Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3682 del 20 aprile 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3682/VIII - MODIFICA DEI CRITERI DELLA CAMPAGNA DI RISANAMENTO DEL BESTIAME NEL 1987-1988. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco:

INTERPELLANZA

VISTE le deliberazioni di Giunta inerenti alla campagna di risanamento del bestiame in Valle d'Aosta 1987-1988;

LETTO l'articolo sul giornale "La Stampa" del 30 marzo 1988 intitolato "troppo bestiame è malato;

APPRESO che la Giunta regionale ha approvato una deliberazione e una modifica ai criteri della campagna di risanamento del bestiame nel 1987-1988.

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

gli Assessori regionali competenti per:

1) conoscere quanti capi di bestiame, a tutt'oggi, sono stati dichiarati malati di TBC e di brucellosi e a quanto ammonterà il totale degli indennizzi per la campagna 1987-1988;

2) avare copia della deliberazione di Giunta cui si fa riferimento nelle premesse;

3) conoscere i motivi per cui la Giunta ha ritenuto opportuno modificare i criteri della campagna di risanamento del bestiame nel 1987-1988.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): L'interpellanza che abbiamo fatto nasce da due motivi: il primo è quello di avere i dati della campagna 1987-1988, almeno gli ultimi se non quelli definitivi, per capire se anche in questa campagna la tendenza è quella di aumentare, diminuire o mantenere l'attuale situazione sanitaria per la TBC e la brucellosi rispetto agli altri anni, soprattutto alla luce di quello che si è scritto su "La Stampa" dopo l'assemblea dell'Associazione, in cui si è detto che, se per la TBC si è avuta una sensibile diminuzione di percentuale, per la brucellosi si è in fase di aumento.

Rispondendo a questa osservazione il vicepresidente di questa associazione dice che mancano i controlli, e, essendo il vicepresidente un esponente della Union Valdôtaine, questa non è un'affermazione tendenziosa, per cui anche noi siamo preoccupati.

L'altro motivo più importante per cui abbiamo presentato questa interpellanza è che eravamo venuti a conoscenza che la Giunta, il 25 marzo, ha preso due deliberazioni su proposta dell'Assessore alla Sanità e dell'Assessore all'Agricoltura, a modifica della deliberazione 6260 del 17.7.87.

Intanto vorrei fare un'osservazione di metodo: abbiamo sempre richiesto che prima di prendere deliberazioni la Giunta consultasse la Commissione competente; dal momento che questa richiesta era stata accettata, mi stupisco che si siano fatte queste due modifiche, che non sono di poco conto, senza degnarsi di convocare a Commissione.

Voglio stigmatizzare questo fatto, perchè si è avuta l'impressione che si sia voluto prendere alla chetichella, a due mesi dalle elezioni, delle delibere che vanno a favorire dei gruppi ben determinati. Penso che al là delle posizioni politiche ci deve essere anche una correttezza di rapporti personali, di fiducia, perchè quando si ritiene di aver ragione non si ha paura del confronto; quindi, noi abbiamo l'impressione che non si sia voluto discutere di questa cosa.

Per entrare nel merito delle due deliberazioni, sulla prima deliberazione, che accomuna la razza svizzera a quella valdostana, forse sarebbe stato opportuno discutere prima quali erano i motivi, perchè un conto è il miglioramento della razza, un conto è l'indennità di risanamento. Se si vuole migliorare la razza, c'è il problema dei tori, della vacche giovani, dei manzi, mentre si dice - e questo lo volevamo verificare in Commissione - che dalla Svizzera viene tutto lo scarto.

Però qui si introduce un meccanismo di discriminazione fra gli allevatori valdostani, perchè prima si stabiliva che si dava l'indennità regionale della Valle d'Aosta al cento per cento alla razza valdostana e ai nati in Valle d'Aosta e non si dava ai capi acquistati fuori Valle che non fossero di razza valdostana. Questo era un principio di una certa importanza, e ricordo tutta la discussione che abbiamo fatto in quella Commissione per capire il perchè di questa discriminazione.

