Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3506 del 24 febbraio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3506/VIII - POLIGONO DI TIRO A SEGNO SITO IN REGIONE SAUMONT DEL COMUNE DI AOSTA. (Interrogazione e interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dal Consigliere Pedrini ed iscritta al punto n. 13 dell'ordine del giorno.

INTERROGAZIONE

Il sottoscritto Consigliere Regionale Liberale, visto recentemente un articolo sul Monitore Valdostano in riferimento all'attività del "Tira a segno" con sede in quel di Aosta zona Saumont, tenuto presente come questa attività-sport non solo interessa i valdostani ma, viste le richieste, moltissimi cittadini dell'alta Italia, sia per motivi di lavoro che di passatempo e che pertanto vi sarebbe un bacino di migliaia di persane a cui presentare la Valle d'Aosta come primaria anche in questo campo con un ritorno turistico di grande importanza

INTERROGA

L'Assessore competente per sapere se già in occasione di una relazione scritta presentata dal Dirigente Commissario del tiro a segno, si è pensato di affrontare il problema, se è in animo eventualmente di procedere a studiare ed immediatamente dare il via ai lavori richiesti dalla ristrutturazione del poligono dopo aver sentito e concordato con le Autorità militari ed il Comune di Aosta sui problemi connessi ed affrontabili per portare in porto questo giusto ed ambizioso disegno da mettere a disposizione della popolazione.

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Cout e Bajocco, ed iscritta al punto 20 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

Il tira a segno è stato istituito in Valle d'Aosta molto prima che nelle altre regioni d'Italia: infatti si fa risalire al 1427, ad opera di Amedeo III di Savoia, la costituzione di un organismo riguardante appunto il tiro a segno, mentre in Italia il tiro a segno nazionale è stato istituito nel 1861.

Ma vicende diverse, alcune delle quali hanno coinvolto un po' tutte le sezioni di tiro a segno d'Italia, hanno provocato in Valle delle difficoltà per una buona organizzazione di un tiro a segno rispondente alle aspettative dei frequentatori attuali e potenziali, numerosi e di varia estrazione.

L'accesso, infatti, è permesso a militari appartenenti alle forze dell'ordine, ad altre persone (valutate in Valle in un numero di almeno 500) cui necessita per motivi di lavoro ed a numerosi sportivi (il tira a segno è attività agonistica prevista nelle Olimpiadi) che potrebbero esservi attirati da varie regioni o nazioni, ed a tutti coloro, tra cui i cacciatori valdostani, che, in regolare possesso di un'arma per uso caccia od altri; hanno la necessità di poter provare o regolare la loro arma.

È anche opportuno sottolineare che l'iscrizione e l'accesso al tiro a segno sono strettamente regolamentati da permessi solo rispettando determinate regole e documentando alcuni requisiti concernenti i richiedenti.

Ad Aosta, con l'intervento dell'Amministrazione comunale, che ha garantito un minimo di strutture, e la buona e gratuita volontà di persone che hanno dato la loro disponibilità per la gestione, sono funzionanti in regione Saumont alcune linee di tiro per le carabine ad aria compressa o di calibro 22, in numero ridotto ed inadeguato alle reali esigenze e solo fino alla lunghezza di 50 metri.

La necessità per esaudire le richieste maggiori è di aumentare le linee di tiro istituendo nuove linee fino alla distanza di 300 metri per fucili di grosso calibro (ora mancanti - così come è evidenziato in una recente relazione preparata a cura dell'attuale Commissario della sezione di Aosta di tiro a segno), altre linee di tiro per specialità di arma corta e lunga ad avancarica (oggi inesistenti), altre ancora per tiro con pistola di grosso calibro e munizione ordinaria (inesistenti) oltre alle linee di tiro accademico (alcune inesistenti, altre da sistemare).

Con questi interventi e con il funzionamento di questi impianti la sezione di Aosta assumerebbe un particolare rilievo agli occhi degli sportivi italiani ed anche stranieri come una sezione, anche se non ciclopica nelle sue strutture, in grado di offrire ai praticanti di questo sport ampie possibilità di scelta.

Permetterebbe altresì, ad esempio, ai cacciatori che volessero provare o registrare la loro arma di farlo senza correre il pericolo di incorrere in infrazioni per cui è previsto l'immediato arresto, così come permetterebbe alle Guardie del Parco Nazionale del Gran Paradiso o alle Guardie forestali di provare le carabine date loro in dotazione, così alle varie persone che ne fanno uso per motivi di lavoro di provare le proprie armi e così ai militari di esercitare gli addestramenti necessari in un posto sicuro per tutti.

