Oggetto del Consiglio n. 3509 del 24 febbraio 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3509/VIII - DIFFICOLTÀ BUROCRATICHE FRAPPOSTE ALLA NOMINA DI UN INSEGNANTE VALDOSTANO, VINCITORE DI UN CONCORSO PUBBLICO PRESSO LA SEDE DI LIEGI. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Cout.
INTERPELLANZA
APPRESA da fonte sindacale l'esistenza di difficoltà burocratiche frapposte alla nomina di un insegnante valdostano, vincitore di un concorso pubblico, presso la sede di Liegi;
RITENUTO utile per la scuola valdostana che propri insegnanti possano avvalersi di esperienze in un altro paese, nel caso considerato tra l'altro francofono,
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore competente per conoscere:
1) quali siano le difficoltà tecniche che hanno finora impedito la nomina dell'insegnante interessato nella sede estera a lui assegnata;
2) quali siano le intenzioni della Giunta in ordine ai provvedimenti da prendere per risolvere un problema particolare, ma con interessanti risvolti sul piano dei rapporti tra la Regione, lo Stato e altri paesi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Il problema che illustro adesso può sembrare particolare, ma ha delle importanti implicazioni per quanto attiene alla scuola valdostana. Si tratta del problema degli insegnanti valdostani che vincono una cattedra all'estero. Nel caso particolare si tratta di insegnanti che andranno a lavorare in scuole estere ed in ambienti francofoni, per cui dovremmo essere particolarmente interessati.
Faccio, prima di tutto, una considerazione generale sull'opportunità di questi scambi. Noi crediamo che, con l'abbattimento delle barriere che si sta attuando in Europa, lo scambio di esperienze tra insegnanti di diversi Paesi sia un fattore positivo per la comprensione tra i diversi popoli e per la comunicazione di esperienze diverse. Diamo, quindi, un giudizio positivo su questo aspetto. Crediamo, pertanto, che l'Amministrazione regionale debba fare quanto possibile per favorire gli insegnanti che hanno scelto di partecipare a concorsi piuttosto severi, ottenendo buoni risultati e superando magari anche delle prove di francese.
Si è venuta a creare, però, una situazione complessa che a nostro giudizio ha elementi un po' assurdi ed un po' grotteschi. Gli insegnanti, cioè, hanno vinto un concorso all'estero, ma si tratta ora di vedere chi li autorizza a recarsi all'estero e chi li deve pagare. Questa è la sostanza del discorso.
Esiste un complesso di norme, certamente difficili da sbrogliare, ma che a nostro giudizio devono essere affrontate anche con una certa volontà politica.
In poche parole, per andare all'estero gli insegnanti devono essere collocati fuori ruolo, devono avere, cioè, un "nulla osta". Ricevono una parte di rimborso spese - un assegno mensile - da parte del Ministero degli Esteri ed hanno diritto ad un trattamento "metropolitano" da parte dell'amministrazione di appartenenza.
In questo caso, tra la nostra Regione ed il Ministero della Pubblica Istruzione, si è aperta una controversia molto complessa, che io cerco di illustrare - anche se nell'interpellanza ne ho chiesto conto all'Assessore - così come mi è sembrato di averla capita. L'Assessore potrà fare, poi, le sue valutazioni.
Per gli insegnanti della Valle d'Aosta esiste la situazione normata dal D.P.R. n. 861 nel quale si stabilisce che gli insegnanti sono inseriti nei ruoli regionali, ma hanno diritto al trattamento giuridico, economico e di carriera previsto per il restante personale dello Stato.
In questo caso, siccome è in discussione la questione di chi deve concedere il "nulla osta", di chi deve disporre il collocamento fuori ruolo e di chi deve poi pagare quella parte di stipendio che serve anche per mantenere legato all'Amministrazione di partenza l'insegnante, ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale, almeno per quello che ci risulta, c'è il Ministero della Pubblica Istruzione che dice: "Cara Valle d'Aosta, questi insegnanti sono insegnanti regionali. Il relativo nulla osta per il collocamento fuori ruolo ed il relativo pagamento sono di tua competenza".