Dal momento che è interesse di tutti non creare tensione fra gli allevatori, perchè l'obiettivo principale oltre al miglioramento della razza è quello di trovare la soluzione di questa situazione sanitaria, con queste deliberazioni non si aiuta questa situazione, perchè si creano delle diffidenze, si crea del malumore fra gli allevatori. A me risulta - ne chiedo conferma all'Assessore - che la COLDIRETTI ha mandato una lettera dicendo queste cose, quindi non vengono solo da parte nostra queste obiezioni.

Vorremmo sapere anche quali risultati hanno dato i controlli effettuati sulle vacche provenienti dalla Svizzera; in base alla deliberazione le vacche devono essere sottoposte a controllo. Pertanto, chiediamo quanti capi sono risultati ammalati ai primi controlli e quanti via via nelle varie campagne di risanamento, perchè bisogna continuare a fare dei controlli anche dopo un anno, dal momento che ci risulta che con delle iniezioni si può far risultare una bestia ammalata di TBC anche dopo un certo periodo da quando si è effettuato l'ultimo controllo.

La seconda questione era la questione della brucellosi: siamo d'accordo con quanto viene detto in delibera, e questa è una ragione in più per non capire, da parte nostra, il perchè non si è voluto discuterne in Commissione.

Quello che ci preoccupa è l'articolo che è apparso su "La Stampa" di oggi: si dice, in questo articolo, che al veterinario è stato impedito di svolgere il proprio dovere. Quindi chiedo se c'è un verbale e cosa dice e se è vero che sono stati portati dei capi a combattere quando si sapeva che erano infetti. Nella delibera si dice molto chiaramente che i capi, nei casi dubbi, devono essere abbattuti.

Se l'obiettivo è il risanamento, bisogna essere molto precisi e quando si fanno delle delibere bisogna soprattutto essere in grado di farle rispettare.

Parliamoci chiaro: è da venti anni che si parla di risanamento; dal 1980-81 si dà il cento per cento di indennizzo, ma siamo ancora alle stesse percentuali.

Vorrei fare una battuta finale per poi sentire cosa dice l'Assessore in Consiglio: non bastano gli impegni.

Mi ricordo che il Presidente della Giunta nel 1978 era Assessore alla Sanità e faceva allora delle dichiarazioni che condividevamo; l'obiettivo era quello di riportarsi ad una certa percentuale. È un tecnico, essendo veterinario, per cui lo dico: Presidente, sono dieci anni che si lotta; a questo punto si deve capire quali sono le cause vere e difatti in quella Commissione abbiamo detto che secondo la nostra impressione non si vuole andare ad individuare le cause.

Avevamo proposto che all'atto del risanamento si mettesse sulla cartolina qualche dato per verificare se capi di stalle indenni, andando in alpeggi in cui c'erano capi di stalle infette, diventavano infetti oppure no. Volevamo conoscere i motivi per cui delle stalle rimanevano indenni e per quanto tempo, ma questa è una serie di informazioni che dobbiamo avere.

Come mai stalle costruite con mutui regionali. quindi stalle che dovrebbero essere moderne, risultano infette? Qualcuno dice che è perchè sono più grandi, ma a me non pare che sia solo per questa ragione.

In questa situazione il fatto di creare delle discriminazioni non è giusto, perché deve esserci la fiducia da parte di tutti gli allevatori di fronte a questa battaglia, che interessa tutti e non solo gli allevatori.

Allora, o qui si vuole affrontare in modo serio le cose, oppure, se ognuno cerca su questa questione di ottenere dei risultati non sanitari ma di altro tipo, vedremo a lungo termine cosa succederà. A breve termine siamo perdenti noi, perchè siamo un povero partito di opposizione, però poi le verità con il tempo vengono fuori.

Vorrei sapere dall'Assessore come mai non si è voluto venire in Commissione, e non vorrei sentire la stessa risposta, "Non ci abbiamo pensato", perchè sarebbe un'offesa all'intelligenza di chi lo dice: era ovvio che qualche Consigliere comunista avrebbe fatto questa obiezione.

