Oggetto del Consiglio n. 3488 del 3 febbraio 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3488/VIII - RITIRO DELLA MOZIONE CONCERNENTE: "INDAGINE AMMINISTRATIVA SULLA SITUAZIONE CONTABILE DELL'AZIENDA DI SOGGIORNO E TURISMO DI COURMAYEUR".
PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Aloisi.
MOZIONE
CONSIDERATO CHE presso l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Courmayeur, perdura una grave situazione di illegalità contabile ed amministrativa;
E CHE l'entrata in vigore della legge n. 9 del 29.1.1987 avente per oggetto la "riforma dell'Organizzazione turistica della Regione", lungi dal risolvere la penosa gestione posta in essere dagli amministratori vecchi e nuovi dell'A.A.S.T. di Courmayeur, ha consentito il permanere di una impostazione illegittima nei riscontri amministrativi verificati dal Collegio dei revisori dei Conti con l'accertamento di ammanchi contabili dell'ordine di decine di milioni recenti e pregressi;
VISTO CHE l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni Cultuali, dinnanzi alla formale denuncia documentata degli illeciti amministrativi perpetrati, rispondendo ad una interrogazione consiliare presentata dallo scrivente, ha dichiarato che il Commissario dell'AAST di Courmayeur "dovrebbe attendere gli esiti della inchiesta giudiziaria prima di avviare la doverosa azione di contestazione degli addebiti e di recupero forzato delle somme sottratte dalla Cassa dell'Azienda derivanti dall'imposta di soggiorno";
E CHE, la dichiarazione dell'Assessore, non distinguendo il profilo penale della vicenda da quello prettamente amministrativo, risulta falsa fuorviante ed illegittima, e può essere ricondotta ad un chiaro invito rivolto al Commissario di non svolgere i suoi compiti di istituto, scaricando ogni responsabilità di controllo sui Revisori dei Conti, risuscitati con la deliberazione n. 3280/VIII del 25.11..87, che fornisce quella che eufemisticamente viene definita interpretazione autentica dell'art. 22 della legge regionale 29 gennaio 1987 n. 9, deliberazione con la quale si intende prorogare il Collegio dei Revisori dei Conti delle Aziende Autonome di Soggiorno;
ACCERTATO CHE, la risposta dell'Assessore al Turismo è falsa e fuorviante nonché illegittima per le seguenti ragioni:
a) in base al vigente Regolamento per la esecuzione della legge n. 1380 del 1 luglio 1926, sulle stazioni di cura, soggiorno, o turismo, modificata con regio decreto legge n. 1193 del 23 giugno 1927, spetta al Presidente - ai sensi dell'art. 9 - firmare i mandati di pagamento, le reversali e tutti gli atti in genere dell'Azienda, avendone egli la rappresentanza giuridica e sovrintendendo a tutto l'andamento dei servizi che dipendono dalla stazione turistica;
b) ai sensi dell'art. 11 del citato regolamento, è compito del Segretario - tra l'altro - controfirmare i mandati di pagamento, le reversali ecc. ecc.;
c)ai sensi dell'art. 23, l'incaricato dei servizi di cassa, prima di assumere l'ufficio, deve prestare la cauzione o il supplemento di cauzione;
d) il Presidente - ai sensi dell'art. 24 - deve verificare almeno una volta ogni bimestre lo stato di cassa dell'Azienda, nonché la tenuta della relativa contabilità redigendo i verbali da comunicare per copia alla Amministrazione comunale ed alla Prefettura;
ED INOLTRE, appurato che, ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 1042 del 27.8.1960, spetta al Presidente - nella fattispecie al commissario - in base all'art. 8, "emanare gli atti occorrenti al regolare funzionamento dell'Ente";
E CHE in base al IV comma dell'art. 22 della legge regionale 29.1.87 "spetta al Commissario il mandato di provvedere ad ogni adempimento patrimoniale e fiscale e di qualsiasi altra natura connesso con la gestione dell'Ente fino alle consegne agli organi delle nuove aziende di promozione turistica";
E CHE PERTANTO, il Collegio dei Revisori dei Conti altro non può fare, come pare sia avvenuto, che constatare e verificare la situazione contabile appalesata sia dalla segreteria, che dal Commissario dell'Azienda, con particolare riguardo all'analisi dei conti consuntivi approvati dal commissario e verificati dal Collegio dei Revisori dei Conti;
