Oggetto del Consiglio n. 74 del 25 febbraio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 74/75 - DISCUSSIONE GENERALE SUL DISEGNO DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1975.

Il Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975 predisposto dalla Giunta Regionale, è caratterizzato come per il 1974, dalla conseguita possibilità di iscrivere le entrate in base ad un adeguato e sicuro gettito delle quote regionali del riparto fiscale tra lo Stato e la Regione.

Infatti l'attuale sistema di ripartizione fiscale, basato sul principio statutario di un'unica quota fissa di ripartizione a' sensi della legge 6.12.1971 n. 1065, - concernente la revisione dell'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta, - consente di prevedere in bilancio entrate di sicuro realizzo e di programmare investimenti pluriennali in vari settori economici e sociali.

In base alla consistenza e alla natura dei tributi ammessi a riparto fiscale, quali risultano dalla Tavola n. 8 allegata alla presente relazione, il gettito annuo del riparto fiscale è destinato a subire futuri ulteriori aumenti sia per la normale lievitazione del gettito delle imposte, sia in relazione alla possibilità attribuita alla Regione di effettuare, in collaborazione con i competenti uffici delle Imposte, accertamenti intesi ad assicurare imposizioni adeguate alle possibilità contributive dei singoli.

Occorre, inoltre, tener presente che, a' sensi dell'art. 14 della legge 9.10.1971 n. 825 e successive norme di attuazione, in luogo di alcuni tributi, già ammessi a riparto e soppressi dal 1.1.1972 e dal 1.1.1973, sarà attribuita alla Regione una quota annuale consolidata corrispondente ai gettiti 1972 e 1973 dei tributi soppressi, maggiorati annualmente del 10% per il quinquennio successivo alla data di soppressione dei tributi.

Si ha, quindi, la possibilità di conseguenti future maggiori entrate che consentiranno alla Regione di finanziare le prevedibili maggiori spese di parte corrente derivanti dalla svalutazione della moneta e dal maggior costo dei servizi, specie per quanto riguarda la prevista ristrutturazione dei servizi sanitari e dei servizi di assistenza sociale.

Tenuto conto dell'importo delle entrate accertabili nel corso del 1975, - che nel loro complesso fanno registrare, rispetto al 1974, una maggior disponibilità di Lire 10.114.000.000, di cui L. 8.560.580.000 di entrate effettive -, la Giunta Regionale ha predisposto un progetto di bilancio che, pur conservando gli stanziamenti già previsti da deliberazioni del Consiglio o da leggi regionali, tiene conto delle esigenze economiche e sociali della Regione e del programma lavori formulato dai Comuni della Valle.

Per la maggior parte delle predette spese ed interventi, il Consiglio regionale sarà chiamato quanto prima ad adottare i provvedimenti legislativi ed il programma lavori di sua competenza, la cui portata investirà in pratica tutti i settori della vita economica regionale e per i quali il bilancio predisposto dalla Giunta prevede, come indicato in calce alla presente relazione, investimenti per complessive L. 34.993.156.725 così ripartiti:

1974

1975

Azione ed intervento in campo economico

L. 14.293.156.725

44,26%

40,85%

Istruzione e cultura

L. 12.930.500.000

32,28%

36,95%

Azione ed intervento in campo sociale

L. 3.399.500.000

11,94%

9,71%

Amministrazione generale

L. 2.368.000.000

5,39%

6,77%

Azione ed intervento nel campo delle abitazioni

L. 2.002.000.000

6,13%

5,72%

Totale

L. 34.993.156.725

100%

100%

SPESE

Gli stanziamenti delle singole voci e capitoli della Parte Spesa sono impostati in base al criterio di classificazione funzionale delle partite del bilancio; le previsioni rispondono alle accertate necessità dei vari servizi regionali e sono state iscritte in bilancio tenendo presente quanto segue:

A) Spese per il personale

Queste spese sono previste tenendo conto degli emolumenti in vigore, degli adeguamenti in corso e del numero dei dipendenti addetti ai servizi dell'Amministrazione Regionale, nonché del personale, insegnante e non insegnante, addetto alle scuole ed ai servizi scolastici.

Con la menzionata classificazione funzionale delle voci del bilancio regionale viene attribuito a ciascun Assessorato o servizio l'onere per la corresponsione delle retribuzioni al personale, il che consente una più facile individuazione delle spese, sia nel complesso che nell'incidenza delle spese per ogni servizio.

Il personale in servizio e le spese relative per il 1973, 1974 e 1975 risultano così distribuiti:

Assessorato o Servizio

Numero dei dipendenti in servizio nel

Importo della spesa prevista nel

1973

1974

1975

1973

1974

1975

Presidenza del Consiglio

13

12

13

54.400.000

72.900.000

84.900.000

Segreteria Generale e Segreteria Presidenza Giunta, Ufficio Stampa ed Ufficio Personale

47

48

51

230.000.000

250.000.000

302.000.000

Controllo Comuni

9

10

12

65.000.000

70.000.000

83.000.000

Assessorato alle Finanze

32

34

36

155.000.000

175.000.000

212.000.000

Servizio di custodia e manutenzione beni immobili

32

30

31

122.000.000

145.000.000

165.000.000

Servizio automezzi

14

14

13

58.000.000

68.000.000

80.000.000

Altre spese per il personale degli uffici centrali (trasferte, lavoro straordinario, premi di anzianità e pensioni dal Cap.56 al Cap.62)

-

-

-

218.000.000

387.000.000

392.000.000

Personale distaccato presso l'Ufficio Programmazione

3

3

3

12.000.000

12.000.000

16.000.000

Commissione di Coordinamento

5

4

4

7.700.000

7.700.000

9.700.000

Controllo Casa da gioco di St. Vincent

23

22

24

132.000.000

145.000.000

165.000.000

Personale Funivia Buisson-Chamois

8

8

8

31.000.000

34.000.000

42.000.000

Personale di Uffici distaccati (Roma)

4

4

4

18.300.000

19.300.000

23.300.000

Assessorato Agricoltura e Foreste

Servizi Agrari e zootecnici

49

53

50

187.000.000

223.200.000

270.200.000

Servizi Forestali

72

72

65

346.650.000

456.650.000

528.650.000

Personale saltuario addetto ai vivai forestali

-

-

7

47.000.000

47.000.000

65.000.000

Assessorato Industria e Commercio

25

28

29

130.200.000

137.800.000

157.800.000

Servizio contingentamento e Zona Franca

18

19

18

60.000.000

75.000.000

85.000.000

Assessorato ai Lavori Pubblici

52

51

51

271.000.000

311.400.000

361.400.000

Capi Cantonieri e Cantonieri stradali

37

34

33

140.000.000

145.000.000

180.000.000

Assessorato alla Pubblica Istruzione

40

38

39

181.500.000

227.500.000

267.500.000

Personale di Segreteria e subalterno delle Scuole Secondarie

185

180

191

575.000.000

610.000.000

930.000.000

Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale (Uff. Centrali, O.N.M.I. e rimborso spese per Consorzio Antitubercolare)

35

38

40

194.400.000

231.200.000

271.800.000

Servizio Assistenza all'infanzia

14

16

18

50.700.000

60.700.000

76.700.000

Centro Medicina Preventiva

3

4

5

10.000.000

10.000.000

15.000.000

Laboratorio di Igiene e Profilassi

15

17

18

92.100.000

108.000.000

128.000.000

Assessorato al Turismo

19

18

22

95.200.000

100.500.000

125.500.000

Antichità e Belle Arti

40

39

39

170.700.000

197.300.000

226.000.000

Totale personale servizi regionali

798

796

824

3.665.050.000

4.327.150.000

5.263.450.000

Maggiore spesa annua per il personale della Regione rispetto al 1973 e al 1974

808.350.000

672.100.000

936.300.000

PERSONALE SCOLASTICO

Personale scuole materne

130

102

120

112.000.000

117.500.000

347.500.000

Personale scuole elementari

690

730

790

2.224.000.000

2.948.000.000

3.343.000.000

Personale scuole secondarie I° grado

470

502

500

1.084.500.000

1.463.500.000

1.825.000.000

Personale scuole secondarie 2° grado

200

215

275

795.500.000

947.500.000

1.126.000.000

Personale scuole Istruzione professionale

120

130

100

272.600.000

284.000.000

322.500.000

Personale Corsi di Scuole serali e professionali

80

107

130

32.000.000

45.000.000

52.500.000

Personale dei Convitti regionali

18

19

18

63.000.000

85.000.000

103.000.000

Personale Scuole Popolari e Centri di lettura

6

8

6

11.000.000

14.000.000

9.500.000

1.714

1.823

1.939

4.594.600.000

5.904.500.000

7.129.000.000

Maggiore spesa annua rispetto al 1973 e 1974 per il personale scolastico

493.900.000

1.309.900.000

1.224.500.000

Totale generale del personale e delle spese per il personale

2.509

2.619

2.763

8.249.650.000

10.231.650.000

12.392.450.000

Maggiore spesa annua complessiva rispetto al 1973 e 1974 per il personale

1.302.250.000

19.820.000.000

2.160.800.000

B) Spese per servizi regionali

Le altre spese previste in bilancio sono stanziate in relazione ai programmi di lavoro, all'attività ed ai costi dei vari servizi calcolati in base agli attuali prezzi delle prestazioni, delle mercedi, dei materiali e delle forniture.

La Regione Valle d'Aosta provvede, ai sensi delle vigenti leggi, alle spese per i servizi devoluti alla sua competenza amministrativa in seguito all'avvenuta soppressione di Uffici statali e di Enti locali disposta con vari provvedimenti legislativi. Si citano, ad esempio, i seguenti provvedimenti: D.L.L. 7.9.1945 n. 545, D.L.C.P.S. 11.11.1946 n. 365 e D.L.C.P.S. 23.12.1946 n. 532.

I servizi devoluti alla competenza amministrativa della Regione sono i seguenti:

1) servizi tecnici, stradali, amministrativi, sanitari ed assistenziali (compresi: Laboratorio di Igiene e Profilassi, ecc.) già di competenza della (soppressa) Amministrazione Provinciale;

2) servizi amministrativi e di controllo (fra i quali si citano i servizi di controllo dei Comuni e degli Enti morali ed i servizi per il culto) già di competenza della (soppressa) Prefettura;

3) servizi scolastici (Scuole Elementari e Medie e personale direttivo, ispettivo, insegnante e non insegnante) già di competenza del (soppresso) Provveditorato Provinciale agli Studi, per il personale, l'ordinamento, la gestione e la disciplina delle scuole di ogni ordine e grado;

4) servizio relativo all'ordinamento degli Uffici di Conciliazione ed alla nomina, revoca o dispensa del personale addetto agli Uffici stessi (Giudici Conciliatori, Cancellieri ed Ufficiali di conciliazione);

5) servizi di vigilanza igienica e sanitaria, già di competenza del (soppresso) Ufficio Provinciale Sanitario (ex Uffici del Medico e del Veterinario provinciali);

6) servizi agrari, già di competenza del (soppresso) Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura;

7) servizi tecnici e forestali, già di competenza del (soppresso) Comando Provinciale del Corpo delle Foreste;

8) servizi già di competenza del (soppresso) Ufficio Provinciale dell'Industria e Commercio (U.P.I.C.);

9) servizi già di competenza della (soppressa) Camera Provinciale di Commercio, Industria e Agricoltura e servizi per i contingentamenti e la zona franca;

10) servizi tecnici ed amministrativi vari già di competenza dell'Ufficio del Genio Civile (concessioni e subconcessioni di acque pubbliche ad usi idroelettrici e ad usi industriali ed agricoli; lavori idraulici e di bonifica, strade non statali e lavori pubblici di interesse regionale);

11) servizi relativi alle antichità, ai monumenti, alle belle arti ed alle bellezze naturali per il territorio della Valle d'Aosta, già di competenza della Sovraintendenza alle Antichità, ai Monumenti ed alle Gallerie del Piemonte di Torino;

12) servizi già di competenza del soppresso Ente Provinciale per il Turismo.

L'Amministrazione Regionale provvede, inoltre, con personale amministrativo a proprio carico:

a) ai servizi amministrativi per il funzionamento della Giunta Giurisdizionale Amministrativa (ex Giunta Provinciale Amministrativa), in sede amministrativa;

b) ai servizi amministrativi della Federazione Regionale dell'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (O.N.M.I.);

c) ai servizi amministrativi del Consorzio Regionale Antitubercolare;

d) ai servizi di carattere statale già di competenza di Uffici e di Organi statali (soppressi) periferici delle Amministrazioni statali, le cui attribuzioni non sono state trasferite alla diretta competenza dell'Amministrazione Regionale: si citano, ad esempio, il servizio elettorale, il servizio patenti e depenalizzazioni, il servizio per il culto, nonché il servizio relativo alle contabilità erariali per spese e lavori vari e per la gestione di fondi erariali per la Pubblica Sicurezza e per l'accasermamento dei Corpi Armati di Polizia (le entrate e le spese relative alle contabilità erariali di cui si tratta formano oggetto di contabilità separate e di rendiconti particolari da darsi ai vari Ministeri e non entrano, quindi, a far parte del bilancio regionale).

Nel loro complesso, le spese previste nel bilancio di previsione per l'anno 1975 ammontano a complessive L. 62.234.000.000 (di cui Lire 50.470.850.000 di spese effettive) e sono ripartite come segue:

- Spese complessive di bilancio

L. 62.234.000.000

- Partite che si compensano nella Entrata (partite di giro e contabilità speciali)

L. 11.763.150.000

Spese effettive risultanti

L. 50.470.850.000

Di cui L. 1.000.000.000 finanziate con mutui passivi

RIPARTIZIONE DELLE SPESE EFFETTIVE PER ASSESSORATI

Spese correnti

Spese in conto capitale

Totale per Assessorato

Importo

%

Importo

%

Importo

%

Presidenza del Consiglio

273.400.000

0,54

5.000.000

0,01

278.400.000

0,55

Finanze compreso rimborso di prestiti

6.399.498.275

12,68

9.684.156.725

19,19

16.083.655.000

31,87

Agricoltura

1.911.850.000

3,79

4.740.000.000

9,39

6.651.850.000

13,18

Industria e Commercio

906.800.000

1,80

550.000.000

1,09

1.456.800.000

2,89

LL.PP.

