Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3681 del 20 aprile 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3681/VIII - RICHIESTA DI DANNI DA PARTE DI UNA SOCIETÀ PRIVATA PER PRESUNTA RESPONSABILITÀ DELLA REGIONE PER I RITARDI NEL COMPLETAMENTO DI DUE COMPLESSI EDILIZI AL COL DI JOUX. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi:

INTERPELLANZA

AVENDO APPRESO, da organi di informazione di un presunto coinvolgimento della Regione e del Comune di Saint-Vincent nella citazione per danni da parte della Società SEV (Società Edile Valdostana) per i ritardi nel completare la realizzazione di due complessi edilizi al Col di Joux;

RITENUTO CHE sembra assurdo che una simile vicenda duri ormai da ben 13 anni, e che, a detta dell'Amministratore Giovanni LAIDA, per motivi squisitamente politici, la Società SEV debba rischiare il fallimento;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del M.S.I. - D.N.;

INTERPELLA

l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici per conoscere quali sono le motivazioni di un presunto coinvolgimento della Regione in questa vicenda, e se non è nell'intento della Giunta trovare una soluzione di proroga della convenzione per completare la lottizzazione al Col di Joux.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Questa interpellanza è stata presentata con il solo scopo di cercare di sensibilizzare la pubblica amministrazione rispetto ad un fatto che ormai si protrae da 13 anni e che ha visto coinvolte due aziende, di cui una è fallita e la seconda si trova in grosse difficoltà.

Mi rendo conto che è un problema, questo, che non ha minimamente coinvolto gli attuali amministratori; è un problema che si protrae dal 1978. E allora lo scopo di questa interpellanza è proprio quello di far sì che si trovi una soluzione a questo problema, e dirò brevemente di cosa si tratta.

Si tratta della costruzione di due complessi al Col di Joux. Il tutto iniziò nel 1975, quando il Consiglio comunale di Saint-Vincent aveva approvato una convenzione, all'unanimità, per rivitalizzare la zona del Col di Joux.

La convenzione era stata stipulata con due società, la SEV e la SFIMI, per la costruzione di due complessi edilizi che dovevano contenere alberghi e attrezzature varie, soprattutto attrezzature sociali. Inoltre le due società, come aveva espressamente richiesto il Comune di Saint-Vincent, avrebbero ultimato a loro spese un acquedotto le cui sorgenti sono state acquistate precedentemente dal Comune di Saint-Vincent, su assistenza tecnica, approvazione e contributi della Regione, perchè le acque erano allora disponibili. Ottenute tutte le approvazioni comunali, regionali e le relative concessioni edilizie, la società, nell'agosto del 1978, iniziava i lavori.

Nell'agosto-settembre 1978 avviene un fatto particolare, cioè sei Consiglieri comunali del raggruppamento dell'Union Valdôtaine minacciano di dimettersi dal Consiglio comunale se non viene revocata la licenza di costruzione dei due complessi al Col di Joux. In un primo momento tutto il Consiglio comunale di Saint-Vincent vota a favore di questi complessi, quindi concede tutte le licenze, successivamente, alcuni mesi dopo, sei Consiglieri dell'Union Valdôtaine minacciano di dimettersi se non viene revocata la licenza; e qui ci viene il primo dubbio, perchè di fronte a questo capovolgimento di situazione vuol dire che sotto sotto c'è qualcosa di poco chiaro.

Interviene, nel frattempo, il Sindaco di Saint-Vincent, il quale dichiara testualmente sulla "Gazzetta del Popolo" del 6.9.78 che "in questa vicenda subentra un discorso politico, nel senso che l'Union Valdôtaine aveva approvato in Comune questa lottizzazione quando ancora si era assieme in maggioranza". Successivamente egli dichiara che "è un grosso pasticcio questa vicenda delle lottizzazioni sul Col di Joux, vicenda non sufficientemente chiara e che comunque avrebbe messo in imbarazzo il Comune, in quanto potrebbero rivelarsi delle situazioni molto pregiudizievoli". Dichiara altresì: "La mia persona sembra essere di intralcio alla situazione dei nostri programmi" e quindi rassegna le dimissioni dalla carica di sindaco. Probabilmente non è solo a causa di questa situazione, comunque questa situazione ha inciso in modo particolare ad arrivare alle sue dimissioni.