ATTESO CHE nel caos contabile che sta alla base delle disfunzioni amministrative evidenti, divenute regola costante nella gestione dell'AAST di Courmayeur sono ravvisabili:
1) l'assenza per anni di una contabilità basata sulle reversali di cassa firmate dal Presidente-Commissario e controfirmate dal Segretario amministrativo e poi inoltrate all'Istituto di Credito tesoriere dell'Azienda di Courmayeur;
2) la contestuale presenza di un libretto al portatore quale strumento di deposito e di prelievo di parte degli incassi, libretto usato dagli uffici dell'Azienda in luogo ed in violazione delle procedure e delle norme vigenti sulla contabilità degli Enti Pubblici e segnatamente delle Aziende di Soggiorno, in quanto le riscossioni ed i pagamenti debbono aver luogo con le norme stabilite per le riscossioni ed i pagamenti dei Comuni ai sensi del II comma dell'art. 23 del Regolamento;
NOTATO CHE in più occasioni i commercianti di Courmayeur sono intervenuti unitamente agli albergatori con contributi per ripianare i deficit di cassa dell'Azienda di Soggiorno di Courmayeur e che ancora oggi essi attendono una plausibile spiegazione sulle distrazioni di denaro pubblico inspiegabilmente verificatesi con un ritmo costante e crescente, senza che gli Organi dell'Azienda e l'Amministrazione regionale provvedessero al recupero - previsto dalla legge - del denaro mancante ed alla adozione dei provvedimenti cautelativi e disciplinari del caso, insabbiando sia gli esposti di taluni amministratori, sia le pur blande inchieste condotte a seguito degli esposti stessi;
VISTO CHE, la stessa civica Amministrazione di Courmayeur, nonché gli operatori economici della stazione turistica, di fronte a simili avvenimenti e dalle incapacità della AAST di Courmayeur di promuovere iniziative valide per 11 rilancio turistico, hanno dato vita e sostegno finanziario consistente ad un Centro Congressi, che con la sua attività svuota la presenza dell'AAST di Courmayeur di qualsiasi significato che non sia quello della pura e semplice raccolta dell'imposta di soggiorno;
Tutto ciò premesso il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
DELIBERA
1) di incaricare la III Commissione consiliare permanente per lo sviluppo economico di svolgere una indagine amministrativa approfondita sul funzionamento e sulla grave situazione contabile dell'Azienda di Soggiorno e Turismo di Courmayeur riferendo entro 30 giorni al Consiglio;
2) di invitare l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali a ricondurre l'AAST di Courmayeur nella legalità, richiedendo - ai sensi dell'art. 4 della legge n. 9 del 29 gennaio 1987, nonché del Regolamento per l'esecuzione della legge 1 luglio 1926 n. 1380 e altresì della legge 27 agosto 1960 n. 1042 art. 8 - al Commissario dell'Ente di procedere al recupero delle somme sottratte provenienti dall'imposta di soggiorno, come previsto dalla legislazione vigente.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Su questo problema abbiamo già avuto modo di discutere ampiamente nel Consiglio del 22 e 23 dicembre scorso, quando presentai una interpellanza sulla grave situazione di illegalità contabile ed amministrativa presso l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Courmayeur. In quella occasione, l'Assessore, rispondendo alla mia richiesta di far svolgere un'indagine amministrativa, aveva dichiarato:
"Dovremmo attendere gli esiti dell'inchiesta giudiziaria prima di avviare la doverosa azione di contestazione degli addebiti e di recupero forzato delle somme sottratte dalla Cassa dell'Azienda derivanti dall'imposta di soggiorno".
La dichiarazione dell'Assessore, non distinguendo il profilo penale della vicenda da quello prettamente amministrativo, risulta falsa, fuorviante ed illegittima, e può essere ricondotta ad un chiaro invito rivolto al Commissario a non svolgere i suoi compiti di istituto, scaricando ogni responsabilità di controllo sui Revisori dei Conti, risuscitati, per l'occasione, con la deliberazione n. 3280/VIII del 25.11.87. In quella occasione era stata presentata una delibera a chiarimento del 2° comma dell'art. n. 22 della legge regionale 29 gennaio 1987 n. 9.