1.292.400.000

2,56

7.469.000.000

14,80

8.761.400.000

17,36

Pubblica Istruzione

9.958.500.000

19,73

55.000.000

0,11

10.013.500.000

19,84

Sanità

3.513.245.000

6,96

329.500.000

0,65

3.842.745.000

7,61

Turismo

1.627.500.000

3,22

1.755.000.000

3,48

3.382.500.000

6,70

TOTALE

25.883.193.275

51,28

24.587.656.725

48,72

50.470.850.000

100

RIPARTIZIONE DELLE SPESE EFFETTIVE PER SETTORI DI INVESTIMENTO

(Sezioni)

Sezione

Spese correnti

Spese in conto capitale

Totale per sezioni

Importo

%

Importo

%

Importo

%

Amministrazione generale (compreso rimborso di prestiti)

2.936.898.275

5,82

2.368.000.000

4,69

5.304.898.275

10,51

Istruzione e Cultura

10.405.500.000

20,61

2.325.000.000

4,61

12.730.500.000

25,22

Azione ed intervento in campo sociale

3.521.245.000

6,98

3.149.500.000

6,24

6.670.745.000

13,22

Azione ed intervento in campo economico

5.394.550.000

10,69

10.143.156.725

20,10

15.537.706.725

30,79

Azione ed intervento nel campo delle abitazioni

---

---

1.162.000.000

2,30

1.162.000.000

2,30

Oneri non ripartibili

3.625.000.000

7,18

5.440.000.000

10,78

9.065.000.000

17,96

TOTALI

25.883.193.275

51,28

24.587.656.725

48,72

50.470.850.000

100

Le spese di parte corrente non abbisognano di particolare illustrazione; si tratta di spese di carattere obbligatorio, non dilazionabili e necessarie per il normale espletamento dei vari servizi di istituto della Regione.

Per la ripartizione delle spese stanziate in bilancio si fa riferimento ai singoli capitoli del bilancio stesso che con la previsione del 1975 indicano le variazioni avvenute nei confronti delle previsioni originarie del bilancio 1974.

Nel loro complesso le spese di parte corrente previste, per il 1975, in complessive L. 25.883.193.275, fanno registrare un incremento di L. 3.832.581.000 rispetto alle previsioni del 1974.

Distintamente per funzione o settore di investimento tale incremento risulta così distribuito:

Amministrazione generale

In più

L. 323.781.000

Istruzione e cultura

In più

L. 1.976.700.000

Azione e intervento in campo sociale

In più

L. 444.600.000

Azione e intervento in campo economico

In più

L. 1.267.000.000

Oneri non ripartibili

In meno

L. 179.500.000

Totale

L. 3.832.581.000

LE SPESE DEL BILANCIO DELLA REGIONE RIPARTITE PER SETTORI DI INVESTIMENTO (Comprese quelle incluse nel fondo di riserva - cap. n. 271 - per leggi in corso "Allegato F" al bilancio)

Trascurando le spese di parte corrente, le spese in conto capitale (comprese le spese per l'istruzione e la cultura che, per la loro particolare natura, possono essere considerate come investimenti intesi a favorire lo sviluppo sociale ed economico della popolazione) risultano ripartite nei seguenti settori di investimento:

ISTRUZIONE E CULTURA

Le spese per l'istruzione e la cultura ammontano a complessive Lire 12.930.500.000 e sono ripartite come segue:

1974

1975

- Spese per le Scuole di ogni ordine e grado

8.114.500.000

10.013.500.000

- Spese per corsi di addestramento professionale (in carico all'Assessorato Industria e Commercio)

60.000.000

76.000.000

- Spese per la Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti

759.300.000

921.000.000

- Spese e contributi per la costruzione di edifici scolastici (in carico all'Assessorato ai Lavori Pubblici)

1.420.000.000

1.720.000.000

- Spese previste al fondo di riserva per le leggi in corso; per l'istituzione di biblioteche regionali

----

200.000.000

10.353.800.000

12.930.500.000

AZIONE ED INTERVENTO IN CAMPO ECONOMICO

All'importo di L. 13.143.156.725 di spese in conto capitale, comprensivo di L. 3.000.000.000 stanziati per integrare il fondo di rotazione regionale, compresi gli oneri per concessioni di garanzie fidejussorie per finalità produttive, si debbono aggiungere L. 1.150.000.000 incluse nel fondo di riserva per leggi in corso di perfezionamento (cap. 271 del bilancio). L'investimento complessivo di L. 14.293.156.725 risulta ripartito come segue:

1974

1975

- Investimenti per l'Agricoltura e le Foreste (di cui 450 milioni stanziati sul fondo di riserva per leggi in corso - All. F n. 5 e 6)

5.152.725.000

4.790.000.000

- Investimenti intesi a favorire lo sviluppo di attività economiche (Industria e Commercio)

450.000.000

550.000.000

- Investimenti diversi per opere di pubblica utilità:

a) studi e progettazione lavori - 350.000.000

b) spese contributi per opere stradali (di cui Lire 50.000.000 stanziate sul fondo di riserva per leggi in corso - All. F n. 7) - 210.000.000

c) altri interventi per lavori pubblici - 427.000.000

2.317.000.000

2.987.000.000

- Investimenti di interesse turistico:

a) piani regolatori cap. 845 e 857 - 35.000.000

b) campo d'aviazione di Aosta - 20.000.000

c) intervento finanziario per ammortamento di mutui per l'industria alberghiera - 80.000.000

d) contributi diversi per il potenziamento delle attrezzature turistiche e sportive (cap. 844-853-855 e per L. 200.000.000 cap. 271 all. F n. 10) - 1.160.000.000

1.100.000.000

1.295.000.000

- Investimenti in carico all'Assessorato alle Finanze:

a) Integrazione al fondo regionale di rotazione

---

3.000.000.000

b) contributi ai Comuni su mutui contratti per l'esecuzione di opere di pubblica utilità comprese L. 250.000.000 stanziate per finanziamenti, a mezzo mutui, a favore di Comuni e di Comunità montane (Cap. 271 All. F n. 3)

805.156.725

805.156.725

c) contributi al Comune di St. Vincent per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità di interesse turistico

285.000.000

336.000.000

d) partecipazioni azionarie di cui L. 200.000.000 stanziate sul Cap. 271 All. F n. 4

300.000.000

500.000.000

Totale spese effettive di investimento nel settore economico

10.409.881.725

14.263.156.725

e) concessione di garanzie fideiussorie per finalità produttive

3.789.580.000

30.000.000

Totale investimenti nel settore economico

14.199.461.725

14.293.156.725

AZIONE ED INTERVENTO NEL CAMPO DELLE ABITAZIONI

Gli investimenti in questo settore dell'attività economica ammontano a complessive Lire 1.162.000.000 cui vanno aggiunte Lire 840.000.000 incluse nel fondo di riserva per leggi in corso di perfezionamento.

Le spese relative ammontanti a complessive Lire 2.002.000.000 sono ripartite come segue:

1974

1975

- Contributi nelle spese di costruzione e ripristino di fabbricati rurali (agricoltura)

400.000.000

400.000.000

- contributi nelle spese per il miglioramento dell'edilizia locale (turismo)

110.000.000

110.000.000

- contributo nelle spese di ammortamento di mutui assunti per l'edilizia popolare (finanze per 9° annualità)

390.000.000

430.000.000

- spese sui fondi dello Stato per l'incentivazione dell'attività edilizia legge 1.6.1971 n. 291

20.000.000

20.000.000

- spese per l'acquisizione di aree a norma della legge 22.10.1971 n. 865

---

200.000.000

- spese per sistemazione fabbricati danneggiati da calamità naturali

5.000.000

2.000.000

- altri interventi per l'edilizia popolare ed economica (fondo di riserva Cap. 271 All. F n. 1 e 2)

1.040.000.000

840.000.000

Totale investimenti nel settore delle abitazioni

1.965.000.000

2.002.000.000

AZIONE ED INTERVENTO IN CAMPO SOCIALE

Le spese per questa categoria di interventi ammontano a complessive Lire 3.149.500.000 cui vanno aggiunte Lire 250.000.000 incluse nel fondo di riserva per leggi in corso di perfezionamento, con una spesa complessiva, in questo settore di investimento, di Lire 3.399.500.000, così ripartite:

1974

1975

- spese e contributi per la costruzione di acquedotti

1.000.000.000

1.110.000.000

- spese e contributi per la costruzione di fognature ed opere varie per il risanamento igienico degli abitati

940.000.000

1.500.000.000

- spese per interventi nel campo ospedaliero

200.000.000

---

- spese per il servizio di incenerimento rifiuti solidi

200.000.000

200.000.000

- spese di arredamento e sistemazione locali ed attrezzature tecnico-sanitarie

109.500.000

139.500.000

- spese sul fondo ospedaliero nazionale

19.646.000

20.000.000

- spese per asili nido

150.630.000

170.000.000

- spese per lavori di sistemazione dell'Ospedale Psichiatrico di Grugliasco

10.000.000

10.000.000

- spese previste al fondo di riserva per leggi in corso (Cap. 271 n. 1 e 2):

a) per l'ultimazione della costruzione dell'Ospedale Geriatrico (Cap. 271 All. F n. 8) - 250.000.000

b) interventi per la riforma sanitaria in Valle d'Aosta

1.200.000.000

250.000.000

TOTALE generale investimenti nel campo sociale

3.829.776.000

3.399.500.000

AMMINISTRAZIONE GENERALE

1974

1975

Gli interventi relativi all'amministrazione generale ammontano a Lire 2.368.000.000 ripartite come segue:

- spese per acquisto di beni patrimoniali (comprese L. 1.000.000.000 per la costruzione della Caserma dei Carabinieri di Aosta)

1.670.000.000

2.308.000.000

- spese per sistemazione ed arredamento di stabili e spese per acquisto di mobili e automezzi (ivi comprese L. 5.000.000 in carico alla Presidenza del Consiglio regionale)

60.000.000

60.000.000

1.730.000.000

2.368.000.000

Le spese in conto capitale stanziate nel bilancio per il 1975 comprese le spese correnti della Sezione II^ (Istruzione e Cultura), le somme incluse nel fondo di riserva per leggi in corso (Cap. 271), e l'importo di Lire 3.000.000.000 in conto integrazione del fondo regionale di rotazione, ammontano a complessive Lire 34.993.156.725 ripartite come segue:

1971

1972

1973

1974

1975

Sezione 1 -Amministrazione generale

2.368.000.000

9,77%

8,18%

6,63%

5,39%

6,77%

Sezione 2 - Istruzione e cultura

12.930.500.000

36,12%

28,60%

27,45%

32,28%

36,95%

Sezione 3 -

Azione e intervento nel campo sociale

3.399.500.000

6,18%

8,22%

8,66%

11,94%

9,71%

Sezione 4 -

Azione e intervento in campo economico

14.293.156.725

43,92%

52,02%

47,04%

44,26%

40,85%

Sezione 5 -

Azione e intervento nel campo delle abitazioni

2.002.000.000

4,01%

2,98%

10,22%

6,13%

5,72%

34.993.156.725

100%

100%

100%

100%

100%

Allegati

BILANCIO PREVENTIVO 1975

QUADRI DI RAFFRONTO

Allegato A

Quadro generale di raffronto fra le previsioni attive 1975 e le previsioni 1974 (ENTRATE)

Allegato B

Quadro generale di raffronto fra le previsioni passive 1975 e le previsioni 1974 (SPESE)

Allegato C

Quadro riassuntivo di raffronto fra le maggiori e le minori spese stanziate per ciascun Assessorato in conto previsioni 1975 rispetto alle previsioni del bilancio 1974

TAVOLE RIASSUNTIVE

Tavola n. 1

Prospetto riassuntivo delle entrate e spese per il 1975

Tavola n. 2

Prospetto delle entrate e spese per il 1975

Tavola n. 3

Ripartizione, in valore assoluti, delle spese per Assessorato, titolo e funzione

Tavola n. 4

Ripartizione percentuale delle spese per funzione e raffronto percentuale dal 1968 al 1975

Tavola n. 5

Ripartizione delle spese totali in valore assoluto ed in percentuale per Assessorato e per funzione

Tavola n. 6

Ripartizione delle spese, in valori assoluti, per categorie e per Assessorato

Tavola n. 6 bis

Ripartizione delle spese in valore assoluto ed in percentuale in relazione ai titoli ed alle categorie del bilancio (classificazione economica)

Tavola n. 6 ter

Ripartizione delle spese EFFETTIVE in valore assoluto ed in percentuale in relazione ai titoli e alle categorie del bilancio (con esclusione delle spese per partite di giro e delle spese per concessione di crediti e fideiussioni per finalità produttive)

Tavola n. 7

Prospetto riassuntivo dei mutui e dei prestiti passivi in carico alla Regione al 1.1.1975 con l'indicazione delle relative annualità di ammortamento

Tavola n. 8

Previsioni gettito 1975 di ripartizione fiscale in applicazione della legge 6 dicembre 1971 n. 1065

CONTO DEI RESIDUI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 1973

Tavola A

Elenco dei residui attivi in carico al 31 dicembre 1973

Tavola B

Elenco dei residui passivi in carico al 31 dicembre 1973

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Disegno di legge regionale n. 97

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE..... n. .......: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 1975.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È approvato, in conformità al progetto votato dal Consiglio regionale nell'adunanza del ... 1975 (provvedimento n. ...), nei singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1975 che prevede, nel complesso, ed in pareggio, l'ammontare di Lire sessantaduemiliardiduecentotrentaquattromilioni per i capitoli dello stato di previsione della ENTRATA (allegato A) e l'ammontare di Lire sessantaduemiliardiduecentotrentaquattromilioni per i capitoli dello stato di previsione della SPESA (allegato B), secondo le risultanze riassuntive e finali del prospetto riepilogativo del bilancio (allegato C).

