Oggetto del Consiglio n. 273 del 11 gennaio 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 273/IX - PROGRAMMA DI LAVORI PUBBLICI PER L'ANNO 1989 E RIFERIMENTI AL TRIENNIO 1989/91.
PRESIDENTE:Do lettura della proposta di deliberazione in oggetto, nel testo predisposto dalla II Commissione consiliare permanente, ai sensi del terzo comma dell'art. 28 del Regolamento interno.
IL CONSIGLIO
- visto il parere della II Commissione consiliare permanente;
DELIBERA
a) di approvare, in via di massima, il programma di opere di pubblica utilità per l'anno 1989 di competenza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, allegato, quale parte integrante alla presente deliberazione;
b) di delegare la Giunta regionale ad assumere, per le opere elencate, le decisioni relative all'approvazione dei progetti, all'appalto ed all'esecuzione dei lavori, all'approvazione dei finanziamenti ed alla liquidazione delle spese nei limiti degli stanziamenti recati dai corrispondenti capitoli di bilancio;
c) di autorizzare la Giunta regionale a derogare all'ordine di priorità delle opere, quale indicato nelle tabelle di programma, nei casi in cui motivi tecnici e di opportunità lo rendano necessario e a superare il limite massimo di spesa di cui al Regolamento regionale 5 febbraio 1962 e successive modificazioni ed integrazioni per l'esecuzione in economia dei lavori da finanziare sui capitoli n. 45250, 22600, 22650, 28530, 28510, 26400, 27960 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1989.
PROGRAMMA DEI LAVORI
(...omissis...)
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson: ne ha facoltà.
FOSSON (DC):Faccio una annotazione di carattere preliminare: il piano lavori che approviamo è quello allegato nella seconda parte della deliberazione, cioè è quello che ho proposto alla Commissione e che la Commissione ha fatto proprio. In esso ci sono alcune varianti di ordine formale rispetto a quello che era stato presentato alla Commissione. Ho voluto fare questa precisazione per i Consiglieri che non hanno partecipato ai lavori della Commissione che ha espresso il suo parere sul programma dei lavori pubblici.
Aggiungo ora due parole di illustrazione, senza entrare nel merito dei singoli capitoli. Quello che era il programma dei lavori pubblici agli inizi degli anni '80, diventa oggi molto più articolato, nel senso che non tutto quello che riguarda i lavori pubblici è compreso in questo programma di lavori, perché ci sono anche altre strade o altre valutazioni. Una è quella del FRIO, che riguarda i lavori di interesse comunale di una certa entità, che segue una sua strada per l'ammissibilità alla costruzione, quella cioè del nucleo di valutazione del FRIO.
Ci sono poi altri interventi di ordine turistico-sportivo, che fanno parte del piano delle infrastrutture turistico-sportive; ci sono i piani di edilizia sanitaria, che, per quanto riguarda la costruzione, fanno capo ai Lavori Pubblici, ma che però non vengono affrontati ed esaminati in questo programma di lavori pubblici.
Per quello che riguarda, quindi, il programma che proponiamo al Consiglio, c'è una elencazione di opere di viabilità di importanza regionale: le strade regionali o le strade intercomunali. Sottolineo il fatto che si va avanti nei programmi di completamento e di miglioramento della viabilità e della sicurezza sulle strade regionali. Non sto ad elencarle, ma i Consiglieri possono leggerle sulle schede allegate, anzi credo che sicuramente le abbiano già viste.
Nell'elenco figurano anche le strade intercomunali, con priorità per la strada dell'envers, la cui progettazione è praticamente completata e per la quale in questo anno 1989 si procederà agli appalti, perlomeno di una certa serie di lotti.
I Consiglieri avranno notato che, per quello che riguarda le opere di sistemazione idraulica, c'è una contrazione nei fondi. In effetti ciò fa seguito al fatto che negli anni passati è stata sostenuta una grossa spesa, specie per quello che riguardava la Dora in prossimità della città di Aosta, anche in funzione della costruzione della tangenziale, ma dipende anche dal fatto che là dove era necessario fare degli interventi, questi sono stati fatti, per cui non è più il caso di andare a canalizzare tutti i corsi d'acqua, anche là dove questo non è più necessario. La diminuzione della cifra, quindi, corrisponde proprio alla volontà politica di seguire una certa strada. C'è poi un'altra tabella che riguarda la sistemazione di frane e di assestamento di terreni in zone urbanizzate.
