Oggetto del Consiglio n. 3563 del 14 marzo 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3563/VIII - NOTIZIE IN MERITO AD UN PRESUNTO TRAFFICO DI ARMI E DI DROGA IN VALLE D'AOSTA. (Interrogazione e interpellanze).
PRESIDENTE: Do lettura della interrogazione e delle interpellanze, presentate dal Consigliere Pascale, dal Consigliere Baldassarre, dai Consiglieri Mafrica e Cout e dal Consigliere Aloisi, iscritte rispettivamente ai punti 11, 17, 19 e 21 dell'ordine del giorno, che, per omogeneità di argomento trattato, vengono discusse congiuntamente:
INTERROGAZIONE
Il settimanale "LA VALLEE", in data 27 febbraio, riporta in prima pagina una notizia riguardante un presunto traffico di armi e di droga che avrebbe attraversato la Valle d'Aosta nel 1987 e sarebbe oggetto attualmente di indagine giudiziaria da parte della Magistratura genovese.
Nel contesto dell'articolo si fa esplicito riferimento ad un "basista valdostano" che "aveva incarichi e mansioni di responsabilità con alti crediti anche all'interno della Regione" e più oltre si afferma che lo stesso "avrebbe preziosi collaboratori ... dentro il Palazzo regionale, personaggi che con il Governo centrale valdostano sembrano addirittura legati da un doppio filo".
Preoccupato per tali affermazioni che parrebbero coinvolgere esponenti del governo valdostano, il sottoscritto Consigliere del Gruppo socialista;
INTERROGA
il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
1) se qualche membro della Giunta ha ricevuto una comunicazione giudiziaria con riferimento a tali indagini e, in caso affermativo, quale;
2) in caso negativo, se non ritiene opportuno emettere un comunicato ufficiale che smentisca tali illazioni sul Governo valdostano.
F.to: L. PASCALE
INTERPELLANZA
APPRESA la notizia stampa apparsa sul settimanale "LA VALLEE" del 27 febbraio 1988, in cui risulterebbe che la Valle d'Aosta sia "interessata da un vasto traffico di armi e di droga, utilizzando il Traforo del Monte Bianco e del Gran San Bernardo";
PREOCCUPATO che tale notizia, se vera, sarebbe ancora una volta, un duro colpo all'immagine della Valle d'Aosta, anche per il presunto collegamento tra il "basista-trafficante d'armi e droga" valdostano e personaggi legati al Governo regionale;
INTERPELLA
la Giunta regionale per sapere in che maniera intenda fare luce sul presunto collegamento tra il "basista valdostano" e personaggi che sarebbero legati al Governo regionale da un doppio filo.
F.to: G. Baldassarre
INTERPELLANZA
VERIFICATO che secondo notizie di stampa la magistratura savonese starebbe indagando su un vasto traffico di armi e droga che avrebbe interessato anche la Valle d'Aosta;
CONSTATATO che secondo "La Vallée notizie" sarebbe stato coinvolto nel traffico anche un "insospettabile basista" con incarichi e mansioni di responsabilità in Valle d'Aosta e che godeva di forti collegamenti con lo stesso Governo regionale;
RILEVATO che dalle notizie riportate (un professore francese, direttore di un istituto operante in Aosta) potrebbe essere individuato qualche consulente della Giunta regionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta per sapere:
1) quale credito deve essere dato alle notizie pubblicate da organi di stampa in merito al traffico di armi e droga che avrebbe interessato anche la Valle d'Aosta;
2) nel caso che le notizie corrispondano al vero e che effettivamente il personaggio in questione risulti essere uno dei consulenti della Giunta regionale;
- a chi debba essere attribuita la responsabilità della scelta;
- quali emolumenti, sotto diversa veste, abbia ricevuto il consulente in questione;
- chi abbia sottoposto a controllo l'attività svolta dallo stesso e quella dell'istituto da lui diretto;
3) quali sono gli intendimenti della Giunta per accertare la verità dei fatti e per tutelare comunque gli interessi ed il buon nome della Regione rispetto a sospetti di particolare gravità.
