Oggetto del Consiglio n. 3640 del 6 aprile 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3640/VIII - INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO PONTE PER LA FRAZIONE ECHALLOD DI ARNAD E PER LA SALVAGUARDIA DEL VECCHIO_ (Interpellanze)_
PRESIDENTE: Gli oggetti 21 e 22 sono da ritenere analoghi e, pertanto, la Presidenza propone che le due interpellanze siano discusse abbinate.
Do lettura della prima interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Cout e Baldassarre.
INTERPELLANZA
Dopo alterne vicende e varie discussioni sul problema del collegamento viario della frazione Echallod al Capoluogo del Comune di Arnad, si è verificato quello che molti temevano, che in molte occasioni è stato sottolineato e che era anche facilmente prevedibile: il transito di un "camion" ha divelto una parte della sponda del vecchio ed inadeguato ponte, creando ulteriori disagi e preoccupazioni alla popolazione di Echallod.
Tutto questo non fa che confermare la tesi sostenuta dalla popolazione, che in diverse occasioni abbiamo riportato in Consiglio, della necessità di un nuovo ponte che serva da collegamento, lasciando svolgere al vecchio ponte il ruolo cui è giustamente destinato di monumento storico, che dopo essere servito egregiamente a coloro che hanno avuto bisogno per secoli di attraversare la Dora in quel luogo, sopravvissuto alle intemperie ed ai disastri succedutisi (che hanno tra l'altro divelto non pochi altri ponti), superato ed inadeguato, deve ora essere lasciato lì, bello ed interessante testimone dei nostri secoli di storia passata, ma inoperoso, affinché non venga ulteriormente danneggiato.
Urge invece arrivare al più presto alla costruzione del nuovo ponte, dapprima negato alla popolazione di Echallod, e poi promesso, progettato, bocciato, ora da riprogettare e costruire.
Ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per sapere:
1) se concordano, finalmente, sull'urgenza della realizzazione di un nuovo ponte di collegamento della frazione di Echallod al Capoluogo;
2) quali sono le disposizioni date, o che si intendono dare, e a chi, per l'incarico di una riprogettazione del nuovo ponte, entro quale tempo potrà essere terminato il progetto e realizzato il nuovo ponte;
3) se verranno date delle disposizioni e quali per la regolamentazione del traffico per un passaggio o meno sul vecchio ponte di Echallod.
PRESIDENTE: Do lettura della seconda interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Torrione.
INTERPELLANZA
La vicenda del ponte di Echallod in Comune di Arnad ha indubbiamente assunto aspetti che non possono non preoccupare sia per quanto riguarda la stabilità dello stesso manufatto sia per ciò che si riferisce ai disagi e anche ai pericoli cui è soggetta la popolazione dell'intera frazione.
Ora al fine di considerare il problema in tutte le sue implicazioni nonché di stabilire atteggiamenti che possano essere concordati anche con il Comune di Arnad, è necessario che l'Amministrazione regionale espliciti con estrema chiarezza quali sono i suoi intendimenti in merito alla soluzione definitiva da dare al problema stesso.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore competente per conoscere:
a) se esiste una perizia circa la stabilità del ponte di Echallod;
b) se il recente episodio della caduta di una sponda del ponte, determinata peraltro dall'urto di un camioncino, sia dovuta anche a fattori strutturali, data appunto la vetustà del manufatto;
c) quali sono gli intendimenti della Giunta in merito alla soluzione definitiva e alternativa al ponte in questione;
d) se la recente riapertura al traffico del ponte è avvenuta dopo un parere tecnico richiesto dall'Amministrazione comunale di Arnad.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): È proprio il caso di dire che è successo quello che da tempo si temeva: il passaggio di un furgoncino ha divelto una sponda del vecchio ponte di Echallod che, così, è stato chiuso al transito.
Non ci voleva molto per capire che per quel ponte, che è anche un monumento, si doveva trovare una soluzione diversa. Solo una miope visione delle cose, noncurante dei reali bisogni della gente, poteva eludere le iniziative che si sarebbero dovute assumere per conservare a quel monumento la sua logica destinazione e risolvere al più presto il collegamento al suo capoluogo di una frazione che, come mi faceva notare qualcuno, ha oltre 160 abitanti ed è, quindi, più grossa di alcuni comuni della Valle d'Aosta. Ci si sarebbe risparmiato, così, di avanzare delle proposte incredibili, che pure sono state fatte, come quella di suggerire alla gente di Echallod di raggiungere il capoluogo di Arnad passando attraverso Issogne o addirittura attraverso Hône, cosicché quella gente, si è sentita, a volte, presa in giro.