Art. 2

Sono autorizzati, per quanto di competenza della Regione, per l'anno finanziario 1975, a' sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1065, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate per tributi e quote di tributi previsti nello stato di previsione della ENTRATA del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed Uffici soppressi, i cui servizi sono stati trasferiti all'Amministrazione regionale a' sensi di legge.

Art. 3

L'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo e delle spese per la gestione dei servizi regionali saranno deliberati, a' sensi di legge e di regolamento, dalla Giunta regionale nei limiti complessivi di spesa annua degli appositi stanziamenti del bilancio.

Art. 4

I prelievi di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine (capitolo 204) e la iscrizione delle somme stesse ai competenti capitoli di spesa recanti stanziamenti insufficienti saranno approvati con provvedimenti della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze.

È all'uopo approvato il seguente elenco allegato D annesso alla presente legge:

Elenco allegato D: spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della SPESA del bilancio per l'anno finanziario 1975, ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine con provvedimenti della Giunta regionale.

Art. 5

I prelevamenti dal fondo di riserva per le spese impreviste (capitolo 205) e la loro iscrizione ai vari capitoli del bilancio saranno approvati con provvedimenti della Giunta da convalidare con legge regionale.

Art. 6

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 206 della parte SPESA del bilancio, le spese per complessive Lire unmiliardoottocentonovantaquattro milioni di cui all'Allegato E annesso alla presente legge e, sul capitolo 271 della parte SPESA del bilancio, le spese per complessive Lire duemiliardiquattrocentoquaranta milioni di cui all'allegato F annesso alla presente legge; i prelievi di somme da tali capitoli di spesa saranno autorizzati con provvedimenti legislativi regionali.

Art. 7

L'Assessore regionale alle Finanze è autorizzato ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati ed entro i limiti di spesa degli appositi stanziamenti del bilancio, il pagamento delle spese concernenti i salari spettanti al personale giornaliero, agli operai e manovali provvisori addetti ai cantieri di lavoro gestiti dalla Regione o addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, delle spese per assegni e salari al personale a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali e ai cantieri scuola di rimboschimento, nonché il pagamento delle spese, anche non ricorrenti, preventivamente deliberate dal Consiglio o dalla Giunta con l'espressa autorizzazione alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento.

Art. 8

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 267 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire venti milioni per la concessione dei contributi previsti dall'art. 8 della legge 1° giugno 1971, n. 291, spesa da approvare e liquidare con deliberazione della Giunta regionale.

Art. 9

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 333 della parte SPESA del bilancio la spesa di Lire trenta milioni, sul capitolo 334 la spesa di Lire quaranta milioni e sul capitolo 340 la spesa di Lire ventitré milioni per le finalità previste dalla legge regionale 10 maggio 1952, n. 2, concernente provvedimenti in materia di pesca e per le finalità previste dalla legge regionale 23 maggio 1973, n. 28, modificata con legge regionale 10 dicembre 1974, n. 47, concernente interventi per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 10

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 364 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quattrocento milioni per la concessione di sussidi e per interventi regionali nelle spese per la costruzione ed il riattamento di strade poderali e vicinali, secondo le norme e modalità stabilite con legge regionale 14 agosto 1962, n. 17, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 11

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 367 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire trecento milioni per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 50 in data 7 aprile 1955, n. 167 in data 18 dicembre 1959, n. 115 in data 13 luglio 1962 e n. 192 in data 30 dicembre 1966, concernenti provvidenze intese a favorire lo sviluppo dell'attrezzatura agricola locale, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 12

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 369 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire seicento milioni per la concessione di contributi e sussidi per la costruzione, la sistemazione e la riparazione di canali di irrigazione e di opere e di impianti irrigui, secondo le norme e modalità stabilite con i provvedimenti consiliari n. 45 in data 7 aprile '55 e n. 114 in data 15 giugno 1963, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 13

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 375 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire novecento milioni per provvedimenti concernenti rimboschimenti, sistemazione di terreni franosi, viabilità montana, arginature e correzioni torrenti, paravalanghe e per l'esecuzione di opere pubbliche nei comprensori di bonifica montana, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 14

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 376 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire dieci milioni per le finalità previste dalla legge regionale 28 settembre 1951, n. 3, concernente provvedimenti per promuovere la silvicoltura.

Art. 15

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sui capitoli 390, 392, 393, 406 e 426 della parte SPESA del bilancio, la complessiva spesa di Lire centoquarantotto milioni, ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per le finalità previste dai rispettivi richiamati articoli delle leggi statali 2 giugno 1961, n. 454, 23 maggio 1964, n. 404, 27 ottobre 1966, n. 910, sull'attuazione dei Piani quinquennali di sviluppo dell'agricoltura e della zootecnia, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 16

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 440 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quattrocento milioni per sussidi ad opere di miglioramento fondiario e per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 47 in data 7 aprile 1955, n. 37 in data 31 marzo 1959 e n. 115 in data 15 giugno 1963, concernenti provvedimenti a favore dell'edilizia rurale, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 17

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 473 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire cinquanta milioni, sul capitolo 486 la spesa di Lire quattrocento milioni e sul capitolo 487 la spesa di Lire centocinquanta milioni, per contributi e sussidi da concedere per le finalità previste dalle leggi vigenti e dai provvedimenti consiliari n. 65 in data 3 agosto 1951, n. 79 in data 5 maggio 1955, n. 155 in data 24 giugno 1967, n. 72 in data 29 maggio 1957, n. 155 in data 22 dicembre 1961, n. 98 in data 21 aprile 1967, n. 347 in data 13 dicembre 1967 e n. 175 in data 2 aprile 1973, concernenti provvedimenti a favore delle piccole e medie industrie, delle imprese artigiane e commerciali e dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8 per contributi straordinari ad imprese industriali.

Art. 18

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 480 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire trentacinque milioni per le finalità previste dalla legge regionale 9 maggio 1963, n. 12, concernente l'istituzione dell'Ente Valdostano per l'Artigianato Tipico, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 19

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 505 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire trecentoventi milioni, sul capitolo 508 la spesa di Lire settantacinque milioni, sul capitolo 548 la spesa di Lire cinquecento milioni, sul capitolo 549 la spesa di Lire ottanta milioni e sul capitolo 550 la spesa di Lire ottanta milioni per la manutenzione delle strade regionali, comunali e consorziali, per la costruzione, il ripristino e la manutenzione straordinaria di opere stradali di interesse regionale, nonché di opere danneggiate da frane, alluvioni e da altre calamità e per la loro prevenzione, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 20

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 564 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire venti milioni per gli interventi tecnico-finanziari della Regione per l'impianto di linee elettriche e telefoniche per l'allacciamento di località e frazioni isolate, previsti dalle leggi regionali 22 giugno 1964, n. 8 e 20 marzo 1970, n. 10, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 21

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 565 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire venti milioni per contributi nelle spese per il ripristino di opere danneggiate da frane, alluvioni ed altre calamità e per la loro prevenzione.

Art. 22

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 706 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventitré milioni per la vaccinazione obbligatoria del bestiame ai fini profilattici e per il funzionamento del posto di controllo sanitario di Pont St. Martin, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 23

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, la spesa di Lire trentaduemilionisettecentoquarantacinquemila sul capitolo 729 del bilancio e la spesa di Lire centoquaranta milioni sul capitolo 730 del bilancio concernenti, rispettivamente, il contributo annuo ordinario dovuto al Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta e contributi straordinari da concedere per spese di assistenza di tubercolotici poveri, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta regionale a' sensi delle leggi vigenti e del provvedimento consiliare n. 170 in data 18 dicembre 1959 e successive modificazioni.

Art. 24

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sui capitoli 748 e 749 della parte SPESA del bilancio, rispettivamente, la spesa di Lire centosessanta milioni per spese e contributi concernenti l'assistenza ed il ricovero di minori e di malati poveri in Istituti ed in luoghi di cura e la spesa di Lire sessanta milioni per assistenza climatica all'infanzia, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 25

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, la spesa di Lire quindici milioni sul capitolo 814 e la spesa di Lire sessanta milioni sul capitolo 853 del bilancio per le finalità previste dalle leggi regionali 10 gennaio 1961, n. 2 e 9 maggio 1963, n. 11, recanti provvidenze per l'incremento del patrimonio alpinistico, (rifugi ed altre opere alpine) e per l'attrezzatura ed il funzionamento dei servizi del Corpo di Soccorso Alpino, spesa da approvare e liquidare secondo le modalità ed i criteri previsti dalle precitate leggi regionali.

Art. 26

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 850 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire venti milioni per impianti, attrezzature per il campo regionale di aviazione di Aosta e per la relativa stazione climatologica, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 27

È approvato il seguente riepilogo da cui risulta il complesso delle entrate e delle spese del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1975 come da Allegati A, B e C annessi alla presente legge:

Riepilogo delle Entrate e Spese

ENTRATE

Avanzo di amministrazione

7.000.000.000

Titolo I

Entrate tributarie

32.407.715.000

Titolo II

Entrate extra tributarie

21.812.285.000

_____________

TOTALE TITOLI I E II

54.220.000.000

54.220.000.000

Titolo III

Alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti

14.000.000

Titolo IV

Accensione di prestiti

1.000.000.000

_____________

TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE

62.234.000.000

_____________

SPESE

TITOLO I

Spese correnti

TITOLO II

Spese in conto capitale

TOTALE

PRESIDENZA CONSIGLIO REGIONALE

273.400.000

5.000.000

278.400.000

Assessorati:

FINANZE

17.869.771.180

9.684.156.725

27.553.927.905

AGRICOLTURA E FORESTE

1.911.850.000

4.740.000.000

6.651.850.000

INDUSTRIA E COMMERCIO

906.800.000

550.000.000

1.456.800.000

LAVORI PUBBLICI

1.292.400.000

7.469.000.000

8.761.400.000

PUBBLICA ISTRUZIONE

9.958.500.000

55.000.000

10.013.500.000

SANITA' ED ASSISTENZA SOCIALE

3.513.245.000

329.500.000

3.842.745.000

TURISMO, ANTICHITA' E BELLE ARTI

1.627.500.000

1.755.000.000

3.382.500.000

_______________________________________________

TOTALE PER TITOLI

37.353.466.180

24.587.656.725

61.941.122.905

____________________________________

TITOLO III RIMBORSO DI PRESTITI

292.877.095

_______________

TOTALE COMPLESSIVO DELLE SPESE

62.234.000.000

_______________

RIASSUNTO GENERALE

ENTRATE

L. 62.234.000.000

SPESE

L. 62.234.000.000

Art. 28

La presente legge è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.

Aosta, li

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Allegato A: Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 1975

Allegato B: Stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1975

Allegato C: Prospetto riassuntivo delle entrate e delle spese del bilancio della regione per l'anno finanziario 1975

Allegato D: Spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1975 ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine, con provvedimenti della Giunta regionale.

Allegato E: Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri (Spese correnti) derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento

Allegato F: Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri (Spese in conto capitale) derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento

Allegato G: Dimostrazione dell'avanzo di amministrazione applicato al bilancio preventivo per l'anno finanziario 1975

Allegato H: Prospetto dimostrativo delle spese in conto capitale cui è destinato l'avanzo di amministrazione iscritto nel bilancio preventivo per l'anno finanziario 1975

Allegato I: Elenco delle garanzie fideiussorie prestate dalla Regione autonoma Valle d'Aosta in forza di disposizioni legislative.

Aosta, li

Allegati (omissis)

Caveri (U.V.) - Passiamo all'oggetto n. 6.

In sostanza dobbiamo esaminare tre documenti: il disegno di legge, la relazione e il bilancio stesso.

Io penso che il Consiglio vorrà seguire lo stesso ordine nell'esame e nella discussione che è stato seguito negli anni precedenti, cioè vi sarà prima una relazione dell'Assessore alle Finanze, poi una relazione, un intervento del Presidente della Giunta (alla fine, dopo gli interventi di tutti i Consiglieri), negli altri anni si faceva diversamente, comunque facciamo questa innovazione. I vari interventi dei vari Consiglieri e poi la lettura dei titoli e delle categorie e in seguito la votazione.

La parola all'Assessore alle Finanze.

Fosson (U.V.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, al momento dell'elezione di questa Giunta, il 28 dicembre 1974, il Presidente Andrione nelle sue dichiarazioni affermava tra l'altro: in tempi brevi la nuova Giunta presenterà il bilancio che rimarrà un bilancio tradizionale, naturalmente, perché rivoluzionare le cose non è compito di una Giunta di transizione. Ci siamo messi subito al lavoro e possiamo affermare di aver portato a termine il nostro compito a tempo di record. Chi ha fatto parte della Giunta sa infatti quale aggravio di lavoro comportino specialmente per l'Assessorato delle Finanze gli impegni che durante tutto il mese di gennaio si scaricano sull'aggiunta formale del 31 dicembre e l'accumulo di pagamenti concernenti il bilancio dell'anno vecchio e dell'esercizio provvisorio dell'anno nuovo.

Sormontando ogni difficoltà, il 3 febbraio la Giunta approvava il progetto di bilancio di previsione per l'anno 1975. Il 14 febbraio i vari allegati venivano distribuiti ai Signori Consiglieri. Per rispettare questa data, è stato necessario richiedere un impegno non indifferente ai funzionari dell'Assessorato, che hanno lavorato anche il sabato e la domenica, a loro desidero rivolgere pubblicamente il mio ringraziamento. Un ringraziamento particolare a coloro che hanno passato alcune notti a tirare tutte le copie della relazione e del progetto di bilancio, fra essi l'addetto alla copiatrice della Presidenza del Consiglio.

Fatta questa premessa, passiamo ad esaminare il bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975, bilancio dichiaratamente tradizionale per i motivi detti all'inizio.

