Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3641 del 6 aprile 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3641/VIII - CONTENUTI E FINALITÀ DI UN INCARICO DI CONSULENZA SUI PROBLEMI DELL'OCCUPAZIONE. (Interpellanza)

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri.

INTERPELLANZA

PRESA VISIONE della deliberazione di Giunta n. 1369 "Incarico di consulenza al P.I. Gino Scollia - Approvazione e finanziamento di spesa" del 12 febbraio 1988, controllata senza osservazioni dalla Commissione di Coordinamento al n. 1727 in data 25.2.1988;

CONSTATATA la genericità delle premesse che, in particolare, non chiariscono le competenze del consulente in rapporto a quelle dell'Assessorato e dell'Agenzia del Lavoro;

RITENUTO l'impegno di spesa di lire 59.000.000 annui I.V.A. compresa, una

somma spropositata alla genericità del lavoro da svolgere;

INTERPELLA

l'Assessore competente per conoscere:

- i motivi di tale deliberazione;

- in che modo intenda controllare e quantificare il lavoro di consulenza;

- in che modo intenda armonizzare tale consulenza con le attività dell'Assessorato e dell'Agenzia del Lavoro;

- in che modo intenda modificare l'organico regionale per inserire tale figura di "esperto navigatore dei corridoi ministeriali" nell'organico regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà. Gli ricordo, però, di farmi sapere se prevede di dover fare dei nomi di persone, in modo che la seduta possa svolgersi in segreto.

SANDRI (N.S.): Signor Presidente, per quanto mi riguarda non si tratta di un problema personale, ma di un problema squisitamente politico che intendo discutere a tale livello in questa sede. Se sarà la risposta dell'Assessore competente a porre dei problemi, a quel punto si potrà eventualmente proseguire in seduta segreta.

I motivi di questa interpellanza sono sostanzialmente legati alla deliberazione della Giunta regionale n. 1369 del 12 febbraio 1988 "Incarico di consulenza al P.I. Gino Scollica - Approvazione e finanziamento di spesa". Perché? Intanto perché, a nostro parere, esiste ed è sempre vigente il principio per cui non bisogna dare incarichi di consulenza in settori che sono già coperti da strutture della pubblica amministrazione.

Questa deliberazione, nella parte delle motivazioni, è estremamente generica. La leggo:

"Considerata l'importanza che rivestono per la Valle d'Aosta le materie che interessano l'occupazione, il sostegno e lo sviluppo della stessa...". Credo che tutti siamo d'accordo sull'importanza dell'occupazione.

Considerato che la materia, per la sua complessità, necessita della consulenza di un esperto nel settore, che segua anche le pratiche a livello ministeriale per una loro pronta definizione...". Mi sembra che anche in questo punto si vadano a toccare problemi che sono di competenza dell'Assessore, del Deputato o del Senatore della Valle d'Aosta e del Presidente della Giunta, che sono gli organi preposti alla gestione dei rapporti con i Ministeri.

"...Ritiene utile designare allo scopo il P.I. Gino Scollica, approfittando del collocamento a riposo del suddetto a far data dal 29 c.m., avendo svolto per anni l'incarico di Direttore dell'Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione, che conosce a fondo, per diretta esperienza, i problemi occupazionali della Valle d'Aosta...".

Eppure, anche l'Assessore è a conoscenza dei problemi occupazionali della Valle d'Aosta e lo sono anche i dirigenti dell'Assessorato. Non solo, ma in Consiglio regionale noi abbiamo avuto una proposta della Giunta per la creazione dell'Agenzia del lavoro, corredata da un progetto sicuramente interessante che non è accompagnato da una motivazione di poche righe, ma da una motivazione piuttosto voluminosa, sicuro indice di un grosso sforzo di elaborazione nel settore dell'occupazione, assolutamente non paragonabile a quello fatto per presentare una deliberazione di questo genere.

Pertanto, si vogliono capire le vere premesse e le vere motivazioni di questa deliberazione e, soprattutto, come si intende controllare l'investimento che non è certamente di secondaria importanza, visto che si tratta di 59 milioni, IVA compresa, che corrispondono, grosso modo, ad uno stipendio di 4 milioni mensili.

Mi pare che, da questo punto di vista, l'Amministrazione regionale nutra scarsa fiducia sulla possibilità di disporre dei meccanismi di verifica sulla bontà della consulenza, perché è rara e credo che sia addirittura unica, nella storia della Valle d'Aosta, una consulenza nella quale si dice che l'opera del consulente dovrà essere prestata per 11 mesi all'anno e per 3 giorni alla settimana, qui in sede, per l'espletamento delle pratiche d'ufficio. Ma questo è un vero e proprio rapporto di lavoro e non più una consulenza! Si ha forse paura di non avere altri mezzi per verificare effettivamente la bontà del lavoro? Ma questo ci verrà spiegato dall'Assessore.