Vorrei inoltre che l'Assessore ci spiegasse i motivi di queste scelte particolari; ritengo che sarebbe opportuno verificare le dichiarazioni di questi ultimi giorni sulla questione della brucellosi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Pur condividendo gran parte di quanto dice il Consigliere Millet, penso che non sia il caso di mescolare motivi sanitari con motivi politici; almeno, per quanto ci riguarda, questo lo escludiamo "d'emblée".

Per quanto riguarda invece i dati richiesti al primo punto, alla data del 19 aprile i capi malati di TBC sono 4708, i capi malati di brucellosi sono 1686. Su un totale di capi provati di 39217 risultano ammalati 6403, pari a 16,32%.

Giustamente, come diceva già il Consigliere Millet, c'è una sensibile diminuzione di capi ammalati di TBC e invece c'è un aumento di capi malati di brucellosi.

Non posso dare i dati relativi all'indennizzo che verrà corrisposto entro la fine della campagna per i capi ammalati, comunque finora sono stati pagati 16.796 milioni per indennizzi.

Per quanto riguarda il punto 2, credo che sia superato, perchè il Consigliere Bajocco dovrebbe già avere la delibera; qualora non l'avesse, potremo fargliela avere.

Per quanto riguarda invece i provvedimenti presi per la parte sanitaria, quindi l'introduzione di capi e i controlli da fare sui capi acquistati fuori Valle, bisognerebbe leggere - e penso che tutti lo abbiamo fatto - le varie dichiarazioni e le situazioni che si sono verificate nelle altre regioni; noi avevamo già avuto sentore di questo ed avevamo già detto negli anni precedenti che la situazione di regioni a noi limitrofe non era certo quella che scrivevano sui giornali, ma doveva essere senz'altro molto diversa. Questi dubbi li avevamo esternati quando avevamo fatto degli incontri bilaterali con la Regione Piemonte ed abbiamo fatto un controlli, per l'anno 1987, parziale, dando l'incarico agli stessi veterinari di provare i capi che dovevano essere introdotti in commercio in Valle d'Aosta: è risultato che su 280 capi provati 58 erano ammalati, il che è già una percentuale del 21%. Questo andava a confermare quanto noi dicevamo ed alcuni mesi fa è stato dichiarato apertamente dalla Regione Piemonte.

Fatta questa indagine ed avuta la conferma che in regioni a noi limitrofe la situazione non era certo quella che dicevano, era urgente prendere dei provvedimenti perchè questi capi non venissero introdotti in Valle d'Aosta in modo troppo semplice

Nello stesso tempo dovevamo rivedere in parte la documentazione che deve accompagnare i capi per poter essere introdotti in Valle d'Aosta ed avevamo il problema urgente del rientro dei capi di proprietari valdostani che erano andati a svernare in Piemonte. C'era anche da definire il problema per la documentazione da richiedere al momento dell'ingresso in Valle d'Aosta di capi di proprietari non valdostani. C'era questa urgenza e le riunioni sono state fatte con l'Associazione degli allevatori valdostani. Non è stata sentita la Coltivatori diretti che, giustamente, come diceva il Consigliere Millet, ha mandato una lettera chiedendo un incontro.

Dirò sinceramente una cosa: a quel momento ho pensato che ne potevamo parlare quando avremmo fatto la nuova proposta per il risanamento 1988/1989 e per questa ragione non ho convocato a Commissione consiliare. Evidentemente la colpa la si può addossare a me, per quanto mi riguarda, ma ribadisco che c'era questo problema impellente.

Ritengo che questi provvedimenti da noi presi vadano ad un maggiore controllo del bestiame che sarà introdotto in Valle d'Aosta per giungere ai risultati che tutti ci auspichiamo, quindi quello di vedere finalmente ridotti ad un livello che rientri nella norma i capi ammalati in Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda invece i capi svizzeri in Valle d'Aosta, percentuali di ammalati o di sani, non abbiamo ancora chiesto specificatamente, per i capi introdotti dalle varie zone, di fare un controllo per sapere quanti sono risultati sani e quanti sono risultati ammalati. Ritengo che questo controllo lo potremo chiedere e riferire in Commissione o al Consigliere Millet.