Per quanto riguarda le opere di adduzione dell'acqua potabile, sottolineo il completamento dell'acquedotto di Pont-Saint-Martin e Donnas, il proseguimento dell'acquedotto della Valle d'Ayas e l'impostazione dell'acquedotto del Monte Bianco. Non ci sono riferimenti agli impianti di depurazione delle acque, proprio perché in una prima fase facevano parte della legge n. 61 del 1965, mentre da quest'anno fanno parte del FRIO.
C'è il completamento di alcune strutture scolastiche relative alle scuole superiori. C'è la previsione dell'inizio della costruzione dell'I.P.R. di Morgex e dell'Istituto d'arte. C'è poi ancora tutta una serie di opere di manutenzione degli stabili di proprietà regionale ed infine c'è il solito elenco dei cantieri in economia e di lavoro presenti nei diversi Comuni, che permette di andare incontro alle esigenze lavorative di una certa fascia della popolazione e nel contempo permette di intervenire nei Comuni con lavori più piccoli, che non fanno parte di programmi più ampi o più importanti, ma che sono pur sempre interessanti nelle nostre piccole realtà.
Ecco, questo è, sia pure molto sinteticamente, il programma dei lavori che viene presentato sotto una veste che ormai è usuale da tre o quattro anni, quella di una certa schedatura, indicata in un certo modo, così com'è spiegata nelle note metodologiche allegate.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI): Non avendo potuto partecipare ai lavori della Commissione, voglio fare qualche considerazione e sollevare anche alcuni interrogativi.
All'inizio della relazione si dice che il piano lavori è stato impostato secondo lo schema adottato nell'anno 1988 e, siccome l'anno scorso avevo fatto alcuni rilievi, mi permetto di riproporli. Questo piano dovrebbe, in particolare, essere lo strumento della programmazione regionale nel campo dei lavori pubblici e viene in Consiglio perché il Consiglio abbia una visione d'insieme degli interventi e sappia e possa valutare la validità economica delle opere che l'Amministrazione regionale intende realizzare.
Ora, io qui vedo una discrepanza, per quanto riguarda la valutazione delle priorità e l'opportunità degli interventi, tra quanto chiediamo ai Comuni con il FRIO e quanto invece fa l'Amministrazione regionale con le proprie scelte. Specifico meglio.
Due sono gli elementi di rilievo, fattimi riassumere da alcune delle schede del FRIO, che vengono svolti nell'ambito del cosiddetto nucleo di valutazione del FRIO. Il primo è sulla validità economica dell'intervento, in funzione del contesto economico e sociale in cui si colloca. Il secondo concerne la qualità della progettazione. Sono due elementi qualificanti, come abbiamo detto altre volte, del FRIO.
Ecco, noi qui non li vediamo. Perché? Perché il programma dei lavori, come è giustamente indicato nella relazione, si preoccupa di tenere conto di alcune informazioni, come lì vengono definite, che si richiamano alle caratteristiche fisiche dell'opera, ai connotati organizzativi (il riferimento, ad esempio, è al fatto che ci sono già due lotti realizzati per cui si realizzano quelli successivi), a caratteristiche finanziarie che si riferiscono alla stima di larga massima del costo complessivo dell'opera e poi ad eventuali connessioni funzionali con altri interventi di carattere comunale, sovraccomunale o regionale.
Nel definire le priorità, però, nel punto 1.3. si dice che le decisioni vengono assunte sulla scorta di valutazioni politiche che riguardano "il grado di avanzamento dei lavori rispetto all'investimento totale", e questa è una cosa pacifica. Riguardano ancora la "esistenza di connessioni funzionali con le altre opere di interesse regionale o locale; il grado di efficienza dell'opera rispetto all'utenza da servire....".
Non so se sono riuscito a chiarire il senso di questa prima osservazione. Perché nella valutazione delle priorità non facciamo anche una valutazione di carattere economico e sociale sull'intervento? L'altra domanda è: in che modo viene valutata la validità del progetto rispetto all'opera?
Secondo ordine di questioni: i riferimenti finanziari. Analizzando gli importi, salta all'occhio come si siano previsti in bilancio stanziamenti per 56 miliardi e 200 milioni, mentre qui nel programma si fa una previsione di 132 miliardi e 223 milioni, vale a dire due volte e mezzo l'importo stabilito in sede di bilancio.
