché bisognerà andare a fondo di certe strutture e di certi studi. È per questo che respingeremo l'ordine del giorno n. 1, almeno io li ho numerati così, presentato dal Gruppo Comunista, perché l'inserimento della piana di Aosta nella quarta Comunità Montana può avere un significato quando a monte si è deciso che logica si vuole seguire in materia di Comunità Montane e certamente nei confronti della sola quarta Comunità Montana Aosta è troppo grossa per potere fare certi tipi di discorsi, è un'opinione. Comunque vogliamo dire, in sostanza, che soltanto dopo avere stabilito che cosa si vuole si può procedere a un discorso di riforma.
Per quanto riguarda un altro aspetto che è stato sovente citato e cioè quello della pianificazione territoriale, dobbiamo dire che così come affermato nelle brevi note programmatiche del 28 dicembre, questa è la nostra preoccupazione principale. Non riusciamo a capire perché da certe parti ci venga fatta oggi la morale in materia e, tanto per non andare come al solito errando, mi sono portato in Consiglio la letterina in numerose copie di cui una la mando all'inizio al Consigliere Lustrissy, con la quale la Giunta regionale ha deciso di richiamare l'attenzione di codesta Amministrazione: il Comune di La Salle, comunicando quanto segue:
"1) accettazione del principio di creare una zona di insediamento turistico come previsto a firma del Presidente della Giunta Dujany", che invece in questo Consiglio il 31 dicembre ha detto che la Giunta era contraria ...(voci)... sì, ne mando copia anche a te... ...(voci)... no, è del 7 giugno del 1973 prot. n. 13726, si dice che l'accettazione del principio di creare una zona ad insediamento turistico come previsto dalla deliberazione n. 39 "riconsiderare la volumetria della zona c/27, apportando una congrua riduzione del numero dei posti letto indicati"...e la riduzione è stata di passare a 7.900 posti letto, prevedendo 80 metri cubi per ogni posto letto, il che vuol dire che ci sarebbero state... ...(voci)... ah no, io racconto bubbole, invece tu dici delle bugie, delle menzogne e mi permetto di ricordare che in regime di democrazia chi mente di fronte ad un'assemblea, non cito il caso di Mr....in Inghilterra, comunque ...(voci)... no, sono serio, perché lezioni di pianificazione territoriale da voi non le accettiamo in quanto questo insediamento è stato approvato dalla Giunta precedente ...(voci)... sì, ma con il nostro voto contrario. Poi tu non vieni qui a dire a noi di fare la pianificazione regionale ...(voci)... sì, ma voi le polemiche non le fate, voi avete mentito in Consiglio, la verità è questa, io vi ho ascoltato silenziosamente, adesso ho la parola e mi lasciate dire certe cose, che sono la verità ...(voci)... no, tu in particolare, non altri.
Per quanto riguarda certi capitoli che sembravano sgonfiati - anche qui pregherei poi di averne una fotocopia indietro -, invio al Consigliere Dolchi le somme corrisposte e da corrispondere a tecnici liberi professionisti per incarichi conferiti dall'Amministrazione regionale per un importo presumibile - ma dovrebbe essere più alto - di lire 270 milioni circa e il costo, senza il mese di dicembre, degli assistenti regionali che gravano su quel capitolo per L. 290.457.035, in maniera di chiarire che certe spese diventano assolutamente obbligatorie e che non possono essere evitate quale che sia l'Amministratore regionale seduti su questi banchi.
Per quanto riguarda altri interventi come mostre e fiere, bollettino stampa, eccetera, noi crediamo, sempre per rispondere al presente, che sia fondamentale per l'Amministrazione regionale fare oggi certe scelte e queste scelte consistono in questo. Per quanto riguarda il capitolo 802, mi sembra che ad alcuni è sembrato eccessivo, è indispensabile per noi fare delle campagne promozionali nelle quali si riesca ad ottenere che il turismo non si concentri soltanto in certi posti e soltanto in certi giorni. Per tali motivi è indispensabile avere una clientela turistica che, quando gli impianti funzionano ridotti e cioè non al pieno delle loro possibilità, sia apportatrice di valuta estera, valuta di cui non solo la Valle d'Aosta, ma l'intero Paese, ha assoluto bisogno. Riteniamo che quei soldi costituiscano un investimento in quanto permettono ad un certo tipo di bilancio di pagamenti che riguarda la Regione di girare convenientemente. Al tempo stesso è indispensabile che della Valle d'Aosta non si conosca soltanto il Breuil o Courmayeur, esistono La Thuile, Cogne, Champorcher, Valgrisanche e tante altre località, Ayas, che però adesso va molto bene, ed è necessario che questo tipo di promozione avvenga attraverso dépliant. Dobbiamo quindi ridistribuire su tutto il territorio regionale un certo tipo di flusso turistico e possiamo farlo soltanto non dico contrastando, ma correggendo l'enorme impatto dei mass media, televisione e altre cose di questo genere che parlano soltanto delle grandi statistiche e quindi questa correzione può avvenire soltanto spendendo.
Per quanto riguarda l'agricoltura, credo che affermare che vi è stata una diminuzione sia mentire sapendo di mentire poiché, in termini reali e comparando le stesse cifre, la Regione spende in agricoltura 715 milioni di più quest'anno che l'anno scorso e i 900 e tanti milioni che vi erano l'anno scorso dedicati alle Comunità Montane sono quegli stessi milioni andati a residuo passivo e adesso distribuiti, anche se non è certamente una mossa risolutrice di un problema, ma distribuiti a termine di una legge regionale tra le differenti comunità.
Inoltre vi è un altro aumento significativo nel turismo ed è dovuto al fatto che abbiamo predisposto i fondi necessari per salvare alcuni castelli valdostani e, in particolare, il Sarriod de la Tour e il tetto del Castello di Fénis che minaccia in parte il crollo.
Vi è ancora un punto che toccherò molto brevemente ed è quello della gestione del bilancio, ed è vero che è scontato, arci-scontato che gli amministratori debbano essere onesti e che si debba fare attenzione a certi tipi di spesa, così com'è vero che non vi sarà mai nessun documento tecnico predisposto in maniera tale da garantire assolutamente l'onestà degli amministratori, sennò quel documento tecnico sarebbe stato adottato da tutti gli Stati e da tutte le Amministrazioni del mondo. Detto questo, è talmente scontato che bisogna ripeterlo, in un Paese in cui normalmente viene dato come scontato il contrario, non solo, ma deve essere ripetuto anche in relazione a certi scontati discorsi riformistici che poi si arenano al primo ostacolo. Il nostro impegno quindi è quello di portare innanzitutto una pianificazione urbanistica della Regione, di riprendere, come doveroso, certi discorsi politici a livello regionale nei confronti dello Stato italiano e in questo senso, per quanto riguarda gli ospedali, abbiamo dato con telegramma un'entusiastica adesione a questa proposta: "caro collega, ti invio copia di una mia lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri al quale, dopo aver richiamato la denuncia effettuata dagli Assessori regionali alla Sanità convenuti a Bologna il 15 corrente sui drammatici aspetti della situazione ospedaliera, ho chiesto che "sia convocata una riunione tra lo stesso Presidente, i Ministri competenti e il Presidente delle Regioni. Cordiali saluti. Guido Fanti." La lettera, a cui noi abbiamo dato completa adesione, dice testualmente: "Onorevole Signor Presidente Aldo Moro, si tratta di una situazione insostenibile dal punto di vista finanziario, che a breve termine potrà portare alla completa paralisi dell'assistenza ospedaliera... - eccetera - quindi prenderemo senz'altro in considerazione tutte quelle azioni concrete che possono portare alla più completa attuazione dello Statuto della Valle d'Aosta e su questo punto, come già detto, chiederemo l'appoggio di tutti i partiti nazionali, che, del resto concordemente in questo momento, si muovono lungo la stessa linea".
Senza che vi siano delle nette distinzioni, che invece avvengono in altri posti, credo di avere illustrato, anche se molto rapidamente, i motivi per i quali il bilancio di previsione per il 1975 doveva essere presentato in questi tempi e con questa forma, affermando altresì che per noi il discorso delle riforme è assolutamente fondamentale e che porteremo avanti questo discorso secondo una coerente logica politica, secondo un disegno che, dal punto di vista personale, vi prego di non fare fallire, perché finalmente potrò ricominciare a dormire la notte.
Caveri (U.V.) - Altri interventi? La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Io l'intervento al Consiglio l'ho già fatto. Il Presidente ha accennato ai 900 milioni delle Comunità, io avevo chiesto quale destinazione avevano avuto. Il Presidente ha detto che sono a residuo e si provvederà alla distribuzione alle Comunità Montane, però io pongo questa domanda: con quale criterio verranno distribuiti? Perché c'è stata una richiesta dell'Association des Communes Valdôtaines ...(voci)...
Andrione (U.V.) - Mi pare che, in una riunione già stabilita da lunga data e svoltasi il 17 febbraio scorso, tutti i rappresentanti delle Comunità fossero presenti, salvo la quarta che non ha risposto, e che abbiano accettato il tipo di ripartizione proposto dall'Ufficio programmazione, e verrà in Consiglio il 15 marzo.
Manganoni (P.C.I.) - Chiedo solamente immediatamente se il Presidente mi può far avere questo sistema di distribuzione tra le varie...
Dujany (D.P.) - Ho preso la parola, solo per precisare, a titolo anche personale, alcuni punti polemici ...(voci)... prego, parla.
Monami (P.C.I.) - Non ho qui con me il documento a cui si riferisce il collega e compagno Manganoni, ma pregherei, se è possibile, di fare avere quello relativo alla ripartizione dei finanziamenti...ecco grazie.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Prendo la parola per alcune considerazioni sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta, in modo particolare su alcune che sono state pressoché sul piano personale e mi riferisco al problema del piano regolatore di La Salle. La Giunta regionale si è comportata per il piano regolatore di La Salle in base alle indicazioni decise da questo Consiglio regionale, sta di fatto che la lettera letta dal Presidente della Giunta non è altro che il rinvio al Consiglio comunale di un piano regolatore che la Giunta non ha ritenuto di approvare, perché quando si dice: "la Giunta ha esaminato gli atti del piano regolatore di codesto Comune, ha portato... - eccetera - e ha deciso di richiamare l'attenzione su quanto segue: accettazione dei principi di creare zone di insediamento turistico - del principio...com'è stato detto in questo Consiglio dallo stesso Andrione -, riconsiderare la volumetria, esaminare le possibilità di recupero dei posti letto nell'ambito dei villaggi rurali esistenti, esame di tutte le osservazioni sull'articolato del piano, sulle norme tecniche e recepimento e controdeduzione delle stesse. Si invita pertanto il Consiglio comunale di La Salle a prevedere questo piano...", era un lavoro di rinvio di questo piano regolatore al Comune di La Salle per continuare una dialettica già svoltasi in sede di Giunta, in sede comunale e in sede di questo Consiglio. I fatti sono questi: che la Giunta non ha approvato il piano regolatore di La Salle, i fatti sono che oggi nulla è compromesso.
Quando il Presidente della Giunta ritiene di affrontare la riforma del funzionamento dell'Amministrazione regionale, problema che riconosciamo tutti estremamente importante per portare avanti qualunque forma e qualunque innovazione e si riferisce al centro meccanografico, mi pare che faccia il ragionamento di colui che si trova dinnanzi ad un tavolo marcio e ritiene di poter trovare delle soluzioni riparando una gamba. Ora, il problema va affrontato nella sua globalità, con delle precise scelte politiche che abbiamo sempre sostenuto, che non devono essere di esclusiva competenza della Giunta ma devono essere di competenza del Consiglio e della Giunta, in collaborazione con le Organizzazioni sindacali, con l'apporto di uno studio tecnico attraverso il famoso ufficio che ha ricevuto l'incarico. Tutto questo problema della riforma dell'apparato burocratico e organizzativo della Regione va poi visto anche in relazione al problema delle Comunità Montane, perché è chiaro che non si può costruire un funzionamento di una Regione se non si hanno chiare alcune linee politiche e alcuni indirizzi di carattere amministrativo. Mi pare estremamente pericoloso voler affrontare la riforma dell'Amministrazione regionale in un modo settoriale, in un modo anche comodo, perché le macchine oggi sono facilmente vendibili da qualunque grosso ente, ma noi siamo impreparati a questo grosso discorso tecnico. Questo è successo a noi come Giunta, questo succederà a voi e questo succederà a molti amministratori di enti pubblici che sono sempre estremamente impreparati a questi mezzi di meccanizzazione che, teoricamente, trovano la soluzione ideale a tutti i problemi, poi, sul piano concreto, non fanno altro che produrre altre complicazioni, spese e tante volte aumento di costo del personale e non sempre una miglior funzionalità se il tutto non è coordinato in una visione più generale.
Per quanto riguarda il problema delle Comunità Montane, il Presidente della Giunta non ha precisato, oltre alla ripartizione finanziaria, quali sono le finalità che si vogliono dare a queste Comunità Montane, almeno in questo momento di transizione, in attesa che le Amministrazioni comunali si ricostituiscano. In attesa, le Comunità Montane possono ridarsi un certo modo di agire, perché bisogna naturalmente superare questo periodo di transizione attraverso certe indicazioni, attraverso certe modifiche e attraverso certe finalità, a cui dobbiamo destinare il nostro denaro, altrimenti rischiamo di distribuire del denaro che chiunque utilizzerà nel modo che riterrà più opportuno senza avere degli investimenti veramente validi. Per quanto riguarda invece ancora una voce di bilancio, vorrei dire che mi dispiace non avere visto, anche solo a titolo di memoria, nulla per la ricezione della televisione francese.