In merito a quell'articolo di oggi - che non ho ancora letto, ma evidentemente sono informato di quello che è successo - devo dire che il veterinario ha le sue competenze sanitarie in fiere e in mercati, è un pubblico ufficiale, ha certi poteri e deve, anzi, fare certe cose. Il veterinario aveva l'elenco delle stalle sotto sequestro, trasmessogli dal suo responsabile, delle stalle con una percentuale di capi ammalati alta, pertanto questi capi non sono stati ammessi al concorso. Questa esclusione vale anche per i capi che risultano ammalati; non è solo un fatto sanitario, ma è un fatto accettato anche dall'associazione "des batailles des reines".

Domani ci sarà un incontro della Regione, per il quale abbiamo chiesto la presenza del Presidente della Giunta, presenti anche l'Assessore all'Agricoltura e il sottoscritto, con i responsabili della veterinaria e con i responsabili dell'associazione delle "batailles des reines", per chiarire meglio quali sono le competenze degli uni e degli altri. Ritengo che nessuno abbia voluto togliere dei poteri al veterinario, il quale deve applicare le leggi sanitarie e di prevenzione per evitare la diffusione della malattia.

Si dà atto che alle ore 11,48 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Uniquement pour répondre à d'autres questions qui ont été posées par le Conseiller Millet.

Je tiens moi aussi à souligner que si nous avons pris ces délibérations c'est pour essayer de résoudre le problème de la maladie brucellose, de façon particulière, dans le bétail, et non pour des fins politiques, parce que je crois que certaines mesures extrêmement restrictives portent à faire des considérations de type différent de celles qui ont été faites par M. Millet.

Contrôle: on ne peut pas reprocher de ne pas avoir mis sur pied toute une série de mesures et de contrôles pour essayer d'arriver à posséder toutes les données nécessaires à ce que rien n'échappe à notre attention. C'est pour cela que l'avoir informatisé et créé une anagraphe du bétail nous permet maintenant de suivre le mouvement de tout le cheptel valdôtain, d'une étable à l'autre, et de pouvoir connaître la situation, le passage d'une étable à l'autre, la possibilité de repérer tout le bétail qui a été prouvé ou non.

Il y a eu ensuite, à travers l'association des éleveurs valdôtains, à laquelle nous avons confié cette tâche, une action, qui est continuelle, d'individuation du bétail à travers le marquage à feu de l'oreille de chaque bête et l'émission du bouton qui porte le numéro d'identification du bétail. Cette identification, avec l'informatisation, nous permet de suivre tout le mouvement.

Nous avons toujours confié à l'association des éleveurs valdôtains un programme triennal d'assistance à l'étable, pour essayer aussi de remédier à la base celles qui peuvent être les causes des maladies aussi et non seulement de mauvaise production du bétail.

Pour le deuxième problème posé par M. Millet - pourquoi nous avons permis la contribution à la race des reines -, cela c'est uniquement parce que le décret ministériel qui a approuvé la race valdôtaine pied-noire châtaine a assimilé la vache au manteau châtain à la vache des reines, qui d'ailleurs ont la même origine; non seulement, mais les veaux de la race des reines introduites, et donc déjà à la première année, peuvent être inscrits au livre généalogique valdôtain à cause de cette similitude. C'est pour cela que nous avons inséré à côté des races autochtones inscrites au livre généalogiques aussi la race des reines inscrites au livre généalogique de la vache des reines. C'est là la raison unique pour laquelle nous avons dicté cette nouvelle norme.