A questo punto mi sia permessa una battuta: pur avendo a disposizione il tempo necessario ed il conforto dei ponderosi studi sulla programmazione, sono forse stati rivoluzionari i bilanci di questi ultimi anni? Lascio ad ognuno di voi la risposta. Non avendo la pretesa e l'esigenza di presentare il documento che vi viene sottoposto sotto una falsa luce riformatrice e volendo rimanere nella mia qualità di Assessore alle Finanze su un piano essenzialmente tecnico, cercherò di non appesantire la mia relazione con troppi dati dettagliati. Essi sono d'altra parte abbondantemente riportati nel progetto di bilancio e nelle numerose tavole allegate alla relazione che avete sott'occhio.

Mi rimetterò quindi a mettere in evidenza alcune cifre atte a riassumere le principali variazioni del bilancio 1975 rispetto a quelle del 1974. Andando per ordine incomincerò con la previsione dell'entrata. L'avanzo di amministrazione di 2 miliardi 730 milioni del 1974 passa a 7 miliardi nel 1975 con una variazione in aumento di 4 miliardi 270 milioni. La dimostrazione dell'avanzo di amministrazione applicato al bilancio la potete trovare nell'allegato G).

Le entrate tributarie: da 26.165.015.000 passano a 32.407.715.000, con un aumento di 6.242.700.000. Le due voci principali sono: 4.219.000.000 per quote fisse di riparto fiscale; 2.000.000.000 per proventi Casa da gioco di Saint-Vincent, previsione quest'ultima che, come al solito, è stata doverosamente tenuta prudenziale. Le entrate extra tributarie passano da: 11.001.255.000 a 10.049.135.000 con una diminuzione di 952.120.000.

Vi sono in questo titolo delle poste in aumento e alcune in diminuzione. Fra le prime citerò un aumento di 200 milioni di quota fissa di riparto dovuta ai diritti sanitari visita bestiame e 835.605.000 di aumento di altre entrate dovute in gran parte all'aumento degli interessi su giacenza di cassa. Fra le seconde una diminuzione di 212.725.000 sui contributi dello Stato o in conto "Piano Verde". Per quest'ultimo è previsto il rifinanziamento della legge, quando saranno note le nuove assegnazioni, si farà in proposito una variazione di bilancio iscrivendo nei singoli capitoli le somme relative come si è sempre fatto in passato.

Per quanto concerne il contributo dello Stato per le Comunità Montane, nel 1974 erano stati portati in bilancio 975.000.000 nell'Assessorato Agricoltura, corrispondenti a due annualità, cioè 1973 e 1974. Per il 1975 questa posta è passata a zero, per il momento. È previsto il rifinanziamento della legge per altri tre anni. Da indicazioni ufficiose, la nostra Regione dovrebbe avere un'assegnazione di circa 680.000.000 per il 1975 e 1 miliardo circa per il 1976 e 1 miliardo circa per il 1977. La legge è già passata al Senato, deve passare alla Camera e quindi anche per questo vale lo stesso discorso fatto prima per i fondi del "Piano Verde" per quando saranno assegnati. Una diminuzione di 800 milioni vi è infine sulla voce "Contributo dello Stato per i programmi regionali di sviluppo", che è la legge 281. Contro una previsione di 5 miliardi nel corso del 1974 sono stati assegnati alla Regione su questo capitolo circa 4 miliardi 750 milioni per gli anni 1973 e 1974, dico assegnati, perché gran parte di questi fondi non sono stati ancora accreditati. Per il 1975 la previsione è stata fatta, d'accordo con tutte le altre Regioni, calcolando un aumento del 20% sull'assegnazione di competenza del 1974, a questa si è aggiunta l'integrazione della legge 512 ammontante a 380 milioni.

Nella voce "Accensione di prestiti" per il 1975 è stato previsto solo il mutuo per la Caserma dei Carabinieri per un miliardo, quindi diminuzione di un miliardo nei prestiti.

Le partite di giro passano da: 6.420.150.000 a 11.763.150.000 con un aumento di 5.343.000.000 dovuto in gran parte ai 4 miliardi 833 milioni che è l'ammontare del nuovo fondo ospedaliero, che, anche qui, entra nelle partite di giro perché c'è l'entrata e c'è la corrispettiva uscita perché lo riversiamo all'Ospedale.

Allo scopo di non gonfiare ulteriormente il bilancio, si è ritenuto di stralciare i 3.789.580.000 costituenti l'ammontare delle varie garanzie fideiussorie prestate dalla Regione a tutto il 31 dicembre 1974. L'apposita legge è già stata votata dal Consiglio prima di quella che stiamo discutendo, non ritengo sia il caso di ripetere le considerazioni già fatte.

Il raffronto finale sulle entrate si può così sintetizzare: totale generale delle entrate comprensive delle partite di giro 1974: 52.120.000.000; 1975: 62.234.000.000 con un aumento di 10.114.000.000 che sarebbe salito a 66.023.580.000 se non avessimo stralciato quelle garanzie fideiussorie.

Totale disponibilità effettiva di bilancio:

- 1974: 41.910.270.000

- 1975: 50.470.850.000, cioè disponibilità effettiva, stralciate tutte le partite di giro che sono poste in entrata e poste in uscita senza permettere di avere una spesa effettiva, con un aumento di 8.560.580.000 che corrisponde circa a un 20% delle entrate effettive, 20% di cui parleremo, infatti dirò ancora qualche cosa in un secondo tempo su queste cifre e 20% che corrisponde pressappoco a quello che è stato il tasso annuo di inflazione.

Per quanto concerne la spesa, avremo occasione di entrare nei dettagli durante la discussione, mi limiterò quindi ad evidenziare qualche elemento: le spese correnti passano da 22.050.612.275 del 1974 a 25 miliardi 883 milioni 193 mila 275 nel 1975, con un aumento di 3.832.581.000. Le spese in conto capitale o di investimento passano da 19.859.657.725 nel 1974 a 24.587.656.725 nel 1975 con un aumento di 4.727.999.000. L'incidenza percentuale delle spese correnti sulle spese effettive di bilancio scende da 52,61% del 1974 a 51,28% nel 1975; mentre l'incidenza percentuale delle spese in conto capitale sulle spese effettive di bilancio aumenta da 47,39% del 1974 a 48,72% del 1975.

Una voce che va tenuta presente in modo particolare è quella riguardante il personale. Per il personale dei servizi regionali la spesa ammonta nel 1975 a Lire 5.263.450.000 con un aumento di 936.300.000 sul 1974. Per il solo personale scolastico la previsione per il 1975 è di 7.129.000.000 con un aumento di 1.224.500.000 sul 1974. Il totale delle spese per il personale ammonta nel 1975 a lire 12.392.450.000 con un aumento di 2.160.800.000 sul 1974. L'inflazione non si riflette solo sulla spesa del personale, ma direi in misura ancora maggiore sugli attuali prezzi delle prestazioni dei materiali e delle forniture, quasi tutti i capitoli dei vari Assessorati sono quindi stati aumentati, in misura maggiore quelli dei Lavori Pubblici per sopperire anche al venir meno della legge dello Stato n. 1090 che prevedeva i contributi per le opere pubbliche.

Per quanto concerne la diminuzione di 400 milioni risultante nel quadro generale per l'Assessorato dell'Agricoltura, si deve tenere conto di quanto ho detto all'inizio in merito al "Piano Verde" e delle Comunità Montane, fondi che andranno sugli appositi capitoli dell'Agricoltura quando saranno assegnati.

Per l'Agricoltura sono inoltre previsti 900 milioni ai nn. 7-8-9-10 dell'allegato E) con la cifra di 800 milioni per il verde agricolo e 650 milioni ai nn. 4-5-6 dell'allegato F) dove ci sono 250 milioni per fabbricati, per la raccolta di prodotti agricoli, 200 milioni per l'integrazione del fondo di risanamento e 200 milioni per la sottoscrizione alla Centrale del latte che ogni anno va a zero per il fatto che ha delle forti perdite e di questo avremo occasione di parlare perché, permettetemi solo che faccia una parentesi, il Consiglio dovrà - penso - occuparsene molto presto perché è ridicolo che si continui a integrare delle perdite che non vanno a vantaggio degli agricoltori ma sono dovute esclusivamente al costo del latte che viene pagato e poi venduto anche fuori Valle a un prezzo inferiore di quello che viene pagato in Valle. Chiusa la parentesi ne parleremo più dettagliatamente un altro momento.

Si è anche pensato di rifinanziare con tre miliardi il fondo di rotazione. In un secondo tempo ritengo che bisognerà vedere se non sarà il caso di modificare le attuali percentuali di suddivisione di questo fondo fra i vari settori, aumentando la percentuale destinata all'agricoltura. Per i trasporti è stata iscritta in bilancio la somma di 500 milioni prevista dalla legge 6 agosto 1974, n. 27. Per l'edilizia economica e popolare sono previste nell'allegato F) al n. 1 e 2 le somme necessarie a rifinanziare le leggi regionali 30 novembre 1965, n. 24 e 6 agosto 1974, n. 28. Al capitolo 769 dell'Assessorato della Sanità "Spese per interventi nel settore ospedaliero" articolo 31 della legge 12 febbraio 1968, n. 132 dello Stato, è stato stralciato lo stanziamento di 200 milioni perché la concessione di contributi, sia per spese correnti come per quelle in conto capitale, deve essere disposta con legge regionale a termine del 3° comma dell'articolo 16 della legge n. 386 sulla riforma ospedaliera.

Alle Regioni è vietato di integrare in via amministrativa dette spese. Se si presenterà la necessità, si potrà sempre provvedere con variazioni di bilancio perché non è stata prevista dagli allegati. D'altra parte ritengo che con l'Ente Ospedaliero si dovrà fare ogni sforzo per avere dallo Stato un finanziamento diretto o indiretto a copertura di un eventuale mutuo garantito anche dalla Regione onde permettere all'Ente di completare e rendere agibile la nuova ala dell'Ospedale in costruzione perché altrimenti con i bisogni che ha l'Ospedale è necessario assolutamente che quest'ala venga terminata.

Per quanto concerne il bilancio, credo di aver detto le cose principali e con i miei colleghi di Giunta sono quindi a disposizione per tutti quei chiarimenti che i colleghi Consiglieri vorranno richiederci.

Prima di terminare vorrei però fare ancora qualche breve considerazione. Il bilancio che vi è sottoposto si può dire che è un buon bilancio. Per quest'anno l'aumento di circa il 20% compensa il tasso pressappoco di svalutazione, va tenuto presente però che quest'anno si è potuto disporre di un avanzo di amministrazione di 7 miliardi. Penso che in futuro non sarà più possibile fare affidamento su un tale avanzo.

Va tenuto presente che, con l'entrata in vigore della riforma tributaria, le entrate tributarie soppresse sono state consolidate al 1972 e al 1973 con un aumento del 10% annuo fino al 1977, quando scade la legge del riparto finanziario del 1971, quindi aumento che corrisponde a circa la metà dell'attuale tasso di inflazione annuo. Questo deve fare riflettere i Consiglieri regionali per gli impegni con leggi che rendono sempre più rigido il bilancio perché potremmo trovarci molto presto in condizioni molto diverse da quelle in cui ci troviamo nel 1975. Oltre a questo, qualunque sia l'Assessore alle Finanze che dovrà portare avanti la barca, dovrà mettersi in testa che bisogna fin da adesso cominciare a parlare del nuovo riparto finanziario perché non si potrà arrivare certamente alla vigilia del 1977 a trattare, sappiamo quanto è lungo trattare con gli uffici di Roma e quindi fin da adesso ritengo sia necessario impostare il problema della revisione del nostro ordinamento finanziario in base e alla luce della riforma tributaria che ha soppresso e consolidato come ho detto prima, nel modo che ho detto prima, quelle cifre.

Ancora un'altra cosa volevo dire ed è questa: l'anno scorso dai banchi dell'opposizione, intervenendo dopo la relazione del Presidente della Giunta, Dujany, mi ero permesso di richiamare l'attenzione una volta ancora sulla necessità di moralizzare la vita pubblica nella nostra Regione. Quest'anno dai banchi della maggioranza mi permetto di ribadire questo richiamo. L'Assessorato delle Finanze è da questo punto vista un osservatorio interessante per chi vuol vedere. Molti rivoli di spesa, molte volte inutili - permettetemi di dirlo - o non finalizzati certamente - messi insieme formano un torrente, penso che sarebbe doveroso eliminare questi. Non sto ad entrare in particolari, ma forse se si facessero meno pranzi, ne guadagnerebbe la bilancia alimentare italiana e forse anche il fegato di molte persone.

C'è un altro aspetto sui progetti di opere, c'è una tendenza di molti progettisti di fare costare sempre di più le opere, anche con delle parti inutili. Avevamo sentito dal Consigliere Pedrini poco tempo fa che si lamentava che in quel di Arnad mancavano solo le maniglie d'oro alle porte ma per questa industria si sono scelti i materiali più fini. Io non conosco personalmente la situazione, non vorrei parlare dicendo delle cose che non corrispondono alla verità, però è chiaro che i progettisti, essendo pagati a percentuale sul costo delle opere, sono portati a gonfiarne il più possibile il costo, anche con delle cose alle volte inutili o almeno sulle quali si potrebbe fare economia.

Se c'è una raccomandazione da fare ai vari amministratori che sono nei vari Assessorati, quindi è quella anche di interessarsi di queste cose e di dare certi ordini precisi e magari anche eliminare quei tali progettisti che sono particolarmente portati a seguire questa strada. Un maggior controllo sui lavori, anche questo fa parte di quella che è una sana amministrazione, maggior controllo con della gente che sia capace e onesta, perché oggi viviamo in un mondo dove le collusioni sono facili, io non voglio generalizzare, però a un certo momento sappiamo, e l'abbiamo constatato anche nel passato, che ci sono delle opere che sono costate fior di quattrini per l'Amministrazione regionale, poi al momento di entrare in funzione divengono quasi inutili o trovano un sacco di guai. Basterebbe citare certe fognature che a un certo momento hanno delle contropendenze che non permettono lo smaltimento dei liquami e a un certo momento, pure, queste opere sono state collaudate e via dicendo. Certi acquedotti che dopo aver speso magari centinaia di milioni sono senza acqua o con acqua inferiore a quella che era stata prevista nel progetto e quindi tutte le tubazioni sono state messe in opera con quelle previsioni di progetto. Probabilmente se si sapeva che c'era metà acqua di quella prevista in progetto, si poteva tranquillamente dimezzare il diametro dei tubi e via dicendo. Sono degli esempi pratici che però ritengo che sia bene ricordare in questa sede, nel momento in cui parliamo di bilancio regionale.