F.ti: D. Mafrica - E. Cout
INTERPELLANZA
AVENDO APPRESO dal settimanale "La Vallée" del 27/2/1988 che "la Valle d'Aosta sembra interessata ad un vasto traffico di armi e di droga, in cui sarebbero coinvolti personaggi insospettabili con mansioni di responsabilità anche all'interno della Regione;
PREOCCUPATO per questa incredibile vicenda, che, come cita la Vallée "trova conferma anche in un libro sul traffico di armi di Mario Ferrante (agente dei Servizi Segreti) e sembrerebbe che, l'illecito traffico passerebbe attraverso il Traforo del Monte Bianco e del Gran San Bernardo;
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere del M.S.I. - D.N.
INTERPELLA
il Presidente della Giunta regionale per sapere quali provvedimenti urgenti intenda prendere, onde fare chiarezza sull'intera vicenda, che se vera, getterebbe un'ombra inquietante su alcuni dipendenti o amministratori regionali.
F.to: D. ALOISI
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la interpellanza iscritta al punto n. 17 dell'ordine del giorno il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Stiamo per affrontare un problema molto delicato, e chi tenta di sottovalutarlo o di fare del silenzio stampa per non dare fastidio "al manovratore" non compie il proprio dovere; quindi è necessario che le forze politiche, come ha fatto il sottoscritto, portino in evidenza questo grave problema che coinvolge indirettamente anche le istituzioni.
Era mio dovere, prima di venire in Consiglio, sapere di più di quanto è stato pubblicato con coraggio dal settimanale "La Vallée" su questo presunto (lo dico senza virgolette) traffico d'armi. Mi sono messo in contatto con il giornalista di Retequattro, Andrea Pamparano, ho avuto modo di parlare con lui, e questi, non solo ha confermato che esiste un dossier, ma che lui stesso ha raccolto delle confidenze da parte di un agente dei servizi italiani, doppiogiochista, se così vogliamo chiamarlo, perchè si era infiltrato anche nei servizi segreti francesi.
Le dichiarazioni avute da questo agente segreto, Pamparano le ha raccolte in un dossier che ha poi inviato ai giudici di Savona che stanno indagando sul traffico d'armi ed al giudice Sica. La stessa Commissione parlamentare per i controlli sui servizi ha chiesto questo dossier (la notizia mi è stata confermata dal giornalista).
Questa vicenda preoccupa non tanto per i personaggi esterni all'Amministrazione regionale, non sappiamo se questi presunti agenti dei servizi segreti francesi operavano sul territorio della Valle d'Aosta, ma perchè come tutti sapete è venuto fuori il nome del Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta. Voglio subito dire che mi auguro che il Capo Gabinetto possa dimostrare la sua estraneità alla vicenda, ma il Pamparano ha confermato che in questo dossier compare in modo determinante il nome del Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta. Anche "Il Giornale" di Montanelli ha riportato la notizia; non leggerò tutto l'articolo ma solo la parte riguardante il Capo Gabinetto: "Gli interlocutori di Sullice sono Bortoli, noto funzionario della Regione, ed una seconda persona che è stata individuata in un ufficio finanziario leasing al centro di Aosta". Questo è stato raccolto dalle testimonianze dell'agente Ferrante ed è stato confermato da Pamparano.
Su questo problema nessuno di noi vuole strumentalizzare, nessuno di noi vuole gridare allo scandalo, io non sono un colpevolista, però è necessario arrivare ad un chiarimento: qui c'è di mezzo indirettamente, se questo fosse confermato, la responsabilità del Governo regionale, perchè il Capo Gabinetto svolge ruoli importanti in seno al Governo regionale.
Mi aspettavo un comunicato-stampa da parte della Giunta che smentisse l'accaduto oppure che esprimesse solidarietà nei confronti del Capo Gabinetto, ma questo comunicato non c'è stato; tuttavia non credo che la Giunta possa mantenere il silenzio sulla vicenda.
Voglio dire ancora una cosa che mi torna in mente, assumendomi la responsabilità di quello che dico: quando ho chiesto a Pamparano se, nell'eventualità che il coinvolgimento del Capo Gabinetto corrispondesse a realtà, i motivi erano da ritenersi come convenzione francofona oppure perché circolava molto denaro; Pamparano mi ha risposto che molte cose non si fanno per costruirsi una villa o per comprarsi una macchina di lusso, ma perchè in alcuni momenti alcuni personaggi lavorano anche per partiti o movimenti politici. Questa risposta mi ha preoccupato ancora di più e sono convinto che Pamparano, nel corso delle due trasmissioni che conduce, tornerà sull'argomento con degli elementi che possono portare ulteriore chiarezza. In questo momento è necessario stare calmi e tranquilli, non serve strumentalizzare, non l'ho fatto nè lo farò, non sono colpevolista, però aspetto di sentire dalla Giunta quali provvedimenti intende prendere per superare questo momento, non certo esaltante per la Valle d'Aosta.