Pour ce qui est de la sévérité, justement il a été discuté, au moment de cette rencontre de la Commission, d'essayer d'arriver à trouver les causes des origines de a présence des maladies infectieuses (TBC et brucellose), et à ce moment-là on a dit qu'effectivement l'alpage peut être un moment d'infection. Cette délibération va dans ce sens, là où l'on dit qu'une étable où il y ait la présence d'un seul animal infect, jusqu'à ce qu'il n'y ait pas d'épreuves négatives, tous les animaux de l'étable ne peuvent pas être mêlés à d'autres animaux, et donc dans d'autres étables, évidemment aussi à l'alpage. C'est pour cela que maintenant nous sommes en train de faire, avec le service compétent de l'U.S.L., a situation des étables qui ont la présence de brucellose de façon à organiser la montée à l'alpage. Nous organiserons de façon telle qu'il n'y ait pas de promiscuité à l'alpage entre d'étables indemnes et d'étables infectes, dans les îles, à rebours (si nous voulons), le bétail malade, afin d'éviter la possibilité de contagion.

De mesures ont été prises de façon que ces délibérations soient appliquées intégralement et donc ce qui s'est vérifié dimanche dernier ne se vérifiera pas certainement dans le futur. Entre autres ce n'est pas de notre compétence de vérifier ce problème: il y a le responsable de la bataille qui doit y pourvoir; nous sommes quand même intervenus pour limiter les choses et pour contrôler nous-mêmes s'il y avait du bétail déclaré malade à la bataille d'Aymavilles et pour éviter des promiscuités.

PRESIDENTE:. Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Non sono soddisfatto della risposta, perchè dai dati forniti dall'Assessore risulterebbe che è l'anno in cui c'è la più alta percentuale di malattie, partendo dall'anno 1980-81, quando la percentuale di malattie era del 13%.

Se l'Assessore mi dice che ai 39.000 capi si devono ancora aggiungere 8-10.000 capi, questo è un altro discorso, però, se i dati sono questi, a me pare che si verifichi quanto dicevo prima.

Quello che è successo domenica spero che in futuro non succeda più, però qua sono state fatte delle affermazioni molto gravi. Non possiamo fare finta di niente, perchè la Regione spende dei miliardi all'anno per il risanamento e quindi deve promuovere tutte quelle azioni per far rispettare il regolamento. Non possiamo, alla fine, denunciare il poveretto perchè non ha chi lo protegge, perché qui - non faccio il nome - si accusa una persona ben definita da questo punto di vista.

Il problema è questo: se le affermazioni del veterinario sono vere e sono ribadite, la cosa è molto grave. Si dice che sono stati portati a combattere capi di stalle infette contravvenendo al regolamento: chiedo solo a chi di competenza che domani, in questa riunione, sia accertato quanto è stato affermato e se ci sono delle responsabilità ognuno paghi per queste. Come si è detto, il veterinario doveva assolvere un compito preciso, perchè il compito della Regione è quello di evitare la diffusione di queste malattie, e dal momento che la Regione da anni spende dei soldi, gli organi competenti devono fare il loro dovere per evitare comportamenti difformi dal regolamento: piaccia o non piaccia.

Sulla questione della brucellosi, l'ho già detto prima, noi siamo d'accordo; per quanto riguarda l'altro problema, questo era un problema che si doveva affrontare in modo da dare la possibilità agli allevatori di poter fare gli acquisti in un modo o nell'altro. Capitata così al mese di marzo questa cosa, ha messo in condizione, chi aveva delle conoscenze, di fare certe cose; gli altri, invece, si sono trovati dei capi non di razza valdostana, per cui dal punto di vista dell'indennità hanno avuto un trattamento difforme, che non è giusto.

Come forza politica chiediamo che sia riservato lo stesso trattamento per tutti, perchè è interesse generale di risolvere il problema del risanamento. Questa discriminazione crea invece una turbativa fra i diretti interessati e ritengo che si debba tener conto di queste cose; semmai in seguito diremo che dovranno acquistare capi che hanno queste caratteristiche, perchè si va in quella direzione. Si portino quelle rettifiche e si introducano le dovute modifiche, in modo da non creare questa ingiustizia fra gli allevatori.

Concludo dicendo che non sono soddisfatto delle risposte e chiedo che gli Assessori competenti facciano quello che devono fare, soprattutto in base a questo caso del "rencontre d'Aymavilles", in modo che un caso simile non succeda più, ma anche che, se ci sono delle responsabilità, si vadano a verificare, perchè a me pare una violazione di una legge regionale.