Probabilmente, anche dopo quanto è accaduto tutto resterà come prima. A quella gente si risponderà che il ponte di Echallod deve rimanere un monumento e che, molto presto, si farà un nuovo ponte. Si dirà che si stanno studiando le soluzioni più idonee e che, invece di far passare il ponte sopra la ferrovia con un viadotto alto 10 metri, si cercherà di passare sotto la ferrovia, con un minore impatto ambientale e con tutti gli aspetti positivi conseguenti.
Ma per arrivare a ciò, era proprio necessario che la popolazione ricorresse a petizioni su petizioni? Era proprio necessario che fossero avanzate tante interrogazioni ed interpellanze sia in Consiglio regionale sia nel Consiglio comunale di Arnad? Era necessario che l'ultima petizione fosse firmata non solo dalla popolazione della frazione di Echallod, ma anche dalla popolazione di Arnad capoluogo, con in testa il parroco che vi ha anche aggiunto qualcosa scritto di suo pugno ed il timbro della parrocchia?
Io penso che si debbano dare delle risposte. Perché questo problema non è stato risolto prima? Perché, oltre a perdere una parte di questo monumento, si è corso addirittura il rischio di perdere l'intero monumento? Se qualcuno di voi si recherà ad Echallod, può constatare che ormai una parte dei muri di sponda del ponte è ridotta a "guard-rail". Poiché penso che ci siano delle cose su cui riflettere e delle risposte da dare, pregherei l'Assessore ai Lavori Pubblici o il Presidente della Giunta di rispondere anche a quanto sto per dire. Una volta c'era un cartello che vietava il transito sul ponte ai veicoli di peso superiore ad una tonnellata e mezza. Quel cartello, però, è sparito e non è stato più rimesso. Signor Presidente, mi risulta che, sin dal 1985, è stato fatto uno studio su questo ponte, probabilmente contemporaneo allo studio fatto sul ponte di Perloz e su altri, che ne prescriveva l'immediata chiusura, il rifacimento delle sponde e l'eventuale riapertura limitata solo al passaggio pedonale.
Come mai, finora, non si è mai parlato di questo studio? Ci devono essere date delle risposte e, a nostro parere, non basterà dire che, probabilmente, la responsabilità è del comune perché la strada che attraversa il ponte è comunale. A nostro parere, la responsabilità, almeno per certi aspetti, è anche della Regione, perché l'unica soluzione valida è la costruzione di un nuovo ponte e solo questa è la decisione che può salvare il ponte di Arnad e togliere dal pericolo...
(...INTERRUZIONE...)
Non so se l'argomento interessa i Consiglieri, ma chiedo che almeno mi si lasci parlare...
Dico, quindi, che occorre dare una risposta con i fatti, se non vogliamo che i bambini di Echallod che vanno a scuola ad Arnad siano costretti a transitare con il pulmino su questo ponte e che tutte le altre persone che lo devono attraversare corrano rischi per la propria incolumità.
È giusto che questo ponte sia quel monumento che deve essere e che possa essere fotografato anche meglio da un nuovo ponte, che dovrà essere costruito o un po' a monte, o al limite un po' a valle. Cinque o dieci anni fa, quando si prospettò questa necessità, non fummo ascoltati e, in campagna elettorale, il Presidente della Giunta di allora ci disse chiaramente: "Il ponte di Echallod non si fa!". Adesso, invece, si sta cambiando parere, ma sarebbe stato meglio partire con queste idee cinque o dieci anni prima.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Mi auguro di stimolare l'attenzione del Presidente della Giunta e, in modo particolare, dell'Assessore ai Lavori Pubblici Fosson, che non ci commuove, nonostante il suo sorriso, perché noi vogliamo i fatti, mentre qui ci troviamo di fronte ai misteri dell'Assessorato ai Lavori Pubblici.