Dal 1978 in poi avviene che con varie iniziative e pressioni presso il Comune di Saint-Vincent la Regione, di sua iniziativa, revoca la licenza, nonostante i chiarimenti del Comune e delle due società, mediante una perizia fatta dallo Avv. Santilli, che spiegava chiaramente l'illegalità e l'illogicità dell'intervento regionale, facendo presente i danni che avrebbe causato alle due società, e di conseguenza anche l'eventuale risarcimento, nonostante la perizia del geom. Zublena.

All'epoca vi era anche una planimetria delle sorgenti, con un tratteggio che indicava la parte del vincolo pubblico per cui le sorgenti in questione non erano interessate. Viene citato testualmente nella perizia che "si ritiene inoltre che il punto indicato nella cartografia della Regione, presso l'Ufficio acque, al n. 5, non corrisponde alla esatta posizione della sorgente, bensì si riferisce alle sorgenti denominate Ciavanello. Tale sorgente, a dichiarazione del signor Dufour Emilio, Assessore al Comune di Saint-Vincent, non era stata segnata e quindi riportata in cartografia alla Regione - Ufficio acque. Se ne deduce pertanto che il Comune poteva acquistare a sorgente in oggetto, in quanto riteneva non facente parte delle acque classificate come pubbliche". Questo perchè il contendere è tutto sulla questione delle sorgenti.

La Regione ha tolto le varie licenze a questa impresa, perchè ha dichiarato che quelle sorgenti erano di proprietà regionale. Invece abbiamo delle cartine che riportano esattamente la situazione delle sorgenti: c'è una prima cartina, prima dell'intervento regionale, dove è segnata in modo chiaro la posizione di quelle sorgenti, di cui le sorgenti citate non fanno parte.

Successivamente, come dice la perizia - e non voglio dichiarare che è stato commesso un falso, però sta di fatto che la perizia lo dice - è stata modificata la planimetria delle sorgenti, inglobando anche quelle sorgenti.

Nel frattempo, in data 1.10.79, vengono revocate d'arbitrio tutte le concessioni alle due società, che ricorrono al TAR. Il TAR sentenzia: "Ciò premesso, il Tribunale ritiene che l'asserita indisponibilità delle sorgenti da parte del Comune non costituisce un valido motivo di annullamento delle concessioni edilizie, perchè le sorgenti, essendo pubbliche secondo quanto affermato dalla Regione, potevano e possono essere concesse in uso". Continua: "In altri termini l'autorità decidente, cioè la Regione, non ha preso in considerazione e quindi non ha valutato se l'interesse pubblico primario di assicurare il rifornimento idrico alla lottizzazione poteva essere soddisfatto, anche senza sacrificare i rilevanti interessi secondari della società ricorrente e del Comune implicati nella vicenda. E quindi, per quanto sopra menzionato, il TAR accoglie il ricorso e condanna l'Amministrazione regionale".

La Regione, non si sa per quale motivo, si appella al Consiglio di Stato. Questa è una prassi che succede troppo sovente, perchè la Regione perde le cause al TAR e poi, per prolungare nel tempo la situazione, ricorre al Consiglio di Stato, salvo poi revocare detto appello proponendo alla società SFIMI, ormai fallita, di captare acque nella piana della Valle d'Ayas con un pompaggio di 500 metri. E qui siamo all'assurdo: noi in Valle d'Aosta dobbiamo pompare dal basso in alto l'acqua quando abbiamo a disposizione delle sorgenti in zona. Le società non avevano alcuna possibilità di operare altra scelta.

E allora la mia richiesta qual è? Ho voluto brevemente elencare una certa situazione; non voglio condannare l'Amministrazione regionale, perchè all'epoca nessuno era responsabile. C'è un dato di fatto dove è dimostrato un atteggiamento, non voglio dire persecutorio, ma perlomeno un atteggiamento di disinteressamento nei confronti di una certa situazione che sta arrecando gravissimo danno ad una società che sta fallendo, proprio per queste situazioni burocratiche.

Chiedo l'interessamento del Presidente della Giunta, dell'Assessore responsabile, ad arrivare ad una soluzione: ci si incontri con il responsabile della società, si trovi un punto di incontro, si sani la situazione. Ritengo che sia interesse primario di una pubblica amministrazione quello di andare incontro alle richieste dei cittadini, soprattutto quando hanno ragione.

