Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3471 del 3 febbraio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3471/VIII - PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO PER L'ATTRIBUZIONE DELL'INDENNITÀ DI BILINGUISMO AL PERSONALE DELLA SCUOLA. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Cout e Dolchi.

INTERPELLANZA

Nel corso di incontri avuti con le Organizzazioni Sindacali della Scuola per ciò che riguarda la concessione dell'indennità di bilinguismo al personale della scuola, l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione aveva dichiarato di ritenere indispensabile ottenere una "delega" dal Governo, per poter procedere.

In un successivo incontro l'Assessore Faval ha rinviato la questione ad un intervento della Presidenza della Giunta regionale.

Nel protocollo d'intenti tra l'Amministrazione regionale (rappresentata dal Presidente e da una Commissione del Consiglio regionale) e le Organizzazioni Sindacali CISL, CGIL, SAVT, UIL, siglato il 22 dicembre 1987, relativamente alle norme contrattuali che riconoscono l'indennità di bilinguismo ai dipendenti pubblici operanti in Valle d'Aosta, per ciò che riguarda il comparto della scuola, si dice espressa mente: "In riferimento alla dichiarazione a verbale contenuta nell'ipotesi di accordo del 9.2.87 riguardante il comparto del personale della scuola, l'Amministrazione regionale promuoverà atti legislativi necessari a corrispondere anche al personale ispettivo, direttivo e docente, l'indennità di bilinguismo".

Da fonte sindacale apprendiamo che "Negli incontri avuti con le OO.SS. della scuola, il Presidente della Giunta Rollandin ha dichiarato di non aver l'intenzione di richiedere alcuna delega al Consiglio dei Ministri, ma di voler predisporre subito un disegno di legge regionale che fissi le modalità per la corresponsione della indennità al personale in servizio nelle scuole della Regione, tenuto conto che si tratta di un intervento non sui livelli retributivi (che per effetto del D.P.R. 861/75 non possono essere difformi da quelli previsti per il personale dei corrispondenti ruoli dello Stato), ma di una semplice indennità "regionale" corrisposta a tutti i pubblici dipendenti della Regione.

Il Presidente della Giunta ha fornito assicurazione in merito all'entità, pari a quella fissata per gli altri comparti, ed in merito alla decorrenza, non successiva a quelle previste dalle altre amministrazioni".

Così vi è stato da parte del Presidente della Giunta un impegno a definire il disegno di legge d'intesa con le organizzazioni sindacali della scuola, e a stabilire le modalità per la corresponsione anche sulla base di quanto previsto dal protocollo d'intesa siglato dalle forze politiche e dalle organizzazioni sindacali.

Esistono in questa materia ancora di versi aspetti da definire, tra cui, ad esempio, la questione di un possibile intervento futuro di incentivazione per quei settori interessati dalla applicazione degli articoli 39 e 40 dello Statuto e la questione delle eventuali modalità da applicare al personale della scuola non in possesso del requisito della conoscenza della lingua francese analogamente a quanto previsto per gli altri comparti del Pubblico Impiego dal protocollo d'intesa siglato tra l'Amministrazione regionale e le Organizzazioni Sindacali, o la questione della decorrenza, per cui è auspicabile al più presto un confronto su queste questioni tra l'Amministrazione regionale, le varie forze politiche e le organizzazioni sindacali.

Ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta e l'Assessore alla Pubblica Istruzione per sapere:

1) se è stato già predisposto dalla Giunta regionale un testo di legge regionale per la corresponsione della indennità di bilinguismo al personale della scuola in ottemperanza agli impegni assunti;

2) se intende sottoporre, in che modo ed entro quale termine il testo del disegno di legge alla discussione delle forze politiche in Consiglio e delle OO.SS.;

3) quali sono i contenuti e le scelte che intendono proporre con tale disegno di legge sui principali problemi inerenti l'applicazione dell'indennità di bilinguismo al personale della scuola in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Ferma restando l'ipotesi di interventi comuni, suggerita nel protocollo d'intenti sottoscritto tra l'Amministrazione regionale e le Organizzazioni Sindacali, occorre rilevare che, per quanto riguarda l'applicazione dell'indennità di bilinguismo ai dipendenti pubblici in Valle d'Aosta, si sta procedendo in modo piuttosto articolato. Alcuni Comuni hanno già deciso di corrispondere questa indennità, altri, invece, devono ancora assumere decisioni in merito.