Resto in attesa della risposta della Giunta per poter poi eventualmente riprendere a parola e portare all'attenzione dei Consiglieri ulteriori elementi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, per illustrare l'interpellanza iscritta al punto n. 19 dell'ordine del giorno, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Come già per la vicenda Casinò, in queste settimane la nostra Regione ha avuto una pubblicità sgradita: ho avuto occasione di vedere in un servizio su Retequattro una presentazione della realtà aostana e valdostana come se questa città e questa regione fossero uno dei centri nodali del traffico d'armi internazionale.
Le notizie sono comparse su "La Vallée" ormai da quindici giorni e non abbiamo avuto modo di sentire da parte della Giunta regionale alcuna considerazione, alcun giudizio. Anche stamattina il Presidente della Giunta, al momento delle comunicazioni che poteva fare, non ha preso la parola.
Troviamo strano questo comportamento perchè avremmo ritenuto opportuna una smentita forte e netta da parte del Presidente della Giunta rispetto al coinvolgimento di una persona di sua fiducia, il Capo di Gabinetto, in questo presunto traffico d'armi.
Chiediamo al Presidente della Giunta perché questa smentita non è arrivata: c'è imbarazzo nella Giunta, c'è incertezza, oppure si attendeva l'occasione delle interpellanze per dare questa risposta?
Non pensiamo che la Giunta possa sottovalutare notizie di questo tipo che sono ritornate per ben tre volte sul settimanale di più larga diffusione in Valle d'Aosta e che sempre hanno sottolineato il collegamento fra questo traffico e il Palazzo regionale.
Riteniamo di dover avere da parte della Giunta delle considerazioni che ci tranquillizzino; crediamo opportuno che la Giunta faccia richiesta ai giudici che stanno indagando su questa materia di parte degli atti che riguardano funzionari di questa Regione per eventualmente prendere provvedimenti che si rendano necessari.
Non crediamo che il tutto possa essere sottaciuto o lasciato passare come vaghe notizie scandalistiche di stampa; può anche essere che le persone interessate non siano assolutamente coinvolte e siano in grado di dimostrare la propria estraneità, occorre però che la Giunta regionale in qualche modo prenda in considerazione i fatti e dia una propria valutazione. Il primo fatto riguarda il Capo Gabinetto della Giunta che, secondo quello che scrive "La Vallée", avrebbe un ruolo di primaria importanza nell'organizzazione che vendeva armi ai paesi dell'est e sarebbe l'interlocutore di Sullice, ex direttore dell'Alliance française, mente dell'illecito traffico; l'altro fatto riguarda un personaggio che è stato direttore di una associazione che è in Valle d'Aosta, finanziata con legge regionale, che ha svolto una attività riconosciuta da questo Consiglio nella diffusione della lingua francese.
Proprio per la delicatezza della questione non andiamo oltre, attendiamo la risposta della Giunta, augurandoci che la stessa sia in grado di dimostrare in modo netto l'estraneità della Regione ad una vicenda che potrebbe essere, se risultasse vera, ancora più grave di altre che già hanno colpito la nostra Valle.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Aloisi per la illustrazione dell'interpellanza iscritta al punto n. 21 dell'ordine del giorno, ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Ci troviamo di fronte ad un fatto di enorme gravità, soprattutto perchè sono coinvolti in questa vicenda i servizi segreti, un centro culturale francofono finanziato dall'Amministrazione regionale e, soprattutto, il Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta, Gino Bortoli. Innanzitutto voglio esprimere compiacimento nei confronti del giornale "La Vallée", che ha dato dimostrazione di coraggio nel riportare questi fatti, a differenza di altri giornali - mi riferisco in particolare a "La Stampa" - che ignorano fatti politici o di cronaca di una certa gravità.
Questo è un aspetto che va sottolineato: vi sono giornali che hanno il coraggio di denunciare certi fatti, che non fanno piacere a quei partiti di potere, ed altri giornali che sono invece asserviti a certi organismi di potere.
Entrando nel merito di questa interpellanza, chiedo il piacere di avere dal Presidente della Giunta certe risposte su questi fatti.