Ha fatto bene il Consigliere Cout a dire che non c'era bisogno di una protesta e di una petizione, che non c'era bisogno che la gente continuasse ad interessare la stampa, perché il problema doveva essere risolto. Se è vero che esiste una relazione che risale al 1985, ciò è molto importante, caro Assessore, perché tu hai omesso di intervenire e, quindi, ti sei assunto una grave responsabilità! Non c'è niente da fare su questo! Il tuo sorriso non ci può incantare e la gente non deve ricorrere alle petizioni e ai Consiglieri regionali per tutelare il sacrosanto diritto di non correre dei rischi! Su quel ponte passano dei bambini che corrono dei rischi ogni giorno!
La sensibilità dell'Assessore, in merito, è pochissima e tra poco lo sentiremo dirci: "Abbiamo dato incarico.. Faremo... Abbiamo stabilito che, forse, faremo un tunnel... Faremo...". Chissà che cosa inventerà, pur di acquietare la nostra curiosità. Potete dirci tutto quello che volete, ma dovete rispondere con dei fatti, perché la gente aspetta e vuole vivere in pace nel proprio paese e l'Amministrazione regionale ha il dovere di far vivere in pace la gente nel suo paese!
Non rifaccio la cronistoria dei fatti, che è già stata ricordata dal Consigliere Cout. C'è una petizione, c'è della pente che si muove perché è stanca di subire soprusi e prepotenze da parte degli Amministratori e noi siamo con essa solidali.
Assessore Fosson, io mi auguro che tu ti alzi e ci dica dei fatti ossia: quando, in che maniera e perché, dal 1985, hai omesso atti d'ufficio e te ne sei assunta la responsabilità, perché nella relazione c'era scritto che si trattava di un ponte pericolante. Il tuo intervento avrebbe dovuto essere tempestivo ma, dal 1985 al 1988, non c'è stato alcun intervento, anzi, la situazione si è aggravata con pericoli giornalieri!
Mi auguro, quindi, che nella risposta tu ci sappia dire che cosa concretamente fate o avete fatto; ma non ci devi dire che hai commissionato uno studio, perché quello l'avresti dovuto fare nel 1985! Adesso, invece, ci devi dire come il tuo Assessorato, e quindi l'Amministrazione regionale, vuole intervenire!
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): A me resta poco da dire, perché i Colleghi che mi hanno preceduto hanno avuto la possibilità di argomentare le ragioni che rendono necessaria la costruzione di un altro ponte.
Ho la sensazione che su questo argomento ci sia stato un certo palleggiamento di responsabilità, perché non è pensabile che un ponte sia transitabile un giorno e non lo sia più un altro. Se il ponte è pericolante va chiuso al traffico, pedonale e non; se poi non è da chiudere al traffico, smettiamola di cambiare atteggiamenti ogni giorno!
Da un lato, quindi, c'è la petizione della gente e dall'altro c'è il ponte che, così come si presenta, - e non mi rivolgo tanto all'Assessore ai Lavori Pubblici, quanto piuttosto all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali - non consente che sia valorizzato esteticamente, anche perché io credo che debba essere considerato come un vero monumento e trattato come tale. Il fatto che sul ponte, al posto delle strutture originarie, ci siano dei pezzi di "guard-rail" o cose di questo genere, non è una circostanza consona alla dignità di un manufatto che, per conto mio, ha un valore artistico e, se vogliamo, anche archeologico, visto e considerato che, se non è romano, è quantomeno medioevale.
Io ho avuto la possibilità e l'opportunità di tastare un pochino il polso della gente di Echallod e mi preoccupa il suo stato d'animo. La gente, obiettivamente, ha paura a far transitare lo scuolabus e altri mezzi su quel ponte, perché lo ritiene pericolante. Chiedo, pertanto, all'Assessore di tranquillizzare quella gente sulla possibilità del ponte di stare in piedi o meno e di dirci se esiste una perizia tecnica che possa sgomberare il campo da qualsiasi preoccupazione o equivoco.