Inoltre, in una frase che, se mi permettete, è un pochino ridicola, si dice che "le eccedenze fra importi di programma e disponibilità di bilancio sono motivate da sopravvenute necessità di intervento non considerate in sede di bilancio". Ora, che in meno di un mese si siano verificati tali e tanti imprevisti, che non erano stati considerati in bilancio, secondo me è abbastanza ridicolo, ma nel secondo alinea si aggiunge che tali eccedenze sono motivate dall'opportunità di riservarsi opzioni alternative agli investimenti". Allora la domanda esplicita che voglio fare, per poter dare un giudizio sulla congruità, è questa: si intendono aumentare i 56 miliardi previsti in bilancio? E, se sì, di quanto?
Secondo: se il divario è ancora troppo ampio, allora quella frase ("riservarsi opzioni alternative") vuol dire, in altri termini, che qui non esiste alcun criterio di priorità. Se infatti il divario diventa grosso, la scelta sarà fatta sulla base di elementi che non c'entrano per niente col programma che noi oggi votiamo, tant'è che nel deliberato - e lo faccio notare perché si sappia - c'è scritto che noi approviamo questo programma in linea di massima. Ma cosa vuol dire "in via di massima"? Vuol dire forse che lo approviamo più o meno? Faccio notare, inoltre, che la Giunta è autorizzata a derogare comunque, anche a prescindere dall'ordine di priorità, e, siccome si tratta di opere che sono due volte e mezza gli stanziamenti, ciò significa che le probabilità hanno uno scarso significato.
Io lo leggo così, a meno che non mi si dica che, in realtà, si prevedono 132 miliardi; però poi faremo delle variazioni di bilancio per andare a 100 o 110 miliardi, per cui c'è quel margine di manovra dovuto ad eventuali difficoltà di tipo tecnico, che si possono incontrare. Così è credibile, ma se il divario è questo, permettetemi di dire che la cosa non è assolutamente credibile.
Queste erano le osservazioni che avrei voluto fare in Commissione e che non essendo stato presente, per colpa mia, ho fatto qui in aula. Detto questo, poiché non intervengo sui singoli interventi, dico subito che, sul complesso degli interventi, per quanto ci riguarda, la necessità di un piano di lavori serio, che abbia priorità ben definite, è una necessità oggettiva. Molte volte, infatti, abbiamo chiesto in Consiglio regionale che si uscisse dalla genericità e dall'assoluta discrezionalità e quindi, da questo punto di vista, voglio anche riconoscere che, negli ultimi anni, sono stati compiuti dei passi in avanti; tuttavia mi pare che abbiano ancora bisogno di una risposta alcuni degli interrogativi che oggi ho sollevato.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS): Approvare un piano come quello che ci è stato presentato, significa effettivamente consegnare nelle mani della Giunta un potere decisionale immenso, perché con la deliberazione, in pratica, si delega tutto alla Giunta: si approva in linea di massima questo programma di opere, ma poi si delega la Giunta ad approvare per tutte queste opere i progetti, gli appalti, l'esecuzione dei lavori, i finanziamenti, la liquidazione delle spese... Eppure, qui ci troviamo di fronte anche a delle opere che sono di notevole portata, non solo finanziaria, ma anche dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.
Faccio solo riferimento all'acquedotto del Monte Bianco, che impegna 30 miliardi: si tratta di un'opera che richiede una valutazione molto attenta e noi siamo molto perplessi sull'opportunità di realizzare questo acquedotto, la cui attuazione va valutata anche sotto una serie di aspetti idraulici. Che conseguenza avrà questo ulteriore intervento di captazione di sorgenti, che priverà ancora di più la Dora Baltea delle sue già scarse acque? C'è quindi da valutare tutta una serie di interventi molto grossi.
Io credo che non sia corretto dire: "Noi prevediamo quest'opera, mettendo lì una cifra di 30 miliardi, poi spetterà alla Giunta approvare i progetti, appaltare...". Mi sembra che questa deliberazione, così com'è impostata, sia una specie di delega in bianco, senza forme di concertazione e di controllo che privano di fatto il Consiglio di importanti strumenti di verifica e di controllo.