Emerge da questa inchiesta, che ancora è una indagine, il coinvolgimento del centro culturale Alliance Française, di cui era Presidente un certo Sullice, che sembra essere coinvolto nella vicenda. La prima osservazione che faccio è che da questi dati di cui siamo a conoscenza emerge un aspetto preoccupante: in un centro culturale valdostano vi sono inseriti elementi dei servizi segreti francesi, e questa è cosa da non sottovalutare.
È coinvolto un centro finanziato dall'Amministrazione regionale, ed anche questo è da tenere in considerazione.
Non voglio accusare nessuno, voglio solo sapere dal Presidente della Giunta quello che è in grado di dirci in questo momento, però devo constatare che nello statuto dell'Alliance Française, allo art. 6 (cito testualmente) si dice che "Il Presidente del Governo della Regione autonoma Valle d'Aosta è di diritto Presidente d'onore di questa associazione". Siamo convinti che il Presidente è estraneo a questa vicenda, però, se è vero che M. Sullice era Presidente di questa associazione, di cui fa parte di diritto il Presidente della Giunta, bisogna chiarire certe funzioni, certe situazioni e il perchè di certi coinvolgimenti. Avremmo piacere di avere delle risposte in merito da parte del Presidente della Giunta, anche perchè non possiamo accettare che ci sia in Valle un centro culturale nel quale sono infiltrati i servizi segreti francesi.
È vero, siamo in una situazione di degrado morale e politico, inoltre la nostra Regione, attraverso gli scandali, è passata in questi ultimi tempi alla ribalta della cronaca nazionale; sta di fatto che viene citato il Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta. È chiaro che vorremmo conoscere, come forza di opposizione, quello che è il parere della Giunta; non si può rimanere insensibili di fronte a certe accuse: o si smentiscono e quindi si dà la propria fiducia al Capo di Gabinetto, che è una figura rilevante nel contesto dell'Amministrazione regionale, oppure si prende comunque una posizione.
Sono notizie inquietanti, per cui vorremmo avere delle risposte, ma delle risposte che siano sincere e precise, perchè di fronte ad una accusa nei confronti del Capo Gabinetto non si può rimanere insensibili, e sono accuse che provengono dalla Magistratura romana e ligure, quindi non sono campate in aria.
Rimango in attesa di avere informazioni più precise in merito e soprattutto di una presa di posizione ufficiale da parte della Giunta regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta regionale, ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Après la cérémonie de la célébration du quarantième du Statut, j'ai eu le malheur d'être absent pendant quinze jours. Je suis rentré samedi et j'ai trouvé toute une série de nouvelles de presse qui se référaient à un problème dans la substance assez grave.
Alors je crois que le minimum qu'on pouvait faire, étant donné que samedi même la Junte s'est réunie, c'était d'avoir des éclaircissements à ce sujet. J'ai eu la possibilité de relire les journaux, de savoir qu'il y a eu cette interview à la chaîne Cinq, suite à laquelle une série de journaux, "La Vallée", "Il Giornale", ont repris cette nouvelle et ont, entre autres, nommé le Chef de Cabinet.
J'ai vu que les Conseillers avaient présenté toute une série d'interrogations à ce sujet et donc que j'aurais eu la possibilité de dire aujourd'hui quel est mon avis personnel, ainsi que l'avis de la Junte; j'ai évité de faire des communiqués samedi ou dimanche seulement pour le fait que dans d'autres occasions les Conseillers avaient dit que c'était mieux de se référer au Conseil. Je veux dire que quelqu'un de l'opposition m'avait reproché dans d'autres occasions de faire de déclarations, étant donné qu'il y avait une interrogation, voire M. Mafrica.
Ce matin, au moment des Communications, j'aurais simplement dit que, vu que beaucoup de Conseillers avaient présenté des interrogations à ce sujet, j'avais la possibilité d'éclaircir la question en répondant à leurs demandes. Voilà les raisons pour lesquelles jusqu'à présent on n'a pas pris une position. Ce qui ne signifie pas qu'on n'est pas à même de donner des réponses pour ce que l'on connaît. Je dis d'abord que lorsqu'on parle de trafic d'armes tout le monde peut être alerté, tout le monde peut etre là pour se demander quelles sont les raisons. Et alors il faut voir aussi quelles sont les responsabilités éventuelles et les possibilités de connaître certaines nouvelles.
