Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3472 del 3 febbraio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3472/VIII - SENTENZA DI CONDANNA NEI CONFRONTI DEL RESPONSABILE DI SERVIZIO E COORDINATORE AMMINISTRATIVO DELL'UNITÀ SANITARIA LOCALE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Aloisi.

INTERPELLANZA

AVENDO APPRESO la notizia della conferma della sentenza di condanna emessa nei giorni scorsi dalla Corte d'Appello di Torino, nei confronti del Dottor Alberto Morelli responsabile di servizio e coordinatore amministrativo dell'Unità Sanitaria Locale;

RITENUTO CHE, per dare credibilità all'intera struttura dirigenziale dell'USL così profondamente compromessa dai fatti sopracitati, sia opportuno richiedere ed accettare le immediate dimissioni da tali incarichi e dagli altri di fiducia attualmente ricoperti;

il sottoscritto Consigliere regionale del MSI-DN

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere come intenda comportarsi in ordine a quanto sopra enunciato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Nell'U.S.L. della Valle d'Aosta, da ben 6 anni, esiste una situazione di illegittimità, perché sono state attribuite posizioni apicali e posti di responsabilità a personale medico che non ha i relativi titoli.

È da anni che, in quest'aula, si discute su questo problema. Ricordo, brevemente, all'Assessore che una prima interrogazione era stata presentata il 23.4.1983 dall'allora Consigliere Carlassare; il 19.9.1984 è stata presentata un'altra interrogazione ad opera del Consigliere Baldassare; il 31.12.1984 il sottoscritto aveva presentato una prima interrogazione, una seconda il 9.5.1986 ed una terza il 26.6.1986; ne seguì un'altra il 25.11.1986 e, infine, l'ultima interrogazione del sottoscritto fu presentata il 4.3.1987. Nonostante tutte queste interrogazioni e tutte le denunce che, però, non sono state citate in quest'aula, la situazione continua ad essere la stessa di sei anni fa, cioè una situazione di grave illegalità.

Vorrei chiedere all'Assessore perché non vengano assunti provvedimenti. Eppure il Tribunale di Aosta, nel luglio scorso, ha condannato il dottor Morelli per falso. Nei giorni scorsi, quella stessa condanna è stata ribadita dalla Corte d'Appello di Torino, che ha nuovamente condannato il dottor Morelli.

Il sottoscritto, nel mese di agosto, ha presentato una denuncia, su questo problema, nei confronti del Comitato di gestione dell'U.S.L. e dei responsabili della Giunta regionale. Perché?

"Per aver gli stessi organi, in concorso tra loro, attribuito indebitamente al dottor Alberto Morelli e al dottor Fabio Mazzoli, funzionari, rispettivamente, del ruolo amministrativo dell'INAM e del ruolo sanitario dell'ENPI, confluiti nell'U.S.L., la posizione funzionale apicale dell'XI° livello in seno all'U.S.L.; per aver, a tal fine, attestato, in contrasto con la realtà documentale, che le funzioni di direttore della Sede INAM di Aosta erano espletate, alla data del 20.12.1979, dal dottor Morelli, che è stato poi condannato, dal Tribunale di Aosta e dal Tribunale di Torino, per falso; per aver, indebitamente, iscritto i funzionari stessi, in posizione apicale, negli ultimi ruoli nominativi regionali; per aver attribuito al dottor Morelli la qualifica di direttore amministrativo-caposervizio, nonché la funzione di coordinatore amministrativo e quella di responsabile del servizio di assistenza di base del servizio economico finanziario; per aver attribuito al dottor Mazzoli la qualifica di dirigente sanitario e la funzione di responsabile del servizio di igiene pubblica ed ambientale e per aver omesso di ottemperare alle disposizioni ministeriali del Ministero del Tesoro, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, e alla diffida del rappresentante del Tesoro in seno al Collegio dei Revisori dei Conti".