Ho sotto mano una lettera, nella quale il Ministero della Pubblica Istruzione scrive alla Regione Autonoma della Valle d'Aosta:
"...al Ministero Affari Esteri. Si ribadisce che questa amministrazione non è competente a concedere il nulla osta al comando dell'insegnante interessato, in quanto il suddetto non è dipendente di questo Ministero, ma dell'Amministrazione regionale...".
Assessore Faval, la cosa che io trovo un pochino strana è che sia proprio la nostra Amministrazione a sostenere, in documentazioni sulle quali, forse, lei non ha potuto sinora fare un intervento di tipo politico e che sicuramente sono rispettose delle norme, pur risultando sempre interpretazioni strane, che la concessione del "nulla osta" per il collocamento fuori ruolo ed il pagamento di quegli insegnanti spettano al Ministero della Pubblica Istruzione. Mi sembra che tutto ciò costituisca una situazione un pochino assurda e mi auguro - e questa è la domanda - che il potere politico e la Giunta regionale riescano a sbrogliare questa situazione, con opportuni provvedimenti legislativi, se necessario, ma prima ancora con un accordo da ricercare in sede politica. Non possiamo pensare, infatti, che delle persone disposte a recarsi all'estero per fare un'esperienza da riportare nella scuola valdostana, o delle persone che, in questo caso particolare, vanno a lavorare in aree francofone, si vedano impedite nel loro diritto e si vedano trattare peggio del personale di tutte le altre regioni, perché c'è questo conflitto di competenza in merito a chi spetti concedere il "nulla osta" e pagare una parte dello stipendio.
Noi chiediamo che si intervenga per risolvere questo problema. Vorremmo conoscere, in merito, le risposte dell'Assessore, augurandoci ovviamente che siano positive in relazione ad un impegno dell'Amministrazione per dare una soluzione, per il momento anche solo temporanea alla questione, e per poi risolvere, in tempi più lunghi, anche dal punto di vista legislativo le eventuali contraddizioni normative.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Le dernier mot du Conseiller Mafrica résume parfaitement la situation: il y a contradiction dans les lois. Ici, nous avons une administration de l'Etat qui établit d'utiliser du personnel qui ne lui appartient pas. En ce qui nous concerne, nous avons signalé au Ministère que nous étions disposés à laisser la liberté au professeur désireux par exemple d'aller à Liège. Mais, puisqu'il s'agit d'une administration de l'Etat - entre autres, c'est le Ministère des Affaires étrangères qui demande d'utiliser les professeurs dans les écoles italiennes installées à l'étranger et par conséquent c'est ce dernier qui devrait en assumer la charge - on ne peut demander à l'Administration régionale de payer cet enseignant qui occupe un poste à la demande du dit Ministère.
Nous sommes les premiers à partager l'idée de l'utilité de l'expérience, au cas où ce professeur reviendrait un jour. Malheureusement, les lois actuelles ne permettent pas d'agir ainsi.
Nous avons d'autres exemples: un professeur qui est en Espagne et dans ce cas c'est l'université espagnole qui le paie; un autre qui est en Chine, mais lui, a une bourse d'études. Ici c'est l'Administration de l'Etat qui demande à une autre administration de pouvoir se servir de personnel sans vouloir le payer. Je ne veux pas ennuyer le Conseil en m'étendant trop sur le sujet; j'ai le rapport. Nous pouvons essayer d'oeuvrer pour que le corps enseignant valdôtain puisse bénéficier de certaines possibilités.
L'absurde de l'histoire est qu'à ce concours, on n'aurait même pas dû accepter la demande du professeur en question, car ceux-ci ne sont prévus que pour les enseignants dépendant du ministère de l'Instruction publique. C'est absurde, c'est vrai; il faut régler la question d'une manière différente, mais si l'on délibère une chose de ce genre, le Président de la Commission de Coordination nous l'annulera.