Maggior controllo quindi sui lavori e, anche qui, un indirizzo verso i collaudatori, che non siano collaudatori a cui si dà questo incarico solo per pagare loro la parcella, e fargli un agrément e che poi si limitino a prendere i libri di contabilità dell'impresa e li traducano direttamente in quello che dovrà essere il fondamento della spesa della Regione, ma che vadano a fare questi controlli come deve fare un collaudatore serio e allora, praticamente, certi impresari drizzeranno un po' le orecchie e faranno un po' attenzione. Per carità, non si eliminerà quel malvezzo che c'è, ma almeno lo si conterrà, perché vedete anche qui non bisogna mai generalizzare, non bisogna mai generalizzare, ma ci sono certi impresari che sono molto amici, sono amici particolari di amministratori, oppure anche di funzionari e troppi fornitori, progettisti bazzicano nei nostri uffici. Bisognerebbe in questo senso sapere ben distinguere la funzione dell'amministratore, la funzione del funzionario, la funzione dell'impresario, del fornitore, del progettista.

Ritengo che siano cose che vanno meditate se vogliamo rimettere un po' in sesto la barca dell'Amministrazione regionale che, permettetemi, in questi ultimi anni ha preso un certo andazzo che deve essere raddrizzato secondo il sottoscritto. Non si tratta di voler essere un secondo Quintino Sella intendiamoci, che sono tempi purtroppo passati quelli, però un richiamo a una certa serietà è necessario ed è necessario prima di tutto a noi amministratori, a noi componenti della Giunta prima di tutto, ai Consiglieri del Consiglio regionale perché solo, attraverso l'esempio dato dagli amministratori noi potremo anche pretendere dai funzionari una certa linea di comportamento. Io quindi ho voluto dire queste cose così poveramente alla fine anche di questa esposizione ma ritengo che sono cose che vanno meditate se noi vogliamo che l'Amministrazione, gli amministratori prima di tutto riacquistino quella credibilità di cui sempre si dice ma purtroppo non si mette in opera, e poi anche perché dobbiamo tener tutti presente che noi amministriamo del denaro che non è nostro e quindi si può essere anche di manica larga, si possono avere le mani forate quando si amministra il proprio denaro e allora ognuno faccia quello che vuole, ma quando si amministra il denaro pubblico, bisogna fare quello che è necessario e non si possono prendere certe libertà. Io ritengo che questa sia la linea che devono seguire gli amministratori se vogliono effettivamente essere degli amministratori e passare sopra un po' anche a quei favoritismi politici che molte volte hanno fatto trascendere questa cosa.

Ecco, io forse avrei ancora tante cose da dire, se dovessi vuotare il mio sacco, ma ho detto prima che non volevo assolutamente prolungarmi, volevo mantenere questa relazione in termini abbastanza ridotti e ritengo di aver detto qualche punto essenziale, se poi avrete bisogno dei chiarimenti, sicuramente durante tutta la discussione siamo qui per dare tutti quei chiarimenti che sono necessari, per ricevere tutte quelle suggestioni che possono esserci utili e che vengono fuori attraverso la discussione di un bilancio e che, anche se non potranno essere accolte in questo momento direttamente per non dover variare le poste del bilancio, potranno sempre essere tenute presenti eventualmente per quelle variazioni che potrebbero essere fatte in un secondo tempo in modo di tener conto completamente della discussione che viene fatta in quest'aula.

Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare i Consiglieri Monami, Chanu e Dujany per il momento, quindi do la parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Per evitare dopo discussioni di procedura che possono portare via del tempo, io intenderei chiedere alla Presidenza, che ha già illustrato come si dovranno svolgere i lavori, solamente un particolare: quello che riguarda l'eventuale presentazione di emendamenti e di ordini del giorno. Se si considera il termine della presentazione di emendamenti alla fine della discussione cosiddetta "generale", cioè prima del passaggio della discussione capitolo per capitolo, o se gli emendamenti e gli ordini del giorno possono anche essere presentati nel corso dell'esame capitolo per capitolo, e se si considera discussione generale il dibattito Assessorato per Assessorato... Questo per fare in modo che la presentazione di questi documenti avvenga nei termini che la Presidenza intende suggerire.

Caveri (U.V.) - Rispondo senz'altro in questo senso: che mi sembra logico che gli emendamenti e gli ordini del giorno siano esaminati durante la lettura del bilancio capitolo per capitolo, così l'esame e la discussione procedono in ordine, altrimenti se votiamo gli ordini del giorno e gli emendamenti prima di aver letto il bilancio, non sembra questa una soluzione molto pratica.

Dolchi (P.C.I.) - Mi sembra di aver ben capito che nel corso della discussione generale possono essere presentati ordini del giorno di carattere generale come prescrive il Regolamento, che ordini del giorno e emendamenti che si riferiscono a specifici capitoli sono...anzi è augurabile che siano presentati al momento della discussione di quei capitoli. È così?

Chanu (D.P.) - Signor Presidente e Signori Consiglieri, dopo la relazione tecnico-amministrativa dell'Assessore Fosson - a cui do il pregio dell'approfondimento, naturalmente dal punto di vista tecnico-amministrativo, e gli accenti di onestà nell'ultima parte del suo intervento e che ci trovano senz'altro consenzienti -, mi si permetta anzitutto di manifestare il mio stupore per la mancanza di una relazione politica al bilancio presentato, mancanza che già si riscontrava negli allegati e mancanza che oggi si è evidenziata allorquando il Presidente della Giunta, su invito del Presidente del Consiglio, ha dichiarato che avrebbe preso la parola successivamente, al termine o quasi, o nel corso comunque della discussione generale. Io ritengo che una relazione introduttiva di taglio politico non solo poteva rientrare nelle facoltà del Presidente della Giunta ma doveva costituire per lui un preciso dovere politico. È la prima volta che ciò accade in sede di discussione di bilancio e di questa stranezza si è reso conto lo stesso Presidente del Consiglio...

Caveri (U.V.) - Si può sempre innovare, non mi attribuisca...

Chanu (D.P.) - ...il ius novorum in un bilancio tradizionale può anche essere ammesso, però effettivamente ripeto che, dal punto di vista non solo della prassi, ma anche dei contenuti, a un documento del genere si deve dare...ma una mancanza di relazione politica è un fatto che non può non essere sottolineato.

Parlavo di stranezza, ma ritengo sia una stranezza solo apparente e questo per le ragioni che esporrò appresso. Io premetto anzitutto di essere dell'opinione che lo sbandierare per pura ragione di polemica l'idea del bilancio atto fondamentale, atto qualificante dal punto di vista politico, dal punto di vista amministrativo da parte della maggioranza che lo propone, se è un'idea che viene lanciata così come uno slogan politico, può avere una portata ed un significato molto relativi e voglio anche ammettere e concedere che un'impostazione di bilancio raffazzonata ed affrettata per ragioni di tempo può contenere in sé una giustificazione di scarsa incisività del documento.

Premesso questo per ragioni di doverosa obiettività, io non posso esimermi contemporaneamente dal dire che una formazione politica, al di là degli schematismi aridi di una contabilità amministrativa, al di là anche dell'impasse di un breve tempo di predisposizione, ha il dovere quanto meno di far trasparire, posto che ne abbia la possibilità e la capacità, l'idea motrice e il taglio politico che attraverso il bilancio essa voglia dare al futuro amministrativo della Regione. Il silenzio del Presidente della Giunta stamane, a mio avviso, non lascia dubbi che si tratti proprio di contingente, ma per questo non meno significativa, carenza di capacità e possibilità politica.

Signori Consiglieri, negli ultimi mesi abbiamo assistito al costituirsi di una nuova strana maggioranza: la maggioranza della contraddizione, la maggioranza dell'involuzione, la maggioranza della conservazione, una maggioranza ove alcune componenti: Union Valdôtaine, Rassemblement Valdôtain hanno allegramente, con un colpo di spugna, forse bagnato più nelle acque del Tevere che in quelle della Dora, cancellato ragioni di incompatibilità a parole addirittura ontologica, caratteriale, con altre formazioni politiche: per esempio, il Partito Socialista Italiano, dimenticando del tutto gli accenti di fuoco e le bolle moralizzatrici di scomunica di cui avevano sovrabbondato prima nelle parole e negli scritti. Una maggioranza nella quale una componente di Destra, il Partito Liberale, sta giocando il ruolo del supporter entusiasticamente accettato nei fatti, anche questa mattina per l'approvazione dell'esercizio provvisorio il voto che faceva "scattare" certamente è arrivato anche da quella parte. Dicevo, entusiasticamente accettato nei fatti anche se a parole "snobbato", che ha giocato ruoli determinanti - e lo ripeto - nell'esito della crisi e nell'impostazione del mosaico, del nuovo corso di potere voluto da quel triangolo che avevo già indicato in un precedente mio intervento: Andrione, Chanoux, Milanesio, non solo ma con una singolare corrispondenza di amorosi sensi fra l'illuminato conservatorismo del Commendatore Pedrini e un edulcorato imprenditorial marxismo di Milanesio. Una maggioranza che ha trovato il suo consenso, il suo cemento nella conservazione à tout prix dei loculi dell'ALPILA, a vantaggio della FIAT, così come si è cementata sulle penne dei volatili del Casinò di Saint-Vincent, ma queste sono bazzecole, sono battute, il dilemma che sorgeva agli occhi dell'opinione pubblica era ben altro. Si era formata una nuova maggioranza perché si voleva cambiare qualcosa nel vetusto tran-tran con cui la politica amministrativa della Valle sembrava venir condotta, ovvero perché si voleva soltanto emarginare la forza politica dei D.P.? Lo scopo è di garantire proprio il conservare il denunciato tran-tran, liberandosi da scomodi e forti contradditori e mettendo cioè il bavaglio a quella nuova forza che era sorta per imprimere un nuovo corso per determinare un nuovo modo di far politica a livello regionale. Ebbene, a questo punto io ritengo che il bilancio presentato costituisca la più eloquente risposta al dilemma di cui ho fatto cenno. I protagonisti della crisi l'hanno provocata solo con l'intento negativo di emarginarci come la più caratterizzante forza politica tra quelle componenti l'arco rappresentato in Consiglio, hanno voluto la crisi, hanno mandato in minoranza i D.P. perché non volevano che si cambiasse nella sostanza il modo di agire e di affrontare i problemi della Regione perché il mantenere nella sostanza l'andazzo cristallizzato delle cose...delle polveri lanciate negli occhi dell'opinione pubblica con massimalistiche affermazioni di principio, che trovavano la smentita nel modo di attuare programmi, di risolvere problemi, di affrontare situazioni, nella concretezza delle realtà regionali costituiva e costituisce la preoccupazione prima ed ultima di coloro che hanno inventato, provocato e approfittato della crisi per riproporre schemi e presupposti che i D.P. cercavano, cercano e cercheranno di cacciare nel dimenticatoio degli errori del passato per non ripeterli mai più.

Il bilancio presentato costituisce la riprova di quanto sopra ho detto. È il colpo di spugna a quanto i D.P. avevano cercato di infilare e di determinare e in ciò con la leale collaborazione del solo Partito Comunista, perché la spregiudicatezza socialista fra affermazioni di principio e pratiche attuazioni, il velleitarismo fine a sé stesso dell'Union Progressiste Valdôtaine già avevano sufficientemente mostrato la corda, di determinare cioè un nuovo modo di essere per affrontare con razionale coerenza, con spirito intelligentemente regionalista, rigorosamente autonomista, con apertura veramente sociale, la complessa tematica della nostra realtà valdostana. Le linee fondamentali delle ipotesi programmatiche di sviluppo che erano state sottoposte l'anno scorso all'attenzione di questo Consiglio tendevano appunto a questo: si rendeva infatti necessario - e la necessità non è certo venuta meno - di configurare, offrendogli gli opportuni strumenti, la nuova figura dell'operatore pubblico a livello regionale. Questo comportava, con assoluta priorità, di affrontare senza minima dilazione il problema della ristrutturazione dell'intero apparato burocratico regionale onde renderlo idoneo ad affrontare i nuovi compiti di istituto propri dell'amministrazione. La nuova Giunta invece non ha esitato, ad esempio, a portare avanti recentemente anche delibere incidenti profondamente l'organico, con creazione di posti e qualifiche, con assunzioni ad personam, che, a mio avviso, fanno a pugni con l'idea di razionalizzare tale grande problema. È su questo punto che presenterò, al termine della discussione generale, apposito ordine del giorno.

Si impone del pari una nuova politica di decentramento amministrativo, col dare a queste Comunità montane, tenute in conto a parole, però nei fatti considerate come le considerate voi: strumenti e competenze in previsione delle prossime elezioni amministrative, che è il primo cosiddetto "atto qualificante" di questa Giunta, però nel contempo, quando si tratta di dare ad esse spazio politico, non si esita a strangolarle, così com'è accaduto con il famoso decreto di nomina della Commissione consultiva per l'Ente ospedaliero, così come si imponeva una nuova politica di intervento per i settori socio-economici, onde giungere finalmente al risultato di portare i grossi problemi (casa, sanità, istruzione, trasporti e così via) al tavolo delle disquisizioni trascinate all'infinito per la loro effettiva soluzione. Il tutto in una visione programmatica, a livello pluriennale, ma nella quale l'esercizio amministrativo 1975 non poteva costituire una parentesi di impersonale transizione, ma doveva, a nostro avviso, già imporsi come cardine fondamentale importante, per imprimere finalmente questa spinta iniziale a questo volano che deve essere per forza messo in movimento se si vuole far vivere la Regione, ma farla vivere veramente e non soltanto assistere passivamente al suo preoccupante processo di depauperamento e di neo-colonizzazione. Il tutto ancora inquadrato in una seria politica del territorio, antecedente e necessario, sul quale inserire e coordinare le azioni di intervento che l'operatore pubblico a livello regionale si propone di realizzare nei vari settori. È stato questo l'intento che ha caratterizzato il modo di comportarsi dei D.P. e ciò anche nelle travagliate vicende della pre-crisi e della crisi, i nostri avversari ci hanno diverse volte accusato di aver voluto procrastinare questa crisi per puro intento di conservazione di posti, mentre noi continuavamo a sostenere che una crisi politica, per essere risolta seriamente nell'interesse non già dei protagonisti politici della medesima, ma nell'interesse della Regione, doveva risolversi dando preminenza assoluta ad un serio programma rispetto ai cosiddetti "problemi di organigramma", termine lanciato dai Socialisti, avvallato dagli Unionisti e dai Progressisti, coniato forse dai Democristiani; quell'organigramma che noi definivamo con l'altrettanto esatto, anche se forse meno, cortese temine di "poltronigramma".