Quindi l'unica motivazione di questo intervento è quella di cercare di sensibilizzare il Presidente della Giunta a trovare una soluzione a questo problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Ce qu'a rappelé M. Aloisi à propos de l'histoire concernant les bâtisses des deux sociétés, SFIMI et SEV, dans la zone du Col du Joux, du côté de a Commune de Saint-Vincent, reprend en grande partie ce qui s'est passé jusqu'à présent.

J'ai reçu un dossier là où il y avait toute une série de données qui reprenaient soit les sentences du TAR, soit les délibérations du Conseil de la Commune de Saint-Vincent, et notamment les arrêtés de l'Administration régionale de 1979.

Je dois dire que, d'après le 29 octobre de l'année 1980, la Région avait présenté, comme venait de dire M. Aloisi, un pourvoi devant le Conseil d'Etat, face à la sentence du TAR d'Aoste, là où la sentence annulait les arrêtés du Président du Gouvernement qui annulaient le permis de construire de la Commune de Saint-Vincent.

Par la suite il y a eu un accord entre l'Administration régionale et les deux sociétés. Suite à cet accord il y avait une modification de la convention et, en conséquence de cette nouvelle convention, la Commune de Saint-Vincent, avec la délibération n° 31 du 21.4.81, avait adopté une nouvelle convention entre l'Administration communale et les sociétés SFIMI et SEV.

D'après cette nouvelle convention on a retiré le pourvoi qui avait été présenté au Conseil d'Etat et on a pratiquement recommencé une histoire nouvelle face à ce qui s'était déjà passé, avec des conséquences que M. Aloisi a reprises, c'est-à-dire une difficulté de a part des deux sociétés à achever la construction des bâtisses concernant les deux lot. Par conséquent, d'après cette nouvelle convention, il n'y a plus l'engagement de la part de l'Administration régionale, car on prévoyait la disponibilité des eaux avec ce nouveau réseau et l'exploitation des sources dans la Commune de Brusson. Il y avait eu une convention avec la Commune pour donner la possibilité aux hameaux de Brusson d'en avoir un certain numéro de litres, etc., mais ce sont des questions relatives à une nouvelle convention entre la Commune de Saint-Vincent et les deux sociétés.

Il y a eu des difficultés, que nous connaissons, surtout dans la vente des immeubles et toute une série d'autres difficultés qui ont sans doute porté, d'une part, à la faillite de la société SFIMI et, de l'autre, à des difficultés de la société SEV, qui a présenté une requête d'endommagement, requête qui a été repoussée de la part de l'Administration régionale, car à présent, d'après la nouvelle convention, il n'y a plus de possibilité de considérer cette requête, étant donné qu'il y a un nouveau pacte entre les deux sociétés et la Commune.

Je peux comprendre qu'il y ait ces difficultés et j'avais même donné la disponibilité de l'Administration régionale d'examiner avec la Commune la possibilité de résoudre le problème; on avait en même temps, avec l'Assesseur compétent et la Commune, exploité une possibilité de trouver une solution reliée au nouveau aqueduc, que nous pourrons bâtir et qui est relatif à la Vallée d'Ayas, mais à présent le nouveau aqueduc est en construction et par conséquent nous ne pouvons pas encore donner de réponses sûres à la société.

Donc nous sommes disponibles à examiner avec la société si on peut trouver une façon de débloquer cette situation sans doute difficile, mais je dois malheureusement dire qu'à présent c'est impossible de reconnaître des endommagements à la société, étant donné qu'il y a une nouvelle convention avec la Commune même, ce qui n'empêche qu'il y ait une disponibilité d'examiner ensemble la question pour trouver une solution.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Brevemente, per ringraziare il Presidente, perchè ha dato la disponibilità per cercare di sanare questa situazione. Devo tuttavia far presente che comunque il danno c'è stato nei confronti delle società, anche se successivamente c'è stata una nuova convenzione. Sta di fatto che questa è anche una pubblica amministrazione, per cui quello che ritengo giusto è trovare un incontro con il responsabile di questa società e trovare una soluzione.

Ringrazio il Presidente che è stato molto preciso nelle risposte ed ha dimostrato buona volontà nel risolvere il problema.