Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 570 del 7 giugno 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 570/IX - DIBATTITO IN MERITO ALL'APPLICAZIONE DEL DECRETO MINISTERIALE PER LA DETERMINAZIONE DEGLI STANDARDS DEL PERSONALE OSPEDALIERO. (Interpellanza)

PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco ed iscritta al punto 14 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

RICORDATO che per alcuni mesi, nel periodo novembre '88 - maggio '89, si è sviluppato un ampio dibattito tra Regione, U.S.L. e rappresentanze del personale sanitario in merito all'applicazione del decreto ministeriale 13 settembre 1988, concernente: "Determinazione degli standards del personale ospedaliero";

CONSTATATO che da alcuni mesi tutto tace e non si ha notizia né di atti amministrativi, né di disegni di legge elaborati in attuazione di tale decreto;

PREOCCUPATI che le inadempienze regionali possano essere assunte a pretesto dal Governo per avviare procedure sostitutive;

i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERPELLANO

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:

1) i motivi per cui non si e ancora provveduto sul piano amministrativo e su quello legislativo all'applicazione del D.M. 13.09.1988;

2) il giudizio della Giunta sulla possibilità di interventi sostitutivi da parte del Governo;

3) le intenzioni della Giunta in ordine ai provvedimenti attuativi del D.M. sopraricordato.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Nel settembre del 1988 era stato emanato un decreto ministeriale, concernente la determinazione degli standard del personale ospedaliero, che poneva alla nostra Regione, come a tutte le Regioni, una serie di problemi importanti: determinare con un meccanismo ponderato la situazione attuale dei posti-letto e far derivare dalla situazione attuale la futura necessità di personale in organico.

Le Regioni, come dice il decreto, entro tempi prefissati, devono prima far conoscere al Ministero qual è la situazione corrispondente ai posti-letto ed al personale, comparata con gli standard previsti, e successivamente devono approvare, con il Piano sanitario regionale, le modificazioni che ancora si rendessero necessarie.

Qualora le Regioni non provvedano, quel decreto dispone anche la possibilità di interventi sostitutivi da parte del Ministero.

Ora, nel periodo novembre - marzo (c'è un errore di trascrizione nel testo dell'interpellanza) ci sono stati numerosi incontri tra l'Assessore, il Presidente dell'U.S.L. e le organizzazioni sindacali della sanità, e sono stati prodotti anche documenti di contenuto lievemente diverso. Sembrava che il tutto dovesse giungere a conclusione, ma poi per un certo periodo non si è più avuta notizia di nulla.

L'interpellanza ha appunto lo scopo di conoscere le ragioni di questo silenzio, durato per un certo periodo, nonché quello di verificare a che punto ci si trovi con questi adempimenti, perché c'è la preoccupazione, che penso sia condivisa, che il Ministero possa intervenire, e quindi assumersi delle responsabilità, in una situazione che non conosce, facendo perciò dei guai, invece che dare soluzione ai problemi.

Con questa interpellanza, quindi, vogliamo conoscere a che punto è la discussione, se sono stati presi dei provvedimenti e quali sono le intenzioni della Giunta rispetto al Piano sanitario regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):L'applicazione del decreto ministeriale 13 settembre 1988 rappresenta per la Valle d'Aosta un impegno, sia di rilievo tecnico, sia di decisione politica, essenzialmente per tre motivi.

Primo: perché la Regione dispone di un Piano sanitario aggiornato di recente, con legge n. 156 del 1988, che non ha potuto tener conto dei criteri e dei parametri di programmazione stabiliti nel sopracitato decreto. Tali criteri, imperniati sullo stretto rapporto tra numero di posti-letto ed organico del personale, nonché su una concezione dell'assistenza ospedaliera distinta dalle restanti funzioni sanitarie gestite dall'U.S.L., non trovano peraltro riscontro nell'impostazione dell'attuale Piano sanitario regionale.

Secondo: perché, nel corso del periodo concesso alla Regione per l'applicazione del suddetto decreto, sono stati presentati, a livello nazionale, la bozza di Piano sanitario nazionale, che comprende la materia già trattata nell'ambito del decreto sugli standard, nonché i decreti legge di modifica delle strutture amministrative dell'U.S.L. e degli ospedali, ponendo nuovi punti di riferimento per l'applicazione del sopracitato decreto.

Terzo: perché sono tuttora in corso trattative con l'Ordine Mauriziano di Torino, il cui esito è strettamente connesso con la prossima applicazione dell'art. 20 della legge finanziaria 1988, relativo al programma nazionale di investimenti in materia sanitaria, nonché col programma di riorganizzazione delle strutture ospedaliere regionali da prevedere nell'ambito dell'applicazione del sopracitato decreto ministeriale.

In merito a tale problematica, la Giunta regionale, in data 24 marzo 1989, ha adottato un apposito provvedimento redatto dall'Assessorato alla Sanità, per la redazione del quale si è tenuto conto sia della proposta dell'U. S.L., sia delle osservazioni delle organizzazioni sindacali incontrate nei primi mesi di quest'anno. Si tratta ovviamente di un provvedimento amministrativo, a cui devono seguire le modifiche delle tabelle organiche del personale, previste dalla legge regionale n. 56 del 1988, nonché le modifiche alla impostazione generale del Piano sanitario regionale vigente.

Tale provvedimento è stato consegnato in bozza, a livello tecnico, al competente Servizio del Ministero della Sanità, per la preventiva valutazione e per le intese che ormai sono giunte pressoché al termine. Ovviamente la consegna di tale documento è tenuta in debito conto dal suddetto Ministero, il quale, in attesa che la Regione formalizzi il proprio provvedimento, non ha assunto, né intende assumere, alcuna decisione per l'intervento sostitutivo, nel senso che c'è la garanzia del Ministero che, essendo il documento già preparato a livello tecnico, attenderà che la Giunta lo faccia proprio e lo formalizzi.

Nell'evidenziare, infine, che il Ministero ha espresso, a livello tecnico ed in linea di massima, una valutazione favorevole su quanto indicato nella bozza del provvedimento, è evidente che la Giunta, in breve termine, dovrà concludere l'iter formale della prima fase di adempimento del decreto ministeriale sopracitato, per poi passare, in ambito consiliare, alla modifica delle suddette leggi regionali per conglobare nelle nuove modifiche quanto contenuto dal programma degli standard formulato dalla Regione e dall'U.S.L..

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Mi rallegro che il Ministero ha assicurato che non vi saranno interventi sostitutivi, anche perché a volte il Ministro, oggi dimissionario, ha dato prova di decisioni rapide ed improvvise, non sempre apprezzabili.

Se ho capito bene, la Giunta ha già deliberato...

(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...J

... E' già stata pubblicata?

(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)

... che non è stata ancora pubblicata, ma che è stata trasmessa al Ministero come bozza, per possibili determinazioni. Mi sembra poi che la Giunta intenda anche presentare dei disegni di legge al Consiglio per le modifiche relative alla pianta organica, che si rendessero necessarie in conseguenza dell'adozione della delibera.

Diciamo allora che, anche se non se ne è venuti a conoscenza, dei passi in avanti dovrebbero comunque essere stati compiuti; per entrare nel merito, però, noi attendiamo di verificare i contenuti. Invitiamo tuttavia la Giunta a verificare nelle forme possibili, con il personale e le associazioni sindacali interessate, se le sue determinazioni sono quelle più attendibili ed opportune.