Altra questione, poi, è la ricerca di una soluzione alternativa. Dalla rassegna stampa di questi ultimi tempi emerge un balletto di soluzioni un pochino assurdo: una volta se ne prospetta una, alla quale fa seguito la giusta richiesta di valutare anche l'impatto ambientale, e una volta se ne prospetta un'altra, ma non la si persegue sino in fondo. Se la gente deve ancora transitare su quel ponte, deve sapere che si tratta di un transito a termine, dopo di che si provvederà con la costruzione di un nuovo ponte. Ma prima occorre sapere dall'Assessore se quel ponte è pericolante o meno, perché questo è il dato di fatto che preoccupa la gente di Echallod. Chi ha dei figli, è giustamente preoccupato perché lo scuolabus continua a transitare su di una struttura che ha sulla schiena alcune centinaia di anni e che ha visto passare anche troppa acqua sotto la sua arcata.
Forse è arrivato il momento di mandare in pensione questo ponte e di trasformarlo in un monumento. La migliore soluzione progettuale potrebbe essere quella che presenta l'impatto ambientale meno violento, però l'Assessore dovrebbe indicarcela con esattezza e dirci: "D'accordo con l'amministrazione comunale, abbiamo trovato la possibilità di costruire il nuovo ponte in alternativa al vecchio. Questi sono i tempi della sua eventuale realizzazione".
Se questa sarà la risposta, io mi dichiarerò soddisfatto, altrimenti dovrò tornare ulteriormente sull'argomento, anche perché va rimosso ad ogni costo lo stato di confusione che regna tra gli abitanti della frazione di Echallod. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.): È l'ennesima volta che parliamo del ponte di Echallod e la Giunta ritiene di aver già detto tutto rispondendo alle precedenti interpellanze dei vari Consiglieri, attraverso il sottoscritto.
Io ritengo che il fatto nuovo che ha determinato la presentazione di queste interpellanze è costituito dal camion che, per un evento imprecisato, ha demolito parzialmente, non la spalletta del ponte, ma il muro di contenimento o di parapetto. Ciò ha fatto tornare alla ribalta il problema di Echallod e del suo collegamento con Arnad.
Ripeto, perciò, per l'ennesima volta quanto ho già detto e cioè che il collegamento tra la frazione di Echallod ed il capoluogo di Arnad è un problema di interesse comunale e che, quindi, l'iniziativa per la soluzione del collegamento spetta al comune. Spetterà poi alla Regione, nell'ambito del suo programma di finanziamento del FRIO, addivenire al finanziamento del nuovo collegamento.
Sul nuovo collegamento, che si può ritenere opportuno, è stato presentato un primo progetto, quello cui facevano riferimento il Consigliere Torrione ed altri Consiglieri e che, per il suo impatto sull'ambiente, è stato giudicato negativamente dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali. A fronte di questo parere, il comune sta ora elaborando un nuovo progetto che, nella fase attuale, è a livello di progetto di massima e che prevede un sottopasso, rispetto alle ferrovia, e la realizzazione del ponte ad una quota più bassa rispetto al viadotto già previsto.
Per quanto riguarda, quindi, la prospettiva futura della fruizione del collegamento tra Echallod ed Arnad, c'è questa ipotesi, sulla quale il comune sta ora lavorando. Non appena il Comune, attraverso i suoi progettisti, ci avrà presentato un progetto esecutivo approvabile e approvato, io ritengo che la Giunta regionale ed il Consiglio regionale non avranno problemi a provvedere al suo finanziamento. Questo per quanto riguarda il collegamento futuro.
Per quanto riguarda, invece, la struttura esistente del ponte di Echallod, che è settecentesco con caratteristiche strutturali e tipologiche che fanno ipotizzare una sua data di costruzione più antecedente e probabilmente medioevale, c'è la perizia fatta redigere dall'Assessorato regionale ai Lavori Pubblici, proprio quella a cui accennavano i Consiglieri Cout e Baldassarre e che io posso dare loro in visione, e della quale intendo leggere a parte conclusiva che dice chiaramente:
"Le sollecitazioni poste dal traffico veicolare, la vetustà dell'intera opera e le suddette lesioni riscontrate - dimostrate dalle fotografie e dal loro preciso rilievo - concorrono a suggerire una tempestiva disabilitazione al normale transito in tempi brevi ed una successiva restituzione, previ normali lavori di manutenzione conservativa, al passaggio pedonale. Le attuali condizioni manutentorie risultano globalmente discrete, ma suggeriscono...."
