Oggetto del Consiglio n. 3542 del 25 febbraio 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3542/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "NORME SULLO STATO GIURIDICO E SUL TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE DELLA REGIONE".
PRESIDENTE: Dopo la relazione del Presidente della Giunta, ha inizio, ora, la discussione sul disegno di legge n. 488.
Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Presidente, per cortesia!
(...INTERRUZIONE dei Consiglieri BAJOCCO e BALDASSARRE...)
PRESIDENTE: Consiglieri, per cortesia! Consiglieri Bajocco e Baldassarre, ha la parola il Consigliere Mafrica. Per cortesia! Consigliere Mafrica, ha la parola.
MAFRICA (P.C.I.): Si arriva alla discussione del disegno di legge sul contratto del personale in una situazione complessa e difficile.
Diciamo che, a nostro giudizio, con l'assunzione di una diversa decisione, questa mattina si sarebbe potuto evitare di trovarci in queste condizioni. Siamo però arrivati alla discussione e ci troviamo nelle condizioni di dover esprimere un giudizio di merito sulle proposte che vengono sottoposte all'attenzione del Consiglio.
Queste proposte sono il risultato di una trattativa che si è articolata in più fasi, tra la Giunta regionale e le organizzazioni sindacali; in una certa fase sono stati anche coinvolti i Capigruppo.
Noi abbiamo già detto e siamo dell'idea che la trattativa, per ciò che riguarda il contratto del personale, sia di competenza della Giunta regionale e delle organizzazioni sindacali, che sono le controparti che, oggi, avrebbero dovuto portare all'attenzione di questo Consiglio una proposta di accordo. Questo accordo, però, almeno finora, non c'è.
Dicevo che in una certa fase della trattativa sono stati coinvolti anche i Capigruppo. Ora, è vero che i Consiglieri regionali hanno il compito di approvare i disegni di legge della Giunta e di proporre, a loro volta, dei disegni di legge, però, in una trattativa, le forze politiche ed il Consiglio regionale, o vengono coinvolti sin dall'inizio - e così si arriverebbe allo sconvolgimento di una prassi consolidata e di una tradizione rispettata in quasi tutti gli ambiti - oppure il ruolo delle forze politiche non può essere diverso da quello giocato, di solito, all'interno di questo Consiglio.
Io ritengo, comunque, che gli incontri tra le forze sindacali ed i Capigruppo siano risultati utili per informare questi ultimi sulle diverse fasi della vicenda e utili perché, probabilmente, se non ci fossero stati questi incontri, per le organizzazioni sindacali e per i rappresentanti del personale la trattativa con il Presidente si sarebbe potuta bloccare prima. Noi riteniamo, quindi, che ci sia stato questo tipo di effetto e riconosciamo anche che nel corso della trattativa le organizzazioni sindacali del personale hanno ottenuto una serie di riconoscimenti a nostro giudizio importanti.
Si era partiti, inizialmente, da una percentuale di aumento sullo stipendio del 4%: oggi, invece, con l'aumento sul piede parametrico, si può calcolare che l'aumento sullo stipendio sia del 6% circa. Si era partiti da un aumento sui vecchi compensi incentivanti del 4%, si è prima superata una fase, collegando questi compensi incentivanti a quelli dello Stato, e si è poi passati da una misura del 60% ad una dell'80%, per questo genere di compensi. Indubbiamente, quindi, nel corso delle trattative sono stati compiuti dei passi in avanti per il pieno raggiungimento delle richieste sindacali.
Dobbiamo dire, però, che in questi incontri dei Capigruppo, che - torno a ripetere - possono essere stati utili anche se non avevano il compito di continuare la trattativa ed anche se non potevano diventare risolutivi, ci sono state delle deformazioni che io credo di avere il dovere di chiarire.
Si sono sempre considerati i Capigruppo come un tutt'unico, per cui si è detto: "I Capigruppo hanno accettato..; ...non hanno accettato...; hanno proposto...;...". Questo non corrisponde ai fatti, perché, com'è ovvio, all'interno dei Capigruppo ci sono Capigruppo di maggioranza, che avevano come punto di riferimento la Giunta ed il Presidente della Giunta e che quindi, ad esempio, prima di accettare un rinvio dovevano sentire, il Presidente della Giunta, e, sempre all'interno dei Capigruppo, ci sono Capigruppo delle forze politiche della minoranza, i quali, ovviamente, non si sono mai fatti passare per la mente di avere lo stesso punto di riferimento; all'interno della stessa minoranza, poi, esistevano posizioni differenziate.
Purtroppo, nel fuoco delle assemblee è venuto fuori un ritratto delle forze politiche e dei Capigruppo che non corrisponde al vero, per cui io ci tengo a ripetere che, per ciò che ci riguarda, dalla riunione in Commissione, sino all'ultima riunione dei Capigruppo, noi abbiamo sempre avuto il chiaro obiettivo di giungere ad una positiva conclusione della trattativa, che contenesse, in un unico disegno di legge, tutto quanto riguarda sia la dirigenza e la vicedirigenza che il resto del personale.
Perché abbiamo sostenuto questa tesi e perché continuiamo ad essere dell'opinione che si tratti di una tesi valida? L'unicità del contratto, a nostro giudizio, non è soltanto una questione di rappresentanza sindacale o di unità formale in un unico disegno di legge, ma è una questione più sostanziale.
La Regione Valle d'Aosta, infatti, ha potestà primaria in materia di ordinamento del suo personale e, con i criteri che la ispirano nel regolamentare le norme per il proprio personale, deve rispondere e garantire ai cittadini una uniformità di trattamento e di indirizzo per l'intera organizzazione dei servizi. Questa è l'idea che noi abbiamo dell'organizzazione regionale.
Cerchiamo di entrare più nel merito. Questo vuol forse dire che ci deve essere un contratto unico, nel senso che deve essere il contratto che vogliono solo le organizzazioni sindacali confederali o quelle che rappresentano una parte del personale? Per noi, l'unicità del contratto non vuol dire appiattimento, non vuol dire contratto livellatore, non vuol dire che, di questo contratto, devono essere depositarie soltanto alcune organizzazioni.
Per conto nostro, tutte le organizzazioni sindacali che hanno un'effettiva rappresentanza devono avere la possibilità di essere sentite e di contribuire alla formazione di questo contratto, che alla fine deve essere unico. È giusto, quindi, se i dirigenti hanno loro organizzazioni autonome, che queste organizzazioni autonome vengano sentite. È giusto, se non tutti i dirigenti sono nelle organizzazioni autonome, che i sindacati confederali vengano sentiti anche per ciò che riguarda i dirigenti. È giusto che i dirigenti ed i vicedirigenti abbiano la possibilità di fare proposte e che queste vengano tenute presenti. È anche giusto, però, che le organizzazioni sindacali che rappresentano direttamente altri livelli del personale abbiano la possibilità di esprimere la loro opinione. Spero di essere stato chiaro su questo punto.
Il fatto di avere un contratto unico, a nostro giudizio non significa avere un contratto in cui vi siano identiche misure economiche ed identici ruoli riservati al personale. È ovvio che in una certa distribuzione gerarchica del personale spettano funzioni differenti ai diversi livelli e alle diverse fasce e che, per ognuno di questi livelli e per ognuna di queste fasce, deve essere riconosciuto un ruolo, una professionalità e caratteristiche mansioni che sono del tutto particolari. A questi livelli ed a queste fasce possono essere riconosciute misure economiche differenti che tengano conto della professionalità, del titolo di studio, dell'anzianità e di tutti gli altri parametri che possono entrare in un contratto.
A nostro giudizio, però, è importante che il criterio ispiratore del contratto sia unico e deve essere unico il criterio ispiratore dell'intero contratto, dal secondo livello fino al livello dirigenziale.
Siccome vogliamo essere chiari, diciamo che a noi sta bene la parte normativa che è stata contrattata con i dirigenti ed i vicedirigenti; noi, cioè, non mettiamo in discussione in alcun modo questa parte. Ci pare che neppure le organizzazioni confederali sindacali, in questo periodo, abbiano messo in discussione i principi di collegamento tra i dirigenti e vicedirigenti ed il corrispondente personale dirigente statale.
Noi siamo dell'idea che, una volta stabilite queste norme che riguardano la dirigenza e la vicedirigenza, occorra mantenere un'uniformità di criteri e di principi ispiratori anche per il resto del personale. Non siamo sicuri che ciò sia stato fatto e credo che sia questo il motivo per il quale ci troviamo di fronte alla proclamazione di uno sciopero, dopo una trattativa lunga, articolata e complessa.
A cosa mi riferisco? Mi riferisco, in particolare, al punto relativo al compenso incentivante. Le organizzazioni sindacali ed il personale dei livelli hanno accolto, sostanzialmente, per ciò che riguarda la parte economica, e cioè la parte dello stipendio, le proposte concordate tra i sindacati e la Giunta. In fasi successive, per ciò che riguarda appunto i livelli ed il compenso incentivante, si sono ottenute delle progressioni rispetto alle proposte iniziali.
È rimasto, però, un punto di principio non risolto: mentre per la dirigenza e la vicedirigenza si è, giustamente, riconosciuto l'aggancio rispetto ai criteri, alle modalità e alle misure economiche previste per i corrispondenti livelli dello Stato, per il personale dei livelli si è scelto di fermarsi all'80%, senza definire l'ulteriore 20%, prima di avere stabilito condizioni particolari entro le quali attribuire l'ulteriore 20%. Si tratta di cifre che si aggirano dalle 8.000 alle 17.000 lire.
Io non credo che il personale della Regione, stamattina, abbia respinto il disegno di legge e abbia messo in atto l'idea di fare uno sciopero per cifre che hanno queste proporzioni, rispetto ad aumenti che, con l'indennità di bilinguismo e con l'aumento degli stipendi, sono molto superiori. Mi pare che qui - ed è questo il punto che io invito i Consiglieri a capire - ci sia una questione di principio. Una questione di principio può essere fatta su un milione, ma può essere fatta anche soltanto su mille lire. Qual è la questione di principio che il resto del personale, senza mettere in discussione la parte che riguarda la dirigenza, sottopone alla nostra attenzione?
La parte è la seguente; si dice che: per i dirigenti ed i vicedirigenti, il compenso incentivante, al pari di quello previsto per i corrispondenti livelli dello Stato, viene attribuito senza necessità che si stabiliscano ulteriori criteri regionali; invece, per i dipendenti dei livelli, anche solo un 20% viene condizionato al fatto di avere criteri precisi, che condizionino l'erogazione di questo compenso.
Può essere una questione di scarsa importanza, però, in un clima acceso ed infuocato come quello che c'è stato in questi giorni, una questione di principio che differenzia il trattamento, non nella questione economica, ma proprio nel modo di atteggiarsi dell'Amministrazione, che, agli uni non pone particolari condizioni di esercizio del lavoro, mentre agli altri pone la definizione di queste particolari condizioni, appare come un qualcosa di non giusto. È questo che noi dobbiamo cercare di capire. Non si tratta, a mio giudizio, di una questione di misura economica, ma di una questione di principio.
Noi pensiamo che il contratto, nel suo complesso, sia positivo e che abbia, sostanzialmente, questo unico grosso neo, rappresentato dalla questione di principio sul compenso incentivante. Siamo dell'idea che, se questo Consiglio riesce, con uno sforzo di volontà e di comprensione politica, a superare questo aspetto negativo, che ancora rimane, il disegno di legge possa essere approvato con il consenso unanime del Consiglio regionale e possa essere accettata da tutto il personale come una legge valida.
Se si accetta tutto il resto, se si fa un testo unico, se si danno delle somme che non sono indifferenti, lasciando però irrisolta la questione di principio, a nostro giudizio si apre una fase pericolosa nei rapporti tra il Consiglio ed il personale e tra il personale stesso. Noi crediamo che il Consiglio si debba assumere la responsabilità di questa scelta, decidendo se fare un ulteriore sforzo, dopo quello già fatto dalla Giunta, per riuscire a sanare la questione e per evitare che in futuro si aprano polemiche che non si sa dove potrebbero portare, oppure decidendo se riuscire finalmente, con una misura lungimirante, a definire una buona volta la questione e a dare una certa soddisfazione a tutte le parti in causa.
Il nostro sforzo, quindi, non è teso a cavalcare nessuna tigre e neppure a strumentalizzare alcunché, ma è teso a perseguire una soluzione positiva. In questi giorni si parla tanto di COBAS: noi riteniamo che quando nascono delle insoddisfazioni nel personale e tra i lavoratori, sia le organizzazioni sindacali, sia gli organismi che di questi lavoratori hanno la responsabilità, debbano fare delle riflessioni, perché queste insoddisfazioni indicano la presenza di qualcosa di errato. Bisogna avere la capacità di evitare per tempo questi fenomeni, di cogliere le difficoltà del momento per fare delle scelte che possono apparire difficili, ma che aiutano a risolvere i problemi.
Per questi motivi noi riteniamo che il disegno di legge presentato, con gli emendamenti proposti dalla Giunta, potrebbe avere un giudizio positivo se risolvesse la questione di principio posta dal personale per ciò che riguarda quel 20% del compenso incentivante. Proponiamo, perciò, due emendamenti: uno che inserisca anche nel testo, come ci era stato riferito dalle delegazioni sindacali, la dizione "sentite tutte le organizzazioni sindacali interessate", qualora scattassero, per la dirigenza e la vicedirigenza, aumenti al livello di Stato in un altro che sopprima tutto il 2° comma dell'emendamento n. 8 presentato dalla Giunta regionale.
