Oggetto del Consiglio n. 389 del 22 marzo 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 389/IX - STUDIO DI UN PIANO COMPLESSIVO PER L'APPROVVIGIONAMENTO E LA DISTRIBUZIONE DI ACQUA POTABILE NEI COMUNI VALDOSTANI. (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco:
INTERPELLANZA
CONSTATATO che nei diversi comuni valdostani sono molto differenziati i costi sostenuti per il rifornimento idrico e che altrettanto diversificati sono i criteri adottati per i canoni richiesti agli utenti (si passa dalle 20 alle 600 lire al metro cubo; si richiedono canoni a forfait, a rubinetto, a pollice di portata, ecc.);
i sottoscritti Consiglieri
del Gruppo comunista
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) se sia allo studio un piano complessivo per l'approvvigionamento e la distribuzione di acqua potabile nei comuni valdostani;
2) quali siano gli intendimenti della Giunta in merito a strumenti normativi o societari che garantiscano una maggiore uniformità dei costi e dei canoni ed un minore spreco di risorse idriche, energetiche e finanziarie.
PRESIDENTE:Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI): C'è stata recentemente una trasmissione che ha coinvolto Amministratori comunali e regionali in seguito alla carenza di acqua in alcune zone della città di Aosta. Nel corso di quella trasmissione è venuto fuori il problema delle difficoltà del Comune di Aosta ad avere quantità di acqua potabile a disposizione a costi contenuti. Diceva l'Assessore Borre che viene speso mezzo miliardo all'anno solo per l'energia elettrica necessaria a caricare nella vasca l'acqua prelevata dai pozzi.
Questo problema dell'acqua è interessante, se analizzato, perché da una parte mette in evidenza i costi differenziati delle diverse Amministrazioni comunali nel dotarsi dell'acqua potabile, dall'altra mette in evidenza i costi che vengono fatti pagare ai cittadini. Si va da alcuni Comuni che fanno pagare 20 lire al metro cubo ad altri che arrivano a far pagare per le fasce di supero fino a 600 lire al metro cubo. Ci sono metodi diversissimi nel calcolo: qualcuno conta il numero dei rubinetti, qualcuno fa pagare a forfait, qualcun altro fa pagare a pollici di portata c'è una situazione di assoluta incongruenza.
Quello dell'acqua sta diventando un problema di interesse generale. Esistono in altre zone del paese questioni di potabilità e di salubrità dell'acqua; in Valle d'Aosta per nostra fortuna non siamo a quel punto, ma comunque una politica per la salvaguardia di questo bene credo sia interessante.
Con questa interpellanza vogliamo chiedere alla Giunta se è stata affrontata la questione, se c'è qualche studio che riguardi la fase di approvvigionamento dell'acqua potabile, perché è assurdo che nella nostra Regione ci siano Comuni costretti a spendere centinaia di milioni per l'energia elettrica, quando magari con altre soluzioni potrebbero essere risolti questi problemi.
Chiediamo anche se non sia possibile intervenire sulla fase dei costi per i cittadini, perché probabilmente è giusto difendere sempre l'autonomia comunale, ma autonomia intesa come capacità di decidere e di fare scelte; l'autonomia comunale di far pagare più cari questi servizi è una questione relativa. Probabilmente se ci fosse una organizzazione differente della distribuzione, si potrebbe arrivare a un abbassamento complessivo dei costi, a un miglioramento dei servizi.
Vorremmo quindi sapere dalla Giunta se ha esaminato queste possibilità, perché hanno rapporti con la nostra Regione società che sono forse interessate e che potrebbero avere un loro ruolo. Sto parlando della DIGRAVA, per esempio, che si dovrà occupare della distribuzione del metano. E' ipotizzabile una società che pensi a più di un servizio, non soltanto a distribuire questo tipo di energia.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Fosson. ne ha facoltà.
FOSSON (DC):Il Consigliere Mafrica ha affrontato un tema di interesse generale, che ha già suscitato alcune discussioni all'interno della Giunta regionale ed alcune valutazioni proprio per il suo interesse.
Il discorso da cui il Consigliere Mafrica partiva, quello della carenza d'acqua della città di Aosta e quindi del costo per emungere l'acqua dai pozzi, del costo dell'energia elettrica per riempire i serbatoi alla quota sufficiente, è un fatto reale, che di conseguenza fa costare l'acqua più di quanto non costi in altre situazioni. A questo proposito posso dire che il progetto dell'acquedotto del Monte Bianco, che sta andando avanti nella sua fase di progettazione, tende proprio ad eliminare la necessità di emungere dalla falda della città di Aosta il suo fabbisogno idrico; il nuovo acquedotto riguarderà non soltanto Aosta ma anche altri Comuni del circondario che oggi come oggi attingono per il tramite di pozzi alla falda (ad esempio Jovençan o altri Comuni del circondario di Aosta).
Problema analogo, che è in fase di soluzione, è quello che riguarda altri Comuni del fondovalle, come Verrès e Pont-Saint-Martin, che attualmente sono nella situazione di Aosta. In questo senso è quindi l'impegno dell'Amministrazione regionale.
Per quanto riguarda un piano complessivo per l'approvvigionamento, esiste agli atti una indagine relativa alle sorgenti disponibili. Sempre sul problema dell'approvvigionamento c'è stato uno scambio di corrispondenza con i Comuni, nel senso che tutti i Comuni hanno notificato alla Regione le sorgenti di loro proprietà o presenti nel loro territorio. Il passo successivo sarà chiaramente quello di vedere il problema da un punto di vista generale ed è quanto la Giunta regionale intende fare, proprio per ottimizzare l'utilizzo delle risorse idriche che, come giustamente dice il Consigliere Mafrica, in Valle d'Aosta non creano assolutamente per il momento problemi (e speriamo che non ne creino in futuro), ma proprio per questo occorre arrivare ad eliminare gli sprechi.
Citava il Consigliere Mafrica un tipo di pagamento, o in base al diametro del tubo o sul contatore o sul numero di alloggi; in effetti è un problema non indifferente neanche questo. Ci sono dei problemi tecnici a riguardo dei contatori in alta montagna, ma non voglio entrare in questi particolari. Voglio solo dire che c'è la volontà di arrivare ad una valutazione globale del problema e a dare uno strumento di base a tutti i Comuni.
Riguardo ai prezzi, lasciamo all'autonomia di ogni Comune stabilire in funzione del servizio prestato il prezzo. L'interesse dell'Amministrazione regionale è comunque di garantire un minimo indispensabile per tutti i Comuni e per tutti i cittadini.
L'ipotesi di una società unica o di un numero ristretto di società che gestiscono i servizi, è un suggerimento che potrà essere esaminato e sul quale si potrà discutere.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI): Credo che sarebbe opportuno portare all'esame della Commissione competente qualche elemento su questo progetto dell'acquedotto del Monte Bianco, perché se ne parla in tante sedi ma il Consiglio non conosce elementi a sufficienza.
E' interessante anche la questione relativa alle indagini sulle sorgenti; credo che se fosse possibile averne una copia il nostro Gruppo sarebbe interessato.
Apprezziamo anche l'interessamento che la Giunta dimostra alla ipotesi di una società per i servizi, anche se mi pare che per il momento non ci siano delle posizioni precise.
Credo che questa cosa dovrebbe essere valutata proprio per ciò che riguarda il risparmio e la possibilità di addivenire a costi minori per i cittadini. E' un'ipotesi che può rivelarsi interessante e quindi suggeriamo alla Giunta di approfondirla.