Non ci sono, cioè, pericoli immediati...
BALDASSARRE (fuori microfono): Ma lo dice la relazione che c'è pericolo...!
FOSSON (D.C.): Ma no! Questa relazione è stata consegnata al Comune. Un collegamento diretto, tra Echallod ed Arnad, esiste già, anche se è più disagevole. Se ci fossero dei problemi sarebbe sufficiente passare dall'altra parte.
Ripeto, quindi, che la soluzione di prospettiva è quella di un collegamento più diretto, e su di essa il comune sta lavorando. Per quanto riguarda il ponte, questa perizia dice - e su questo penso che siamo tutti d'accordo - che, in prospettiva, occorre restituire il ponte di Echallod al normale transito pedonale, ma che, al momento, non ci sono pericoli impellenti.
Aggiungo ancora che l'incidente che c'è stato è dovuto esclusivamente a motivi di transito veicolare. Il paracarro o il "guard-rail", divelto per imperizia di guida, in questo caso è coinciso con l'abbattimento di un muro di parapetto che, però, non ha comportato lesioni al ponte.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): La risposta dell'Assessore non fa che confermare i nostri dubbi sul ponte, che presenta un reale pericolo di passaggio e pertanto vanno prese delle decisioni sul transito veicolare.
Signor Assessore, se tu vai, senza bisogno di questa perizia, sotto il ponte di Echallod, ti prendi paura al solo vedere le crepe ed i vuoti che ci sono e che la popolazione di Echallod aveva già visto da tempo! Al limite, non ci sarebbe stato neanche bisogno di fare questa perizia! Meno male, comunque, che ci siamo arrivati e ci auguriamo che questo possa accelerare l'esecuzione della nuova opera che, ormai, è più che necessaria, anche perché continuare a dire che ci sono altre vie di collegamento con Arnad, facendo il giro per Issogne o per Hône, significa prendere in giro noi e anche coloro che sono costretti a fare questi giri.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Tutti sappiamo che i nostri interventi e le risposte dell'Assessore rimangono registrati agli atti del Consiglio: prendiamo atto che il ponte è pericolante.
Assessore, nella relazione del 1985, che tu ci hai letto, c'è scritto che il ponte era pericolante e che necessitava già allora di un tempestivo intervento per mettere fine al traffico. L'Assessore ci ha detto che il ponte stava per crollare e, se non ha usato questo termine, ci è andato molto vicino. Ha detto che è pericoloso transitare sul ponte, ma ha anche aggiunto che chi vuole raggiungere Arnad, da Echallod, potrà fare il giro da Pont-Saint-Martin, da Issogne o, magari, anche da Torino. Ognuno, cioè, farà il giro che potrà!
L'Assessore dice: "È l'ennesima volta che parliamo di questo problema in Consiglio regionale!". Ma io dico che è l'ennesima volta che l'Assessore regionale non prende provvedimenti ed ora veniamo a sapere che le responsabilità sono del comune di Issogne! Ma allora qui bisogna capire di chi sono queste responsabilità. È certo, però, che una è dell'Assessore ai Lavori Pubblici che, pur essendo a conoscenza dal 1985 della pericolosità di quel ponte, non ha preso alcun provvedimento ed ha lasciato che la gente continuasse a circolare ed ancora permette che vi si transiti sopra, con pericolo per tutti, e suggerisce agli abitanti della frazione di Echallod di seguire altre strade per raggiungere casa propria.
Io ritengo che questo modo di agire sia da condannare. Noi non ci fermeremo a queste risposte, perché riteniamo che la gente abbia ragione e che i Consiglieri regionali abbiano il dovere di appoggiare la loro iniziativa. Ne assumeremo anche delle nostre e manderemo una diffida all'Assessore ed al comune, per costringerli ad assumere precisi provvedimenti.
Comunque, caro Assessore, credo che le risposte che hai dato a dei Consiglieri regionali siano da condannare, anche perché danno l'impressione che, quasi quasi, abbiamo disturbato il manovratore, ossia non dovevamo disturbare per l'ennesima volta l'Assessore! Non siamo stati noi a disturbare l'Assessore, ma è stata la gente a chiedere il rispetto di un proprio diritto!