A nostro parere, se si sopprime il 2° comma dell'emendamento 8, quello che fissa all'80% la misura del compenso incentivante per il personale dei livelli, non ci si preclude alcuna possibilità futura. Al 1° comma, infatti, si dice: "In attesa dell'emanazione di apposite disposizioni regionali al personale è attribuito il compenso incentivante, a decorrere dal 1° gennaio 1988, con gli stessi criteri, modalità e misure previsti per il personale statale"; nel 2° comma, invece, si dice che questo compenso viene fissato all'80%.
Quale difficoltà deve avere l'Amministrazione nel dire, come già ha detto per l'altra parte del personale, che il compenso incentivante è lo stesso del personale statale? Si dice "in attesa dell'emanazione...". Che, forse, l'accettazione di questo ulteriore 20% impedisce di procedere, poi, all'emanazione di apposite disposizioni regionali? Se il testo dice "in attesa dell'emanazione di apposite disposizioni regionali...", ciò vuol dire che queste disposizioni si possono realmente emanare.
Io non credo che le organizzazioni sindacali o il personale possano essere indotti ad accettare più facilmente delle disposizioni solo per il fatto di avere le 8.000 o 17.000 lire che oggi si tengono ancora in sospeso; ritengo, invece, che oggi sia più opportuno cercare di uscire dall'esitazione, concedendo già oggi anche il 20% in discussione, per procedere poi, come dice il primo comma, alla "emanazione di apposite disposizioni regionali" per fissare questi criteri.
A nome del Gruppo Comunista, presento, perciò, questi due emendamenti alla Presidenza del Consiglio.
PRESIDENTE: Prego il Consigliere Mafrica di farmi avere copia degli emendamenti proposti.
Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Il provvedimento di legge proposto per la discussione in Consiglio è una delle tappe fondamentali dell'attività di un Consiglio regionale, in quanto disciplina il personale e l'amministrazione regionale. Oggi, per la preponderante presenza dei servizi dell'Amministrazione nell'economia della nostra Regione, possiamo dire che stiamo discutendo un contratto che interessa una larga parte della popolazione e, forse, la principale industria della nostra Regione.
Parto dall'analisi di questo provvedimento, che ci è stato presentato con il titolo "Norme sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale della Regione - Disposizioni concernenti il personale regionale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali", per dire con soddisfazione che dall'interpellanza del 21 maggio 1987, nella quale avevo richiesto una serie di dati sulle intenzioni del Presidente della Giunta in relazione al tema in discussione, in pochi mesi si è giunti alla sua conclusione. Devo constatarlo con soddisfazione, soprattutto perché non si è trattato di un provvedimento ispirato da questa o da quella forza politica, ma ha trovato il consenso di tutto il Consiglio e un ampio favore, da parte di tutte le forze politiche, nei confronti della normativa, così come ci è stata presentata.
Penso che in questo modo si sia risolta una prima lacuna relativa alla questione dell'Amministrazione regionale. Sappiamo tutti, però, che non è l'unica, nel senso che l'Amministrazione regionale, proprio per le sue notevoli dimensioni, ha bisogno di essere rafforzata, migliorata e resa più efficiente. Io credo che oggi si possa tranquillamente chiedere ai dirigenti ed ai vicedirigenti di contribuire più che in passato, con le loro idee e con la loro professionalità, a migliorare il funzionamento dell'Amministrazione regionale. Credo che questa volta lo possiamo chiedere a buon titolo, proprio perché abbiamo sicuramente fatto la nostra parte.
Accennerei soltanto al problema dell' "iter formativo" dei dirigenti, che forse poteva anche essere risolto con i sindacati nel corso della contrattazione, anche se mi rendo conto che la carne al fuoco era già molta e questo era un problema particolarmente scottante.
Arrivando al provvedimento, così come è stato integrato dal grande emendamento che consente, in tempi incredibilmente rapidi rispetto al passato, di giungere alla definizione dell'accordo di lavoro unitario per tutto il personale, io vorrei sottolineare l'unicità di questo provvedimento. Grazie alla buona volontà di tutti, Giunta regionale, Capigruppo, organizzazioni sindacali e personale, siamo riusciti a fare - ripeto - in tempi rapidissimi un provvedimento che consente di mantenere unito il contratto di lavoro del personale regionale. È un grande risultato, proprio perché noi sappiamo che in tutto il mondo, ma soprattutto in Italia, alcune categorie tendono a gestirsi la propria professionalità e le proprie capacità sindacali in modo separato dalle altre categorie.
Noi, invece, siamo riusciti a compiere non solo qualcosa di formale, ma di concreto. Credo, infatti, che nessuno possa seriamente affermare che questo accordo, così come è stato emendato e come ci viene presentato nella sua complessità, faccia delle differenze sostanziali nel trattamento degli uni rispetto agli altri. Voglio fare degli esempi: è vero che i vicedirigenti sono stati assimilati ai dirigenti della carriera direttiva dello Stato, ma è altrettanto vero che essi hanno pagato questo passaggio in termini di lavoro, cosa che, ad esempio, non è stata richiesta per altre categorie; è vero che al personale si concede un acconto incentivante dell'80% e non del 100%, che, invece, viene dato ai dirigenti e ai vicedirigenti.
È evidente che con questo contratto ognuno, con la buona volontà di tutti, ha ottenuto un qualcosa che gli ha permesso di poter concludere. Ognuno, ovviamente, potrebbe avere qualcosa da recriminare, ma credo anche che, in sostanza, tutti abbiano da guadagnare.
Questa unicità e questa rapidità - permettetemi la battuta - sono state possibili grazie alla lotta dei dirigenti, perché, senza l'occasione di questa legge, il provvedimento che noi oggi adottiamo per tutto il personale, forse sarebbe stato adottato nei prossimi Consigli, ma, molto più probabilmente, sarebbe slittato ad ottobre, rinviando di parecchi mesi i benefici economici e normativi, che, invece, arriveranno a tutto il personale in tempi estremamente rapidi. Se ben ricordo, infatti, sono state diverse le giornate di sciopero dei dirigenti, mentre, per fortuna, non ce ne sono state per le altre categorie.
Possiamo dire, comunque, che questo contratto è un ottimo contratto e lo possiamo sostenere guardando i dati complessivi. Si parla, infatti, di un impegno finanziario della Regione di ben 16 miliardi per il solo 1988, che, divisi per i circa 1600 dipendenti regionali - vado per approssimazione, perché non sono riuscito a documentarmi con maggiore precisione - corrispondono a circa 10 milioni lordi a testa, per il solo 1988. È una cifra che non può essere dimenticata facilmente e, anzi, dovrebbe farci meditare.
Tutti dobbiamo accollarci la responsabilità e la coscienza di quello che stiamo facendo, nel senso che, con questo contratto, rispondiamo a delle giuste richieste del personale regionale, al quale, però, riconosciamo un livello retributivo che, a causa della nostra incompetenza su altri settori dei dipendenti degli enti locali e del pubblico impiego, altri lavoratori valdostani non hanno. In effetti, noi - e credo che non ci sia alcun motivo per vergognarci di dire questo - stiamo dando a queste persone quello che è loro dovuto, però, in questo modo, facciamo emergere anche una certa disparità nei confronti dei dipendenti degli enti locali, dell'U.S.L., del parastato o delle aziende a proprietà statale come la DELTACOGNE.
Io vorrei andare a vedere quanto guadagna, alla DELTACOGNE, un impiegato del corrispondente livello di un impiegato regionale. Con questo non intendo dire che bisogna fare l'equiparazione verso il basso; dico, invece, che bisogna farla verso l'alto, però dobbiamo renderci perfettamente conto di quello che stiamo facendo, del notevole impegno finanziario e dei notevoli vantaggi previsti da questo contratto.
Un altro concetto importante, che era già presente nel precedente contratto, ma che viene maggiormente riconosciuto in questo in discussione oggi è il problema dell'incentivazione. Consentitemi una piccola parentesi di carattere personale: io sono in forza anche se temporaneamente in aspettativa - nel personale dipendente dell'U.S.L., ma posso confermare che l'incentivazione - e credo che lo possa confermare anche il Presidente della Giunta - è uno dei più clamorosi divertimenti di tutte le trattative sindacali. Da quando è stato introdotto questo fondo di incentivazione, e cioè da 10 anni a questa parte, non è mai stato trovato un modo corretto per far coincidere il vantaggio economico, per certi versi giusto ed incentivante nei confronti dei lavoratori, con la verifica dell'effettivo vantaggio produttivo, e cioè se è stato effettivamente fatto il lavoro in più, in quantità ed in qualità, che era stato incentivato. Dato che questa confusione si è un po' accentuata, di alcuni casi si è occupata anche la Magistratura.
Ora, noi introduciamo nell'amministrazione pubblica il principio del compenso incentivante: ciò mi sta bene; mi sta meno bene, però, il fatto che questo argomento diventi, sostanzialmente, un mero problema finanziario e non implichi anche dei contenuti. Io credo, invece, che gli stessi sindacati, nel corso delle trattative, sarebbero dovuti venire qui a rivendicare che, per il 1986-87, si provvedesse comunque a trovare un criterio per valutare la rispondenza del compenso incentivante. Non siamo riusciti a farlo, chiediamolo almeno per il 1988 o per il 1989! Ma, nel momento in cui riconosciamo la validità concreta di questo nuovo istituto, non possiamo dare il 100% senza aver neppure abbozzato una specie di regolamentazione o indicato alcuni parametri di riferimento.
Io credo, comunque, che sia stato corretto riconoscere il diritto al 100% del compenso incentivante e, nell'emendamento all'articolo 8, questo è scritto con molta chiarezza. Stabiliamo, però, anche il tempo per discutere su questo come su altri problemi. Concordo perfettamente con la posizione espressa in merito dall'Esecutivo, che ha avuto il coraggio di assumersene la responsabilità.
Questo atteggiamento, ovviamente, non pregiudica alcun diritto dei dipendenti, ma cerca soltanto di mantenere una certa correttezza, proprio per le responsabilità alle quali ho accennato prima. Qui non stiamo facendo un contratto per dei dipendenti, dimenticando tutto il mondo che c'è intorno: noi stiamo facendo un contratto per dei dipendenti che operano in una regione, nella quale ci sono tanti altri dipendenti pubblici e privati e nella quale bisogna, soprattutto, garantire il principio di eguaglianza, ma di una eguaglianza sostanziale, nel senso che tutti devono stare allo stesso livello ma nel senso che tutti devono beneficiare di una eguaglianza in relazione al loro lavoro, ai loro meriti, al loro impegno e alla loro anzianità.
Se mi consentite una breve parentesi metodologica, mi pare che in questa azione contrattuale si possa rilevare anche una brutta storia, che, per quanto mi riguarda, ha avuto dei momenti molto penosi, di fastidio e di grave disagio, di fronte ad alcuni atteggiamenti che non posso non denunciare in quest'aula.
Denuncio, innanzitutto, un certo errore nei ruoli. Il contratto dei dipendenti regionali è di competenza della Giunta regionale, dell'Esecutivo e della maggioranza; i sindacati, quindi, devono confrontarsi con l'Esecutivo, con il Presidente della Giunta e con la maggioranza, sviluppando la dialettica sindacale in tutti i modi previsti dalla legislazione italiana: sciopero, dialogo, "pourparlers" telefonici, cortei, manifestazioni di piazza...
I Capigruppo sono una bella istituzione, però, a mio avviso, sono utilizzati quando la gente è quasi chiusa nell'angolo e, non sapendo più cosa dire o fare, si rivolge ai Capigruppo, coinvolgendo anche noi della minoranza, che, così, veniamo a trovarci in una situazione di estremo disagio, perché da una parte dobbiamo fare la figura delle persone intelligenti che capiscono e che hanno partecipato, quando, di fatto, non abbiamo partecipato ad alcuna fase della trattativa. Io ho scoperto questa mattina, dalle parole del Presidente della Giunta, come si è evoluta la trattativa, nel senso che in una certa data è stata presentata una richiesta alla Presidenza della Giunta, in un'altra c'è stata la risposta dei sindacati e che, nel frattempo, si sono svolte le varie assemblee sindacali. Ma questo l'ho saputo solo questa mattina.
Due settimane fa sono stato convocato dai sindacati per l'esame di questo problema, ma non ci sono andato e non mi sono presentato neppure alla convocazione successiva, perché non ci si può intromettere in situazioni o vicende delle quali non si sa nulla, non si conosce nulla e per risolvere le quali non si può nulla. È giusto, però, che sia così, perché ognuno deve svolgere il suo ruolo.
Credo che, spesso, rischiamo di ripetere anche in quest'aula un analogo errore di riferimento. Devo confessare esplicitamente, in proposito, anche una mia responsabilità. Spesso, infatti, nel corso di queste discussioni, si confonde la difesa degli interessi del personale con la difesa degli interessi dei sindacati, che è una difesa ben diversa. A volte si rischia di far passare le azioni sindacali per azioni dei partiti.
Stamattina, ad esempio, ho sentito una richiesta sindacale che chiedeva la sospensione della discussione del Consiglio regionale ed il rinvio di un argomento all'ordine del giorno: ma io credevo che una questione del genere fosse di competenza del Consiglio regionale e non dei sindacati! Io, comunque, non posso essere più preciso in merito, perché non sono molto competente e, sicuramente, il Vicepresidente del Consiglio, Dolchi, mi potrà chiarire questo punto.