Siggia Giovanna (P.C.I.) - Spero di non rubare molto tempo, ma mi pare che alcune precisazioni vadano fatte da parte del nostro gruppo anche su tutto il settore sanitario, soprattutto in risposta ad alcune affermazioni fatte dal Presidente della Giunta. Mi occupo da parecchio tempo di sanità e purtroppo in quest'aula ho dovuto ripetere spesso che il grosso problema della riforma sanitaria non poteva essere affrontato se non globalmente, non per piccoli interventi, per settori, e mi conforta il documento che cortesemente il Presidente della Giunta ci ha dato su una relazione da lui fatta fare alle strutture ospedaliere, perché direi da una lettura molto breve, nelle prime 10 pagine si ripete almeno per cinque volte che la disfunzione attuale è dovuta proprio ad una mancanza: il Consiglio regionale non ha approvato leggi di piano ospedaliero, per la mancanza di lavoro, di coerenza tra diversi organismi, eccetera.
Fatta questa premessa, mi pare doveroso sottolineare che è valido tutto il discorso di un globale intervento nel campo sanitario, non mi pare che nel bilancio presentato oggi alla discussione del Consiglio regionale in materia sanitaria anche questa Giunta abbia fornito le indicazioni per un certo programma e parto allora ancora a monte. Ho tutto il rispetto per il collega Avvocato De vita, ma certamente in un settore così importante quale quello della sanità, in questo momento che vede il travaglio di tutte le Regioni e di tutta la relativa legislazione tra tanti Assessorati, quello che non doveva essere tecnico era l'Assessorato della Sanità, perché avevamo bisogno in questo momento di una persona non solo capace, perché tutte le capacità gliele concedo all'Avvocato De Vita, ma di una persona politicamente impegnata che rappresentasse un'Amministrazione regionale in grado di affrontare questi problemi. Mi pare una considerazione da fare a monte, per dire come, a mio giudizio, è mancata proprio da parte di questa Giunta una terza sensibilità sul fatto che il problema sanitario era uno dei più gravosi che quest'Amministrazione si sarebbe trovata nei primi mesi del 1975 a dover affrontare.
Però, se poi vado a leggere il bilancio, pur riconoscendo che in altri settori il Presidente della Giunta l'ha detto, sono stati fatti sforzi e di molte cose ne do atto, scopriamo attraverso gli interventi di oggi che probabilmente le nostre domande, le nostre richieste appaiono addirittura fuori posto, perché mancano determinate giustificazioni, ma certo posso dire che in tutto il bilancio della sanità non c'è un minimo di intervento che voglia significare una programmazione, anche se la relazione fatta dal tecnico, che è stata fornita a spiegazione del bilancio, dice nelle prime affermazioni che il bilancio consente di prevedere entrate di sicuro realizzo e di programmare interventi pluriennali in vari settori economici e sociali. Il Presidente della Giunta oggi ha corretto quest'affermazione così impegnativa perché ha anche detto che nella realtà, visto che questa grossa programmazione non può fare, il bilancio rispecchia degli obiettivi prioritari - frase di questa mattina -, ecco, nel campo della sanità non ritrovo neanche questi obiettivi prioritari e scendo ad un esame più approfondito, anche molto sommario delle singole voci.
Secondo me, dobbiamo fare un discorso proprio perché oltretutto la legge 386/1974 ci ha imposto di fare due discorsi in momenti diversi: da una parte, gli enti ospedalieri, e parleremo poi in futuro di una riforma sanitaria strutturalmente completa. Enti ospedalieri, bene, giusto, la Giunta ha elencato 4 miliardi 833 milioni, e non è andata oltre, e li ha messi in entrata e uscita. La battaglia che come Regione dobbiamo portare avanti è quella che questi importi devono essere versati dallo Stato, sarà una lotta non facile, perché io avevo anche da sottolineare questo aspetto alla Giunta, perché gli atti in considerazione comportano una battaglia concordemente con altre Regioni, perché era una grossa battaglia che doveva essere spuntata per avere dei finanziamenti più sostanziali. Sono contenta che la prima richiesta di collaborazione venga dal convegno svoltosi - e dico: ben felice non a caso -, che il Presidente della Giunta abbia subito colto la necessità di questa lotta concorde, con un impegno che ha assicurato da parte della Valle d'Aosta, e che, per quanto mi riguarda, possiamo anche assicurare dai partiti nazionali a cui si riferiva il Presidente della Giunta chiedendo collaborazione.
Non dobbiamo dimenticare però che tutta la legge n. 386, che ha bloccato certi tipi di attività proprio per evitare impostazioni di lavoro che potevano in futuro provocare delle sperequazioni, esclude le opere edilizie e qui non possiamo dimenticare che ad Aosta il nostro discorso sugli ospedali è un discorso più complesso, perché non ci troviamo nella situazione di gestire degli immobili funzionanti, per cui il problema è solo quello di avere possibilità di un loro funzionamento.
Qui siamo ancora, addirittura, alla ricerca di una dimensione dell'Ospedale regionale, quindi non possiamo dimenticare che anche dallo studio che mi è stato fornito stamattina con indecisioni, modifiche, errori e rifacimenti, il presupposto è però che l'Ente ospedaliero deve essere potenziato e potenziato in un determinato modo, con corpi nuovi, servizi nuovi. Allora, al di là di riportare le cifre: i 4.833.000.000, dobbiamo dare la possibilità all'Ente ospedaliero di ultimare quei lavori. Io sono d'accordo col Presidente della Giunta, dovremmo anche sapere molto bene come far funzionare l'Ente ospedaliero, ma intanto è necessario che quei lavori siano portati a termine.
Mi scusi, Presidente della Giunta, sono d'accordo, non quali siano i lavori, proprio perché dicevo, manchiamo di strutture e ogni tanto bisogna costruire...siamo ancora alla fase della costruzione di un immobile. Siamo in fase di avanzati lavori e l'Ospedale potrebbe entrare in funzione nel corso del 1975, dicono addirittura a settembre. Io sono d'accordo, bisognerà che il Consiglio regionale si dia da fare in fretta per dare una destinazione, ma non dobbiamo bloccare la possibilità dell'Ospedale di ultimare le sue strutture basilari e so anche, Presidente della Giunta - certamente l'ha sotto mano -, di una lettera che era stata mandata alla Regione dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente ospedaliero, in cui si chiedeva un mutuo per 500 milioni. Ecco, mi pare che non siano neanche sufficienti, soprattutto poi alla luce di questi ultimi dati che cortesemente mi sono stati trasmessi, che prevedono somme decisamente superiori, e questo riguarda una possibilità per l'Ospedale di continuare una costruzione che può essere concessa sotto forma di mutuo, addirittura di fideiussione da parte della Regione.
L'altra voce che riguarda però l'Ospedale e che posso però aver sbagliato, caso mai mi corregga subito, Presidente della Giunta, al capitolo 769 della spesa, pagina 127, sono stati stralciati 127 milioni che, se non erro, erano destinati all'acquisto di attrezzature e cose del genere, che provengono dalla legge n. 132 del 1968, che era la legge costitutiva degli enti ospedalieri, ma era una voce che sul bilancio era stata interamente e sempre utilizzata per acquisto di attrezzature e macchinari e cose del genere. Credo che ancora oggi nella situazione di Aosta, non messa a posto, neanche inizialmente è indispensabile che questo capitolo rimanga.
Lasciamo l'ente ospedaliero. Come considerazione ancora generale, io non ho preoccupazioni di dar atto a che in questa materia di provvidenze della Giunta negli anni scorsi si è brancolato nel buio. Quello che mi pare di poter dire è che ha fatto predisporre questi studi con l'intenzione di non prendere decisioni affrettate se non confortate da dati seri e, dopo profonda ponderazione, il che mi pare estremamente opportuno, trovo nel suo comportamento però qualche leggero contrasto, perché, Presidente della Giunta, le cose nascono giuste dopo uno studio e se vogliamo dare a certi provvedimenti un carattere molto importante, non credo che si possano fare in fretta e in qualche modo perché ricadiamo nell'errore che per tre anni l'Amministrazione regionale ha fatto. Faccio due esempi: quando il Gruppo Comunista chiedeva che il famoso Comitato di Coordinamento fosse fatto con legge, aveva un significato, voleva dire iniziare il lavoro in una maniera diversa e non ce l'avevamo con la delibera del Presidente della Giunta ma ritenevamo che non fosse giusto fare un provvedimento di quel genere e così oggi me ne ritrovo un altro sotto le mani, mi ritrovo che il servizio regionale per l'assistenza ospedaliera è stato fatto con delibera e con delibera sono state già assunte due persone.
Presidente della Giunta, questo mi pare non sia il modo di procedere esatto, perché anch'io voglio gli studi, anch'io voglio avere la tranquillità di sapere se prendo una decisione su come devo risolvere un determinato problema estremamente importante, ma credo che lo deve risolvere il Consiglio regionale e, quando in questi appunti ritrovo i pasticci che aveva fatto quel famoso Comitato di Coordinamento Enti ospedalieri, tutta la considerazione critica che noi rivolgevamo era quella che una discussione non si era mai potuta fare, neanche a livello di Commissione, in maniera, direi, complessiva su tutti i problemi della medicina e dell'assistenza. Chiedevamo degli incontri più proficui, più approfonditi ma che portassero a delle conclusioni non più discutibili, mentre l'istituzione del servizio regionale fatto in questo modo non ha permesso né la collaborazione dei Gruppi consiliari...ecco, non lo so, sarà il modo migliore che sarà sorto come composizione di questo servizio con quel famoso organigramma, beh, posso rammaricarmi di non avere potuto esaminare il problema e di non aver potuto forse dare la mia adesione al modo in cui era stato istituito.
Al di là però della questione Ospedale, siccome, è ormai quasi sicuro che nel corso dell'anno avremo anche la legge di riforma sanitaria, ribadisco e insisto di non aspettare e non fermarci al momento in cui una legge nazionale esce e noi dobbiamo adempiere ai semplici disposti legislativi di costituire delle Commissioni due mesi dopo le scadenze delle leggi nazionali. Previsioni possiamo farne, quella programmazione che è accennata nella relazione al bilancio e di cui ha riparlato oggi il Presidente della Giunta dobbiamo cominciare a farla, ci capiteranno di colpo sulle spalle la Croce Rossa, l'Antitubercolosario e chi più ne ha più ne metta. Credo che dovremo coordinare tutto questo insieme di lavoro, Presidente della Giunta, al di là di quelle che saranno le incombenze che si trasferiranno come Regioni, ci troveremo anche leggi regionali presentate, per esempio, dalla Commissione, dall'Associazione mutilati e invalidi civili, che avanzeranno validissime richieste che dovranno essere però inquadrate in tutta la materia della riforma. Ci ritroveremo - e so che è stata già trasmessa sul tavolo della Presidenza del Consiglio - la legge sulla medicina preventiva del lavoro ...(voci)... va benissimo, ci siamo capiti è quella, non sono neanche in questo molto tecnico...eh sì, hai ragione, - comunque ci ritroveremo anche quella, quindi non basta che l'Amministrazione regionale vada avanti così con singoli provvedimenti legislativi perché la previsione futura sarà quella di un trasferimento globale logico, valido, voluto di tutta una serie di competenze. Decentramento che anche in questa materia ci pare estremamente indispensabile se vogliamo servizi che abbiano significato e per far partecipare i cittadini in modo democratico alla gestione dei servizi sanitari, che però comporterà dei carichi non solo economici, perché nel caso della riforma sanitaria non saranno solo più economici, ma saranno anche proprio di istituzione di servizi nuovi.
Concludendo, mi pare di poter chiedere alla Giunta di rivedere lo stralcio dei 200 milioni su quel capitolo a cui ho accennato prima e di esaminare la possibilità per ultimare i lavori dell'Ospedale, direi addirittura di una fideiussione, una contrazione di mutuo da parte dell'Ente ospedaliero, come d'altra parte c'è nel bilancio (Allegato E) per il geriatrico e per la Caserma dei Carabinieri. Se la Presidenza della Giunta ha delle preoccupazioni di bilancio, con estremo coraggio avanzo anche un altro discorso, che ho già tirato fuori il 18 giugno 1974. La Provincia di Torino ci chiede cortesemente, con pressione, le nostre quote azionarie nell'Ospedale psichiatrico di Grugliasco. Di quell'ospedale abbiamo il 14-15% delle azioni, ma abbiamo contribuito negli ultimi tempi al rifacimento di quest'Ospedale con quote di 383 milioni 250.000 lire e oggi non abbiamo più nessun interesse a quella contribuzione perché anche le 200 lire a posto letto di riduzione in virtù dell'essere azionisti ce le hanno tolte e in quell'Ospedale paghiamo il letto esattamente come lo paga chi non è azionista, partecipe e proprietario dei muri. Abbiamo ancora un vantaggio: quello di avere la garanzia di posti letto vuoti fino ad un certo limite. La tendenza da parte dell'Amministrazione regionale però in questo periodo è di trasferire da Grugliasco in altri posti, per esempio, nel Canavese, perché gli ammalati stanno meglio, sono più contenti. Dai conti, così proprio tranchant, 14-15% sull'ammontare complessivo, tradotto in cifre: 1 miliardo, togliamoci da quell'Ospedale psichiatrico, il che mi pare sia anche nel senso di quello che vogliamo come Regione: 1°) non più istituti chiusi, cerchiamo di deospedalizzare il più possibile, cerchiamo di fare dove si può dei servizi domiciliari migliori. Semmai se dovessimo ancora mantenere certi tipi di strutture, non dovremo più rivolgerci ad un ospedale come quello di Grugliasco, che ha anche attirato l'attenzione della stampa, con interpellanze e discussioni parlamentari. Non c'è più motivo per cui la Regione debba essere partecipe di quel complesso, la Regione tenda a curare i propri malati in Valle. Dove non sarà possibile, in qualche caso il ricovero si deve ancora fare purtroppo per mancanza di strutture nostre, ma la cifra imponente che la Provincia di Torino ci restituisce per quell'immobile deve essere riportata in Valle e utilizzata in Valle, utilizzata in modo più valido per costruire semmai anche l'altra parte di ospedale che potrà permettere la costruzione di servizi nuovi di cui in Aosta si sente l'estrema necessità.