In particolare, quindi, per quanto riguarda una serie di opere di notevole dimensione, che sono previste all'interno di queste tabelle, io chiedo che la Giunta si impegni comunque a portare i relativi progetti in Commissione e, se necessario, anche in Consiglio, in modo che ci sia una discussione approfondita sull'opportunità di realizzare queste opere e sui loro vantaggi, ma anche sui loro possibili inconvenienti.
Vorrei chiedere alcuni chiarimenti su degli aspetti specifici, anche perché la lettura di queste tabelle non è molto agevole per chi, non facendo parte della Commissione, non ha potuto seguire la loro preparazione. Faccio alcuni esempi.
Qui si parla del completamento del parcheggio pluripiano di via Carrel, che è una questione che si trascina da parecchi anni. Sappiamo che il progetto del 1984, se leggo bene, aveva una previsione complessiva di spesa di 9,3 miliardi, ma in base a questa tabella sembra di capire che dovrebbe essere ultimato entro il 1989, perché nella colonna che indica la fine dei lavori è segnata la data del 1989. D'altra parte, però, gli investimenti ancora da realizzare qui sono quantificati in 4,3 miliardi, ma l'impegno annuale e quello triennale sono limitati a 2,3 miliardi. Mi chiedo, quindi, dove stiano gli altri 2 miliardi.
Rispetto a quest'opera chiedo se è confermato questo tipo di lettura, cioè se nel corso di quest'anno sarà ultimata ed entrerà in funzione e qual è in realtà l'entità delle opere ancora da realizzare, perché in queste tabelle c'è scritto che c'è ancora una quota molto alta, pari al 47%, di opere da realizzare.
Vorrei avere chiarimenti su un'altra questione, sempre relativa alla pagina 30, dove sono elencate le "ristrutturazioni di beni immobili non adibiti ad uffici", tra le quali compare anche la ristrutturazione degli immobili ex Casa Gagliardi. Intanto qui c'è una dizione che non capisco da dove salti fuori: "Immobili ex Casa Gagliardi da adibire ad alloggi militari in via Saint-Martin de Corléans". Ma chi mai ha deciso che questi alloggi andavano adibiti ad alloggi militari?
Possiamo anche andare a prendere la relativa deliberazione del Consiglio, ma è certo che questa casa è stata acquisita dal Consiglio regionale con una motivazione ben precisa, cioè l'utilizzo ad edilizia residenziale, soprattutto in prospettiva delle necessità dell'intervento di ristrutturazione nel Quartiere Cogne: per questo è stata acquisita l'ex Casa Gagliardi di Via St-Martin de Corléans; mentre qui, con un colpo di mano, questa destinazione è stata cambiata, perché l'edificio viene adibito ad alloggi per militari.
Mi sembra che questa scelta sia in contrasto con le decisioni del Consiglio regionale, per cui io chiedo che questa dizione venga modificata, oppure, se la dizione rimane inalterata, chiedo l'impegno, di cui avevamo già discusso anche altre volte in Consiglio, che questi alloggi siano destinati all'edilizia residenziale pubblica.
A parte il fatto che l'onere di investimento mi sembra molto alto, perché si parla di 3,1 miliardi, mi stupisco che questo edificio non sarà ultimato prima del 1991, perché così è scritto a pagina 30, quando basterebbe passargli davanti per avere l'impressione che sia quasi completato; da queste tabelle sembra invece che verrebbe finito nel 1991 e che si dovrebbero attuare ancora 2,75 miliardi di investimenti. Non mi è chiaro, quindi, questo aspetto..
(...... Interruzione del Consigliere Bajocco ...)
E' finito, appunto. Probabilmente qualche errore in questa tabella.
Sempre nella stessa pagina 30, si parla del "rifacimento tetto ed altre opere a carattere conservativo dello stabile denominato palazzo Ansermin in Aosta", per il quale vedo che ci sono 400 milioni, probabilmente per il rifacimento del tetto. Approfitto di questa voce inserita nel piano lavori per chiedere notizie sul suo utilizzo e sulle intenzioni dell'Amministrazione regionale in merito, anche perché la questione si trascina da moltissimo tempo. Sappiamo che c'erano dei problemi di proprietà per l'utilizzazione dell'edificio, però io credo che non si tratti solo del rifacimento del tetto nel senso che deve essere risistemato tutto l'edificio, anche perché mi risulta che degli alloggi, che si trovano in condizioni assolutamente non igieniche, sono attualmente affittati ed abitati da nuclei familiari.