Il programma e il bilancio oggi presentato costituisce la riprova di ciò, per i nostri contradditori era soltanto la scarpa per tutti i piedi, la "bonne à tout faire", su cui la discussione poteva anche essere formale, bastava farlo generico, fumoso, non troppo impegnativo e poi, Madame La Marquise, tutto sarebbe andato bene. È il giochetto dei volta-faccia dei cosiddetti "movimenti regionalisti", non so, se della Regione Lazio o della Regione Autonoma Valle d'Aosta e ha mostrato che l'organigramma o poltronigramma per i componenti l'attuale maggioranza era assai più importante del programma e questo mentre il comportamento dei Demo-Popolari, cui erano state offerte, e mi smentiscano i Socialisti, più e più ciambelle di salvataggio se essi avessero voluto salvare le poltrone non gli interessi della Valle, sta a dimostrare che i D.P. non considerano le poltrone come fine primario della loro ragion d'essere politica. Signori Consiglieri a che poteva portare un'idea così peregrina su un programma menata innanzi dai nostri avversari se non ad un bilancio del genere di quello che ci è oggi sottoposto? Non possiamo nemmeno definirlo bilancio di transizione, perché il termine "transire" comporta l'idea di un movimento che questa Giunta non solo non ha ma sembra rifiutare di avere.

Vorrei dire non si può neanche definire un bilancio di partenza, perché partire sottintende anch'esso una volontà di muoversi, e questa Giunta, speriamo presto, è nata con il preciso intento di non muoversi, di non smuovere, di non provocare nemmeno un dibattito dialettico, bensì di conservare, di mantenere, di non toccare, di non urtare suscettibilità, di cristallizzare compromessi. Il bilancio presentato è la classica morta gora in cui tutto si attenua, tutto sfuma, quasi fosse il parto di un intervento commissariale, sostituitosi all'incapacità o all'impossibilità dell'organo amministrativo a ciò deputato a predisporre il proprio documento base per l'impostazione della sua futura attività. È un bilancio senza visione programmatica, senza taglio politico, un bilancio che coagula e cristallizza ed è fine a sé stesso. È un bilancio che ha un solo pregio: quello del rigoroso pareggio fra entrate ed uscite ed è un diligente lavoro di compilazione contabile di cui ci possiamo complimentare con i dirigenti di Assessorato, con la Ragioneria, con lo stesso Assessore alle finanze, ma non certo con la Giunta. Un solo giudizio: è un bilancio di 52 miliardi, che porta un incremento in entrata di 10 miliardi all'incirca, pari al 20% rispetto alla previsione di bilancio assunta nel 1974. È un bilancio però che, rispetto a quello del 1974, riduce quasi del 6% le spese di investimento in campo economico e sociale. È un bilancio che non lascia prevedere sprazzi di luce positiva, né nei settori dell'agricoltura, ove la politica della bombola dell'ossigeno continua senza che si passi a quella del rimedio radicale, né nel settore dei trasporti ove il titolo del film di René Clair "Il silenzio è d'oro" è stato assunto come parametro di base. È soprattutto carente nell'affrontare problemi di radicale e profonda ristrutturazione dell'apparato regionale, del territorio, del decentramento, della crescita ordinata e dello sviluppo armonico di questa realtà valdostana. Presente a parole, ma strumentalizzato nei fatti, al bieco e anacronistico gioco delle querelle, tra i vari potentati, che svilisce la funzione di noi Valdostani e che contemporaneamente continua ad aprire campi di insperato gioco alle spregiudicate manovre di certi Partiti romani che giocano sulla nostra pelle e poi ancora forse ci deridono, les Valdôtains veulent se suicider. A voi amici dell'U.V., del Rassemblement Valdôtain, a voi amici dell'Union Valdôtaine Progressiste l'ultima parola: se volete fare gli interessi del Centro, di Amintore Fanfani, anche se ciò comporta un tenero riabbraccio con il P.S.I. sotto l'occhio benevolo e fatiscente del P.L.I.... volete questo? Il bilancio che presentate sembra confermarlo, noi però D.P. non ci prestiamo a questo gioco. Grazie.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, già nel 1974, i Comunisti dissero, in occasione del dibattito sul bilancio di previsione, che la situazione economica italiana era difficile, anche oggi, discutiamo il nostro bilancio di previsione per il 1975, in una situazione di crisi che direi notevolmente peggiorata sotto alcuni aspetti.

Noi Comunisti pensiamo che non si può parlare del bilancio della Regione senza collocare questo fatto nel quadro più generale della situazione politica, sociale, economica italiana e questo non perché abbiamo l'ambizione di sostituirci allo Stato o ai suoi doveri, neppure perché pensiamo di poter risolvere noi ogni problema del Paese o della Valle d'Aosta, ma dobbiamo, secondo noi Comunisti, dare un serio contributo anche perché la Valle d'Aosta faccia qualche cosa nella direzione di modificare le cose che creano questa situazione di crisi nel nostro Paese e per modificare quelle cose che attanagliano la vita politica, sociale ed economica italiana e della Valle d'Aosta attorno ed all'interno di una politica italiana che non è più valida.

Pensi che un grosso contributo su questi tempi più generali sia stato dato dall'undicesimo Congresso della Federazione comunista valdostana che si è chiuso due giorni fa e del quale io voglio qui leggervi, e ne chiedo venia e pazienza, proprio per la sua importanza, alcuni brani del documento conclusivo: "si tratta di una crisi profonda e di tipo nuovo dovuta a grandi processi storici: il mutamento dei rapporti di forza tra Paesi imperialisti e Paesi socialisti; il nuovo peso dei popoli e degli Stati, prima soggetti al dominio coloniale e all'esplodere di contraddizioni intrinseche ai meccanismi di sviluppo economico e sociale e capitalistici...l'Italia si trova anch'essa nel pieno della crisi che investe il mondo capitalistico, ne risente anche più gravemente le conseguenze economiche, sociali e politiche a causa del carattere distorto del suo sviluppo economico, basato sullo sfruttamento pesante della classe operaia, su una politica di rapina del mezzogiorno, usato come serbatoio di forza lavoro, sull'abbandono dell'agricoltura e lo spopolamento della campagna. Di qui la necessità di un diverso sviluppo economico del Paese, di una maggiore giustizia sociale, dell'attuazione delle essenziali riforme sociali, e a questi problemi non hanno potuto né saputo rispondere la Democrazia Cristiana e i Governi di Centro-Sinistra.

L'aumento incessante dei prezzi ed il conseguente attacco al tenore di vita delle masse popolari, i gravi pericoli per l'occupazione di milioni di lavoratori, l'aggravarsi della crisi del settore industriale che viene ad aggiungersi alla situazione già disastrosa del settore agricolo e delle contraddizioni da sempre esistenti nel settore terziario, sono accompagnate da una reviviscenza del terrorismo fascista, da una catena di stragi, di attentati e trame contro le istituzioni democratiche in cui si sono trovati coinvolti anche esponenti di delicati settori dello Stato".

Ancora un altro pezzo: "è necessario avviare un nuovo tipo di sviluppo economico finalizzato a soddisfare le esigenze dei lavoratori e della collettività nazionale che poggi su una migliore utilizzazione delle risorse e sulla eliminazione di ogni forma di spreco e di parassitismo.

Occorrono un rinnovamento profondo della vita dello Stato, uno sviluppo della partecipazione democratica, un'affermazione di nuovi valori di solidarietà di classe popolare nazionale".

Ancora prosegue: "la crisi economica che ha investito il Paese si è estesa anche alla nostra Regione coinvolgendo in modo particolare, oltre a quelli in crisi da sempre, i settori siderurgico, dell'edilizia, tessile e della distribuzione". A questa crisi, ai problemi del carovita, alla necessità di difendere attraverso servizi sociali efficienti e a basso costo il potere d'acquisto dei lavoratori non è in grado di rispondere positivamente l'attuale Giunta regionale costituita dalla Federazione Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Rassemblement Valdôtain con l'appoggio esterno del P.S.I., del P.S.D.I., della D.C. e del P.L.I.. Lo dimostra, questo fatto, l'assenza di ogni scelta di riforme nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente e nel bilancio regionale per il 1975. I movimenti locali che oggi gestiscono l'Amministrazione regionale perseguendo l'obiettivo di una non meglio precisata unità dei Valdostani creano in realtà artificiose divisioni dei lavoratori della Valle d'Aosta: i valdostani e gli immigrati e non compiono delle scelte politiche di fondo per il fatto di riunire sotto la bandiera del "valdostanesimo" interessi di classe contrapposti. Anche il regionalismo prospettato da tali movimenti locali è fortemente limitato per il fatto che si esprime quasi esclusivamente nella difesa della lingua e delle tradizioni locali, ben più ampia e ricca è la concezione che dell'autonomia e del regionalismo hanno i Comunisti, autonomia come un'indipendenza delle scelte di sviluppo economico, sociale e politico, autonomia come difesa del territorio dall'assalto del capitale, autonomia come il decentramento politico-amministrativo che non si ferma a livello regionale ma si irradia verso le Comunità montane e i Comuni.

Nella nostra concezione di regionalismo le Regioni sono un'articolazione essenziale dello Stato democratico, i Comunisti chiedono il pieno rispetto dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e ad essa tutte le deleghe che hanno le Regioni a Statuto normale ed una conseguente e coerente battaglia con tutte le altre Regioni e in Parlamento, una battaglia regionalista per una diversa impostazione del bilancio dello Stato, e da queste battaglie autonomiste sono sostanzialmente assenti i movimenti locali.

"I Comunisti si impegnano - cito sempre questo documento - poi per un rinnovamento culturale della Valle d'Aosta che partendo dalla ricerca storica valorizzi quanto di valido vi è nel patrimonio culturale e di tradizioni della comunità valdostana, ritenendo la cultura un processo legato ai rapporti tra gli uomini e rifiutando il solo rituale richiamo al patrimonio del passato e intendendo tener conto dei nuovi valori che si sono affermati nell'attuale comunità valdostana.

I movimenti regionalisti devono confrontarsi con queste concezioni, e con esse devono confrontarsi tutte quelle forze democratiche e progressiste che intendono avviare in Valle d'Aosta un processo di un nuovo sviluppo economico e sociale e di rinnovamento politico e di ideali che coinvolga ampiamente i lavoratori e gli strati sociali interessati.

I Comunisti sono disponibili, in Regione e nei Comuni, per un'intesa seria, che dia ad ogni forza la sua giusta collocazione sulla base di precise scelte programmatiche, con quelle forze democratiche e antifasciste che sentono l'esigenza di un rigoroso metodo di governo e che intendono promuovere uno sviluppo programmato dell'economia e dei servizi nella nostra Valle".

Credo, colleghi Consiglieri, che la ricchezza di questo documento, la sua serietà, la serietà con cui il Partito Comunista lo ha discusso, elaborato, la serietà con cui si intenderà farlo conoscere a tutta la popolazione valdostana...penso possa da solo dare già un giudizio generale sul documento di bilancio di previsione presentatoci per il 1975, un giudizio sulla crisi, sulle cause, sulle sue conseguenze e come, secondo noi, porvi rimedio e, di conseguenza, indicando questo rimedio, anche nel bilancio del 1975 e non si può a questo punto tacere sulla troppo colpevole mancanza di una relazione politica del Presidente che doveva accompagnare non solo oggi nel dibattito, ma già i documenti inviatici, proprio perché su quel documento avremmo voluto confrontare le vostre e le nostre idee, perché dovremmo sennò - ma non intendiamo togliere del tempo prezioso e del lavoro a nessuno - chiedere una sospensione dopo le eventuali dichiarazioni politiche del Presidente per poterle studiare ed esaminare. Riteniamo quindi che un bilancio non possa partire dagli uffici e dall'Esecutivo, mai, senza questo documento illustrativo programmatico e politico.

Abbiamo già detto nel dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della mancanza di ogni serio filo conduttore che si basi e si appoggi sulla programmazione della quale esistono in questa Regione ponderosi studi e avviate indicazioni di conclusione. Nessun richiamo si fa in questo bilancio al piano di sviluppo regionale: quello che la passata maggioranza aveva sottoposto e posto in discussione e neppure, comunque, ad un altro tipo di piano di sviluppo regionale.