A mio parere, poi, esiste tutta una serie di difficoltà che, forse, possono essere affrontate con minor spirito e minore ironia, perché si tratta di problemi estremamente veri che coinvolgono tutti noi. Io credo che certi errori di carattere metodologico siano frutto, soprattutto, del grande disagio connesso alla rappresentatività. È un disagio nostro, perché ci chiediamo, o almeno Nuova Sinistra si chiede, se effettivamente rappresenti ancora qualcuno. Credo, però, che la stessa sensazione sia diffusa anche in altri partiti politici. Credo, infine, che anche i sindacati, ogni tanto, si pongano interrogativi di rappresentanza, nel senso che si chiedono se rappresentino tutti, il 50% o anche meno.
Per questo motivo io ritengo che sia difficile individuare, sottolineare, sottoscrivere o presentare certezze in Consiglio su questo argomento. Ritengo necessaria, invece, una grande cautela, proprio perché ci troviamo in una fase di transizione, nella quale, forse, sono da rivedere i rapporti tra i sindacati, tra i partiti ed i rapporti tra sindacati, partiti ed Amministrazione regionale.
Da parte nostra è certo il principio che, nel momento in cui il Presidente della Giunta presenta in Consiglio un provvedimento di questo genere, io do per scontato che ci sia già un accordo sindacale. Non può essere diversamente. Non posso pensare, infatti, che un Presidente della Giunta venga in Consiglio a dire: "Questa è la proposta della Giunta e me ne frego dei sindacati!" Il nostro Presidente della Giunta non ha detto una cosa simile in quest'aula e non penso nemmeno che abbia intenzione di dirla.
Nel prendere atto che, forse, i comunicati sindacali dicono ben altro, mi chiedo se noi facciamo davvero gli interessi della gente diluendo nel tempo questo contratto. Nel caso il Consiglio dovesse rinviare di 15 o 20 giorni ogni decisione su questo disegno di legge, mi piacerebbe proprio verificare se il sindacato avrebbe il coraggio di sottoporre ad un referendum, esteso a tutti i lavoratori e non limitato solo agli iscritti, il parere su questo contratto, comprensivo anche della misura del compenso incentivante rapportata all'80%.
Si dà atto che alle ore 16,49 assume la Presidenza il Vicepresidente DOLCHI.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Stamattina ho votato con piacere la richiesta di rinvio di questo oggetto, nei confronti del quale noi Socialdemocratici, che siamo contro tutte le posizioni estremistiche, esprimiamo notevoli preoccupazioni che voglio subito sottolineare.
Noi, come forze di minoranza, presentando tutta una serie di interpellanze ed interrogazioni, abbiamo sollecitato in diverse occasioni il Governo regionale a definire ed a presentare il contratto dei dirigenti. Perché? Perché eravamo a ciò sollecitati dalla categoria dei dirigenti.
Ricordo benissimo che il Presidente della Giunta, nel corso di uno dei Consigli, affermò di aver sollecitato i sindacati confederali a predisporre una bozza di contratto anche per il restante personale regionale. Sono passati dei mesi ed io ritengo che i sindacati siano venuti un po' meno al loro ruolo, perché non hanno fatto altro che rincorrere il contratto dei dirigenti.
Ma noi, come forze politiche, avevamo assunto un impegno, in Consiglio regionale, nei confronti dei dirigenti e questo impegno va onorato, perché tutti, allora, in Consiglio regionale, convenimmo sulla necessità di approvare al più presto il contratto.
Mi preoccupa, però, il fatto che oggi - ed arrivo alla posizione estremistica che io non condivido - ci troviamo di fronte ad una posizione del tutto nuova, perché, leggo testualmente: "Le Confederazioni sindacali respingono la proposta di legge, perché, nel concreto, disattende la predetta affermazione". Diciamo in termini più chiari che le organizzazioni sindacali non sono d'accordo su questa proposta di legge, che, tra l'altro, verrebbe portata avanti attraverso la presentazione di tutta una serie di emendamenti.
Io dico che mai, in quarant'anni di storia repubblicana, si è visto approvare un contratto senza che lo stesso fosse sottoscritto dalle organizzazioni sindacali. È un grave atteggiamento estremistico che noi non condividiamo, perché i contratti vanno firmati con la responsabilità dei sindacati. Oggi, invece, ci troviamo di fronte al fatto nuovo che vede i sindacati non essere d'accordo sul contratto di lavoro. Il voler portare a tutti i costi, anche con la presentazione di moltissimi emendamenti, all'attenzione del Consiglio regionale questo contratto per il restante personale dipendente, a mio parere, non solo va contro gli interessi dei sindacati, ma va contro i più elementari principi di una democrazia che si fondi sul confronto.
Dal punto di vista economico, questo contratto dovrebbe far gioire non solo il personale, ma anche i sindacati. Forse il contratto non è stato capito, forse i sindacati non sono stati chiari con il personale non dirigente; è certo, però, che l'assemblea l'ha respinto e noi, come Consiglio regionale, dobbiamo prendere atto della decisione dell'assemblea e, pertanto, non possiamo forzare o votare a tutti i costi un provvedimento che non è stato accettato dall'assemblea e quindi dalle organizzazioni sindacali. Spetterà, poi, ai dipendenti scoprire i veri responsabili del ritardo e scoprire coloro che non sono riusciti a spiegare con chiarezza i vantaggi di questo contratto.
A quanto ho potuto capire nel corso dell'ultima riunione dei Capigruppo, mi pare che si sia andati incontro a tutte le richieste che sono state avanzate. Vengono corrisposti un aumento del 6%, l'indennità di bilinguismo e un compenso incentivante nella misura dell'80%.
Poiché non credo che oggi si debba approvare questo disegno di legge, invito la maggioranza a fare uno sforzo maggiore, in un prossimo futuro, per estendere le stesse percentuali economiche dei dirigenti anche agli altri dipendenti regionali.
Questa proposta di legge non è stata approvata dai sindacati; noi, tuttavia, avevamo assunto l'impegno di approvare il contratto dei dirigenti e dei vicedirigenti regionali e quell'impegno dovrebbe essere mantenuto. Questo contratto, però, non può essere approvato contro la volontà delle organizzazioni sindacali e, personalmente, non lo voterò nel modo più assoluto, anche perché non è mai successo, né nella pubblica amministrazione, né nelle aziende private, ma solo in un "regime" - come diceva il Consigliere Aloisi, che è un esperto in fatto di regimi - che un contratto fosse deciso in modo unilaterale.
Noi, pertanto, non possiamo fare que sta operazione. Siamo in democrazia e dobbiamo rispettare anche le indicazioni che vengono dalla base e delle quali dobbiamo prendere atto. Qualcuno di noi, forse, potrà prenderne atto con una certa dose di mortificazione, anche perché - lo ribadisco - il contratto, per il personale regionale non appartenente alle categorie dei dirigenti e vicedirigenti, è sicuramente vantaggioso. Gli aumenti sono piuttosto consistenti e qualcuno, che ha già fatto qualche calcolo approssimativo, ci ha ricordato che si tratta di circa 10 milioni annui lordi a testa.
Non è un contratto da cestinare, quindi, ma è assolutamente vantaggioso per il resto del personale regionale dipendente. Tuttavia, non possiamo approvarlo, perché manca l'approvazione della controparte e, signor Presidente, non possiamo calcare la mano su questo stato di cose, perché si tratterebbe di un grave errore. Non è più questione di maggioranza o di minoranza, ma di rispetto delle regole della democrazia.
Propongo, quindi, che, nel caso la maggioranza decidesse di accordare quel l'ulteriore 20% del compenso incentivante anche al restante personale regionale, credo che si dovrebbe sospendere il Consiglio per avere l'avallo delle organizzazioni sindacali. Se questo non dovesse essere possibile, sia per i tempi tecnici, sia per il rifiuto della maggioranza, io chiedo che oggi si approvi solo il contratto dei dirigenti e dei vicedirigenti, anche per rispettare l'impegno che avevamo già assunto a suo tempo. Quando le organizzazioni sindacali saranno d'accordo anche sul contratto del restante personale della Regione, allora lo approveremo., perché non possiamo approvare, ora, un contratto che non è voluto dalla base.
In caso di voto, io approverò solo il contratto dei dirigenti, ma, se verranno presentati degli emendamenti contrari alla volontà della base, io non voterò questo provvedimento di legge.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): Io condivido tutto quello che ha detto questa mattina il Presidente della Giunta. Condivido il fatto che né il Presidente, né la maggioranza abbiano voluto strumentalizzare questa vicenda a fini elettorali, pur avendo il potere di farlo. Condivido la positività e la rapidità di un provvedimento che arriva in Consiglio regionale dopo appena due mesi dalla sua scadenza e condivido tutto il contenuto di questo disegno di legge, sia per quanto riguarda l'equiparazione dei dirigenti regionali ai dirigenti statali, ai fini del trattamento economico, cosa che noi Socialisti abbiamo chiesto in passato varie volte, sia per quanto riguarda il contenuto del disegno di legge per il restante personale, perché, in concreto, mi sembra una proposta valida che va incontro alle esigenze di tutto il personale.
Non entro, quindi, nel merito del di segno di legge, che io, come dipendente, mi sarei sentito di votare, in quanto soddisfacente; esprimo solo delle perplessità e delle preoccupazioni per una questione di principio che però non è solo formale ma sostanziale. Non mi riferisco solo alla questione di principio sollevata dal Collega Mafrica, riguardo all'articolo 8, per il quale, mi sembra, che proponga un emendamento; mi riferisco, invece, ad una questione di principio sostanziale ed a quella che prevede da sempre, in materia di contrattazione collettiva di lavoro, un accordo tra le parti. Accordo tra le parti vuol dire accordo tra due parti, da un lato il datore di lavoro e, dall'altro, i dipendenti pubblici o privati che siano, rappresentati dalle organizzazioni sindacali.
Il termine "accordo", non solo sotto l'aspetto giuridico, ma anche sotto l'aspetto letterale, significa "incontro" di due volontà. Se questo incontro di due volontà non c'è, non si può parlare di accordo, ma si deve parlare solo di dichiarazione unilaterale di volontà.
La mia perplessità riguarda il fatto che quello che ci viene sottoposto per l'approvazione è un disegno di legge che non è il frutto di un accordo tra le parti. È una proposta di una delle due parti, in questo caso il datore di lavoro, rappresentato dall'Esecutivo, che non ha ricevuto il consenso dell'altra parte, che è il personale o, quanto meno, la parte del personale non dirigenziale, rappresentata dalle organizzazioni sindacali.
Io non so, come ha detto il Consigliere Sandri, se di fatto c'era o non c'era un accordo sindacale; non lo so: mi attengo alle dichiarazioni ufficiali e un comunicato firmato dalle organizzazioni sindacali dice che questo accordo non c'è. Non essendoci, quindi, questo accordo tra le parti, noi ci troviamo di fronte ad una proposta di una delle parti.
Questo mi dà un'estrema preoccupazione, perché costituisce un precedente, anche pericoloso, in materia di contrattazione collettiva di lavoro e, ripeto, non voglio entrare nell'ambito del contenuto della legge, che ritengo ottimale, ma ne faccio una questione di principio, perché oggi sono proprio in discussione i principi che regolano la contrattazione collettiva di lavoro, che sono anche uno dei fondamenti della nostra democrazia. Io non aggiungo altro, ma esprimo solo questa mia preoccupazione.
Quasi certamente il nostro gruppo voterà a favore di questo disegno di legge ed io, per disciplina di gruppo, mi adeguerò, però voglio ribadire che questo precedente è molto pericoloso e bisognerebbe tenerlo presente.
Vorrei aggiungere un'altra cosa, per ché mi sono ricordato appena adesso di quanto ha detto il Consigliere Sandri sul sindacato: io credo che il movimento sindacale abbia commesso, in passato, molti errori e che stia continuando a commetterne; non dimentichiamoci, però, che il sindacato rimane uno degli istituti fondamentali nel contesto istituzionale del nostro Paese e non sta a noi dargli delle botte in testa, semmai dobbiamo cercare di aiutarlo. In questo caso, votando il presente disegno di legge, noi passiamo anche sopra al sindacato e sopra a certi principi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Io credo che l'intervento del collega e compagno di partito, Consigliere Pascale, abbia indubbiamente manifestato quella difficoltà che esiste in ognuno di noi quando si affronta un tema difficile, sfaccettato ed articolato come quello del personale. Credo, però, che sarebbe ingiusto ed iniquo limitarci, in questa sede, a guardare il pianeta del personale regionale con un'ottica e con una prospettiva del tutto particolari.
Dico questo perché, quando si parla di "vil denaro" tutti diventano reattivi. Il problema del personale non sta racchiuso nella gabbia salariale, ma è di ben altra complessità e difficoltà.
Io sono convinto che questo mio intervento rischierà di essere frainteso, perché, obiettivamente, quando si parla di cifre è difficile trovare il consenso. Lo posso dire perché ne ho una lunga esperienza personale, come ex dipendente regionale, e ne ho una lunga esperienza per aver fatto, per 11 anni, l'Assessore al personale del Comune di Aosta.
Devo dire con rammarico, però, che la macchina della burocrazia regionale ha un funzionamento a scartamento ridotto, perché manca di un supporto normativo che sia il più adeguato alle esigenze di una moderna burocrazia, che ha l'esigenza e la necessità di adeguar si a ritmi di lavoro completamente diversi.
Dico questo perché noi, come Gruppo Socialista, avevamo presentano ben 12 provvedimenti, tra interrogazioni e interpellanze, sul personale e più volte abbiamo sottolineato in quest'aula l'esigenza, di primaria importanza, di porre mano ad una revisione del regolamento organico, che è ancora fatto su quello del 1956. Il nucleo centrale è ancora quello.