Quelqu'un a parlé ici de services secrets: je dois dire en tant que Gouvernement que le Chef de Cabinet n'a pas de possibilité d'avoir des renseignements des services secrets. Pour ce qui est de l'enquête, j'ai lu moi aussi, et on a pris des renseignements avec le Procureur de Savona; on a demandé au Procureur de Rome de voir le dossier, afin d'avoir la possibilité d'opposer un démenti formel, qu'il n'y a aucune possibilité de supporter en tant que Gouvernement l'intérêt de défendre avant tout l'Administration régionale et après les personnes qui ont été nommées et qui ont déjà déposé une plainte contre les journaux en demandant le démenti des nouvelles divulguées.
Je eux reconfirmer aujourd'hui au Chef de Cabinet ma confiance et la confiance de la Junte toute entière dans ce qu'il fait.
A présent les nouvelles que je connais sont les nouvelles de presse et j'ai déjà chargé les avocats de l'Administration régionale et mon avocat de présenter la requête afin qu'il n'y ait pas encore une fois la tentative, à travers quelqu'un qui travaille à l'Administration régionale, de faire des actions politiques et partitiques. Je ne dis pas que jusqu'à présent il y ait eu une telle tentative, je veux seulement éviter que quelqu'un puisse tout simplement conduire qu'étant donné qu'il y a le Chef de Cabinet, sans doute il y a aussi l'intéressement de la Présidence de la Junte. M. Aloisi a été particulièrement éloquent à ce sujet, quand il a dit que le Président de la Junte est Président honoraire de l'Alliance Française, là où travaille M. Sullice, et je dois dire en même temps que M. Sullice a présenté plainte contre les journaux et m'a garanti son innocence absolue sur ce fait.
Etant donné que soit le Chef de Cabinet que le Directeur de l'Alliance Française, M. Sullice, ont déclaré qu'ils ignoraient tout de cette affaire, je crois que le minimum c'est de dire que je n'ai rien à ajouter à cet égard, sauf l'engagement d'éclaircir le plus tôt possible ce qui s'est passé, afin de renseigner le Conseil et pouvoir discuter avec les données à la main, tout en sachant que c'est une enquête et dans les enquêtes en théorie les informations ne doivent pas être révélées.
Sur le trafic d'armes et de drogue, je dois dire qu'on a toujours signalé l'exigence de faire les contrôles les plus sérieux aux douanes, afin de dénoncer des irrégularités le plus tôt possible.
Donc je n'ai aucune autre nouvelle à ce moment et, je répète, j'ai fait la requête de connaître le plus tôt possible, s'il y a la possibilité de le savoir, pour renseigner le Conseil.
Tout de même je voudrais dire que j'ai été frappé sans doute du système avec lequel ces nouvelles ont été divulguées; j'ai lu avec attention un petit article qui est paru samedi sur "La Stampa":
"Un western all'italiana - L'Italia ha l'accusa facile.
Chi vive nella penisola forse non se ne accorge, non ha termini di raffronto, magari la considera una dote, una virtù, ma vista dal di fuori, da terre straniere, questa propensione furba turba ed inquieta. Perchè parlarne ora? Perchè mentre la giustizia si appresta ad esaminare il caso di tre ex Ministri, la nazione si trasforma in un western all'italiana, dove tutti sparano contro tutti, dove ogni collo è buono per una stretta di fune .... ".
Cet article donne aussi un aperçu de ce qui est l'idée à l'extérieur de ce qui se passe en Italie.
"Sulla genesi fra il farsesco e il subdolo degli scandali nostrani, inspiegabilmente i risultati "segreti" delle indagini zampillano sui giornali, testimoni chiave scompaiono, nomi illustri vengono processati dalla stampa, e dopo una orgia di saporite relazioni l'intera vicenda scompare negli interminabili meccanismi della giustizia italiana. Cinque o dieci anni possono passare prima che un tribunale punisca il colpevole o riconosca quella innocenza che la giuria della stampa aveva prima trattato con disdegno totale. Adesso ci risiamo, i titoli dei giornali hanno già tracciato il ladro, i protagonisti di quello che viene definito l'affare delle prigioni d'oro.
