Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3562 del 14 marzo 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3562/VIII - VERIFICHE E CONTROLLI PER IL COSTRUENDO NUOVO IMPIANTO DI RISALITA FRA STAFAL E IL GABIET NELLA VALLE DI GRESSONEY. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Sandri:

INTERPELLANZA

PRESA VISIONE della petizione firmata da 22 cittadini di Gressoney-La-Trinit,, che denuncia i "radicali mutamenti" che un nuovo impianto di risalita tra Stafal e il Gabiet "determinerebbe nell'ambiente";

CONSTATATO che alla petizione è allegato un memoriale, firmato anche da alcune guide alpine, che chiarisce i gravi pericoli ambientali e i deboli vantaggi economici del progetto;

PREOCCUPATO per una soluzione al problema del collegamento dei due domaines skiables di Gressoney che porterebbe all'uso sciistico di pendii a forte rischio di slavine e valanghe;

CONSTATATO che gia "sono stati distrutti alberi secolari per gli impianti e le piste dell'ovovia, delle seggiovie e degli skilift in funzione" e che "sono stati danneggiati irrimediabilmente pascoli di altura" e che "le bellezze" naturali del Vallone del Moos .... verrebbero irreparabilmente danneggiate";

il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

la Giunta regionale per conoscere:

- come intenda sottoporre ad accurato controllo il progetto funiviario citato in premessa, in particolar modo dal punto di vista idrogeologico e della tutela ambientale e verificare l'economicità dell'intervento;

- se intenda studiare delle alternative al problema del collegamento tra il Vallone del Moos e gli impianti della Bettaforca.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Il Presidente del Consiglio, nella scorsa adunanza, aveva illustrato ed annunciato nelle sue dichiarazioni una petizione firmata da alcuni cittadini di Gressoney, quasi tutti di Gressoney-La-Trinité, in cui si denunciava il rischio ambientale che correva il Vallone del Moos, vallone che sta alla sinistra orografica del torrente Lys, poco al di sopra della frazione di Orsia e poco al di sotto della frazione di Ciafal.

Il problema in effetti esiste e sarebbe interessante conoscere l'indirizzo della Giunta regionale su questo problema che presenta caratteristiche veramente inquietanti.

Come l'Assessore conoscerà sicuramente, il comprensorio del Monte Rosa Ski è basato su tre poli: quello di Ayas, quello di Gressoney e quello di Alagna, interconnessi dignitosamente soltanto fra Gressoney e Ayas, attraverso gli impianti della Bettaforca, mentre invece rispetto ad Alagna esiste il problema che dal Col Dolen per scendere ad Alagna bisogna fare una ventina di minuti di salita a piedi e il rientro da Punta Indren è un percorso di tipo sci alpinistico, in totale assenza di qualsiasi controllo da parte delle funivie e delle società che gestiscono gli impianti.

In questo panorama esistono a Gressoney-La-Trinité tre impianti, di cui uno desueto e che dovrà essere sostituito fra breve, ed è quello che da Orsia porta al Gabiet, ed altri due più brillanti: quello della Bettaforca, già citato, e quello di Punta Iolanda.

Il problema è che i tecnici dell'Amministrazione regionale, senza tenere in considerazione le esigenze della popolazione di Gressoney, hanno predisposto uno studio per fare un collegamento che da Stafal, cioè dall'arrivo delle funivie della Bettaforca, porta direttamente al Gabiet. Questo impianto è particolarmente pericoloso per due motivazioni: primo, perchè la stazione di partenza di questo nuovo impianto è una zona a rischio di valanghe dal versante Bettaforca: secondo, perchè l'impianto di risalita portando al Gabiet dovrebbe per forza servire una pista che percorre il Vallone del Moos.

Il Vallone del Moos è un vallone tristemente famoso perchè nel 1986 vi morirono due donne di Gressoney colpite da una valanga durante il breve tragitto fra la casa loro ed una piccola casa un centinaio di metri al di sopra.