Tonino (P.C.I.) - Ho sentito poco fa un'affermazione molto interessante dal Presidente Andrione, interessante anche se la conosciamo già: ha detto che siamo passati bruscamente in una Regione di importanza internazionale. Io nel 1968 in una mia dichiarazione di voto al momento dell'elezione della Giunta Bionaz ebbi occasione di dire che la Valle d'Aosta si avviava già fin da allora a diventare un budello di transito a sostegno di una logica capitalista e che quindi la nostra Regione sarebbe diventata un corridoio al cui interno sarebbero transitati i grossi interessi internazionali e non sarebbero certamente stati gli interessi dei Valdostani. In questa logica anche il territorio della Valle d'Aosta sarebbe diventato, dicevo allora, sempre più interessato ad uno sviluppo sproporzionato in cui i grossi speculatori avrebbero insediato le loro fortune e i Valdostani sarebbero diventati gli sguatteri al loro servizio. Mi pare che il tempo abbia dato ragione a quel mio intervento di allora che era stato considerato un intervento di un estremista del Partito Socialista di Unità Proletaria. Le cose sono andate poi in questa logica, secondo la quale alcune scelte sono andate come sono andate e ancora oggi, malgrado le affermazioni di principio che abbiamo sentito poco fa dal Presidente della Giunta, si continua ad andare avanti con delle non scelte; il bilancio è qui davanti ai nostri occhi come buon testimone di queste scelte non fatte. È vero che non vi era il tempo necessario per elaborare un bilancio programmato, e qui vale il discorso che abbiamo già sentito fare ieri da altri Consiglieri sulle cause che hanno determinato questo "non tempo" per portare avanti un bilancio programmato e la responsabilità di chi ha voluto espressamente provocare una crisi politica all'interno del Consiglio regionale. Al di là di questo, a me pare che non ci voleva poi tanto a spostare alcune cifre, come, per esempio, i 500 milioni che normalmente si vogliono regalare alle agenzie dei trasporti private, bastava indirizzarli alla riforma dei trasporti e si sarebbe dimostrata una certa volontà riformatrice in tale senso. Continuiamo invece a mantenere una rete dei trasporti dissestata e la riforma la mettiamo nel cassetto, quindi l'unico incremento in aumento dell'Assessorato dell'Industria e Commercio consiste in quei 500 milioni al capitolo 481 regalati alle aziende private di trasporto.
Parliamo poi di agricoltura come di un settore che ha bisogno di un certo sostegno ma in fatto di interventi polverizzati si continua invece con la medesima politica paternalistica e clientelare senza pensare che, in mancanza di scelte concrete, sarebbe stato necessario prevedere - l'ha già detto ieri il Consigliere Manganoni - in alcuni capitoli di spesa un aumento per permettere l'avviamento del pagamento di certi contributi, invece non si è ritenuto necessario vedere questi capitoli in aumento, ripeto in mancanza di strumenti operativi che avessero cambiato una certa linea, una certa tendenza politica di questi contributi polverizzati. Continuiamo sempre a vedere nel settore dell'industria e commercio la solita antiquata legge sugli incentivi alle piccole e medie industrie ma non ci è dato di capire se in questo settore si intende intervenire con diversi modi, non so, ad esempio, la legge sui fondi di rotazione, oppure su quale legge. Intendiamo mantenerle in piedi tutte e due queste forme di intervento, oppure è il caso di vedere i problemi in un'ottica diversa che sia veramente all'uopo perciò rispetto a cui si interviene? Prendo lo spunto, già che parlo di industria, per dire alcune cose su quella polemica sorta in seguito alla presentazione di quell'interpellanza discussa dal Consigliere della maggioranza Pedrini sulle maniglie tutte d'oro e i marmi raffinati di cui sarebbero stati dotati gli impianti dello stabilimento di Arnaz. Ebbene, i colleghi Manganoni e Crétier e io un giorno abbiamo voluto rendere visita a quello stabilimento, come penso sarebbe stato utile che qualcuno della Giunta l'avesse fatto, per sincerarsi fino a dove quanto stava dicendo il Consigliere Pedrini corrispondesse alla verità, per vedere se le lamentele di Pedrini corrispondevano. Ebbene, posso assicurare al Consiglio che non c'è nessuna maniglia d'oro o simil oro in quel complesso e meno ancora i marmi di grande valore, a meno che la struttura dove devono trovare momentaneamente collocazione gli operai per i loro lavori non la si voglia costruire nei modi poco salubri e igienici, come purtroppo molti di questi stabilimenti sono stati ancora costruiti nei centri tuttora. Quindi, non maniglie d'oro, non marmi pregiati, ma servizi che ritengo adeguati al momento perché servono per ospitare gli operai che là dovranno trovare lavoro dignitoso.
Andando avanti sul bilancio riguardante l'Assessorato dell'Industria e Commercio mi meraviglio che l'Assessore Marcoz non ne abbia tenuto conto, sapendo che si interessa anche dell'Assessorato dell'Industria e Commercio, sapendo anche che di questo discorso avevamo già parlato, cioè di come sia estremamente necessario provvedere ad un fondo cospicuo, con opportune leggi regionali, a cui possano attingere quelle categorie oggi ritenute da qualcuno "famosi ladri" per la pratica dei prezzi, e spesso condannati come se fossero la causa delle profonde crisi in cui si dibatte il Paese e non invece delle scelte sbagliate e della disordinata rete distributiva. Parlo della categoria di cittadini che proprio in questo momento si trova nella categoria dimenticata, i figli di nessuno: il settore dei dettaglianti dei generi alimentari. Si parla tanto della battaglia dei prezzi, però nulla si fa per vedere alla radice quali siano i mali che stanno alla base di questi aumenti dei prezzi. I problemi del settore commerciale e della rete distributiva del nostro Paese, di cui non fa eccezione la Valle d'Aosta, sono noti a tutti: vi è un'eccessiva polverizzazione dei punti di vendita, una presenza di molteplici forme di intermediazione parassitaria con i conseguenti aggravi dei prezzi al consumo. La sempre più massiccia penetrazione di capitali finanziari dei grossi gruppi monopolistici con i loro supermercati, che, da una parte, fruiscono di rendite di posizione e, dall'altra, realizzano i più alti profitti per il capitale gestito aggrava sempre più la già precaria situazione dei piccoli operatori al dettaglio senza o pochi vantaggi a favore dei consumatori. Se l'ente pubblico non interviene con strumenti idonei atti a ristrutturare tutta l'antiquata rete distributiva, con forme di cooperazione e di associazionismo tra dettaglianti, sia per l'acquisto delle merci sia per nuovi e moderni punti di vendita gestiti direttamente dalle categorie associate, dovremo purtroppo constatare, come già lo possiamo vedere ora, che i piccoli profitti distribuiti fra il migliaio di operatori che operano con tanta difficoltà a livello di piccola conduzione familiare finiranno per essere sopraffatti dal grosso capitale finanziario che con i grandi magazzini toglie quello che era il piccolo profitto di queste migliaia di piccoli operatori, senza peraltro contribuire ad una vera diminuzione dei prezzi o meno ancora al contenimento di questi prezzi. Occorre intervenire urgentemente in questo settore se si vuole dotare la Valle d'Aosta di una moderna rete distributiva che tenga conto del mantenimento della gestione di tali servizi da parte degli attuali operatori, se si vuole intervenire per una vera battaglia dei prezzi, se si vuole garantire anche al consumatore la possibilità di costituirsi in cooperative di consumo, se noi pensiamo di fare ciò, di agevolare questo tipo di cooperazione per i dettaglianti e i consumatori, occorre farlo con interventi specifici perché non si può sperare che nella categoria da soli riescano a farlo.
Lo stesso discorso vale anche per il settore delle cooperative di produzione e di lavoro e per questo oggi anche questi si trovano ad essere figli di nessuno e cito solo il caso, che il Presidente della Giunta conosce, della Cooperativa Valsider di Verrès, la quale è stata formata da un gruppo di operai, una cooperativa che funziona bene, che ha molto lavoro, che ha quindi delle buone prospettive per andare avanti e che si trova però così figlia di nessuno, perché non abbiamo una legge regionale che ci dica di intervenire in favore di queste categorie. Anche per questo tipo di cooperative di lavoro e di produzione quindi si dovrà intervenire con appropriate leggi. Io annuncio che il Gruppo Comunista presenterà prossimamente, diciamo prestissimo, due leggi che sottolineano proprio questi due aspetti che ho ora detto. Ora, il capitolo 486 che è stato aumentato di 100 milioni e portato a 400 milioni, può essere considerato - e questo lo chiedo al Presidente della Giunta e all'Assessore che funge anche da Assessore all'Industria e Commercio - come atto teso a soddisfare queste future immediate esigenze che man mano si presenteranno sul tappeto.
Per quanto riguarda l'istituzione di una scuola media superiore in Bassa Valle, volevo chiedere alla Giunta che cosa pensa di fare, qui avevamo già fatto un grosso lavoro come Commissione e io stesso mi ricordo che avevo proposto uno slittamento di un anno e l'avevo ripetuto diverse volte che questo slittamento non voleva dire nel tempo...ma che il problema doveva essere visto in un'ottica della riforma generale della scuola, di questo settore specifico della scuola e quindi di portare avanti al più presto un disegno di legge che permetta l'insediamento di una scuola di questo tipo in Bassa Valle.
Ecco, ho voluto aggiungere queste cose alle altre interessanti cose già dette da questi banchi proprio perché ritengo, riteniamo che un bilancio regionale che continua pedestremente con il medesimo taglio, senza cercare minimamente di portare quel minimo di innovazione... Il Presidente della Giunta diceva prima che la Regione diventa improvvisamente importante, per cui ci si deve confrontare con i grossi problemi più urgenti che abbiamo davanti, come la casa, i trasporti, la sanità, il commercio, i prezzi e la scuola e non si può andare avanti se non vi è l'indirizzo dato da precise scelte, le quali dovrebbero essere elencate in un preciso programma di bilancio che non può più essere presentato in questo modo ma deve assumere l'aspetto di un bilancio programmato e non alla giornata. A questo proposito il Gruppo Comunista presenterà due ordini del giorno di cui io vi do lettura: uno per quanto riguarda il servizio dei trasporti, l'altro per quanto riguarda le cooperative di lavoro e produzione e le cooperative dei dettaglianti per l'acquisto. Il primo ordine del giorno dice testualmente:
Ordine del giorno
Considerato che il problema dei trasporti pubblici su strada sempre più si manifesta essere grave problema che investe lo sviluppo economico e sociale della Regione;
Considerato altresì che il sistema concessionario attuale ed il conseguente regime delle sovvenzioni annue si dimostrano ormai inadeguati a procurare alla Comunità i servizi indispensabili che assicurino la mobilità della popolazione sul territorio;
Constatata la mancanza di delega alla Regione da parte dello Stato delle funzioni amministrative in materia di trasporti pubblici su funivie e linee automobilistiche locali, prevista dall'art. 4 dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta;
il Consiglio regionale
impegna la Giunta ad elaborare e presentare entro il più breve tempo possibile un progetto di legge generale sui trasporti pubblici della Regione a mezzo del quale siano assicurati:
- competenza normativa ed amministrativa della Regione in materia di trasporti su impianti a fune e linee automobilistiche;
- attuazione di una politica del trasporto pubblico che persegua il coordinato sviluppo economico e sociale, attraverso l'unificazione della gestione compatibilmente con la configurazione territoriale, ed il pubblico controllo sulla gestione stessa;
- garanzia di partecipazione degli Enti locali e delle Forze sociali alla formazione delle decisioni operative.
Gruppo Comunista: Luigi Monami - Gruppo DP: Giorgio Chanu
Un altro ordine del giorno è di questo tipo:
Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
Preso atto della grave situazione in cui viene a trovarsi la categoria del commercio al dettaglio di generi alimentari;
Considerato come l'eccessiva polverizzazione dei punti di vendita e la presenza di molteplici forme di intermediazione parassitaria abbiano contribuito ad aggravare sempre più il grave dissesto della rete distributiva, con gravi riflessi sull'aumento dei prezzi;
Ritenuto necessario provvedere alla ristrutturazione dell'attuale dissestata rete distributiva, mediante forme di incentivazioni, atte a favorire la cooperazione e l'associazionismo di gruppi di dettaglianti per gli acquisti in forma collettiva e per la ristrutturazione di nuovi punti di vendita organizzati;
Ritenuto altresì necessario promuovere la costituzione di cooperative di consumo gestite dalla popolazione nonché cooperative di produzione e lavoro a cui con apposite leggi regionali si provveda agli incentivi necessari;
impegna la Giunta
a voler destinare per tali iniziative, allorquando apposite leggi saranno presentate, il Cap. 486 della Parte Spesa del bilancio di previsione per l'anno 1975.