Veniamo ad altri aspetti. E' vero che nel piano lavori c'è una sensibile riduzione degli interventi di sistemazione idraulica; questo dato ci conforta, perché temevamo fortemente che questo tipo di interventi proseguisse, incrementando i già gravi danni ambientali ed idraulici. In questo piano lavori tuttavia ci sono ancora cospicui stanziamenti, che sono un ulteriore motivo che ci determina a non condividere le previsioni di spesa in esso contenute.
C'è poi il problema dell'acquedotto del Monte Bianco. Io credo che su questo argomento bisognerebbe arrivare ad un esame molto più approfondito, perché non si tratta solo di una scelta ingegneristica, nel senso che non dobbiamo solo vedere se il progetto è fattibile, perché sicuramente è fattibile, e se costa molto, perché pur avendo dei costi elevati può comunque essere realizzato; si tratta invece di vedere se l'opera è opportuna e necessaria, anche perché sappiamo tutti che il Comune di Aosta negli anni '70 aveva commissionato degli studi che indicavano un sistema di approvvigionamento idrico della città che avrebbe attinto l'acqua da tutt'altra direzione.
Questo intervento, quindi, ci lascia molto perplessi e noi chiediamo che, prima di approvare un progetto di questo genere, ci sia un approfondito esame, da parte delle Commissioni e del Consiglio regionale, di tutti gli aspetti che gli sono connessi.
PRESIDENTE:Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (DC):Partirei dalla considerazione del Consigliere Riccarand, relativa al fatto che tutto viene delegato alla Giunta. Di fatto. viene delegato alla Giunta soltanto di appaltare e di spendere per quello che è relativo all'impegno annuale. Normalmente, negli aggiustamenti, nelle correzioni o ridefinizioni che ci sono al momento della preparazione dell'appalto, si verificano alcune discordanze e, di fatto, non so percentualmente in quanti casi, ma sicuramente in molti, in questo Consiglio si torna ad approvare, o perlomeno a ratificare, le deliberazioni di Giunta. Questa mattina stessa, infatti, il Consiglio regionale ha ratificato una serie di deliberazioni assunte dalla Giunta in via d'urgenza, che concernevano appalti di lavori già previsti nel piano dei lavori.
Questo vale per dire che il controllo del Consiglio c'è sempre. Inoltre. poiché il nuovo Regolamento consiliare prevede per tutta una serie di deliberazioni una discussione preventiva in Commissione consiliare. il Consiglio è sempre in grado di controllare l'operato della Giunta e, nel caso particolare, dell'Assessorato ai Lavori Pubblici. Tutto sommato, questa procedura non è negativa: fa perdere un po' più di tempo a tutti, però permette una discussione più ampia, alla quale peraltro non ci siamo mai sottratti.
Per quanto riguarda il caso specifico dell'acquedotto del Monte Bianco, il Consigliere Riccarand avrà potuto vedere come l'impegno dell'anno è dell'ordine - cito a memoria, ma basterebbe leggerlo - dei 500 milioni, una cifra cioè che corrisponde all'incirca al pagamento dei rilievi o delle spese progettuali. A questo proposito c'è una mozione, o un ordine del giorno, che è stata approvata nella scorsa legislatura su proposta dell'ex Consigliere Torrione, che invita la Giunta regionale a portare in discussione al Consiglio regionale il progetto dell'acquedotto del Monte Bianco. Proprio perché ci rendiamo conto che tale progetto non è di portata indifferente, noi riteniamo di dover e poter fare questa discussione nelle sedi opportune del Consiglio, ma quando ci saranno gli elementi necessari e sufficienti.
Torno a ripetere che la delega data da questo piano lavori alla Giunta, in merito a questo acquedotto, non è in bianco e noi intendiamo affrontare la più ampia discussione possibile, proprio perché non vi siano zone di ombra e non vi siano momenti non discussi.
Per il parcheggio di via Carrel, la spesa originaria prevista di 9 miliardi rimane tale e quale, anzi probabilmente spenderemo qualche centinaio di milioni in meno. E' stato appaltato e completato il primo lotto, quello delle strutture, dell'importo di circa 4 miliardi; è stato appaltato un secondo lotto di 4 miliardi e rotti, 2 dei quali circa impegnati sul bilancio dell'anno scorso ed i restanti 2 e rotti sul bilancio del 1989 e sono quelli che sono scritti in questo piano dei lavori. Confermo quindi la fine dei lavori per la prossima primavera e confermo anche la spesa intorno ai 9 miliardi, che erano quelli della previsione originaria.