Per fare questo occorre, però, prevedere l'utilizzo degli adiacenti terreni militari del vecchio poligono o l'acquisto di altri terreni ed una spesa relativamente consistente per l'edificazione delle strutture necessarie.

Da più parti viene sottolineata la necessità di richiedere un interessamento ed un intervento dell'Amministrazione regionale.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta per sapere:

1) se intende farsi carico di una iniziativa tendente a risolvere il sentito problema dell'ampliamento e della ristrutturazione del poligono di tiro a segno in reg. Saumont, con la costruzione di nuove linee di tiro adeguate alle necessità ed in grado di garantire l'opportuna sicurezza;

2) se e come intende eventualmente affrontare il problema del rapporto con il Comune di Aosta per l'utilizzo dei terreni e delle strutture attuali e con le autorità militari per la messa a disposizione dei terreni attigui all'attuale poligono di tiro, il problema dell'acquisto di altri terreni e di un sostanziale aiuto o intervento diretto della regione per l'edificazione delle strutture necessarie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): A prima vista questo problema potrebbe sembrare di scarsa importanza, ma se lo si esamina più attentamente ci si accorge che presenta aspetti di notevole interesse. Scorrendo la storia, si può scoprine che la Valle d'Aosta è stata la prima regione ad istituire un tiro a segno ed ha preceduto, in questo, l'istituzione dei tiri a segno nazionali, avvenuta solo nel 1961. Si trattava, allora, di un tiro a segno con l'archibugio, ma si trattava pur sempre di un tiro a segno.

Se prendiamo in considerazione anche il tiro con l'arco e quello con la balestra, possiamo far risalire la presenza di gare ufficiali, organizzate in Valle, addirittura intorno al 1.100.

È interessante esaminare il numero delle persone che in un modo o in un altro si occupano di tale attività. Il tiro a segno interessa circa 2.000 cacciatori valdostani che, con le leggi attuali, incontrano seri problemi per provare le loro armi. Alcuni sostengono che il cacciatore è libero di andare a provare le armi dove vuole, mentre altri sostengono esattamente il contrario, sotto pena di arresto immediato. A questo punto, mi pare che il problema diventi piuttosto delicato.

Per frequentare un poligono di tiro ci si deve recare nelle regioni vicine, ma non sempre questo è possibile e, anzi, spesso ciò è molto disagevole, per il tempo che richiede e per il costo della frequenza.

In Valle d'Aosta ci sono oltre 500 persone che hanno bisogno di provare le loro armi per ragioni di lavoro. Più di 1.000 persone iscritte al poligono di tiro avrebbero bisogno di accedere al tiro a segno, oltre che per ragioni di lavoro, anche per ragioni sportive. Non bisogna dimenticare che il tiro a segno rientra tra le gare olimpioniche e numerosi valdostani, in diverse occasioni, hanno ottenuto lusinghieri risultati in questa specialità.

Oltre ai valdostani, un efficiente poligono in Valle d'Aosta potrebbe interessare - così avviene di solito negli altri poligoni italiani, svizzeri o francesi - anche numerosi sportivi di altre regioni italiane o d'oltre frontiera. Tale struttura interesserebbe senz'altro le Guardie del Parco Nazionale del Gran Paradiso e le Guardie forestali, perché vi potrebbero provare le armi che hanno in dotazione, cosa che oggi non possono fare perché non hanno un posto idoneo a tale scopo. A tale poligono, ovviamente, potrebbero accedere anche le forze militari e quelle addette all'ordine pubblico.

Diciamo che per consentire tutto ciò si devono superare diversi problemi. Una volta si poteva accedere al poligono di tiro con armi di un certo tipo, ma ora, dopo una ristrutturazione effettuata con il consenso del Comune di Aosta, vi si può accedere per il tiro con le pistole o con le carabine calibro 22 e, in alcuni casi, anche con le carabine ad aria compressa. Mancano, però, delle linee di tiro per tutti gli altri tipi di armi, per cui sarebbe opportuno procedere ad una ristrutturazione abbastanza consistente, per la quale si pone l'esigenza di reperire altri terreni, oppure di avere la disponibilità degli attigui terreni militari. Penso che questo problema potrebbe essere facilmente risolvibile con opportuni accordi con il Comando territoriale della zona militare Nord-Ovest.

Proprio perché si prospetta la delicata esigenza di avere rapporti con i Comandi militari e, al limite, con lo stesso Ministero della Difesa, sarebbe opportuno che intervenisse direttamente la Regione. Ciò potrebbe senz'altro agevolare la ricerca di una rapida soluzione per un problema che, a prima vista, come ho già avuto modo di ricordare, può sembrare di secondaria importanza, ma che interessa moltissime persone e può risolvere tanti problemi di grande delicatezza connessi all'uso delle armi.