Gruppo Comunista: Aldo Tonino
Come già ho detto prima, in questo capitolo è possibile trovare i fondi per questi indennizzi nuovi. Grazie.
Chanu (D.P.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, sarò brevissimo, mi spiace di esserlo, perché ritenevo che quanto il Presidente della Giunta ha riferito stamane potesse costituire in sede di discussione generale un'ulteriore base per un approfondimento della discussione stessa e forse anche per modificare alcuni concetti che in sede di dibattito tenutosi ieri erano stati espressi dal Gruppo sulle linee generali di questo bilancio. Senza ombra di polemica e senza voler polemizzare, devo soltanto dire che l'intervento del Presidente della Giunta stamane mi ha dato un'ulteriore conferma dell'assoluta non necessità, per il Presidente e per questa Giunta, di dare un taglio politico serio a questo documento di bilancio. Quello che oggi ha detto il Presidente effettivamente non avrebbe giustificato una relazione politica introduttiva anche se il Presidente ha avuto forse il compito facilitato in quanto, mi perdoni, ha potuto anche giocare di rimessa anziché partire per primo. Abbiamo sentito parlare di bilancio di necessità, di bilancio tradizionale, di bilancio costretto in limiti di tempo che non consentivano visioni più ampie e di più ampio respiro programmatico, però abbiamo sentito anche una frase che mi ha lasciato assai perplesso, l'idea principe che anima la Giunta e il suo Presidente è quella di considerare il presente per il presente - e io devo dire: consideriamo il presente... - ma questo presente per la Giunta vuol dire costituzione di una nuova maggioranza, elezione e attività di un nuovo Presidente della Giunta, ma nient'altro. Quando mi si dice che effettivamente si studia, si cerca di capire, di comprendere, mi sembra però che questo desiderio, questo tentativo, questa volontà di comprendere avrebbe già potuto trovare indizi e un certo conforto nell'impostazione di bilancio, indizi invece che, a nostro avviso, mancano completamente: ecco perché io ritengo che non si possa modificare, in questa sede di discussione generale, il giudizio critico che è stato anticipato per così dire nella giornata di ieri, allorquando ancora non conoscevamo il pensiero politico del Presidente della Giunta.
È un bilancio da cui io ritengo emerga una scarsa volontà di rinnovare e di vedere finalmente concretizzarsi nei fatti quelle nuove visioni impostative che è necessario vedere...e che ciò risulti proprio non solo dalle stesse cifre, ma anche dalle stesse parole che sono già state dette. Un bilancio che, a mio avviso, sotto il profilo di un certo efficientismo, si risolve poi nell'idea del centro meccanografico o nell'idea di aumentare i dépliant o di riparare i tetti dei castelli pericolanti. Tutte cose laudabili e ottime, ma che certamente non possono dare un taglio nuovo a un'impostazione amministrativa di un Ente regionale. Tutte queste frasi, tutte queste idee di carattere efficientistico lasciano però fortemente e gravemente perplessi, ripeto e ribadisco: qui "si vuole" continuare, e non "si deve" o "si è costretti" a continuare su una falsa riga in cui forse possiamo essere anche caduti noi e forse il tentativo di modificare questa falsa riga in cui ci si trovava invischiati può essere causa non ultima della crisi che ha emarginato i Democratici Popolari nelle ultime vicende politiche che abbiamo tutti qui vissuto.
È certo però che l'idea di cui parlavo prima del presente per il presente, di vivere per il presente è un'idea, a mio avviso, che non è logica e quindi la giustificazione logica con cui il Presidente della Giunta ha dato inizio al suo discorso di stamane, a mio avviso, non regge. Non è logico perché l'Amministratore non può vivere di presente per il presente: se vive il presente per il presente, irrimediabilmente scivola nella conservazione del passato, se vive invece il presente nell'idea chiara di quello che invece dovrà essere un futuro, evidentemente qualcosa di nuovo anche sul piano presente si può fare e soprattutto si può impostare. È di questo che noi verifichiamo la carenza nel documento programmatico e non ci può confortare l'idea mandata avanti dal Presidente della Giunta che in questo bilancio costretto in limiti di tempo, di cifre e di spazio, che però assolutamente doveva essere portato avanti, perché il documento amministrativo presentato alla scadenza del mese di febbraio doveva essere il toccasana e la giustificazione morale quasi dell'insediamento di questa nuova Giunta...non credo - ripeto - che queste idee portate dal Presidente della Giunta oggi trovino riscontro poi nella realtà dei fatti, nell'attività amministrativa di questa Giunta.
Vorrei qui fare cenno ad un fatto che è stato già accennato dal Consigliere Siggia, cioè a quello che è successo, a mio avviso, proprio per fare del presente soltanto il presente e cioè quel po' po' di "paperaccio" che è venuto fuori con la decisione assunta in sede di Giunta - e sappiamo appunto non certo all'unanimità - di debordare in quelle che erano competenze funzionali ed esclusive del Consiglio regionale per creare nuovi posti di organico addirittura a livello di carriera direttiva, non solo, ma per inserire in questi posti così creati determinati soggetti, determinato personale, e questo lo sappiamo è l'atteggiamento dei dipendenti della Regione di oggi e domani, ne è una giusta riprova... Questo naturalmente senza nemmeno preoccuparsi di prendere i necessari contatti a livello sindacale, senza l'avviso del Consiglio regionale, senza nemmeno preoccuparsi di sottoporre al Consiglio regionale l'esame di questo problema, con la conseguenza che tutti conosciamo: la creazione di uno stato di profondo disagio e di profondo malcontento e con la conseguenza, a mio avviso, che il presente per il presente molte volte porta a commettere degli errori che possono anche risultare irreparabili. È con questo spirito, nel rivendicare solennemente la potestà del Consiglio regionale su determinati argomenti, nel rivendicare con altrettanto impegno ed energia che non possiamo assistere passivamente a decisioni assunte con eccesso di potere da parte dell'organo esecutivo e che dovevano attenere alle competenze funzionali dell'organo legislativo, che ci permettiamo di presentare, a nome del Gruppo dei Democratici Popolari e del Partito Comunista, l'ordine del giorno di cui vi do lettura:
Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
Visti:
- le deliberazioni di Giunta Regionale n. 461 - 462 del 5.2.1975;
- l'allegato E del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario del c.a. che, al punto n. 2, prevede l'istituzione dell'Ufficio Regionale per l'assistenza ospedaliera finanziato con il Cap. 206, spese correnti;
- gli esposti dei Rappresentanti Sindacali circa l'illegittimità delle deliberazioni stesse, con il conseguente sciopero generale di 48 ore proclamato da C.G.I.L., S.A.V.T., S.I.V.D.E.R., C.I.S.L., U.I.L.;
impegna
il Presidente della Giunta Regionale e la Giunta Regionale a revocare, con effetto immediato, le deliberazioni di Giunta Regionale n. 461 e 462 del 5.2.1975 nonché gli atti amministrativi susseguenti;
la Giunta Regionale ad affidare agli Organi competenti dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza l'attuazione degli adempimenti di cui alla legge 17.8.1974, n. 386.
F.to: Chanu - Manganoni - Monami - Benzo - Dujany - Lustrissy - Lanivi - Maquignaz - Albaney - Chincheré - Siggia - Dolchi - Crétier - Tonino
In conclusione, ripeto, questo fatto è di indubbia gravità al di là delle scelte, al di là delle persone, è di indubbia gravità per il modo con cui è stato assunto e di questo modo poco corretto, a mio avviso illegittimo e anomalo, si sono resi conto anche i componenti della Giunta regionale stessa e non certo i meno qualificati, d'altra parte basterà leggere il testo delle delibere di Giunta per avere la prova di ciò e ripeto: è un segno di quello che vuol dire fare amministrazione "al presente" e soltanto "per il presente".
Non vorrei drammatizzare e non vorrei certamente creare sfumature polemiche, ma non vorrei che si dovesse dire per questa Giunta, per questo Presidente quello che il delegato giovanile della D.C. ebbe a dire nel momento in cui un democraticissimo provvedimento di scioglimento del movimento giovanile venne assunto dall'Onorevole Amintore Fanfani e cioè - sono parole del delegato Pizza -: "questa vicenda ha confermato ancora una volta che all'appuntamento con la speranza e con il progresso Fanfani è assente". Non vorremmo essere costretti a dire noi, e lo vedremo poi nei risultati successivi, che questo bilancio conferma che all'appuntamento con la speranza e con il progresso Andrione e la sua Giunta sono stati assenti.
Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare i Consiglieri Ramera, Pollicini, Monami e Fosson. Do la parola al Consigliere Ramera...non l'ha chiesta, va bene, allora un oratore in meno.
Pollicini (D.P.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, l'intervento di stamane del Presidente della Giunta, intervento auspicato ieri in particolare dalla minoranza per dare un punto di riferimento agli interventi stessi, devo dire che è stato un intervento deludente, vuoto, polemico, alla ricerca della scandalistica. Vorrei dare io una risposta a una domanda a cui non ha saputo rispondere il Presidente, quando dice che non sa bene perché è caduta la vecchia maggioranza. Ve lo dico io, Signor Presidente, perché è caduta la vecchia maggioranza, la vecchia maggioranza è stata cambiata secondo il detto gattopardesco: "cambiare perché nulla cambi", infatti stava crescendo una linea politica, si erano creati i presupposti affinché questa linea politica nuova si realizzasse e questo non lo si voleva: ecco perché è cambiata la maggioranza, ci stiamo avviando a un periodo di qualunquismo politico-amministrativo. In fondo la non scelta politica di questa Giunta è una scelta: si è scelto di non fare niente, si è scelto di non scegliere.
La dichiarazione del Presidente, al di fuori di un elenco di cifre fatto dall'Assessore alle Finanze, avrebbe dovuto delineare un quadro di volontà politica di questa Giunta, all'infuori dico e al di sopra delle cifre, ma questo non è stato fatto. La spiegazione della necessità di un certo gruppo politico di cambiare maggioranza, la maggioranza passata è in questo: si voleva che nulla cambiasse: ecco perché, Signor Presidente, è caduta la vecchia Giunta, e non si voleva marciare in una direzione a favore della Comunità valdostana, si è voluto dare spazio e cittadinanza a un tipo di vocazione che appartiene ai vecchi clan del passato valdostano: questo all'origine è il marchio di questa Giunta; d'altra parte, è sufficiente vederne la coerenza dei singoli Gruppi politici che formano questa maggioranza. Cominciamo con l'Union Progressiste: l'Union Progressiste è nata da una scissione dell'Union Valdôtaine per protesta contro l'alleanza che l'Union Valdôtaine del 1971 ha allacciato con la D.C. Il Rassemblement Valdôtain ha subito una spaccatura per protesta contro un suo Gruppo che voleva stare con il P.S.I. Nella crisi recente Union Valdôtaine e Rassemblement nel corso delle trattative con i D.P. pongono il veto a qualsiasi alleanza, anche all'appoggio esterno del P.S.I., nel periodo preparatorio della crisi. Il P.S.I. a sua volta insiste per l'inserimento organico del Partito Comunista nella Giunta Dujany, poi va in soccorso alla D.C. per rimetterla in gioco e allearsi con lei stessa. L'Union Valdôtaine, l'Union Progressiste - la Signorina Viglino scordandosi delle origini levantine del socialismo valdostano, a dirla col Presidente Caveri - si stringono affettuosamente intorno a Di Stasi, Milanesio e Tripodi: i veri trionfatori della crisi, e sono il perno su cui si regge questa Giunta. Il pretesto della crisi era lo strapotere dei D.P., i quali avevano sei componenti dell'Esecutivo su otto Consiglieri.
Vediamo la geografia politica dell'Esecutivo attuale, come vediamo se il coefficiente di strapotere rappresentato dal limite dei D.P....oppure se è stato superato questo limite. L'Union Valdôtaine Progressiste, che ha due Consiglieri, ha due membri in Giunta poiché l'Assessore tecnico, Avvocato De Vita, fa parte del Direttivo dell'Union Progressiste, più la Vice Presidenza del Consiglio, tre posti per due Consiglieri, oltre alla Presidenza dell'Agraria regionale, alla Vice Presidenza dell'Alpila, alla Vice Presidenza dell'Istituto Case Popolari, alla Vice Presidenza della Centrale del latte e ai Parlamentari. Ora passiamo - sì, dei rimorsi ne abbiamo tanti ma forse questo è il maggiore... - all'Union Valdôtaine, che ha quattro Consiglieri: ha il Presidente della Giunta, tre Assessorati perché vi è anche il Turismo, la Presidenza del Consiglio, ossia cinque posti di potere per quattro Consiglieri. Rassemblement Valdôtain più di uno non poteva averne e l'Indipendente idem come sopra. I Socialisti per qualche mese sono stati messi in cassa integrazione o in area di parcheggio, come si suol dire, al Comune di Aosta, e questo era il loro obiettivo immediato, scambio di moneta, il fatto tattico per consentire alla Signorina Viglino di far digerire alla sua base l'alleanza con l'Union Valdôtaine e all'Avvocato Caveri e a Andrione di fare altrettanto.
Al Comune di Aosta, dicevo, su cinque Consiglieri eletti nel 1970 hanno cinque Assessori più il Sindaco che sono sei. Ebbene, neppure i più faziosi censori dei D.P. ora sentono più di accusarci di strapotere, ma sarebbe questo...