Noi, quindi, prendiamo atto di tutto ciò e diciamo pubblicamente che il ponte è pericolante e pericoloso per il transito, per cui si deve mettere la segnaletica adatta e si devono prendere gli opportuni provvedimenti. Notificheremo all'Assessore ed al comune questa nostra intenzione e ci attendiamo da loro delle risposte precise.
Si dà atto che alle ore 17,04 assume la Presidenza il Presidente BONDAZ.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Io credo che l'Assessore abbia fatto bene a leggere in Consiglio quel pezzettino di perizia. Se prima avevamo un dubbio, non solo non ci è stato fugato ma, anzi, ci è stato confermato. Se io fossi al suo posto, dopo aver letto attentamente quel pezzo di perizia, non dormirei più sonni tranquilli. Mi stupisce, poi, che dorma sonni tranquilli anche il sindaco di Arnad, dimostrando che, forse, l'autorità comunale non ha ben compreso il contenuto della perizia.
La prima domanda della mia interpellanza chiede se esiste una perizia sulla stabilità del ponte di Echallod. Assessore, la perizia esiste e quella perizia dice che il ponte non è idoneo al traffico veicolare, ma solo al traffico pedonale. Ne consegue che anche il sindaco, e non solo l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici, deve assumere un atteggiamento coerente, impedendo almeno il traffico veicolare. Questo dovrebbe essere il primo provvedimento dell'autorità comunale, dopodiché si potrebbe anche cominciare a discutere.
Adesso capisco perché la popolazione è particolarmente preoccupata! Far passare lo scuolabus carico di bambini su quel ponte, quando la stessa perizia dice che il ponte è idoneo solo al transito pedonale, giustifica le sue perplessità, se non addirittura un certo allarmismo che in questo caso sarebbe giustificato.
Rivolgendomi non tanto all'Assessore, quanto e soprattutto al Presidente della Giunta, e senza voler drammatizzare, io suggerirei di richiamare il sindaco di Arnad ad una maggiore attenzione, proprio sulla base di quella perizia. Se è vero che su quel ponte, che è addirittura medioevale, possono transitare solo dei pedoni, facciamo in modo che vi transitino solo i pedoni! Credo che il Presidente della Giunta possa verificare se l'ulteriore passaggio di automobili e di altri mezzi pesanti faccia precipitare la situazione. Questo è il discorso di fondo, e sotto questo profilo credo che sia giustificata la presa di posizione della popolazione attraverso l'ultima petizione.
In attesa del nuovo ponte, i cui tempi di realizzazione saranno piuttosto lunghi perché, se ho ben capito quanto ha detto l'Assessore, siamo ancora alla fase iniziale del progetto, alla quale seguiranno l'approvazione e l'appalto, io chiederei un deciso intervento della Regione perché, se malauguratamente dovesse succedere qualcosa, si potrebbe dire: "Ma qualcuno lo sapeva!". Assessore, lo sapeva il perito che ha redatto quella perizia, perché quello che ci è stato letto in Consiglio, a ben meditare, non è affatto tranquillizzante, visto e considerato che su quel ponte si può transitare solo "pedibus calcantibus". Il passaggio di un autoveicolo su quel ponte stona ed è anche logico che stoni, perché il ponte era stato fatto per il transito dei carriaggi; se vi transitano dei mezzi più pesanti possono sorgere delle perplessità.
Avendo combattuto una certa battaglia per i beni culturali, concludo dicendo che quel bel ponte è da tenere lì e da ammirare. Ci vuole, però, una soluzione alternativa. Trattiamolo come un monumento, perché va trattato con un certo riguardo, e rimettiamo anche adeguatamente in sesto i parapetti facendo intervenire la Sovraintendenza, ma facciamoci passare sopra solo i pedoni e deviamo il traffico veicolare su strade più lunghe. Chi ha la macchina, purtroppo, dovrà sopportare questo disagio, che eviterà, però, il ripetersi di ulteriori incidenti su quel ponte.
Questo è il modesto suggerimento che io mi permetto di dare all'Assessore ed al Presidente della Giunta, nonché al sindaco di Arnad, perché anche lui ha qualche responsabilità in tutta questa vicenda. Grazie.