A nostro parere si tratterebbe di creare una struttura nella quale, chi voglia far uso o provare le proprie armi, possa farlo in tutta tranquillità e sicurezza, per sé e per gli altri. Ciò eviterebbe anche delle complicazioni legali abbastanza pesanti cui si potrebbe incorrere qualora si dovessero incontrare funzionari o agenti molto fiscali che, magari, interpretano certe norme di legge in modo tipicamente personale, anche quando l'interpretazione è piuttosto discutibile.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Le problème soulevé par le Conseiller Pedrini et les Conseillers du groupe communiste fait l'objet de l'attention de l'Administration régionale depuis longtemps.

Nous avions effectivement considéré l'aspect de l'exigence des différents sports: l'Assesseur Lanièce avait en effet examiné les différents problèmes de la zone de Saumont et des infrastructures demandées par la Commune d'Aoste et, lors de la présentation du plan des interventions financées totalement ou en partie par l'Administration régionale, nous avions inclus ces infrastructures, dont le tir à l'arc, le tir à la cible.

Quant au problème formulé par monsieur Cout, l'Administration régionale avait pris en charge la possibilité d'acheter les terrains nécessaires à la nouvelle ligne de tir jusqu'à 300 mètres, car il y a deux types de problèmes.

Le premier est la disponibilité des terrains, même s'ils sont compris dans la zone "F" du plan d'aménagement de la ville d'Aoste. Le deuxième, dont a parlé le Conseiller Cout, concerne les rapports avec la Région militaire Nord-Ouest qui doit donner son avis favorable à l'utilisation du polygone de tir, par les militaires et les autres personnes intéressées.

J'ai également parlé avec l'ingénieur Crétier qui est chargé de faire une étude sur cette zone, afin d'avoir un projet définitif d'utilisation de la zone et celui-ci m'a informé des difficultés du point de vue de la sécurité de cette zone.

L'Administration régionale a l'exigence d'avoir ces deux disponibilités.

En ce qui concerne les terrains, après de longs pourparlers avec les propriétaires, nous avions même prévu des échanges car ils ne voulaient pas vendre. Nous attendons une réponse définitive mais sachez que nous sommes d'accord pour acheter si c'est possible.

Quant aux rapports avec les militaires la solution mixte serait envisageable, c'est-à-dire la possibilité d'utilisation du terrain et par les militaires et par les chasseurs, les professionnels, les forestiers, les gardes-chasse désireux d'essayer leurs armes.

Jusqu'à présent, la Région militaire Nord-Ouest avait toujours répondu négativement. A présent, compte tenu du nouveau protocole d'entente, les contacts ont repris et nous avons à nouveau soumis cette requête, en prévoyant un crédit pour la restructuration du polygone dans son ensemble, à condition bien sûr qu'il y ait effectivement la possibilité de l'utiliser. Voilà donc nos démarches.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): La risposta del Presidente è stata molto chiara. Insisto, tuttavia, sul fatto che i militari, stando a quanto mi risulta, occupano il poligono solo nei primi giorni della settimana, ma non lo occupano mai nei fine settimana, quando cioè vi confluiscono tanti forestieri, anche perché non sono molti i poligoni sparsi nelle zone limitrofe. Vicino a Milano, infatti, c'è un poligono che non riesce ad assorbire le esigenze dei milanesi, che tendono addirittura ad abbandonarlo.

Con il nostro tiro a segno, ristrutturato in modo efficiente, colmeremmo una grossa lacuna e potremmo favorire anche un notevole flusso turistico verso la nostra Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Ringraziando il Presidente della Giunta per la risposta alla nostra interpellanza, mi auguro che la questione possa essere risolta quanto prima.

Il Presidente della Giunta ha fatto riferimento a dei contatti con il proprietario dei terreni, ma mi pare che alcuni dovrebbero già appartenere al demanio militare, per cui questo problema potrebbe essere risolto con opportuni contatti con la Regione Militare Nord-Ovest e con il Ministero della Difesa.

Nel recente passato, sia il Ministro della Difesa sia le autorità militari non sono stati di parere eccessivamente contrario, tanto che allora sembrava potersi risolvere la questione che, poi, inaspettatamente si bloccò.

Mi auguro che, nel clima delle nuove relazioni e dei nuovi accordi tra la Valle d'Aosta ed il Comando della Regione militare Nord-Ovest, grazie anche all'interessamento diretto del Presidente della Giunta, si possano superare gli eventuali ostacoli ed avere presto buone notizie in merito.

PRESIDENTE: Signori Consiglieri, in attesa che l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Voyat rientri dalla sua missione a Roma, l'oggetto n. 15 all'ordine del giorno viene rinviato al pomeriggio di oggi.