(voce della Consigliera M. Ida Viglino)
...io che sono una persona educata non l'ho mai interrotta Signorina Viglino...sarebbe questo il risultato della pretesa modifica del quadro politico richiesto dall'Union Progressiste e dai Socialisti?
Non vi è certamente dignità del discorso di questo quadro politico quando l'unica preoccupazione di formare una Giunta di transizione, com'è stato più volte ripetuto...si è addirittura mitizzato questo termine: "Giunta provvisoria", "Giunta di transizione", quasi a chiedere la benevola attesa dell'opposizione, quasi a chiedere l'attenzione bonaria, poiché il tema della scelta...cioè della non scelta, come dicevo prima, è un fatto che non si vuole affrontare. È sufficiente la definizione che ha dato l'Assessore Fosson in netta contraddizione con la relazione che accompagna il bilancio: egli ha parlato di bilancio di transizione, di bilancio ordinario, di bilancio tecnico, anzi giustamente ha fatto un omaggio ai funzionari, i veri artefici di questo bilancio, perché è un bilancio contabile, però vediamo che nel secondo capoverso della relazione si dice che questo tipo di bilancio, in sostanza, consente di programmare investimenti pluriennali in vari settori economici e sociali.
Io mi domando dove sono questi investimenti pluriennali, ma non è stata fatta, neppure come dichiarazione di intenzione, nessuna proposta sui temi più scottanti, cioè sulla casa, sulla scuola, sui prezzi, sui trasporti. Già avevamo detto sulle Comunità Montane, a proposito delle quali il 10 ottobre del 1973 il Presidente Caveri ebbe a esprimere la sua assoluta sfiducia nelle Comunità e la sua assoluta sfiducia che vi siano nelle Comunità uomini in grado di amministrarli. L'Union Valdôtaine, a cui si unì il rappresentante del Rassemblement Valdôtain, il 1° febbraio del 1974 fece seguire una mozione tesa a ridimensionare il ruolo, il numero, le deleghe, i compiti e le funzioni delle Comunità Montane, quindi si comincia a non credere a ciò in cui si vorrebbe far credere di credere.
Era necessario quest'anno iniziare la modifica delle strutture, ma dalle proposte della Giunta non si è visto nulla. In effetti, si vuole riformare la Regione così come ha detto il Presidente con una macchina meccanografica, lascio al Consiglio i giudizi su questi propositi per il futuro; modificare le strutture significa essere capaci di proporre anche fini sociali diversi dallo sviluppo economico e valori che non debbono essere misurati col metro statistico dell'aumento solo del reddito, ma, per fare questo, occorre sapere ottenere la partecipazione di chi è in grado di essere portatore di fini sociali diversi. Si tratta cioè di impadronirsi delle strutture e delle forze esistenti per trasformarle in veicoli di maturazione di fini sociali. Come si vede, è necessario che il modo di amministrare non sia separato dalla ricerca politica e culturale, che non ci sia separazione tra cultura e amministrazione, tra cultura e politica, è indispensabile il confronto delle idee per renderci conto dei reali problemi del momento.
Altra cosa importante è quella di essere capaci di suscitare la collaborazione e di ottenere la partecipazione, ma come può questa Giunta raggiungere questi obiettivi se si presenta con un bilancio tecnico senza nessuna consultazione, di fatto, nella sostanza, nessuna partecipazione alla gestione, alla formazione di questo bilancio dei sindacati, degli imprenditori, del mondo della cultura, dei giovani, dei pensionati, dei Sindaci, delle Comunità Montane, degli artigiani, degli agricoltori, delle forze sociali, in genere, degli operatori turistici, di questo non si è fatto nulla. Noi il bilancio, quando lo impostavamo, lo discutevamo con queste forze, qui non si è parlato di nulla, neanche della crisi incipiente della Montefibre, che sta per chiudere i suoi stabilimenti anche in Valle d'Aosta, quindi non vi è alcun significato in questo bilancio che è un bilancio tecnico, nulla, poiché occorre, secondo il chiaro intendimento di questa maggioranza, fare un passo indietro; si era andati troppo avanti, e dal programma di Andrione è chiarissimo quest'obiettivo, infatti è proprio per impedire un passo in avanti della Comunità valdostana che si è creata questa crisi.
Caveri (U.V.) - Consigliere Monami. Assessore Fosson intanto...ah il Consigliere Monami è arrivato.
Tonino (P.C.I.) - Avevo omesso di dire che nell'ordine del giorno, per quanto riguarda la riforma dei trasporti, c'è anche l'adesione del Gruppo dei Democratici Popolari, quindi io avevo parlato solo del Gruppo Comunista ma si tratta anche dell'adesione del Gruppo dei Democratici Popolari.
Caveri (U.V.) - Prendiamo atto. La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, mi pare che nel mio primo intervento di ieri avessi accennato all'esigenza e alla necessità della presentazione di una relazione politica di accompagnamento al bilancio. Avevo anche detto che se questa fosse stata fatta in apertura di seduta, avremmo dovuto chiedere una sospensione per studiare attentamente queste dichiarazioni, cosa che avremmo dovuto fare questa mattina davanti alle dichiarazioni finalmente effettuate, parziali, insufficienti, ma comunque dichiarazioni effettuate dal Presidente della Giunta.
Ovviamente noi non chiederemo questa sospensione, anche perché mi pare che la relazione non ponga tanti problemi che suscitino in noi esigenza e desiderio di studio profondo per poter contraddire o accettare alcune impostazioni date dal Presidente. Partirò subito dicendo che sia chiaro ancora una volta - e io l'ho detto ieri - che in senso di principio per noi non vale come scusante la mancanza del tempo, proprio perché non avevamo posto il tempo come condizione al bilancio. Quindi, almeno a noi Comunisti penso sia concesso ribadire alcuni concetti, non è sul tempo che vogliamo discutere perché è su quel famoso tempo che noi avevamo già dato una nostra ampia adesione. Piuttosto la mancanza di tempo certamente viene invocata, e con una certa insistenza...dicevo già ieri i concetti erano questi, anche se oggi probabilmente troverò espressioni diverse per "coprire" una realtà politica, e qual è questa realtà politica? La realtà politica traspare in modo evidente e chiaro dalla relazione del Presidente, che ha, secondo me, due impostazioni e può essere sottoposta a un giudizio da due diversi punti di vista: una relazione di rinuncia o una relazione di continuità di un certo discorso sul binario su cui lo ha impostato il Presidente. Perché queste due differenziazioni? Perché la scusante della mancanza di tempo, che fa sì di provvedere ad uno studio più approfondito ma risponde all'immediata esigenza di dare al Consiglio lo strumento fondamentale per lavorare, avrebbe dovuto far concludere al Presidente della Giunta la sua relazione in questo modo: questa Giunta ha assolto al compito per cui si era impegnata ed è qui oggi davanti al Consiglio dimissionaria perché ha concluso il suo lavoro, cioè di dare continuità amministrativa alla Regione. Una relazione di rinuncia in quanto nulla di nuovo è indicato, rinuncia anche, però, ai presupposti della sua esistenza, cioè rinuncio anche ai motivi per cui richiedo di essere colui che dirige la vita politica e amministrativa della Regione.
Davanti a una dichiarazione di questo tipo noi, forse, avremmo capito il contenuto di quella relazione, non lo comprendiamo più quando, invece, diamo quell'altro tipo di interpretazione: quello della continuità di questa Giunta, a cui già io ieri accennavo, ma a cui né il Presidente, né il compagno Milanesio hanno risposto, continuità cioè di modificare, di rimpastare questa Giunta e renderla permanente nel tempo, per quanto la nostra lotta o la lotta della classe operaia e degli operai glielo permetteranno, e dare continuità così ad un discorso amministrativo vuoto, incompleto, che non dà nessuna indicazione, perché il Presidente della Giunta ha detto: "tutto e subito", la sua frase era quasi questa. Noi non avevamo chiesto "tutto e subito", avevamo chiesto alcune indicazioni, il fatto è che da questa relazione mancano alcune indicazioni, anche se con un'arte che ho difficilmente riscontrato in altri uomini politici il Presidente della Giunta è riuscito a far scoprire le batterie ai suoi avversari dopo una lunga giornata di dibattito per poi costruirsi una linea difensiva, che, però, trova inconsistenza alla base stessa su cui fonda questa linea difensiva, anche conoscendo i piani di attacco dell'opposizione e della minoranza.
È senza dubbio una delle capacità che dobbiamo riconoscere al nostro amico Andrione così dome dobbiamo riconoscerne un'altra sottilissima abilità, machiavellica abilità: quella di ricorrere ad un ricordo storico, la lotta fra gli Orazi e i Curiazi, ad uno ad uno ha dato la sua risposta, la lettera a Monami, la lettera a Manganoni, la lettera a Lustrissy, la fotocopia a Dolchi, cioè l'arte sottile, che io invidio al Presidente Andrione, di saper cogliere l'occasione per battere l'avversario cercando di isolarlo da un contesto politico più generale, traendo naturalmente da questa una posizione di vantaggio e di forza. Comunque, di fronte a quest'abilità che già altre volte ha dimostrato, mi pare in occasione della discussione dell'Alpila, se non dimentico, ricordi il collega Andrione che davanti a questa sua particolare personale abilità, noi ci potremmo cadere una volta, due volte, ma che i Comunisti sono sufficientemente adulti e cresciuti nella vita politica dal non prestarsi e dal non capire, e che queste sottigliezze e queste finezze di carattere politico troveranno sempre in noi posizioni politiche corrette e coerenti per condurre la nostra battaglia e non trasformarla mai a livello personale.
Ecco quali sono alcune considerazioni che possono sembrare polemiche ma che sostanzialmente non lo sono, ma che cercano invece di individuare come si è cercato di coprire il vuoto di contenuto.
Io non riprenderò gli argomenti del Presidente della Giunta, salvo qualcuno che mi consente di fare il discorso, che è sempre quello più generale a cui noi puntiamo, e mi consenta allora di dire il Presidente della Giunta che troppe sono le mancate risposte alle domande che noi avevamo posto, troppe sono le mancate risposte per poter cambiare il giudizio di fondo che noi diamo a questo bilancio e che noi diamo a questa Giunta per la politica e per il raggruppamento politico che essa rappresenta.
Il collega Andrione non ci ha detto perché non è riuscito a trovare il coraggio di sganciarsi dal rigoroso concetto del bilancio accentratore dello Stato a cui avevo fatto cenno attraverso il famoso articolo 9 della legge n. 281. Non ha evidentemente potuto rispondere perché avrebbe dovuto dirmi, penso - e magari in un momento di sincerità potrà dirmi, in separata sede, questa verità -, che questo era un sacrificio fatto sull'altare dei voti della Democrazia Cristiana che sostengono questa Giunta.
Non ci ha detto il Presidente della Giunta, per esempio, cosa intende fare su altri argomenti per i quali noi avevamo richiamato la sua attenzione: i residui passivi sono passati come acqua sulla roccia, non un giudizio politico su un problema così importante, non la volontà e la capacità di andarli a ripescare nel tempo per utilizzarli in un momento in cui la nostra economia ha bisogno di immissione, per modificarne le tendenze e contenuti, di nuovi investimenti di carattere sociale che non abbiamo avuto il coraggio di fare, che non avete avuto il coraggio di fare e di prendere. Nulla ci è stato detto sulle leggi vecchie, superate, anacronistiche, che regalano sussidi e che permettono una politica clientelare e che rendono rigido quel bilancio, che già ieri dicevo riprendendo l'affermazione dell'Assessore Fosson, che diventerà sempre più rigido proprio perché in quella direzione bisogna fare delle scelte di fondo, e lo diceva il collega Milanesio, però siamo sempre a livello di affermazioni, mentre è necessario toglierci quel bagaglio vecchio se non vogliamo irrigidire ulteriormente questo bilancio, è necessario avere il coraggio di spazzare via tutte quelle leggi costruite in 25 anni di amministrazione e alle quali noi tutti assieme, talvolta, non abbiamo avuto il coraggio di dare una durata nel tempo.
E sono risposte mancate così com'è mancata la risposta di fondo, cioè come noi articoleremo la nostra battaglia regionalista, Presidente della Giunta! In collegamento con tutte le altre Regioni dell'Italia, certo, e accetto con piacere il fatto che alla prima avvisaglia di una sorta di lotta nei confronti dello Stato - non a caso posta dal compagno Fanti, come diceva bene la collega Siggia - si aderisca, ma come intendiamo operare in questa direzione? Come la Giunta stabilirà o vorrà stabilire questi rapporti politici con queste forze democratiche vive del Paese? Con queste forze democratiche che hanno un solo intendimento, cioè quello di trasformare lo Stato accentratore italiano in uno Stato formato sulle autonomie locali, uno Stato formato sul regionalismo, uno Stato che noi rivendichiamo, uno Stato che voi volete, quello Stato però che non vuole la Democrazia Cristiana, perché la Democrazia Cristiana con i suoi voti li appoggia ancorati su quelle sedie. È necessario fare delle scelte politiche anche in questa direzione e dire come e perché vogliamo batterci contro i concetti accentratori dello Stato italiano.