Io so che sono stati fatti degli sforzi in questo senso, che persone molto responsabili sono state incaricate della revisione di questa materia per adeguarla alle esigenze dell'oggi; so anche che è difficile ottenere un risultato del genere, ma so anche che non è più possibile fingere che questo problema non ci sia. È un problema reale, è un problema che pesa sul personale e sull'Amministrazione regionale.
Certi istituti, addirittura obsoleti, per non dire superati dai tempi, so no ancora presenti nel regolamento organico del personale regionale. Questa è la realtà, che può sembrare strana e assurda, specie in una regione il cui statuto, alla lettera a) dell'articolo 2, le assegna la competenza primaria e la piena potestà legislativa per regolamentare il trattamento economico e giuridico del personale regionale, nel modo che noi riteniamo più opportuno.
Sovente, invece, siamo stati a rimorchio dello Stato e sovente non abbiamo saputo approfittare - e questo è un rimprovero da indirizzare al Consiglio - di questa occasione, unica e irripetibile tra i vari enti che agiscono in Italia.
Io ritengo che ogni trattativa a questo punto debba considerare l'insieme del problema e il fatto che la trattativa non si concluda oggi mi lascia sperare che un domani, visto e considerato che ormai il contratto è chiuso, sul piano economico, per un buon 90%, si riesca a conseguire l'obiettivo di rivedere contestualmente queste due parti.
Io ritengo, infatti, che la riforma della burocrazia regionale sia un elemento essenziale anche del funzionamento del nostro regime di autogoverno. Faccio questa affermazione riferendomi al fatto che l'Amministrazione regionale ha assunto un ruolo di tale centralità nella vita, non solo politica, ma anche economica, della Regione per cui è indispensabile che sia attrezzata per affrontare questo suo nuovo modo di essere e questa sua nuova connotazione.
Ecco perché il problema del personale è un problema difficile, da sempre e non solo da oggi. È sempre stato così e noi, come Consiglio regionale, dobbiamo fare una sorta di autocritica generale, riferita al presente ed al passato, perché la prima carenza è nostra. Noi dobbiamo essere credibili nei confronti del personale e dobbiamo dire che, complessivamente, senza fare alcun riferimento alle forze politiche A o B, il Consiglio regionale, come organo primario della Regione, troppo sovente si è disinteressato di questo problema e oggi paghiamo le conseguenze di questa nostra forma di disattenzione e, addirittura, di disaffezione nei confronti di un tema che io ritengo di fondamentale e determinante importanza.
Se noi facciamo questa autocritica, possiamo pretendere l'autocritica anche da coloro che sono dall'altra parte del la barricata e cioè dalle forze sindacali che per anni si sono appiattite su di una sorta di egualitarismo che non serviva a nessuno. Qui dentro dovevano essere pagati tutti allo stesso modo; non c'era più professionalità che tenesse, non c'era più niente che andasse bene! Addirittura, le differenze tra gradi - perché io parlo di gradi - che c'erano allora, sono state brutalmente calpestate dal partito "Tutti devono guadagnare lo stesso", con il bel risultato che, a distanza di 10 o di 15 anni, si sono ritrovate le stesse funzioni già presenti 10 anni fa. Questa è la realtà dei fatti ed io sfido chiunque a smentire quanto ho detto.
Ecco perché la macchina della burocrazia regionale funziona anche male! Ognuno di noi, qui dentro, dovrebbe recitare il "mea culpa" e poi, insieme alle organizzazioni sindacali, ma guardandosi negli occhi, dovrebbe dire: "Abbiamo sbagliato insieme, ma abbiamo sbagliato!". Allora saremmo credibili, perché non è sulle 80, 20, 100, 50 o 30.000 lire che si gioca il destino del personale regionale, ma è su ben altri temi, sui quali, peraltro, dovremmo dimostrare la nostra "nobilitate".
E la nostra "nobilitate", come Consiglio regionale la dimostreremo quando metteremo mano alla revisione complessiva del regolamento organico del personale della Regione. Allora sì, faremo il nostro compito di legislatori e allora sì potremo pretendere qualcosa di più dagli altri!
So benissimo che, a volte, non fa piacere sentire dire queste cose, specie alla vigilia di una campagna elettorale. Per carità! Qui sarebbe stato opportuno e giusto che ognuno salisse sul suo 20% e lo cavalcasse come una tigre nel corso delle varie assemblee. Ma non è stato così! Non è stato così!
Anche se siamo stati impropriamente investiti di un problema, bisogna onestamente riconoscere che i Capigruppo regionali si sono comportati come persone responsabili. Non difendo, ovviamente, la mia funzione, ma in questo caso difendo il Consiglio regionale nel suo complesso. Se allora, quando abbiamo detto: "Noi non vogliamo essere la controparte di nessuno, perché la controparte c'è, esiste ed è al di là di quei banchi!", fossimo caduti nella trappola della commistione dei ruoli, a quest'ora ci troveremmo in un pasticcio veramente enorme, in un brutto pasticciaccio. La trattativa, invece, è rimasta sul tavolo giusto e credo che noi abbiamo dato un modestissimo contributo a farle compiere dei passi in avanti.
Ed ora scendo nel dettaglio. La prima irrinunciabile richiesta era la unicità del contratto. Questo è stato detto a noi e questo è stato preteso dalle organizzazioni sindacali, che, tra l'altro - e lo devo riconoscere, anche se non so come siano andate, poi, le assemblee -, erano abbastanza disponibili sull'aspetto economico della trattativa, perché loro principio irrinunciabile era la questione dell'unicità del contratto. Il nostro intervento è stato richiesto in questo senso e su questa proposta, che riguardava il potere legislativo, noi abbiamo detto: "Bene, se ci verrà presentata una proposta in questo senso, possiamo essere anche d'accordo, a condizione, però, che ciò che è già sancito da una legge a sè stante, non subisca a sua volta degli stravolgimenti! Che ciò che è sancito per i dirigenti rimanga tale.", perché, per quanto ci riguardava, avevamo già detto di essere d'accordo su quella linea.
Credo che la risposta, sotto questo aspetto, sia stata univoca da parte di tutti i Capigruppo. E così, poi, è stato.
Una volta ribadita l'unicità del con tratto, io mi chiedo se sia possibile che questo contratto possa saltare per la questione del 20%.
Ma allora noi dobbiamo dare un'interpretazione di questo contratto, perché, una volta garantita questa prima irrinunciabile richiesta, noi non dobbiamo considerare chiusa la trattativa. Guai! Questo sarebbe un errore grossolano e, del resto, non siamo stati noi a chiedere di dare un acconto! Questo non l'abbiamo mica chiesto noi! L'acconto - perché parlo di acconto, complessivamente - non è venuto fuori da nessuno. Si è trattato di una proposta che è stata avanzata dalle organizzazioni sindacali, perché, probabilmente, nei rapporti con la controparte, avevano giudicato inopportuno che un problema di grande portata, come il rinnovo complessivo del contratto, venisse esaminato in un periodo travagliato e difficile come quello pre-elettorale.
Io trovo giusta questa impostazione, la trovo profondamente giusta, perché soddisfa il 90% delle richieste economiche e lascia aperto uno spazio entro il quale poter poi inserire tutte le altre considerazioni che sono state fatte, questa mattina, dal Presidente della Giunta e che erano già state fatte, nei giorni scorsi, dalle stesse organizzazioni sindacali, le quali, tra l'altro, - e ne devo prendere atto con soddisfazione - hanno concordato sull'opportunità di addivenire ad una revisione complessiva del cosiddetto "regolamento organico" del personale regionale e, quindi, anche della parte normativa.
Detto questo, ora siamo qui. Perché vogliamo nasconderci dietro un dito che questa trattativa sarà ancora lunga e difficile? Perché vogliamo pretendere che si dia tutto, quando nessuno ha un criterio oggettivo e obiettivo per stabilire a chi dovrà essere data l'incentivazione?
Perché? Perché, se l'incentivazione - e lo dico a chiare lettere - è un mezzo per mettere in tasca dei soldi, allora va benissimo! Ma, allora, signor Presidente, non la chiamiamo più così, chiamiamola in un altro modo e, visto che in materia abbiamo potestà legislativa primaria, diciamo che è un aumento di stipendio! Se la chiamiamo "incentivazione", allora dobbiamo anche stabilire i criteri dell'incentivazione, altrimenti ricadiamo nel discorso dell'appiattimento, che è stato letale per un certo funzionamento della macchina burocratica della Regione.
Io so già - e lo dico - che non si arriverà a questo punto. Lo so già, perché so già come si finirà...
(...INTERRUZIONE...)
TORRIONE (P.S.I.): No! Adesso arrivo anche al discorso dei dirigenti, perché so benissimo qual è l'obiezione.
Obiettivamente, io credo che, forse, il personale regionale ha interpretato questo discorso in maniera diversa. Per carità! E capisco l'imbarazzo e la difficoltà delle stesse organizzazioni sindacali, alle quali va il nostro sostegno. Perché? Perché faccio lo stesso ed identico discorso che ho fatto poche settimane fa per la DELTACOGNE, quando ho detto che bisogna evitare che certi scollamenti interni minino, dapprima l'unità sindacale molto precaria, e poi lo stesso istituto sindacale alle sue radici. Alludo, ovviamente, ai cosiddetti "Cobas".
Se vogliamo fare questo, dobbiamo aiutare le organizzazioni sindacali e non dobbiamo cavalcare la strana teoria in base alla quale - e questo discorso riguarda anche loro - un'assemblea di 200 dipendenti possa decidere per tutti i 1.600 dipendenti regionali. È questa una forma di democrazia? Qui in Consiglio, quando non siamo in 18, non si va mica avanti, eh! Quando non c'è il numero legale, qui non si apre mica la seduta! L'assemblearismo è un residuato bellico del '68...
SANDRI (fuori microfono): Deteriore!
TORRIONE (P.S.I.): Deteriore, oh! Chiamalo "deteriore"! Comunque, allora, se ci si recava tutti in assemblea per decidere quello che, in realtà, decidevano gli "ultras", c'era l'accordo e l'assemblearismo poteva procedere.
Io credo, invece, che si debba compiere lo sforzo per dare un'indicazione precisa alle organizzazioni sindacali e per ricuperare, attraverso i delegati del personale, un rapporto di tipo diverso con l'Amministrazione regionale. Non è vero, infatti, che gli operai ed i dipendenti non sono più disposti ad eleggere i loro rappresentanti: il caso della FIAT, al riguardo, è emblematico; allora prendiamo esempio anche dalle industrie che funzionano. Prendiamo esempio dalla FIAT, che è stata un punto nodale, nel bene e nel male, del cosiddetto "sindacalismo italiano".
Queste cose ce le dobbiamo dire con estrema franchezza e, proprio per questi motivi, ci sembra corretta la posizione dell'Esecutivo regionale. Poiché è bene che ci diciamo tutto in quest'aula, dico che so già - e poi concludo - che domani mattina ci saranno mille interpretazioni sul voto favorevole, o meno, del Partito Socialista. Io credo che noi, in quest'aula, abbiamo il dovere di essere dapprima coerenti e poi corretti.
Come terzo punto, credo nel senso di responsabilità che si deve avere nei confronti dell'ente del quale si è amministratori.
Questi sono i tre requisiti essenziali che rendono credibile il nostro ruolo di Consiglieri regionali.
Io credo che, oggi, noi non veniamo meno a questo dato di fatto, perché, obiettivamente, stabiliamo alcuni principi di un contratto che mi sembra vantaggioso sul piano economico e, dopo anni, stabiliamo anche il principio di regolamentare la parte dirigenziale della nostra Regione. Ritengo che quest'ultimo atto fosse un po' dovuto, perché ricordo che ritardi e reticenze su categorie di personale che svolgono funzioni diverse hanno poi provocato dei grossi guasti all'interno dell'Amministrazione regionale: quando si sono volute assimilare funzioni che erano diverse, quando si sono volute dare delle risposte contrattuali complessive a persone che, invece, svolgevano funzioni e mansioni completamente diverse rispetto alla generalità del personale. E la vicenda del Casinò ne è un triste e tragico esempio. Quello cui alludo riguarda il personale.
Ora ci si è avviati lungo una strada nuova, che credo debba essere percorsa fino in fondo. con tenacia ed anche con l'apporto costruttivo e costante del Consiglio, sempreché quest'ultimo abbia voglia di darlo. Vi dico di più: probabilmente, oggi noi chiudiamo il capitolo del personale, per quanto concerne questa legislatura, ma io lancio un appello a tutte le forze politiche affinché inseriscano nel loro programma elettorale il problema della riforma della burocrazia regionale. Questo deve essere un dato di fondo che coinvolge tutti, indipendentemente dal fatto di essere di destra o di sinistra. Questo è un dato di fatto che ci consentirà di affrontare con un diverso slancio questo delicatissimo problema. che ci pende sulla testa ormai da troppo tempo.
Ecco, questo dovevamo dire e l'abbiamo detto con estrema chiarezza. Noi non intendiamo assolutamente prevaricare né il difficile momento delle organizzazioni sindacali, né le legittime aspettative del personale regionale, che, però, si devono contemperare, sia per quanto riguarda il lato economico, sia per quanto riguarda l'aspetto giuridico. Ed in questo senso, se saremo ancora presenti in questo Consiglio - come mi auguro - come forza politica e non come singoli Consiglieri, noi daremo il nostro apporto.