Mi consenta l'Assessore di muovere un ultimo appunto. Se pensa davvero che sia importante avere una figura di questo genere nell'organico regionale, e cioè quella del cosiddetto "esperto navigatore dei corridoi ministeriali", la si istituisca! Si tratta di una figura molto presente nel panorama politico italiano, dalla quale noi siamo rimasti indenni, almeno fino ad oggi. Se, però vogliamo intervenire con questi metodi, diciamolo chiaramente, così inseriamo la figura dell' "esperto navigatore dei corridoi ministeriali" nell'organico regionale. È una scelta che voi potete proporci anche se noi, ovviamente, ci dichiareremo contrari, ma che mi sembra più logica rispetto a quella contenuta in questa deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.

LANlVI (A.D.P.): Non è mia abitudine far scendere il livello del dibattito in Consiglio e, quindi, considero questa interpellanza seria, a parte le battute polemiche finali, e cercherò pertanto di dare una risposta seria.

Rispondo al primo punto dell'interpellanza, che riguarda la figura del consulente, dicendo che l'Amministrazione regionale ha inteso utilizzare, in questo particolare momento - il Consigliere Sandri avrà sicuramente potuto notare che la consulenza è della durata di un anno - proprio perché è importante che nel corso del 1988 essa abbia al suo fianco e possa contare su di una consulenza qualificata come quella che può esserci data dal Comm. Scollica, in virtù della sua esperienza. Egli è stato, infatti, per 43 anni alle dipendenze del Ministero del Lavoro e per ben 35 anni, che potrebbero salire a 38 se contiamo i tre anni di reggenza dell'Ufficio regionale del lavoro, Direttore dell'Ufficio regionale del lavoro, oltre ad aver coperto, per periodi brevi, anche il posto di direttore dell'Ufficio regionale del lavoro del Piemonte, della Liguria e della Sardegna, ed essere stato utilizzato dal Ministero per la conduzione di trattative a livello nazionale. Ci si riferisce, quindi, ad una persona che in materia di occupazione, di legislazione nazionale e di conoscenze della burocrazia nazionale non ha concorrenti e non ha alternative in Valle d'Aosta.

Perché questa scelta è importante proprio quest'anno? Il Consigliere Sandri ha citato prima la bella relazione che accompagna la legge sulla Agenzia del lavoro, ma, per predisporre quella legge ci siamo serviti della consulenza del Prof. Tren, che è uno dei massimi conoscitori della materia del lavoro a livello nazionale. Questo settore, quindi, è estremamente importante per due aspetti: per gli obiettivi ed i contenuti, e cioè per garantire livelli occupazionali ottimali per la nostra Regione, e per armonizzare una legislazione molto complessa ed in via di definizione, sia a livello regionale sia a livello nazionale.

È importante che questa scelta sia stata fatta quest'anno perché il Consiglio regionale sa che, nel marzo del 1987, è stata approvata la legge n. 56, che organizza il mercato del lavoro a livello nazionale. In virtù di quella legge, o meglio, degli spazi che ci lascia quella legge, è possibile pensare ad una Agenzia del lavoro così com'è configurata nel disegno di legge predisposto dalla Giunta e che è ora all'esame delle Commissioni.

Ne discende che l'attuale Agenzia del lavoro, o meglio ciò che noi abbiamo definito come Agenzia del lavoro e che risulta dalla somma di due comitati tecnici, per la gestione di due leggi distinte, quella per l'apprendistato artigiano e quella della legge n. 4, è diversa dall'Agenzia che si sta prefigurando con la nuova legge che deve, non solo, essere approvata ma che deve superare - ecco la motivazione della consulenza affidata al prof. Tren - le censure possibili o le strette maglie del Ministero del Lavoro. Per adesso diciamo che la predisposizione di questa legge ha tenuto conto anche delle possibili obiezioni. Risulta, infatti, che è a discrezione del Ministro stabilire se una Regione abbia o meno strumenti analoghi a quelli prefigurati dalla legge n. 56. Sempre in riferimento a questa legge, la previsione di uno strumento per la politica attiva del lavoro come l'Agenzia del lavoro è solo uno degli aspetti. Bisogna ricordare la creazione delle sezioni distrettuali, la nomina ed il funzionamento delle sezioni circoscrizionali in Valle d'Aosta, per il collocamento, che sono state oggetto di dibattito anche all'interno della Commissione regionale per l'impiego. Tutto questo vale per dire che l'applicazione della legge n. 56 è solo uno degli aspetti.

Un altro aspetto è l'armonizzazione degli strumenti attuali, che sono molti di più di quelli segnalati dal Consigliere Sandri, perché, oltre all'attuale versione dell'Agenzia del lavoro ed a quella che si sta definendo, dobbiamo aggiungere anche la struttura ministeriale che esiste attualmente in Valle d'Aosta, e cioè l'Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione. Non dobbiamo dimenticare che questo Ufficio, in questo momento, può contare su di un organico di circa 60 persone e deve superare il momento delicato ed interessante per la Valle d'Aosta, caratterizzato dal fatto che, se la direzione di questo ufficio, in questo momento di "vacatio", viene affiancata, può rimanere in Valle d'Aosta, senza che il Ministero provveda alla nomina di un funzionario o di una persona proveniente da fuori. Per favorire questo graduale passaggio, riteniamo opportuno che, in questo momento, ci sia anche un'opera di fiancheggiamento dell'attuale attività dell'Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione.