È mancata una risposta, amico Andrione, ai problemi più gravi che il Paese sta attraversando, non una parola sulla crisi economica, sociale, politica e morale che sta attraversando il nostro Paese, non una parola sulla crisi che sta coinvolgendo anche la Valle d'Aosta, la Montedison, la Cogne-EGAM, l'Ilssa Viola, il commercio, il carovita, i prezzi. Ne abbiamo parlato diffusamente ieri, non uno di questi argomenti è stato ripreso, ma non perché nel bilancio questi problemi avrebbero dovuto trovare risposta ma perché è mancata la risposta politica di un Esecutivo su questi problemi, non un cenno, né si dice come intendiamo collocarci nei confronti di questo tipo di economia sconvolta del nostro Paese. Non si dice cosa vuole il bilancio né cosa si intende almeno fare per portare il nostro contributo affinché questo modello di sviluppo oramai condannato da tutti debba modificarsi e debba cambiare. Non vi è la minima indicazione in questa direzione ma c'è un contrasto evidente di fondo fra la politica che hanno indicato, tra la poca politica che hanno indicato il Presidente della Giunta e il collega Milanesio. Quando il Presidente della Giunta dice che la programmazione non passa attraverso un piano di sviluppo ma - e possiamo anche essere d'accordo purché si tenga anche conto di un piano di sviluppo - affrontando i problemi con una certa priorità e dall'altra parte invece abbiamo la posizione politica di Milanesio che concentra tutta la sua attenzione, secondo me più giustamente, attorno ad un piano di sviluppo regionale. Sono due linee che sono in antitesi, sono due politiche che non possono trovare conciliazione, certo troveranno ancora una volta la conciliazione, l'accordo fra una sostanziale differenza fra le parole e fatti, e voglio qui accennare ad alcuni fatti per evidenziare un aspetto di questo contrasto e di questo accordo per dire come tra le parole e i fatti si può trovare il ponte che collega due diverse posizioni, due diversi concetti, due diverse politiche.
Siamo partiti un giorno con alcune parole roventi e di fuoco nei confronti di una politica urbanistica che ricordiamo con il nome de La Ruine in Morgex, violenta polemica, un duello che sembrava essere condotto all'ultimo sangue, che è stato ripreso quando i Comunisti hanno messo all'attenzione di quest'Assemblea il problema dell'Alpila con altrettante affermazioni roventi e di fuoco: "faremo nomi e cognomi e, se è necessario, romperemo la maggioranza".
Altro argomento: il personale regionale è uno dei problemi importanti e se vogliamo risolvere certi problemi, una delle riforme più importanti - e sono d'accordo con Andrione - è la riforma della struttura burocratica non solo del nostro Paese ma anche della Regione. Anche lì parole violente e brucianti e poi i fatti: La Ruine dimenticata e messa nel dimenticatoio, nel cassetto come base, come pilone per la costruzione di quel ponte per collegare due politiche in antitesi e due posizioni opposte.
Sull'Alpila non si sono fatti né nomi, né cognomi e non si sono rotte maggioranze ed era un altro pilone per la costruzione di quel ponte attraverso cui unire due politiche diverse.
Le parole roventi nei confronti del personale e poi la collocazione e la risoluzione nel modo in cui è già stato detto in questa sala, e non lo riprendo, è un'altra modalità per dimostrare che si possono dire con le parole tante cose e nei fatti costruire invece quei collegamenti politici che noi abbiamo già definito negativi per la vita politica e la vita amministrativa della Valle e così avviene per il bilancio - e concludo Signori Consiglieri -, per noi questo bilancio è un bilancio che non possiamo accettare, è un bilancio nei confronti del quale, malgrado le dichiarazioni parzialmente politiche del Presidente della Giunta, non modifichiamo il nostro giudizio. Anche questo bilancio va ricollegato a La Ruine, all'Alpila, al personale e, pur contenendo a livello politico delle affermazioni, queste non troveranno sicuramente riscontro nella realtà, perché amico Presidente, quando noi stanziamo i fondi per la propaganda turistica, mi sia consentito, ancora una volta riparleremo in quest'aula di Tokyo, di New York, della Scandinavia, del Sudafrica e non saranno certamente indicazioni e indirizzi di programmazione turistica o pubblicitaria-turistica adatte a risollevare dalla tristezza e dalla miseria le più piccole, le più povere, le più sconosciute stazioni turistiche valdostane.
Ecco i concetti di fondo che sfuggono ad una realtà politica, quella realtà politica che non avete voluto o che non avete saputo cogliere, che se voi aveste colto, vi avrebbe messo nelle condizioni di non dare oggi al Consiglio tutto e subito ma dare al Consiglio almeno due indicazioni precise e nette; neppure quelle due indicazioni sono venute, salvo che il contrasto che vi sta macerando all'interno, salvo quella contraddizione politica fra Democrazia Cristiana e Union Valdôtaine, fra Partito Socialista e Rassemblement Valdôtain che vi tormenta, salvo quel contrasto che, secondo noi, esploderà prima di quanto voi lo crediate.
Caveri (U.V.) - Preso atto di queste prospettive, do la parola alla Signorina Viglino.
Viglino M. Ida (R.V.) - Confesso che sono preoccupata di prendere la parola dopo simili oratori...io non sono capace di fare degli splendidi discorsi, però ho chiesto la parola per poter dire semplicemente qualche fatto concreto. Prima di tutto non è che io debba giustificarmi di fronte al Consigliere Pollicini per una scelta politica che è stata concordata con la base del mio Movimento, e trovo strano che mi si ripresenti qui in aula una questione che credevo di aver chiarito sufficientemente attraverso diverse dichiarazioni fatte qui nello stesso Consiglio, quando più di una volta io ho detto che lo scopo numero uno, principale, del nostro Movimento era di poter vedere riunificati l'insieme dei tre Movimenti regionalisti valdostani, perché abbiamo capito da molto tempo che la divisione non può che portare debolezza.
Non è su questo però che mi voglio soffermare, vorrei riprendere qualche parola che ho sentito dire adesso dal Consigliere Monami a proposito, per esempio, del carovita. Noi non abbiamo infatti parlato del carovita, anche se siamo a conoscenza di tutti i problemi che possono dilaniare la nostra Regione, ma io le porto qui un fatto concreto e mi dirà, Consigliere Monami, Capo Gruppo del Partito Comunista, se questo fatto concreto che voi avete avvalorato non è uno schiaffo morale e finanziario alla parte di popolazione che dite di voler difendere. Io voglio qui parlare di un certo Professore, un grande consulente dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, che, essendo stato chiamato in questa Valle per svolgere un corso al corpo insegnante ed essendosi fermato dal 3 settembre 1973 al 15 settembre 1973, cioè 13 giorni esattamente, e naturalmente in questi 13 giorni ci sarà pur stata una domenica, è costato all'Amministrazione Regionale, col vostro benestare, tra indennità di missione lire 577.625; fattura albergo di lire 407.500, un totale pagato dalla Regione di lire 985.125, il che rappresenta lire 85.000 circa al giorno. Vorrei sapere che cosa i lavoratori pensano di una paga simile! Ho tutti i documenti che sono a vostra disposizione e potrei continuare su questo argomento, ma il nostro giornale a giorni pubblicherà il resoconto e vedremo in che modo quest'Amministrazione è stata così ben amministrata! A noi tutte le colpe che lavoriamo come cani da due mesi, tutte le colpe, noi siamo da buttare via, noi siamo una Giunta fantasma, noi siamo dei Fascisti, vergognatevi di dire una cosa di questo genere quando qui c'è qualcuno che è stato imprigionato per la lotta contro il Fascismo! Vergognatevi Democratici Popolari! E vergognatevi anche di fare degli articoli subdoli contro l'Assessorato della Pubblica Istruzione per aver semplicemente osato inviare al Liceo di Aosta una circolare ministeriale. D'accordo era arrivata in ritardo questa circolare, lo so anch'io che cosa fa il Ministero della Pubblica Istruzione, ma se noi non avessimo inviato questa circolare, probabilmente avremmo creato notevoli difficoltà al corpo insegnante e quindi, quando si usano questi sistemi, si abbia almeno il pudore di stare zitti! E non continuo perché potrei citare certi finanziamenti a delle scuole private che continuano a sfornare dei disoccupati mentre si è rifiutato di ascoltare la nostra proposta di aprire un corso di Liceo Scientifico nella Bassa Valle! L'anno scorso 3.500.000 di Lire a certe scuole, in più anche il locale gratis e voi chiamate questa della buona amministrazione?
Io non so fare dei discorsi alati, io non so dare un indirizzo politico ma almeno, quando sono responsabile di qualche cosa, cerco di agire per il bene della Valle e cerco di fare almeno le cose giuste, non due pesi e due misure come tante volte abbiamo visto! Non uno schiaffo a tutta la categoria dei professori comandati qui e che onestamente hanno prestato il loro servizio senza ricevere delle somme pazzesche come quella che vi ho citato!
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Fosson.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, un minuto solo per dire molto cortesemente alla Signorina Viglino che deve tenere conto di una cosa. Per quanto mi è stato possibile e per quanto è stato possibile al Gruppo Comunista, ho cercato di dare a questo dibattito un contenuto politico, non ho - credo - mai personalizzato in negativo o in positivo la posizione di nessuno; d'altra parte, lei ci accusa, e può darsi giustamente, di avere appoggiato una maggioranza che ha fatto quelle cose, però mi consenta di chiederle: sono provvedimenti presi in aula consiliare? Per tali provvedimenti noi ci assumiamo tutte le responsabilità fino in fondo, oppure sono provvedimenti presi in altra sede? Nella quale lei dovrebbe quanto meno riconoscere la nostra non partecipazione diretta. Io parlavo di maggioranze, di minoranze, di Governo, di Consiglio e se dovessi personalizzare quel tipo di polemica, dovrei dire che in quella Giunta era presente l'Assessore Marcoz e non il Consigliere Monami e nessun Consigliere Comunista.
Grazie, scusi Signor Presidente.
Caveri (U.V.) - Veramente non era una questione di fatto personale, ad ogni modo, ho lasciato correre ...(voci)... La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (U.V.) - Io non vorrei fare un discorso politico perché mi sembra che le dichiarazioni politiche le ha fatte il Presidente, ma vorrei puntualizzare qualche cosa di quello che è stato il dibattito generale per rettificare certe affermazioni che sono state fatte e richiamare anche quella che è stata la relazione al bilancio perché o parliamo fra sordi, e allora possiamo rispondere e prendere i cavoli e rispondere fagioli, oppure, se avevano un senso, si sarebbero dovute confutare certe affermazioni fatte nella relazione, invece questo non mi è parso che sia stato fatto.
Cercherò di andare - ho preso delle note - per ordine rispondendo solo così a qualche cosa perché ritengo che sia bene ripetere alcuni concetti cercando di essere il più breve possibile. Mi sembra che da tutti gli interventi prima di tutto sia venuto un riconoscimento almeno all'impegno che è stato messo dalla Giunta per apprestare questo bilancio in un tempo ragionevole in modo che il Consiglio potesse esaminarlo. Qualcuno ha fatto un rimprovero alla mia introduzione in cui ho detto che era un bilancio deliberatamente tradizionale; qualcun altro ha rilevato che effettivamente questo è stato fatto senza trionfalismi ed io mi ero permesso - ed era l'unica battuta che avevo fatto nella mia relazione - di richiamare tutti i Consiglieri a rilevare che anche se negli altri discorsi si era tenuto un tono più trionfalistico e i bilanci erano stati rivoluzionari, e in tutti i bilanci di questi ultimi anni ci si ricollegava alla programmazione...io ho avuto occasione allora, dai banchi dell'opposizione, di rilevare che la programmazione non c'entrava proprio per niente e della programmazione non si era proprio tenuto conto nei bilanci che venivano presentati. Ho ritenuto pertanto che fosse più onesto dirlo perché avremmo potuto dire anche noi: "abbiamo fatto un bilancio tenendo conto della programmazione" e voi avreste avuto tutti ragione di dire che non era vero. Abbiamo avuto, credo, l'onestà di dire: "è un bilancio tradizionale", dateci almeno atto di questo perché è così e quindi abbiamo creduto di non prendere in giro i Consiglieri dicendo che era un bilancio programmatico.
L'Avvocato Chanu quindi aveva parlato proprio di questo dicendo che era un bilancio non programmato, e quindi ho risposto, ma ha anche detto un'altra cosa che ritengo di dover chiarire siccome è un'inesattezza, o almeno è un'interpretazione diversa delle varie tabelle, perché ci sono troppe tabelle in questo bilancio, ho già detto agli uffici che il bilancio, per essere più pratico, dovrebbe essere sfoltito, riducendolo a poche tabelle ben chiare in maniera che tutti abbiano i dati precisi senza pericolo di confondersi. L'Avvocato Chanu ha detto che il bilancio riduce del 6% le spese di investimento rispetto al 1974 e questo potrebbe lasciare dei dubbi, perché io ho detto, invece, che le spese di investimento erano passate dal 47,39% del 1974 al 48,72% del 1975. Siccome per la matematica, fino a prova contraria, due più due fa quattro e non si può confutare, queste cifre allora meritano ancora un'ulteriore spiegazione. Io mi sono basato sui dati percentuali del bilancio effettivo, cioè dei 50 miliardi che sono il bilancio effettivo. Ora in questo bilancio effettivo per le cifre effettive abbiamo una diminuzione sia pure piccola perché sarebbe augurabile che fosse più grande questa diminuzione, ma siamo passati per le spese correnti dal 52,61% al 51,28%, cioè una diminuzione dell'1%, con il relativo aumento percentuale delle spese di investimento.