Io credo che la Presidenza della Giunta, o chi governerà la Regione nel prossimo futuro, dovrà prendere atto di questa realtà e dovrà mettervi mano, anche dal punto di vista politico. Mi consenta il Presidente della Giunta di fare un'ultima osservazione, che mi sta a cuore: credo che l'aspetto politico della questione del personale non vada tralasciato; io credo che caricare il Presidente della Giunta della responsabilità della gestione dell'intero personale sia una incombenza che gli poteva, obiettivamente, competere quarant'anni fa, quando abbiamo creato la Regione Autonoma della Valle d'Aosta, ma che non gli competa più nel 1988. Credo che la responsabilità politica debba essere affidata, quasi a tempo pieno, ad un Assessore. Sono 1.600 i dipendenti, più tutti gli altri, che gravitano sulla Regione. C'è effettivamente da pensare e da rivedere anche questo aspetto. Io credo che avendo un singolo referente politico, che si occupa costantemente di questo problema, la funzionalità e la professionalità dei dipendenti regionali non avranno che da guadagnarne. Credo che questa considerazione debba essere sottoposta alla valutazione delle altre forze politiche.
Con questo stato d'animo e con quanto abbiamo voluto dire con estrema chiarezza ed in maniera molto esplicita, noi ci accingiamo a votare a favore del provvedimento di legge che ci è stato presentato dalla Giunta regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Non mi voglio addentrare nei meandri di carattere tecnico e normativo della legge, perché, non essendo un esperto, non mi ritengo all'altezza, anche perché c'è molta confusione in merito, sia da parte nostra sia da parte del personale. Mi limito solo ad alcune considerazioni di carattere generale.
Bisogna dare atto, innanzitutto, al Presidente della Giunta, che inizialmente aveva presentato una proposta di legge per i dirigenti, di aver, successivamente, fatto un atto di buona volontà, cercando di conglobare tutto il personale regionale in un unico disegno di legge.
Non ritengo, però, che il problema sia quello del 100% o dell'80% sul premio di incentivazione: il problema di fondo è una questione di principio. Ritengo, cioè, che ci debba essere una parità di trattamento per tutto il personale regionale. Questa è la nostra posizione: il contratto deve essere firmato e sottoscritto nel momento in cui sono state espletate tutte le varie forme di contrattazione e quando sono stati chiariti tutti gli aspetti di carattere economico e normativo.
Vediamo benissimo, invece, che il secondo comma dell'articolo 8, dove si dice "fino a che non saranno stabiliti i criteri e le modalità, di cui al precedente comma,...", mantiene in sospeso certi aspetti di carattere normativo. È questo che noi non condividiamo, proprio perché riteniamo che, nel momento in cui si firma un contratto di lavoro, bisogna avere ben chiari davanti tutti i limiti e tutte le regole, sia economiche che normative, del contratto stesso.
Ci rendiamo anche conto che, oggi, il sindacato vive un momento molto difficile, nel quale viene messa persino in discussione una sua certa rappresentatività. È certo, però, che io non ho alcuna intenzione di difendere, qui, il sindacato, proprio quel sindacato o quei sindacalisti che hanno discriminato una forza, qual è il Movimento Sociale Italiano, nella discussione su questo disegno di legge. È ben lungi quindi da me la volontà di difendere quella gente che non ha neanche il pudore o perlomeno il principio del concetto di democrazia, perché ritengo che, nel momento in cui le forze politiche vengono invitate a discutere su un argomento di questa importanza, si debbano avere almeno il pudore e la correttezza morale di invitare tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale. Anche noi, infatti, siamo una forza politica ed abbiamo un seguito elettorale, anche all'interno dei dipendenti regionali e, quindi, anche noi abbiamo qualcosa da dire in merito.
Condanniamo, quindi, questi metodi e questi sistemi che sovente vengono rivolti contro di noi, ma che noi, oggi, rinfacciamo a loro, proprio perché riteniamo di saper rispettare quei concetti di democrazia che altri non sanno rispettare.
Ricordo un'ultima cosa al Consigliere Baldassarre, dicendogli che non sono d'accordo e non condivido assolutamente l'idea che bisogna avere l'autorizzazione dei sindacati per firmare il contratto. No! No! Diciamo che i sindacati debbono avere anche una certa rappresentatività, nel momento in cui vengono, come controparte, a discutere. E allora valutiamo attentamente questo aspetto, perché a me risulta che, come ha detto bene prima il Consigliere Torrione, su 1.300, 1.400 o quanti sono i dipendenti regionali, solo 300 erano quelli in assemblea, dei quali 200 hanno preso una determinata decisione e gli altri 100 ne hanno assunta una nettamente contraria. Andrei cauto, pertanto, su queste dichiarazioni. Noi dobbiamo, come Consiglio regionale...
(...INTERRUZIONE del Consigliere BALDASSARRE...)
ALOISI (M.S.I.): No! La controparte può essere chiunque, purché abbia una rappresentatività. Questo è il discorso di fondo!
Io mi rendo conto che questo argomento è una "patata bollente" nelle mani del sindacato, della quale non riesce a liberarsi, perché probabilmente incontra delle difficoltà; forse sarà anche contento che venga finalmente approvata questa legge, così almeno si risolverà il problema. Questo è il dato di fondo!
(...INTERRUZIONE...)
ALOISI (M.S.I.): Ho detto una verità, lo so; purtroppo, è così. Però, pur dicendo questa verità,...
(...INTERRUZIONE del Consigliere BALDASSARRE...)
ALOISI (M.S.I.): ...se dovessi comportarmi in base a ciò che io ho detto, essendo stato discriminato dai sindacati, dovrei votare a favore; invece no! Tengo una posizione che ritengo corretta, proprio per il motivo che ho detto prima e cioè che, secondo noi, il contratto deve essere comprensivo di tutto, deve racchiudere nel suo insieme tutte le questioni di carattere economico e normativo dei dipendenti regionali. Ecco il motivo per cui io mi astengo su questa legge; solo per questo, per una questione di principio e non certo per difendere i sindacati, ma tutt'altro, visto del resto come si sono dimostrati nei miei confronti, né, tanto meno, per avallare la tesi del Consigliere Baldassarre, che bisogna avere l'autorizzazione anche di gente che, forse, non rappresenta nessuno o quasi nessuno, per sottoscrivere un contratto di lavoro.
PRESIDENTE: È chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Lorsque le projet de loi a été présenté, je répète que nous avions suivi toute une série d'indications formulées par les différents partis politiques et surtout suite à certaines considérations qui avaient fait l'objet d'une discussion préalable du contrat de travail.
Aujourd'hui nous avons présenté un projet de loi, avec des modifications, qui a largement reçu les différentes requêtes des forces syndicales. Je veux tout de suite dire à M. Baldassarre que je n'accepte pas ses remarques à propos des contrats de travail et des possibilités de l'Administration régionale de prévoir, comme dans ce cas, des anticipations de ce que sera le salaire, car nous n'avons absolument pas conclu notre travail avec les forces syndicales; nous avons seulement déclaré que, compte tenu des élections et de l'impossibilité de travailler pendant des mois si difficiles pour une discussion tranquille sur des problèmes assez lourds, il était préférable de prévoir ce débat après le mois de juin. Le choix était donc simple: ou bien l'on renvoyait l'ensemble, comme cela s'est produit en d'autres occasions, au mois de septembre ou octobre ou je ne sais quand, ou bien l'on suivait cette proposition qui consiste à donner tout de suite une anticipation, et je crois qu'il vaut mieux donner de l'argent tout de suite que d'arriver d'ici quelques mois à trouver un accord - nous le trouverons sans aucun doute - lorsque nous aurons réglé les matières de l'article 8.
Les tracas de M. Baldassarre n'ont donc aucune raison d'être! Nous avons respecté les rôles et les principes et puisque nous avons pu parvenir à un accord, dans l'ensemble, nous avons jugé mieux de prévoir une anticipation. Il ne s'agit pas de faire quelque chose contre quelqu'un mais d'agir dans l'intérêt du personnel.
J'ai déjà fourni des chiffres à propos des ajustements de salaire, mais nous avons ici les données, à la disposition de ceux qui veulent en prendre connaissance. Nous allons discuter de trois "rubriques" et tous s'accorderont à reconnaître qu'il s'agit là d'un bon contrat.
L'autre contradiction de M. Baldassarre est que d'un côté il voudrait l'approbation du contrat pour ce qui concerne les dirigeants et les vice-dirigeants, chose que les forces syndicales ont refusée car elles voulaient un projet de loi unique. C'est dans ce sens que nous avons travaillé pendant ces mois et c'est dans ce sens que nous avons accepté la suggestion d'un contrat unique du personnel.
Ce problème avait déjà fait l'objet de débats et tout le monde a reconnu qu'il s'agissait d'un pas en avant par rapport à la première proposition.
Quant aux remarques de M. Mafrica avec ses amendements, on peut sans doute apprécier la non volonté à marquer un "appiattimento", une certaine attitude à vouloir baisser certains niveaux et de primer, en revanche, certaines attitudes de travail, certaines possibilités surtout, que l'Administration régionale peut donner. Je ne comprends les amendements présentés par M. Mafrica au 4e alinéa de l'article 3, où il est prévu de ne plus donner le 80%: je voudrais lui demander quel sens cela pourrait avoir. Nous allons lire ensemble cet alinéa: "In attesa dell'emanazione di apposite disposizioni..., secondo gli stessi criteri e modalità da stabilirsi...": si l'on ne peut avoir ces critères, que peut-on donner aujourd'hui?... Je veux une réponse!... Rien. Le 100% c'est ce que nous avons dit! Alors, qu'est-ce qu'on va discuter?... Si l'on passait ton amendement, on ne pourrait rien donner du tout!
Nous avons divisé le problème en deux parties: la première est une question de principe et l'on a affirmé que nous allions reconnaître la possibilité de donner le 100% de la part prévue par l'Etat (point n° 7); mais si l'on s'arrêtait là, aujourd'hui on ne pourrait rien donner du tout, car les critères ne sont pas définis. Par contre, il est dit que dans cette attente le 80% sera octroyé. Je ne dis pas que cette attitude est inutile, mais qu'elle est contre les intérêts des travailleurs.
Sur le deuxième amendement j'ai déjà déclaré lors des rencontres avec les forces syndicales que le problème concernant les rapports avec ces dernières sera réglé lors de l'accord. Nous nous abstiendrons donc, car nous avions déjà trouvé une formule différente.
Les considérations formulées par M. Sandri sur l'unicité du contrat ne peuvent qu'être acceptées, d'autant que, malgré les difficultés, ce contrat permettra de donner tout de suite au personnel une série d'améliorations économiques.
L'intervention de M. Torrione a soulevé une série de problèmes et je crois que l'on peut accepter comme devoir des forces politiques d'aborder ce thème d'une manière différente et ce sera sans doute l'engagement de la prochaine législature.
Il y a des difficultés à gérer le problème du personnel; il y a certaines situations qui nécessitent une réglementation, mais c'est justement pour ces difficultés que nous avons pu conclure le contrat aujourd'hui. Les choses traînaient trop en longueur et le problème risquait d'être discuté à la veille des élections. Vous savez qu'il y a encore deux mois de Conseil: si ce projet de loi devait avoir à souffrir quelque retard, voire même être repoussé, nous n'aurions plus le temps d'en discuter.
Nous avons pu donner une réponse satisfaisante aux travailleurs, ce qui, je le répète, ne se reproduira jamais plus dans l'histoire.
Je pense avoir donné ma réponse à M. Aloisi; les critères et modalités du règlement ne sont pas abordables aujourd'hui, car, pendant deux ans, nous n'avons eu aucune réponse sur les critères. Comment donc arriver dans un délai de 2 - 3 mois à une réponse définitive, d'autant plus que les forces politiques auront d'autres soucis? On risquerait ainsi de donner une réponse qui ne serait pas satisfaisante, ni pour l'Administration, ni pour le personnel.
Nous avons même dit que nous étions disposés à dépasser le 100% si l'on trouvait la méthode pour éclaircir ceux qui doivent être primés. Je serai le premier à signer lorsque les raisons de primer quelqu'un auront été définies. Aujourd'hui cela n'existe pas, en toute honnêteté. La "incentivazione" est un moyen d'accorder de l'argent qui ne pourrait être octroyé sur la base d'un certain salaire.
Les résultats sont à mon sens assez satisfaisants, non seulement du point de vue économique, mais aussi des temps. Si ce même salaire était déplacé d'une année, les dégâts pour le personnel dépasseraient largement le vingt pour cent.
Si dà atto che alle ore 17,37 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.
PRESIDENTE: Si passa ora all'esame dell'articolato del disegno di legge regionale n. 488:
"Norme sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale della Regione. Disposizioni concernenti il personale regionale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali".
Vi è un emendamento sostitutivo del titolo, che, peraltro, non credo di dover mettere in votazione, perché sarà cura degli uffici provvedere alla sua sostituzione, e che recita testualmente:
EMENDAMENTO
Il disegno di legge regionale n. 488 assume il seguente nuovo titolo:
"Norme sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale della Regione".
Do lettura dell'articolo 1.
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
(Contenuto)
1. La presente legge modifica ed integra le disposizioni concernenti il trattamento giuridico ed economico del personale regionale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali.
Do lettura dell'emendamento sostitutivo dell'articolo 1 presentato dal Presidente della Giunta regionale.