Qualche indecisione rimane ancora per il personale della scuola. Occorre dire che in seno alla Giunta regionale, o comunque in seno alla maggioranza, si sono registrate, nel corso del tempo, diverse posizioni. In un primo tempo, l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione aveva detto che, per poter procedere alla corresponsione dell'indennità di bilinguismo al personale della scuola, occorreva attendere o comunque ottenere una delega dal Governo.

In un secondo tempo, nel corso della discussione che portò alla sottoscrizione del protocollo d'intenti tra l'Amministrazione regionale e le OO. SS., il Presidente della Giunta assunse una posizione diversa, sulla quale ci sembra di poter concordare. Sostenne infatti che, per estendere l'indennità di bilinguismo al personale della scuola, l'Amministrazione regionale avrebbe dovuto promuovere gli atti legislativi necessari a tale corresponsione. Il Presidente giustificava la sua posizione - sulla quale, peraltro, riteniamo di poter concordare - affermando che tale indennità è diversa dallo stipendio, così come esso è previsto sulla base del D.P.R. n. 861 del 1975, perché è una indennità corrisposta a tutti i pubblici dipendenti della Regione e, perciò stesso, è da considerare diversa dallo stipendio del personale della scuola. Nel corso di quell'incontro, il Presidente della Giunta aveva anche assicurato che tale indennità sarebbe stata pari a quella degli altri comparti del pubblico impiego ed avrebbe avuto analoga decorrenza.

Noi siamo convinti, tuttavia, che alcuni problemi dovrebbero essere meglio definiti. Il primo si riferisce ad un eventuale o possibile intervento di incentivazione per i settori interessati all'applicazione degli articoli 39 e 40 dello Statuto speciale. Credo che si debba assumere qualche decisione in merito.

Altro problema è quello relativo ai criteri d'intervento nei confronti del personale della scuola che non ha superato l'esame di bilinguismo. È una questione che mi interessa direttamente, visto e considerato che sono tra coloro che non hanno superato quell'esame.

C'è, infine, l'importante problema della decorrenza della corresponsione di tale indennità. Credo che, su quest'ultimo problema, sia necessario intervenire al più presto, per non essere costretti ad applicare decorrenze con effetto retroattivo.

Noi crediamo che il Presidente della Giunta si sia già preoccupato di predisporre questo testo di legge. Non vorremmo però svolgere un ruolo di semplice opposizione, sia pure critica, perché, invece, vorremmo contribuire in modo propositivo. Avevamo chiesto, infatti, che non fosse solo il Presidente a discutere con le Organizzazioni Sindacali, su questo tema, ma tutto il Consiglio, o comunque una sua rappresentanza. Ora pensiamo che sia necessario discutere ancora o che, almeno, siano coinvolte le forze sociali più direttamente interessate o coloro che sono più direttamente interessati, ovviamente, attraverso la rappresentanza delle OO.SS.

Saremo grati, pertanto, al Presidente se ci volesse anticipare qualcosa, chiarendoci il modo in cui intende procedere per consentire che, su questo tema, si svolga quel dibattito che, a nostro parere, è quanto mai necessario.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): M. Cout a rappelé ce qui s'est passé et se passe à propos de l'indemnité de bilinguisme, tout particulièrement pour ce qui est des communes. M. Cout sait sans doute qu'il y a eu un accord entre l'ANCI et les organisations syndicales qui a précédé l'accord général signé successivement par l'Administration régionale et les dites Organisations syndicales et selon cet accord, certaines communes ont décidé de procéder d'une manière autonome.