Il primo appunto che posso fare è che, a seguito di quell'interpellanza, che probabilmente era stata presentata proprio in quei giorni, si è subito provveduto a porre rimedio ad una certa situazione.
La risposta dell'Assessore al Turismo, secondo me, è falsa e fuorviante e, direi, anche illegittima per le ragioni che seguono. Innanzitutto, in base al vigente Regolamento per la esecuzione della legge n. 1380 del 1 luglio 1926, sulle stazioni di cura, soggiorno, o turismo, modificata con regio decreto legge n. 1193 del 23 giugno 1927, spetta al Presidente - ai sensi dell'art. 9 - firmare i mandati di pagamento, le reversali e tutti gli atti in genere dell'Azienda, avendone egli la rappresentanza giuridica e sovrintendendo a tutto l'andamento dei servizi che dipendono dalla stazione turistica.
In secondo luogo, ai sensi dell'art. 11 del citato regolamento, è compito del Segretario - tra l'altro - controfirmare i mandati di pagamento, le reversali ecc. ecc. Ai sensi dell'art. 23 della stessa legge, infine, l'incaricato dei servizi di cassa, prima di assumere l'ufficio, deve versare la cauzione o il supplemento di cauzione.
Il Presidente, inoltre, - ai sensi dell'art. 24 - deve verificare almeno una volta ogni bimestre, lo stato di cassa dell'Azienda, nonché la tenuta della relativa contabilità, redigendo i verbali da comunicare per copia alla Amministrazione comunale ed alla Prefettura. Questo dice la legge.
Inoltre, è stato appurato che, ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 1042 del 27.8.1960, spetta al Presidente - nella fattispecie al commissario - in base all'art. 8, "emanare gli atti occorrenti al regolare funzionamento dell'Ente". In base al IV comma dell'art. 22 della legge regionale 29.1.87"spetta al Commissario il mandato di provvedere ad ogni adempimento patrimoniale e fiscale e di qualsiasi altra natura connesso con la gestione dell'Ente fino alle consegne agli organi delle nuove aziende di promozione turistica".
Pertanto, il Collegio dei Revisori dei Conti altro non può fare, come pare sia avvenuto, che constatare e verificare la situazione contabile appalesata sia dalla segreteria che dal Commissario dell'Azienda, con particolare riguardo all'analisi dei conti consuntivi approvati dal Commissario e verificati dal Collegio dei Revisori dei Conti.
Tengo a precisare che i Revisori dei Conti hanno constatato, come aveva ampiamente illustrato l'Assessore, nel corso della risposta data alla mia interrogazione, che vi era stata una sottrazione di circa 14.800.000 lire.
Quindi, nel caos contabile che sta alla base delle disfunzioni amministrative, divenute ormai quasi regola costante nella gestione dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Courmayeur sono ravvisabili:
1) l'assenza per anni di una contabilità basata sulle reversali di cassa firmate dal Presidente-Commissario e controfirmate dal Segretario amministrativo e poi inoltrate all'Istituto di Credito tesoriere dell'Azienda di Courmayeur;
2) la contestuale presenza di un libretto al portatore quale strumento di deposito e di prelievo di parte degli incassi, libretto usato dagli uffici dell'Azienda in luogo ed in violazione delle procedure e delle norme vigenti sulla contabilità degli Enti Pubblici e segnatamente delle Aziende di Soggiorno, in quanto le riscossioni ed i pagamenti debbono aver luogo con le norme stabilite per le riscossioni ed i pagamenti dei Comuni ai sensi del II comma dell'art. 23 del Regolamento.
Tutto ciò dimostra anche tutta la prassi di irregolarità amministrativo-contabili nell'azienda.
In più occasioni, inoltre, i commercianti di Courmayeur sono intervenuti, unitamente agli albergatori, con contributi per ripianare il deficit di cassa dell'azienda di Soggiorno di Courmayeur. Ricordo che circa tre anni fa vi era stato un ammanco vicino ai 60 milioni, una trentina dei quali è stata appianata con i contributi degli albergatori e dei commercianti di Courmayeur.