Le altre nazioni sono più flessibili: in America la stampa indaga, in Germania rivela e morde, ma in nessun paese il gusto di infangare è tanto universale quanto in Italia. È quasi un gioco, uno sport, siamo tutti scettici, non ci indigniamo più, per cui prendiamoci a sberle tanto tutto poi è dimenticato, tutto finisce a tarallucci e vino. E se l'innocente paga e il colpevole no, pazienza".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale per la replica, in quanto presentatore della interrogazione iscritta al n. 11 dell'ordine del giorno; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): Dirò subito che condivido perfettamente le ultime dichiarazioni del Presidente della Giunta che leggeva un articolo de "La Stampa" sul metodo che si usa in questo paese per criminalizzare delle persone, su queste notizie che dalla Magistratura o da altri organismi arrivano alla stampa e sbattono il "mostro in prima pagina",che rimane mostro per tanti anni e forse non riesce poi a riprendere quella che è la sua identità.
Prendo atto con soddisfazione delle smentite che il Presidente della Giunta ha fatto oggi per quello che poteva fare; avevo preso atto con soddisfazione anche della querela che il Capo di Gabinetto ha effettuato appena ha avuto notizia delle accuse fatte sui giornali non abbiamo visto smentite del Sullice, che mi pare si sia reso irreperibile, però non è che con questo vogliamo criminalizzare qualcuno ed assolvere altri.
Noi non vogliamo criminalizzare nessuno, soprattutto perchè, lo vogliamo sottolineare, ci troviamo in presenza di dichiarazioni fatte da agenti segreti, e siamo abituati per esperienze vissute nel passato in questo paese, a prendere con molta cautela ciò che viene da parte dei servizi segreti, che a volte lanciano dei sassi in piccionaia per manovre che ci rimangono oscure e che riguardano invece tutt'altra cosa. Diverso sarebbe il caso se ci trovassimo di fronte ad accuse precise da parte della Magistratura, ed è questo che va innanzitutto verificato.
Rimane però al fondo una preoccupazione, che è quella che mi ha spinto ., e che penso abbia spinto anche gli altri Consiglieri, a presentare questa interrogazione: perchè la Valle d'Aosta? Non credo che la Valle d'Aosta sia stata citata per creare un polverone o perchè è una via di comunicazione piuttosto importante attraverso la quale può passare di tutto. Le vie di comunicazioni sono diverse e, se certi traffici passano attraverso alcune vie e non altre, la spiegazione non può essere lasciata al caso, ma si deve pensare evidentemente a degli appoggi, a delle connivenze.
Credo che su questo comunque sia dovere del Presidente della Giunta, anche nella sua qualità di Prefetto, di fare chiarezza al più presto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Non posso che condividere quanto riportato da "La Stampa"; è vero, i mostri vengono sempre sbattuti in prima pagina ed io mi auguro che questo non venga messo avanti per giustificare certe situazioni.
La stampa in qualche caso fa il proprio dovere, a differenza di molti che non lo fanno, anche se si può essere vittime molte volte (tant'è vero che noi siamo stati i promotori di un referendum per una giustizia più giusta), e, quando le notizie si diffondono molto prima che l'interessato ne venga a conoscenza, questo noi lo condanniamo. Ma questo è il costume, questo il modo di dare le notizie, ed è dovere di noi politici, in questo caso di noi Consiglieri regionali, accertare la fondatezza di queste notizie. Le nostre iniziative sono andate in questo senso; non sono un colpevolista, però un fatto è certo: non vedo perchè un agente segreto, per quanta stima se ne possa avere, in questa raccolta di testimonianze doveva citare il Capo Gabinetto, perchè doveva citare Sullice, perchè doveva citare un istituto finanziario leasing, e non invece, che so, il Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta del Lazio o del Trentino Alto Adige.
Se siamo di fronte ad una grossa diffamazione, bisogna prendere iniziative per difendere l'immagine della Valle d'Aosta, perchè il traffico si svolgeva - secondo queste affermazioni - sul territorio valdostano, con la complicità di personaggi valdostani; pertanto bisognerebbe uscire, oggi, da questo Consiglio regionale con qualche documento ufficiale che dimostri l'estraneità della Regione Valle d'Aosta ai fatti in questione. Ho molti dubbi, nel senso che sono convinto, forse perchè ho avuto modo di parlarne con qualcuno che aveva raccolto queste confidenze, della esistenza di questo traffico d'armi sul territorio valdostano; non so se i personaggi coinvolti abbiano delle responsabilità, però vorrei capire il perchè in un dossier devono essere nominati quei personaggi e la Regione Valle d'Aosta.