EMENDAMENTO
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Articolo 1
(Contenuto)
1. La presente legge modifica ed integra le disposizioni concernenti lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale regionale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali, nonché del personale appartenente ai diversi profili professionali inseriti nei livelli funzionali.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Mi permetto, innanzitutto, di fare una raccomandazione al Consigliere Aloisi, al quale sono legato anche da rapporti di amicizia, anche se, dal punto di vista ideologico, vi è tra noi una enorme distanza: non può assolutamente attaccare in maniera violenta, come ha fatto, dei sindacalisti che svolgono il loro compito, perché il ruolo dei sindacati, anche se oggi è in crisi, è importantissimo. È questo che mi permetto di dire al Consigliere Aloisi.
Vorrei dire al Presidente della Giunta che io gli do atto di aver fatto un enorme sforzo per andare incontro alle richieste. Credo nella bontà - e sono dei più convinti -, dal punto di vista economico, del contratto che questa maggioranza vuole imporre - e lo sottolineo - alla "base" e alle organizzazioni sindacali.
Caro Presidente, è vero che si tratta di richieste di anticipo, avanzate dai sindacati, ma i sindacati, oggi, hanno respinto queste richieste di anticipo e non le abbiamo respinte noi. Io do atto al Presidente della Giunta della sua buona volontà e ribadisco ancora una volta che questo contratto dovrebbe essere accettato subito dai lavoratori; però, se la "base" non lo vuole accettare e respinge anche le richieste di anticipo avanzate dai sindacati, io credo che si debba rispettare la loro volontà e noi, come forze politiche, non abbiamo il diritto di violentarla.
Noi, come forze politiche democratiche, non possiamo approvare, in questo Consiglio, un contratto che non è sottoscritto dall'altra parte. La stessa etimologia della parola "contratto" lascia presumere che ci siano due parti d'accordo tra loro...
(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Sì, signor Presidente, ma se una parte dice "io accetto queste richieste", e l'altra parte non le accetta, ciò vuol dire che una parte è venuta meno a questa posizione. E siccome mai, nella storia della Repubblica, in nessuna parte...
ROLLANDIN (fuori microfono): Ma è solo un anticipo!
BALDASSARRE (P.S.D.I.): È un anticipo, ma anche un anticipo... Presidente, ma io, forse, sono convinto più di te che effettivamente si tratta di un ottimo contratto; ma non è più la questione di principio del contratto unico o del 20%... Essi lo hanno respinto, e non c'è contraddizione, Presidente, quando io affermo o ho affermato di essere d'accordo sul contratto dei dirigenti. Il contratto dei dirigenti è stato accettato dalle organizzazioni sindacali ed io sono stato tra quelli che, in Commissione, hanno votato a favore di questa proposta e sono convinto della bontà del contratto.
Ma come si può, però, votare un contratto che non è accettato dalle organizzazioni sindacali?
(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Ma io non lo voto, anzi, ti dico di più: uscirò dall'aula, perché non voglio assistere ad una prassi di questo genere! Mi riporto nell'altra stanza... mi riporto nell'altra stanza... perché non intendo assistere a quello che potrà succedere in aula votando questo contratto contro la volontà delle organizzazioni sindacali.
Va bene, fatelo pure! Che succederà domani? Le organizzazioni sindacali dovranno scioperare? Io non credo che le organizzazioni sindacali subiranno questa prepotenza da parte del Consiglio regionale! Non credo che il personale possa subire un'umiliazione di questo genere! A meno che, signor Presidente, non ci sia un tacito accordo... ma non lo vorrei neanche supporre!
Qualche collega mi ha detto: "Togliamoli...". Non è possibile, però, toglierli dai guai, perché i guai se li sono cercati e noi dobbiamo rispettare questi guai... dobbiamo rispettarli questi guai!
Era necessario fare questa battuta, perché qualcuno mi ha detto: "Togliamo dai guai i sindacati! Togliamo dai guai i sindacati!". Eh, lo so: approvando la legge, togliamo dai guai i sindacati!... Però, me lo deve spiegare!.... Non me lo vuol dire.
Comunque, signor Presidente, pur con tanta amarezza, non voterò questo disegno di legge e non parteciperò neanche alle votazioni, perché non voglio assolutamente prendervi parte. Votatelo e speriamo che il personale sia contento, speriamo che siano contenti anche i sindacalisti e speriamo che, alla fine, sia contento anch'io, signor Presidente! Comunque, votatelo, votatelo!.. Votate gente, votate gente!...
Signor Presidente, qui abbiamo "l'uomo di Dio" di questo Consiglio regionale e, quindi, adesso... È l'uomo nuovo... Votate, votate!...
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Contrariamente a quanto pensa il Consigliere Baldassarre, che ha voluto fare alcune battute, io credo che ci sia poco da scherzare su questa vicenda, nel senso che mi pare si facciano delle scelte che avranno delle conseguenze nei rapporti tra il Consiglio ed il personale e che, pertanto, vanno valutate con estrema serietà.
Noi, questa mattina, abbiamo proposto il rinvio di questo disegno di legge, pur dando atto dei miglioramenti fatti nel corso della trattativa, perché ci sta a cuore la serenità del lavoro dell'Amministrazione ed il lavoro di tutto il personale.
Con questo disegno di legge, una parte del personale riceve un giusto riconoscimento del proprio ruolo; un'altra parte del personale, questa mattina, ha votato un ordine del giorno nel quale si dice insoddisfatta. Per noi, i 200 dipendenti che hanno votato contro e che erano presenti all'assemblea rappresentano qualcosa: rappresentano una insoddisfazione della quale il potere politico, che poi fa le scelte, deve tenere conto.
Nel mio primo intervento ho cercato di chiarire che questa insoddisfazione non è dovuta a questioni economiche, ma a questioni che sono state definite "di principio". Queste ultime sono molto semplici e si riferiscono, soprattutto, alla questione del compenso incentivante.
I sindacati non hanno ottenuto tutto, signor Presidente, come lei ha detto questa mattina, perché avevano fatto una proposta con aumenti contrattuali superiori a quelli riconosciuti dalle 200 lire di aumento sul parametro. Sulle questioni di stipendio hanno accettato, in seconda istanza, l'ipotesi dell'acconto e, quindi, non ne hanno fatto una questione puramente economica. Hanno posto, sempre con una certa forza, la questione del compenso incentivante, perché lì c'è una questione di principio, che può essere ritenuta modesta, però esiste e tocca la sensibilità dei lavoratori.
Una questione di principio è riferita anche all'osservazione che lei faceva sull'emendamento da noi proposto: "...per le qualifiche dirigenziali il compenso incentivante è determinato con i criteri e le modalità dello Stato", punto e basta. Per definire, invece, il 20% per il restante personale, si vogliono studiare delle disposizioni...
(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)
MAFRICA (P.C.I.): Ma, appunto per quello, se non si studiano solo per quelli, occorre allora avere in questo lo stesso principio, occorre avere...
(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)
MAFRICA (P.C.I.): Noi siamo d'accordissimo sul fatto che occorra rivedere l'organizzazione interna, a cominciare dal modo di lavorare della Giunta, perché, se il personale si trova in questa condizione di insoddisfazione, è perché non ha un rapporto positivo con l'Amministrazione. Ovviamente, siamo d'accordo che occorra rivedere il modo di lavorare, con delle normative che diano ai dirigenti, prima di tutto, soddisfazione per il ruolo che devono esercitare e che diano anche a ciascun dipendente la possibilità di avere compiti precisi ed il riconoscimento di quello che fanno.
Oggi come oggi, se si va avanti con testardaggine su questa strada, si vuole dare, a mio giudizio, una prova di capacità e di decisionismo che non è detto che produca frutti positivi per il futuro...
(...INTERRUZIONE del Consigliere STEVENIN...)
MAFRICA (P.C.I.): No! Proprio perché la distanza è minima, proprio perché sono stati fatti dei passi...
(...INTERRUZIONE del Consigliere STEVENIN...)
MAFRICA (P.C.I.): ... si accettavano i 15 giorni di ulteriore trattativa, richiesti dal volantino,... si accettavano questi e poi si andava alla votazione! Invece...
(...INTERRUZIONE del Consigliere STEVENIN...)
MAFRICA (P.C.I.): Qui, invece, la volontà... È una questione di 15 giorni! Questa è la richiesta che hanno fatto questa mattina, in assemblea, i lavoratori dipendenti. Hanno chiesto di continuare la trattativa, non hanno...
Vi prego di lasciarmi continuare, perché non lo so se...
Allora, noi riteniamo che nella scelta di andare avanti senza tener conto di tutti gli aspetti del problema vi sia una forzatura da parte della Giunta regionale che ci porta a non votare questo provvedimento.
Noi ci asterremo, su questo provvedimento, perché riteniamo che quanto detto prima dal Consigliere Pascale abbia un senso e cioè che un contratto, pur valido in molte sue parti, debba essere approvato quando ha l'assenso delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori interessati. Anche un contratto che regala grattacieli e ricopre d'oro tutti gli interessati, se non ha questo assenso, è una forzatura politica.
La responsabilità di mettere in un angolo i lavoratori che non hanno accettato questo contratto e di creare negli stessi frustrazioni, con la creazione di una storia che non si sa come andrà a finire, ricadrà su chi non ha voluto accettare il buon senso e un ulteriore momento di riflessione.
Il Presidente della Giunta ha detto che siamo in anticipo di due anni sulla contrattazione precedente: si possono benissimo attendere altri 15 giorni per arrivare ad un contratto che abbia la piena soddisfazione delle categorie dirigenziali e dei vari livelli. Si vuole, invece, chiudere, perché così si deve fare. Noi non ci sentiamo di farlo e perciò ci asteniamo dal votare questo provvedimento.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vi chiedo di concedermi qualche attimo di attenzione per precisare un problema che, anche dagli ultimi interventi, mi sembra essere un po' il nocciolo irrisolto della questione, se non tra le forze di minoranza e la Giunta, quanto meno tra le forze di minoranza: è, appunto, il problema dei rapporti con il sindacato.
Qualcuno ha voluto interpretare le mie parole come una volontà del sottoscritto, forse più ancora che di Nuova Sinistra, di "dare in testa al sindacato". L'espressione è letterale. Non ho problemi a ritenere molto diversa la situazione ed a ritenere che si sia trattato di un atteggiamento miope da parte di chi ha ascoltato, con questo animo e con questo giudizio nel cervello, le parole che ho detto precedentemente.
Prima ho parlato di una grande esigenza di egualitarismo, che esiste in Valle d'Aosta, ma non di quello citato, giustamente, dal Consigliere Torrione, quello "becero" dell'uno che deve essere uguale a uno, bensì dell'egualitarismo sociale, del quale, oggi, in questa "regione del bengodi" si sente sempre di più il bisogno e l'esigenza. Questa è una necessità per i partiti politici, ma è anche un'esigenza fondamentale per i sindacati. E, purtroppo, - ma questo è un fatto negativo, del quale mi rammarico e per il quale sono preoccupato - i sindacati in questa trattativa non hanno dimostrato lo stesso tipo di attenzione a questo tema.
Il secondo problema, come ha detto il Consigliere Pascale e come è stato ripetuto anche da qualche altro, consiste nel fatto che qui è in gioco un principio della democrazia, che i contratti si fanno in due e che i contratti devono essere fatti, come in questo caso, dalla Presidenza della Giunta e dall'Esecutivo, e dall'altra parte ci deve essere l'assenso dei sindacati.
Io credo che questo sia molto vero, ma credo che qui si stia trattando di due problemi differenti. Il primo è la legge che stiamo per approvare, con la quale si fa un lavoro di sbozzatura del problema, risolvendo la questione dei dirigenti e risolvendo la questione economica, in rapporto alla scadenza elettorale, altrimenti la gente ci rimetterebbe in tempo ed in soldi e, forse, anche in arrabbiature per parecchio tempo.
Il secondo problema - io ne sono convinto - è un problema di democrazia; ma, in questo, dobbiamo proprio andare a vedere se dobbiamo prendere noi delle lezioni di democrazia, quando vogliamo votare questa legge, oppure se devono prendere lezione di democrazia quelle persone che continuano ad ingannare il personale regionale, non dicendo delle falsità, ma non informando correttamente e diffusamente il personale.
Oggi mi sono divertito a fare un giro di telefonate, per contattare delle persone a vari livelli dell'Amministrazione regionale, ed ho scoperto che la stragrande maggioranza della gente - per non dire tutti - conosceva molto male questo tipo di accordo sindacale. Ma "informare" significa che, quando si apre la trattativa, le assemblee devono essere fatte non il giorno prima del 14 gennaio, giorno della convocazione da parte del Presidente della Giunta, ma si fanno prima, si fanno con calma e si fanno ragionando. Questa è la vera democrazia! Bisogna informare la gente e ascoltare i suoi pareri e non arrivare solo quando i giochi sono praticamente tutti chiusi e dire: "Bisogna costruire la piattaforma in due ore!". Io non credo che si debba accettare questo tipo di discorso.
C'è infine un problema di contenuti. Io sono convinto che il Presidente della Giunta abbia presentato questo disegno di legge come un accordo sindacale, come un accordo con i sindacati, e me ne sono convinto proprio leggendo questo tipo di comunicato che, apparentemente, lo sconfessa, perché l'unico contenuto che in esso hanno affrontato riguarda il fatto che "...a fronte della dichiarata disponibilità di unicità contrattuale per tutti i dipendenti regionali, respinge la proposta di legge, perché nel concreto disattende la predetta affermazione".