Se il Consigliere Chanu, il Vice Presidente Chanu si è rivolto a quell'altra tabella che basa le percentuali sul totale del bilancio comprensivo delle partite di giro, allora, probabilmente c'è una diminuzione, ma tengo a precisare che quello falsa completamente la percentuale, perché ci sono 11 miliardi di partite di giro. L'anno scorso abbiamo detto che le partite di giro erano sui sei miliardi e qualche cosa e quindi ciò incide percentualmente. Questa era una prima puntualizzazione che andava fatta per non avere dei dubbi perché, come ho detto prima, la matematica non è un'opinione e le cifre devono sempre quadrare.
Avendo parlato di quello che concerneva il bilancio programmato, quindi ho risposto indirettamente anche a quello che aveva detto il Consigliere Monami. Il Consigliere Monami ha parlato anche dei residui passivi e si lamentato, anche nella sua ultima replica, che non se n'è fatto cenno. Praticamente sappiamo come va il volano dell'Amministrazione: i residui passivi ci sono sempre, riconosciamo e dobbiamo riconoscere...almeno non si potrà dire che i residui passivi che noi riportiamo in bilancio quest'anno siano colpa di quest'Amministrazione, quindi io non ne faccio neanche uno scandalo per l'Amministrazione precedente. È una cifra un po' alta di 30 miliardi, di cui non dico una gran parte, ma una parte cospicua di questi 30 miliardi che c'era alla fine del 1973 è stata spesa nel 1974, e praticamente a fine 1974 ci sono i successivi residui passivi, che praticamente si sono mantenuti su questa cifra. Non ho il risultato preciso adesso, saranno anche leggermente aumentati, perché una parte dei pagamenti sono ancora da vedere nel mese di gennaio. Non si è detto niente e non si è neanche parlato se si ha la volontà di ridurre questi residui passivi; io credo che qualunque sia l'Amministrazione che sarà in carica, qualunque sia l'Assessore alle Finanze, ad un certo momento si dovrà affrontare questo problema e bisognerà fare una revisione di questi residui passivi, lasciare quelli che si presume di spendere in un lasso di tempo ragionevole e stralciare effettivamente quelli che eventualmente si ripetono da troppi anni.
Il Consigliere Dolchi ha anche fatto alcune osservazioni a cui vorrei rispondere. Ha detto ad un certo momento: "non possiamo condividere l'affermazione dell'Assessore Fosson di dire che è un buon bilancio". La questione di dire che è un buon bilancio potrà essere contestata, ma io ho detto che è un buon bilancio non tanto per quello che eventualmente si potrà dire perché non tiene conto completamente della programmazione, perché si poteva impostare in un modo diverso, ma mi sono riferito alle disponibilità effettive che abbiamo come Amministrazione regionale e da qualche cosa che vi avevo preannunciato: per le incidenze degli aumenti nelle entrate che si possono presumere e che sono ancorate a quel 10% annuo in seguito alla riforma tributaria. Mi permetto di dire che forse andando avanti nel tempo, almeno per questi anni, fin quando non si avrà una nuova legge finanziaria di ripartizione fra lo Stato e la Regione, siccome il tasso di svalutazione annuo è molto superiore all'aumento che è garantito dalla legge del 1971 del riparto finanziario...mi sono permesso di dire che per quest'anno è un buon bilancio. Mi auguro che la mia previsione sia errata e che un altro anno si possa dire in Consiglio regionale che la previsione o almeno quell'affermazione fatta dall'Assessore alle Finanze era errata e abbiamo potuto invece impinguare molto di più questi fondi e io sarei il primo a rallegrarmi perché non faccio di questa questione una questione di Stato certamente, è una previsione che ho ritenuto di fare.
Non vedo nessun contrasto tra la relazione che ho fatto a voce ieri mattina con quella tecnica allegata al bilancio, praticamente si sono volute trovare delle contraddizioni in tutto questo, e l'ha trovata anche il Consigliere Pollicini e via dicendo. Prima di tutto voi sapete come si fa per i bilanci, specialmente quando si fa un bilancio tradizionale: si prende quello che si è detto l'anno prima e si cambia...e credo che chi è stato nella Giunta sappia questo e che anche molti Assessori facciano così per certe relazioni, a meno che ci sia qualcosa di nuovo effettivamente, ma se ci sono solo delle variazioni di cifre, i capitoli rimangono quelli che sono, praticamente, si va avanti così. È una questione che può essere discutibile, credo che a questo si sia sopperito con la relazione che ho fatto e che non si basava per niente sulle relazioni fatte antecedentemente ma evidenziava solo le cifre del bilancio che mi sono permesso di sottoporre al Consiglio ieri mattina. Nessuna contraddizione quindi, neanche quando si dice e si fa riferimento al secondo capoverso e a quanto aveva detto il Consigliere Pollicini, alla legge del 1971 che effettivamente concerne la revisione dell'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta e consente di prevedere in bilancio entrate di sicuro realizzo e di programmare investimenti pluriennali in vari settori economici e sociali. Prevedere in bilancio entrate di sicuro realizzo quindi viene dalle entrate sicure che sono date dalla legge e mi sembra che non ci sia nessun contrasto nel programmare investimenti pluriennali siccome noi abbiamo fatto un bilancio tradizionale. Voi l'avete detto l'anno scorso, cosa c'era di diverso negli investimenti pluriennali l'anno scorso da quest'anno? Niente! E allora se stava bene l'anno scorso, può stare benissimo anche quest'anno!
(voce di un Consigliere) - ...ma bisogna pur cambiare!
Fosson (U.V.) - ...va bene, se si vogliono cambiare le parole, si possono cambiare, ma praticamente dirò che è più giustificato quest'anno lasciare questa affermazione che non l'anno scorso, perché l'anno scorso non c'era più la questione del fondo di rotazione, mentre quest'anno è stato rifinanziato e ciò permette anche dei finanziamenti pluriennali e, quindi, non vedo il contrasto che è stato rilevato in questo senso.
Il Consigliere Monami aveva anche detto un'altra cosa e ritengo che forse l'Amministrazione regionale un giorno o l'altro dovrà prenderla in esame e cioè che lo Statuto permette all'Amministrazione regionale di esaminare le varie dichiarazioni dei redditi per eventualmente mettere un po' d'ordine, un po' di giustizia in questo. Nessuna Amministrazione fino ad oggi ha avuto il coraggio di affrontare questo problema che sappiamo anche, d'altra parte, essere molto delicato, perché fare i conti in tasca d'altri è sempre molto delicato, ma forse un giorno non lontano si imporrà anche questa necessità.
Un'altra puntualizzazione su quanto aveva detto il Consigliere Dolchi è questa, perché ad un certo momento ha detto: "non basta dire che si vuole moralizzare e poi accettare gli aumenti che vengono presentati" e ha citato proprio due capitoli: il 111 e il 546. Io credo che le affermazioni che avevo fatto ieri nel senso di moralizzare in generale, e non voglio ripetermi oggi, siano pertinenti e debbano essere condivise da tutti i banchi del Consiglio perché per questo non c'entra maggioranza o opposizione ma dovrebbe essere un compito e una linea che dovremmo imporci tutti. Si potrà discutere di certi capitoli che sono stati aumentati e che forse, con maggior ponderatezza, dovrebbero o si potrebbero anche ridimensionare, io non voglio entrare in questi dettagli, forse ci entreremo quando analizzeremo capitolo per capitolo, però per quelli citati dal Consigliere Dolchi voglio dare subito una precisazione per sgombrare il terreno da ogni equivoco, e mi limito al capitolo 546 che credo abbia già avuto una spiegazione, ma voglio dirvi le cifre precise: il capitolo 546 dei Lavori Pubblici comportava una spesa in bilancio l'anno scorso di 250 milioni e quest'anno è stato aumentato di 100 milioni ed è stato portato a 350. Su questo capitolo la spesa del 1973, consuntiva, è di circa 400 milioni e precisamente 398.671.000, la spesa del 1974, consuntiva, è di 528.696.575, quindi già una spesa superiore di 170 milioni a quella portata in bilancio. Mi chiederete perché non abbiamo portato la cifra consuntiva, ed è proprio per non portare troppo in alto questa cifra e siccome abbiamo fatto un'affermazione proprio per gli incarichi di progettazione e per i compensi a tecnici estranei, desideriamo su questo punto tenere un po' il freno; però, come ho detto, su questo capitolo grava anche il pagamento degli assistenti dei Lavori Pubblici, che comporta una spesa enorme. Non ci sono solo gli assistenti, sui quali non si potrà fare gran cosa, ci sono anche altre voci sulle quali l'indirizzo è quello di freno.
Il Consigliere Lustrissy (come d'altra parte Pollicini, forse un po' meno) - mi dispiace che non sia qui, ma glielo ho detto ieri direttamente a tu per tu - ha fatto un intervento che forse poteva essere molto ridimensionato perché non è ammissibile che due mesi dopo che un Consigliere ha abbandonato i banchi della maggioranza e si siede su quelli dell'opposizione abbia da fare un intervento come quello che è stato fatto ieri. A parte che io ho scritto qui e non voglio rispondere punto per punto perché sarebbe troppo lungo e non desidero fare polemica, però ho scritto qui parole, parole, parole e ho scritto vicino anche un'annotazione che ho già fatto verbalmente, bisognerebbe avere un minimo di pudore quando si interviene com'è intervenuto ieri il Consigliere Lustrissy.
Il Consigliere Bondaz ha sottolineato, fra l'altro - e chiedo scusa se non prendo in esame tutto quello che ha detto -, che bisognerebbe preparare il bilancio in tempo ad ottobre-novembre e quindi anche noi siamo di quest'avviso, quest'anno sappiamo i motivi per cui abbiamo dovuto prepararlo in ritardo e una sana Amministrazione effettivamente dovrebbe preparare questi bilanci in tempo.
Il Consigliere Benzo ha parlato di estendere a tutta la Regione l'integrazione delle pensioni ai vecchi, ai pensionati. È una questione che sarebbe auspicabile anche per il Consigliere Benzo, siccome ho la memoria buona e non sono andato a cercare, dovrei e potrei però precisare la cifra in un altro prosieguo di tempo...pochi mesi fa quando il Consigliere Manganoni o quando qualcuno in quest'aula ha richiesto queste cose, il Consigliere Benzo, che era seduto qui alla mia attuale destra, si è alzato e ha detto: "ah, sarebbe una bellissima cosa, però l'importo si aggirerebbe sul miliardo e quindi non c'è la possibilità assolutamente di affrontare questo problema". Siccome l'intervento sarà certamente registrato nei nastri, se lei volesse contestare quello che io sto dicendo, se qualcuno non avesse la memoria buona, potremmo poi sentire il nastro registrato, mi sembra che la contraddizione che il Consigliere Benzo ritiene o crede di buttare sulle nostre spalle, in un certo qual modo trovando delle contraddizioni tra la relazione allegata al bilancio e quello che ha detto l'Assessore alle Finanze...io trovo che ci sia una contraddizione più forte in quello che richiede lui oggi parlando di estendere a tutta la Regione l'integrazione delle pensioni, come del resto anche per i trasporti.
La questione, lo so, è urgente ed è necessario procedere all'approvazione di una legge organica, ma l'anno scorso, alla fine del 1974, quando si è parlato della questione dei trasporti, mi sembra che la Giunta, proprio la Giunta che era in carica abbia sostenuto la legge dei 500 milioni, quella che è stata prolungata quest'anno nel bilancio. In queste cose quindi può cambiare l'Amministrazione, ma ad un certo momento una certa linea coerente non dovrebbe mancare, perché altrimenti noi sovvertiremmo completamente tutto il principio amministrativo. È logico quindi che, quando un Consigliere è sui banchi dell'opposizione, faccia l'opposizione, trovi tutto quello che ha da ridire sul bilancio perché nel bilancio si fa una discussione ampia, ma avrebbe almeno il dovere di andare a cercare, spulciare le altre voci affinché, affermandole o sostenendole, non si metta in contrasto con quanto detto quando era sui banchi della maggioranza.
Vorrei ancora rispondere ai Consiglieri Manganoni e Siggia. Mi rivolgo al Consigliere Manganoni, ma serve anche per qualcun altro, per la questione dell'agricoltura. Credevo di aver chiarito che non solo c'erano i fondi dell'allegato E, dell'allegato F, che sono come l'anno scorso ma avevo detto che la diminuzione globale aritmetica sul bilancio di quest'anno è di 210.725.000 per l'agricoltura. Avevo però affermato che è in corso il rifinanziamento della legge sulle Comunità Montane e sul Piano verde sulle quali noi potremo fare affidamento, la legge sulle Comunità Montane è già passata al Senato in data 29 gennaio 1975, non so quando passerà alla Camera, ma, in base ai fondi stanziati, ai coefficienti che dovrebbero venire alla Regione, dovremmo avere un ammontare, e lo ripeto, di 680.000.000 per l'anno 1975, 1 miliardo circa per l'anno 1976, 1 miliardo circa per l'anno 1977, inoltre si parla di rifinanziamento anche per il Piano verde. Ora, se si tiene conto - e questo voglio dirlo e voglio precisarlo al Consigliere Manganoni - della diminuzione di 210 milioni e dello stralcio di 1 miliardo 187, che è dovuto ai 975 milioni delle Comunità Montane e ai 212 milioni del Piano verde che saranno rifinanziati, tolte queste due voci, l'aumento sul bilancio dell'agricoltura è netto di 977 milioni.