Prendiamo atto della parziale smentita del Presidente della Giunta; di questo problema ne riparleremo ancora; mi auguro che chiarezza sia fatta, ma ripeto che non sono convinto che non sia avvenuto traffico d'armi nella nostra Regione; escludo in modo particolare che vi sia stato traffico di droga, anche perchè si parla esclusivamente di traffico d'armi.
Seguiremo con attenzione gli sviluppi di questa vicenda, augurandoci che si possa mettere fine a questa situazione che non fa piacere agli abitanti della Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Come è visibile dal testo della interpellanza ed anche dal tipo di domande che abbiamo fatto, abbiamo cercato di prendere queste rivelazioni con cautela, ma anche con preoccupazione. Non vogliamo cadere nell'esca di chi volesse strumentalizzare notizie false, non vogliamo neanche sottovalutare elementi che in qualche modo possano avere riferimenti con la verità.
Condividiamo un giudizio, che d'altronde è condiviso da molti sui mali della giustizia italiana; da anni si parla di una riforma della procedura giudiziaria ed è avvertita la necessità di passare dal rito inquisitorio, in cui è l'imputato che deve dimostrare di essere innocente, al rito all'americana o all'inglese, in cui tocca all'accusa provare che l'imputato è colpevole. Su questo crediamo che debbano essere fatte delle riforme in tempi brevi.
Quanto viene detto sulla permeabilità del segreto istruttorio sicuramente corrisponde al vero ed anche questo rientra nella necessità di una riforma della giustizia; d'altronde il referendum di novembre ha dimostrato come la popolazione sia sensibile a questo tema della necessità del cambiamento delle procedure giudiziarie.
Per ciò che riguarda la vicenda, mi pare che la risposta del Presidente della Giunta sia quella che poteva darci, cioè una risposta interlocutoria; il Presidente della Giunta ha riconfermato la propria fiducia alle persone interessate ed ha preso atto delle smentite da questa fatte e delle querele rivolte agli organi di stampa.
Il Presidente della Giunta si è impegnato a ricercare dalla fonte della Magistratura notizie che possano essere utili per ulteriori chiarimenti.
Rimaniamo anche noi, prendendo come lui atto di questa situazione, in attesa di questi possibili chiarimenti da parte della Magistratura.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Vedo questa vicenda con molta preoccupazione, anche perchè non dimentichiamo che sono in corso due inchieste da parte della Magistratura, una della Procura di Savona e una della Procura di Roma; quindi non sono notizie campate in aria. Questo vuol dire che all'interno di questa inchiesta qualcosa di concreto esiste.
Non voglio colpevolizzare nessuno, però quello che non condivido della risposta del Presidente è questo eccesso di fiducia, a riconferma totale di piena fiducia nei confronti del Capo Gabinetto, anche se è vero che questi ha querelato i giornali. Voglio ricordare che nel passato ero stato querelato da un collega Consigliere, ma a tutt'oggi non so niente, e sarei molto contento di potermi confrontare per dimostrare certe accuse. Quindi andrei molto cauto su queste cose, anche perchè in questo momento tutti si proclamano innocenti; con questo non voglio dire che siano tutti colpevoli, ma in questo eccesso di fiducia di certi personaggi andrei più cauto.
Riconosco che la posizione del Presidente della Giunta è difficile; è rientrato in Regione sabato, si trova di fronte a tutte queste notizie, quindi ha bisogno di approfondire gli argomenti.
Mi limito solo a ricordare che esiste il problema del Centro Culturale del l'Alliance Française, che è stato chiamato in causa con l'ex Presidente Sullice, per cui invito il Presidente della Giunta a fare molta attenzione ad evitare che ci siano dei personaggi che facciano parte, o non facciano parte, di servizi segreti d'oltralpe (sarebbe un fatto gravissimo) e di indagare all'interno di quella associazione per verificare che non ci siano divaricazioni da quelle che sono le sue competenze culturali, e poi di seguire questa vicenda, perchè è vero che non possiamo colpevolizzare, però sono notizie allarmanti, e, se dimostrano di avere un certo fondamento, bisogna andarci cauti per salvaguardare l'immagine della nostra Regione.
Prendo atto delle risposte che sono state date, ma andrei molto cauto nel riconfermare in pieno la fiducia alle persone coinvolte, in attesa degli ulteriori sviluppi delle inchieste della Magistratura.