Il Vallone del Moos l'ho percorso con gli sci qualche giorno fa e vi posso assicurare che è tremendamente esposto alle valanghe. Che ci siano quindi queste preoccupazioni dal punto di vista della sicurezza è testimoniato anche da un verbale del Consiglio comunale di Gressoney-La-Trinité del 13 febbraio 1987, in cui quasi tutti i Consiglieri comunali esprimevano le loro preoccupazioni per questo tipo di impianto. Cito alcuni interventi: il Consigliere Comune Aldo sostiene che la soluzione migliore è quella di realizzare un impianto che colleghi la frazione di Anderbad alla Conca di Bedemi, da dove è possibile risalire verso la Conca del Gabiet, fermo restando la ristrutturazione dell'impianto Isag; il Consigliere Squinabol Dante dice che non si deve abbandonare l'obiettivo di risolvere il collegamento "sci ai piedi" fra i due versanti, purchè piste ed impianto siano protetti da slavine; il Consigliere Favre Mauro esprime parere favorevole a condizione che siano sistemate adeguate protezioni nella fase dei lavori e sia tenuto conto della salvaguardia dell'ambiente; il Consigliere Monterin richiede la protezione degli insediamenti abitativi esistenti, ricorda gli avvenimenti straordinari e la gravità evidente verificatasi nell'inverno 1985-86 e si dichiara contrario in quanto ritiene che si mettano coscientemente delle persone in pericolo di valanga, il che, pur essendo il rischio molto limitato, configura una responsabilità di tipo penale; il Consigliere Barrel Federico ritiene la zona poco indicata alla realizzazione dell'impianto per i pericoli di valanga e ritiene che i costi di protezione assumano livelli troppo elevati. E così quasi tutti gli altri Consiglieri comunali di Gressoney-LaTrinité.

Quindi esiste da parte delle persone che vivono in questo territorio una grande preoccupazione per l'impianto e per la pista di rientro.

Vorrei sottolineare tra le preoccupazioni che mi hanno spinto a fare questa interpellanza, oltre ai motivi di tipo ecologico che sono stati ben descritti in quella petizione che sicuramente l'Assessore conosce, che il fatto di concentrare tutti gli interventi su Stafal, oltre a provocare dei problemi ad alcuni operatori turistici di Orsia, pone comunque un problema di sovraffollamento automobilistico a Stafal che è un luogo molto piccolo, in cui esiste un orrendo parcheggio. Pensare di portare lì un altro impianto, quindi concentrare l'arrivo degli sciatori e delle loro autovetture in quel posto, significa quanto meno prevedere un grande allargamento di questo parcheggio che occupa quasi già metà oggi del terreno in piano di questa frazione, e potrebbe essere foriero di grossi intasamenti domenicali.

Vorremmo sapere dall'Assessore quali sono gli intendimenti della Giunta a proposito di questi impianti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Lanièce, ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Volevo intanto fare due precisazioni; nel 1982, se non vado errato, era stato dato l'incarico per studiare il collegamento fra Stafal e il Gabiet. Questo studio è stato predisposto non per iniziativa dell'Assessorato, ma su una spinta del Comune di Gressoney; il discorso è stato poi portato avanti di comune accordo dal Comune e dalla Comunità Montana, che solo ultimamente ci hanno mandato una petizione firmata da 186 capifamiglia, dove ci pregavano di provvedere, in quanto con l'inverno 1988-89, siccome l'impianto ex Isag deve chiudere, non ci sarà più collegamento fra il fondovalle e il Gabiet, con la perdita quindi di tutto questo domaine skiable;

La Giunta, prima di muoversi e dare il proprio benestare, provvederà ad avviare una indagine per quanto concerne l'ambiente, a procurarsi la documentazione dell'ufficio valanghe e l'autorizzazione della forestale per il taglio delle piante che si renderà necessario.

Da un punto di vista puramente tecnico si dice che l'unica soluzione per il domaine skiable è quella di fare questo collegamento Stafal-Gabiet, in quanto rifare l'impianto ex Isag non risolverebbe il problema. Questo è almeno quanto ci è stato detto da parte del Sindaco e del Presidente della Comunità Montana.

Per quanto riguarda la disgrazia del 1986, non dimentichiamoci che c'era stata una nevicata di 4-5 mt.; a quel punto anche passare sotto una casa diventava quasi un pericolo mortale! Con nevicate così abbondanti gli impianti vengono chiusi; d'altronde, la valanga è scesa su delle case e non su un impianto ....

SANDRI (fuori microfono):. dove dovrebbe passare la pista di sci ...