Di fronte a questa situazione, di fronte alle documentate e varie denunce presentate in quest'aula, di fronte ad una denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica di Aosta, di fronte ad una interrogazione parlamentare, presentata nel mese di dicembre, con la quale è stato investito del problema il Ministero della Sanità e sono stati chiamati in causa i responsabili politici ed i dirigenti dell'U.S.L. per la gravissima situazione di illegalità che perdura, ormai, da sei anni, io chiedo all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale di essere informato sulle motivazioni che giustificano il protrarsi nel tempo di questa situazione e sulle sue intenzioni in merito all'assunzione o meno di seri provvedimenti per porre termine a quella illegittima situazione che esiste presso l'U.S.L. e, soprattutto, per restituire chiarezza e serenità a tutti i componenti dell'U.S.L. della Vale d'Aosta. Di fronte ad una situazione di questo genere, infatti, essi si sentono defraudati e non sufficientemente tutelati, perché vengono attribuite responsabilità a chi non hai titoli di idoneità per svolgere quelle specifiche funzioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Intanto mi permetto di contestare il Consigliere Aloisi quando parla di "situazione di grave illegalità", perché quella affermazione è del tutto gratuita e non ha nulla a che fare con quanto è stato dimostrato finora. Gli ricordo, inoltre, che le interpellanze, le mozioni e le interrogazioni, non sono attestati di condanna. Un Consigliere è libero di presentare sempre la stessa interpellanza o la stessa interrogazione, alle quali, ovviamente, noi risponderemo sempre nello stesso modo.

Al Consigliere Aloisi, che "interpella l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere come intenda comportarsi in ordine a quanto sopra enunciato", dico che non è questione di volersi comportare in un modo o in un altro, perché ci si deve attenere alle leggi. Gli ricordo, inoltre, che l'articolo n. 117 del DPR n. 3 del 1957 e l'articolo n. 51 della legge n. 761 del 1979 dicono che non si possono assumere provvedimenti nei confronti di un dipendente fino a quando non è stata emessa una sentenza definitiva. La sentenza di secondo grado, per l'appunto, essendo stata impugnata presso la Cassazione, non è passata in giudicato e quindi non è definitiva.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Mi meraviglio che l'Assessore si permetta di dichiarare che le mie affermazioni sono gratuite.

Il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, compiute le opportune verifiche, ha invitato l'U.S.L. a procedere all'immediata revoca di tutti i provvedimenti adottati ed a relazionare, in merito, alla Ragioneria Generale dello Stato. Il Collegio dei Revisori dei Conti, quindi, dopo aver fatto un'indagine, ha constatato la presenza di questa illegittimità e di questa illegalità, ma un Assessore regionale si permette di dire che le mie affermazioni sono gratuite. Io lo ringrazio, ma gli ricordo che è già stata depositata una denuncia e mi auguro che la Procura della Repubblica proceda celermente e vagli a fondo questa situazione.

Vorrei, però, far presenti all'Assessore le contraddizioni che esistono all'interno della Presidenza dell'U.S.L., la cui responsabilità, chiaramente, ricade, anche se in modo indiretto, sull'Assessorato. Vengono usati, infatti, metodi diversi e vengono applicati due pesi e due misure. Lei mi dice, ad esempio, che il dottor Morelli deve rimanere al suo posto sino a quando non vi sarà una sentenza definitiva, ma si dimentica che vi sono già state due sentenze di condanna, delle quali, però, non si tiene conto.

L'Assessore, tuttavia, deve ricordare la dottoressa Ottenga ed il dottor Frezza, che erano stati sospesi dall'incarico e costretti a rassegnare le dimissioni, pur essendo stati poi assolti in sede di appello, e non condannati, come invece è accaduto al dottor Morelli. Vede, quindi, che ci sono due pesi e due misure! Non accetto, pertanto, la sua risposta, perché la situazione deve essere di chiara legalità per tutti quanti.

Visto, inoltre, che questa situazione perdura da ben sei anni, nel corso dei quali ci sono stati vari interventi del Collegio dei Revisori dei Conti che ha denunciato questa situazione di illegalità e di illegittimità, e che, in questo caso specifico, sono rimaste inapplicate delle leggi dello Stato, perché non vengono presi dei provvedimenti?

In ogni caso, al di là di questo falso, che esiste realmente perché è testimoniato da due condanne, la prima della Magistratura di Aosta e la seconda della Corte d'Appello di Torino, che non sono state affatto inventate dal Consigliere Aloisi, rimane il fatto che questo personaggio, il dottor Morelli, continua a ricoprire quel posto di responsabilità, pur non avendone i titoli. Tutto ciò, quindi, avviene con la complicità dell'Amministrazione regionale.

Il caso del dottor Morelli non è il solo, perché ve ne sono altri, ed io mi propongo di ripresentare, nel corso delle prossime sedute consiliari, lo stesso problema per gli altri personaggi e mi riferisco al dottor Mazzoni, al dottor Barbero e ad altri ancora. Va posto rimedio a questa situazione di illegalità, perché questo Assessorato e questa Amministrazione non hanno la volontà politica di fare chiarezza.

Aspetteremo la risposta del Ministero della Sanità per sapere se, almeno a livello ministeriale, si intenda fare chiarezza e ripristinare la legalità.

Si dà atto che alle ore 11,43 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.