Nous sommes néanmoins décidés à étudier la question avec le Ministère en vue de modifier la situation.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Non siamo per nulla soddisfatti della risposta dell'Assessore, per due motivi. Innanzitutto per una sua eccessiva semplificazione della situazione. L'Assessore, infatti, dice: "L'insegnante è stato messo a disposizione del Ministero degli Affari Esteri e non lavora più per l'Amministrazione regionale e, pertanto, che senso ha che siamo noi a pagarlo?".
Per il restante personale, escluso quello della Valle d'Aosta, c'è un assegno mensile che viene dato dal Ministero degli Esteri, mentre un'altra parte dello stipendio, denominata "assegno metropolitano", viene pagata dall'Amministrazione di appartenenza che, nell'analogia da noi fatta, non utilizza quel personale, proprio perché l'ha messo a disposizione di un altro servizio. Quella parte, quindi, del ragionamento dell'Assessore, non mi risulta convincente.
Se noi vogliamo sostenere che l'Amministrazione di appartenenza è quella valdostana, l'analogia dovrebbe dire che spetta alla nostra Regione concedere il "nulla osta" e pagare lo stipendio metropolitano. Si tratta, del resto, di cifre così irrisorie nel bilancio regionale che, se non si trattasse di una questione di principio, non dovrebbero frapporsi problemi di sorta.
La questione di principio, a mio parere, - ma mi riferisco, ovviamente, ad un Assessore che fa parte di una forza autonomistica - dovrebbe essere proprio opposta: se l'Amministrazione regionale intervenisse, recependo quanto più è possibile la titolarità dei propri insegnanti, farebbe un'azione che andrebbe appunto nel senso sinora indicato.
Io non credo che si possano tenere gli insegnanti della Valle d'Aosta in una condizione tale da farli beneficiare di minori diritti degli insegnanti delle altre regioni, quando invece dovrebbero averne di più...
(...INTERRUZIONE dell'Assessore FAVAL...)
Scusa, ma se gli insegnanti della Valle d'Aosta non possono neppure partecipare ad un concorso per andare all'estero...
(...INTERRUZIONE dell'Assessore FAVAL...)
Sì, ma rispetto a questo problema si vengono a trovare in una condizione diversa e non ci saranno più insegnanti che vorranno partecipare a questi concorsi, proprio perché la Regione Valle d'Aosta non vuole pagare lo stipendio metropolitano. Mi sembra una cosa del tutto assurda. Io sono dell'idea che la Giunta regionale debba riconsiderare questo problema.
L'Assessore sostiene che il Presidente della Commissione di Coordinamento boccerebbe un provvedimento del genere. Ma se è lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione che vi scrive di assumere quel provvedimento, come può il rappresentante del Governo bocciare un provvedimento richiesto dallo stesso Governo? Mi sembra proprio che si tratti di una situazione alla Ionesco.
(...INTERRUZIONE dell'Assessore FAVAL...)
Io non metto in dubbio che esistano delle difficoltà legislative, ma, appellandomi alla sensibilità dell'Amministrazione, ho chiesto un intervento politico per cercare di risolvere questi casi concreti, che sono più di uno, tant'è che alcuni insegnanti, pur avendo partecipato alle prove scritte di certi concorsi, non parteciperanno più a quelle orali, proprio a causa della discussione in corso tra la Regione ed il Ministero della Pubblica Istruzione su chi debba pagare l'assegno metropolitano....
(...INTERRUZIONE dell'Assessore FAVAL...)
Secondo me, la Regione deve prendere un provvedimento provvisorio, di concerto con il Ministero della Pubblica Istruzione, per studiare dal punto di vista tecnico la soluzione legislativa che possa risolvere il problema. È questo l'impegno che noi vi chiediamo. Riconosciamo che si tratta di una questione particolare che, però, nei confronti della peculiarità dei ruoli della Valle d'Aosta, ha dei riflessi più significativi dell'importanza del singolo caso e, perciò, noi crediamo che si tratti di una questione da approfondire e da risolvere. Ad un problema che ha anche delle connotazioni politiche non può essere data una risposta puramente burocratica o "burrocratica" che sia. Cerchiamo, invece, di dargli una vera soluzione.
Si dà atto che alle ore 12,15 assume la Presidenza il Vicepresidente DOLCHI.