Alla Consigliera Siggia, che ha parlato di nuovo della questione dell'Ospedale, vorrei solo ricordare che probabilmente non ha fatto caso a quello che io ho detto ieri, perché ho spiegato i motivi per cui avevamo stralciato dal capitolo 769 dell'Assessorato della Sanità i 200 milioni che non potevano più essere messi su quella legge perché bisognerebbe fare una legge regionale. Mi sono permesso proprio di sottolineare al Consiglio l'esigenza che l'ampliamento dell'Ospedale sia portato a buon fine e di indicare che bisognerà fare tutte le pressioni possibili per avere i fondi dello Stato per gli Ospedali, non per il fondo ospedaliero ma per il fondo degli Ospedali che concerne le costruzioni. Siccome sarà una lotta molto dura, bisognerà prendere dei provvedimenti abbastanza ravvicinati, avevo proposto che eventualmente si favorisse l'accensione di un mutuo per le necessità dell'Ente ospedaliero, mutuo che dovrebbe poi gravare come interessi e ammortamento sul fondo ospedaliero ed eventualmente, se c'è difficoltà di avere questo mutuo, potrebbe esserci anche una garanzia diretta della Regione in maniera da sveltire la pratica e permettere all'Ente ospedaliero di portare a termine l'ampliamento dell''Ospedale, che, secondo il mio modesto avviso, è prioritario su tutto.
Per quanto concerne la questione degli ospedali, abbiamo anche in ballo la questione del Geriatrico, per cui se non vogliamo perdere delle opere che sono già fatte, bisogna provvedere nel più breve tempo possibile all'impermeabilizzazione del tetto perché altrimenti avremo una parte che va in rovina. Per il completamento del Geriatrico invece bisognerà prima fare un discorso ampio in sede di Consiglio regionale per vedere a che cosa potrà essere adibito e poi prendere i provvedimenti conseguenti. Per completare l'opera manca l'ala dell'Ospedale e una parte del tetto e occorre ancora 1 miliardo e mezzo. Ritengo che la cosa prioritaria che dovremo affrontare sia di aiutare l'Ente ospedaliero perché è l'esigenza principe per poter avere un Ospedale più funzionante.
Ecco io ho voluto ribadire questi punti perché ritenevo di non lasciare dei dubbi su certe cose, su certe affermazioni che erano state fatte e penso di non avere altro da aggiungere in questo momento. Altri chiarimenti potremo darli quando passeremo all'esame capitolo per capitolo.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Sarò brevissimo e prendo la parola su alcune considerazioni che sono state fatte da certi Consiglieri questa mattina per, mi auguro, chiudere una volta per tutte certe illazioni, certe considerazioni che hanno ben poco di politico e servono solo a far degenerare la discussione in questo Consiglio.
Io mi rendo conto che il Consigliere Pollicini, sia pure per espediente retorico, abbia voluto ricordare vecchie polemiche che esistevano fra il Partito Socialista e alcune forze regionaliste della nostra Regione: si tratta di polemiche passate che corrispondono ad un determinato momento storico, polemiche che, a nostro avviso, non sono più attuali, io voglio precisarlo chiaramente. Sempre per espediente retorico, quando non si hanno argomenti sufficienti di carattere politico-amministrativo per fare dell'opposizione, vengono rispolverati dei vecchi cavalli di battaglia che credo non appartengano più a nessuno oggi in questo Consiglio.
Intanto io contesto l'affermazione dell'origine levantina del Socialismo valdostano. I tre Consiglieri regionali del Partito Socialista in Valle d'Aosta sono il Consigliere Di Stasi, che è nato nel 1930 a Postumia e nel 1934 la famiglia si è trasferita in Valle d'Aosta come tante altre famiglie, in quel momento vi era un esodo di massa, il Fascismo faceva spostare la gente, voleva italianizzare le zone calde e quindi molta gente venne a trovare lavoro in Valle d'Aosta, ha studiato qui nella scuola valdostana, quindi ricorderò che ha tutti i diritti di sedere in questo Consiglio. Lo stesso dicasi per il Consigliere Tripodi che se è nato in Calabria nel 1929, nel 1938 era qui in Valle d'Aosta, ha studiato anch'esso alcuni anni in Valle d'Aosta, non ha fatto dei grossi studi, non ha avuto le possibilità, ha lavorato alla Nazionale Cogne e da ragazzo ha anche fatto la staffetta partigiana, quindi era dalla parte giusta. Io sono nato qui.
Non voglio dilungarmi, penso che non ci sia necessità di farlo; questo per ricordare che la realtà nella nostra Regione è una realtà complessa, una realtà stratificata, è una realtà sociale dove i Partiti nazionali - e noi siamo un Partito nazionale - evidentemente organizzano, oltre ai Valdostani di origine, anche degli immigrati, quelli che diventeranno, che devono diventare dei Valdostani di adozione. Voglio anche ricordare che il nostro Partito è contro le immigrazioni perché ritiene che ogni cittadino abbia il diritto di trovare il suo posto di lavoro laddove nasce e se questo è successo nel passato, noi ci auguriamo non debba più accadere per l'avvenire. La nostra politica a livello nazionale è tesa alla ricerca del posto di lavoro dove ciascuno nasce, dove ha la famiglia, dove ha gli affetti e gli interessi, e questo lo voglio ricordare anche perché qui si fa della facile polemica nei confronti sia del nostro Partito che della Democrazia Cristiana.
È stato detto in quest'aula nelle discussioni di ieri e di stamattina che certi accordi, certe alleanze sono state fatte a Roma, stratega Fanfani o chi sa chi. Io vi posso garantire che, per quello che riguarda il nostro Partito, non c'entra certamente né De Martino, né Mancini, né Mariotti, le decisioni sono state assunte dalla Federazione del Partito Socialista della Valle d'Aosta, dai Socialisti della Valle d'Aosta, e credo lo stesso sia successo per la Democrazia Cristiana e per altre forze politiche, anche perché questo...altro espediente retorico dell'anti-autonomismo...delle Giunte che si fanno e si disfano a Roma...a mio avviso, mostra un po' la corda. Se la Democrazia Cristiana era così potente a suo tempo e così attenta alle vicende della Valle d'Aosta, forse sarebbe anche riuscita a impedire una scissione della medesima Democrazia Cristiana, ecco, se questi grossi uomini politici nazionali non avessero nient'altro da fare che non preoccuparsi di una grossa crisi che sta attraversando il Paese, di una grossa crisi che sta attraversando la Democrazia Cristiana, una grossa crisi che sta attraversando lo stesso Partito Socialista, credo che avrebbero anche il tempo di occuparsi di noi e non ce l'hanno. Comunque, per quello che ci riguarda, noi riaffermiamo la nostra identità di Partito Socialista Italiano della Valle d'Aosta, noi abbiamo uno Statuto molto democratico, le nostre decisioni vengono prese dal Comitato Direttivo della Federazione e noi non rispondiamo a Roma e se dovessimo scegliere tra Roma e la nostra coscienza, noi sceglieremmo la nostra coscienza, tanto per essere chiari. Comunque non credo che questo problema si porrà perché non è un Partito che impone delle scelte ma consente ampia autonomia.
Voglio ancora aggiungere alcune brevissime considerazioni su quella che noi riteniamo essere l'azione del nostro Partito in materia autonomistica. Il fatto che il nostro sia un piccolo Partito in Valle d'Aosta e che organizzi anche molti lavoratori immigrati non significa che noi vogliamo agire al di fuori di quello che deve essere l'orientamento politico di tutte le forze democratiche e regionaliste che esistono in Valle d'Aosta. Noi riteniamo che il compito della classe politica sia arduo, la nostra è una comunità, una piccola comunità che è stata sconvolta dal Fascismo, sconvolta da massicce emigrazioni. Riteniamo che si debba chiudere - evidentemente non come si chiude un rubinetto - con la politica nazionale o regionale il passo a nuove emigrazioni, queste non servono a nessuno, nuocciono alla nostra Regione e nuocciono a quelli che devono abbandonare la loro terra, però riteniamo che debba essere ricercata nella Comunità valdostana un'intesa che si può sintetizzare in questo: chi viene a vivere e a lavorare in Valle d'Aosta deve accettare, deve considerare come proprio l'animus della Valle d'Aosta, la storia, la cultura, le tradizioni, la lingua della Regione e lo sforzo della classe politica e del Consiglio Regionale deve essere quello di mantenere queste prerogative e di dare ai nuovi venuti la possibilità di diventare Valdostani. Questa è la nostra considerazione, questa è la nostra opinione e noi riteniamo che questo sia molto difficile ma che ogni sforzo debba essere perseguito in questa direzione perché altrimenti si stravolgono le peculiarità e le caratteristiche di questa Regione che devono rimanere integre e intatte. Questo è un compito molto difficile e ritengo che questa Giunta lo possa affrontare; l'importante è che non vi siano fra i piedi, diciamolo pure, dei falsi problemi, delle false polemiche e delle false stupide considerazioni.
Quando questa mattina ho sentito risollevare dal Consigliere Pollicini, sia pure in forma polemica e per espediente retorico, questo tipo di discorso, ho detto: beh, Signori miei, andiamo avanti, abbiamo tante cose da fare, se vogliamo polemizzare con questa Giunta, usiamo altri argomenti. Vogliamo polemizzare con le scelte fatte dal Partito Socialista in piena autonomia? Usiamo altri argomenti. Vogliamo polemizzare con le scelte fatte dai movimenti regionalisti? Ci saranno altri argomenti, se non ci sono, aspettate, arriveranno no? Insomma l'opposizione non si può fare da un giorno all'altro, si è detto sul Comune di Aosta che il Partito Socialista ha fatto la parte del leone, intanto, è una Giunta che per forza è di transizione perché scadrà con l'8 o 9 giugno, giorno in cui avverranno le elezioni comunali.
Il Partito Socialista si è trovato a dover fare una Giunta di minoranza, ha invitato altre forze a entrare, evidentemente, la cosa non si è potuta concretizzare tenuto conto del carattere di transizione. State certi che non siamo quelli che teorizzano il premio di presenza negli organi esecutivi, abbiamo sempre solo teorizzato una presenza dignitosa, possibilmente proporzionale alla, diciamo così, rappresentanza numerica delle singole forze, comunque mai prevaricatrice, e anche in questo caso ci comporteremo di conseguenza.
Il Consigliere Chanu ha detto ieri che i Democratici Popolari non hanno mai fatto questione di posti, adesso non la stanno facendo, ma non possono neanche farla, prendiamo atto di questo fatto, però questo discorso mi sembrava un po' quello della volpe e dell'uva, che ad un certo punto, quando si è accorta di non poter saltare sul pergolato per mangiare l'uva, ha cominciato a dire che l'uva era acerba. Ecco, nient'altro.
Caveri (U.V.) - La discussione generale dura ormai da un giorno e mezzo, mi pare che sarebbe l'ora di chiudere questa discussione generale e rimandare al pomeriggio la votazione degli ordini del giorno così come prescrive il Regolamento. Il Regolamento non prescrive di rimandare al pomeriggio, volevo dire che il Regolamento stabilisce che la votazione degli ordini del giorno debba essere fatta dopo la chiusura della discussione generale. Cosa dice il Consiglio al riguardo?
Il Consigliere Pollicini ha chiesto la parola e poi il Consigliere Pedrini.
Pollicini (D.P.) - Affinché l'intervento del Consigliere Milanesio non vada a ingenerare degli equivoci, specifico che io ho detto che il termine "levantini" era un termine usato dall'Avvocato Caveri in un famoso articolo sul "Peuple" di alcuni anni fa, quindi lungi da me il dare dei levantini o del levantino alla componente socialista. Stavo mettendo in evidenza l'incoerenza dei vari Gruppi politici che formano questa maggioranza e, a proposito di incoerenza, per quanto riguarda il Partito Socialista, ricordavo che il Presidente di allora dell'Union Valdôtaine l'ha definito un Partito di levantini. Noi non abbiamo nulla nei confronti del Partito Socialista, ricordavo solo una serie di incoerenze che non sto a ripetere e che quindi il discorso era legato a un tipo di giudizio espresso dal Presidente Caveri nei confronti del Partito Socialista, nient'altro.
Caveri (U.V.) - Siccome non intendo raccogliere le provocazioni anche come Presidente del Consiglio, do la parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (P.L.I.) - Il nostro Presidente si sta dimostrando veramente abilissimo e gliene diamo atto. Dirò due parole soltanto sulla discussione generale perché penso che, dopo tutto quello che si è detto in quest'aula e non potendo essere presente più in là, evidentemente desideravo esprimere quale era il concetto del Partito Liberale.
Premessa: in due mesi il Partito Liberale ha detto tramite la mia persona che noi avremmo scelto di volta in volta il nostro comportamento secondo il comportamento della Giunta e secondo quanto la Giunta avrebbe fatto. Seconda cosa: in due mesi non si può pretendere da una Giunta che effettivamente tiri fuori l'uovo d'oro dalla gallina che prima poteva non essere adatta a fare l'uovo; evidentemente, giunti a questo punto, non si può pretendere grandi indirizzi se non quelli che sono stati dati così in linea di grande massima. Io faccio particolare riferimento a quanto ha detto il Presidente della Giunta nel campo del turismo e su questo profilo io non ho che da approvare pienamente la sua esposizione; per questi motivi, comunque, il Partito Liberale si schiera con questa Giunta, con il suo voto a favore.
Caveri (U.V.) - Siccome non c'è opposizione, almeno non risulta che ci sia opposizione alla chiusura della discussione generale, pongo in votazione la chiusura della discussione generale. Chi è favorevole alla chiusura della discussione generale è pregato di alzare la mano. Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 33
La decisione di chiudere quindi è avvenuta all'unanimità. Rimandiamo al pomeriggio alle ore 16,30 la votazione degli ordini del giorno.
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La seduta termina alle ore 12,41.