LANIECE (D.C.): Comunque la nevicata del 1986 è stata un evento eccezionale negli ultimi cento anni per abbondanza, altrimenti non penso che qualcuno avrebbe costruito le case dove di norma vengono le slavine, anche se questo non significa che non ci sono dei pericoli e che non ci sia bisogno di osservare la questione con particolare attenzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi sembra che l'Assessore non si sia preso la briga di andare a verificare la situazione di persona: forse questo gli sarebbe stato utile perchè la situazione di Gressoney è un po' particolare e merita sicuramente alcune osservazioni più precise.

Le case sono tutte fatte in modo da sopportare valanghe, e almeno una volta ogni due anni alcune case sono interessate dalle valanghe, perchè è una zona particolarmente complessa, tant'è vero che perfino gli impianti della Bettaforca attualmente in funzione sono sotto rischio di valanga. Vorrei ricordare all'Assessore che il campeggio, che è vicino agli attuali impianti della Bettaforca ed è vicino al punto in cui dovrà essere costituita la nuova funivia secondo questo progetto, è stato spazzato via per metà, non più tardi dello scorso anno, da una valanga; quindi che il problema delle valanghe a Gressoney sia più grave di quanto non sia stato raffigurato dall'Assessore, che lo ha minimizzato, è un dato inequivocabile e basta andare sul posto per rendersene conto.

Quello che è più preoccupante è che sul Vallone del Moos questo pericolo aumenterebbe proprio grazie al disboscamento che è inevitabile per consentire la pista, perchè quello che rovinerebbe di più l'ambiente non è tanto l'impianto funiviario di risalita, quanto i lavori per la pista di rientro.

Mi si consenta poi di parlare un attimo del significato della petizione dei 156; essi richiedevano un rapido ristabilimento della situazione funiviaria rispetto al Gabiet, ed è evidente che questo è un fatto indispensabile per Gressoney, anche solo per la stagione estiva, periodo in cui tante persone utilizzano questo impianto. Per cui sulla utilità e la necessità che l'impianto ex Isag sia subito ristrutturato con un nuovo tipo di impianto, credo che nessuno abbia dei dubbi.

Bisogna anche rendersi conto di chi deve portare avanti la questione; se sono le società, come hanno fatto fino adesso, riunendosi nella Gressoney Servizi (fra l'altro sono società estremamente privatizzate in cui ci sono dei grossi problemi dal punto di vista sindacale ed anche alcuni dubbi dal punto di vista dei livelli di manutenzione degli impianti), oppure se è la Regione che si deve fare forza di un problema che sicuramente va al di là del piccolo comprensorio, perchè interessa l'economia di due valli, Ayas e Gressoney. Qual è allora il significato della petizione dei cittadini di Gressoney? Essi, di fronte ad una situazione di impianti che non soddisfa la clientela, hanno paura di essere sorpassati da Ayas, che sicuramente, dal punto di vista impiantistico, ha fatto dei passi avanti negli ultimi anni, quindi risucchia una parte dei passaggi dalla Val di Gressoney ad Ayas. Ma secondo me dare una risposta a queste esigenze della popolazione non implica che si debbano provocare dei danni ambientali.

La soluzione che proponiamo è quella di ristabilire, e rapidamente, la funivia del Gabiet partendo da Orsia, facendo dei collegamenti di navetta più dignitosi di quelli che ci sono adesso, con pochi costi e soprattutto dal punto di vista della mano d'opera non togliendo neanche un posto di lavoro, anzi aggiungendo qualche posto di lavoro dal punto di vista delle funivie. È anche vero però che renderemo scontenti quelli che attualmente gestiscono i servizi di autolinee.

Un ultimo problema che voglio far presente all'Assessore è il seguente: fare questi studi di impatto ambientale, di economicità della gestione e di valutazione del pericolo delle valanghe è importante, ma è ancora più importante riprendere in considerazione il discorso della funivia del Gabiet partendo da Orsia o eventualmente da Gressoney-La-Trinité paese, perchè quelle sono delle soluzioni rapide, che non pongono problemi, nè di fare delle opere paravalanghe, nè di fare degli studi di impatto ambientale, perchè lì purtroppo c'è già e un impatto c'è già stato. La soluzione di insistere sulla parte da Stafal al Gabiet significa far perdere alla popolazione di Gressoney almeno una annata sciistica, ed è una responsabilità che si prende l'Assessore al Turismo.