A ce propos, une lettre a été envoyée aux communes dans laquelle étaient précisés les contenus de l'accord entre Administration régionale et forces syndicales. Une rencontre a eu lieu avec les représentants des communes et ceux-ci se sont déclarés disposés à prendre en considération les résultats de cet accord: il sera prévu des Commissions compétentes pour l'examen de ceux qui n'en ont pas encore eu l'occasion, composées de 3 membres: 1 représentant de la commune, un membre expert de français et un représentant de l'Administration régionale; pour les Ministères le représentant appartiendra à la fonction publique.

Pour le problème soulevé directement par cette interpellation, je dois dire que l'exposition de M. Cout ne correspond pas entièrement à ce qui s'est passé. C'est vrai qu'il y a eu des rencontres, les premières, entre l'Assesseur Faval et les organisations syndicales. A ce moment-là la possibilité de présenter une requête au gouvernement comme le prévoit la loi n° 861, à été envisagée aux fins de pouvoir octroyer l'indemnité de bilinguisme au personnel de l'école.

Par la suite une rencontre a eu lieu avec les organisations syndicales, où il a été décidé d'examiner l'ensemble du problème lorsque la Commission décidée par le Conseil aurait été fixée. Par conséquent, il n'y a plus eu de rencontres directes entre l'Assesseur et les organisations syndicales qui avaient décidé d'examiner l'ensemble du problème tel qu'il en avait été décidé au Conseil.

Je crois qu'il n'y a absolument pas eu d'incompréhension ou de différence entre ce qu'a dit l'Assesseur et ce que nous avons décidé. En effet, par la suite, j'ai reçu une circulaire du Département de la Fonction publique que j'ai soumise à l'attention des forces politiques et syndicales, lors des rencontres. Cette circulaire donne toute une série de précisions sur l'indemnité et sur ceux qui sont en droit d'attendre cette indemnité (Police d'Etat, différents départements); on a dit, pour la question de notre région, que tale corrispondenza tra personale dello stesso comparto in servizio nelle Regioni autonome a Statuto speciale, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, comporta una correlazione sostanziale tra le norme del trattamento economico collegato alla professionalità e alla conoscenza effettiva della seconda lingua, tale che non potrebbe manifestarsi alcuna differenziazione nella determinazione dei soggetti destinatari e degli aspetti quantitativi afferenti all'indennità di bilinguismo".

Suite à cette circulaire il y a même eu la possibilité d'en discuter avec le directeur du Ministère compétent de la Fonction publique, en donnant la dernière interprétation, c'est-à-dire que, face à une interprétation de ce genre, il était possible de prévoir tout de suite un projet de loi régional, susceptible de reprendre dans son ensemble les contenus de cette circulaire et donc de dépasser les dispositions de la loi n° 861.

Je crois donc qu'il n'y a pas eu de malentendu, ni de changement d'avis. Je suis heureux de constater que M. Cout n'a jamais pensé à des malentendus. Enfin, l'intention de M. Cout était de savoir à quel point on était de la préparation... C'est la substance qui intéresse M. Cout.

Des contacts ont déjà été pris avec les fonctionnaires, même si l'on attend encore ce rendez-vous avec le Ministre, que j'ai sollicité, en vue d'éclaircir les problèmes soulevé par la Commission. Le projet de loi, en tout cas, est en voie de préparation. Lorsque nous aurons le texte, nous réunirons la Commission et, avec l'Assesseur, nous pourrons examiner le texte avant qu'il soit proposé à l'attention du Conseil.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Speravamo di conoscere anche qualche contenuto del disegno di legge, ma auspichiamo che ciò avvenga al più presto. L'importante è che della questione si riesca a discutere tutti insieme e questo era appunto uno degli obiettivi dell'interpellanza. Ci dispiacerebbe, infatti, se non potessimo discutere in merito, così come, ad esempio, non siamo riusciti a discutere in Consiglio, nonostante le promesse, sull'adattamento dei programmi della scuola elementare. Forse, sono già stati firmati dal Ministro, ma sembra che nessuno, in questo Consiglio, oltre all'Assessore, ne abbia mai potuto prendere visione.

Intendiamo sottolineare che, anche come minoranza, vorremmo partecipare alle decisioni, assumendoci ovviamente la responsabilità delle nostre proposte, così come, del resto, è nostro costume da sempre.