L'ex Casa Gagliardi è effettivamente finita, anche se c'è ancora quell'impegno annuo per il 1989 di 300 milioni per la finitura. I 2 miliardi e 750 milioni devono essere sfuggiti nella revisione dal 1988 al 1989, perché devono essere spesi nel triennio, ma il triennio termina con il 1989.
La dizione "da adibire ad alloggi militari" è presente dal momento in cui il lavoro è stato appaltato e non è stata aggiunta quest'anno. Mi pare che un'analoga discussione l'abbiamo già affrontata l'anno scorso con il Consigliere Sandri.
Per quanto riguarda il palazzo Ansermin, c'è un problema di acquisizione perché non tutto l'edificio è di proprietà regionale: probabilmente la Regione ne possiede circa la metà. In effetti è da alcuni anni che prevediamo una spesa per il rifacimento del tetto, che però deve essere fatto in condominio, per cui ci deve essere la partecipazione anche della restante proprietà non regionale. E' per questo che non si è ancora potuto provvedere alla sistemazione del tetto. La volontà dell'Amministrazione è quella di acquisire per intero il palazzo Ansermin e di ristrutturarlo, ma è ovvio che questa soluzione richiederà dei tempi non brevissimi.
Sulle considerazioni generali del Consigliere Tonino, relative alla qualità della progettazione e alla validità economica degli interventi, posso dire che, per quanto riguarda la qualità della progettazione, si tratta di progetti redatti per incarico dell'Amministrazione regionale, che vengono verificati puntualmente dagli uffici. Proprio questa mattina ho ricordato l'episodio dell'Ecole de neige che è stata verificata e sezionata in tutti i suoi più piccoli dettagli, a dimostrazione, quindi, del meticoloso controllo che viene effettuato. Questo ovviamente non significa che non possano sfuggire delle sviste o degli errori, che sono comunque possibili.
Per quanto concerne la validità economico-sociale degli interventi, il Consigliere Tonino ricordava le schede del FRIO. Posso dire che anche noi, pur non arrivando alla schematicità di quelle schede, cerchiamo di fare delle valutazioni abbastanza precise e puntuali. Per esempio, quando si pensa che per Rhêmes Notre Dame si sono spesi o si spenderanno decine di miliardi soltanto per la strada e per i paravalanghe, ci si può anche chiedere se valga la pena di spendere tutti quei soldi per 90 o 100 abitanti. Noi riteniamo di sì, proprio perché riteniamo che valga la pena che in montagna continui ad abitare della gente e ad abitarvi in condizioni perlomeno vivibili e possa continuare a svilupparsi un certo tipo di economia.
L'utilità dei criteri di priorità e della possibilità di giocare su una vasta gamma di opzioni alternative è dimostrata dal fatto che ci sono 56 miliardi in bilancio, a fronte di una previsione che è di 2,2 volte superiore, e non proprio di 2,5, proprio perché occorre anche verificare la capacità reale di spesa. Ora io dico che se a giugno o luglio, cioè al momento della variazione del bilancio, avremo impegnato tutti i 56 miliardi, nel senso che saremo stati in grado di dimostrare che sono spendibili nell'anno e che magari nell'anno ne sono spendibili ancora di più, conseguentemente andremo ad aumentare i capitoli di bilancio per spendere ulteriormente...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
.. Naturalmente, se ci saranno i fondi. Si tratta di rapportare i lavori da eseguire alla capacità reale ed effettiva di spesa dell'Amministrazione regionale e della struttura regionale ma non tanto di questa quanto anche e piuttosto delle imprese e del potenziale umano della nostra Regione.
Faccio un'ultima osservazione sulla dizione "approvazione in via di massima", anche se penso di aver già risposto parlando di quanto detto dal Consigliere Riccarand. Sì, si tratta di una approvazione in via di massima, proprio perché c'è la possibilità di questi aggiustamenti, ma si tratta di aggiustamenti che poi vengono puntualmente verificati in Consiglio regionale.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la deliberazione in oggetto, nel testo predisposto dalla II Commissione consiliare permanente, ai sensi del terzo comma dell'art. 28 del Regolamento interno, e della quale abbiamo già dato lettura.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 25
Votanti: 25
Favorevoli: 24
Contrari: 1
Il Consiglio approva