Qui viene messo in discussione, non il 20% di cui qualcuno si è fatto interprete in questo Consiglio, ma si mette in discussione solo il problema dell'unicità. Ma questo va contro qualsiasi logica, perché io questo l'ho letto, so l'italiano - magari non saprò il francese, ma l'italiano, grosso modo, lo so - e qui c'è scritta una cosa diversa: c'è scritto che il contratto è unico. Allora, non accetto lezioni e, se ci sono problemi di rapporti con il sindacato, questi vanno risolti, perché il sindacato ha, sicuramente, un grande ruolo, ma occorre ricordare che con questo provvedimento non si mette assolutamente in discussione la sua funzione; non solo, ma gli si offre una grande occasione per riprendere un serio discorso, nei prossimi mesi, per raggiungere un contratto completo, nel corso della stagione autunnale, potendo disporre per le trattative di un tempo di 9 o 10 mesi, altrimenti tutto sarebbe stato profondamente diverso.
Credo che dicendo queste cose, come rappresentante di Nuova Sinistra, io mi sia assunto una grossa responsabilità, ma non ho assolutamente paura, perché queste stesse cose le ho dette in altre sedi e le ripeterò continuamente, perché in esse credo profondamente. L'amministratore, anche quando amministra dai banchi dell'opposizione e con soli 79 voti di preferenza, ha una responsabilità di fronte a tutta la popolazione della Valle d'Aosta e, pertanto, non possiamo accettare che ci siano delle tensioni o dei problemi, a livello sindacale, che... Ma, santo Iddio! A me sembra che i sindacati, in questa occasione, si stiano comportando più come dei "Cobas", che come dei veri sindacati! Io credo nei sindacati e voglio che il sindacato riassuma il suo ruolo fondamentale, come elemento determinante di questa società! A me non sta bene che si metta a fare il "Cobas", rincorrendo, nelle ultime ventiquattro ore, istanze più o meno vaghe.
Pertanto, mi prendo la responsabilità di votare questo provvedimento e, se volete interpretare questo mio atteggiamento come un'offesa o come uno schiaffo ai sindacati, interpretatelo come volete: per me ha un significato esattamente contrario.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.
BAJOCCO (P.C.I.): È la prima volta che vedo il Presidente della Giunta che si arrabbia in un modo così spaventoso. Questa mattina ero anche preoccupato e mi sono detto: "Forse dovremo andare a chiamare l'U.S.L., perché gli verrà un infarto".
Ma voglio soffermarmi sul comunicato delle organizzazioni sindacali. È la prima volta, da 10 anni che siedo in questo Consiglio, che non si tiene in considerazione la volontà delle quattro organizzazioni sindacali e non solo di una. Non della sola C.G.I.L., perché se no si può pensare che si tratti di comunisti! In questo caso, invece, si tratta delle quattro organizzazioni sindacali, che chiedono al Consiglio regionale di sospendere la discussione della legge e, nel contempo, invitano il Presidente della Giunta regionale a riaprire la trattativa.
Non chiedono, quindi, la luna nel pozzo, ma chiedono solo di soprassedere, di ridiscutere per un attimo questa legge, per fare cerchio rotondo di quella piccola macchia che è rimasta ancora in sospeso.
Io ho lavorato in fabbrica per 42 anni. Ho lavorato per 42 anni e non per un anno solo! Ho lavorato e sto ancora lavorando, ma quello che mi ha veramente stupito, e credetemi, perché ve lo dico veramente dal profondo del cuore... Se io fossi stato eletto Consigliere regionale, provenendo o dalla segreteria del S.A.V.T. o dalla segreteria del sindacato C.I.S.L., credetemi, anche se fossi stato in maggioranza, in seguito alla presa di posizione delle loro organizzazioni sindacali, avrei detto: "Qui dobbiamo rivedere anche la maggioranza, perché c'è qualcosa che non quadra, perché, quando...".
(...INTERRUZIONE...)
BAJOCCO (P.C.I.): No, no, no! Perché qui - tanto per non fare nomi - abbiamo i Consiglieri Beneforti, da una parte, e Stévenin, dall'altra, che sono stati segretari sindacali sino a cinque anni fa ed oggi, guarda caso, i loro... e non hanno...
(...INTERRUZIONE...)
BAJOCCO (P.C.I.): No, no, non voglio provocare, no! Voglio dire che qualche cosa del loro passato sarà ancora rimasta dentro di loro e, forse, questa notte non dormiranno, ripenseranno e diranno: "Forse abbiamo sbagliato".
Io faccio un appello ai Consiglieri ex sindacalisti presenti, a quelli cioè che un tempo dovevano difendere i lavoratori, perché non sono convinto che abbiano tanto difeso i lavoratori, se oggi fanno i muti in questa situazione. Sono convintissimo che anche loro non abbiano molto difeso i sindacati!
Ecco, io vi invito a riflettere, ma è un vero peccato che io non possa andare là. Non voto, ma mi astengo, come il mio Capogruppo mi ha indicato.
PRESIDENTE: Se nessun altro Consigliere intende prendere la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 1, presentato dal Presidente della Giunta.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2.
Articolo 2
(Area di applicazione)
1. La presente legge si applica a tutto il personale di cui al precedente articolo 1 compreso il personale appartenente al Corpo Forestale Valdostano.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento sostitutivo presentato dal Presidente della Giunta all'articolo 2.
EMENDAMENTO
L'articolo 2 è sostituito dal seguente:
Articolo 2
(Area di applicazione)
1. La presente legge si applica a tutto il personale di cui al precedente articolo 1, compreso il personale appartenente al Corpo Forestale Valdostano ed il personale non docente appartenente alle istituzioni scolastiche ed educative della Regione.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 2, testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE:Do lettura del quarto emendamento al disegno di legge, proposto dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Gli articoli 3, 4, 5 e 6 sono compresi nel capo che assume la seguente denominazione:
CAPO I
Personale non inquadrato nei livelli funzionali
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3.
Articolo 3
(Trattamento economico)
1. Con decorrenza dal 1° gennaio 1988, al personale inquadrato nelle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali è attribuito rispettivamente il trattamento economico previsto per le qualifiche di Dirigente superiore e di Primo dirigente dell'Amministrazione civile dello Stato, dal decreto legge 10 maggio 1986, n. 154, convertito in legge 11 luglio 1986, n. 341, recante disposizioni in materia di trattamento economico dei dirigenti dello Stato e delle categorie ad essi equiparate.
2 .Le nuove misure del compenso incentivante spettanti al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali decorrono, come per le corrispondenti qualifiche del personale statale, dal 1° maggio 1986.
3 .A decorrere dalla stessa data, al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali del Corpo Forestale Valdostano, l'indennità mensile di cui all'art. 3 della legge regionale 28 dicembre 1984, n. 74, concernente norme sul Corpo Forestale Valdostano, compete in misura uguale a quella dei corrispondenti gradi del personale statale.
4. Nel caso di ulteriori modificazioni del trattamento economico dei Dirigenti dell'Amministrazione dello Stato, la Giunta regionale sottopone, entro tre mesi, la questione al Consiglio regionale per le determinazioni del caso, nel rispetto della competenza legislativa della Regione in materia di ordinamento del personale.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 3, presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Il secondo comma dell'articolo 3 è così modificato:
2. Le nuove misure del compenso incentivante spettanti al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali decorrono, come per le corrispondenti qualifiche del personale statale, dal 1° maggio 1986.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23.
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 3 presentato dal Consigliere Mafrica.
EMENDAMENTO
Al 4° comma dell'articolo 3, dopo l'espressione "la Giunta regionale sottopone," aggiungere "sentite tutte le organizzazioni sindacali interessate,".
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 24 (Aloisi, Beneforti, Berti, Bondaz, Borbey, Breuvé, Chabod, De Grandis, Faval, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Sandri, Stévenin, Tamone, Torrione e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3 nel testo emendato.
CAPO I
PERSONALE NON INQUADRATO NEI LIVELLI
FUNZIONALI
Articolo 3
(Trattamento economico)
1. Con decorrenza dal 1° gennaio 1988, al personale inquadrato nelle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali è attribuito rispettivamente il trattamento economico previsto per le qualifiche di Dirigente superiore e di Primo dirigente dell'Amministrazione civile dello Stato, dal decreto legge 10 maggio 1986, n. 154, convertito in legge 11 luglio 1986, n. 341, recante disposizioni in materia di trattamento economico dei dirigenti dello Stato e delle categorie ad essi equiparate.
2 .Le nuove misure del compenso incentivante spettanti al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali decorrono, come per le corrispondenti qualifiche del personale statale, dal 1° maggio 1986.
3. A decorrere dalla stessa data, al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali del Corpo Forestale Valdostano, l'indennità mensile di cui all'art. 3 della legge regionale 28 dicembre 1984, n. 74, concernente norme sul Corpo Forestale Valdostano, compete in misura uguale a quella dei corrispondenti gradi del personale statale.
4. Nel caso di ulteriori modificazioni del trattamento economico dei Dirigenti dell'Amministrazione dello Stato, la Giunta regionale sottopone, entro tre mesi, la questione al Consiglio regionale per le determinazioni del caso, nel rispetto della competenza legislativa della Regione in materia di ordinamento del personale.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3 nel testo emendato testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4.
Articolo 4
(Abilitazioni professionali)
1. Al personale regionale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vice dirigenziali, in possesso del diploma di laurea e dell'abilitazione all'esercizio di libere professioni, che svolga tali attività nell'esercizio delle sue mansioni, è riconosciuta un'abbreviazione di due anni nella progressione economica.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4 testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 5.
Articolo 5
(Orario di lavoro)
1. La maggiorazione dell'orario settimanale di servizio prevista dall'articolo 22 della legge regionale 30 aprile 1980, n. 18, recante norme sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione, è estesa al personale appartenente alle qualifiche vice dirigenziali.
2. Eventuali modifiche disposte con leggi dello Stato per il corrispondente personale possono essere estese con deliberazione della Giunta al personale regionale.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 5 testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6.
Articolo 6
(Trattamento economico in caso di avanzamento)
1. In caso di avanzamento alle qualifiche di vice dirigente, al personale è attribuita, nella nuova qualifica, l'anzianità utile agli effetti economici corrispondente alla metà dell'anzianità maturata, agli stessi effetti, nel livello di provenienza alla data dell'avanzamento.
2. A decorrere dal 1° gennaio 1988 la posizione economica conseguita dal personale già inquadrato nelle qualifiche vice dirigenziali con le modalità di cui all'articolo 27 della legge regionale 30 aprile 1980, n. 18, è rideterminata sulla base di quanto disposto dal precedente primo comma, fatti salvi gli eventuali casi in cui l'anzianità in tal modo rideterminata risulti inferiore a quella riconosciuta per effetto del citato articolo 27 della legge regionale 30 aprile 1980, n. 18.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 6 testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 7.
TITOLO II
DISPOSIZIONI VARIE E FINALI
Articolo 7
(Accesso alle qualifiche vice dirigenziali)
1. In attesa che la Regione provveda alla nuova disciplina per l'accesso alle qualifiche vice dirigenziali, non possono essere banditi i relativi concorsi per la nomina ai posti vacanti.
2. Possono, comunque, essere espletati i concorsi già banditi dall'Amministrazione regionale alla data di entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE: Do lettura degli emendamenti sostitutivi presentati all'articolo 7 dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Dopo il CAPO I è aggiunto il seguente
CAPO II
Livelli funzionali
EMENDAMENTO
Articolo 7
(Acconto)
1. In attesa che con apposito provvedimento di legge si definisca il trattamento economico contrattuale 1° gennaio 1988 - 31 dicembre 1990, al personale di cui al precedente articolo 2 è corrisposto un acconto sui futuri miglioramenti economici pari a lire 200 (duecento) mensili lorde per punto parametrale.
2. L'acconto di cui al precedente comma è utile agli effetti dello sviluppo orizzontale di carriera ed è corrisposto anche sulla tredicesima mensilità.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione gli emendamenti testé letti.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 8.
Articolo 8
(Completamento dell'orario di servizio)
1. Il personale appartenente alle qualifiche vice dirigenziali è tenuto, per la maggiorazione di cui all'articolo 5 della presente legge, al completamento dell'orario di servizio con decorrenza dal 1° maggio 1986 e fino al termine del mese in cui entra in vigore la presente legge.
2. In caso di mancato completamento dell'orario il predetto personale perde il diritto, per lo stesso periodo, alla corresponsione del compenso incentivante di cui al secondo comma dell'articolo 3 della presente legge.
3 .La dichiarazione di completamento dell'orario di servizio è sottoscritta dal dipendente entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 8, presentato dal Consigliere Mafrica.
EMENDAMENTO
Sopprimere il 2° comma dell'emendamento n° 8 presentato dalla Giunta regionale.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 23 (Beneforti, Berti, Bondaz, Borbey, Breuvé, Chabod, De Grandis, Faval, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Sandri, Stévenin, Tamone, Torrione e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Do lettura del nuovo testo dell'articolo 8, presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Articolo 8
(Compenso incentivante)
1. In attesa dell'emanazione di apposite disposizioni regionali al personale è attribuito il compenso incentivante, a decorrere dal 1° gennaio 1988, con gli stessi criteri, modalità e misure previsti per il personale statale.
2. Fino a che non saranno stabiliti i criteri e le modalità, di cui al precedente comma, adattati alla particolare situazione della Regione Valle d'Aosta, la misura del compenso incentivante è pari all'80% di quella stabilità per il personale statale quale risulta dalla tabella allegata al D.P.C.M. 13 aprile 1984.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura del nono emendamento al disegno di legge, presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Nel TITOLO II (Disposizioni varie e finali) l'articolo 7 assume la numerazione di articolo 9.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do pertanto lettura dell'articolo 9.