Nessuna indicazione o nessun concetto che si ispiri ad un bilancio previsto e collegato e che abbia indicazioni precise di essere una parte dei bilanci pluriennali, non necessariamente in bilancio, ed era forse una frase non credo per impressionare il pubblico, tanto amata e tante volte detta dal collega compagno Milanesio, abbandonata ogni volontà di fare anche solo da un punto di vista tecnico un nuovo bilancio, che era quel tentativo che noi avevamo richiesto e ottenuto alla passata amministrazione e che in questo dibattito è assente e sta a dimostrare come ancora una volta si è preferita la strada non della formazione e della gestione collegiale di un bilancio regionale, ma si è preferita la strada del bilancio assessorile, per dare ad ognuno degli Assessori componenti la Giunta il suo orto da coltivare, per dare ad ognuno di essi la possibilità di coltivare la propria clientela che si aggira attorno a quell'Assessorato e ha ignorato quelle nuove tecniche avanzate dicevo, di formazione e gestione collegiale del bilancio, dove la gestione collegiale, la formazione e la gestione collegiale del bilancio non è una tecnica ammnistrativa ma è una tecnica politica avanzata che soltanto attraverso la quale si può studiare e trovare un nuovo metodo per amministrare e per fare della politica, un nuovo metodo, Assessore Fosson, per evitare quelle debolezze umane che trovano sempre posto, debolezze umane non sempre oneste, pulite, che trovano sempre posto nelle pieghe dei bilanci regionali così concepiti, e così non potrà essere un osservatorio di questo tipo di amministrazione il suo Assessorato proprio perché sfugge a ogni regola collegiale della sua gestione. È un bilancio che rinuncia così come il Presidente Andrione aveva rinunciato nelle sue enunciazioni programmatiche ad ogni forma di intervento riformatore, non vi è alcun cenno, non vi è cenno alcuno a come l'Esecutivo voglia affrontare alcuni problemi, quelle riforme tanto importanti e urgenti per le quali milioni di lavoratori in Italia e migliaia di lavoratori in Valle d'Aosta si sono battuti e si battono. Nulla si dice sui trasporti, tranne il riconfermare il rifinanziamento della legge che prevede la distribuzione di 500 milioni alle società gestrici dei servizi, nulla si dice sull'ospedale, tranne i 4 miliardi che si sono messi sulle spalle delle leggi dello Stato e che comunque sono rimborsati, nulla si dice nei confronti di un nuovo metodo di fare assistenza nel nostro Paese, di fare della socialità, della politica sociale nel nostro Paese. Si ripetono in questo bilancio con eccessiva stanchezza perché non hanno trovato neppure il rinnovamento di 100 milioni, gli 800 milioni destinati alla cassa che il gruppo Comunista conquistava due anni or sono e che voi avete rimesso in bilancio precisi e identici attraverso il rifinanziamento di quella legge fatta all'inizio del 1973, conosciuta sotto il nome di "legge Chantel". Si abbandona ogni indicazione nuova per quanto riguarda il problema della scuola, nulla si dice sui decreti delegati, nulla vi è di un programma dettagliato che indichi in quale direzione ci si intende muovere sia nella direzione delle strutture che nella direzione dei contenuti di una nuova politica per una scuola valdostana. È in sostanza un bilancio che ripete fino alla noia la ripetizione di una triste storia di 25 anni di bilanci. Questo bilancio, secondo i Comunisti, non mette in moto e non ha la capacità, così com'è concepito, di mettere in moto dei nuovi meccanismi di sviluppo per la nostra società valdostana. Non indica come la nostra economia debba modificarsi, né indica quali sono gli strumenti, né indica quale può essere quel volano, definito dal collega Chanu, quel volano che diventa indispensabile se vogliamo far girare l'economia valdostana in una direzione diversa da quella che gira attualmente, che è la copia fedele del distorto metodo di sviluppo economico italiano. Non sollecita sviluppi collaterali e conseguenti, ma soprattutto questo lo notiamo nella mancanza di idee e di iniziative nell'agricoltura. Attraverso questo bilancio si possono soltanto ancora notare una larga politica di sussidi, l'affrontare i problemi settorialmente, senza aver avuto la capacità e la visione di un insieme globale di questo difficile problema valdostano.

Un aspetto positivo ha questo bilancio: un aspetto positivo meramente tecnico e abbiamo avuto occasione di dirlo nel votare la legge precedente che ci avete sottoposto nel ripulirlo leggermente da una cifra aggirantesi sui 3 miliardi di gonfiatura di bilancio. Dobbiamo però dire che altra carenza gravissima è il discorso non fatto sul problema dei residui passivi: il discorso non fatto perché l'elenco dei residui passivi è scritto, ma da questo elenco manca un'indicazione precisa di quelli che sono i residui passivi propri e impropri, manca l'indicazione degli anni della nascita degli stessi e quindi manca, e si vede totalmente, la volontà di recuperare una parte di quei residui passivi, recuperare quei residui passivi che noi avevamo suggerito per la formulazione del bilancio 1975 ai colleghi dell'allora maggioranza, uno stralcio e un taglio netto fino ai residui passivi del 1971, sino ai residui passivi del 1972, e forse anche del 1973, magari aumentando il fondo di riserva per le spese obbligatorie. Un'altra indicazione, un altro discorso che è scritto nella relazione tecnica ma al quale manca totalmente, completamente un'indicazione di impostazione politica, così come se vogliamo eliminare quella rigidità di bilancio che denunciava l'Assessore Fosson, dobbiamo avere il coraggio di recuperare diversi e svariati miliardi e questo era l'intendimento del nostro gruppo, di portarlo avanti nella passata maggioranza e già lo avevamo citato...la necessità di stralciare, di togliere, di abrogare tutte quelle leggi inutili, sorpassate, anacronistiche per contributi non comprensibili, che diventano spese obbligatorie, e l'Assessore, come me, lo sa e pertanto proprio perché spese obbligatorie rendono sempre più rigido il bilancio, rendono sempre più strette le vesti entro le quali economicamente e politicamente dobbiamo muoverci. Ecco un altro problema eluso dall'Esecutivo, un altro problema grosso che la Giunta non ha saputo e non ha voluto affrontare.

Non vi è nessunissima indicazione, lo dicevo prima, ma voglio dedicare due parole per la costituzione delle Unità sanitarie dei servizi sociali e sanitari. Noi riteniamo che questo cominci a diventare per la nostra Regione, non solo per tutto il Paese, ma anche per la nostra Regione un problema di fondo, fondamentale, già è stato avviato un progetto di riforma con la legge ospedaliera che non fa che preludere e anticipare le intuizioni che il Governo avrà in questa direzione e noi non potremo presentarci a quell'appuntamento sprovvisti e impreparati: ecco perché noi faremo una precisa richiesta relativamente a questo punto per uno stanziamento che sia giustamente indicante di quanto noi vogliamo fare in questa direzione e cioè per la creazione delle Unità dei servizi sanitari e sociali.

Faremo delle proposte precise per aumentare il fondo in direzione di una diversa politica nei confronti dei trasporti, così come chiederemo l'aumento del fondo nella direzione della risoluzione del problema della casa. Davanti alla progressiva rigidità di questo bilancio già denunciata dall'Assessore Fosson, è necessario fare quegli interventi di pulizia a cui accennavamo, è necessario buttare e lasciare al passato vecchi e inutili sorpassati concetti clientelari e avviarsi verso nuovi concetti di politica, di amministrazione politica moderna che questo Consiglio ha, secondo noi, la capacità di esprimere, è una questione soltanto di volontà politica ed è una questione di volontà politica che l'Esecutivo non ha saputo né indicare, né accennare. Bisogna iniziare, secondo noi, anche a modificare il tipo delle entrate, collega e Assessore Fosson, è necessario che la Regione si avvalga del famoso potere che un tecnico vi ha indicato nel terzo capoverso della prima pagina della relazione tecnica e cioè che la Regione effettui, in collaborazione con i competenti uffici delle imposte, tutti quegli accertamenti intesi ad aumentare le entrate della Regione colpendo i redditi più ricchi, colpendo gli speculatori, colpendo coloro che ad Aosta vengono a risolvere i loro problemi economici e non a risolvere i problemi della Comunità valdostana. È chiaro che se mancano questi intendimenti, mancano anche intendimenti precisi per collocarsi su una nuova posizione sociale che non può non far vedere anche a voi come la società valdostana è suddivisa in classi e in diverse componenti sociali entro le quali bisogna fare le giuste scelte e per aumentare le entrate e per destinare meglio le esigenze e le necessità delle genti.

In ultimo un discorso relativamente alla nostra condotta già accennato per quanto riguarda il rapporto Regione e Stato. Noi riteniamo che questo bilancio, rinunciando ad aumentare, se è necessario con autorità, l'articolo 9 della legge n. 281, occorre pretendere con tutta la nostra azione in collegamento con le altre Regioni il prospettato aumento del 25% dell'articolo 8 della medesima legge.

Dobbiamo avere il coraggio di portare avanti - e non se n'è fatto cenno - con tutte le altre forze democratiche una battaglia perché alla base della quale ci stia la riforma dello Stato italiano, se vogliamo far vivere le Regioni, la riforma del bilancio dello Stato, se vogliamo modificare quello delle Regioni, l'eliminazione e se non l'eliminazione, la riduzione degli apparati dello Stato, come il Ministero dei Lavori Pubblici, il Ministero dell'Agricoltura, il Ministero della Sanità, perché quelle sono competenze che la legge oramai ha demandato alle Regioni e in mancanza di tutto questo ci fate dire, colleghi della maggioranza, che avete supinamente accettato il concetto burocratico e accentratore del Governo dello Stato italiano, al quale concetto di burocrati e accentratori non vi siete ribellati, neppure inserendo nell'articolo una cifra che poteva costituire motivo di principio, motivo di battaglia, motivo di difesa dall'autonomia e del regionalismo.

Questo concetto che voi avete sacrificato sull'altare accentratore della politica della Democrazia Cristiana non è soltanto un concetto di ritorno, è anche un concetto di andata, e manca qui ogni indicazione per cosa vuol fare questa Giunta per quanto riguarda il decentramento amministrativo nella Regione, e non solo a livello di stanziamenti, ma né a livello di intendimenti, né cosa voglia fare, tranne i 250 milioni previsti nell'Allegato E per i mutui per i Comuni, né cosa si intende e si voglia fare per portare fino in fondo, a compimento, il processo del decentramento amministrativo del nostro Paese.

È chiaro, arrivati a questo punto, penso che non possiamo far gravare tutte le colpe sull'Esecutivo, tutte le colpe sulla Giunta per questo tipo di bilancio, il tempo non è stato sufficiente e lo riconosciamo, però non possiamo non dire che tutti coloro che hanno voluto, provocato, appoggiato la crisi e quindi credo nessuna delle forze presenti nell'attuale maggioranza si possa escludere dalla responsabilità di aver fatto perdere responsabilmente alla nostra Regione un anno di vita concreta, un anno di lavoro. Il giudizio sull'aver perso questi quattro anni di tempo lo darà la storia, così come la storia giudicherà la politica della Democrazia Cristiana e il trentennio di suo dominio nel nostro Paese.

Avevamo detto, come Comunisti, nella riunione dei Capi Gruppo allora, che avremmo appoggiato e concordato - e il nostro comportamento stamattina lo ha dimostrato - qualsiasi richiesta di prolungamento dell'esercizio provvisorio e lo avremmo fatto perché lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto questa mattina. Avremmo accettato un esercizio provvisorio che andasse oltre il 30 di marzo, ma avremmo voluto vedere attraverso questo nuovo bilancio una nuova volontà che non esiste e che voi mascherate dietro ad una frase troppo facilmente ripercuotibile contro voi stessi: "Giunta di transizione che non poteva fare nulla di rivoluzionario" dice Fosson, ma che è una Giunta di transizione soltanto apparentemente perché a marzo, o ad aprile, o forse prima, il P.S.I. entrerà in questa logica che noi non condividiamo, e quindi la scusa, il pretesto, della Giunta di transizione per non fare nulla di nuovo, e per voi tutti insieme con il Partito Socialista affrontare ancora una volta un anno di bilancio vecchio entro il quale ogni Assessore possa fare quello che vuole, ogni Assessore possa portare avanti la sua politica, ormai da tutti condannata, del clientelismo elettorale nella nostra Regione. Ecco perché riteniamo che la vostra sia una posizione politica da abbattere: perché non è una posizione politica vera, non è una posizione politica sincera, perché dietro le affermazioni si nascondono queste altre verità ed è sull'altare di questa verità e sull'altare di una piccola verità, quella dell'efficientismo, che ci avete propinato fin dal vostro insediamento...e sull'altare della fretta per l'efficientismo e sull'altare di non dare alla vostra Giunta quel carattere di continuità che avrà con l'ingresso di una nuova forza in Giunta...se in quel partito non matureranno processi diversi, avete nascosto ai valdostani la vera volontà e le vere intenzioni che hanno portato alla crisi e alla sua risoluzione.

È un bilancio, in conclusione, colleghi Consiglieri, che avrebbe potuto presentarci in questo Consiglio un qualsiasi Commissario romano, un qualsiasi Prefetto romano, che, libero da vincoli autonomistici e regionalisti, non peggio di voi e non in modo più supino di voi, avrebbe saputo piegarsi e chinarsi al gioco prepotente, accentratore della D.C. che esercita su tutto il Paese e sulla vostra vita politica e sulla vita politica della vostra maggioranza.

Dujany (D.P.) - Messieurs les Conseillers, Monsieur le Président, la discussion du budget, au-delà des chiffres, est l'occasion d'une confrontation des différents groupes du Conseil et l'occasion aussi de quelques réflexions sur la situation politique, économique, sociale, culturelle de notre Pays et de vérification des lignes inspiratrices du budget en discussion.

Dans ces derniers 15 ans la Vallée d'Aoste sort d'une enclave géographique et économique avec les percées alpines et l'autoroute. La civilisation rurale, qui a façonné la Vallée d'Aoste en lui donnant une architecture typiquement rurale, une façon de vivre tout à fait particulière, une mentalité originale, est en crise rapide et grave. En 1971 l'effectif de la population exerçant son activité principale dans l'agriculture est de presque 5.000 unités contre les 11.000 de 1961, les 17.000 à peu près de 1951, du 40% de 1951 on passe au 12% en 1971. Avec la crise de l'agriculture c'est non seulement une ressource économique qui cesse, mais c'est toute une civilisation qui se sent menacée par les conquêtes d'une certaine société urbaine et industrielle.

Ce petit Pays intra-montagnard est redevenu dans ces dernières années un carrefour de circulation, croisée de routes, est redevenu le centre du trafic touristique et du trafic commercial d'une façon internationale. On peut se poser la question: la Vallée d'Aoste quels bienfaits peut retirer sur le plan de l'économie et sur le plan du particularisme régional dans cette nouvelle situation particulière de caractère économique? Une analyse synthétique très brève met en évidence que l'émigration des Valdôtains a cessé, que l'agriculture est en déclin et que sa solution reste très difficile et par la nature même du territoire.