La mozione che io ho presentato è quasi una denuncia, nel senso che illustra tutte le leggi e tutti i regolamenti che devono essere a fondamento di una amministrazione pubblica e, soprattutto, di un ente pubblico come l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
Poiché nell'azienda in questione si è verificata una serie di notevoli violazioni e vi sono state sottrazioni di ingenti somme, avevo chiesto all'Assessore, visto anche che sullo stesso problema è già stata inoltrata una denuncia alla Procura della Repubblica da parte dell'ex Presidente dell'Azienda Autonoma di Soggiorno, di procedere comunque, così come è prescritto dalla legge, nei confronti dei responsabili dell'ammanco, con una indagine di carattere amministrativo.
Come ho citato nelle premesse della mozione, l'Assessore mi aveva risposto allora dicendo che, in presenza dell'indagine di carattere penale, era del tutto superfluo procedere con una indagine di carattere amministrativo.
Con questa mozione, e in assenza di un'indagine amministrativa, mi prefiggo di raggiungere l'obiettivo di incaricare la III Commissione consiliare di svolgere un'indagine amministrativa per appurare tutte le illegalità e le sottrazioni di denaro pubblico che sono avvenute e che avvengono in quell'Azienda Autonoma di Soggiorno.
Oltre a ciò, mi prefiggo di chiedere all'Assessore di intervenire, ai sensi dell'articolo 18 della legge che noi abbiamo votato l'anno scorso, e che recita testualmente:
"In caso di omissione o di ritardo nell'adozione di un atto obbligatorio, l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, diffida a compierlo, assegnando un termine, trascorso il quale, dispone l'invio di un Commissario per il compimento dell'atto stesso".
L'Assessore al Turismo, quindi, ha la responsabilità di intervenire.
L'articolo 17, inerente ai controlli, recita, inoltre:
"Tutte le deliberazioni del Consiglio di amministrazione devono essere inviate all'Assessore regionale al Turismo, entro 15 giorni dalla loro adozione, fatta eccezione per le deliberazioni di cui al successivo comma...".
Gli articoli citati dimostrano quindi che l'Assessorato ha il diritto-dovere di intervenire per fare chiarezza sull'intera vicenda. Lo scopo della mozione, del resto, è proprio quello di chiarire se, da parte dell'Assessorato, siano state poste in essere tutte le doverose iniziative amministrative previste dalle leggi, per individuare i responsabili degli ammanchi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (D.C.): Poiché la mozione è abbastanza complessa, cercherò di dare tutte le risposte possibili.
Il commissario dell'Azienda di soggiorno di Courmayeur, nella primavera del 1987, non appena venne a conoscenza di alcune difformità contabili, provvide a far svolgere un'indagine interna.
Successivamente, viste le risultanze di questa prima indagine, nella sua veste di pubblico ufficiale, provvide a sporgere denuncia, in merito, alla Procura della Repubblica.
Contemporaneamente, l'Assessorato incaricava i Revisori dei Conti di determinare l'entità dell'effettivo ammanco, perché non disponeva ancora di alcun dato contabile. Nel frattempo il commissario, signor Garin, rassegnava le dimissioni e, a fine luglio, veniva sostituito da un nuovo commissario.
I Revisori dei Conti terminarono il loro lavoro nell'ottobre del 1987, dopo aver appurato che, effettivamente, nel corso del 1986 si era verificato un ammanco nelle somme relative alla tassa di soggiorno che l'Azienda percepisce per conto dell'Automobile Club.
La relazione inviata dai Revisori dei Conti all'Assessorato veniva inoltrata, da quest'ultimo, al Commissario dell'Azienda, con l'invito a procedere al ricupero delle somme mancanti, essendone stata determinata la precisa entità.
Il Commissario, dopo aver consultato un legale, invitava il personale addetto alla riscossione della tassa di soggiorno ad integrare il denaro che risultava mancante. Tale provvedimento è stato adottato prescindendo dalle risultanze alle quali perverrà l'inchiesta giudiziaria in corso, senza sapere, cioè, se coloro che erano preposti alla riscossione della tassa di soggiorno risulteranno penalmente responsabili o meno. Dalla relazione dei Revisori dei Conti risulta, altresì, chiaro che, dal luglio del 1987, all'interno dell'azienda sono state ripristinate tutte le corrette procedure amministrative.