All'armonizzazione di questo insieme di strumenti, vorrei aggiungere l'Osservatorio del mercato del lavoro. A livello nazionale, infatti, il Ministero ha predisposto apposite convenzioni da stipulare con le Regioni per la realizzazione degli Osservatori del mercato del lavoro. Si tratta, quindi, di armonizzare strumenti e organismi, che non sono soltanto di emanazione regionale, con uffici e presenze ministeriali. L'obiettivo della Regione è di agire in modo da ottener la massima autonomia in questo settore.

Dei compiti specifici della figura del consulente, il Consigliere Sandri ha sottolineato soprattutto l'aspetto, non secondario, di seguire l'"iter" burocratico delle pratiche di cassa integrazione e disoccupazione speciale. Egli ha evidenziato soprattutto questa funzione, che comunque è positiva, tesa a seguire le pratiche a livello di burocrazia centrale. Vi è, però, una funzione altrettanto importante, che è quella istruttoria a livello regionale, che si esplica attraverso consulenze che rendano le istruttorie delle pratiche di cassa integrazione e disoccupazione speciale più rapide e più perfette possibili sotto il profilo amministrativo.

Veniamo ora al problema inerente alle vertenze industriali presenti nella nostra Regione. In questo campo possiamo contare su di un'esperienza che ha fatto assumere e svolgere, anche alla Regione, un ruolo più incisivo, grazie proprio alla collaborazione di una persona che per molti anni ha fatto questo mestiere. Anche nell'ultima vertenza della Feletti, che si è conclusa con un accordo, sono stato affiancato dal signor Scollica, che ha potuto agire nella veste di consulente. Anche il tentativo di rispondere meglio a certe esigenze e portare più validamente all'attenzione dell'Amministrazione regionale delle proposte sui rapporti tra datori di lavoro e Organizzazioni sindacali è un altro importante compito affidato al consulente che, in questo momento, sta lavorando intorno all'organizzazione, in Valle d'Aosta, di un convegno-seminario sui problemi dell'osservatorio del mercato del lavoro, comprendente anche la verifica delle esperienze che altre Regioni hanno maturato in questo settore.

Un altro problema del quale sarà investito il consulente concerne le indicazioni per realizzare dell'attività formativa. È vero che l'Amministrazione regionale, attraverso tutti i suoi apparati, svolge dell'attività formativa; è vero che vi è un ufficio di coordinamento di questa attività formativa, presso la segreteria generale della Presidenza della Giunta; è altrettanto vero, però, che i rapporti tra datori di lavoro e organizzazioni sindacali possono richiedere la mediazione del consulente.

La sua collaborazione può anche essere richiesta per programmare gli interventi che tendono a rendere più efficaci le iniziative che la Regione intende assumere nel campo dell'occupazione. La motivazione fondamentale della consulenza è, in ogni caso, la possibile utilizzazione delle comprovate capacità e della lunghissima esperienza maturata dal Comm. Gino Scollica. In secondo luogo si può dire che questa collaborazione è importante, in questa fase, proprio perché si tratta di armonizzare e coordinare una serie di problemi e di scadenze rispetto ai quali la presenza di un consulente qualificato può contribuire a rendere più efficace l'azione dell'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): L'Assessore ha fatto una lunga e dotta disquisizione, confermando punto per punto le preoccupazioni evidenziate nella mia interpellanza e cioè che, per larghi versi, questa consulenza si prefigura come un doppione di strutture che già esistono e soprattutto, di strutture che esisteranno con l'approvazione della legge sull'Agenzia del lavoro.

Mi interessa però sottolineare due aspetti, affinché sia ben evidente che il rinnovo della convenzione è già previsto dalla deliberazione, perché si dice: "...l'incarico resta conferito per il periodo di un anno, a decorrere dal 1° marzo 1988, ed è tacitamente prorogabile per uguali periodi...".

Sia ben chiaro che questa dizione non deve ledere gli interessi dei dipendenti regionali valdostani dell'Ufficio del lavoro e della massima occupazione. Lì dentro lavorano delle persone valdostane che devono essere considerate per la loro attuale occupazione, proprio perché possono adire al posto che è stato lasciato libero. L'istituzione di quella Agenzia, quindi, deve procedere a marce forzate, per consentire la realizzazione di questo progetto. Tutta via, la proroga che è già prevista nella convenzione, non va in questo senso o, almeno, così può essere interpretata.

Mi si consenta di fare una battuta. È vero forse che l'interpellanza può essere ritenuta poco seria, ma si dimentica però il fatto storicamente vero, conosciuto da molti, ma che è bene ribadire, che per molto tempo il consulente in questione era conosciuto soprattutto per aver svolto mansioni di segretario particolare dell'allora Ministro del Lavoro, Donat-Cattin. Essere stato segretario particolare di un Ministro democristiano non può certamente essere considerato una macchia per nessuno, ma è anche vero che, quando si operano delle scelte, bisogna tener conto di tutto. Credo, quindi, che proprio in questo senso l'Amministrazione regionale avrebbe potuto imprimere all'iniziativa un taglio decisamente diverso.