TITOLO II
DISPOSIZIONI VARIE E FINALI
Articolo 9
(Accesso alle qualifiche vice dirigenziali)
1. In attesa che la Regione provveda alla nuova disciplina per l'accesso alle qualifiche vice dirigenziali, non possono essere banditi i relativi concorsi per la nomina ai posti vacanti.
2. Possono, comunque, essere espletati i concorsi già banditi dall'Amministrazione regionale alla data di entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE: Do lettura del decimo emendamento al disegno di legge, presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
L'articolo 8 è soppresso e sostituito con il seguente che assume la numerazione di articolo 10
Articolo 10
(Indennità di bilinguismo)
1. A decorrere dal 1° gennaio 1988 al personale regionale di cui al precedente articolo 2 è attribuita l'indennità mensile di bilinguismo nelle seguenti misure lorde:
a) personale non inquadrato nei livelli funzionali: lire 210.405;
b) personale appartenente alla terza fascia funzionale: lire 175.338;
c) personale appartenente alla seconda fascia funzionale: lire 140.270;
d) personale appartenente alla prima fascia funzionale: lire 126.243.
2. I criteri e le modalità per la corresponsione dell'indennità di bilinguismo, corrispondenti agli analoghi criteri e modalità previsti per la corresponsione al personale statale dell'indennità speciale di seconda lingua di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 454, sono quelli previsti dal protocollo d'intenti sottoscritto in data 22 dicembre 1987 dal Presidente della Giunta regionale, dai rappresentanti della Commissione del Consiglio della Valle e dalle Organizzazioni Sindacali C.I.S.L., C.G.I.L., S.A.V.T. e U.I.L., che sarà recepito con atto amministrativo del Consiglio regionale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'undicesimo emendamento al disegno di legge, presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
Dopo il nuovo articolo 10 è aggiunto il seguente:
Articolo 11
(Disposizioni varie)
1. Con atto amministrativo del Consiglio regionale saranno altresì recepiti gli accordi tra il Ministero per la Funzione Pubblica e la Regione per l'attribuzione dell'indennità di bilinguismo spettante anteriormente alla data del 1° gennaio 1988.
2. Gli importi di cui al terzo comma dell'articolo 15 della legge regionale 16 settembre 1986, n. 54, concernente disposizioni sul personale, sono aumentati del quattro per cento per l'anno 1986 e di un ulteriore quattro per cento per l'anno 1987.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento presentato dal Presidente della Giunta all'articolo 12.
EMENDAMENTO
Nel TITOLO II (Disposizioni varie e finali) l'articolo 9 assume la numerazione di articolo 12.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do pertanto lettura dell'articolo 12.
Articolo 12
(Abrogazione di norme)
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le disposizioni di cui al terzo e quarto comma dell'articolo 27 della legge regionale 30 aprile 1980, n. 18.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 12 testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 10.
Articolo 10
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato in complessive £. 2.114 milioni per l'anno 1988 ed in annue £. 1.761 milioni a decorrere dal 1989 graverà sui capitoli indicati al successivo articolo 11 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.
2. Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede:
- per l'esercizio 1988 mediante riduzione per Lire 2.114 milioni dello stanziamento previsto al capitolo 50000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali - Spese correnti" a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 concernente il rinnovo contrattuale del personale regionale; su detto intervento risulta, quindi, disponibile la minor somma di Lire 6.886 milioni;
- per gli esercizi 1989 e 1990 mediante utilizzo per Lire 3.522 milioni delle risorse disponibili già iscritte al programma 1.2. "personale regionale" del bilancio pluriennale 1988/1990;
- a decorrere dal 1989 gli oneri necessari saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 10 presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
L'articolo 10 è soppresso e sostituito con il seguente che assume la numerazione di articolo 13.
Articolo 13
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato in complessive £. 16.000 milioni per l'anno 1988 ed in annue £. 7.500 milioni a decorrere dal 1989 graverà sui capitoli indicati al successivo articolo 14 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.
2. Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede:
- per l'esercizio 1988:
a) quanto a £. 10.000 milioni mediante riduzione di pari importo dello stanziamento previsto al capitolo 50000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali - spese correnti" a valere sui seguenti accantonamenti iscritti all'allegato n. 8 al bilancio di previsione per l'anno in corso:
- Rinnovo contrattuale del personale regionale comprensivo del premio incentivante la produttività, per gli anni 1986/1987, per £. 9.000 milioni.
- Istituzione di un ruolo per l'inquadramento dei vigili del fuoco, per £. 1.000 milioni; su detto intervento risulta, quindi, disponibile la minor somma di £. 143.750.000.
b) Quanto a £. 6.000 milioni mediante iscrizione di maggiore entrata prevista sul capitolo 300 "Tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent" del bilancio per l'esercizio in corso.
- per gli esercizi 1989 e 1990 mediante utilizzo per £. 15.000 milioni delle risorse già iscritte al programma "1
- 2 - personale regionale" del bilancio pluriennale 1988/1990.
- a decorrere dal 1989 gli oneri necessari saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 11.
Articolo 11
(Variazioni di bilancio)
1. Alla parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1988 sono apportate le seguenti variazioni:
in diminuzione:
Cap. 5000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali
(Spese correnti)"
£. 2.114.000.000
in aumento:
Cap. 20900 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - Stipendi e altri assegni fissi"
£ 1.223.000.000
Cap. 20910 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - Contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi"
£ 370.000.000
Cap. 20950 "Compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi della Regione"
£ 85.000.000
Cap. 20951 "Contributi diversi a carico dell'Ente su compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi della Regione"
£ 9.000.000
Cap. 21200 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale"
£ 300.000.000
Cap. 21201 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale"
£. 35.000.000
Cap. 21355 "Spese per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint-Vincent - Stipendi e altri assegni fissi"
£. 52.000.000
Cap. 21356 "Spese per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di St.-Vincent - Contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi"
£ 16.000.000
Cap. 21360 "Compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di St.-Vincent"
£ 5.000.000
Cap. 21361 "Contributi diversi a carico dell'Ente su compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di St.-Vincent"
£ 1.000.000
Cap. 21380 "Spese per conguaglio stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovute in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di St.-Vincent"
£ 16.000.000
Cap. 21381 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse, dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di St.-Vincent"
£ 2.000.000
TOTALE IN AUMENTO £ 2.114.000.000
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 11 presentato dal Presidente della Giunta.
EMENDAMENTO
L'articolo 11 è soppresso e sostituito con il seguente, che assume la numerazione di articolo 14.
Articolo 14
(Variazione di bilancio)
1. Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1988 sono apportate le seguenti variazioni:
Parte Entrata:
in aumento
cap. 300 "Tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent"
£ 6.000.000.000
Parte Spesa:
in diminuzione
cap. 50000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali
(spese correnti)" £ 10.000.000.000
in aumento
cap. 20900 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - Stipendi e altri assegni fissi"
£ 3.938.000.000
cap. 20910 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - Contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi"
£ 428.000.000
cap. 21200 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale"
£ 4.553.000.000
cap. 21201 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale"
£ 495.000.000
cap. 21355 "Spese per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint-Vincent - Stipendi e altri assegni fissi"
£ 230.000.000
cap. 21356 "Spese per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint-Vincent - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi ed altri assegni fissi"
£ 25.000.000
cap. 21380 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint-Vincent"
£. 256.000.000
cap. 21381 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint-Vincent"
£. 28.000.000
cap. 26560 "Spese per il personale regionale addetto alla viabilità - stipendi ed altri assegni fissi"
£ 239.000.000
cap. 26561 "Spese per il personale regionale addetto alla viabilità - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi"
£ 26.000.000
cap. 26590 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto alla viabilità"
£ 266.000.000
cap. 26591 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto alla viabilità"
£ 30.000.000
cap. 29070 "Spese per il Corpo Forestale regionale - stipendi e altri assegni fissi"
£ 407.000.000
cap. 29071 "Spese per il Corpo Forestale regionale - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi"
£. 45.000.000
cap. 29100 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il Corpo Forestale regionale"
£. 465.000.000
cap. 29101 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il Corpo Forestale regionale"
£. 51.000.000
cap. 37080 "Spese per il personale addetto all'assistenza ed al controllo delle manifestazioni culturali e folcloristiche organizzate dalla Regione - Stipendi e altri assegni fissi"
£ 169.000.000
cap. 37081 "Spese per il personale addetto all'assistenza ed al controllo delle manifestazioni culturali e folcloristiche organizzate dalla Regione - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi"
£ 19.000.000
cap. 37095 "Spese per conguagli stipendi e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale addetto all'assistenza ed al controllo delle manifestazioni culturali e folcloristiche organizzate dalla Regione"
£ 183.000.000
cap. 37096 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale addetto all'assistenza ed al controllo delle manifestazioni culturali e folcloristiche organizzate dalla Regione"
£ 21.000.000
cap. 38060 "Spese per il personale regionale addetto alle Funivie Buisson-Chamois - Stipendi e altri assegni fissi" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ . 51.000.000
cap. 38061 "Spese per il personale regionale addetto alle Funivie Buisson-Chamois - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ 6.000.000
cap. 38075 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto alle Funivie Buisson-Chamois" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ 68.000.000
cap. 38076 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto alle Funivie Buisson-Chamois" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ 8.000.000
cap. 41650 "Spese per interventi assistenziali a favore di soggetti handicappati psicofisici, nonché di ciechi e sordomuti"
l.r. 18.3.1987, n. 19 art. 1
£ 133.000.000
cap. 42605 "Spese per il personale regionale addetto al "centro valdostano di soggiorno di Sanremo - centre valdôtain de séjour de Sanremo" - stipendi e altri assegni fissi" l.r. 28.12.1984, n. 81
£ 30.000.000
cap. 42606 "Spese per il personale regionale addetto al "centro valdostano di soggiorno di Sanremo - centre valdôtain de séjour de Sanremo" - contributi diversi a carico dell'ente su stipendi e altri assegni fissi"
l.r. 28.12.1984, n. 81
£ 3.000.000
cap. 42620 "Spese per conguagli stipendi e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto al "centro valdostano di soggiorno di Sanremo - centre valdôtain de séjour de Sanremo"
l.r. 28.12.1984, n. 81
£ 34.000.000
cap. 42621 "Contributi diversi a carico dell'ente su conguagli stipendi e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto al "centro valdostano di soggiorno di Sanremo-centre valdôtain de séjour de Sanremo"
l.r. 28.12.1984, n. 81
£ 4.000.000
cap. 43150 "Personale non docente - stipendi e altri assegni fissi"
£ 1.342.000.000
cap. 43155 "Personale non docente - contributi diversi a carico dell'ente su stipendi e altri assegni fissi"
£ 144.000.000
cap. 43156 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale non docente"
£ 1.485.000.000
cap. 43157 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale non docente"
£ 160.000.000
cap. 43350 "Personale dell'Istituto B. Gervasone" - stipendi, indennità ed altri assegni fissi"
l.r. 26.6.1972, n. 11
l.r. 7.3.1973, n. 8
l.r. 30.7.1986, n. 36
£ 71.000.000
cap. 43360 "Personale dell'Istituto "B. Gervasone" - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi, indennità ed altri assegni fissi"
l.r. 26.6.1972, n. 11
l.r.7.3.1973, n 8
l.r. 30.7.1986, n. 36
£ 8.000.000
cap. 43361 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale dell'Istituto "B. Gervasone" l.r. 26.6.1972, n. 11
l.r.7.3.1973, n. 8
l.r. 30.7.1986, n. 36
£ 79.000.000
cap. 43362 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale dell'Istituto "B. Gervasone" l.r. 26.6.1972, n. 11
l.r. 7.3.1973, n. 8
l.r. 30.7.1986, n. 36
£ 9.000.000
cap. 43400 "Stipendi, indennità e competenze fisse al personale non docente del Convitto regionale "L. Chabod"
l. 16.5.1978, n. 196 art. 31 l.r. 27.12.1979, n. 81
£ 171.000.000
cap. 43410 "Personale non docente del Convitto regionale "L. Chabod" - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi, indennità e competenze fisse.
l. 16.5.1978, n. 196 art. 31 l.r. 27.12.1979, n. 81
£ 19.000.000
cap. 43411 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale non docente del Convitto regionale "L. Chabod"
l. 16.5.1978, n. 196 art. 31 l.r. 27.12.1979, n. 81
£ 192.000.000
cap. 43412 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale non docente del Convitto regionale "L. Chabod"
l. 16.5.1978, n. 196 art. 31 l.r. 27.12.1979, n. 81
£ 21.000.000
cap. 46500 "Spese per il personale regionale addetto alla custodia dei castelli - stipendi e altri assegni fissi" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£. 37.000.000
cap. 46501 "Spese per il personale regionale addetto alla custodia dei castelli - contributi diversi a carico dell'Ente su stipendi e altri assegni fissi" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ 4.000.000
cap. 46515 "Spese per conguagli stipendi, premi in deroga e competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto alla custodia dei castelli" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ 42.000.000
cap. 46516 "Contributi diversi a carico dell'Ente su conguagli stipendi, premi in deroga, competenze fisse dovuti in applicazione di leggi e di regolamenti per il personale regionale addetto alla custodia dei castelli" (Servizio rilevante ai fini IVA)
£ 5.000.000
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 12, che, nella stesura finale del disegno di legge, assume la numerazione di articolo 15:
Articolo 15
(Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede a parola, pongo in votazione l'articolo 15, testé letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi per votazione segreta sul complesso della legge.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 23
Favorevoli: 21
Contrari: 2
Astenuti: 7 (Aloisi, Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)
Il Consiglio approva