In passato, esattamente nel 1982, l'Azienda di Courmayeur ha ricevuto dal l'Associazione degli albergatori di Courmayeur un contributo straordinario, non al fine di integrare un ammanco, bensì per supplire ad un mancato contributo del Comune. Non risultano, quindi, anomalie, anche nei confronti dei Revisori dei Conti che hanno esperito le loro indagini a partire dal 1982. A noi, pertanto, non risulta tuttora che ci sia stato un ammanco di 60 milioni, coperto, parzialmente, con un contributo degli albergatori.
L'unico contributo dato dall'Associazione degli albergatori e dei commercianti di Courmayeur, che risulta dall'indagine dei Revisori dei Conti, è quello del 1982, che non è stato dato per coprire un ammanco, ma solo per supplire al mancato versamento di un contributo dell'Amministrazione comunale.
La nuova Associazione di operatori turistici, sorta a Courmayeur con i contributi di cui alla legge regionale 24 agosto 1982 n. 47, prevede di inserire l'Azienda di Soggiorno nel proprio esecutivo, dal quale era esclusa dalla precedente associazione, proprio perché riconosce che sia all'Azienda di Soggiorno che al Comune, compete un ruolo molto importante. Nel triumvirato di gestione di questa nuova Associazione di operatori turistici (rappresentanti del Comune, dell'Azienda di Soggiorno e degli Operatori turistici), quindi, è stato inserito anche l'attuale Commissario e, in futuro, sarà inserito il suo Presidente.
In conclusione, si può ritenere che l'unico ammanco accertato dai Revisori dei Conti è quello che è già stato oggetto di denuncia alla Magistratura ordinaria e che ha già dato l'avvio ad un'azione di recupero nei confronti del personale responsabile della cassa.
I problemi amministrativi del passato sono ormai superati e le procedure introdotte dall'attuale Commissario, sin dall'estate scorsa, sono perfettamente in armonia con le norme in materia di contabilità delle Aziende di Soggiorno. Non si vede, quindi, quale utilità possa avere un'ulteriore verifica da parte della III Commissione consiliare che, evidentemente, non potrebbe accertare nulla di diverso da quanto è già emerso in seguito all'indagine svolta dai Revisori dei Conti.
D'altro canto, come è stato detto, sia l'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, sia il Commissario dell'Azienda hanno già avviato le procedure richieste dal punto 2) della mozione, ai sensi della legislazione vigente. Va altresì ribadito che il definitivo accertamento delle responsabilità è, ormai, di competenza della Magistratura ordinaria, il cui pronunciamento è opportuno attendere, prima di compiere ulteriori passi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Ringrazio l'Assessore per essere stato molto preciso nelle risposte, anche se dubito che sia stato molto sincero.
Non è certamente mia intenzione voler infierire su un problema di questo genere, ma tendo solo a fare chiarezza in modo che nei confronti dei responsabili di certi fatti, già avvenuti o che ancora avvengono nelle amministrazioni pubbliche, si proceda applicando la legge.
Anche se ho alcuni dubbi sulle risposte dell'Assessore e sui tempi di applicazione di queste iniziative, altrimenti non si spiegherebbe perché lo stesso Assessore, rispondendo a suo tempo alla mia interrogazione, si era espresso diversamente, dicendo testualmente:
"Dobbiamo attendere gli esiti dell'inchiesta giudiziaria prima di avviare la doverosa azione di contestazione degli addebiti". Non è questo, tuttavia, il problema.
Prendo atto della volontà di fare chiarezza e di andare sino in fondo nell'applicazione della legge affinché nell'Azienda Autonoma di Soggiorno di Courmayeur terminino quell'andazzo e quel modo di gestire piuttosto anomalo che hanno reso possibili sottrazioni di denaro e la messa in atto di una gestione, a volte, personalistica.
Pur non ritenendomi totalmente soddisfatto, prendo in parola l'Assessore, che ha detto che è in corso una formale indagine di carattere amministrativo, e lo prego di farmi conoscere, ovviamente al termine dei lavori, le conclusioni della stessa commissione.
In considerazione della volontà espressa dall'Assessore, ritiro la mozione che ho presentato.
PRESIDENTE: Nel ringraziare il Consigliere Aloisi, informo il Consiglio che il presentatore ha ritirato la mozione in oggetto.