L'industrie, qui est devenue une source importante, a des grandes faiblesses parce qu'elle repose sur des industries fondées sur des données économiques dépassées et qu'aujourd'hui la conjoncture rend très faible.

Le tourisme, nouvelle industrie, qui s'affirme grâce aux beautés naturelles, grâce au climat, grâce au réseau routier satisfaisant, à la position géographique, est reparti d'une façon très inégale et ses effets ne sont pas toujours bienfaisants. On risque en même temps des imprévus de la conjoncture et de la colonisation à travers capitaux, résidences secondaires, dont les Valdôtains seraient bien souvent des victimes et non pas des acteurs. Le problème de l'aménagement du territoire de la montagne, déjà si délicat en lui-même, revêt chez-nous une acuité tout à fait spéciale, parce que dans la plupart des cas les transformations économiques suppléent au détriment du particularisme ethnique et linguistique. Le Fascisme, l'industrialisation et ensuite l'essor du tourisme mettent sérieusement en danger l'originalité ethnique et linguistique de notre Région. L'évolution économique et l'urbanisation jouent contre le maintien de notre identité.

Les émigrés se concentrent dans les villes et les stations de tourisme, la radio, la télévision, la presse nationale, sauf des rares exceptions, l'enseignement, l'Église agissent dans le même sens, seules les campagnes résistent, mais elles se dépeuplent. La France, en absence d'un accord international, et fidèle à sa centralisation garde un mutisme prudent et les Valdôtains sont abandonnés à eux-mêmes et la survie de leur identité dépend des forces politiques régionales sensibles au patrimoine culturel régional et d'une solution fédéraliste à une échelle supranationale. C'est justement dans le but de surmonter ce moment difficile de progrès économique et appauvrissement culturel que notre effort doit être particulièrement responsable; mais malheureusement la situation politique en Vallée d'Aoste continue à bouger de la même manière que dans les années de la tranquille activité des ans 1949-1950-1955.

Les mouvements régionalistes continuent à se partager sur l'autel de l'orgueil et de la fourberie, plus que, à se courber, humblement sur l'analyse de la difficile réalité du moment.

Cette Junte, soi-disant régionaliste, n'est encore une fois que le résultat de l'accord des deux partis nationaux, décidé à Rome, en échange de notre accord, d'une Province quelconque d'Italie, où l'Union Valdôtaine est tombée dans le piège peut-être, dans le but exclusif de liquider les D.P.. Celle-ci a été peut-être une opération tactique, très habile, mais sur le plan de la stratégie et sur le plan du souci de la réalisation des intérêts de la Vallée d'Aoste sans goût et sans résultats. On risque de bâtir une maison avec des pierres, mais un tas de pierres n'est pas une maison.

En face à ces réalités il faudrait au moins commencer à travailler dans une certaine direction avec une certaine méthode de travail, et la révision de la machine bureaucratique, la réforme du fonctionnement des bureaux de l'Administration régionale en est le premier pas et le plus important instrument, tandis que - il me semble - les propositions et les premiers pas de cette Junte sont dans une direction sectorielle électorale et superficielle.

Pour redresser la dégradation rapide et récente de l'agriculture, qui est aussi une civilisation menacée, on compte aveuglement sur des mesures concrètes, préexistantes, sans aucune initiative nouvelle ou bien sans aucune indication nouvelle.

La redistribution démographique, que j'estime très importante dans notre Vallée, à travers la décentralisation et l'institution des Communautés de montagne n'est vue qu'en termes de simple distribution d'argent, sans aucune indication de finalité et de but à rejoindre.

En conclusion le budget, qu'on a défini un budget d'un diligent commissaire, il est sans perspectives et il exprime un peu le vide d'un Gouvernement qui n'exprime pas ce qui affirme: d'être régionaliste et autonomiste. Une moitié de la Vallée d'Aoste, il me semble de voir, combat l'autre. Tous les deux combattent au nom de la liberté et de l'autonomie et pour ce combat la moitié de la Vallée a renoncé, ou risque de renoncer à l'autonomie. La Vallée d'Aoste risque de perdre son rang, et d'autres conduisent ses destinées.

Vorrei concludere con una richiesta concreta di alcuni comportamenti concreti nei riguardi della Valle d'Aosta da parte del Parlamento italiano. A suo tempo il Consiglio regionale aveva approvato una legge sull'utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico nella Valle d'Aosta, a seguito della nazionalizzazione dell'ENEL, avvenuta a suo tempo e a seguito della sentenza della Corte costituzionale. La proposta di legge era stata approvata a tuo tempo dal Consiglio regionale, sostanzialmente è stata recepita dalla precedente Giunta con alcuni adattamenti e varianti e sono stati invitati i Parlamentari a presentarla in sede parlamentare. Il Senatore Filliétroz la presentò al Senato nel 1974. Tale proposta di legge, che porta il n. 1551, venne approvata dal Senato nell'adunanza del 18 settembre 1974. Successivamente passò alla Camera e per incidenza strana il 4 febbraio 1975 il relatore Tarabini, che era relatore della V Commissione bilancio sulla proposta di legge del Senatore Filliétroz: "Norme per l'utilizzazione delle acque ad uso idroelettrico nella Regione Valle d'Aosta" - non sto a ripetere quanto sia importante questo problema per noi -, riferisce negativamente sulla proposta della legge sottolineando innanzitutto come essa modifichi le competenze della Regione Valle d'Aosta in materia di utilizzazione di acque pubbliche, materia disciplinata con legge costituzionale, ed è invero singolare come il punto sia sfuggito alle Commissioni Affari costituzionali della Camera e del Senato, come all'Assemblea del Palazzo Madama, che non hanno motivato adeguatamente, sotto questo profilo, una disciplina che si pone chiaramente in contrasto con i principi affermati dalla sentenza n. 13 del 1964 della Corte costituzionale. Esprime inoltre riserve anche sugli aspetti finanziari della proposta e non qualifica la riduzione di introiti che ne deriva per lo Stato, né provvede ad assicurare la relativa copertura finanziaria. Su proposta del Deputato Gastone, la Commissione delibera di rinviare ad altra seduta l'espressione del parere.

Questa stessa proposta viene successivamente sottoposta all'esame della Commissione industria in data successiva, in data 19 febbraio, e il relatore della legge, l'Onorevole De Cocci della Democrazia Cristiana, illustra brevemente la proposta di legge che, in rapporto alla situazione venutasi a creare con la legge istitutiva dell'ENEL mira a definire con maggior chiarezza i diritti statutari della Regione Valle d'Aosta in materia di utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico.

Ricordati gli orientamenti emergenti della sentenza della Corte costituzionale del 1964 ed il parere favorevole espresso dalla I Commissione, illustra l'articoletto del provvedimento, proponendo due emendamenti: il primo - articolo 2 - allo scopo di precisare che le utilizzazioni abusive saranno regolarizzate mediante subconcessioni da parte della Regione, facendo decorrere l'effetto soltanto dalla data di inizio dell'effettiva utilizzazione. Il secondo tende a sopprimere il primo comma e sancisce la non ripetibilità dei canoni demaniali per derivazioni a scopo idroelettrico, già versati dallo Stato alla Regione, cioè in sostanza vuol dire, in parole povere, che la Regione dovrà restituire circa un miliardo di denaro che già ha in parte introitato, dico circa 800 milioni-1 miliardo.

Intervenendo nella discussione generale il Deputato Allera, che è Comunista, dopo aver ricordato le radici storiche del diritto della Regione all'utilizzo delle proprie acque, evoca i numerosi conflitti di competenza tra Stato e Regione intervenuti soprattutto a seguito della legge istitutiva dell'ENEL. La sentenza della Corte costituzionale del 1964 ha riconosciuto la compatibilità di tale legge con lo Statuto valdostano, auspicando in proposito l'emanazione di un apposito strumento legislativo. Quanto agli emendamenti proposti, ritiene che essi debbano essere ulteriormente approfonditi.

Il Presidente Mammì conclude, anche in considerazione del fatto che la V Commissione bilancio non ha ancora fatto pervenire il suo parere, e accetta la richiesta del Deputato Milani, Comunista, del rinvio in seguito ad una prossima discussione. Questo mi pare che sia un atto - di cui sono certo che la Giunta sia al corrente - di estrema gravità. Nel momento in cui si sta trovando soluzione ad un problema che ha generato tanta polemica, ad un problema veramente importante e a cui si è cercato di dare soluzione nell'ambito dei principi stabiliti dalla sentenza della Corte costituzionale, in un modo estremamente corretto da parte della Valle d'Aosta, questo comportamento della Camera che ha il coraggio di affermare che tutti i Senatori e la Commissione Affari Generali della Camera hanno sbagliato tutto, che hanno il coraggio di dire che la Valle d'Aosta non ha diritto, naturalmente a questi sovracanoni, mi pare veramente un comportamento di centralismo e di poco rispetto dell'autonomia della Valle d'Aosta.

Io proporrei in questa materia, proprio per intervenire a tempo opportuno e nel momento opportuno, un ordine del giorno, da inviare al Presidente della Commissione della Camera, della Commissione Industria, all'Onorevole Mammì, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per le Regioni, e al Ministro per l'Industria, affinché questo problema venga sollecitato e venga approvata la proposta così qual è. Non so se il nostro Deputato sia stato presente in questa Commissione dell'Industria, dai verbali del Parlamento risulta che non abbia parlato. Risulta che hanno parlato solo l'Onorevole De Cocci, il Deputato Allera, Comunista, e il Deputato Milani. L'ordine del giorno che mi permetto di leggere è di questo tipo:

Ordine del giorno

Visto il disegno di legge già approvato dal Senato nell'adunanza del 18 dicembre 1974 e recante norme per l'utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico nella Regione Valle d'Aosta;

considerato che tali norme corrispondenti sostanzialmente a quelle della proposta della legge statale, già approvata dal Consiglio Regionale il 3 dicembre 1968, tendono a risolvere e regolarizzare nell'interesse dello Stato e della Regione le annose e complesse questioni di situazioni di ordine amministrativo tecnico e finanziario, sorte in materia di utilizzazione di acque;

considerato che nella relazione De Cocci della Commissione speciale sul disegno di legge riguardante l'istituzione dell'ENEL e il trasferimento ad essa delle imprese esercenti le industrie elettriche, veniva affermato che rimane immutata anche la titolarità della concessione delle acque assegnate dallo Statuto speciale alla Valle d'Aosta;

considerato che gli Onorevoli Bosco e Colombo avevano dato in Parlamento a nome del Governo autorevoli affermazioni secondo le quali, in sede di pratica attuazione delle citate leggi sarebbero stati salvaguardati i diritti spettanti alle Regioni a statuto speciale, in materia di utilizzazione di acque, secondo le norme dei rispettivi statuti;

ritenuto che la Corte Costituzionale ha formulato la seguente raccomandazione, non avendo... - eccetera, di cui si è già detto parecchie volte in Consiglio -;

considerato che le norme del disegno di legge recepiscono il principio della comprensione dei diritti statutari della Regione, nella misura in cui ciò si rende necessario per l'applicazione delle norme della legge 6 dicembre 1962, relativa alla nazionalizzazione delle industrie elettriche;

considerato che in seguito alle norme emanate in suddette materie, sono venute a cessare le entrate già derivanti allo Stato dalle impostazioni tributarie sui rilevanti redditi annui delle imprese idroelettriche assorbite dall'ENEL, quindi la Regione ha già un danno finanziario a seguito di questa riforma;

ritenuto che da tale situazione tributaria negativa dell'ENEL è derivato e deriva un grave danno finanziario alla Regione Valle d'Aosta, alla quale spettava e spetta una rilevante quota percentuale di ripartizione delle entrate tributarie annue dello Stato;

ritenuto che dall'eventuale ritardo nell'approvazione del disegno di legge statale di cui si tratta da parte della Camera dei Deputati deriverebbe fra l'altro l'ulteriore ritardo nel pagamento da parte dell'ENEL dei canoni di concessione per le utilizzazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico, da regolarizzare in Valle d'Aosta perché mancanti o divenute mancanti dell'apposito titolo giuridico.

Il Consiglio fa voti affinché il disegno di legge di cui si tratta sia sollecitamente approvato anche dalla Camera dei Deputati, nell'interesse della Regione e dello Stato.

Caveri (U.V.) - ...forse è opportuno che ci siano dei chiarimenti su questa materia, prima che ci sia la relazione sul bilancio, data l'importanza dell'argomento. Do la parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - In questi ultimi giorni mi sono occupato della questione delle acque e posso certificare che il Deputato Chanoux era presente, poiché abbiamo avuto numerose telefonate durante tutte le discussioni avvenute nelle differenti Commissioni, sia "Tarabini", sia quella della "Industria".

Ho già fissato un appuntamento per il 3 marzo a Roma per sapere esattamente quali sono i motivi che si nascondono sotto questa presa di posizione relativa a un progetto di legge che la Giunta continua a ritenere valido.

In quella sede spero di avere, ne ho già avuti alcuni, i chiarimenti necessari per poter spiegare il motivo di questo strano arresto in Commissione, motivo che probabilmente è dettato da una frase che mi è sfuggita nella quale ho detto che non è intenzione della Regione, o perlomeno non è intenzione di questa Giunta ammettere nuovi invasi in Valle d'Aosta, perché gli invasi costituiscono un tipo di colonizzazione.

Può darsi che questa frase abbia provocato delle remore, comunque mi riservo di riportare tutta la materia in questione con documenti scritti e specificare anche quali sono stati gli accordi verbali, a quanto pare, che erano stati presi precedentemente.

Caveri (U.V.) - A questo punto pensiamo di sospendere la seduta o di dare la parola al Consigliere Dolchi?

(voci di alcuni Consiglieri)

Sospendiamo i lavori per riprenderli alle 16,30.

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La seduta termina alle ore 12,47.